{"id":36460,"date":"2017-11-24T10:52:13","date_gmt":"2017-11-24T09:52:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36460"},"modified":"2017-11-23T23:04:35","modified_gmt":"2017-11-23T22:04:35","slug":"psichedelia-europeista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36460","title":{"rendered":"Psichedelia europeista"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Gianmaria Vianova)<\/strong><\/p>\n<p><em>L\u2019Unione Europea si sta rivelando un mostro affetto da schizofrenia e confusione. Immersa in un perenne viaggio psichedelico, non si comprende dove si trovi al momento e nemmeno dove voglia andare. Tentiamo di dare ordine al caos facendo la spola tra passato, presente, futuro e dimensioni alternative.<\/em><\/p>\n<p>Quando non si hanno argomenti\u00a0<strong>si procede per luoghi comuni<\/strong>. Avete presente, no? Grande \u00e8 la confusione sotto al cielo di Bruxelles: la situazione \u00e8 perfetta. Ma anche: se vogliamo che tutto rimanga come \u00e8, bisogna che tutto cambi. Sembra che pochi, sinceramente, stiano comprendendo il destino di questa\u00a0<strong>sgangherata Unione Europea<\/strong>. L\u2019operazione simpatia che circonda le istituzioni comunitarie, sempre pi\u00f9 in preda ad una schizofrenia cronica, ha l\u2019obbiettivo di tranquillizzare: il sogno europeo \u00e8 vivo e combatte insieme a noi, ci mancherebbe, solo fate finta che tutto questo casino non stia accadendo, grazie. Poi il dubbio. Fidarsi di\u00a0<strong>Francesco Sole<\/strong>, nuovo uomo immagine reclutato dall\u2019Unione, oppure di un documento del governo federale tedesco intitolato\u00a0<em>Prospettive strategiche 2040<\/em>?<\/p>\n<div id=\"attachment_92428\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-92428\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/23244266_937929283043100_5651074397125836194_n.jpg\" alt=\"Francesco Sole, alias Gabriele Dotti, \u00e8 uno dei cosiddetti influencer invitati al Parlamento Europeo: suo il compito di istruire le nuove generazioni riguardo i pericoli del web.\" width=\"810\" height=\"540\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Francesco Sole, alias Gabriele Dotti, \u00e8 uno dei cosiddetti influencer invitati al Parlamento Europeo: suo il compito di istruire le nuove generazioni riguardo i pericoli del web.<\/p>\n<\/div>\n<p>Una occhiatina a quelle\u00a0<strong>120 pagine<\/strong>\u00a0(s\u00ec,\u00a0centoventi) andrebbe data. Al lettore basti sapere che la Germania ha studiato diversi verosimili scenari ambientati in una Europa post-UE. In altre parole si stanno preparando ad un<strong>\u00a0<em>break-up<\/em><\/strong>\u00a0che si preannuncia relativamente violento e non coordinato. Il\u00a0<em>Guardian<\/em>\u00a0parla di\u00a0<em>un conflitto est-ovest in cui alcuni Stati Ue si schierano con la Russia oppure una Europa multipolare, dove alcuni Stati adottano l\u2019agenda politico-economica russa a dispetto del Trattato di Lisbona<\/em>. Che la russo-fobia fosse imperante non \u00e8 una novit\u00e0.\u00a0<strong>L\u2019Unione Europea \u00e8 sempre piaciuta oltreoceano<\/strong>\u00a0per un motivo: accozzaglia di Stati cuscinetto adibiti ad argine dell\u2019eventuale (?) espansionismo sovietico. Ne parlava in maniera cristallina\u00a0<strong>Altiero Spinelli<\/strong>\u00a0nel suo\u00a0<em>Diario europeo<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>Per quanto non si possa dire pubblicamente, il fatto \u00e8 che l\u2019Europa per nascere ha bisogno di una forte tensione russo-americana, e non della distensione, cos\u00ec come per consolidarsi essa avr\u00e0 bisogno di una guerra contro l\u2019Unione Sovietica, da saper fare al momento buono.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quello che emerge dal rapporto, per\u00f2, \u00e8 altro. Se si presuppone che siano i Paesi dell\u2019est i primi ad abbandonare la nave significa che la fiducia verso le colonne portanti del progetto europeo permane. Una Unione\u00a0<strong>ulteriormente indebolita<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>anemica<\/strong>, incapace di trattenere nelle proprie austere grinfie nazioni geograficamente pi\u00f9 lontane dal quartier generale, per\u00f2 ancora\u00a0<strong>masochisticamente vegeta<\/strong>\u00a0nel quadrangolo Germania-Francia-Italia-Spagna. Questi quattro Stati, deduciamo, non farebbero saltare in aria il progetto unicamente per motivi strettamente politici: quasi unanimemente \u00e8 ormai assodato l\u2019impatto negativo dell\u2019unione monetaria istituita in una non\u00a0<em>optimal currency area<\/em>.<\/p>\n<div id=\"attachment_92429\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-92429\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Altiero_Spinelli3.jpg\" alt=\"Altero Spinelli (1907\/1986) \" width=\"541\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Altiero Spinelli<br \/>\n(1907\/1986)<\/p>\n<\/div>\n<p>Il rapporto tedesco non \u00e8 l\u2019unico recente sintomo di psichedelica europeista. Il sempre eccellente Voci dall\u2019Estero ha tradotto\u00a0<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/10\/30\/brousseau-luscita-furtiva-dalleuro\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">un articolo<\/a>\u00a0di\u00a0<strong>Vincent Brousseau<\/strong>\u00a0(responsabile nazionale dell\u2019UPR per Euro e questioni monetarie) in cui viene ipotizzato uno smantellamento silenzioso dell\u2019area Euro gestito dalla Germania. La scintilla capace di far crollare la moneta unica sarebbe, per Brousseau, la proposta di\u00a0<strong>Jens Weidmann<\/strong>, governatore della Bundesbank, di porre l\u2019oro delle banche centrali nazionali a garanzia dei saldi Target. Ora: i saldi Target sono un gran casino. Lo sono per il sottoscritto che scrive, per il lettore e per esperti di tutto il mondo.<\/p>\n<p>La versione semplice \u00e8 la seguente: i saldi Target rendicontano lo spostamento finanziario collegato ad acquisti\/vendite effettuate verso Paesi esteri appartenenti all\u2019Eurozona. Non \u00e8 un caso se la Germania dopo lo scoppio della crisi ha visto il suo saldo\u00a0<strong>spostarsi in territorio positivo<\/strong>: i tedeschi sono creditori del resto d\u2019Europa, con bilancia dei pagamenti\u00a0<strong>oltre l\u20198%<\/strong>\u00a0del PIL. Berlino vende a tutti, facendo\u00a0<em>indebitare<\/em>\u00a0in termini di saldi Target le altre economie dell\u2019Eurozona (il credito della Germania \u00e8 ri-esploso con l\u2019avvio del QE, attraverso il quale\u00a0<strong>Draghi<\/strong>\u00a0ha acquistato per quote di PIL titoli di Stato di tutta l\u2019area Euro, quindi in proporzione pi\u00f9 Bund tedeschi). Questi saldi, teoricamente, rappresentano valori meramente contabili e non debiti reali. I falchi della Bundesbank per\u00f2 tendono sempre a voler rimarcare la natura reale di quel saldo, dapprima facendo sapere che per uscire dall\u2019Unione Europea\u00a0<em><strong>bisogna saldare il proprio debito<\/strong>Target<\/em>\u00a0(e si parla di oltre 400 miliardi nel caso italiano), poi tentando di far porre in garanzia l\u2019oro, quello che appartiene alle varie nazioni.<\/p>\n<div id=\"attachment_92444\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-92444\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/dfghgh-1.png\" alt=\"Infografica del Welt in cui si mettono a rapporto saldi Target 2 e riserve auree: insieme alla ricchezza privata italiana, l\u2019oro \u00e8 un chiodo fisso della Germania\" width=\"994\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Infografica del Welt in cui si mettono a rapporto saldi Target 2 e riserve auree: insieme alla ricchezza privata italiana, l\u2019oro \u00e8 un chiodo fisso della Germania<\/p>\n<\/div>\n<p>Brousseau si rif\u00e0 a sua volta ad un articolo del Welt, a firma\u00a0<strong>Holger Zsch\u00e4pitz<\/strong>, in cui si riesuma la proposta di Weidmann: applicare una garanzia in oro sui nuovi debiti Target. \u201cSolo il Belgio sta facendo bene\u201d dice l\u2019autore, riferendosi al fatto che solo i belgi si stiano \u201cindebitando\u201d per ammontare sostenibile in termini di riserve auree. \u00c8 chiaro che, come sostiene anche Brousseau, garantire nuovo debito fittizio con l\u2019oro sia\u00a0<strong>pazzia pura<\/strong>\u00a0e<strong>\u00a0semplice<\/strong>. Nel momento in cui il saldo negativo con la Germania superer\u00e0 le riserve nazionali, il Paese in oggetto, qualsiasi esso sia, non sar\u00e0 pi\u00f9 autorizzato ad entrare nel circuito interbancario (avendo esaurito l\u2019oro da porre in garanzia).<\/p>\n<p>E a quel punto?\u00a0<strong>Scacco matto<\/strong>, kaputt, fine. Per sostenere politicamente il\u00a0<em>break-up<\/em>, il ripristino delle sovranit\u00e0 monetarie nazionali avverrebbe in maniera lenta e progressiva, quindi silenziosa. I media non se ne accorgerebbero (oppure farebbero finta di non accorgersene) cos\u00ec come la popolazione. Ovviamente il pezzo di Brousseau<strong>\u00a0rasenta la fantapolitica<\/strong>, ma \u00e8 significativo vedere come firme internazionali si stiano preoccupando per una ipotetica fine dell\u2019UE.<\/p>\n<div id=\"attachment_92434\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-92434\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Lelio-Basso.jpg\" alt=\"Avvocato e politico, Lelio Basso fu uno dei pi\u00f9 carismatici e prolifici tra i costituenti. Socialista ed esperto conoscitore dell\u2019opera di Karl Marx, espose fin dal subito le proprie perplessit\u00e0 nei confronti del progetto europeista\" width=\"1071\" height=\"1071\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Avvocato e politico, Lelio Basso fu uno dei pi\u00f9 carismatici e prolifici tra i costituenti. Socialista ed esperto conoscitore dell\u2019opera di Karl Marx, espose fin dal subito le proprie perplessit\u00e0 nei confronti del progetto europeista<\/p>\n<\/div>\n<p>Gira e rigira, il pallino alla fine della fiera \u00e8 sempre a Berlino.\u00a0<strong>Angela Merkel<\/strong>, o chi per lei, sembra incaricata dal destino a gestire la liquidazione di questa costruzione sovranazionale. Il suo ruolo sarebbe duplice: giudice e carnefice (giuria non pervenuta). Prima carnefice, perch\u00e9 i limiti imposti alla finanza pubblica stanno generando tensioni sociali e il surplus tedesco dettato dalle esportazioni sta facendo imbarcare acqua a poppa. Giudice perch\u00e9 senza i tedeschi uno\u00a0<strong>smantellamento guidato<\/strong>\u00a0e soft dell\u2019Unione (scenario pi\u00f9 indolore possibile) \u00e8 impraticabile. Quando un solo Stato membro cattura a s\u00e9 tutte le suddette prerogative inevitabilmente si va a configurare un regime coercitivo che poco ha a che fare con\u00a0<em>l\u2019unit\u00e0 nella diversit\u00e0<\/em>. Le prospettive di sottomissione derivanti dalla costituzione di questa Europa erano cristalline sin dal primo dopoguerra. Riecheggiano ancora le parole di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/homines\/lelio-basso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Lelio Basso<\/strong><\/a>, socialista, alla Camera nella seduta del 13 luglio 1949:<\/p>\n<blockquote><p>Noi sappiamo che ogni passo avanti che si fa verso questa cosiddetta unione \u00e8 un passo avanti sulla via dell\u2019assoggettamento dell\u2019Europa al dominio del capitale finanziario americano ed \u00e8 altres\u00ec un passo avanti verso la formazione di una piattaforma europea in funzione antisovietica. Ridotta a questa espressione, l\u2019Unione europea somiglia profondamente all\u2019Europa di Hitler: anche allora \u201cEuropa in marcia\u201d era una delle espressioni care alla dominazione nazista, cos\u00ec come oggi \u201cEuropa in marcia\u201d \u00e8 espressione cara alla dominazione americana.<\/p><\/blockquote>\n<p>S\u00ec, se ve lo state chiedendo<strong>\u00a0il suo intervento cadde nel vuoto<\/strong>. Ovviamente non si faceva riferimento al presente della Germania: allora era letteralmente a pezzi, non aveva autorit\u00e0. La subalternit\u00e0 dei singoli governi nazionali, per\u00f2, era gi\u00e0 prospettiva consolidata e ben pi\u00f9 che plausibile.\u00a0<strong>Helmut Kohl<\/strong>, cancelliere tedesco dal 1973 al 1998, all\u2019alba dell\u2019Euro dichiar\u00f2:<\/p>\n<blockquote><p>Per portare la Germania nell\u2019euro ho agito da dittatore.<\/p><\/blockquote>\n<p>Conscio del fatto che un referendum sull\u2019introduzione di una moneta unica europea si sarebbe rivelato una<strong>cocente sconfitta<\/strong>, opt\u00f2 per la strategia dei piccoli passi a suon di trattati (in particolare Maastricht), che possono essere firmati senza consultazione popolare diretta. Perch\u00e9 Kohl teneva cos\u00ec tanto all\u2019Euro? Semplice:\u00a0<strong>aveva compreso la forza del vincolo monetario<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_92437\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-92437\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/KAS-Kohl_Helmut-Bild-13833-3.jpg\" alt=\"Helmut Kohl, cancelliere tedesco dal 1973 al 1998, tra i principali artefici della riunificazione tedesca. Fervente europeista, con Mitterrand ha disegnato quella che sarebbe diventata l\u2019Unione Europea che conosciamo oggi\" width=\"784\" height=\"1105\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Helmut Kohl, cancelliere tedesco dal 1973 al 1998, tra i principali artefici della riunificazione tedesca. Fervente europeista, con Mitterrand ha disegnato quella che sarebbe diventata l\u2019Unione Europea che conosciamo oggi<\/p>\n<\/div>\n<p>Nel 1990, in piena unificazione tedesca, fu forzata l\u2019introduzione del marco dell\u2019ovest anche all\u2019est con cambio 1 a 1 per le partite correnti (tasso scellerato, in quanto il tessuto economico orientale non poteva reggere il peso del cambio occidentale). Una volta\u00a0<strong>persa la sovranit\u00e0 monetaria<\/strong>, l\u2019Est perse anche ogni sorta di potere contrattuale. Kohl, genio politico, fece due pi\u00f9 due:\u00a0<em>una moneta unica \u00e8 pi\u00f9 che qualcosa con cui pagare<\/em>. L\u2019adozione dell\u2019Euro avrebbe garantito il\u00a0<strong>dominio politico<\/strong>\u00a0ed\u00a0<strong>economico<\/strong>\u00a0della Germania unita sul resto d\u2019Europa, con le stesse conseguenze negative di cui dovette soffrire (e soffrire tuttora) la RDT, leggasi\u00a0<em>deindustrializzazione<\/em>.<\/p>\n<p>I dati corroborano questa tesi. L\u2019output gap, ovvero la differenza tra la produzione effettiva e quella potenziale, nelle economie dell\u2019Eurozona\u00a0<strong>presenta tassi molto diversi<\/strong>. La Germania, ad esempio, attesta un valore positivo (vicino al 2%), mentre Francia (- 2,5%), Spagna (-4,5%) e Italia (-5,5%) non riescono a saturare la propria capacit\u00e0 produttiva.<\/p>\n<div id=\"attachment_92438\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-92438\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Cicli-economici-sfasati.jpg\" alt=\"Le economie dell\u2019Eurozona stanno vivendo fasi diverse: la Germania\u00a0ha un output gap positivo mentre le altre hanno potenzialit\u00e0 sotto-sfruttate\" width=\"1088\" height=\"660\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Le economie dell\u2019Eurozona stanno vivendo fasi diverse: la Germania\u00a0ha un output gap positivo mentre le altre hanno potenzialit\u00e0 sotto-sfruttate<\/p>\n<\/div>\n<p>Non \u00e8 solo il valore attuale a preoccupare: sono i cicli economici ad essere completamente sfasati. Mentre i tedeschi camminano sicuri, i francesi non accennano a migliorare il loro output gap. Italiani e spagnoli, lentamente,\u00a0<strong>tentano di riallinearsi<\/strong>. La questione \u00e8 chiara: ha ancora senso forzare la sopravvivenza della moneta unica? L\u2019alternativa \u00e8 l\u2019eutanasia, e lo \u00e8 perch\u00e9 attualmente la vita del progetto \u00e8 attaccata all\u2019ossigeno erogato a iosa dalla\u00a0<strong>Banca Centrale Europea<\/strong>. L\u2019attivo dell\u2019istituto di Francoforte viaggia spedito verso i 4500 miliardi di dollari, con l\u2019acquisto di 60 miliardi di asset al mese (30 da gennaio 2018). I titoli di Stato a breve e, in parte, a medio termine di Stati periferici e centrali hanno\u00a0<strong>rendimenti negativi<\/strong>, facendo saltare in aria ogni testo di economia e razionalit\u00e0 della curva dei tassi. Mentre da anni la politica monetaria crea di fatto dal nulla liquidit\u00e0, ai governi nazionali non \u00e8 permesso di aumentare il proprio deficit per sostenere piani di investimento\/stimolo dell\u2019economia reale.<\/p>\n<p>Ecco che la rapsodia europea si rimanifesta. Anche compreso il feticismo dei tedeschi per il pareggio di bilancio, non si pu\u00f2 credere che economie diverse, con cicli economici diversi ed\u00a0<strong>esigenze diverse<\/strong>\u00a0possano convivere serenamente (o perlomeno operare un piano di appiattimento delle divergenze) privati anche della<strong>politica fiscale<\/strong>. Essendo l\u2019austerit\u00e0 prociclica (aggrava situazione di crisi) dove sta il senso di accanirsi sui bilanci dei singoli Stati in un\u2019era in cui il costo del debito \u00e8 negativo? Al momento, forse pi\u00f9 unico che raro, i bilanci nazionali vedono i titoli di Stato come componenti positive: perch\u00e9 non operare in accordo con la BCE e\u00a0<strong>permettere piani di stimolo straordinari<\/strong>?<\/p>\n<div id=\"attachment_92439\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-92439\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/feticismo-pareggio.jpg\" alt=\"Coreografia capace di far impallidire qualsiasi tifoseria: i collaboratori di Schauble festeggiano l\u2019intera legislatura passata con il bilancio in pareggio, zero percento (contenti loro)\" width=\"1199\" height=\"1200\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Coreografia capace di far impallidire qualsiasi tifoseria: i collaboratori di Schauble festeggiano l\u2019intera legislatura passata con il bilancio in pareggio, zero percento (contenti loro)<\/p>\n<\/div>\n<p>Lo statuto di Francoforte\u00a0<strong>non contempla tra le proprie priorit\u00e0 la crescita economica<\/strong>\u00a0e, comunque, una simile azione avrebbe come effetto l\u2019innalzamento dell\u2019inflazione, quindi il venir meno della condizione necessaria e sufficiente a mantenere aperti i rubinetti della politica monetaria espansiva. In altre parole il pesante apparato burocratico europeo ha generato una serie di contrappesi di ordine economico-giuridici tali da\u00a0<strong>annullare gli effetti<\/strong>\u00a0di ogni possibile manovra espansiva. Per non parlare delle conseguenze politiche, ben esposte da\u00a0<a href=\"https:\/\/ftalphaville.ft.com\/author\/Matthew%20C%20Klein\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>Matthew Klein<\/strong><\/a>\u00a0sul Financial Times:<\/p>\n<blockquote><p>La BCE \u00e8 stata appositamente progettata per essere diversa dalle normali banche centrali. [\u2026] Essa autorizza le banche nazionali a fare tali presti di emergenza giudicando caso per caso [\u2026]\u00a0Queste caratteristiche conferiscono ampia discrezionalit\u00e0 alla BCE\u00a0nella scelta se\u00a0concedere \u2013 o negare \u2013 aiuto alle banche, sulla base di considerazioni politiche.<\/p><\/blockquote>\n<p>Spesso si definisce ordoliberista la costruzione europea. Non \u00e8 propriamente vero. L\u2019unicit\u00e0 dell\u2019esperimento che l\u2019Euro rappresenta<strong>\u00a0opera una distorsione<\/strong>: l\u2019ordoliberismo in potenza si tramuta in neomercantilismo in atto, perch\u00e9 esportare \u00e8 l\u2019unica via ammessa dall\u2019unione monetaria al raggiungimento del benessere statistico. Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi, perci\u00f2, se voci di una disgregazione imminente si stanno diffondendo a macchia d\u2019olio. Pi\u00f9 che un binario morto<strong>\u00a0l\u2019Unione Europea \u00e8 oggi una spirale<\/strong>, questa l\u2019allegoria pi\u00f9 pregnante, in cui interessi politici, macroeconomici, ordinamenti giuridici ed economici, posizioni mediatiche e filosofia vorticano senza soluzione di continuit\u00e0. Staccate dalla realt\u00e0, queste forze intellettuali\u00a0<strong>scavano la fossa dei popoli europei<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/unione-europea\/<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Gianmaria Vianova) L\u2019Unione Europea si sta rivelando un mostro affetto da schizofrenia e confusione. Immersa in un perenne viaggio psichedelico, non si comprende dove si trovi al momento e nemmeno dove voglia andare. Tentiamo di dare ordine al caos facendo la spola tra passato, presente, futuro e dimensioni alternative. Quando non si hanno argomenti\u00a0si procede per luoghi comuni. Avete presente, no? 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