{"id":36463,"date":"2017-11-24T10:17:17","date_gmt":"2017-11-24T09:17:17","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36463"},"modified":"2017-11-23T23:19:12","modified_gmt":"2017-11-23T22:19:12","slug":"la-politica-monetaria-della-bce-gonfia-la-finanza-senza-rilanciare-leconomia-reale-e-la-diseguaglianza-aumenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36463","title":{"rendered":"La politica monetaria della BCE gonfia la finanza senza rilanciare l&#8217;economia reale. E la diseguaglianza aumenta"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MICROMEGA (Enrico Grazzini)<\/strong><\/p>\n<p>Alla fine di ottobre la Banca Centrale Europea guidata dall&#8217;italiano Mario Draghi ha prolungato, con grande plauso dei commentatori, la manovra di espansione monetaria, il cosiddetto Quantitative Easing. Le politiche monetarie della BCE di Draghi si sono confermate espansive mentre quelle fiscali dettate dal trattato di Maastricht e dall&#8217;assurdo Fiscal Compact imposto da Berlino, sono invece restrittive.\u00a0<span id=\"more-23555\"><\/span>E allora tutti a ripetere ancora una volta che Draghi \u201c\u00e8 il salvatore dell&#8217;Europa\u201d. Da quando Draghi, l&#8217;ex banchiere della Goldmann Sachs, ne \u00e8 diventato presidente, la BCE \u00e8 acclamata come salvatrice dell&#8217;Europa (e della patria Italia, l&#8217;anello debole tra le grandi economie continentali). Tutti riconoscono che la BCE \u00e8 in effetti l&#8217;unica istituzione che \u00e8 riuscita a difendere l&#8217;eurozona dalla speculazione finanziaria e a controbilanciare con la sua politica espansiva la brutale e stupida austerit\u00e0 teutonica. Senza il supporto della politica monetaria della BCE di Draghi l&#8217;euro non esisterebbe pi\u00f9 da anni. E quindi la BCE \u00e8 diventata un mito e un tab\u00f9.<\/p>\n<p>Ma la politica della BCE non difende solo la moneta unica europea: aiuta soprattutto le banche e aumenta le diseguaglianze. La BCE affianca attivamente l&#8217;Unione Europea nelle sue politiche di contro-riforme strutturali, cio\u00e8 di destrutturazione del mercato del lavoro e di riduzione selvaggia del welfare. Grazie alla politica monetaria della BCE che alimenta i mercati finanziari i ricchi diventano sempre pi\u00f9 ricchi e i poveri sempre pi\u00f9 poveri. E non \u00e8 detto che la sua azione alla fine sar\u00e0 efficace. L&#8217;euro \u00e8 ancora una moneta fragile, e rester\u00e0 tale per la sua struttura intrinsecamente deflattiva. La moneta unica europea \u2013 nonostante la difesa della BCE \u2013 \u00e8 in crisi permanente; e il crollo di questa moneta insostenibile \u2013 come la definisce il premio Nobel dell&#8217;economia Joseph Stiglitz) resta sempre uno sbocco possibile, se non probabile<sup><a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23555#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\">1<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 dubbio che senza la politica monetaria espansiva della BCE l&#8217;eurozona (il nucleo centrale dell&#8217;Unione Europea) da anni sarebbe andata in mille pezzi. L&#8217;annuncio di Draghi \u201c<em>within our mandate, the ECB is ready to do whatever it takes to preserve the euro, and believe me it will be enough<\/em>\u201d, ovvero \u201c<em>nel rispetto del mio mandato far\u00f2 tutto il necessario per difendere l&#8217;euro, e credetemi sar\u00e0 sufficiente<\/em>\u201d &#8211; \u00e8 stato fondamentale nel luglio del 2012 per salvare la moneta unica.<\/p>\n<p>La BCE ha salvato l&#8217;euro. ma in fondo ha fatto, e fa, solo il suo mestiere: stabilizzare la moneta europea. Per il resto la BCE non \u00e8 la miracolosa fatina salvatrice dell&#8217;Europa che a sinistra come a destra molti economisti e commentatori credono e vogliono fare credere. La politica monetaria e bancaria della BCE non \u00e8 stata sempre efficace e soprattutto non \u00e8 mai neutrale: pi\u00f9 che salvare l&#8217;economia europea e l&#8217;Europa \u2013 che resta una istituzione malata e in via di disintegrazione (soprattutto dopo le elezioni tedesche) -, la BCE ha invece salvato le maggiori banche tedesche e francesi alimentando i mercati finanziari con droga monetaria. Con risultati assai dubbi e incerti.<\/p>\n<p>Per analizzare l&#8217;attivit\u00e0 della BCE occorre esaminare tre aspetti: l&#8217;impatto delle politiche monetarie della BCE sull&#8217;economia; l&#8217;intervento politico della BCE e le riforme strutturali che essa suggerisce; l&#8217;illusione della sua indipendenza.<\/p>\n<p><strong>Il Quantitative Easing per le banche<\/strong><\/p>\n<p>La politica recentemente (fine ottobre 2017) annunciata da Draghi tende a 1) mantenere a lungo, a tempo indeterminato, i tassi di interesse a zero o quasi a zero; 2) continuare, anche se in forma leggera, il programma di Quantitative Easing, ovvero l&#8217;acquisto di titoli di stato (da 60 a 30 miliardi di acquisti mensili fino a settembre 2018). Il Q.E. non ha scadenza e potrebbe estendersi oltre il settembre del prossimo anno; 3) garantire che i ricavi dei titoli acquistati e giunti a maturit\u00e0 (circa 2,5 triliardi, migliaia di miliardi alla fine del Q.E.) verranno in gran parte utilizzati per rinnovare l&#8217;acquisto di altri titoli di stato \u2013 il ch\u00e9 in pratica comporta il congelamento di una quota sostanziale dei debiti pubblici dei paesi dell&#8217;eurozona -.<\/p>\n<p>Quale \u00e8 allora l&#8217;effetto del Q.E.? L&#8217;allentamento quantitativo \u00e8 una politica monetaria non convenzionale con la quale una banca centrale acquista titoli di Stato o altri titoli sul mercato secondario (ovvero principalmente dalle banche) per abbassarne i tassi di interesse e aumentare l&#8217;offerta monetaria. L&#8217;espansione monetaria prevista dal Q.E. \u00e8 considerata come un&#8217;arma estrema della banca centrale quando i tassi di interesse a breve termine sono a zero, il credito bancario \u00e8 fermo e l&#8217;economia non riprende. L&#8217;obiettivo dichiarato del Q.E. \u00e8 raggiungere lo scopo statutario della BCE, ovvero iniettare denaro per ottenere un&#8217;inflazione pari a poco meno del 2%. Ma l&#8217;obiettivo ufficiale non \u00e8 stato raggiunto. Del resto il controllo dell&#8217;inflazione \u00e8 praticamente un pretesto. I veri obiettivi del Q.E. sono altri.<\/p>\n<p>L&#8217;allentamento quantitativo ha avuto altri e molto diversi effetti principali: quello di inondare di denaro le istituzioni finanziarie; di aumentare il prezzo dei titoli di stato acquistati dalla BCE; e di comprimere gli interessi che gli stati devono pagare sul debito. Attraverso la scusa di aumentare l&#8217;inflazione, Draghi \u00e8 riuscito a fare delle politiche che secondo lo statuto della BCE (deciso a Maastricht) gli erano precluse: aiutare gli stati in difficolt\u00e0 (come soprattutto l&#8217;Italia) e, insieme, le banche che avevano acquistato i titoli di debito degli stati in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima mossa di Draghi spinger\u00e0 la dimensione complessiva del programma di Q.E. al di sopra di 2,5 miliardi di euro, una somma enorme, pari a circa un quarto del PIL dell&#8217;eurozona (e pi\u00f9 del doppio delle dimensioni originariamente previste). In teoria questa montagna di soldi dovrebbe non solo rimettere in sesto i bilanci delle banche colpite dalla crisi ma anche (e soprattutto) aumentare il credito bancario e riattivare l&#8217;economia reale.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che una banca centrale pu\u00f2 offrire fondi aggiuntivi alle banche ma non pu\u00f2 costringerle a prestare questi fondi a privati e imprese. E non pu\u00f2 costringere le imprese e i privati a chiedere nuovi prestiti, cio\u00e8 a indebitarsi ancora. Se i redditi cedono e non c&#8217;\u00e8 domanda, allora non ci sono prospettive di profitto e le imprese non investono pi\u00f9 e quindi non chiedono soldi alle banche. Capita cos\u00ec che il denaro emesso dalla BCE con il Q.E. aumenti le disponibilit\u00e0 e le riserve bancarie \u2013 che in effetti sono aumentate di sette volte dall&#8217;inizio della crisi &#8211; ma non arrivi all&#8217;economia reale. In pratica i prestiti della BCE alle banche non aumentano i crediti bancari e quindi sono in gran parte inefficaci per stimolare l&#8217;inflazione e l&#8217;economia.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che il Q.E. non abbia raggiunto il suo scopo. L&#8217;inflazione \u00e8 ancora lontana dal 2%. Tanto che la BCE \u00e8 costretta, dopo ben dieci anni dallo scoppio della crisi, a continuare il Q.E. anche se diminuisce le dosi. Secondo i dati esposti da Wolfgang Munchau sul Financial Times la disoccupazione reale nell&#8217;eurozona \u00e8 pari al 18%, il doppio degli USA<sup><a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23555#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\">2<\/a><\/sup>. Inoltre gli indicatori di mercato (i futures) scommettono sul fatto che l&#8217;inflazione rester\u00e0 sotto il 2% per parecchi anni. La ripresa che l&#8217;eurozona registra attualmente \u00e8 pi\u00f9 apparente e temporanea che strutturale e duratura.<\/p>\n<p>Anche sul fronte bancario i 2,5 triliardi concessi agli istituti di credito europei hanno dato risultati dubbi. I sistemi bancari periferici sono ancora instabili. Le banche dei paesi periferici, come l&#8217;Italia, soffrono per montagne di crediti deteriorati dovuti proprio alla austerit\u00e0 imposta da Bruxelles, Berlino e Francoforte. Le banche dei paesi centrali dell&#8217;eurozona \u2013 a partire dalla maggiore banca tedesca, la Deutsche Bank &#8211; sono ancora cariche di titoli tossici che costituiscono una bomba ad orologeria. Ma su questi titoli derivati per\u00f2 la vigilanza della BCE \u2013 guidata dalla francese Dani\u00e8le Nouy &#8211; chiude tutte e due gli occhi. L&#8217;Unione bancaria del resto \u00e8 fasulla, dal momento che i tedeschi non vogliono realizzare il pilastro fondamentale dell&#8217;integrazione bancaria: l&#8217;assicurazione europea sui depositi.<\/p>\n<p>Il Q.E. e il basso tasso di interesse hanno avuto un grande effetto collaterale: hanno aumentato la ricchezza finanziaria. Buona parte dei soldi prestati dalla BCE alle banche sono finiti non all&#8217;economia reale ma sui mercati finanziari. Le borse registrano aumenti record mentre le economia languono. Chi ha liquidit\u00e0 in eccesso e accesso ai crediti bancari investe sui mercati finanziari. I ricchi diventano cos\u00ec molto pi\u00f9 ricchi; la ricchezza aziendale \u00e8 sempre pi\u00f9 concentrata; i prezzi immobiliari sono saliti nuovamente; e i bassi rendimenti dei titoli di stato hanno aumentato la propensione a finanziare le attivit\u00e0 pi\u00f9 rischiose e remunerative. E&#8217; probabile che prima o poi la bolla finanziaria scoppier\u00e0.<\/p>\n<p>Il mercato dei derivati \u00e8 aumentato. La maggior parte dei mercati finanziari e immobiliari \u00e8 ancora una volta sovra-valorizzata mentre un costante senso di crisi ha scoraggiato gli investimenti di capitale produttivo, e quindi l&#8217;occupazione stagna. E i salari reali o diminuiscono o comunque non crescono. La ripresa europea \u00e8 quindi fragile e i problemi strutturali non sono risolti.<\/p>\n<p>Munchau spiega che, se la BCE non continuasse a drogare il mercato bancario e finanziario con le sue politiche monetarie espansive, potrebbe scoppiare rapidamente un&#8217;altra crisi: e la prima vittima della speculazione finanziaria sarebbe proprio l&#8217;Italia a causa del suo alto debito pubblico. I falchi del governo tedesco stanno gi\u00e0 pensando al piano B per la prossima crisi: la loro proposta \u00e8 che i debiti degli stati in difficolt\u00e0 non vengano tutti pagati con i soldi del fondo comune europeo. I falchi propongono che anche i mercati \u2013 cio\u00e8 le grandi banche d&#8217;affari &#8211; siano coinvolti nelle perdite. Questa prospettiva \u2013 avverte Munchau \u2013 porterebbe rapidamente alla fuga di capitali dagli stati in crisi, alla ripresa della speculazione finanziaria, e alla probabile rottura dell&#8217;eurozona. Insomma: la politica della BCE finora ha tamponato le falle della costruzione europea ma \u00e8 tutt&#8217;altro che risolutiva.<\/p>\n<p><strong>Soldi alle banche o per i cittadini europei e le politiche pubbliche?<\/strong><\/p>\n<p>Per capire fino in fondo la politica monetaria della BCE si pu\u00f2 fare un rapido conto: dal marzo del 2015 al settembre del 2018 (43 mesi) la BCE ha previsto di realizzare il Q.E. con un finanziamento di circa 2,5 triliardi di euro. Se la BCE avesse distribuito questi soldi invece che alle banche ai 340 milioni di individui dell&#8217;eurozona (compresi neonati, bambini e anziani) avrebbe dato a ogni singolo cittadino un reddito aggiuntivo di 170 euro in pi\u00f9 al mese (altro che gli 80 euro di Renzi!) per 43 mesi (oppure, se volete, 85 euro a testa in pi\u00f9 al mese per 86 mesi, cio\u00e8 per pi\u00f9 di \u2026 sette anni!).<\/p>\n<p>L&#8217;imponente incremento della domanda avrebbe rivitalizzato immediatamente la capacit\u00e0 produttiva e saremmo usciti subito dalla crisi e dalla deflazione con un&#8217;economia molto pi\u00f9 dinamica e vivace. Si sarebbe raggiunto l&#8217;obiettivo di aumentare l&#8217;inflazione e anche la piena occupazione. Invece la BCE ha POLITICAMENTE preferito inondare le banche di liquidit\u00e0 e inflazionare gli asset finanziari piuttosto che aumentare il reddito dei cittadini. O piuttosto di offrire risorse monetarie agli stati europei per investimenti pubblici.<\/p>\n<p>Non a caso un nutrito gruppo di illustri economisti suggerisce alla BCE di attuare una politica completamente diversa, quella cosiddetta dell&#8217;helicopter money.\u00a0<em>\u201cLa politica monetaria tradizionale non funziona pi\u00f9. La mancata considerazione di nuovi approcci prolungher\u00e0 inutilmente la stagnazione e l&#8217;elevata disoccupazione. \u00c8 giunto il momento per la BCE e le banche centrali della zona euro di bypassare il sistema finanziario e di collaborare con i governi per iniettare la moneta appena emessa direttamente nell&#8217;economia reale\u201d<\/em><sup><em><a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23555#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\">3<\/a><\/em><\/sup>. Ovvero la BCE dovrebbe dare direttamente soldi alle imprese, alle famiglie e agli stati per riattivare l&#8217;economia, invece di sprecare gran parte delle sue munizioni (denaro fresco) per aumentare le riserve delle banche private e gonfiare cos\u00ec i mercati finanziari.<\/p>\n<p><strong>Le riforme strutturali della BCE contro il welfare, il lavoro e i sindacati.<\/strong><\/p>\n<p>Draghi, sa perfettamente che le sue politiche monetarie non possono rilanciare strutturalmente l&#8217;economia europea, e sa anche che le politiche fiscali restrittive di Berlino e di Parigi sono insostenibili. Ma ovviamente non pu\u00f2 contestare i governi che lo hanno fatto diventare presidente della BCE. Perci\u00f2 ha preferito perorare le cosiddette riforme strutturali per ristrutturare il mercato del lavoro e comprimere il welfare, cio\u00e8 i diritti sociali.<\/p>\n<p>Sempre di pi\u00f9 la BCE sconfina nel terreno propriamente politico che le dovrebbe in teoria essere proibito: vedi per esempio le sue indicazioni sulle riforme costituzionali, sulla controriforma dei contratti di lavoro e sulle liberalizzazioni e privatizzazioni contenute nel testo della famigerata lettera riservata inviata dalla Bce al Governo italiano il 5 agosto 2011, firmata dall&#8217;ex presidente Jean Claude Trichet e dal numero uno dell&#8217;Eurotower, Mario Draghi. Vale la pena riportare le parti pi\u00f9 significative della Missiva BCE al governo italiano.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Sarebbe appropriata una riforma costituzionale che renda pi\u00f9 stringenti le regole di bilancio&#8230; Sono necessari accordi al livello d&#8217;impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende, rendendo questi accordi pi\u00f9 rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione (quello nazionale, ndr)&#8230; Il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover e, se necessario, riducendo gli stipendi&#8230; \u00c8 necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali&#8230; Questa dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala&#8230;. . Confidiamo che il Governo assumer\u00e0 le azioni appropriate. Firmato: Mario Draghi, Jean-Claude Trichet<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il risultato di queste politiche anti-sinistra e anti-sindacali \u00e8 che perfino Draghi, ora si lamenta del fatto che i salari non crescano abbastanza, e che la domanda aggregata (e quindi l&#8217;economia) \u00e8 ancora troppo debole. Eppure proprio l&#8217;ex banchiere della Goldman Sachs \u00e8 stato ed \u00e8 l&#8217;alfiere della grande moderazione salariale e dei programmi di restrizione della spesa pubblica che hanno provocato la precariet\u00e0 del posto di lavoro per milioni di giovani. E&#8217; stupefacente, e perfino commovente, come sindacati e sinistra in Italia continuino a \u201ctifare\u201d per la BCE e la UE quando proprio queste istituzioni sono le principali responsabili della crisi economica nazionale e la aggravano irrimediabilmente con le loro politiche.<\/p>\n<p><strong>Una istituzione non neutrale condizionata da Berlino.<\/strong><\/p>\n<p>Il Consiglio direttivo \u00e8 il principale organo decisionale della BCE. Comprende:<\/p>\n<p>i sei membri del Comitato esecutivo e i governatori delle banche centrali dei 19 paesi dell\u2019area dell\u2019euro. Il Comitato esecutivo a sua volta comprende: il presidente e il vicepresidente e altri quattro membri. Tutti i membri sono nominati dal Consiglio europeo composto dai capi di Stato o di governo dei paesi membri dell&#8217;Unione europea e dal Presidente del Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata. Quindi ovviamente gli organi decisionali della BCE sono di nomina governativa e politica. E i vertici della BCE sanno benissimo di dovere rispondere ai loro governi per le loro attivit\u00e0 e decisioni. E sanno che il loro maggiore azionista di peso \u00e8 il governo tedesco che controlla la Bundesbank.<\/p>\n<p>Tuttavia la BCE \u00e8 formalmente autonoma e indipendente sia sul piano decisionale che organizzativo e finanziario (i fondi della BCE non vengono dai governi ma dalle banche centrali). In teoria n\u00e9 la BCE, n\u00e9 le banche centrali nazionali, potrebbero sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi dell\u2019Unione europea, dai governi degli Stati membri o da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi dell\u2019UE nonch\u00e9 i governi degli Stati membri sono tenuti a rispettare tale principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE (articolo 130 del Trattato).<\/p>\n<p>In effetti occorre riconoscere che Draghi \u00e8 riuscito ad avviare e realizzare il Q.E. anche contro i rappresentanti della Bundesbank e di altre banche centrali del nord Europa. La BCE e Draghi hanno potuto prendere delle decisioni che non sempre Bundesbank e governo tedesco hanno condiviso. Tuttavia bisogna fare due considerazioni: la prima \u00e8 che Draghi non riuscirebbe ad attuare nessuna politica se non fosse almeno appoggiato dalla parte pi\u00f9 europeista del governo tedesco. Il suo \u201cwhatever it takes\u201d non sarebbe stato possibile se non avesse avuto l&#8217;approvazione della signora Angela Merkel, capo del governo tedesco.<\/p>\n<p>Inoltre il concetto formale di indipendenza di una banca centrale \u00e8 sempre sostanzialmente anti-democratico perch\u00e9 sottrae la politica monetaria a ogni controllo politico per darla invece in appalto a dei tecnocrati \u2013 come sono in realt\u00e0 i banchieri centrali \u2013 che esercitano le loro politiche senza essere responsabili di fronte ai rappresentanti eletti dal popolo. Non a caso le banche centrali indipendenti operano spesso pi\u00f9 a favore delle banche che dovrebbero controllare che delle economie reali.<\/p>\n<p>E non per caso socialisti come Jeremy Corbyn vorrebbero riportare la banca centrale sotto il controllo parlamentare: Corbyn propone anche che le attivit\u00e0 dell&#8217;istituto centrale siano strettamente coordinate con quelle del ministero del Tesoro. Le strategie della Banca Centrale dovrebbero essere decise e monitorate dal potere politico democratico, mentre essa dovrebbe mantenere solo autonomia operativa.<\/p>\n<p>I finanzieri \u2013 che maneggiano ogni giorno decine e centinaia di milioni di euro e conoscono bene la natura del denaro &#8211; sanno perfettamente che le banche centrali costituiscono il cuore e il cervello del capitalismo, che le loro politiche non sono neutre e che rappresentano la cabina di regia del credito e della finanza, e quindi dell&#8217;economia intera. Mentre paradossalmente i maggiori intellettuali europei e italiani &#8211; e anche la migliore intellighenzia di sinistra (spesso sedicente addirittura marxista) &#8211; stentano a comprendere il ruolo essenziale e di classe giocato dalla BCE nel capitalismo europeo.<\/p>\n<p>Quasi tutti gli economisti \u2013 sia quelli pi\u00f9 allineati che quelli pi\u00f9 critici &#8211; comunicano al pubblico una visione sbagliata, acritica e deferente (o addirittura riverente) della banca centrale: quella di una istituzione tecnica e super partes che gestisce con successo senza condizionamenti politici la politica monetaria nella maniera pi\u00f9 neutra possibile. Mentre al contrario nulla \u00e8 pi\u00f9 politico della moneta. Da qui la necessit\u00e0 di riportare le politiche monetarie sotto il controllo democratico dei Parlamenti e dei governi eletti dai cittadini.<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23555#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>Joseph Stiglitz \u201c Come una moneta comune minaccia il futuro dell&#8217;Europa\u201d 2017, Einaudi<\/p>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23555#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>Wolfgang Munchau \u201cWhy an ailing eurozone still requires extreme treatment\u201d 29 ottobre 2017.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p><a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23555#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>FT 27 marzo 2015 \u201cBetter ways to boost eurozone economy and employment\u201d appello firmato tra gli altri da David Graeber, Steve Keen, Christian Marazzi, Bill Mitchell, Ann Pettifor, Lord Skidelsky, Richard Werner.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23555\">http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23555<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICROMEGA (Enrico Grazzini) Alla fine di ottobre la Banca Centrale Europea guidata dall&#8217;italiano Mario Draghi ha prolungato, con grande plauso dei commentatori, la manovra di espansione monetaria, il cosiddetto Quantitative Easing. 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