{"id":36534,"date":"2017-11-27T10:00:08","date_gmt":"2017-11-27T09:00:08","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36534"},"modified":"2017-11-26T11:27:45","modified_gmt":"2017-11-26T10:27:45","slug":"la-cgil-si-risveglia-dal-sogno-europeista-camusso-rifiuta-il-fiscal-compact","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36534","title":{"rendered":"La CGIL si risveglia dal sogno europeista: Camusso rifiuta il fiscal compact"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MICRO MEGA (Enrico Grazzini)<\/strong><\/p>\n<p>Finalmente la CGIL si d\u00e0 una sveglia! Sar\u00e0 perch\u00e9 il governo Gentiloni strapazza nuovamente le pensioni, sar\u00e0 perch\u00e9 a sinistra del PD qualcosa di nuovo nel bene o nel male sta nascendo, ma la novit\u00e0 \u00e8 che il pi\u00f9 grande sindacato italiano con oltre 5 milioni di iscritti non solo manifesta contro il governo che impone l&#8217;aumento dell&#8217;et\u00e0 pensionabile ma sta cominciando a darsi una mossa anche sul fronte dell&#8217;Europa e della falsa ideologia europeista. La CGIL finalmente si schiera con forza contro l&#8217;Unione Europea del Fiscal Compact. <span id=\"more-23643\"><\/span>Il Fiscal Compact \u00e8 la massima espressione della politica folle e suicida dettata da Berlino via Bruxelles contro le nazioni europee in crisi. E&#8217; una politica di soffocamento delle economie dei paesi periferici dell&#8217;eurozona mirata a imporre non solo la disoccupazione e la precariet\u00e0 del lavoro ma anche la privatizzazione dei servizi pubblici e, alla fine, la svendita dei gioielli nazionali al capitale straniero (vedi nota sul Fiscal Compact<sup><a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23643#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\">1<\/a><\/sup>).<\/p>\n<p>Nel recente (15 novembre) convegno della CGIL sul Fiscal Compact e l&#8217;Europa, Susanna Camusso, segretaria generale del grande sindacato di sinistra, si \u00e8 espressa decisamente contro qualsiasi ipotesi di assunzione di questo trattato intergovernativo nella legislazione europea. Infatti, secondo la Camusso, il Fiscal Compact ha effetti nefasti sul mondo del lavoro, sul welfare e sui diritti sociali. \u201c<em>Il tema del Fiscal compact \u00e8 essenziale perch\u00e9 riguarda non solo lo sviluppo economico, ma anche la democrazia. Il nodo va sciolto entro fine anno \u2013 <\/em>ha spiegato Susanna Camusso, concludendo il convegno sul Fiscal Compact <em>\u2013 perch\u00e9 il calendario \u00e8 inesorabile. Noi diciamo che il Fiscal Compact non deve far parte dei trattati, ma per raggiungere l\u2019obiettivo occorre una significativa politica di alleanza: un Paese da solo non pu\u00f2 intervenire, servono pi\u00f9 Paesi che devono mettersi insieme. Oggi non ci sono ed \u00e8 questo il limite odierno\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Per la CGIL contrastare il Fiscal Compact comporta necessariamente di ripensare complessivamente la sua posizione sulla UE. Infatti l&#8217;europeismo cieco e ad oltranza ha purtroppo caratterizzato finora praticamente tutta la sinistra italiana. Ma ora \u00e8 evidente che le suicide politiche di bilancio imposte dal governo italiano sono dettate a forza dalla UE; neppure Matteo Renzi, il segretario del PD, partito di governo, vuole pi\u00f9 il Fiscal Compact perch\u00e9 sa che il paese diventerebbe ingovernabile. E&#8217; ormai chiaro anche ai ciechi che se il sindacato CGIL non inizia a denunciare le politiche contro il lavoro della UE, non pu\u00f2 riuscire ad essere incisivo neppure contro le politiche anti-lavoro del governo. Se il sindacato non criticher\u00e0 pubblicamente e apertamente la politica dell&#8217;austerit\u00e0 della UE, sul piano culturale i lavoratori saranno lasciati in balia delle peggiori tesi nazionaliste e xenofobe della Lega e di Forza Italia, per non parlare del neo-fascismo risorgente.<\/p>\n<p>Il Fiscal Compact va quindi respinto. Non si pu\u00f2 che essere d&#8217;accordo. Del resto ormai la maggioranza degli economisti e dei premi Nobel dell&#8217;economia ha sottolineato che il trattato intergovernativo che impone il bilancio in pareggio \u00e8 deleterio e talmente assurdo da essere inapplicabile<sup><a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23643#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\">2<\/a><\/sup>. Su queste questioni hanno discusso nel convegno CGIL alcuni economisti: Laura Pennacchi, Marcello Minenna, Vincenzo Visco; Riccardo Realfonzo; Ronald Janssen, dell&#8217;Economic Trade Union Advisory Committee collegata all&#8217;OECD. Camusso ha poi tirato le conclusioni del Convegno.<\/p>\n<p>Il dibattito CGIL sull&#8217;Europa \u00e8 stato \u2013 forse per la prima volta \u2013 non retorico e non celebrativo. Occorre per\u00f2 premettere che la maniera migliore di respingere il Fiscal Compact e la folle politica di austerit\u00e0 \u00e8, a parere di chi scrive, l&#8217;emissione da parte del governo di buoni fiscali immediatamente convertibili in euro (la cosiddetta moneta fiscale) distribuiti gratuitamente alle famiglie, alla pubblica amministrazione e alle imprese. Grazie all&#8217;emissione e all&#8217;assegnazione dei titoli di sconto fiscale convertibili in euro, riprenderebbe la domanda, l&#8217;economia nazionale e l&#8217;occupazione, senza peraltro aumentare il debito pubblico<sup><a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23643#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\">3<\/a><\/sup>. Purtroppo questa soluzione \u2013 efficace e concreta &#8211; nel convegno CGIL non \u00e8 stata evocata. Speriamo che il futuro porti migliori consigli.<\/p>\n<p><strong>Habermas esalta la Rifondazione Europea di Macron<\/strong><\/p>\n<p>Il problema vero \u00e8 che gran parte della sinistra e degli intellettuali progressisti continua pervicacemente a illudersi ancora di potere riformare come per incanto tutta l&#8217;Europa. In molti intellettuali prevale l&#8217;illusione ideologica della rifondazione europea auspicata dal presidente francese Emmanuel Macron. Una illusione che contamina molti illustri (ingenui) pensatori che testardamente si aggrappano all&#8217;ex banchiere della Rothschild per continuare a sognare gli Stati Uniti d&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 illustre e famoso tra i filosofi imbevuti di idealismo europeista \u00e8 certamente J\u016brgen Habermas. In un suo recente intervento su Spiegel, ripreso da Repubblica, il celebrato filosofo ha capovolto la posizione che aveva sempre espresso, cio\u00e8 che la Germania ha la missione storica di diventare \u201cla forza trainante dell&#8217;unificazione europea\u201d perch\u00e9 \u00e8 la pi\u00f9 forte economia e la maggiore potenza al centro del vecchio continente. Ora invece Habermas ha cambiato idea ed \u00e8 affascinato dalla figura del presidente francese. E quindi affida invece alla Francia il compito di costruire l&#8217;Europa unita. A Macron Habermas rivolge un appassionato (e incredibile) peana.<\/p>\n<p>\u201c<em>Raramente le contingenze storiche hanno creato una situazione cos\u00ec chiara come nel caso dell\u2019ascesa al potere di questa personalit\u00e0 cos\u00ec fascinosa (?,ndr), forse irritante, ma in ogni caso fuori dal comune. Nessuno si sarebbe potuto aspettare che un ministro del governo Hollande, senza appartenenza di partito, potesse creare da solo, in modo apparentemente egocentrico, un movimento politico capace di capovolgere l\u2019intero sistema dei partiti. Sembrava un\u2019impresa contraria a ogni buon senso demoscopico. Eppure una persona sola, senza seguito, \u00e8 riuscita ad ottenere la maggioranza dei voti nel breve spazio di una campagna elettorale di coraggioso confronto, incentrata sull\u2019approfondimento della collaborazione europea e opposta al crescente populismo di destra sostenuto da un francese su tre\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Habermas chiarisce perch\u00e9 a suo parere Macron \u00e8 un politico europeista eccezionale: \u201c<em>Ci\u00f2 che colpisce sono tre tratti caratteristici: il coraggio nella costruzione politica; l\u2019impegno dichiarato di voler trasformare il progetto elitario europeo in un\u2019auto-legislazione democratica dei cittadini; &#8211; il modo convincente di porsi di una persona che ha fiducia nella forza della parola che articola il pensiero\u201d <\/em>Habermas insomma gioisce perch\u00e9 Macron rilancia un\u2019idea forte di Europa \u00absovrana, unita e democratica \u00bb. L&#8217;ex banchiere di Rothschild inoltre scatenerebbe l&#8217;entusiasmo popolare verso l&#8217;Europa Unita \u2013 anche se in Francia l&#8217;indice di popolarit\u00e0 di Macron \u00e8 ormai scesa sottoterra!; infine il presidente francese avrebbe il merito di esprimersi in una retorica europeista alta e nobile.<\/p>\n<p>Scrive Habermas: <em>\u201c\u00c8 nota la formula secondo la quale la democrazia \u00e8 l\u2019essenza del progetto europeo (?). Detta da Macron essa acquista credibilit\u00e0 (??). Non sono in grado di giudicare l\u2019attuazione delle riforme politiche annunciate in Francia (???). Si dovr\u00e0 vedere se egli manterr\u00e0 la promessa \u201csocial-liberale\u201d di assicurare il difficile equilibro tra la giustizia sociale e la produttivit\u00e0 economica. Come uomo di sinistra non sono un \u201cmacroniano\u201d \u2013 sempre che esista qualcosa del genere. Ma il modo in cui egli parla dell\u2019Europa fa la differenza\u201d. <\/em><\/p>\n<p><strong>Il dibattito sull&#8217;euro e l&#8217;Europa: le idee di Pennacchi, Minenna, Visco e Realfonzo<\/strong><\/p>\n<p>Le tesi ultraeuropeiste \u2013 peraltro un po&#8217; troppo enfatiche &#8211; di Habermas sono state fatte proprie da Laura Pennacchi, coordinatrice del Forum Economia Cgil e presidente della Fondazione Lelio Basso. Pennacchi ha auspicato una nuova e pi\u00f9 democratica governance dell&#8217;Unione Europea (tesi avanzata anche dall&#8217;europeista Sergio Fabbrini, docente della Luiss e editorialista del quotidiano della Confindustria) e si augura una riforma del capitalismo europeo e dell&#8217;Europa sulle linee tracciate dal discorso di Macron alla Sorbona.<\/p>\n<p>Tuttavia Camusso ha ricordato che il sindacato italiano ed europeo \u00e8 schierato non dalla parte di Macron ma dalla parte dei lavoratori francesi che lottano contro le (contro)riforme di Macron, del tutto simili al Job Acts italiano e alla famigerata riforma Hartz introdotta in Germania nella prima met\u00e0 del decennio scorso dal premier socialista Gerhard Schr\u00f6der. La riforma Hartz, voluta da Schr\u00f6der, ha dato l&#8217;avvio alle forme esasperate di precarizzazione dei rapporti di lavoro che poi si sono diffuse e sono diventate prevalenti in tutta Europa. E Macron intende seguire in Francia proprio la strada di Hartz\/ Schr\u00f6der. Insomma, secondo Camusso (giustamente) \u00e8 davvero difficile ipotizzare che l&#8217;attuale governo francese rilanci un progetto sociale per l&#8217;Europa democratica, un progetto per l&#8217;Europa del lavoro.<\/p>\n<p>Marcello Minenna, docente alla Graduate School of Mathematical Finance, ha riproposto il suo progetto di un fondo europeo in grado di innescare (almeno secondo la sua opinione) una nuova fase di sviluppo e di crescita in funzione anti-ciclica. Minenna propone una profonda trasformazione dell&#8217;attuale European Stability Mechanism. Propone che l&#8217;ESM, l&#8217;organizzazione intergovernativa a cui partecipano i 19 paesi dell&#8217;eurozona, diventi una sorta di assicuratore europeo: i paesi pi\u00f9 rischiosi \u2013 come Italia, Spagna e Portogallo \u2013 pagherebbero all&#8217;ESM un premio assicurativo elevato perch\u00e9 l&#8217;ESM garantisca la copertura dei rischi legati al loro debito. Secondo i calcoli di Minenna, in circa sette anni tutto il debito pubblico dell\u2019eurozona potrebbe essere condiviso e protetto dall&#8217;ESM. Si realizzerebbe quindi, grazie a questa copertura assicurativa, un primo embrione di eurobond, capace di archiviare definitivamente lo spread e quindi di fornire un&#8217;unica curva dei rendimenti governativi nell\u2019area euro.<\/p>\n<p>Il problema di questo progetto \u00e8 per\u00f2 che non \u00e8 facile assicurare il nostro debito di oltre 2.300 miliardi di euro: il premio per la copertura e la condivisione del rischio sul debito italiano potrebbe essere troppo elevato. Bruxelles e Berlino difficilmente sarebbero disponibili a garantire, seppure dietro pagamento, il debito italiano che, ovviamente, non controllano. Minenna propone anche che l&#8217;ESM cos\u00ec rafforzato sul piano patrimoniale investa nelle regioni pi\u00f9 colpite dalla crisi (e dall&#8217;austerit\u00e0) con progetti pubblici-privati, in modo da diminuire i rischi di default e sviluppare la crescita.<\/p>\n<p>Sul piano tecnico il suggerimento pu\u00f2 apparire brillante. Tuttavia non \u00e8 facile che un simile progetto di ingegneria finanziaria vada in porto, anche per motivi politici. E&#8217; molto difficile \u2013 per non dire impossibile \u2013 che, nelle condizioni attuali, in Germania si formi un governo forte, stabile e collaborativo con l&#8217;Italia e con gli altri paesi dell&#8217;eurozona cosiddetti periferici. La Germania nazionalista e mercantilista non rinuncer\u00e0 mai all&#8217;enorme surplus della bilancia dei pagamenti e al suo bilancio pubblico in pareggio per aiutare l&#8217;Italia e gli altri paesi periferici, di cui peraltro si considera (giustamente) pi\u00f9 concorrente che partner. In tutte le sue componenti politiche la Germania \u00e8 contraria a trasferimenti unilaterali verso i paesi in difficolt\u00e0 e a condividere i rischi. Difficile quindi in queste condizioni che l&#8217;Europa venga rifondata.<\/p>\n<p>La proposta di Minenna \u00e8 stata accolta con attenzione, ma anche con velato scetticismo, da Vincenzo Visco, presidente della fondazione (bersaniana) Nuova Economia Nuova Societ\u00e0, Nens, ed ex ministro delle Finanze, che ha sottolineato lucidamente come la crisi italiana ed europea non sia affatto superata, e come la Germania e la sua politica di austerit\u00e0 domini ormai la UE. Secondo Visco le elite tedesche si meravigliano che l&#8217;Italia non sia gi\u00e0 fallita e tutti in terra germanica si aspettano il prossimo commissariamento dell&#8217;economia italiana.<\/p>\n<p>Vincenzo Visco, \u00e8 apparso non solo pessimista ma anche un po&#8217; cinico e rassegnato: ha affermato che, senza l&#8217;aiuto (del resto improbabile) di Francia e Spagna, sar\u00e0 davvero un miracolo smuovere la Germania e sfuggire all&#8217;austerit\u00e0. Per l&#8217;attuale esponente di Articolo1-MDP, nonostante le proposte europeiste del liberista Macron, \u00e8 davvero difficile che l&#8217;Italia possa sfuggire alla morsa di Berlino e di Bruxelles.<\/p>\n<p>Camusso ha definito comprensibile il pessimismo di Visco ma non lo ha condiviso. Per Camusso \u201cuna modalit\u00e0 tutta tecnocratica di discussione sulle regole di bilancio non va bene\u201d, perch\u00e9 il risultato \u00e8 che \u201ci forti difendono se stessi aumentando i divari progressivi. Cos\u00ec tornano tutte le forme di nazionalismo immaginabili: una deriva che non riguarda solo i Paesi forti, ma anche tutti gli altri, basti guardare a ci\u00f2 che avviene nell\u2019Europa dell\u2019Est\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;intervento pi\u00f9 lucido sul piano dell&#8217;analisi economica \u00e8 stato quello di Riccardo Realfonzo, professore ordinario dell&#8217;Universit\u00e0 degli studi del Sannio. Realfonzo ha spiegato la politica economica italiana dei governi Renzi\/Gentiloni alla luce dei diktat europei e delle regole assurde e inapplicabili del Fiscal Compact. Ha spiegato che la manovra governativa portata avanti dall&#8217;ineffabile ministro dell&#8217;Economia, Pier Carlo Padoan, non \u00e8 espansiva, ma anzi tende a frenare l&#8217;economia.<\/p>\n<p>Per diminuire il debito pubblico secondo le regole imposte dal Fiscal Compact, Padoan ha programmato per il 2020 un saldo positivo tra entrate e spese pubbliche (il cosiddetto avanzo primario) pari al 3,3 % del PIL. Si tratta di un gigantesco e insopportabile salasso. Da due decenni ormai l&#8217;avanzo primario italiano \u2013 che segnala il fatto gravissimo che i contribuenti pagano pi\u00f9 tasse di quanto lo stato spende per i servizi ai cittadini, cio\u00e8 che lo stato depreda i cittadini per servire il debito e pagare tassi di usura al sistema finanziario \u2013 vale circa l&#8217;1-2% del PIL (dai 20 ai 30 miliardi circa). Questi avanzi non sono per\u00f2 sufficienti a coprire il debito dello stato e quindi lo stato \u00e8 stato costretto a fare deficit e a chiedere soldi al mercato finanziario per coprire gli oneri del debito stesso (circa 60-80 miliardi all&#8217;anno).<\/p>\n<p>Per rompere il circolo vizioso, l&#8217;ineffabile Padoan \u2013 ha spiegato Realfonzo \u2013 intende fare crescere l&#8217;avanzo primario dal 1,7% del 2017 al 3,3% circa del PIL del 2020. Ovvero: pi\u00f9 entrate e meno spese, cio\u00e8 pi\u00f9 tagli alla spesa sociale, pi\u00f9 privatizzazioni dei beni comuni e anche pi\u00f9 tasse! Ma le azioni restrittive di bilancio pubblico si riflettono poi negativamente sul PIL. Cos\u00ec, ha concluso Realfonzo, \u00e8 assai difficile che l&#8217;economia cresca: al contrario, con il Fiscal Compact \u00e8 assai probabile che si vada incontro a una nuova crisi dell&#8217;euro.<\/p>\n<p><strong>Le conclusioni della Camusso: il Fiscal Compact va respinto<\/strong><\/p>\n<p>Il tema del Fiscal compact \u201c\u00e8 essenziale perch\u00e9 le politiche europee condizionano fortemente quelle del governo\u201d ha affermato nelle conclusioni il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Camusso non \u00e8 stata tenera con la BCE, ricordando la missiva spedita da Mario Draghi e Jean-Claude Trichet nel luglio 2012, che imponeva tra le altre cose, la deregolamentazione del mondo del lavoro, la prevalenza dei contratti aziendali su quelli nazionali, il pareggio di bilancio in Costituzione e la privatizzazione dei servizi pubblici. Un programma iperliberista di lacrime e sangue per l&#8217;Italia e i cittadini italiani.<\/p>\n<p>\u201cAnche il lavoro sta diventando una politica di competizione sleale: si creano politiche di dumping tra Stati che hanno la stessa moneta, cos\u00ec avviene una forma di competizione. Questo determina per tutti un ribasso delle condizioni di lavoro. I lavoratori in Germania restano in condizioni migliori rispetto all\u2019Italia, naturalmente, ma la tendenza a ridurre la quota di distribuzione di reddito destinata al lavoro vale per tutti gli Stati\u201d.<\/p>\n<p>Camusso ha aggiunto: \u201cQuando si parla di politiche europee si parla di fisco, banche, finanza, ma non compaiono mai le ragioni sociali. Va costruita una nuova soluzione che crei una condizione di vantaggio per tutti i Paesi: bisogna smettere di alimentare le iniquit\u00e0 che oggi ci sono\u201d. La confederazione europea dei sindacati ha costruito una sua ipotesi, ma occorre agire anche in Italia, costruire alleanze con le istituzioni e la politica. Se non si apre una vera discussione, il destino \u00e8 gi\u00e0 segnato, si andr\u00e0 verso l\u2019ineluttabilit\u00e0 dei processi. Dobbiamo prenderci la responsabilit\u00e0 di essere i soggetti che aprono questa discussione\u201d ha concluso.<\/p>\n<p>Purtroppo per\u00f2 la discussione sull&#8217;Europa e sull&#8217;euro \u00e8 gi\u00e0 stata aperta, ma a destra, soprattutto dalla Lega di Matteo Salvini, con orientamenti demagogici e xenofobi. Non a caso le idee anti-euro sono gi\u00e0 molto diffuse tra gli strati popolari. L&#8217;euro non \u00e8 una moneta amata dal popolo. Si tratta quindi di trasformare la lotta contro l&#8217;austerit\u00e0, contro i diktat dei mercati finanziari e i vincoli dell&#8217;euro in una battaglia per la democrazia, contro l&#8217;oscurantismo xenofobo e le politiche restrittive del governo.<\/p>\n<p><strong>NOTE<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23643#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> Il Fiscal Compact (letteralmente &#8220;patto di bilancio&#8221;) si chiama formalmente Trattato sulla stabilit\u00e0, coordinamento e governance nell&#8217;unione economica e monetaria. E&#8217; un accordo approvato con un trattato internazionale il 2 marzo 2012 da 25 dei 28 stati membri dell&#8217;Unione europea; non \u00e8 stato sottoscritto da Regno Unito, Croazia e Repubblica Ceca. \u00c8 entrato in vigore il 1\u00ba gennaio 2013. Il patto contiene una serie di regole, chiamate &#8220;regole d&#8217;oro&#8221;, che sono vincolanti nell&#8217;UE per il principio dell&#8217;equilibrio di bilancio. Ogni paese, dopo la ratifica del trattato, ha avuto tempo fino al 1\u00ba gennaio 2014 per introdurre la regola che impone il pareggio di bilancio nella legislazione nazionale. Solo i paesi che hanno introdotto tale regola entro il 1\u00ba marzo 2014 possono ottenere eventuali prestiti da parte del Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0. L&#8217;obiettivo, dopo l&#8217;entrata in vigore, \u00e8 quello di incorporare entro cinque anni il nuovo trattato nella vigente legislazione europea.<\/p>\n<p>L&#8217;accordo prevede per i paesi contraenti, secondo i parametri di Maastricht fissati dal Trattato CE, l&#8217;inserimento in ciascun ordinamento statale (con norme di rango costituzionale, o comunque nella legislazione nazionale ordinaria) di diverse clausole o vincoli tra le quali:<\/p>\n<p>&#8211; obbligo del perseguimento del pareggio di bilancio (art. 3, c. 1),[12]<\/p>\n<p>&#8211; obbligo di non superamento della soglia di deficit strutturale superiore allo 0,5% del PIL (e superiore all&#8217;1% per i paesi con debito pubblico inferiore al 60% del PIL)<\/p>\n<p>&#8211; significativa riduzione del rapporto fra debito pubblico e PIL, pari ogni anno a un ventesimo della parte eccedente il 60% del PIL<\/p>\n<p>&#8211; impegno a coordinare i piani di emissione del debito col Consiglio dell&#8217;Unione e con la Commissione europea (art. 6).<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23643#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> Da Wikipedia: I premi Nobel per l&#8217;economia Kenneth Arrow, Peter Diamond, William Sharpe, Eric Maskin e Robert Solow, in un appello rivolto al presidente Obama, hanno affermato che &#8220;Inserire nella costituzione il vincolo di pareggio del bilancio rappresenterebbe una scelta politica estremamente improvvida. Aggiungere ulteriori restrizioni, quale un tetto rigido della spesa pubblica, non farebbe che peggiorare le cose&#8221;; soprattutto questo &#8220;avrebbe effetti perversi in caso di recessione. Nei momenti di difficolt\u00e0 diminuisce infatti il gettito fiscale (per concomitante diminuzione del PIL) e aumentano alcune spese pubbliche tra cui i sussidi di disoccupazione.<\/p>\n<p>Questi ammortizzatori sociali fanno dunque aumentare il deficit pubblico, ma limitano la contrazione del reddito disponibile e quindi del potere di acquisto (che influiscono sul consumo o domanda di beni o servizi)&#8221;. Nell&#8217;attuale fase dell&#8217;economia, continuano, &#8220;\u00e8 pericoloso tentare di riportare il bilancio in pareggio troppo rapidamente. I grossi tagli di spesa e\/o gli incrementi della pressione fiscale necessari per raggiungere questo scopo, danneggerebbero una ripresa economica gi\u00e0 di per s\u00e9 debole&#8221;.<\/p>\n<p>Nell&#8217;appello si afferma che &#8220;anche nei periodi di espansione dell&#8217;economia, un tetto rigido di spesa potrebbe danneggiare la crescita economica, perch\u00e9 gli incrementi degli investimenti a elevata remunerazione &#8211; anche quelli interamente finanziati dall&#8217;aumento del gettito &#8211; sarebbero ritenuti incostituzionali se non controbilanciati da riduzioni della spesa di pari importo&#8221;.<\/p>\n<p>Infine si afferma che &#8220;un tetto vincolante di spesa comporterebbe la necessit\u00e0, in caso di spese di emergenza (per esempio in caso di disastri naturali), di tagliare altri capitoli del bilancio mettendo in pericolo il finanziamento dei programmi non di emergenza&#8221;. Critico anche l&#8217;economista e premio Nobel Paul Krugman, il quale ritiene che l&#8217;inserimento in costituzione del vincolo di pareggio del bilancio possa portare alla dissoluzione dello stato sociale.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p><a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23643#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> Vedi sul sito di MicroMega l&#8217;eBook edito da MicroMega: \u201cPer una moneta fiscale gratuita. Come uscire dall&#8217;austerit\u00e0 senza spaccare l&#8217;euro\u201d a cura di Biagio Bossone, Marco Cattaneo, Enrico Grazzini e Stefano Sylos Labini, con la prefazione di Luciano Gallino. Vedi anche sulla rivista MicroMega 4\/2017, Enrico Grazzini \u201cQuando la moneta ufficiale non funziona \u00e8 il momento delle monete alternative\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23643\">http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23643<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICRO MEGA (Enrico Grazzini) Finalmente la CGIL si d\u00e0 una sveglia! Sar\u00e0 perch\u00e9 il governo Gentiloni strapazza nuovamente le pensioni, sar\u00e0 perch\u00e9 a sinistra del PD qualcosa di nuovo nel bene o nel male sta nascendo, ma la novit\u00e0 \u00e8 che il pi\u00f9 grande sindacato italiano con oltre 5 milioni di iscritti non solo manifesta contro il governo che impone l&#8217;aumento dell&#8217;et\u00e0 pensionabile ma sta cominciando a darsi una mossa anche sul fronte dell&#8217;Europa&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":34771,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/micromega-320x320.gif","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9vg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36534"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36534"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36534\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36535,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36534\/revisions\/36535"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34771"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36534"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36534"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36534"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}