{"id":36549,"date":"2017-11-27T11:07:44","date_gmt":"2017-11-27T10:07:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36549"},"modified":"2017-11-26T23:00:56","modified_gmt":"2017-11-26T22:00:56","slug":"angela-merkel-una-caduta-a-rallentatore-che-risolleva-il-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36549","title":{"rendered":"Angela Merkel, una caduta a rallentatore che risolleva il 2017"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p><em>Le presidenziali francesi apparivano l\u2019unico appuntamento elettorale del 2017 capace di destabilizzare l\u2019eurozona: nessuna sorpresa, invece, era attesa dalle elezioni federali tedesche dove, grazie al sistema proporzionale, la riconferma di Angela Merkel alla cancelleria era data per scontata. Il crollo della SPD ed il timore degli altri partiti di andare incontro ad un destino analogo hanno per\u00f2 vanificato i tentativi di formare una nuova coalizione di governo. Il ritorno alle urne \u00e8 probabile e la CDU, questa volta, correrebbe senza Angela Merkel. La caduta dell\u2019ultima \u201cpaladina del mondo liberale\u201d imprime nuovo slancio alla disgregazione dell\u2019Unione Europea.<\/em><\/p>\n<h2>La caduta di Angela Merkel imprime lo slancio finale all\u2019euro-dissoluzione<\/h2>\n<p>Le aspettative \u201crivoluzionarie\u201d riposte nel 2017 erano alte:<strong>\u00a0le simultanee elezioni politiche<\/strong>\u00a0nei Paesi chiave dell\u2019Unione Europea, Francia e Germania, lasciavano prospettare grandi sconvolgimenti qualora \u201cl\u2019onda populista\u201d avesse sfondato in almeno uno dei due. Le precarie condizioni economiche, le forti tensioni sociali soffocate con la classica strategia della tensione, l\u2019artificiale promozione di un leader, Emmanuel Macron, agli antipodi rispetto agli umori popolari, suggerivano che la svolta sarebbe arrivata dalla<strong>\u00a0Francia<\/strong>, tanto pi\u00f9 che il sistema elettorale, un doppio turno con ballottaggio tra i due candidati pi\u00f9 votati, offriva buone\u00a0<i>chance<\/i>\u00a0di vittoria alla \u201cpopulista\u201d\u00a0<strong>Marine Le Pen<\/strong>. Sconfitta Marine Le Pen, l\u2019attenzione si \u00e8 quindi progressivamente spostata alle elezioni italiane del 2018, considerate l\u2019unica incognita per il fantomatico rilancio del processo di integrazione europea.<\/p>\n<p>Pochi colpi di scena si aspettavano dalla\u00a0<strong>Germania<\/strong>, dove le solide prestazioni economiche (rispetto agli altri membri della UE), il provvidenziale blocco della \u201cvia balcanica\u201d (primavera 2016) e l\u2019accomodante sistema proporzionale ponevano le basi per la nascita, senza difficolt\u00e0, del quarto governo Merkel. Era improbabile che il voto tedesco del 24 settembre producesse scossoni sull\u2019establishment politico tedesco tali da decretare la fine di Angela Merkel:<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/il-tempo-sta-scadendo-no-lincidente-di-angela-merkel-non-ci-voleva\/\">\u00a0noi stessi, a distanza di pochi giorni dal voto, avevamo evidenziato come l\u2019indebolimento della cancelleria e lo spostamento generalizzato della Germania \u201ca destra\u201d aumentassero ulteriormente le criticit\u00e0 in seno all\u2019Unione Europea,<\/a>\u00a0ma non avevamo contemplato la sua caduta, considerata anche la volont\u00e0, a Berlino come a Bruxelles, di non introdurre ulteriore instabilit\u00e0 nella gi\u00e0 precaria Unione Europea.<\/p>\n<p>Il logoramento di Angela Merkel si \u00e8 sviluppato in sordina, sfociando in un\u2019aperta crisi politica soltanto a distanza di due mesi dal voto:\u00a0<strong>non \u00e8 stata, quella della cancelliera, una caduta rumorosa e fulminea<\/strong>, il giorno dopo le elezioni.\u00a0<strong>\u00c8 stata una caduta a rallentatore, ma non per questo meno rovinosa per gli equilibri europei.<\/strong><\/p>\n<p>Uscito dalle elezioni un Bundestag incapace di esprimere un chiaro esecutivo, il 18 ottobre sono partite le consultazioni per formare la cosiddetta \u201ccoalizione Giamaica\u201d (CDU-CSU, Verdi e Liberali): un mese di negoziati non \u00e8 stato sufficiente per conciliare i diversi partiti e, ultimatum dopo ultimatum, si \u00e8 infine arrivati alla rottura del 19 novembre. I liberali hanno rifiutato la linea in materia di immigrazione emersa durante in negoziati, piombando cos\u00ec<strong>\u00a0la Germania nella pi\u00f9 grave crisi istituzionale del dopoguerra<\/strong>: le possibilit\u00e0 che Angela Merkel sopravviva all\u2019incidente\u00a0<strong>sono ormai minime.<\/strong><\/p>\n<p>Qualcuno ipotizza un governo di minoranza presieduto dalla Merkel (e sono in molti, a Bruxelles e nei circoli liberal, che tifano per questa soluzione), ma lo scenario pi\u00f9 realistico \u00e8 un rapido ritorno alle urne, dove la CDU, gi\u00e0 indebolita dalla peggiore prestazione elettorale degli ultimi 70 anni,\u00a0<strong>sarebbe obbligata a sbarazzarsi di Angela Merkel<\/strong>, scelta\/imposta come presidente del partito nel lontano 2000\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/angela-merkel-la-spia-che-ando-e-torno-dal-freddo-zu-verkaufen\/\">(a discapito di Wolfgang Sch\u00e4uble, neutralizzato con la \u201cTangentopoli tedesca\u201d).<\/a><\/p>\n<p>L ragione del fallimento dei negoziati va cercata<strong>\u00a0nel sistema di potere adottato da Angela Merkel<\/strong>, lo stesso sistema di potere che lascia la CDU senza un delfino pronto a raccogliere la sua eredit\u00e0: Angela Merkel, il cui unico obiettivo \u00e8 stato sin dai primi anni \u201890 la conquista e la conservazione della Cancelleria Federale,<strong>\u00a0ha sempre sfruttato, svuotato e, infine, abbandonato qualsiasi alleato.<\/strong>Consumatone uno, ne cercava un altro,\u00a0<strong>assicurandosi soltanto di rimanere al centro della scena politica, cos\u00ec da essere il capo di questa o quella coalizione e rimanere al Bundeskanzleramt<\/strong>\u00a0(con grande soddisfazione dei suoi padrini atlantici). Il gioco \u00e8 andato avanti per dodici anni, fino a rompersi con l\u2019indebolimento politico della cancelliera sull\u2019onda dell\u2019emergenza migratoria.<\/p>\n<p>Angela Merkel inizia la sua carriera da cancelliera nel 2005,\u00a0<strong>a capo di una Grande Coalizione coi verdi.<\/strong>La SPD, alle elezioni del 2009, ne esce a pezzi: la cancelliera, di conseguenza, forma il nuovo governo\u00a0<strong>con i liberali.<\/strong>\u00a0Alle successive elezioni del 2013, crollano i liberali e la Merkel\u00a0<strong>riallaccia i rapporti con i socialisti<\/strong>\u00a0della SPD, ridotti nuovamente a semplice satellite della cancelliera. Trascorrono quattro anni e, nel 2017, la Germania torna al voto: la SPD registra il peggiore risultato di sempre (20%), inducendo la cancelliera<strong>\u00a0a cercare un\u2019intesa con i precedenti alleati liberali<\/strong>, cui deve sommare anche i Verdi per sopperire al salasso di voti subito dalla CDU-CSU (dal 41% al 32%).\u00a0<strong>Ora, \u00e8 interesse dei liberali essere spremuti e gettati via come nel 2009, soltanto per garantire ad Angela Merkel altri quattro anni alla cancelleria?<\/strong>\u00a0Decisamente no e ci\u00f2 spiega la volont\u00e0 generalizzata dei partiti (SPD, FDP, AdF) di tornare al voto il prima possibile:\u00a0<strong>tutti vogliono evitare l\u2019ennesimo abbraccio mortale della cancelliera<\/strong>, la cui immagine, oltretutto, \u00e8 ormai indissolubilmente compromessa dalla crisi migratoria del 2015.<\/p>\n<p>Assumendo quindi che il destino di Angela Merkel sia ormai segnato, quali previsioni si possono formulare per la Germania e l\u2019Unione Europea? Bisogna, innanzitutto, ricordare chi \u00e8 e quali interessi rappresenta la cancelliera, definita dal New York Times\u00a0<i>\u201cthe Liberal West\u2019s Last Defender<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/angela-merkel-una-caduta-a-rallentatore-che-risolleva-il-2017\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>\u201d,\u00a0<\/i><strong>l\u2019ultima paladina dell\u2019ordine liberale.<\/strong><\/p>\n<p>Angela Merkel \u00e8, in virt\u00f9 del primato economico della Germania, il politico che ha chiesto ed ottenuto il coinvolgimento del\u00a0<strong>Fondo Monetario Internazionale<\/strong>\u00a0nei \u201csalvataggi europei\u201d, che ha favorito il saccheggio dell\u2019europeriferia da parte della\u00a0<strong>finanza internazionale<\/strong>,<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/golpe-2011-una-minestra-riscaldata-servita-quando-fa-comodo-parte-ii\/\">\u00a0che ha avvallato il golpe italiano del 2011<\/a>, che ha imposto\u00a0<strong>le sanzioni contro la Russia<\/strong>\u00a0al resto dell\u2019Europa, che ha incentivato\u00a0<strong>la politica migratoria di George Soros<\/strong>, che ha sinora garantito<strong>\u00a0l\u2019integrit\u00e0 dell\u2019eurozona<\/strong>\u00a0nel bene e nel male, che ha raccolto<strong>\u00a0la guida dell\u2019ordine mondiale \u201cliberale\u201d<\/strong>\u00a0dopo l\u2019insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump (surriscaldamento climatico, difesa della globalizzazione, etc. etc.).<\/p>\n<p>L\u2019uscita di scena di Angela Merkel avrebbe profonde e traumatiche conseguenze per l\u2019Europa e l\u2019Unione Europea. La Germania si prepara, una volta liberatasi dalla tutela di Angela Merkel,\u00a0<strong>a spostarsi ulteriormente \u201ca destra<\/strong>\u201d: non si intende soltanto un travaso di voti verso i falchi della CDU-CSO o Alternativa per la Germania, ma anche un diverso approccio di Berlino negli affari esteri. Senza Merkel alla cancelleria federale,<strong>\u00a0la Germania sar\u00e0 pi\u00f9 nazionalista e \u201ccontinentale\u201d, meno liberale e atlantica<\/strong>. Parallelamente, l\u2019uscita di scena di Angela Merkel\u00a0<strong>complica ulteriormente i progetti di integrazione franco-tedeschi<\/strong>, gi\u00e0 indeboliti dal rapido sfaldamento della presidenza Macron,<strong>\u00a0ed accelera le spinte centrifughe nel resto dell\u2019Europa<\/strong>. Senza Angela Merkel alla testa dell\u2019Europa, chi lotter\u00e0 contro la svolta a destra di Polonia e Ungheria in materia di immigrazione? Chi scongiurer\u00e0 una Grexit? Chi, soprattutto,\u00a0<strong>ricatter\u00e0\/blandir\u00e0 l\u2019Italia per evitare una sua uscita dall\u2019euro nel 2018?<\/strong><\/p>\n<p>Il tramonto di Angela Merkel risolleva le sorti del 2017 e getta le basi per un 2018 esplosivo:\u00a0<strong>il governatore della Banca Centrale Europa, Mario Draghi, \u00e8 ormai il solo, vero, ostacolo alla dissoluzione dell\u2019euro.<\/strong><\/p>\n<div class=\"banner-wrapper\"><\/div>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/angela-merkel-una-caduta-a-rallentatore-che-risolleva-il-2017\/#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>https:\/\/www.nytimes.com\/2016\/11\/13\/world\/europe\/germany-merkel-trump-election.html<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/angela-merkel-una-caduta-a-rallentatore-che-risolleva-il-2017\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/angela-merkel-una-caduta-a-rallentatore-che-risolleva-il-2017\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Le presidenziali francesi apparivano l\u2019unico appuntamento elettorale del 2017 capace di destabilizzare l\u2019eurozona: nessuna sorpresa, invece, era attesa dalle elezioni federali tedesche dove, grazie al sistema proporzionale, la riconferma di Angela Merkel alla cancelleria era data per scontata. 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Il ritorno alle urne \u00e8&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":34655,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/F.Dezzani.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9vv","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36549"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36549"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36549\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36550,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36549\/revisions\/36550"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}