{"id":36567,"date":"2017-11-27T21:41:15","date_gmt":"2017-11-27T20:41:15","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36567"},"modified":"2017-11-27T21:48:34","modified_gmt":"2017-11-27T20:48:34","slug":"crimen-monopolii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36567","title":{"rendered":"Crimen monopolii"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>STEFANO ROSATI (FSI Rieti)<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;Eurozona ci sono &#8220;troppe banche&#8221; e ci\u00f2 produce &#8220;una competizione feroce e bassi margini&#8221; di guadagno e dunque &#8220;\u00e8 necessario un consolidamento&#8221; nel settore.<br \/>\n(E. Nouy, Chair of the Supervisory Board at the European Central Bank)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Gli ordinamenti giuridici storicamente esistiti basati sul principio di concorrenza hanno &#8211; sempre e immancabilmente &#8211; prodotto monopoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realizzazione di monopoli, quale risultato dell\u2019operare del principio di concorrenza, \u00e8 assolutamente coerente con il fine &#8216;politico&#8217; del liberalismo; ossia l\u2019abbattimento dello Stato, inteso come unico soggetto in grado di redistribuire la ricchezza e garantire benessere e sviluppo per tutti i cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8, infatti, possibile pensare la concorrenza senza (ri)pensare il ruolo dello Stato. In realt\u00e0, a ben vedere, la concorrenza non \u00e8 altro che una disciplina dei pubblici poteri (il concorrere tra pi\u00f9 imprese per aggiudicarsi la scelta del consumatore \u00e8 un fatto, non \u00e8 una disciplina giuridica, ed \u00e8 compatibile con regimi che non si fondano sulla concorrenza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019effetto \u2013 e, dunque, il fine &#8211; del principio di concorrenza non \u00e8, come sostengono nelle universit\u00e0, il mantenimento dei mercati in una condizione in cui nessuna impresa sia in grado di fissare autonomamente il prezzo, perch\u00e9, semplicemente, questo sistema alla lunga non conviene alle imprese che su quel mercato operano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi pare un fatto evidente; c\u2019\u00e8 poco da dire al riguardo.<br \/>\nCome ci ricorda il Capo della Vigilanza BCE, il principio di concorrenza favorisce la chiusura delle imprese pi\u00f9 piccole, indipendentemente dal fatto che siano le migliori sul mercato, creando le condizioni per il formarsi di poche grandi impese che si comportano come un\u2019unica, grande, impresa nei confronti del mercato, ossia dei cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realizzazione di monopoli privati \u00e8 grandemente svantaggiosa per i cittadini. Non solo perch\u00e9 i prezzi dei beni nei mercati monopolistici sono pi\u00f9 alti (il prezzo di monopolio \u00e8 maggiore del costo marginale e la differenza costituisce l\u2019extra profitto del monopolista) ma, soprattutto, perch\u00e9 la creazione di monopoli consente la formazione di poteri privati, dinanzi ai quali non si erge pi\u00f9 alcun soggetto dotato dei mezzi adeguati per ripristinare l\u2019uguaglianza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un lato, quindi, il principio di concorrenza annienta lo Stato, dall\u2019altro crea le condizioni e agevola la formazione di poteri privati, venendosi cos\u00ec a creare le condizioni per regimi di fatto meno democratici che favoriscono la concentrazione della ricchezza in capo a pochissimi soggetti: insomma, basta guardare dalla finestra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ben vedere, per i cittadini, non c\u2019\u00e8 grossa differenza tra la mano invisibile dei mercati e la mano invisibile che si incontra sulla metro o sul tram. Se non fosse che, oltre alla ricchezza, i sistemi basati sulla concorrenza producono un preoccupante trasferimento di sovranit\u00e0, inteso come potere e libert\u00e0 di scelta, in capo a pochi grandi famiglie che, avendo interessi comuni ed essendo appunto poche, si coordinano agevolmente agendo come un unico centro di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, i regimi basati sulla concorrenza portano, di fatto, all\u2019esclusione della gran parte dei cittadini dal circuito politico, dalla partecipazione politica e, quindi, dalla cittadinanza. Il riflesso istituzionale di ci\u00f2 \u00e8 lo svilimento del Parlamento, tipico dei regimi basati sulla concorrenza, a favore dell\u2019esecutivo e, soprattutto, la nascita di autorit\u00e0 indipendenti dallo stesso circuito democratico-parlamentare che operano senza alcuna finalit\u00e0 redistributiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei sistemi basati sula concorrenza non c\u2019\u00e8 solo impoverimento materiale c\u2019\u00e8 anche e soprattutto esclusione dalla partecipazione politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle celebrazioni della dottrina keyensiana del \u201cwelfare state\u201d si dimentica spesso che il benessere economico \u00e8 solo una parte del tutto e che l\u2019uomo non ha solo una dimensione. Anche il Tiranno pu\u00f2 darti benessere. Puoi avere servizi e benessere ed essere, nello stesso tempo, escluso dalla partecipazione politica: ossia non contare nulla. In ci\u00f2 consiste lo Stato di Polizia, o un dispotismo benevolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra Costituzione prevede un progetto molto pi\u00f9 progredito del modello del welfare State, proprio perch\u00e9 il principio lavorista, sul quale la Costituzione si fonda, \u00e8 inscindibilmente collegato al principio della partecipazione politica, colorandosi di un fine etico irrinunciabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 la nostra Costituzione \u00e8 basata sul principio lavorista; perch\u00e9 rifiuta la scissione del cittadino nella dialettica distruttiva lavoratore &#8211; consumatore che \u00e8 invece perseguita dai regimi basati sulla concorrenza (i consumatori chiedono prezzi pi\u00f9 bassi, preparando cos\u00ec la via a riduzioni del loro stesso salario), perch\u00e9 pretende che il cittadino partecipi alla vita politica facendosi carico di scegliere e di lottare per l\u2019attuazione della Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 il principio di concorrenza, creando monopoli, \u00e8 criminale e deve essere espunto dal nostro ordinamento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-36568 size-full\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/cartolina-concorrenza.png\" alt=\"\" width=\"2551\" height=\"1819\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/cartolina-concorrenza.png 2551w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/cartolina-concorrenza-300x214.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/cartolina-concorrenza-768x548.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/cartolina-concorrenza-1024x730.png 1024w\" sizes=\"(max-width: 2551px) 100vw, 2551px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STEFANO ROSATI (FSI Rieti) Nell&#8217;Eurozona ci sono &#8220;troppe banche&#8221; e ci\u00f2 produce &#8220;una competizione feroce e bassi margini&#8221; di guadagno e dunque &#8220;\u00e8 necessario un consolidamento&#8221; nel settore. 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