{"id":36575,"date":"2017-11-28T11:10:12","date_gmt":"2017-11-28T10:10:12","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36575"},"modified":"2017-11-27T23:21:01","modified_gmt":"2017-11-27T22:21:01","slug":"distruggere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36575","title":{"rendered":"Distruggere"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Andrea Tremaglia)<\/strong><\/p>\n<p><em>Siamo affascinati dalla distruzione, che per\u00f2 riconosciamo facilmente solo quando \u00e8 rapidissima. Il black friday \u00e8 l&#8217;occasione per riconoscere la matrice violenta e distruttiva del processo consumistico, dal quale potremo uscire indenni solo se esercitiamo azioni creative e positive.<\/em><\/p>\n<p>Qualche sera fa, nel cuore della mia citt\u00e0, \u00e8 andata a fuoco\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bergamonews.it\/2017\/11\/24\/giostra-bruciata-sul-sentierone-chi-ha-visto-qualcosa-di-strano-parli\/270118\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">una giostra<\/a>; era uno di quei graziosi, antichi caroselli con i cavalli e, nella disgrazia, la fortuna ha voluto che nessuno si facesse del male. Diversi passanti hanno ripreso la scena e le immagini dell\u2019incendio hanno subito inondato la rete\u00a0<em>locale<\/em>.\u00a0<strong>Uno spettacolo rovinoso<\/strong>, \u00e8 indubbio, ma ci\u00f2 nonostante visivamente seducente. Il contesto signorile della piazza, le sagome nerissime dei piccoli cavalli in controluce al turbinio rotondo delle fiamme, reso ancor pi\u00f9 vivido dal contrasto con la fredda serata novembrina: quasi un omaggio all\u2019Iliade e alla pi\u00f9 torrida classicit\u00e0 greca. In altri tempi piuttosto che a qualcosa di ghermito dalla malasorte, si sarebbe probabilmente pensato a qualcosa di offerto al cielo, alla divinit\u00e0, al destino; a un<strong>fuoco sacrificale<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gZMQAGk9DGU?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>\u00c8 inconfessabile, ma eterno, il fascino esercitato su noi creature umane, mortali, dalla distruzione. L\u2019atto distruttivo d\u2019altronde \u00e8 un\u00a0<strong>atto simile al creativo<\/strong>, per quanto di segno opposto; il divenire, vero significato esistenziale del dio in quasi ogni religione, pare fluire e manifestarsi allo stesso modo nella costruzione e nella distruzione, anche se quest\u2019ultima \u00e8 solitamente pi\u00f9 rapida e talvolta immediata nel porsi. La velocissima manifestazione del divenire ci convince e rapisce, rivelandosi tanto chiaramente anche a noi creature circoscritte nel tempo.\u00a0<strong>La distruzione crea cos\u00ec un potentissimo<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>profondo legame<\/strong>\u00a0individuale con ciascuno di noi, parlando all\u2019abissale consapevolezza, al profondo silenzio, sepolto nei nostri animi.<\/p>\n<p>La distruzione, tuttavia, pu\u00f2 creare anche un rapporto di tipo sociale e collettivo. Nelle disgrazie collettive la distruzione subita unisce nella solidariet\u00e0; ma il ruolo sociale della distruzione pu\u00f2 instaurarsi anche quando questa \u00e8 volontaria, come nel\u00a0<strong><em>potlatch<\/em><\/strong>, pratica diffusa tra i nativi americani per saldare le relazioni tra i membri di differenti trib\u00f9: i protagonisti distribuivano o addirittura distruggevano buona parte dei propri beni, per gareggiare nell\u2019evidenziarsi ricchi. Tutto questo avveniva gi\u00e0 secoli fa sulle fredde coste di quell\u2019America settentrionale oggi abitata da una razza probabilmente al culmine della propria parabola, forse gi\u00e0 oltre: la razza borghese,\u00a0<strong>la trib\u00f9 del consumo<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_92637\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-92637\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/immagine02-1-1024x678.jpg\" alt=\"Il potlatch, usanza antica delle trib\u00f9 native americane sulla costa pacifica, sopravvive ancora oggi nonostante sia stato dichiarato illegale dalle autorit\u00e0 occidentali gi\u00e0 nel 1800\" width=\"1024\" height=\"678\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Il potlatch, usanza antica delle trib\u00f9 native americane sulla costa pacifica, sopravvive ancora oggi nonostante sia stato dichiarato illegale dalle autorit\u00e0 occidentali gi\u00e0 nel 1800<\/p>\n<\/div>\n<p>I membri di questa trib\u00f9 vivono di un\u00a0<strong>lavorio teso all\u2019impossessamento<\/strong>\u00a0e alla collezione: il borghese migliore non sa evitarsi il far di conto e l\u2019accumulare. L\u2019imitazione e l\u2019invidia sono in questo contesto un tutt\u2019uno inscindibile e il regolato, ma violento, scontro intestino che ne deriva \u00e8 l\u2019energia per l\u2019intero ordine sociale. Questa costante insoddisfazione non \u00e8 per\u00f2 in grado di costruire individui, bens\u00ec solamente copie difformi dalla medesima matrice. Il processo descritto, prima singolare e poi collettivo, \u00e8 di tipo distruttivo, non creativo.\u00a0<strong>Il possesso riconosce solo altro possesso<\/strong>\u00a0e cos\u00ec l\u2019atto affermativo del borghese di questa risma non \u00e8 la costruzione, bens\u00ec l\u2019azione che distrugge il bene fisico-materiale proprio e altrui. Lo spiega linearmente\u00a0<strong>Jean Paul Sartre<\/strong>, in premessa al\u00a0<em>Ritratto dell\u2019Avventuriero<\/em>\u00a0di Roger Stephane, citando appunto il potlatch:<\/p>\n<blockquote><p><em>La classe agiata \u00e8 una classe consumatrice: vale a dire che essa si distrugge distruggendo i suoi beni attraverso l\u2019uso, e pensa cos\u00ec di assicurarsi il possesso raffinato di se stessa. A questo stadio, il saccheggio sistematico pu\u00f2 diventare l\u2019unico mezzo di comunicazione con gli altri: la classe in questione si abbandona ai potlatch \u2013 distruzione di beni propri in onore altrui \u2013 organizza feste \u2013 distruzione di beni propri alla presenza altrui \u2013 compie elargizioni \u2013 distruzione di beni propri a profitto altrui. L\u2019aristocrazia romana si \u00e8 rovinata in questi giochi, come vi si \u00e8 rovinata la nobilt\u00e0 francese: i figli di famiglia volevano la rovina come i giovani borghesi vogliono la morte.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Questo aspetto distruttivo della borghesia dell\u2019America attuale e sovrappeso sgorga ormai anche dal suolo europeo; non in acquitrini, ma in\u00a0<strong>laghi di asfalto<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>di parcheggi<\/strong>, punteggiati da alberi striminziti, ritagliati in corsie numerate, senza nome. Clamorose cattedrali innalzate a quel dio oscuro del divenire che \u00e8 il consumismo:\u00a0<strong>un distruggere costante<\/strong>, incessante, un inesauribile divorare e divorarsi. La gara per accaparrarsi un paradiso artificiale in serie \u00e8 cominciata.<\/p>\n<div id=\"attachment_92638\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-92638\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/immagine03-1-1024x682.jpg\" alt=\"Il burning man, festival che si svolge ogni anno nel deserto del Nevada, si sviluppa letteralmente attorno a un uomo in fiamme. Alla distruzione materiale del simbolo si accompagna la sospensione delle regole sociali e morali e l'uso festoso di alcol e droghe\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Il burning man, festival che si svolge ogni anno nel deserto del Nevada, si sviluppa letteralmente attorno a un uomo in fiamme. Alla distruzione materiale del simbolo si accompagna la sospensione delle regole sociali e morali e l\u2019uso festoso di alcol e droghe<\/p>\n<\/div>\n<p>I centri commerciali sono cos\u00ec\u00a0<strong>cittadelle fortificate<\/strong>\u00a0che crescono fino a farsi citt\u00e0 stato, luoghi di secca connessione. Non vi esiste silenzio, n\u00e9 vuoto che non sia dovuto e studiato. La loro banalissima artificialit\u00e0 li fa sembrare quasi sporchi, di una sconcezza estetica pi\u00f9 che fisica. Non semplicemente brutti, ma imbruttenti. Eppure non so negare\u00a0<strong>una vertiginosa attrazione<\/strong>: passeggiare per i corridoi-viale di un megacomplesso commerciale \u00e8 come assistere ad una lentissima, costruita, distruzione; l\u2019opposto di un incendio, ma non per ci\u00f2 meno evidente. Un fuoco freddo che non riusciamo a comprendere fino in fondo.<\/p>\n<p>Questo\u00a0<strong>culto del consumo<\/strong>\u00a0oltre che i suoi templi ha i suoi sacerdoti e i suoi rituali, le sue festivit\u00e0; ed ecco, ci passa ora accanto una delle pi\u00f9 tremende:\u00a0<strong><u>il venerd\u00ec nero<\/u><\/strong>. Qui finalmente possiamo osservare l\u2019incendio, finalmente possiamo vedere e capire. La lenta autodistruzione prende un\u2019accelerata, la fame annoiata si fa violenta e ridicola, le nuove grottesche baccanti divorano dall\u2019interno il corpo del Re\/supermercato steso nella foresta di utilitarie, carrelli, lampioni, strade statali. La dissacrazione brulica, formicante, in uno degli ultimi gesti di massa:\u00a0<strong>l\u2019assalto scomposto allo sconto<\/strong>. Di fronte a questo spettacolo \u00e8 difficile restare indifferenti, impossibile non scandalizzarsi con le immagini delle risse da ipermercato. Ma occorre prendere coscienza di come queste manifestazioni siano la rappresentazione istantanea della natura del processo consumistico.<\/p>\n<div id=\"attachment_92639\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-92639\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/immagine04-1024x576.jpeg\" alt=\"La ressa di una di quelle che sono vere e proprie rivolte legate ai forti sconti nei centri commerciali \" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">La ressa di una di quelle che sono vere e proprie rivolte legate ai forti sconti nei centri commerciali<\/p>\n<\/div>\n<p>Alcuni appunti di azione e reazione. La violenza affermativa, di sopravvivenza o di vittoria, pu\u00f2 essere una buona forza: ma non \u00e8 questo il caso. Siamo qui a parlare del venerd\u00ec nero per testimoniare una forza negativa, distruttiva e che\u00a0<strong>spinge all\u2019autodistruzione ciascuno di noi<\/strong>.\u00a0<em>I beni superflui rendono superflua la vita<\/em>, cos\u00ec Pasolini, e la distruzione insita nell\u2019impossessamento spinge anche noi ad autodistruggerci con alcol, droghe, bulimia di cibo e sesso. Per prendere possesso, singolo e sociale, di noi, ci devastiamo. Viviamo nell\u2019era della pornografia, non tanto fisica, quanto mentale.\u00a0<strong>Siamo al desiderio di desiderare<\/strong>. Esaurite le primigenie forze vitali, il desiderio muore perch\u00e9 tutto viene in poco tempo consumato, ma senza incendio n\u00e9 sacrificio. Questa matrice autodistruttiva va messa in evidenza.<\/p>\n<p>Non \u00e8 da accusare il comprare in s\u00e9, n\u00e9 il commercio, n\u00e9 che si approfitti degli sconti per portarsi avanti con i regali di Natale. Non facciamoci estremisti del ridicolo. Per certi aspetti pu\u00f2 essere addirittura un male necessario che a molti mondi e molte persone sia permesso di autodistruggersi. L\u2019antidoto comunque esiste ed \u00e8 rivoluzionario:\u00a0<strong><u>la creazione<\/u><\/strong>. Creare, costruire, fare germogliare un\u2019azione \u00e8 ci\u00f2 che si pu\u00f2 opporre all\u2019autodistruzione. L\u2019affermazione contro la negazione. L\u2019individualizzazione contro l\u2019anonimato. L\u2019appartenenza sociale, nazionale, contro il parcheggio numerato.\u00a0<strong>Il rivoluzionario autentico \u00e8 un creativo<\/strong>, un amante, un poeta non di parole, ma d\u2019azione. Poniamoci davanti agli occhi le orge grottesche del consumo del venerd\u00ec nero, della antivigilia natalizia, del primo giorno di saldi: se la nostra reazione sar\u00e0 di distruzione, non saremo migliori di ci\u00f2 che disprezziamo.\u00a0<strong>Fermiamo questo fuoco freddo<\/strong>. Costruire noi stessi attraverso non le cose, ma le azioni e le relazioni: questa \u00e8 una sfida per la quale una vita probabilmente non basta, ma \u00e8 certamente ben spesa.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/distruggere-black-friday\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/distruggere-black-friday\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Andrea Tremaglia) Siamo affascinati dalla distruzione, che per\u00f2 riconosciamo facilmente solo quando \u00e8 rapidissima. Il black friday \u00e8 l&#8217;occasione per riconoscere la matrice violenta e distruttiva del processo consumistico, dal quale potremo uscire indenni solo se esercitiamo azioni creative e positive. 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