{"id":36619,"date":"2017-11-29T10:19:37","date_gmt":"2017-11-29T09:19:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36619"},"modified":"2017-11-28T22:38:09","modified_gmt":"2017-11-28T21:38:09","slug":"ricchi-per-caso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36619","title":{"rendered":"Ricchi per caso?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Antonio Di Martino)<\/strong><\/p>\n<p><em>Sulle cause e i motivi del declino dell&#8217;economia italiana negli ultimi vent&#8217;anni si sono prodotti numerosi e spesso inconcludenti studi. Un&#8217;opera di storia economica pu\u00f2 pero dare al dibattito una prospettiva organica e perci\u00f2 positiva.<\/em><\/p>\n<p>La\u00a0<strong>storia economica d\u2019Italia<\/strong>\u00a0soffre spesso di una notevole disparit\u00e0 di attenzione rispetto agli altri grandi temi del dibattito storiografico contemporaneo. Se pu\u00f2 apparire umanamente pi\u00f9 interessante la vita politica, sociale e culturale rispetto alle dinamiche economiche di medio periodo, purtuttavia occorre comunque riconoscere ai processi produttivi e alle decisioni istituzionali di grande respiro un\u00a0<strong>ruolo determinante<\/strong>\u00a0nello studio dell\u2019Italia di ieri e di oggi.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto non per forza\u00a0<strong>l\u2019economia annoia<\/strong>\u00a0o risulta pesante al lettore non specialista: le pregevoli opere di Cipolla, di Galbraith e di Luzzato dimostrano come il gusto e la colta misura della scrittura possano rendere ben intriganti le vicende narrate, non dimenticando mai il ruolo positivo della disciplina. La capacit\u00e0 di offrire una\u00a0<strong>rilettura organica del mondo di ieri<\/strong>, infatti, permette di inserire i problemi contingenti di oggi in una prospettiva d\u2019insieme, utile per intendere al meglio le possibilit\u00e0 di sviluppo e le tare secolari della realt\u00e0 italiana.<\/p>\n<div id=\"attachment_92665\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-92665\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/392623107.jpg\" alt=\"La copertina del volume, saggio corale che comprende le opere di G. Cappelli, A. Colli, E. Felice, A. Nuvolari e A. Rinaldi.\" width=\"558\" height=\"864\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">La copertina del volume, saggio corale che comprende le opere di G. Cappelli, A. Colli, E. Felice, A. Nuvolari e A. Rinaldi.<\/p>\n<\/div>\n<p>In tal senso, il volume\u00a0<strong><em>Ricchi per caso<\/em>\u00a0<\/strong>a cura di Paolo Di Martino e Michelangelo Vasta (Il Mulino, 319 pagine) mostra al meglio la potenza della storia economica, ricollegando al contempo l\u2019analisi delle politiche economiche dello Stato unitario con i problemi irrisolti dell\u2019epoca contemporanea. Il metodo utilizzato, cio\u00e8 l\u2019<strong>approccio istituzionale<\/strong>\u00a0\u00e8 utilizzato secondo la completa sintesi di\u00a0<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/ricchi-per-caso-un-agenda-terapeutica-per-litalia\/\">Sergio Cesaratto<\/a><\/p>\n<blockquote><p><em>nell\u2019accezione pi\u00f9 anglosassone a cui si riferiscono gli autori le istituzioni si identificano sia con lo Stato che con le regole pi\u00f9 informali che governano la societ\u00e0 civile in un continuum spesso dimenticato da coloro che si scagliano contro la casta politica, quasi che vi fosse soluzione di continuit\u00e0 fra questa e la societ\u00e0 da cui proviene.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Utilizzando un punto di vista sicuramente originale, l\u2019opera coinvolge ambiti e strumenti metodologici pluridisciplinari, realizzando un\u00a0<strong>saggio a pi\u00f9 voci<\/strong>\u00a0che ritrae con successo uno spaccato della\u00a0<strong>classe dirigente italiana<\/strong>\u00a0e del suo modo di esserlo- e non esserlo- nel corso dei 150 anni successivi all\u2019Unit\u00e0. Affrontata la traiettoria storica d\u2019Italia, le fasi di ascesa e di stasi, il\u00a0<em>miracolo<\/em>\u00a0e il successivo declino, gli autori si soffermano nel tratteggiare la\u00a0<strong>formazione e il ruolo del\u00a0<em>capitale umano<\/em>\u00a0<\/strong>nell\u2019Italia contemporanea, con particolare attenzione alla storia della pubblica istruzione da Casati alla Gelmini. Alla debolezza strutturale dell\u2019educazione nazionale- in termini quantitativi, qualitativi e di rapporto rispetto al resto del Vecchio Continente- il libro appaia l\u2019altro grande problema dell\u2019economia italiana: la dimensione e il ruolo della\u00a0<strong>piccola impresa<\/strong>.<\/p>\n<p>Su quest\u2019aspetto a nostro avviso si evidenzia il\u00a0<strong>punto di vista\u00a0<em>mainstream<\/em>\u00a0<\/strong>dell\u2019opera. La piccola impresa italiana, secondo il testo, \u00e8 improduttiva, non tiene il passo dello sviluppo tecnologico, non fa ricerca, \u201csopravvive\u201d grazie a un fisco lasco e a una\u00a0<em>weltanschauung<\/em>\u00a0dominante che demonizza la grande industria capitalistica (e i suoi proprietari) a favore della\u00a0<strong>fabrichetta artigianale<\/strong>\u00a0dove il padrone \u00e8 al tempo stesso operaio tra i suoi operai. In sostanza, l\u2019<strong>ideologia liberale<\/strong>\u00a0che informa il volume emerge in maniera stridente su questo tema, accompagnando alla descrizione storico-economica giudizi di valore di cui si sarebbe fatto volentieri a meno.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/WnItIQSwfSw?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<h5>Gli errori strategici del Capitale privato italiano hanno vanificato i grandiosi sforzi pioneristici in settori ad alta tecnologia: il caso della Olivetti parla da s\u00e9.<\/h5>\n<p>In effetti alcuni passaggi risultano\u00a0<strong>eccessivamente forzati<\/strong>\u00a0al\u00a0<em>fil rouge<\/em>\u00a0della casualit\u00e0 del benessere italiano, pendant del classico sminuimento delle qualit\u00e0 nazionali, come altres\u00ec appare abbastanza incomprensibile la\u00a0<strong>scarsissima attenzione<\/strong>\u00a0data in un testo di storia economica agli snodi fondamentali dell\u2019unificazione monetaria e alle conseguenze devastanti del cambio fisso sulla dinamica economica italiana. Manca, ancora, qualunque accenno al\u00a0<strong>divorzio Bankitalia-Tesoro del 1981<\/strong>, vero responsabile dell\u2019aumento del debito pubblico, applicato da Beniamino Andreatta appositamente per distruggere quella piccola impresa che veniva reputata\u00a0<em>moralmente<\/em>\u00a0inutile e dannosa quando i dati produttivi dicevano ben altro.<\/p>\n<div id=\"attachment_92668\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-92668\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Dec_03.jpg\" alt=\"Andamento della produttivit\u00e0 italiana, francese e tedesca. Palesi gli stop italiani in concomitanza con l'irrigidimento del tasso di cambio (SME credibile prima e Euro poi)\" width=\"612\" height=\"455\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Andamento della produttivit\u00e0 italiana, francese e tedesca. Palesi gli stop italiani in concomitanza con l\u2019irrigidimento del tasso di cambio (SME credibile prima e Euro poi).\u00a0<a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2013\/05\/declino-produttivita-flessibilita-euro.html\">Fonte<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p>Se il tema dell\u2019opera \u00e8 \u201cla parabola dello sviluppo economico italiano\u201d non si possono\u00a0<strong>tralasciare cesure cos\u00ec esiziali<\/strong>. Dal punto di vista prettamente storico, poi, non si pu\u00f2 spiegare la\u00a0<strong>svalutazione della Lira<\/strong>\u00a0nel corso degli anni Settanta come un facilone metodo di governo dell\u2019economia dimenticando di ricordare la natura esogena dell\u2019impennata inflazionistica- la crisi petrolifera del 1973 non crediamo fosse colpa della DC- e che, in quel decennio, la\u00a0<strong>combinazione di inflazione e svalutazione<\/strong>\u00a0permisero un\u2019irripetuta crescita reale dei salari e, quindi, uno spostamento della ricchezza dall\u2019alto al basso mantenendo stabili occupazione e livello di benessere nonostante la strategia della tensione e la crisi del modello fordista fossero problematiche all\u2019ordine del giorno in Occidente.<\/p>\n<div id=\"attachment_92666\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-92666 \" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Quota.jpg\" alt=\"Salari, inflazione e movimento operaio produssero negli anni Settanta un'innegabile avanzamento del benessere tra le classi subalterne. A perderci, evidentemente, era il Capitale finanziario.\" width=\"665\" height=\"570\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Salari, inflazione e movimento operaio produssero negli anni Settanta un\u2019innegabile avanzamento del benessere tra le classi subalterne. A perderci, evidentemente, era il Capitale finanziario. (<a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/09\/inflazione-svalutazione-e-quota-salari.html\">Fonte<\/a>)<\/p>\n<\/div>\n<p>Tornando allora all\u2019analisi istituzionale oggetto dell\u2019opera, possiamo dunque concordare con il testo affermando che il Paese non \u00e8 stato spesso in grado di\u00a0<strong>offrire istituzioni all\u2019altezza<\/strong>\u00a0delle esigenze di una societ\u00e0 moderna a capitalismo maturo. Le nostre conclusioni per\u00f2 risultano\u00a0<strong>esattamente opposte<\/strong>\u00a0a quelle degli autori. Il problema italiano ha riguardato e riguarda tutt\u2019ora il\u00a0<strong>grande Capitale privato<\/strong>, il suo esercito di interessi e di interessati che, infestando le istituzioni e le centrali mediatiche, \u00e8 riuscito a\u00a0<strong>piegare l\u2019azione dello Stato<\/strong>\u00a0sugli interessi di classe, contingenti e fatui, a danno del futuro del Paese. E\u2019 l\u2019interesse di classe a mantenere nell\u2019Italia liberale nelll\u2019ignoranza e nella miseria pi\u00f9 nera la stragrande maggioranza degli italiani; \u00e8 l\u2019interesse di classe che lucra sulle commesse belliche e sul Fascismo; \u00e8 l\u2019interesse di classe, infine, che\u00a0<strong>sabota la Costituzione<\/strong>\u00a0e impedisce serie politiche di programmazione e di distribuzione della ricchezza.<\/p>\n<p>Basti pensare in fondo alla\u00a0<strong>scelta dell\u2019Europa a mezzo vincolo esterno<\/strong>\u2013 e nel 1978 con lo SME e nel 1997 con l\u2019Euro- per comprendere come un\u2019\u00e9lite dissociata e per\u00f2 sempre al potere informi ai suoi piaceri il destino di sessantuno milioni di italiani. Nella loro crassa ricchezza e nella crescente povert\u00e0 d\u2019Italia,\u00a0<strong>poco c\u2019entra il caso<\/strong>\u00a0e molto, se non tutto, la sempiterna\u00a0<strong>cupidigia reazionaria e antidemocratica<\/strong>\u00a0delle classi dominanti.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/inevidenza\/italia-euro-crisi\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/inevidenza\/italia-euro-crisi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Antonio Di Martino) Sulle cause e i motivi del declino dell&#8217;economia italiana negli ultimi vent&#8217;anni si sono prodotti numerosi e spesso inconcludenti studi. Un&#8217;opera di storia economica pu\u00f2 pero dare al dibattito una prospettiva organica e perci\u00f2 positiva. La\u00a0storia economica d\u2019Italia\u00a0soffre spesso di una notevole disparit\u00e0 di attenzione rispetto agli altri grandi temi del dibattito storiografico contemporaneo. 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