{"id":36647,"date":"2017-12-01T10:00:34","date_gmt":"2017-12-01T09:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36647"},"modified":"2017-11-30T00:41:33","modified_gmt":"2017-11-29T23:41:33","slug":"dal-brancaccio-a-potere-al-popolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36647","title":{"rendered":"Dal Brancaccio a Potere al Popolo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SENSO COMUNE (Paolo Gerbaudo)<\/strong><\/p>\n<p>Mentre la campagna elettorale per le Politiche del 2018 \u00e8 gi\u00e0 di fatto cominciata \u00a0\u2013 e Silvio Berlusconi ha gi\u00e0 calato un asso con la sua promessa di portare le pensioni minime a mille euro \u2013 le forze a sinistra del PD sono in grande convulsione. Negli ultimi due anni sono nate ben cinque nuove formazioni che si presenteranno alle elezioni: Sinistra Italiana, MDP-Articolo 1, Possibile, Campo Progressista e coalizioni come Potere al Popolo. Eccetto per quest\u2019ultima, si tratta di formazioni <strong>nate da scissioni di formazioni e personale politico gi\u00e0 esistenti<\/strong>. Di fronte a questa frammentazione e alla percezione che porter\u00e0 all\u2019ennesima batosta elettorale, si sono sprecati appelli per la \u201cunit\u00e0 della sinistra\u201d. Si tratta di una parola d\u2019ordine che \u00e8 ormai un ventennio che viene proposta da intellettuali come Asor Rosa. Ma che <strong>si \u00e8 sempre tradotta in un fallimento<\/strong>. Chi ancora si ricorda della \u201cgloriosa\u201d Sinistra Arcobaleno affondata miseramente alle politiche del 2008? Eppure, in Italia, l\u2019unit\u00e0 a sinistra \u2013 piuttosto che il populismo democratico di soggetti come Podemos in Spagna, Jeremy Corbyn in Gran Bretagna, Bernie Sanders negli Stati Uniti e Jean-Luc M\u00e9lenchon in Francia \u2013 continua a essere considerato l\u2019orizzonte di riferimento. Due nuovi fenomeni politici sorti nel 2017, il processo del \u201cBrancaccio\u201d e la lista Potere al Popolo, riflettono in modo diverso il perdurare di quest\u2019<strong>idea sventurata<\/strong>, e le difficolt\u00e0 in un contesto italiano gi\u00e0 affollato da populismi di ogni sorta, di costruire un populismo democratico.<\/p>\n<p><strong>IL \u201cBRANCACCIO\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Unire la sinistra era lo scopo dichiarato del \u201cBrancaccio\u201d, la serie di assemblee lanciate da Anna Falcone e Tomaso Montanari, a partire da quella fondativa tenuta nell\u2019omonimo teatro a Roma il 18 giugno scorso. Se quella prima giornata aveva visto una buona partecipazione, 1.500 persone, e sembrava avere suscitato qualche entusiasmo, erano sin da subito evidenti i limiti del progetto. Il tentativo era a parole quello di costruire \u201cla sinistra che non c\u2019\u00e8\u201d, unendo <strong>i partiti di sinistra e la societ\u00e0 civile<\/strong>, all\u2019insegna del \u201ccivismo\u201d e sull\u2019onda del no al referendum costituzionale. L\u2019ispirazione politica doveva venire dalla nuova sinistra di Podemos, Corbyn e Sanders e dallo spirito democratico dei nuovi movimenti di protesta. Ma <strong>il contenuto era di fatto tutt\u2019altro<\/strong>.<\/p>\n<p>La partecipazione di vecchi mostri sacri come D\u2019Alema, Bersani e compagnia \u2013 comunisti, post-comunisti, neoliberisti e adesso suppostamente post-neoliberisti e corbynisti \u2013\u00a0ha fatto capire sin dall\u2019inizio che <strong>non c\u2019era la volont\u00e0 di una rottura secca con il passato<\/strong>: il motivo che ha portato al successo di Corbyn, Podemos, Sanders e tanti altri fenomeni della sinistra post-crisi. Il Brancaccio cercava di unire un\u2019armata Brancaleone fatta di <strong>vecchi arnesi della politica<\/strong>, screditati dal loro appoggio a politiche neoliberiste come il pacchetto Treu e il Jobs Act, nuovi partiti di sinistra come Sinistra Italiana e Possibile, militanti di Rifondazione comunista e gli attivisti di alcuni centri sociali. Una <i>mission<\/i> ovviamente <i>impossible<\/i>.<\/p>\n<p>Presto i soliti conflitti tra i partiti e tentativi di esclusione reciproca sono cominciati dietro il sipario. Intimoriti dal discontento crescente di alcuni partecipanti nel \u201cprocesso\u201d, Falcone e Montanari hanno finito per <strong>cancellare il secondo appuntamento<\/strong> nazionale previsto a Roma il 18 Novembre. Nel frattempo SI, MDP e Possibile hanno dato vita alle loro assemblee unitarie, decretando di fatto la <strong>fine del processo<\/strong>. E dire che l\u2019assemblea del Brancaccio 2 si sarebbe dovuta tenere al Centro Congressi Angelicum, un nome che poteva sembrare di buon auspicio. Perseverare nel mito dell\u2019unit\u00e0 a sinistra pi\u00f9 che angelico \u00e8 \u201cautem diabolicum\u201d.<\/p>\n<p><strong>POTERE AL POPOLO<\/strong><\/p>\n<p>Il fallimento del Brancaccio ha creato lo spazio per un nuovo movimento chiamato Potere al Popolo, una sorta di Brancaccio radicale, di <strong>sinistra-sinistra<\/strong>, che si propone di creare una \u201clista popolare\u201d per le prossime elezioni politiche. La proposta di lista popolare viene dagli attivisti di Je so\u2019 pazzo\/ex OPG, gli stessi che erano stati esclusi dal palco del Brancaccio nell\u2019assemblea fondativa. Conosciuti per il loro lavoro sociale nel quartiere di Materdei a Napoli, Je so\u2019 pazzo ha lanciato la proposta di un\u2019assemblea a cui hanno partecipato circa 800 persone al Teatro Italia a Roma il 18 Novembre, la stessa data in cui si sarebbe dovuto tenere il Brancaccio bis. La promessa \u00e8 rimettere il potere nelle mani dei cittadini e costruire <strong>una nuova sinistra <\/strong>attraverso il metodo assemblearista. Oltre ai ragazzi e le ragazze dell\u2019ex OPG e di gruppi affini come i Clash City Workers, e centri sociali di diverse parti d\u2019Italia, l\u2019assemblea ha anche visto in scena alcuni politici di Rifondazione Comunista, come il segretario Maurizio Acerbo ed Eleonora Forenza, e un gran numero di partiti della diaspora comunista, da Sinistra Critica ai CARC.<\/p>\n<p>A Je so\u2019 pazzo e al progetto di Potere al Popolo vanno riconosciuti <strong>alcuni meriti<\/strong>. Prima di tutto, aver espresso il proprio dissenso verso l\u2019operazione \u201cvolemose bene\u201d proposta dal Brancaccio, imbarcando la \u201ccasta di sinistra\u201d, a partire da D\u2019Alema. In secondo luogo, va riconosciuto il coraggio di buttarsi nell\u2019agone politico, visto il timore verso la politica elettorale per lungo nutrito dai movimenti sociali.<\/p>\n<p>La proposta di potere popolare, e i <strong>riferimenti al popolo<\/strong> come soggetto unificante che vengono proposti nel linguaggio sembrano inoltre combaciare in alcuni punti con \u201cl\u2019ipotesi populista\u201d di Senso Comune, cos\u00ec come con l\u2019ondata di populismo di sinistra visto negli ultimi anni in movimenti sociali come gli indignati e campagne politiche come quella di Podemos, Jeremy Corbyn, Bernie Sanders e Jean-Luc M\u00e9lenchon. Tuttavia sono evidenti alcune differenze.<\/p>\n<p>Il progetto di potere popolare, richiama la tradizione del Poder Popular e del <strong>sindacalismo di base<\/strong>. E quello che sembra volersi costruire \u00e8 una specie di partito sindacalista, non cos\u00ec diverso e su basi pi\u00f9 radicali che la coalizione sociale proposta qualche tempo fa da Maurizio Landini. L\u2019idea centrale \u00e8 quella di <strong>un\u2019unit\u00e0 delle lotte che parta dal basso<\/strong>, federando movimenti e partiti in un fronte comune di lotta. Questo progetto suscita in me pi\u00f9 simpatia di quello del Brancaccio. Ma rimane <strong>incagliato nell\u2019immaginario della sinistra radicale<\/strong>, e dalla logica della federazione di gruppi pre-esistenti invece che passare per la necessaria creazione di un nuovo attore a partecipazione diretta e individuale, un \u201cpartito del popolo\u201d.<\/p>\n<p><strong>RICOSTRUIRE IL POPOLO<\/strong><\/p>\n<p>La vera sfida in questa fase di profonda crisi economica e sociale, e di ancora pi\u00f9 profonda crisi di rappresentanza, non \u00e8 unire i militanti, gli attivisti e i comunisti, non \u00e8 organizzare chi \u00e8 gi\u00e0 organizzato, n\u00e9 mobilitare chi \u00e8 gi\u00e0 attivato. Piuttosto bisogna <strong>rappresentare i non rappresentati<\/strong>, organizzare i non organizzati, dare speranza a chi \u00e8 sfiduciato. Se quasi la met\u00e0 degli elettori si astengono il messaggio dovrebbe essere chiaro. Quella \u00e8 la fetta d\u2019elettorato a cui un movimento popolare dovrebbe ambire, oltre agli elettori dei 5 Stelle sempre pi\u00f9 delusi dalla normalizzazione del partito fondato da Beppe Grillo.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 necessario non \u00e8 tanto il potere popolare inteso come organizzazione antagonista del \u201cpopolo ribelle\u201d per citare uno degli interventi all\u2019assemblea al teatro Italia. Piuttosto bisogna ricostruire il \u201c<strong>popolo che manca<\/strong>\u201d, riaggregare la cittadinanza frammentata e dispersa contro molteplici nemici, a partire dalla classe politica responsabile per la perdita di sovranit\u00e0 e di controllo popolare. Non bisogna unire la sinistra. E neppure la sinistra-sinistra. <strong>Bisogna unire il popolo<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/paolo-gerbaudo\/dal-brancaccio-potere-al-popolo\/\">http:\/\/www.senso-comune.it\/paolo-gerbaudo\/dal-brancaccio-potere-al-popolo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE (Paolo Gerbaudo) Mentre la campagna elettorale per le Politiche del 2018 \u00e8 gi\u00e0 di fatto cominciata \u00a0\u2013 e Silvio Berlusconi ha gi\u00e0 calato un asso con la sua promessa di portare le pensioni minime a mille euro \u2013 le forze a sinistra del PD sono in grande convulsione. 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