{"id":36661,"date":"2017-12-01T10:55:09","date_gmt":"2017-12-01T09:55:09","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36661"},"modified":"2017-11-30T23:03:46","modified_gmt":"2017-11-30T22:03:46","slug":"il-che-fare-di-carl-schmitt-europa-nuovi-stati-nomos-del-mondo-1a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36661","title":{"rendered":"Il &#8220;Che fare?&#8221; di Carl Schmitt. Europa, Nuovi Stati, Nomos del mondo (1\/2)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>PIERLUIGI FAGAN<\/strong><\/p>\n<table width=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: left\"><em>A cominciare da questo scritto, tratteremo una materia aggrovigliata che comprende l\u2019attualit\u00e0 e la crisi del concetto di Stato, la risposta data con l\u2019Unione europea e l\u2019euro, questi due argomenti in relazione al divenire multipolare del Mondo, quale altra possibile strada si potrebbe percorrere riconoscendo l\u2019esistenza di un problema-Stato ma non riconoscendosi nelle attuali soluzioni date. Lo faremo \u201ccon\u201d e \u201ccontro\u201d C. Schmitt che ci aiuter\u00e0 anche a sviluppare -in seguito- una riflessione sulla geofilosofia. Questa \u00e8 la prima parte di due di un primo approccio al non semplice tema.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Ci sono pensatori politici di due tipi, quelli che rimangono teorici e quelli che bordeggiando contingenze pratiche, finiscono con l\u2019addomesticare la propria teoria alla contingenza. Il \u201cbordeggiamento\u201d citato \u00e8 in qualche modo fisiologico visto che la destinazione della filosofia politica \u00e8 la ragion pratica ma un conto \u00e8 prevederla nel pensiero, altra cosa \u00e8 piegare il pensiero alle occasioni della partecipazione della contingenza pratica. La linea del pensiero politico -diciamo cos\u00ec- \u201cpuro\u201d la possiamo rappresentare con Aristotele, Machiavelli, Hobbes, Rousseau, Kant, Marx; la linea teorica che ha avuto contatti con la pratica la possiamo rinvenire in Platone, Bodin, Locke, Montesquieu, Hegel, Lenin-Mao. Ognuno di essi fa coppia con il corrispettivo dell\u2019altra linea che gli \u00e8 a volte coevo, a volte di poco successivo o comunque connesso per ispirazione od opposizione ideologica<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2017\/11\/27\/il-che-fare-di-carl-schmitt-europa-nuovi-stati-nomos-del-mondo-1-2\/#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a>. La prima linea ha il suo problema detto \u201cproblema teoria-prassi\u201d, la seconda linea ha il problema di come la prassi, che essendo storica \u00e8 sempre contingente, ha piegato la teoria. Carl Schmitt, il cui pensiero ha rilievo sul concetto del politico soprattutto in senso\u00a0 giuridico, si inserisce in questa seconda linea ed ha in Hans Kelsen il suo corrispettivo inverso. Qui ci occuperemo solo del suo pensiero di politica internazionale per i rilievi critici mossi al modello anglosassone e la riflessione sulla crisi del concetto di Stato a cui diede soluzione con le idee di impero e grande spazio (Grossraum).<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">= = =<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2017\/11\/4f1122357eb27209973d7cf4175d5897_w600_h_mw_mh_cs_cx_cy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5589 alignleft\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2017\/11\/4f1122357eb27209973d7cf4175d5897_w600_h_mw_mh_cs_cx_cy.jpg?w=193&amp;h=300\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"300\" \/><\/a>L\u2019idea di Schmitt, in politica internazionale,\u00a0 era quella di collocare un termine medio tra lo Stato la cui logica e potenza vedeva in via di superamento gi\u00e0 dai primi del Novecento e la posizione universalista-liberale basata su mercato e diritti individuali che sfociava nell\u2019utopico (ma invero distopico) \u201cOne World\u201d. Questo termine medio che egli basava sulla coppia \u201cimpero-grande spazio\u201d, rivela concretamente\u00a0 l\u2019 intreccio di teoria ed opportunit\u00e0 pratica e contingente di cui dicevamo. Il concetto di impero, supererebbe lo Stato ma cosa sia l\u2019impero per Schmitt non \u00e8 facile da definire. Si tratterebbe specificatamente del Reich tedesco -o meglio- dei \u201ctedeschi\u201d, un soggetto politico-giuridico basato su una entit\u00e0-identit\u00e0 etnica o come lui dice \u201cnazional-popolare\u201d. Per lo Schmitt nazional-socialista, sarebbe la nazione a determinare lo Stato e non viceversa. Schmitt non solo \u00e8 un giurista ma \u00e8 anche tedesco e conseguentemente, di solito, lucido e preciso nelle definizioni, come possa ritenere di fondare un diritto internazionale spostando il concetto della variet\u00e0 a base del sistema da Stato a nazione in quanto popolo, non \u00e8 per\u00f2 del tutto chiaro. Pi\u00f9 chiaro diventa se ambientiamo la sua trattazione del 29 Marzo 1939 \u201c<em>L\u2019ordinamento dei grandi spazi nel diritto internazionale. Con divieto di intervento per potenze straniere<\/em>\u201d<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2017\/11\/27\/il-che-fare-di-carl-schmitt-europa-nuovi-stati-nomos-del-mondo-1-2\/#_edn2\" name=\"_ednref2\">[2]<\/a>, all\u2019attualit\u00e0 dell\u2019istituzione del Protettorato di Boemia e Moravia\u00a0 che datava -guarda il caso-, due settimane prima, il\u00a0 15 Marzo 1939 e la precedente annessione dell\u2019Austria. Il blitzkrieg della Campagna di Polonia invece, sar\u00e0 del settembre dello stesso anno, previo patto di spartizione Molotov-Ribbentrop di Agosto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Lo scritto quindi cercava di dare forma e dignit\u00e0 giuridica all\u2019idea\u00a0 della diade impero-grande spazio, per porla come principio di un nuovo diritto internazionale che modificava la struttura di quello dominante, quale i francesi e gli anglosassoni avevano ratificato ed imposto a Versailles nel 1919. L \u2018impero dei tedeschi, la terza versione del\u00a0 Deutsches Reich, doveva diventare il baricentro di un nuovo grande spazio,\u00a0 stante che non tutti i popoli erano in grado di svolgere questa funzione ordinatrice, funzione che ora -diceva lui- con la guida del Fuhrer, i tedeschi erano in grado di svolgere riscattando una secolare debolezza politica che aveva fatto dell\u2019Europa centro-orientale, un ventre molle, pulviscolare e disaggregato la cui funzione era stata quella di tenere in equilibrio il gioco della grandi potenze europee (Francia, Inghilterra, Russia). S\u2019era imposta quindi una unificazione dei tedeschi che diventavano il popolo a base del concetto di impero che superava quello di Stato, che a loro volta imponevano la propria versione tedesca dell\u2019americana dottrina<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2017\/11\/tratto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5590 alignright\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2017\/11\/tratto.jpg?w=300&amp;h=210\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"210\" \/><\/a>\u00a0Monroe rivista nel concetto di grande spazio, prefigurando un nuovo ordine internazionale di equilibrio e bilanciamento di potenza mondiale, basato appunto sulla logica degli imperi-grandi spazi, essenzialmente multipolare. Questa nuova unit\u00e0 metodologica, che riscriveva i parametri del diritto internazionale, \u201cs\u2019imponeva\u201d nel senso che era frutto del decisionismo tedesco, stante che il \u201cdecisionismo\u201d era la tipologia del diritto che Schmitt aveva gi\u00e0 teoricamente perorato in opposizione al normativismo positivista di Kelsen,\u00a0 mentre il grande spazio, era l\u2019area amica del nuovo impero da interdire ai nemici secondo la partizione amico-nemico che Schmitt dava come definizione stessa del \u201cpolitico\u201d. Nel suo contingente, l\u2019impero-grande spazio dei tedeschi, era la resistenza alla doppia -minacciosa- pressione dei due universalismi, quello a guida anglosassone del mercato con diritti individuali ad ovest e quello sovietico del comunismo dei diritti sociali ad est. Per Schmitt, parafrasando la Thatcher, non c\u2019erano n\u00e9 individui, n\u00e9 classi ma solo il popolo etnicamente omogeneo che si fa Stato. In seguito sar\u00e0 il caso di tornare su questa tripartizione dell\u2019unit\u00e0 metodologica che divide liberali, comunisti e nazionalisti ovvero se c\u2019\u00e8 davvero un primato dell\u2019individuo, delle classi o del popolo-nazione e soprattutto se ci\u00f2 che si sceglie come primato, escluda gli altri due concetti o li metta in gerarchia, stante che -a prima vista- le tre unit\u00e0 sembrano tutte legittime in quanto esistenti e non si capisce bene quali sono le ragioni per sceglierne una sola che tende ad escludere le altre due. Nel grande spazio, un\u2019area circondante l\u2019impero a cui veniva impedito l\u2019accesso militare dall\u2019esterno, rimaneva l\u2019apertura al commercio mondiale ed alla pacifica interrelazione inter-nazionale. Il concetto di impero, si doveva fondare sulla omogeneit\u00e0 interna, ovvero sull\u2019esistenza di una comune sostanza spirituale, culturale, storica, delle tradizioni e dei modi di vita di un dato \u201cpopolo\u201d<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2017\/11\/27\/il-che-fare-di-carl-schmitt-europa-nuovi-stati-nomos-del-mondo-1-2\/#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a>. Gli Stati dei grandi spazi invece, ancorch\u00e9 tutelati dalle minacce esterne dal loro baricentro imperiale, dovevano rimanere politicamente, giuridicamente ed economicamente indipendenti e per tutti i versi, autonomi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Distillando l\u2019idea dalla contingenza, il puro dal pratico, Schmitt vedeva un mondo in cui il piccolo-medio Stato europeo non era pi\u00f9 idoneo al nuovo ambiente politico mondiale, gi\u00e0 da tempo.\u00a0 Con la prima guerra mondiale era terminata la lunga modernit\u00e0 a baricentro europeo, e quindi era terminata la logica di quell\u2019equilibrio concertato nel quale le potenze europee, con l\u2019accaparramento coloniale,\u00a0 avevano tutte trasferito il conato espansivo fuori del sub-continente. Avevano colonie nell\u2019oltremare: Portogallo, Spagna, Inghilterra, Francia ed Olanda mentre gli Asburgo si erano espansi a danno degli ottomani ed i russi verso Asia Orientale e\u00a0<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2017\/11\/1934115_orig.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5591 alignleft\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2017\/11\/1934115_orig.jpg?w=300&amp;h=193\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"193\" \/><\/a>Centrale e la Siberia. Il Reich che rappresentava la rinascita e l\u2019affermazione dei tedeschi e occupava ora quel territorio centrale prima camera di compensazione dei conati espansivi degli altri, non aveva possibilit\u00e0 di trasferire il proprio conato espansivo fuori d\u2019Europa. Impedito per condizione geografica terranea (al pari dell\u2019Austria-Ungheria e della Russia) e non -anche o solo- marina, ma anche perch\u00e9 era arrivato tardi alla spartizione essendo ormai gli appezzamenti coloniali saturati dagli altri. In pi\u00f9, alla prima fase moderna monopolizzata dagli europei ora subentrava la fase mondiale in cui oltre agli europei si presentavano alla contesa mondiale anche gli Stati Uniti ed il Giappone, nonch\u00e9 i russi in versione sovietica, ognuno a suo modo impero con i suoi conati di espansione ed egemonia su un loro grande spazio. Pi\u00f9 tardi e gi\u00e0 nel 1952, (L\u2019Unit\u00e0 del mondo), intuisce che l\u2019allora dualit\u00e0 americo-sovietica si sarebbe risolta in un nuovo mondo multipolare di cui per\u00f2 vede tracce gi\u00e0 prima della seconda guerra mondiale. Oltrech\u00e9 per vocazione teutonica quindi, l\u2019idea di impero in quanto Stato pi\u00f9 grande, s\u2019imponeva per ragioni storiche e di differente struttura della competizione che da europea, si era fatta mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">La successiva spartizione polacca del \u201939, rientrava ancora nei diritti di \u201criappropriazione dei tedeschi\u201d che facendosi popolo unito e concedendo pari diritto di grande spazio in regime di reciprocit\u00e0 ai russo-sovietici, provavano ad imporre nei fatti la nuova logica del nuovo diritto internazionale. L\u2019inizio della seconda guerra mondiale, ovvero la reazione anglo-francese proprio in occasione della spartizione della Polonia, altres\u00ec precedentemente silenti su Austria e Boemia-Moravia, si potrebbe quindi leggere come l\u2019inammissibilit\u00e0 di questo nuovo diritto da parte dei detentori dello standard. \u00a0In ogni epoca l\u2019idea dominante \u00e8 quella delle<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2017\/11\/molotov-ribbentrop.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5592 alignright\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2017\/11\/molotov-ribbentrop.png?w=300&amp;h=251\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"251\" \/><\/a>potenze dominanti e chi muove guerra lo fa sul piano della potenza quanto su quello delle idee fondate su un qualche principio di legittimit\u00e0. Schmitt, come molti teorici tedeschi con visione geopolitica, non era in favore della successiva esplosione imperialista nazista, a cominciare dalla disgraziata campagna di Russia. Il suo impero era uno Stato grande ed omogeneo etnicamente, una volta raggiunta la sua \u201cnaturale\u201d espansione includente tutti i \u201ctedeschi\u201d, doveva rimanere in s\u00e9, pacifico a meno di non essere attaccato nel suo \u201cgrande spazio\u201d di cui -per altro- Schmitt non dettagli\u00f2 mai con precisione i confini. Tale potenza imperiale ma non imperialista, avrebbe esercitato la sua tutorship sul suo grande spazio non diversamente da quanto era nella logica iniziale (1823) della americana dottrina Monroe.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Schmitt si richiama positivamente e pi\u00f9 volte nei suoi scritti del tempo alla dottrina Monroe, sia perch\u00e9 concettualmente concorde, sia per fondare il suo impianto su un atto di decisionismo gi\u00e0 posto dal \u201cnemico\u201d, riconoscendo la logica del nemico si sarebbe potuto convenire un nuovo diritto internazionale comune. Ma la dottrina Monroe era intesa nella sua \u201clogica iniziale\u201d difensiva e non offensiva come poi gli americani pi\u00f9 volte la reinterpretarono allargando tra l\u2019altro l\u2019area del loro unilaterale diritto prima all\u2019intero emisfero occidentale (Americhe pi\u00f9 i due oceani\u00a0<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2017\/11\/haushoferworld_big.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5593 alignleft\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2017\/11\/haushoferworld_big.jpg?w=300&amp;h=187\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"187\" \/><\/a>antistanti), poi oltre avendo in obiettivo l\u2019egemonia sull\u2019intero mondo. Secondo Schmitt, gli americani ereditavano la logica base del loro ordinatore di mercato dagli inglesi e tendevano per forza di questo a diventare una talassocrazia commerciale senza limiti e confini perch\u00e9 -in effetti- \u00e8 nella logica stessa del \u201cmercato\u201d non avere limiti e confini, cos\u00ec come adottare l\u2019ordinatore del mercato \u00e8 proprio di tutti coloro che sono fisicamente isole e non risentono della logica del nomos della terra. Nei fatti per\u00f2, n\u00e9 gli americani, n\u00e9 i sovietici, n\u00e9 Hitler seguivano la logica pura del diritto che seguiva Schmitt. La sua cattedrale giuridica fondata sul sistema impero-grande spazio, avrebbe -nei suoi auspici-, rappresentato il nuovo ordine mondiale in un sostanziale equilibrio di potenza multipolare nel quale le potenze imperiali rimanevano in dialogo economico, politico, giuridico, astenendosi dalla guerra nel riconoscimento del diritto reciproco tra nemici, pacifici quindi non per astratto \u201cpacifismo\u201d ma per reciprocit\u00e0 nello stato d\u2019equilibrio. Ma la contesa delle posizioni in questo primo accenno di situazione multipolare, non era ancora pronta per la via giuridica, come sembra non lo sia ancora oggi. La divergenza tra pensatore e realt\u00e0 nasce sempre dal fatto che il pensatore, vincolato al suo sguardo specialistico, non pensa assieme tutte le variabili del sistema e del suo contesto, la sua teoria pu\u00f2 spesso essere in anticipo sulla realt\u00e0 (non \u00e8 sempre l\u2019hegeliana \u201cnottola di Minerva\u201d), in pi\u00f9, la realt\u00e0 \u00e8 sempre sovradimensionata in complessit\u00e0 rispetto alla teoria che ne \u00e8 immancabilmente una \u201criduzione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">= 0 =<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Questa parte pura del ragionamento di Schmitt ha -oggi- innegabili ed inquietanti aspetti forti di attualit\u00e0. La sua percezione sulla crisi e superamento dello Stato (europeo) di allora, e ci riferiamo addirittura a gli anni \u201920,\u00a0 sembra del tutto esente da considerazioni demografiche, economiche, culturali e religiose, \u00e8 una percezione del tutto polarizzata da fatti politici, giuridici e militari. Ma se era a suo tempo attuale (e condivisa da coevi scritti francesi ed inglesi) questa sensazione di inadeguatezza dello Stato europeo, oggi che sommiamo a gli aspetti politici, giuridici e militari tra l\u2019altro viepi\u00f9 vincolanti e limitanti, quelli economici e finanziari ma anche culturali della globalizzazione, nonch\u00e9 l\u2019esuberanza del mondo islamico e le asimmetriche demografie, nonch\u00e9 i problemi planetari quali quelli ambientali, tale attualit\u00e0\u00a0 \u00e8 da rilevarsi addirittura in misura maggiore. Colpisce per\u00f2 questa sicurezza nella diagnosi di insostenibilit\u00e0 del formato di Stato europeo proveniente da lunghe durate precedenti, nella letteratura di un secolo fa, colpisce il fatto che forse -oggi- monopolizzati da immagini di mondo economiciste, noi si faccia diagnosi superficiali di problemi che affondano radici nella lunga durata ed in fenomenologie pi\u00f9 complesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Se il Deutsche Reich, il grande Stato dei tedeschi in forma di impero, lo soddisfaceva come potenza europea continentale di prima grandezza, \u00e8 per noi altres\u00ec evidente, nella nostra attualit\u00e0, che la Germania riunificata \u00e8 fuori standard rispetto al livello dell\u2019Italia, della Francia e per quanto non prettamente \u201ceuropea\u201d anche della Gran Bretagna, oggi -rispetto ad allora- ben pi\u00f9 ridimensionata. Altres\u00ec, sebbene interpretato per via economica-monetaria oltrech\u00e9 giuridica con l\u2019Unione europea e l\u2019euro, dobbiamo rilevare attuale anche l\u2019idea del grande spazio di cui lo Stato potente si circonda ma gli stati non tedeschi di questo grande spazio, invece che avere piena sovranit\u00e0 com\u2019era nella teoria, in pratica, oggi sono tutti politicamente, economicamente-monetariamente e giuridicamente subordinati alla<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2017\/11\/espansione-nato.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5594 alignright\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2017\/11\/espansione-nato.jpg?w=300&amp;h=200\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a>potenza tedesca. Schmitt non dettagli\u00f2 mai la composizione del suo grande spazio ma a noi -oggi-, l\u2019idea di fare da grande spazio ai tedeschi, non credo quadri.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">In pi\u00f9, invece che essere i tedeschi militarmente potenti e tutor della difesa europea, siamo tutti noi e tedeschi inclusi, grande spazio degli Stati Uniti d\u2019America. Non pi\u00f9 solo come nella guerra fredda in via difensiva (Art. 5 della NATO) ma complici e partecipi di un sostanziale allargamento del grande spazio americano che offende il grande spazio russo (Ucraina, Georgia-Caucaso, Balcani, Baltico). Questa condizione subalterna, aggiunge a noi la privazione della sovranit\u00e0 nella politica estera, privazione che si somma a quelle inflitte dal dominio dell\u2019\u201dimpero\u201d di Berlino sul piano monetario-economico-giuridico. Poich\u00e9 dire \u201cimpero\u201d di Berlino \u00e8 concedersi una semplificazione polemica che non spiega di come si sia venuta a creare questo dominio che di solito spieghiamo con la cooperativa degli interessi cosmopolitici delle \u00e9lite neoliberali europee e non, occorre specificare che senza Parigi, Berlino non sarebbe stata in grado di imporre la sua visione dell\u2019UE e neanche l\u2019euro in quanto tale. Quando diciamo che l\u2019UE e l\u2019euro si basano sull\u2019asse Parigi-Berlino descriviamo un fatto ma non ne ricaviamo una teoria. Sarebbe invece interessante sviluppare la teoria che oltre ai criteri economici e monetari delle \u00e9lite dominanti potenziate dall\u2019ideologia neo-liberista e del ruolo tutelare svolto da Washington, osservi anche quelli geopolitici che legano tra loro i due soggetti ingombranti. Europa, euro, globalizzazione, ancorch\u00e9 sistemi che hanno fini a promotori economici, sono pur sempre figli di una deliberazione giuridica, deliberazione che in qualche modo deve pur sempre far capo ad uno o pi\u00f9 Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Se ci si immerge nella mentalit\u00e0 dell\u2019altro, dei francesi e dei tedeschi, nel loro \u201cinconscio storico\u201d segnato da Napoleone che esonda in Germania, la Crisi del Reno, il conflitto franco \u2013 prussiano del 1871 che port\u00f2 i tedeschi a Parigi a terminare la Comune, la prima guerra mondiale e la lunga contrapposizione nell\u2019orrore delle \u00a0trincee, a cui fa seguito Versailles con l\u2019annessione francese dell\u2019Alsazia-Lorena, l\u2019umiliazione della Renania e l\u2019occupazione della Ruhr, a cui fa seguito il disordine di Weimar e la reazione orgogliosa dei tedeschi versione nazisti che poi sfocia nella seconda guerra mondiale in un altro mattatoio e nuova occupazione di Parigi, non si pu\u00f2 non considerare il fatto che tedeschi e francesi abbiano avuto -ed abbiano- forte il senso della problematicit\u00e0 del loro vicinato<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2017\/11\/27\/il-che-fare-di-carl-schmitt-europa-nuovi-stati-nomos-del-mondo-1-2\/#_edn4\" name=\"_ednref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Ed \u00e8 la cronologia dei fatti storici del dopoguerra a dirci che tra le tre diverse forme europee post-belliche di comunit\u00e0 (del carbone e dell\u2019acciaio, atomica, economica) tutte degli anni\u201950 e la successiva fusione unificante del \u201967, si colloca quel trattato\u00a0<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2017\/11\/10982_big_2013___2_euro_francia_50__trattato_dell_eliseo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5595 alignleft\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2017\/11\/10982_big_2013___2_euro_francia_50__trattato_dell_eliseo1.jpg?w=300&amp;h=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a>dell\u2019Eliseo tra De Gaulle ed Adenauer (1963) che, trasformando la storica inimicizia in promessa di amicizia, sancisce la diade politica direttiva egemone sull\u2019intero processo unionista, diade tutt\u2019oggi agente e proprio oggi richiamata in campo dal nuovo progetto Macron-Merkel.\u00a0 Ed \u00e8 la storia del processo di istituzione dell\u2019euro a dirci quale fu il ruolo dell\u2019intesa tedesco-francese, intesa basata sul diritto tedesco di imporre i suoi parametri a tutti meno che alla Francia la quale ha goduto in questi anni di molte esenzioni nel mentre occupava ruoli direttivi non sempre proporzionati alla sua effettiva potenza e reale brillantezza economica<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2017\/11\/27\/il-che-fare-di-carl-schmitt-europa-nuovi-stati-nomos-del-mondo-1-2\/#_edn5\" name=\"_ednref5\">[5]<\/a>. L\u2019UE e l\u2019euro hanno ovviamente molte cause e ragioni ma in buona sostanza, potrebbero ben definirsi il trattato di pace franco-tedesco il cui prezzo viene pagato da tutta l\u2019Europa. Ogni volta che ci ricordano che queste istituzioni, \u201cevitano la guerra\u201d, \u00e8 a questa problematica convivenza franco-tedesca, a questo antico motore della guerra sub-continentale\u00a0 che si allude. Non si pu\u00f2 spiegare quindi l\u2019\u201dimpero\u201d di Berlino se non considerando il ruolo di garante e legittimante offertogli da Parigi, \u201cpoliziotto buono\u201d della coppia<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2017\/11\/27\/il-che-fare-di-carl-schmitt-europa-nuovi-stati-nomos-del-mondo-1-2\/#_edn6\" name=\"_ednref6\">[6]<\/a>\u00a0in cambio del ruolo di co-leadership, con loro comune beneficio finale di aver scaricato le tensioni reciproche sul resto d\u2019Europa, rimescolando in un minestrone mal digerito, il \u201csogno di una cosa\u201d dei francesi Abate di Saint-Pierre e Rousseau da una parte e del tedesco Kant dall\u2019altra. Ed anche il repertorio mitico, visto che non c\u2019\u00e8 una Costituzione politica europea effettiva, ha riesumato quel Carlo Magno che in quanto franco \u00e8 l\u2019unico antenato comune tanto dei francese che dei tedeschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Il sistema EU-euro, sembrerebbe quindi pensabile come una risposta alle contraddizioni interne del sub continente travagliato dalla conflittuale convivenza dei due pesi massimi, che scarica i costi di mediazione su tutti gli altri e concede ai due diarchi pace, potenza relativa e vari tipi di egemonia, per affrontare l\u2019impegnativo gioco multipolare. La Francia, nella modernit\u00e0, avrebbe preso il ruolo che nel Medioevo aveva il papa, quello di legittimante. Forse nelle nostre critiche all\u2019europeismo, ci concentriamo troppo su Berlino ed osserviamo tropo poco Parigi, forse guardiamo troppo i fatti economici e troppo poco quelli geopolitici, le classi e non le nazioni, i mercati e non gli Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">[1\/2, segue]<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>0 = 0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2017\/11\/27\/il-che-fare-di-carl-schmitt-europa-nuovi-stati-nomos-del-mondo-1-2\/#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a>\u00a0Mentre Platone, nell\u2019Accademia, formava veri e propri consulenti di governo che ebbero poi altrettante esperienze pratiche e lui stesso con Dionigi di Siracusa (e come cambia il pensiero politico attribuito a Platone tra Repubblica, Politico e Leggi, forse proprio in ragione di quelle esperienze), Aristotele nel Liceo, colleziona costituzioni e per ragioni politiche dovette addirittura scappare da Atene. Mentre Machiavelli perde la sua posizione di Segretario e scrive appassionato tutto quello che avrebbe detto al suo Principe se solo gliene fosse data l\u2019occasione, Bodin fa\u00a0 da Consigliere a Enrico III, \u00e8 egli stesso parlamentare. Mentre Hobbes scrive il Leviatano stando in Francia ed osservando da lontano la Guerra civile di Cromwell, Locke \u00e8 segretario del Lord cancelliere Shasftsbury e con i Due trattati sul governo, deve giustificare ex post la Gloriosa rivoluzione. Il nobile di toga Montesquieu \u00e8 senz\u2019altro pi\u00f9 inserito del Rousseau che vaga per l\u2019Europa ospitato da amici, coltivando sempre pi\u00f9 un senso paranoide di solitudine. Mentre Hegel elabora la<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2017\/11\/9788815067562_0_240_0_0.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5596 alignright\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2017\/11\/9788815067562_0_240_0_0.jpg?w=189&amp;h=300\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"300\" \/><\/a>dottrina dello Stato etico prussiano ricavandone la cattedra di Berlino, Kant si auto imbavaglia per non polemizzare oltre il dovuto con Federico Guglielmo II. Cos\u00ec mentre Marx teorizza la fine dello Stato e la sua definitiva estinzione, Lenin ci pensa su e scrive Stato e rivoluzione e Mao fa la rivoluzione con la Lunga marcia che in realt\u00e0 era una lotta di liberazione nazionale dall\u2019invasione Giapponese, una riappropriazione dello Stato cinese (da sempre un impero) che ancora oggi non ci pensa minimamente di estinguersi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2017\/11\/27\/il-che-fare-di-carl-schmitt-europa-nuovi-stati-nomos-del-mondo-1-2\/#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a>\u00a0Lo scritto \u00e8 contenuto in: C. Schmitt, Stato, Grande Spazio e Nomos, Adelphi, 2015. Questo volume \u00e8 ricco di molti altri spunti nei suoi altri dodici saggi che lo compongono. Per evitare note ipertrofiche, abbiamo omesso i successivi, precisi, riferimenti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2017\/11\/27\/il-che-fare-di-carl-schmitt-europa-nuovi-stati-nomos-del-mondo-1-2\/#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a>\u00a0E. Hobsbawm, not\u00f2 -a ragione- che l\u2019idea dei popoli (diritto all\u2019autodeterminazione) come unit\u00e0 base del politico, venne introdotta nel diritto internazionale da W. Wilson nel Trattato di Versailles. E. Hobsbawm, Nazioni e nazionalismo dal 1780, Einaudi, 1991. Peraltro, prima di lui, lo aveva notato anche lo stesso Schmitt sempre a caccia di principi di legittimit\u00e0 presi dal \u201cnemico\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2017\/11\/27\/il-che-fare-di-carl-schmitt-europa-nuovi-stati-nomos-del-mondo-1-2\/#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4]<\/a>\u00a0I fatti brevemente ricordati che in sede storica sono addirittura categorizzati nell\u2019espressione \u201costilit\u00e0 franco \u2013 tedesca\u201d o \u201cinimicizia franco \u2013 tedesca ereditaria\u201d, vennero declinati in quella franco \u2013 prussiana, franco \u2013 asburgica, in quella, continua, del Rinascimento e del Medioevo -indietro- fino alla spartizione ereditaria dell\u2019unit\u00e0 carolingia dalla quale partono anche le prime formazioni delle rispettive lingue nazionali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2017\/11\/27\/il-che-fare-di-carl-schmitt-europa-nuovi-stati-nomos-del-mondo-1-2\/#_ednref5\" name=\"_edn5\">[5]<\/a>\u00a0Di contro, si noti l\u2019asimmetria militare per la quale la Francia, pur scivolando nel tempo a rango di media potenza per ragioni internazionali, ha a lungo mantenuto una sua autonomia militare, inclusa l\u2019atomica ed il seggio di rappresentanza nel Consiglio di sicurezza dell\u2019ONU, mentre la Germania \u00e8 rimasta praticamente disarmata. Chi ha l\u2019arma non ha la moneta, chi ha la moneta non ha l\u2019arma.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2017\/11\/27\/il-che-fare-di-carl-schmitt-europa-nuovi-stati-nomos-del-mondo-1-2\/#_ednref6\" name=\"_edn6\">[6]<\/a>\u00a0Si torni alla crisi greca del Luglio 2015 e si ricordi il ruolo mediatore giocato da Hollande o la sorridente umanit\u00e0 dei burocrati francesi di Bruxelles che sembra tanto preferibile -nella forma- rispetto ai prestanome tedeschi (in genere olandesi e finlandesi), quando non differisce da questi -nella sostanza- di una virgola.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2017\/11\/27\/il-che-fare-di-carl-schmitt-europa-nuovi-stati-nomos-del-mondo-1-2\/\">https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2017\/11\/27\/il-che-fare-di-carl-schmitt-europa-nuovi-stati-nomos-del-mondo-1-2\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIERLUIGI FAGAN A cominciare da questo scritto, tratteremo una materia aggrovigliata che comprende l\u2019attualit\u00e0 e la crisi del concetto di Stato, la risposta data con l\u2019Unione europea e l\u2019euro, questi due argomenti in relazione al divenire multipolare del Mondo, quale altra possibile strada si potrebbe percorrere riconoscendo l\u2019esistenza di un problema-Stato ma non riconoscendosi nelle attuali soluzioni date. Lo faremo \u201ccon\u201d e \u201ccontro\u201d C. Schmitt che ci aiuter\u00e0 anche a sviluppare -in seguito- una&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":18500,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/pierluigi-fagan.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9xj","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36661"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36661"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36661\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36663,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36661\/revisions\/36663"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/18500"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36661"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36661"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36661"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}