{"id":36667,"date":"2017-12-01T10:09:55","date_gmt":"2017-12-01T09:09:55","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36667"},"modified":"2017-11-30T23:12:17","modified_gmt":"2017-11-30T22:12:17","slug":"il-ritorno-allo-stato-forte-linnesco-della-globalizzazione-ulteriore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36667","title":{"rendered":"Il ritorno allo &#8220;Stato forte&#8221;? L&#8217;innesco della globalizzazione ulteriore &#8230;"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LUCIANO BARRA CARACCIOLO<\/strong><\/p>\n<div class=\"separator\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"shrinkToFit\" src=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Elysium.jpg\" alt=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Elysium.jpg\" width=\"421\" height=\"640\" \/><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>1. I segnali che lancia\u00a0<a href=\"https:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/11\/la-lunga-marcia-segreta-della.html\">il sistema mediatico-culturale di controllo<\/a>\u00a0possono apparire contrastanti.<\/div>\n<div>Se l&#8217;obiettivo finale, o meglio lo step prossimo venturo, sarebbe quello di diffondere e rendere operativo\u00a0<a href=\"https:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/11\/lincubo-del-cromosoma-calcutta-la-self.html\">il paradigma della\u00a0<i>self-sovereign identity<\/i>, rendendo progressivamente e irreversibilmente &#8220;inutili&#8221; gli Stati<\/a>, occorre comprendere, tuttavia, che,\u00a0<b>per poter avviare questa mega start-up politico-tecnologica hanno bisogno dell&#8217;attuale cooperazione degli stessi Stati<\/b>, affinch\u00e8, mediante la forza normativa formale, ed ancora decisiva, di cui dispongono, apprestino il quadro regolatorio fondamentale in cui il paradigma sia\u00a0<i>inizialmente<\/i>validato e reso cogente.<\/div>\n<div>Insomma,\u00a0<i><b>l&#8217;innesco<\/b><\/i>\u00a0ha bisogno della sovranit\u00e0 statale, a condizione che essa gi\u00e0 risulti\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/02\/la-condizionalita-e-la-triste-metafora.html\">pre-orientata e fondamentalmente condizionata<\/a>, dal\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2014\/02\/il-vero-volto-dei-trattati.html\">diritto internazionale privatizzato<\/a>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>2. Di questo fenomeno, di\u00a0<b>cooperazione attiva degli Stati nella loro stessa de-sovranizzazione<\/b>, ne abbiamo vasti esempi gi\u00e0 operativi: il primo, il pi\u00f9 eclatante, \u00e8 la stessa<b><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/07\/uem-federalismo-ordoliberismo-einaudi-e.html\">moneta unica<\/a><\/b>, con il processo a cascata della<a href=\"https:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/11\/laddendum-bce-come-sostitutivo-del-bail.html\">\u00a0<i>soft law<\/i>\u00a0realizzativa dell&#8217;<b>Unione bancaria<\/b><\/a>; ma certamente non \u00e8 da meno il sistema dell&#8217;<b>accoglienza no-limits<\/b>, fondato sul\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/07\/mare-nostrum-ma-terra-di-nessuno.html\">recepimento statale di fonti \u20acuropee forzate fino all&#8217;alterazione sistematica delle stesse previsioni dei trattati<\/a>, che pure, gi\u00e0 di per s\u00e8, assolvono allo scopo di prefigurare il\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/06\/ius-soli-i-calcoli-elettorali-di-breve.html\">mercato del lavoro deflazionista-salariale globale (in particolare, e correlato allo &#8220;ius soli&#8221;, p.12)<\/a>, condito di africanizzazione e islamizzazione per consolidare meglio l&#8217;accettazione della destrutturazione istituzionale, sociale e identitaria che il sistema comporta.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>2.1. E al riguardo, rinviando ai post gi\u00e0 linkati (e ai links in essi segnalati), ci pare eloquente richiamare questo sunto del pensiero di Kalergy (<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/07\/monti-kalergy-einaudi-e-la-scomparsa.html\">qui, p.3<\/a>): \u201c<i>Kalergi proclama l\u2019abolizione del diritto di autodeterminazione dei popoli e, successivamente,\u00a0l\u2019eliminazione delle nazioni\u00a0<b>per mezzo dei movimenti etnici separatisti<\/b>\u00a0o\u00a0<b>l\u2019immigrazione allogena di massa<\/b>&#8230;\u00a0<\/i><i><\/i><i>&#8230;Eliminando per prima la democrazia, ossia il governo del popolo, e poi il popolo medesimo attraverso la mescolanza razziale, la razza bianca deve essere sostituita da una razza meticcia facilmente dominabile. Abolendo il principio dell\u2019uguaglianza di tutti davanti alla legge e evitando qualunque critica alle minoranze con leggi straordinarie che le proteggano, si riuscir\u00e0 a reprimere la massa<\/i>.&#8221;<\/div>\n<div><\/div>\n<div>2.2. Anche se poi questo passo pu\u00f2 essere inteso, senza equivoci e vistose defaillances giuridiche e culturali, soltanto richiamando il\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/09\/timo-catalunyaet-dona-ferentes.html?showComment=1506071535684#c5303193377302138091\">vero contenuto del principio di autodeterminazione<\/a>:<br \/>\n\u201c<i>\u2026\u00a0<b>Il principio di autodeterminazione NON IMPLICA IL DIRITTO DI SECESSIONE DA PARTE DI MINORANZE DESIDEROSE<\/b>\u2026 di ergesi a STATO INDIPENDENTE [<b>in nota<\/b>: Anzi,<b>\u00a0il diritto di secessione delle minoranze fu espressamente escluso, secondo quanto risulta dai lavori preparatori della Carta delle Nazioni Unite, dalla nozione di autodeterminazione<\/b>: United Nations Conference (on International Organization, Documents, VI), cit., 298.\u00a0E la prassi internazionale in alcuni casi di tentata secessione (per es. Katanga, Biafra) \u00e8 stata del tutto conforme a tale scelta].<br \/>\n<b>I diritti delle minoranze possono essere garantiti in uno Stato retto da un regime democratico rispettoso dei diritti dell&#8217;uomo in generale e dei diritti specifici delle minoranze in particolare e disposto<\/b>, a tal fine, a concedere ampie autonomie di governo a determinati gruppi etnici stanziati su una parte del territorio nazionale [<b>in nota<\/b>: il rispetto dell&#8217;autodeterminazione pu\u00f2 essere garantito anche con la concessione di ampie autonomie: (per questa soluzione si veda Tran van Minh, op. cit., 107 a proposito della questione kurda e di quella del Sud Sudan) o semplicemente attraverso il rispetto dei diritti delle minoranze cos\u00ec come specificati in numerosi accordi internazionali (si veda in proposito Capotorti, Etude des droits des personnes appartenant aux minorit\u00e9s ethniques, religieuses et linguistiques, Nations Unies, New York, 1979).\u00a0<b>Le minoranze<\/b>, infatti, nella misura in cui sia loro garantita un&#8217;identit\u00e0 storico-culturale,\u00a0<b>non sono altro che articolazioni del popolo complessivamente considerato al quale, nella sua totalit\u00e0, spetta il diritto all&#8217;autodeterminazione.<\/b><\/i><\/div>\n<div><i><b>[F. LATTANZI, Digesto, IV edizione,Torino, 1987, Autodeterminazione dei popoli, 4 ss].\u00a0<\/b><\/i>Si potrebbe continuare con analoga dottrina&#8230;<\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>2.3. A questo passaggio esplicativo, aggiungerei questo passo citato da Arturo, sul quale dovrebbe essere\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/04\/la-globalizzazione-buona-e-i-titanisti.html?showComment=1492632868023#c172185216446397127\">agevole fare la connessione col quadro che stiamo descrivendo in relazione al paradigma costituzionale&#8230;keynesiano<\/a>\u00a0(per chi abbia abbastanza pazienza e interesse a studiare):<\/div>\n<div>&#8220;Lato economico:\u00a0<b>europeismo \u201cantirestrizionista\u201d= neoliberismo<\/b>\u00a0(<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/03\/60-anni-dal-trattato-di-roma-luropa-e.html?showComment=1490454530935#c8798909255433532652\" rel=\"nofollow\">Caff\u00e8, 1945<\/a>).<br \/>\nLato politico:\u00a0<b>scaricare la colpa del conflitto sulla comunit\u00e0 sotto attacco,<\/b>\u00a0perch\u00e9 resiste o potrebbe resistere, \u00e8 un espediente vecchio quanto l\u2019imperialismo: diciamo dal dialogo dei Meli e degli Ateniesi in poi.<br \/>\nIn ogni caso, commentando lo scritto di Keynes riportato nel post, Skidelsky osserva (Keynes. The Return of the Master, Penguin, Londra, 2010, s.p.) che \u201c<b><i>the idea that \u2018globalization\u2019 can lead to war, national self-sufficiency to peace, was of course a complete reversal of the traditional teaching.<\/i><\/b>\u201d; tuttavia, aggiungendo la citazione di\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/01\/care-elites-globalistetrump-e-un.html?showComment=1485113647964#c3562750444043262898\" rel=\"nofollow\">questo passo<\/a>, conclude che \u201c<i>Keynes endorsed a qualified internationalism<\/i>\u201d. Dico, qualcuno avesse avuto il sospetto che si debba \u201cscegliere\u201d fra artt. 4 e 11\u2026&#8221;<\/div>\n<div><\/div>\n<div><i><b><br \/>\n<\/b><\/i>3. Svolte queste premesse chiarificatrici, che ci sono parse importanti per interpretare correttamente il linguaggio giuridico e la sostanza economica dei fenomeni che analizziamo, mi soffermerei su un articolo in cui mi sono imbattuto leggendo la prima pagina de &#8220;<i><b>Il Messaggero<\/b><\/i>&#8221; odierno e che conferma come l&#8217;innesco della desovranizzazione statale necessiti di un&#8217;attiva cooperazione preparatoria degli Stati stessi.<\/div>\n<div>Si tratta di un&#8217;intervista a\u00a0<b>Franco Bernab\u00e8<\/b>\u00a0(<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Franco_Bernab%C3%A8\">esperienze professionali global-mercatiste e memberships cultural-associative &#8220;internazional-mondialiste&#8221; di assoluto rilievo<\/a>), in questo caso nelle vesti di &#8220;presidente di Unesco Italia&#8221;, il cui titolo \u00e8<\/div>\n<div>&#8220;<b>A Roma il meglio c&#8217;\u00e8<\/b>,\u00a0<u><b>lo Stato torni forte<\/b><\/u>&#8220;.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>4. Si potrebbe sobbalzare, quindi, nel sentire un membro dello\u00a0<i>steering committee del Gruppo Bilderberg<\/i>, formatosi come\u00a0<a title=\"Ricercatore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ricercatore\">ricercatore<\/a>\u00a0di\u00a0<a title=\"Economia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Economia\">economia<\/a>\u00a0presso la\u00a0<i><a class=\"new\" title=\"Fondazione Einaudi (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fondazione_Einaudi&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Fondazione Einaudi,<\/a><\/i>\u00a0membro dell&#8217;<i>European Roundtable of Industrialists<\/i>\u00a0e dell&#8217;<i>International Council di JP Morgan<\/i>, gi\u00e0 transitato per l&#8217;OCSE, che invoca il ritorno di uno Stato &#8220;forte&#8221;.<\/div>\n<div>E che comunque fa una ricostruzione storico-istituzionale ed economica quasi-interventista e condivisibile:<\/div>\n<div>&#8220;C&#8217;\u00e8 anzitutto una questione di fondo. Quella del grande mutamento di ruolo che Roma ha avuto negli ultimi venti anni.<\/div>\n<div><b>La riforma del titolo V della Costituzione ha ridotto le funzioni dello Stato centrale. E ha sacrificato una burocrazia ministeriale che, pur con molti difetti, aveva notevoli competenze e professionalit\u00e0<\/b>. L&#8217;apparato dello Stato si \u00e8 impoverito drammaticamente.<\/div>\n<div><b>Sono venti anni che nella pubblica amministrazione non si assume<\/b>.<\/div>\n<div>Per una citt\u00e0 in cui l&#8217;apparato statale ha avuto una funzione cruciale, questo ha rappresentato una forte regressione. Con un impoverimento anche economico del ceto impiegatizio che costituisce l&#8217;ossatura sociale di Roma. E questo impoverimento sta producendo una sfiducia profonda nella politica tradizionale&#8221;.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>4.1. Alla successiva domanda, frutto del consueto automatismo categorial-concettuale incorporato nell&#8217;approccio giornalistico (&#8220;<i>la sburocratizzazione non pu\u00f2 essere un fatto positivo?&#8221;<\/i>), risponde in modo &#8220;spiazzante&#8221;:<\/div>\n<div>&#8220;<b>Il fatto, molto negativo, \u00e8 che abbiamo assistito allo smantellamento delle partecipazioni statali<\/b>. Avevano dei difetti. Ma forse non tanti di pi\u00f9 rispetto alle imprese private. Le partecipazioni statali potevano contare su personale tecnico di altissimo livello.&#8221;<\/div>\n<div><\/div>\n<div>5. Sul fatto che l&#8217;impresa pubblica contenesse competenze e livelli di efficienza industriale e, in realt\u00e0\u00a0<b>difetti non maggiori bens\u00ec minori delle imprese private<\/b>, &#8211; se non altro per la ricaduta dei settori di ricerca e innovazione sull&#8217;intera economia italiana- in realt\u00e0 basterebbe rammentare quanto\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/06\/e-ora-cosa-cambiera-almeno-ripensare-il.html\">ci ha detto il\u00a0<b>prof. De Cecco<\/b>\u00a0(p.5)<\/a>\u00a0(scomparso nel 2016, dopo aver<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Marcello_De_Cecco\">insegnato a lungo alla Normale di Pisa e alla Luiss<\/a>), che risulta frutto di<a href=\"https:\/\/www.donzelli.it\/libro\/9788860369949\">\u00a0studi scientifici<\/a>\u00a0meno dubitativi delle parole di Bernab\u00e9 (studi che coinvolgono proprio gli aspetti monetari e la connessa eliminazione del ruolo economico-sociale dello Stato):<\/div>\n<div>&#8220;<i><b>Per\u00adch\u00e9 le pri\u00adva\u00adtiz\u00adza\u00adzioni degli anni Novanta sono state un fallimento<\/b>?<br \/>\nSono state le pi\u00f9 grandi dopo quelle inglesi e<b>\u00a0hanno cam\u00adbiato la fac\u00adcia dell\u2019industria ita\u00adliana senza fare un graf\u00adfio al defi\u00adcit pub\u00adblico.\u00a0<\/b><\/i><\/div>\n<div><i><b>Se si voleva distrug\u00adgere l\u2019industria ita\u00adliana ci sono riu\u00adsciti<\/b>.<\/i><\/div>\n<div><i>Ma non credo che Prodi volesse distrug\u00adgere quello che aveva con\u00adtri\u00adbuito a creare. Que\u00adsto risul\u00adtato non \u00e8 stato voluto, ma \u00e8 sicuro che sia stato asso\u00adlu\u00adta\u00admente dele\u00adte\u00adrio.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i><b>Gli studi della Banca d\u2019Italia dimo\u00adstrano che al tempo l\u2019industria di Stato faceva ricerca per tutto il sistema eco\u00adno\u00admico ita\u00adliano<\/b>.\u00a0<b>Dopo le pri\u00adva\u00adtiz\u00adza\u00adzioni, chi ha preso il posto dell\u2019Iri, ad esem\u00adpio, non l\u2019ha voluta fare<\/b>.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>Siamo rima\u00adsti senza un altro pila\u00adstro impor\u00adtante della poli\u00adtica indu\u00adstriale, men\u00adtre si con\u00adti\u00adnuano a fare solenni discorsi sull\u2019<b>istruzione, sulla ricerca o la cul\u00adtura. In que\u00adsti anni \u00e8 stato distrutto tutto<\/b>. Su que\u00adsto non ci piove.<br \/>\n<b>Le prime pri\u00adva\u00adtiz\u00adza\u00adzioni sono state fatte per impo\u00adsi\u00adzione della City di Lon\u00addra. Siamo stati ricat\u00adtati<\/b>. Credo che era molto dif\u00adfi\u00adcile per le auto\u00adrit\u00e0 poli\u00adti\u00adche riu\u00adscire a sot\u00adtrarsi, dati i pre\u00adcari assetti poli\u00adtici che anche allora ci affligevano<\/i>&#8220;.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>6. Ma il (parziale)\u00a0<i>revirement\u00a0<\/i>di Bernab\u00e8 \u00e8 occasionato da un&#8217;analisi portata proprio sulla realt\u00e0 economica di Roma.<\/div>\n<div>Non &#8220;citt\u00e0 aperta&#8221; ma &#8220;citt\u00e0 globale&#8221;, o meglio obbligata ad essere tale nella realt\u00e0 delle economie aperte.<\/div>\n<div>E dunque, rammentando come e perch\u00e9, all&#8217;interno del paradigma finale di cui abbiamo parlato all&#8217;inizio, si possa collocare l&#8217;idea di un rafforzamento dello Stato, che possa servire da innesco di un mondo (senza frontiere politiche) dominato appunto dalle citt\u00e0 globali,\u00a0<b>ci sovviene\u00a0<\/b><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/09\/vademecum-per-la-difesa-della-sovranita.html\"><b>il pensiero della Sassen<\/b>\u00a0che recentemente abbiamo contestualizzato<\/a>, che paiono perfettamente coerenti a spiegare il ritorno allo Stato forte, rispetto a cui infatti Bernab\u00e9 precisa, di fronte alla domanda: &#8220;Ma allora bisognerebbe tornare indietro?&#8221; &#8220;Non dico questo. Perch\u00e9 nel frattempo le cose si sono evolute e Roma ha cambiato pelle&#8221;. Gi\u00e0, chiss\u00e0 perch\u00e9.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>7. Ecco dunque la parte interessante del pensiero della Sassen (ulteriormente condensato) che probabilmente pu\u00f2 spiegarci l&#8217;apparente (semi)contraddizione\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/09\/vademecum-per-la-difesa-della-sovranita.html\">(qui, p.1.d)<\/a>:<\/div>\n<div><span id=\"bc_0_13b+seedpoH9D\"><b>&#8220;La Sassen, famosa teorizzatrice della &#8220;citt\u00e0 globale&#8221;, in\u00a0<a href=\"http:\/\/www.saskiasassen.com\/PDFs\/interviews\/Lostraniero-Interview.pdf\">un&#8217;illuminante intervista<\/a><\/b>, ci dice alcune cose interessanti sui punti a) e b) sopra riassunti, che ci consentono di capire meglio quello c). Proviamo a esaminarle e a commentarle:<\/span><\/p>\n<div><span id=\"bc_0_13b+seedpoH9D\">1) &#8220;<i>&#8230;<b>non esiste nessuna persona giuridica che rappresenti le marche globali<\/b>; quello che esiste invece \u00e8 uno\u00a0<b>spazio istituzionale<\/b>, legale, formalizzato, che \u00e8 stato\u00a0<b>prodotto passo dopo passo<\/b>\u00a0affinch\u00e9 le aziende globali\u00a0<b>potessero operarvi.<\/b>\u00a0<\/i><\/span><\/div>\n<div><span id=\"bc_0_13b+seedpoH9D\"><i>E questi\u00a0<b><u>nuovi regimi giuridici<\/u>,<\/b>\u00a0indispensabili alla geografia globale dei processi economici, sono stati\u00a0<b>creati e legittimati dallo Stato,<\/b>\u00a0attra verso processi di denazionalizzazione.\u00a0Gli\u00a0<b>spazi globalizzati non nascono dal nulla<\/b>, ma sono stati creati attraverso un importantissimo\u00a0<u><b>lavoro altamente specializzato compiuto dallo stato<\/b><\/u>. Questo significa che\u00a0<b>all\u2019interno dello stato nazionale<\/b>\u00a0ci sono\u00a0<u><b>alcuni settori<\/b><\/u>\u00a0che risultano\u00a0<b>essenziali per edificare uno spazio internazionalizzato<\/b>. In questo senso sostengo che il globale si afferma anche all\u2019interno e per mezzo del nazionale, attraverso un\u00a0<b>processo di denazionalizzazione portato avanti da\u00a0<u>alcune componenti<\/u>\u00a0dello stato nazionale<\/b><\/i>&#8230;<\/span><\/div>\n<div>\n<div>&#8230;<\/div>\n<div><span id=\"bc_0_13b+seedpoH9D\">&#8220;<i>Perch\u00e9 se riconosciamo i processi di denazionalizzazione, se in altri termini comprendiamo che\u00a0<b>la globalizzazione \u00e8 un processo parzialmente endogeno al nazionale<\/b>\u00a0piuttosto che a esso esterno, possiamo capire che \u00e8 proprio\u00a0<b>all\u2019interno del nazionale che si stanno aprendo nuovi spazi politici potenzialmente globali per tutta una serie di attori confinati nel nazionale<\/b>. Attori che possono prendere parte alla politica globale non solo attraverso strumenti globali, di cui possono anche non disporre, ma\u00a0attraverso gli strumenti formali dello stato nazionale<\/i>&#8230;&#8221;.<\/span><\/div>\n<div><span id=\"bc_0_13b+seedpoH9D\">Questo passaggio pu\u00f2 apparire un po&#8217; criptico e, addirittura, (nella tentazione di andare oltre), pu\u00f2 indurre a soprassedere. Mal ve ne incoglierebbe!\u00a0<b>Quello che la Sassen ci sta dicendo nel suo metalinguaggio\u00a0<\/b>(che l&#8217;ha ormai resa celebre) \u00e8,\u00a0<b>tradotto\u00a0<\/b>in corretti e concreti termini giuridico-economici:\u00a0<\/span><\/div>\n<blockquote class=\"tr_bq\">\n<div>&#8220;<b>I\u00a0<\/b><span id=\"bc_0_13b+seedpoH9D\"><b>politici che assumono il ruolo di promuovere, concludere e, successivamente, attuare i trattati internazionali che tutelano gli interessi delle &#8220;marche globali&#8221;(=&#8221;multinazionali&#8221;) acquistano un maggiore e crescente spazio istituzionale, funzionalmente giustificato dallo sviluppo dell&#8217;azione agevolatrice gi\u00e0 svolta&#8221;<\/b>.<\/span><\/div>\n<\/blockquote>\n<p>8. Poi sono certamente possibili diverse e concorrenti spiegazioni perch\u00e9, oggi, si faccia un richiamo ad uno &#8220;Stato forte&#8221;, ben al di l\u00e0 della questione di Roma e del suo declino negli ultimi venti anni. Magari pi\u00f9 strettamente politiche e legate all&#8217;attualit\u00e0, per cos\u00ec dire, &#8220;elettorale&#8221;.<br \/>\nMa anche\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/06\/luropeizzazione-idraulica-delle.html\">ad un elemento fiscale (chiamiamolo cos\u00ec&#8230;)<\/a>\u00a0che, in realt\u00e0, ha sostanzialmente<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/11\/nuovo-potere-nei-comuni-no.html\">travolto tutto il territorio italiano<\/a>: chiamiamolo \u20acuropa, cos\u00ec ci capiamo meglio, anche se non viene mai menzionato.<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/11\/il-ritorno-allo-stato-forte-linnesco.html\">http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/11\/il-ritorno-allo-stato-forte-linnesco.html<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCIANO BARRA CARACCIOLO 1. I segnali che lancia\u00a0il sistema mediatico-culturale di controllo\u00a0possono apparire contrastanti. Se l&#8217;obiettivo finale, o meglio lo step prossimo venturo, sarebbe quello di diffondere e rendere operativo\u00a0il paradigma della\u00a0self-sovereign identity, rendendo progressivamente e irreversibilmente &#8220;inutili&#8221; gli Stati, occorre comprendere, tuttavia, che,\u00a0per poter avviare questa mega start-up politico-tecnologica hanno bisogno dell&#8217;attuale cooperazione degli stessi Stati, affinch\u00e8, mediante la forza normativa formale, ed ancora decisiva, di cui dispongono, apprestino il quadro regolatorio fondamentale&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17245,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/20140630125224viareggio1.flv.flv1_.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9xp","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36667"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36667"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36667\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36668,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36667\/revisions\/36668"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17245"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36667"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36667"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36667"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}