{"id":36676,"date":"2017-12-02T10:00:25","date_gmt":"2017-12-02T09:00:25","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36676"},"modified":"2017-12-01T12:15:10","modified_gmt":"2017-12-01T11:15:10","slug":"perche-lfdp-non-e-da-biasimare-bensi-da-comprendere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36676","title":{"rendered":"Perch\u00e9 l\u2019FDP non \u00e8 da biasimare, bens\u00ec da comprendere"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GLI IMMODERATI (Tiziano Restivo Pantalone)<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">22 settembre 2013. Bisogna partire da questa data per riuscire a comprendere i motivi che hanno condotto il partito liberale tedesco, l\u2019FDP, all\u2019interruzione delle trattative per la formazione di una nuova squadra di Governo, a seguito delle elezioni del 24 settembre scorso. Trattative che avrebbero portato la Germania coalizione giamaicana, composta da liberali (giallo), democristiani (nero) ed ecologisti (verdi), per la prima volta nella sua storia.<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">22 settembre 2013, dicevamo. Si tengono le elezioni per il rinnovo del Parlamento. L\u2019Union di Angela Merkel, composta da due partiti democristiani, ovvero CDU e CSU, raggiunge il 41% dei voti; un risultato strabiliante che non pu\u00f2 che essere il giusto trionfo della Cancelliera e degli ottimi risultati raggiunti nei quattro anni precedenti.<br \/>\nL\u2019entusiasmo viene per\u00f2 meno quando l\u2019FDP, il partito liberale, alleato storico dell\u2019Union, raggiunge solo il 4,8% dei voti. Due punti percentuali in meno rispetto a quelli necessari per poter entrare nel <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Bundestag <\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">e un calo del 9,8% rispetto a quattro anni prima, quando al termine di una gloriosa tornata elettorale, l\u2019FDP divenne terzo partito con quasi il 15% dei voti. Un risultato storico, per l\u2019appunto, seguito da una vera e propria d\u00e9b\u00e2cle, di portata altrettanto storica.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><br \/>\nI motivi dietro a questo fallimento sono molti. Dopo essere diventati i vincitori morali delle elezioni del 2009, i liberali non fanno nulla per approfittare di questa loro forza. Contrattano fin da subito loro entrata nel governo federale con l\u2019Union, ma subito dopo la firma dell\u2019accordo, Angela Merkel rende noto di non avere tutta questa gran voglia di rispettare i patti raggiunti, di fatto delegittimando il potere dell\u2019FDP. Invece di protestare e ritirare i propri ministri, l\u2019FDP accetta questa situazione, non apportando cos\u00ec alcun\u2019influenza liberale al <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Bundesregierung<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">. Inevitabilmente \u00e8 il tradimento, la sensazione che pi\u00f9 si fa spazio tra gli elettori. Cos\u00ec facendo, inoltre, culmina anche l\u2019idea che l\u2019opinione pubblica tedesca aveva avuto fin da sempre nei confronti dell\u2019FDP e che quest\u2019ultima non aveva mai tentato di smentire realmente: fin dalla fondazione della Repubblica Federale Tedesca, l\u2019FDP \u00e8 stata partner di coalizione all\u2019interno del Governo centrale per complessivamente quarantacinque anni, poco sotto la CDU\/CSU con i suoi quarantasette anni. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Questi quarantacinque anni sono stati il frutto di un\u2019alternanza politica, nel ruolo di stampella, tra Union e SPD. Questo comportamento, col passare degli anni, ha accresciuto sempre di pi\u00f9 negli elettori tedeschi che i liberali fossero pi\u00f9 interessati a poltrone e ministeri, pi\u00f9 che all\u2019apporto di effettivi cambiamenti nella politica del Paese. All\u2019alba delle elezioni del 2013 tuttavia l\u2019FDP non pare essere del tutto conscia di questa situazione e decide quindi di candidare Rainer Br\u00fcderle coadiuvato da Philipp R\u00f6sler. Due volti che rappresentano al meglio (o al peggio) l\u2019apparato interno e ormai sempre pi\u00f9 bistrattato dell\u2019unico vero partito liberale tedesco. Il primo, Br\u00fcderle, \u00e8 dal 2009 al 2013 vice capogruppo al <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Bundestag<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">, con una breve esperienza come ministro; il secondo, R\u00f6sler, \u00e8 il segretario del partito, Vice-cancelliere uscente, prima Ministro della Salute, per poi passare al Dicastero per l\u2019Economia e la Tecnologia. Entrambi tra i maggiori responsabili del tracollo del partito. Il tutto accompagnato da una disastrosa strategia elettorale.<br \/>\nTenuto conto di questi tre fattori, risulta facile comprendere il perch\u00e9 lo storico partito liberale tedesco, sempre presente in Parlamento fin dalla sua fondazione, manchi l\u2019ingresso ad esso per la prima volta nella sua storia.<\/span><\/p>\n<p>Nonostante le dimissioni di massa nell\u2019apparato dell\u2019FDP, nei mesi successivi la situazione non sembra migliorare, anzi. Uno pressoch\u00e9 sconosciuto Christian Lindner, coordinatore dell\u2019FDP in Nordrhein-Westfalen, viene eletto segretario del partito nel gennaio del 2014 e con le elezioni europee dello stesso anno la crisi iniziata nel 2013 sembra non avere fine. L\u2019FDP prende poco pi\u00f9 del 3%, il suo risultato pi\u00f9 basso di sempre ad un\u2019elezione non locale. Alcuni istituti statistici iniziano a non menzionarla nemmeno pi\u00f9 nei loro sondaggi. L\u2019FDP viene ormai considerato in maniera ufficiale un partito morto, incapace di potersi rialzare, schiacciato dai numerosi errori commessi nei quarant\u2019anni precedenti. La situazione non sembra cambiare negli anni successivi, sebbene nei sondaggi si noti un tiepido miglioramento, oscillante tra il 5 ed il 6%, con sporadiche punte verso il 7%.<\/p>\n<p>Quanto basta per avere la certezza quasi matematica di poter tornare a sedere tra le file del <span lang=\"it-IT\"><i>Bundestag <\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">nella prossima legislatura. A fine 2016 la campagna elettorale per le Politiche incomincia ufficiosamente. Lindner ne approfitta quindi per apparire sempre pi\u00f9 spesso in pubblico, facendo numerose apparizioni televisive e lasciandosi intervistare da giornali nazionali e non. Lo scopo \u00e8 ben chiaro. Dimostrare che l\u2019FDP non \u00e8 un partito morto, ma anzi, ancora vivo e pi\u00f9 agguerrito che mai ad entrare in Parlamento, lasciandosi alle spalle gli errori del passato. Tutto questo per\u00f2 non pu\u00f2 avvenire solo attraverso le parole, ma deve dimostrarsi anche da cambiamenti di tipo politico all\u2019interno dell\u2019agenda del partito: politiche economiche sempre liberali, ma dal taglio pi\u00f9 tendente all\u2019<\/span><span lang=\"it-IT\"><i>austerity<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">; importanza di politiche in ambito di modernizzazione e digitalizzazione del Paese; politiche sociali messe in secondo piano; importanza dell\u2019Unione Europea per l\u2019essenza del partito, ridimensionata e anch\u2019essa messa in secondo piano. Tutto ci\u00f2 porta l\u2019FDP dall\u2019essere un partito di centro ad essere, a tutti gli effetti, un partito di centrodestra. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Le conseguenze sono facilmente intuibili. Con questa nuova direzione l\u2019FDP si trasforma in un porto sicuro per tutti quegli elettori dell\u2019Union rimasti delusi dalle politiche della Merkel sui temi economici e d\u2019immigrazione.<br \/>\nDa questo momento in poi l\u2019FDP incomincia una scalata verso il successo dalla rara rapidit\u00e0. Dopo delle deludenti elezioni regionali in Saarland, il pi\u00f9 piccolo <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>land <\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">tedesco, dove l\u2019FDP non riesce ad entrare nel Parlamento Regionale, le successive elezioni regionali in Schleswig-Holstein e Nordrhein-Westfalen fanno volare il partito rispettivamente all\u201911,5 e al 12,6%. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Risultati che si avvicinano di molto a quelli del suo periodo d\u2019oro del 2009. Da qui in poi i valori nei sondaggi nei confronti dell\u2019FDP incominciano ad aumentare vorticosamente. Da un timido 6%, ci si sposta rapidamente al 9%, fino a raggiungere livelli attorno all\u201911% nel periodo pre-elettorale. Tutto questo dovuto anche al bisogno, esternato sempre di pi\u00f9 dall\u2019opinione pubblica tedesca, di una coalizione tra Union e FDP come prossimo Governo Federale. L\u2019Union viene data come facile vincitrice da tutti gli istituti di statistica, anche se con percentuali leggermente inferiori rispetto al passato, e l\u2019FDP corre per il ruolo di terzo partito del Parlamento, grazie al suo ritrovato vigore.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><br \/>\nIl 24 settembre 2017 si svolgono le elezioni federali e il quadro che ne esce \u00e8 disastroso. L\u2019Union raggiunge uno dei suoi minimi storici, perdendo pi\u00f9 di otto punti percentuali rispetto al 41% di quattro anni prima. I socialdemocratici dell\u2019SPD perdono anche loro punti, centrando il loro peggior risultato di sempre. Tutti gli altri partiti e tra questi spiccano l\u2019FDP e i populisti di estrema destra dell\u2019AfD: rispettivamente +5,9% e +7,9% rispetto a quattro anni prima, ovvero 10,6 % e 12,5%. I Verdi e la Linke, sinistra ecologista ed estrema sinistra, raggiungono il 10%.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><br \/>\nQuesti numeri non si dimostrano necessari per la nascita di un governo di stampo democristiano-liberale. Con l\u2019SPD che si chiama fuori dai giochi, rendendosi non disponibile alla costruzione di un nuovo Governo di coalizione, rimane solo la strada della coalizione giamaicana. Lindner lo dice fin da subito per\u00f2: lo scopo dell\u2019FDP non \u00e8 quello di entrare ad ogni costo nel Governo; il suo scopo \u00e8 quello di poter apportare degli spunti liberali all\u2019agenda politica del Paese per i quattro anni a venire. Si vuole finalmente togliere all\u2019FDP quella fama da poltronificio che l\u2019aveva sempre contraddistinta in passato.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><br \/>\nLe trattative tra i quattro partiti CDU, CSU, Verdi e FDP iniziano e fin da subito si rivelano difficili. Il clima che si respira \u00e8 di tensione tra tutte le forze in gioco, profondamente diverse e distanti le une dalle altre. Tensione e mancanza di fiducia, soprattutto nei temi chiave per il Paese, come l\u2019immigrazione e le politiche famigliari. La formazione di una coalizione giamaicana nel frattempo viene considerata sempre pi\u00f9 una farsa dall\u2019opinione pubblica tedesca. Una coalizione destinata a rimanere coesa in maniera instabile, nella quale tutti i partiti coinvolti saranno costretti snaturare loro stessi pur di raggiungere flebili compromessi. Ed \u00e8 proprio questo che Lindner vuole evitare a tutti i costi. L\u2019ennesimo snaturamento del partito pur di arrivare a dei compromessi che non verranno rispettati, tradendo ancora una volta il proprio elettorale. La paura \u00e8 quella di mandare all\u2019aria tutto il duro lavoro fatto negli ultimi quattro anni. Rendere vano tutto quanto, solo per avere a tutti i costi un governo probabilmente destinato alla fragilit\u00e0. Ma Lindner l\u2019aveva detto fin da subito: \u201cNoi non vogliamo governare ad ogni costo\u201d. Ed \u00e8 cos\u00ec che il 19 novembre l\u2019FDP si tira ufficialmente fuori dalle trattative per la costruzione di un nuovo Governo.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><br \/>\nLe reazioni sono molteplici e l\u2019opinione pubblica si spacca in due: chi dice che l\u2019FDP abbia agito da irresponsabile, condannando all\u2019instabilit\u00e0 politica la Germania, e chi invece accoglie con favore questa loro scelta, poich\u00e9 un governo nero, giallo e verde avrebbe portato solo a riforme incomplete e dannose, alimentando ancora di pi\u00f9 i gi\u00e0 di per s\u00e9 preoccupanti populismi dell\u2019AfD.<\/span><\/p>\n<p>Comunque la si veda, la decisione di Christian Lindner di abbandonare il tavolo delle trattative \u00e8 spiegabile con il terrore che quella famigerata data, 22 settembre 2013, suscita ancora nelle sedi dell\u2019FDP di tutto il Paese mitteleuropeo. Sicuramente dietro si nasconde molto di pi\u00f9, ma la paura di tornare ad essere considerato un partito che tradisce i propri elettori solo per ottenere ruoli importanti nei ministeri \u00e8 grande, ed un pericolo del genere, nella situazione attuale, \u00e8 dietro l\u2019angolo.<\/p>\n<p>Seguendo questo ragionamento sarebbe possibile tacciare l\u2019FDP di mettere prima di tutto l\u2019interesse del partito davanti a quello del Paese. Chiunque nell\u2019FDP per\u00f2 probabilmente risponderebbe dicendo: \u201cQuale partito con una storia recente simile non cercherebbe precauzioni di questo tipo?\u201d oppure \u201cE l\u2019SPD non ha quindi agito similmente, precludendo ogni possibilit\u00e0 di contatto all\u2019Union? Perch\u00e9 deve essere solo colpa nostra?\u201d. Come sempre in politica, da esterni risulta estremamente complesso dire chi abbia ragione e chi torto, dovendosi affidare a fonti esterne e molto raramente corrispondenti alla realt\u00e0. Tuttavia \u00e8 fondamentale, non tante condividere, ma perlomeno capire il perch\u00e9 l\u2019FDP sia giunta a questo tipo di decisione.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/www.immoderati.it\/2017\/11\/22\/perche-lfdp-non-biasimare-bensi-comprendere\/\">https:\/\/www.immoderati.it\/2017\/11\/22\/perche-lfdp-non-biasimare-bensi-comprendere\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI IMMODERATI (Tiziano Restivo Pantalone) 22 settembre 2013. Bisogna partire da questa data per riuscire a comprendere i motivi che hanno condotto il partito liberale tedesco, l\u2019FDP, all\u2019interruzione delle trattative per la formazione di una nuova squadra di Governo, a seguito delle elezioni del 24 settembre scorso. 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