{"id":36715,"date":"2017-12-04T00:27:41","date_gmt":"2017-12-03T23:27:41","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36715"},"modified":"2017-12-04T00:39:31","modified_gmt":"2017-12-03T23:39:31","slug":"blondet-e-quando-della-contro-informazione-rimane-solo-il-prefisso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36715","title":{"rendered":"Blondet e quando della contro-informazione rimane solo il prefisso"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>DAVIDE VISIGALLI (FSI Genova)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dovrebbero esistere differenze tra l\u2019informazione e la cosiddetta contro-informazione. Purtroppo per\u00f2 chi ha il megafono pi\u00f9 potente sovente esagera. Ma non \u00e8 sempre l\u2019informazione <em>mainstream<\/em> ad esagerare. Nella controinformazione questo processo \u00e8 molto diffuso oltre ad essere molto pericoloso. Infatti un lettore poco informato non sa pi\u00f9 a cosa credere. Si rischia di passare da sostenitori acritici dell\u2019informazione <em>mainstream<\/em> a sostenitori acritici dei maggiori canali di controinformazione presenti in rete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fulgido esempio di questo fenomeno \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.maurizioblondet.it\/alluminio-nel-cervello-degli-autistici-media-zitti\/#comments\">l\u2019ultimo articolo sull\u2019autismo<\/a>\u00a0di Maurizio Blondet, noto divulgatore e controinformatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Blondet trova un articolo scientifico in rete, liberamente scaricabile, lo traduce e arriva a delle conclusioni sulle cause dell\u2019autismo, ovviamente\u00a0 (per lui) indotte da comportamenti fraudolenti delle pi\u00f9 svariate lobbies.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In breve, far\u00f2 un elenco non esaustivo delle \u201clievi imprecisioni\u201d presenti nell\u2019articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tradurre in modo approssimativo, probabilmente con Google Translate denota poca confidenza con l\u2019argomento scientifico oltre che con il metodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui l\u2019originale in inglese:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cHerein we have used transversely heated graphite furnace atomic absorption spectrometry to measure, for the first time, the aluminium content of brain tissue from donors with a diagnosis of autism. We have also used an aluminium-selective fluor to identify aluminium in brain tissue using fluorescence microscopy. The aluminium content of brain tissue in autism was consistently high.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui la traduzione di Blondet:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cNoi abbiamo usato nel microscopio a fluorescenza con un fluoro selettivo all\u2019alluminio per misurare, per la prima volta, la concentrazione di alluminio nei\u00a0 tessuti cerebrali\u00a0\u00a0 provenienti da donatori diagnosticati per autismo. Il\u00a0 tenore in alluminio \u00a0in questi pazienti \u00e8 risultato elevato costantemente.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui una mia traduzione allo scopo solo di riportarne il contenuto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;In questo studio abbiamo usato un particolare tipo di spettrometria ad assorbimento atomico per misurare, per la prima volta, il contenuto di alluminio nel tessuto cerebrale proveniente da donatori con una diagnosi di autismo. Abbiamo inoltre usato un fluoroforo selettivo per l\u2019alluminio per localizzare questo metallo nel cervello attraverso la microscopia a fluorescenza. La quantit\u00e0 di alluminio nel tessuto cerebrale nell\u2019autismo era alta in maniera consistente&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Direte che il concetto non cambia poi molto. Ma come detto sopra, una traduzione approssimata mi fa ritenere che non si conosca per niente la metodica e la tecnologia utilizzata e quindi entrare nel merito delle conclusioni scientifiche diventa quantomeno ostico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora passiamo allo studio considerato. Nonostante la rivista e gli autori non siano di primissimo piano, l\u2019articolo ha tutti i canoni bibliometrici per essere preso in considerazione. Detto questo, se fate una ricerca veloce in Pubmed, la banca dati on line dove sono pubblicati tutti gli articoli scientifici del campo biomedico, alle parole autismo e alluminio fanno capo almeno 35 studi. <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/25234471\">Quello pi\u00f9 vicino <\/a>\u00a0come tematica e metodologia analizza il contenuto di alluminio nel sangue di soggetti autistici arrivando a conclusioni opposte rispetto allo studio citato da Blondet. Il punto \u00e8: a quale dobbiamo credere?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cautela del linguaggio dei ricercatori notata da Blondet non \u00e8 data dalla paura verso i potenti bens\u00ec da un meccanismo cardine del metodo scientifico che consiste nel <strong>solo<\/strong> supporre le conclusioni non sufficientemente provate dallo studio per evitare di incorrere in una dura peer review (revisione tra pari) ossia nella valutazione di altri ricercatori che criticano il lavoro prima di essere pubblicato, con facolt\u00e0 di rifiutarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrando, anche se non molto, dentro lo studio, si possono trovare gravi mancanze dal punto di vista del metodo scientifico e statistico, che portano inevitabilmente a considerare le conclusioni degli autori non sufficientemente provate:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>il numero dei soggetti esaminati \u00e8 troppo basso (solo 5) per un qualsiasi studio statistico (lo ammettono loro stessi);<\/li>\n<li>non esiste alcun confronto diretto con i livelli di alluminio presenti in un cervello di\u00a0 un donatore sano;<\/li>\n<li>studi precedenti dello stesso gruppo dimostrano livelli di alluminio comparabili nel 67% dei tessuti analizzati provenienti da cervelli con altre malattie neurodegenerative, non supportando quindi la specificit\u00e0 della correlazione autismo-alluminio;<\/li>\n<li>mancano controlli negativi sufficienti per dimostrare che non siamo davanti ad un falso positivo dovuto alla tecnica di indagine.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludendo, possiamo dire che lo studio dice con certezza che nei cervelli analizzati c\u2019\u00e8 l\u2019alluminio. Non ne spiega affatto le cause e se \u00e8 patologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dati del tutto insufficienti per dimostrare una correlazione fra autismo e livelli di alluminio, figurarsi addirittura una causalit\u00e0. Prima si dovrebbe dimostrare che il cervello di un bambino autistico ha pi\u00f9 alluminio di uno non affetto (in un congruo numero di pazienti),\u00a0 poi si dovrebbe spiegare la presenza dell\u2019alluminio nei casi di non autismo, capire la via di assorbimento dell\u2019alluminio e quale dovrebbe esserne la causa ambientale, e altro ancora. \u00a0Con questo non voglio affermare il contrario, ossia che l\u2019alluminio non c\u2019entri con l\u2019autismo. Semplicemente, non posso saperlo dai dati dell\u2019articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito, in tutto questo i vaccini non vengono mai menzionati. Il rapporto causa-effetto che segue Blondet \u00e8 una sua congettura senza nessun fondamento scientifico basato sulle prove che lui stesso cita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niente di personale contro il bravo blogger, per carit\u00e0. Un consiglio per tutti: volersi esprimere su tutto porta inevitabilmente all\u2019errore. Qui il rapporto causa-effetto \u00e8 fortemente significativo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DAVIDE VISIGALLI (FSI Genova) Non dovrebbero esistere differenze tra l\u2019informazione e la cosiddetta contro-informazione. Purtroppo per\u00f2 chi ha il megafono pi\u00f9 potente sovente esagera. Ma non \u00e8 sempre l\u2019informazione mainstream ad esagerare. Nella controinformazione questo processo \u00e8 molto diffuso oltre ad essere molto pericoloso. Infatti un lettore poco informato non sa pi\u00f9 a cosa credere. 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