{"id":36763,"date":"2017-12-05T11:00:13","date_gmt":"2017-12-05T10:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36763"},"modified":"2017-12-05T01:18:23","modified_gmt":"2017-12-05T00:18:23","slug":"alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-da-padroni-e-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36763","title":{"rendered":"Alternanza scuola-lavoro: la nuova schiavit\u00f9 del lavoro minorile voluta da padroni e UE"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINISTRA IN RETE<\/strong><\/p>\n<p>In vista dell\u2019assemblea nazionale della campagna \u201cBastaAlternaza\u201d che si terr\u00e0 Sabato 2 Dicembre a Roma al Csoa \u201cIntifada\u201d in Via Casalbruciato 15, proponiamo il documento che come Noi Restiamo abbiamo elaborato sull\u2019ASL e la buona scuola<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories6\/alternanza-675.jpg\" alt=\"alternanza 675\" width=\"300\" height=\"230\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>Il Contesto Europeo<\/strong><\/p>\n<p>Per una riflessione sul senso della legge 107\/15 (la cosiddetta Buona Scuola) e in particolare sull\u2019universalizzazione dell\u2019alternanza scuola-lavoro non si pu\u00f2 prescindere da una valutazione, seppur breve, del contesto nazionale e internazionale in cui si colloca, e in generale sulla fase storica che il modo di produzione capitalista sta vivendo oggi.<\/p>\n<p>La crisi sistemica in cui viviamo si \u00e8 manifestata ormai da pi\u00f9 di dieci anni e non accenna a risolversi. L\u2019incapacit\u00e0 del sistema di ritrovare un adeguata valorizzazione del capitale, unita alla tendenziale ritirata degli USA come unico stato egemone a livello mondiale, ha portato ad un forte incremento delle pressioni competitive inter-imperialistiche, e alla conseguente destabilizzazione di numerose regioni del mondo. Questa velocizzazione della competizione internazionale ha dato un forte impulso alla necessit\u00e0 di centralizzazione e rafforzamento dell\u2019Unione Europea. Tale processo ovviamente non pu\u00f2 che essere fortemente contraddittorio, e ha dato luogo a significative spinte contrarie, sia derivanti dall\u2019opposizione popolare che alle contrapposizioni interne alle varie borghesie nazionali. La forma con cui il polo imperialista in costruzione sta rispondendo a tali contraddizioni passa attraverso la costituzione di un\u2019Europa a due velocit\u00e0, a cerchi concentrici, in cui il piano decisionale viene definitivamente trasferito nelle mani di una serie di paesi centrali, stretti intorno all\u2019asse franco-tedesco.<\/p>\n<p>Naturalmente questa forma ricalca un processo di ristrutturazione delle forze produttive europee che va avanti da decenni: l\u2019UE si \u00e8 sin dall\u2019inizio costruita intorno a un Centro produttivo fondato su politiche neo-mercantiliste e su una produzione ad alto valore aggiunto e una Periferia (comprendente sia i paesi mediterranei che quelli dell\u2019est) a svolgere il ruolo di \u201ccolonie interne\u201d: sbocco per le merci prodotte al nord, terreno di espansione per i capitali centrali, e bacino di forza lavoro qualificata e non.<\/p>\n<p>Tale processo di ristrutturazione macro-regionale si \u00e8 poi sempre accompagnato con una ristrutturazione interna ai vari paesi europei (sempre con le dovute differenze ovviamente), improntata allo smantellamento di quel sistema di garanzie sociali e politiche che era stato conquistato nel dopoguerra. Sempre pi\u00f9 persone vengono escluse dalla ricchezza prodotta dal sistema, in un processo di polarizzazione della societ\u00e0 sempre pi\u00f9 marcato.\u00a0 In tutto questo gli stati nazionali e la UE stessa non sono stati soggetti passivi, semplicemente ritirandosi da parte e lasciando agire il mercato, come vorrebbe una certa narrazione del neoliberismo. Al contrario sono stati parte attiva nella produzione di leggi e trattati vincolanti volti alla costruzione di un certo ordine sociale, favorevole alla appropriazione del profitto.<\/p>\n<p>All\u2019interno di questo processo il mondo della formazione svolge un ruolo fondamentale: sia nella centralit\u00e0 nella formazione di competenze utili alla competizione internazionale; sia nella selezione di una classe dirigente europea; sia, infine, come ulteriore strumento di differenziazione tra i diversi paesi europei per ruolo e funzione.<\/p>\n<p>Gia nel Trattato di Maastricht (1992), il testo fondativo dell\u2019Unione Europea come la conosciamo oggi, viene sottolineata l\u2019importanza strategica di una \u201cdimensione europea dell\u2019istruzione\u201d<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, e si pongono le basi per un intervento sovra-nazionale sulla questione. Al Capo 3, articolo 126 leggiamo infatti che \u201c<em>La Comunit\u00e0 contribuisce allo sviluppo di un\u2019istruzione di qualit\u00e0 incentivando la cooperazione tra Stati membri e, se necessario, sostenendo ed integrando la loro azione<\/em> \u201c.\u00a0 Tale importanza \u00e8 ripresa dal Trattato di Amsterdam (1997) in cui si aggiunge al preambolo della Costituzione della Comunit\u00e0 Europea la determinazione a \u201c<em>promuovere lo sviluppo del massimo livello possibile di conoscenza nelle popolazioni attraverso un ampio accesso all\u2019istruzione e attraverso l\u2019aggiornamento costante<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>A questa riconosciuta importanza si associa tuttavia la necessit\u00e0, da parte della controparte, di ridefinire i rapporti tra educazione pubblica e imprese: \u00e8 del 1987 il rapporto dell\u2019ERT (European Round Table of Industrialist)<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> in cui si lamentava la distanza tra impresa e scuola, l\u2019eccessiva burocratizzazione delle scuole centralizzate e si auspicavano partenariati tra imprese e scuole con un maggior protagonismo del mondo dell\u2019impresa nell\u2019ambito della discussione pubblica sull\u2019educazione. Vi si legge che \u00abl\u2019industria non ha che un\u2019influenza molto debole sui programmi impartiti\u00bb, e che gli insegnanti hanno \u00abuna comprensione insufficiente dell\u2019ambiente economico, degli affari e della nozione di profitto\u00bb, che \u00abnon comprendono i bisogni dell\u2019industria\u00bb. Comunque, insiste il Gruppo di Lavoro \u00abcompetenza ed educazione sono fattori di riuscita vitali\u00bb. In conclusione, si invitano gli industriali a \u00abprender parte attiva allo sforzo educativo\u00bb.<\/p>\n<p>Attualmente il quadro europeo di cooperazione nel settore dell\u2019istruzione e della formazione \u00e8 rappresentato da ET 2020 (Quadro strategico: istruzione e formazione 2020), adottato dai ministri dell\u2019istruzione dei paesi dell\u2019Unione nel 2009. Tale piano si pone quattro obiettivi da realizzare entro il 2020<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>:<\/p>\n<ol>\n<li>fare in modo che l\u2019apprendimento permanente e la mobilit\u00e0 divengano una realt\u00e0<\/li>\n<li>migliorare la qualit\u00e0 e l\u2019efficacia dell\u2019istruzione e della formazione<\/li>\n<li>promuovere l\u2019equit\u00e0, la coesione sociale e la cittadinanza attiva<\/li>\n<li>incoraggiare la creativit\u00e0 e l\u2019innovazione, compreso lo spirito imprenditoriale, a tutti i livelli dell\u2019istruzione e della formazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>All\u2019interno di questi punti troviamo tre concetti chiave che definiscono la visione europea sulla ridefinizione della funzione dell\u2019istruzione: apprendimento permanente, mobilit\u00e0 e spirito imprenditoriale.<\/p>\n<p>Il concetto di <em>lifelong learning<\/em> (apprendimento permanente) viene introdotto dal Rapporto Faure nel 1972<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> e adottato come parola chiave della strategia europea nel 1994 dal Rapporto Delors<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Significa letteralmente che la persona \u00e8 tenuta a formarsi durante tutto l\u2019arco della vita, dalla nascita alla morte. Infatti la ristrutturazione capitalista post-fordista richiede il precariato come forma di lavoro prevalente, e di conseguenza la capacit\u00e0 di adeguarsi perennemente a nuovi lavori e mansioni. La forza lavoro quindi deve essere in formazione costante, per adeguarsi alle necessit\u00e0 variabili dell\u2019accumulazione flessibile. Con le parole della Commissione<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>:<\/p>\n<p>I nuovi modi di strutturare e gestire gli affari in periodi di recessione economica hanno anche reso obsoleto il concetto di impiego \u201ca vita\u201d nelle grandi aziende. L\u2019apprendimento per tutta la vita, d\u2019altra parte, apre la porta alla facile transizione delle persone ad un altro lavoro, e l\u2019industria appoggia questo concetto incondizionatamente.<\/p>\n<p>Anche l\u2019importanza data alla mobilit\u00e0 \u00e8 coerente con la ricerca di una forza lavoro flessibile, che possa muoversi agilmente dove vi \u00e8 pi\u00f9 domanda. Nell\u2019ambito dell\u2019istruzione questo processo si traduce in un vero e proprio \u201cfurto di cervelli\u201d da parte dei paesi del Centro nei confronti dei paesi mediterranei, un tema che come Noi Restiamo abbiamo gi\u00e0 trattato ampiamente.<\/p>\n<p>Infine lo stimolo del cosiddetto \u201cspirito imprenditoriale\u201d funge da cornice ideologica di una societ\u00e0 basata sul profitto, in cui i ragazzi sono incentivati a diventare \u201cimprenditori di s\u00e9 stessi\u201d all\u2019interno di una falsa meritocrazia in cui solo pochi individui riusciranno ad avere \u201csuccesso\u201d, ed essere sussunti all\u2019interno della classe dirigente europea in formazione.<\/p>\n<p>Se fino a qui abbiamo visto le linee guida per istruzione e formazione che possiamo trovare in report e documenti ufficiali, che necessariamente si rivolgono a tutti i paesi europei, per avere un quadro completo delle influenze che dall\u2019Unione Europea arrivano al nostro sistema scolastico non possiamo ignorare una componente fondamentale: il Rigore di Bilancio.\u00a0 Il Patto di Stabilit\u00e0 e il rispetto dei parametri di Maastricht impongono infatti da pi\u00f9 di trenta anni ai paesi membri politiche di riduzione della spesa pubblica che naturalmente vanno anche a toccare l\u2019istruzione pubblica. Naturalmente queste politiche di austerit\u00e0 non impattano (n\u00e9 d\u2019altronde sono applicate con lo stesso rigore su) i diversi paesi nello stesso modo, ma colpiscono coerentemente con il processo di ristrutturazione macro-regionale di cui si parlava sopra. I sistemi educativi dei paesi mediterranei sono stati vittime di pesantissimi tagli negli ultimi trenta anni, che ne hanno compromesso significativamente la qualit\u00e0. La classe dirigente \u00e8 ben consapevole di questi processi, e della maniera efficiente di portarli avanti, come appare chiaramente da questo paper pubblicato dall\u2019OCSE<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>:<\/p>\n<p>Dopo questa descrizione di misure rischiose, si possono consigliare, al contrario, numerose misure che non creano difficolt\u00e0 politica. [..] Se si diminuisce la spesa di gestione, bisogna stare attenti a non calare la <em>quantit\u00e0 <\/em>del servizio, ma calare la <em>qualit\u00e0.<\/em> Si possono ridurre per esempio i finanziamenti a scuole e universit\u00e0, ma sarebbe pericoloso ridurre il numero di allievi e studenti. Le famiglie reagiranno violentemente se non si permette ai loro figli di immatricolarsi, ma non faranno fronte ad un abbassamento graduale della qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento e la scuola pu\u00f2 progressivamente e puntualmente ottenere un contributo economico dalle famiglie o eliminare alcune attivit\u00e0. Questo si fa passo a passo, prima in una scuola e poi in un\u2019altra, ma non in quella accanto, in modo da evitare il malcontento generalizzato della popolazione<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Evoluzione del sistema educativo in Italia: dalle linee guida europee alle Riforme scolastiche.<\/strong><\/p>\n<p>Come scrive Lorenzo Varaldo nel suo libro <em>La scuola Rovesciata <\/em>(2016), la scuola pubblica svolge storicamente un duplice ruolo: in quanto scuola \u00e8 l\u2019istituzione deputata alla trasmissione delle conoscenze e della cultura; in quanto pubblica deve garantire <em>l\u2019universalit\u00e0<\/em> di questa trasmissione, indipendentemente dalla condizione sociale, dalla localizzazione geografica e dalle fedi politiche e religiose degli studenti. Lo Stato, fino agli anni \u201990, era considerato responsabile di garantire questa doppia funzione, di assicurare che tutti i cittadini ottenessero le conoscenze adeguate per essere messi sulla stessa base di partenza. Non \u00e8 necessario dire che le mancanze in questo senso sono state enormi durante tutta la storia del sistema educativo italiano, ma il suo ruolo emancipatorio e soprattutto l\u2019universale riconoscimento della sua funzione sono innegabili.<\/p>\n<p>Questi principi iniziano ad essere messi in dubbio negli ultimi due decenni del secolo scorso, attraverso un duplice processo. Da un lato durante gli anni ottanta si fanno strada una serie di teorie pedagogiche e organizzative che sostengono che la scuola non debba trasmettere conoscenze bens\u00ec <em>competenze<\/em>. Gli studenti devono imparare a \u201corganizzare le conoscenze\u201d anzich\u00e9 apprenderle, devono \u201cimparare ad imparare\u201d. Arrivati alla met\u00e0 degli anni Novanta tali teorie sono diventate talmente dominanti da aver sommerso completamente il dibattito.<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a> Ora, \u00e8 evidente che il metodo \u201ctradizionale\u201d di insegnamento in cui gli studenti sono semplici ricevitori passivi di conoscenza nozionistica non sia l\u2019ideale, e per questo \u00e8 stato oggetto di forti critiche da parte di movimenti politici o studenteschi.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 altrettanto evidente che tale pressione ideologica\u00a0 sia stata funzionale alla trasmissione di un\u2019idea di competenze, di \u201csaper fare\u201d generico che prepari gli studenti ad un futuro lavorativo precario e evanescente. La scuola deve mettere lo studente nella condizione di essere in grado di apprendere qualsiasi compito gli verr\u00e0 richiesto nella sua instabile vita lavorativa. Si tratta della flessibilit\u00e0 applicata all\u2019educazione, la base scolastica del processo di apprendimento permanente di cui abbiamo parlato nella precedente sezione.\u00a0 Questo viene detto in modo esplicito nei documenti ufficiali. Nel 1997 l\u2019allora ministro Berlinguer pubblica un documento di lavoro sul <em>riordino dei cicli scolastici<\/em> in cui scrive<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>:<\/p>\n<p>In un mondo nel quale l\u2019evoluzione dell\u2019organizzazione sociale fa presumere che ciascun individuo, nel corso della propria esistenza, sia chiamato a cambiare pi\u00f9 volte la propria attivit\u00e0 lavorativa, \u00e8 evidente che la pretesa della scuola di consegnare saperi, abilit\u00e0 e capacit\u00e0 definitive deve essere in parte abbandonata. [..] \u00c8 necessaria una prospettiva di educazione permanente che tenga conto del fatto che non esiste pi\u00f9 una societ\u00e0 nella quale prima si studia e poi si lavora per tutta la vita, magari sempre nello stesso posto di lavoro.<\/p>\n<p>Le somiglianze con le analisi della Commissione Europea prima citate sono evidenti.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato il principio dell\u2019universalit\u00e0 dell\u2019istruzione pubblica subisce un duro colpo con l\u2019introduzione dell\u2019<em>Autonomia Scolastica <\/em>attraverso il DPR 275\/99, nell\u2019ambito della pi\u00f9 ampia riforma dell\u2019amministrazione pubblica varata con la legge Bassanini (legge 59 del 1997). Nello stesso anno il Ministero pubblica <em>Il Libro Verde della Pubblica Istruzione<\/em>, in cui viene esplicitato l\u2019obiettivo di riforma<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>:<\/p>\n<p>L\u2019istituto dovr\u00e0 cambiare, diventando sempre di pi\u00f9 un ente autoregolato [..] Ossia un sistema che, in primo luogo, definisce da s\u00e9 fini, mezzi, controlli e trova nel suo interno le competenze e l\u2019energia per svolgere al meglio la sua missione educativa e che, in secondo luogo, sviluppa la cooperazione con altri enti per acquisire le risorse e la massa critica per aderire ai bisogni complessi degli utenti.<\/p>\n<p>Le scuole dovranno diventare quindi sempre di pi\u00f9 enti autonomi, sia nella determinazione degli obiettivi didattici che nel reperimento delle risorse. Dal lato formativo lo strumento principe \u00e8 fornito dalla istituzione all\u2019articolo 3 del\u00a0 DPR 275\/99 del <em>Piano di Offerta Formativa<\/em>, ovvero il \u201cdocumento fondamentale costitutivo dell\u2019identit\u00e0 culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche\u201d. La parola \u201cofferta\u201d \u00e8 tipica del mercato, e infatti le scuole sono tenute a competere tra loro attraverso il POF pi\u00f9 accattivante o fruibile dalle famiglie.\u00a0 La natura universale dell\u2019istruzione pubblica ne viene fortemente indebolita. Le specificit\u00e0 di un certo collegio docenti, o di un particolare dirigente, o di un certo territorio diventano fondamentali nella determinazione del livello di qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento offerto agli studenti.<\/p>\n<p>Dal lato del reperimento delle risorse invece si apre la strada ai finanziamenti privati delle scuole pubbliche, prevedendo che la possibilit\u00e0 di \u201cstipulare convenzioni con universit\u00e0 statali o private, ovvero con istituzioni, enti, associazioni o agenzie operanti sul territorio\u201d. Tale possibilit\u00e0 preclude inevitabilmente ad un\u2019influenza di enti privati nella determinazione degli obiettivi educativi, ora cos\u00ec flessibili, nonch\u00e9 ad un\u2019ulteriore differenziazione in scuole di serie A e scuole di serie B. Questo processo verr\u00e0 alimentato all\u2019estremo dalla recente introduzione della <em>School Bonus<\/em> da parte della Legge 107\/15 (Buona Scuola), ovvero la possibilit\u00e0 a <em>qualsiasi <\/em>privato di elargire fino a 100.000 euro in cambio di sgravi fiscali.<\/p>\n<p>L\u2019Autonomia Scolastica svolge infatti allo stesso tempo un altro ruolo fondamentale: la cornice adatta ad un progressivo taglio delle spese in istruzione. Le riforme che si susseguono negli anni successivi (Riforma Moratti nel 2003, le modifiche di Fioroni nel 2007 e la Riforma Gelmini nel 2009) rivendicano sempre la piena applicazione dell\u2019Autonomia Scolastica e sono sempre accompagnate da provvedimenti che comportano pesanti tagli (in particolare la Riforma Gelmini), in continuit\u00e0 con la politica di rigore imposta dalla UE. Di questo il ministero \u00e8 ben consapevole, e infatti si legge nel gi\u00e0 citato <em>Libretto Verde della Pubblica Istruzione <\/em>\u00a0del 1999<\/p>\n<p>Fino a quando il figlio sa che c\u2019\u00e8 pap\u00e0 che pensa a tutto [..] bussa alla porta! Quando per\u00f2 i cittadini sanno che lo Stato paga solo le spese di base (uguali da Sondrio a Trapani, a cui si aggiunge il fondo perequativo) si dovranno attrezzare per fare una scuola di qualit\u00e0. La scuola autonoma, quella che con la formazione e la ricerca dar\u00e0 futuro ai nostri ragazzi, sar\u00e0 la scuola che ciascuna comunit\u00e0 si costruir\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Alternanza Scuola-Lavoro<\/strong><\/p>\n<p>In questo contesto si inserisce la Buona Scuola di Renzi, ed in particolare la generalizzazione e il potenziamento dell\u2019alternanza scuola-lavoro (introdotta per le scuole professionali gi\u00e0 dalla Riforma Moratti).\u00a0 La legge 107\/15 prevede che tutti gli studenti debbano svolgere durante il triennio un certo numero di ore di alternanza (200 ore per i licei, 400 ore per gli istituti tecnici\/professionali). Dai primi dati raccolti dal MIUR<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a> risulta che nell\u2019anno scolastico 15\/16 652.6421 studenti abbia partecipato al programma, pari a quasi la met\u00e0 di tutti gli studenti del triennio (45.7%). In totale l\u201987.4% delle scuole hanno fatto Alternanza, con percentuali significativamente pi\u00f9 alte al Centro-Nord rispetto che al Sud. Al Sud si sono anche avute difficolt\u00e0 nel reperimento di strutture ospitanti (il 16% del totale).<\/p>\n<p>Il progetto di Alternanza scuola-lavoro \u00e8 perfettamente coerente con le tendenze generali di evoluzione della scuola italiana che abbiamo presentato fino ad ora. Le riforme, guidate dalle linee guida europee, infatti hanno puntato, da un lato, ad una differenziazione tra i diversi istituti, con l\u2019emergere di istituti di serie A e di serie B; dall\u2019altro ad una preparazione degli studenti tesa all\u2019acquisizione di <em>competenze <\/em>generiche, atte ad essere applicate a qualsiasi lavoro. Tali competenze ovviamente non possono essere valutate in astratto, e il periodo di alternanza fornisce un perfetto strumento di valutazione.<\/p>\n<p>Inoltre sul un piano ideologico costituir\u00e0 uno strumento formidabile di egemonia culturale per educare la quasi totalit\u00e0 delle nuove generazioni alla cosiddetta cultura d\u2019impresa, per trasmettere l\u2019importanza dello spirito di imprenditorialit\u00e0 e della meritocrazia. L\u2019importanza di questo messaggio \u00e8 sottolineata sia da documenti UE<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a> che dalle linee guida del MIUR<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>. Tuttavia questa propaganda chiaramente non potr\u00e0 trovare un\u2019applicazione pratica universale, come si vede chiaramente dalle prime indagini sui primi due anni in cui \u00e8 stata (ancora a livello parziale) implementata<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>, da cui risulta che quasi due terzi dei ragazzi si sono trovati a svolgere mansioni dequalificate e ripetitive, che poco o nulla hanno a che fare con il loro percorso di studi o con una qualsivoglia forma di percorso educativo. Vista la dimensione di massa del programma (che comprende tutti gli studenti degli ultimi tre anni delle superiori per 70\/130 ore l\u2019anno) questi risultati non sono inattesi, anzi sono scontati.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui che si inserisce l\u2019ultima grande funzione dell\u2019ASL: ovvero la fornitura di un significativo e perennemente rinnovabile monte ore di lavoro gratuito alle imprese.\u00a0 Chiaramente infatti una delle pi\u00f9 grande bugie che viene raccontata riguardo all\u2019alternanza scuola lavoro \u00e8 quella secondo cui essa sarebbe la soluzione alla sempre pi\u00f9 crescente disoccupazione giovanile, in quanto permetterebbe agli studenti di avvicinarsi al mondo del lavoro e a fare quella esperienza di cui necessitano. In realt\u00e0 proprio grazie ad essa il datore di lavoro ha a disposizione ogni anno un bacino di mano d\u2019opera gratuito a cui attingere.\u00a0 Tale infusione di forza lavoro non qualificata costituisce sicuramente un gradito regalo per la redditivit\u00e0 delle imprese, permettendo di sostituire direttamente lavoratori finora stipendiati e in generale contribuendo alla maggior ricattabilit\u00e0 della classe lavoratrice nel suo insieme. Si parla di circa un milione di studenti che ogni anno mettono gratuitamente a disposizione la propria forza lavoro, che andrebbero a coprire un monte ore di circa 100.000 lavoratori full time, disincentivando le assunzioni dell\u2019azienda. Non a caso le grandi imprese come McDonald, Zara, Eni (insieme ad altre 13, i cosiddetti Campioni dell\u2019Alternanza) si sono buttate a capofitto in questa possibilit\u00e0. L\u2019unica funzione \u201ceducativa\u201d non esplicitata che l\u2019alternanza reale avr\u00e0 sar\u00e0 quella di abituare lo studente ad un futuro di sfruttamento, precariet\u00e0 e lavoro gratuito non qualificato, coerentemente con il ruolo affidato alla forza lavoro mediterranea nella catena del valore europea. Tutto ci\u00f2 in perfetta continuit\u00e0 con il Jobs-act ed il suo potenziamento dello strumento dell\u2019apprendistato.<\/p>\n<p>Plausibilmente la contraddizione tra la cornice ideologica attraverso la quale sta venendo presentata l\u2019ASL e la pratica in cui si applica potr\u00e0 essere terreno di lavoro politico. A maggior ragione in quanto probabilmente questa contraddizione si manifester\u00e0 nella determinazione di un\u2019alternanza di serie A e un\u2019alternanza di serie B. Infatti con l\u2019introduzione dell\u2019ASL, unita al provvedimento che permette agli istituti scolastici di ricevere finanziamenti da soggetti privati fino a 100mila euro (i cos\u00ec detti School Bonus), lo Stato opera l\u2019ennesimo passo indietro rispetto al proprio ruolo di garantire un\u2019educazione di qualit\u00e0 per tutti. Vi saranno scuole che per collocazione geografica, accessibilit\u00e0 a risorse private (che dipenderanno da quanto l\u2019istituto formi studenti pi\u00f9 o meno potenzialmente utili alle imprese locali), caratteristiche di programmi e capacit\u00e0 del dirigente di intrattenere rapporti con le imprese forniranno un\u2019esperienza formativa che sar\u00e0 il primo passo nella selezione della classe dirigente da integrare in quella europea, mentre le altre scuole manderanno i propri studenti a girare hamburger.\u00a0 Si accentueranno cos\u00ec le disuguaglianze non solo fra centro e periferia, ma anche tra Nord e Sud del Paese.<\/p>\n<p>L\u2019introduzione dell\u2019impresa privata nella scuola avr\u00e0 quindi un\u2019influenza nel determinare non solo la didattica attraverso i programmi di insegnamento, ma anche la qualit\u00e0 con cui i programmi verranno portati avanti. Viene meno quindi la funzione dello Stato che si preoccupava di fornire, in quanto diritto costituzionale, un\u2019istruzione pubblica e in linea teorica universale, uniforme, capace di garantire un \u201clivello minimo\u201d di qualit\u00e0, poich\u00e9 essa si avvia invece a dipendere in forma sempre pi\u00f9 diretta dalle realt\u00e0 economiche che circondano l\u2019istituto. Da un soggetto pubblico che deve rispondere alla collettivit\u00e0 si passa in modo sempre pi\u00f9 completo ad una societ\u00e0 di mercato dove soggetti privati, diffusi sul territorio nazionale, determinano e direzionano la formazione dei futuri cittadini e lavoratori. La ridefinizione del ruolo di istruzione pubblica compie quindi un ulteriore passo in avanti nella direzione desiderata dalla controparte.<\/p>\n<p>Ricapitolando, l\u2019alternanza non rappresenta solamente un regalo alle imprese, ma anche un progetto educativo di formazione della stragrande maggioranza della popolazione, una riproposizione in chiave ridotta delle contraddizioni di una societ\u00e0 che celebra l\u2019individuo e la possibilit\u00e0 di successo, ma che per condizioni oggettive pu\u00f2 garantire questo futuro solo ad una parte estremamente minoritaria della popolazione, lasciando il resto nel loro abisso di precariet\u00e0 e lavoro gratuito. D\u2019altronde il successo, in un\u2019economia capitalista, si basa su una selezione darwiniana in cui \u00e8 previsto che necessariamente 999 su mille non ce la facciano. Ma di fronte ai dati allarmanti sui fallimenti delle novelle start up, alla chiusura delle aziende e a una disoccupazione sempre pi\u00f9 di massa sembra che si voglia trovare un giustificazione non nei difetti del sistema produttivo interessato, ma nei singoli lavoratori\/studenti che non sono stati abbastanza brillanti quando ero loro richiesto.<\/p>\n<p>A questo dobbiamo aggiungere il necessario peggioramento generale della didattica all\u2019interno della scuola italiana che seguir\u00e0 l\u2019introduzione a regime dell\u2019ASL: vengono infatti scissi meccanicamente i due piani della formazione, vale a dire la preparazione teorica e l\u2019educazione pratica, in luoghi diversi e con figure che hanno indubbiamente fini diversi. Da un parte nella scuola si ha un professionista dell\u2019insegnamento che oltre a possedere delle nozioni e una propria formazione, \u00e8 in grado di impartire ci\u00f2 che sa e di avere un ruolo di educatore sociale. Dall\u2019altra un soggetto privato tende a utilizzare lo studente per mansioni non qualificate, spesso trascurando l\u2019aspetto dell\u2019acquisizione di determinate conoscenze, ma abituando gi\u00e0 lo studente a una precisa forma mentis quale quella di essere un lavoratore flessibile e facilmente sostituibile.<\/p>\n<p>Infine, uno degli altri grandi problemi a cui l\u2019Asl dovrebbe porre rimedio \u00e8 il fenomeno della dispersione scolastica, che in Italia coinvolge ben il 15% dei ragazzi<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>. Tuttavia di fronte a un livello potenzialmente scadente di insegnamenti pratici, soprattutto a causa dei forti tagli che i laboratori hanno subito (vedi riforma Gelmini), e all\u2019obbligo di dedicarsi gratuitamente all\u2019alternanza, gli studenti si ritroveranno nella condizione in cui sembra pi\u00f9 appetibile abbandonare la scuola e dedicarsi direttamente al lavoro. Questa volta per\u00f2 remunerato.<\/p>\n<hr \/>\n<h5>Note<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Trattato di Maastricht, Capo 3, Articolo 126.2<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0 \u00a0 \u00a0 Fondata nel 1983 dai pi\u00f9 importanti gruppi industriali europei tra cui Nestl\u00e8, Volvo, Lufthansa, Fiat, Nokia, Renault, TOTAL<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/education\/policy\/strategic-framework_it\">http:\/\/ec.europa.eu\/education\/policy\/strategic-framework_it<\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Learning to be,<\/em> E.Faure, UNESCO (1972)<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Delors Report, <\/em>della Commissione Europea presieduta da Jacques Delors, la prima della storia della UE.<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Libro dell\u2019istruzione e della formazione. Insegnare e apprendere: verso la societ\u00e0 conoscitiva<\/em>, a cura della Commissione Europea (1995), citato in <em>La scuola rovesciata <\/em>(Lorenzo Varaldo, 2016).<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La faisibilit\u00e9 politique de l\u2019adjustement<\/em>, Christian Morrison, in \u201cCahier de politique \u00e9conomique\u201d, OCSE (1996)<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La scuola rovesciata ,<\/em>Lorenzo Varaldo, 2016.<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Riordino dei cicli scolastici<\/em> (documento di lavoro), Ministero della Pubblica Istruzione, gennaio 1997.<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a><em>\u00a0\u00a0\u00a0 Libro Verde della Pubblica istruzione<\/em>, a cura di F.Butera. Il ministro \u00e8 sempre Berlinguer.<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.istruzione.it\/alternanza\/primoanno.shtml\">http:\/\/www.istruzione.it\/alternanza\/primoanno.shtml<\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Un esempio dal documento della Commissione Europea \u201cRipensare l\u2019istruzione\u201d (2012): \u201cPrima di lasciare l\u2019istruzione obbligatoria tutti i giovani dovrebbero usufruire di almeno un\u2019esperienza imprenditoriale concreta\u201d<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un esempio dal sito del MIUR (<a href=\"http:\/\/www.istruzione.it\/alternanza\/formazione_docenti.shtml\">http:\/\/www.istruzione.it\/alternanza\/formazione_docenti.shtml<\/a>) : \u201cLa\u00a0dimensione orientativa\u00a0che caratterizza i percorsi di alternanza dovr\u00e0 trovare compimento attraverso l\u2019incontro con le realt\u00e0 pi\u00f9 dinamiche dell\u2019innovazione nel mondo del lavoro\u00a0favorendo gli studenti nello sviluppo di competenze chiave espresse dall\u2019Agenda Europea 2020, quali ad esempio <strong>l\u2019imprenditorialit\u00e0<\/strong>, intesa come atteggiamento pro-attivo nei confronti delle problematiche affrontate, e lo spirito di iniziativa. \u201c<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2017\/05\/31\/alternanza-scuola-lavoro-sfruttamento-senza-limiti-092456\">http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2017\/05\/31\/alternanza-scuola-lavoro-sfruttamento-senza-limiti-092456<\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/cultura-news\/2017\/11\/30\/alternanza-scuola-lavoro-la-nuova-schiavitu-del-lavoro-minorile-voluta-padroni-unione-europea-098277#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2017-04-01\/poverta-educativa-e-dispersione-scolastica-italia-ritardo-ue-110451.shtml?uuid=AEqAVkx\">http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2017-04-01\/poverta-educativa-e-dispersione-scolastica-italia-ritardo-ue-110451.shtml?uuid=AEqAVkx<\/a><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/lavoro-e-sindacato\/11114-noi-restiamo-alternanza-scuola-lavoro.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/lavoro-e-sindacato\/11114-noi-restiamo-alternanza-scuola-lavoro.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE In vista dell\u2019assemblea nazionale della campagna \u201cBastaAlternaza\u201d che si terr\u00e0 Sabato 2 Dicembre a Roma al Csoa \u201cIntifada\u201d in Via Casalbruciato 15, proponiamo il documento che come Noi Restiamo abbiamo elaborato sull\u2019ASL e la buona scuola Il Contesto Europeo Per una riflessione sul senso della legge 107\/15 (la cosiddetta Buona Scuola) e in particolare sull\u2019universalizzazione dell\u2019alternanza scuola-lavoro non si pu\u00f2 prescindere da una valutazione, seppur breve, del contesto nazionale e 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