{"id":36784,"date":"2017-12-06T09:30:51","date_gmt":"2017-12-06T08:30:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36784"},"modified":"2017-12-05T23:32:11","modified_gmt":"2017-12-05T22:32:11","slug":"yemen-ucciso-lex-presidente-saleh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36784","title":{"rendered":"Yemen, ucciso l&#8217;ex presidente Saleh"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTRE FRONTIERA (Rocco Bellantone)<\/strong><\/p>\n<p><strong>li Abdullah Saleh<\/strong>, l\u2019ex presidente dello Yemen che pochi giorni fa aveva aperto al dialogo con l\u2019Arabia Saudita rompendo l\u2019alleanza con gli Houthi, \u00e8 stato ucciso da un cecchino mentre fuggiva da Sanaa in direzione di Marib. La notizia \u00e8 stata data dalla tv\u00a0<em>Al-Masirah<\/em>\u00a0controllata dai ribelli sciiti che ha trasmesso anche un video che mostra il suo cadavere. Successivamente la morte di Saleh \u00e8 stata confermata dal suo partito, il\u00a0General People\u2019s Congress.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>L\u2019accordo tra Saleh e Riad<\/strong><\/h3>\n<p>Governare lo Yemen \u00e8 come\u00a0<strong>\u00abballare sulla testa dei serpenti\u00bb<\/strong>. Parole di Ali Abdullah Saleh. Il 75enne ex presidente yemenita, inghiottito dall\u2019ondata delle primavere arabe a inizio 2012 dopo aver governato il Paese per trent\u2019anni con il pugno di ferro, \u00e8 riemerso a galla nel 2014 sostenendo la rivolta dei ribelli sciiti Houthi. In questi ultimi giorni aveva tentato una fuga solitaria in avanti per riprendersi il potere.<\/p>\n<p>Il 2 dicembre Saleh si era dichiarato disponibile a dialogare con l\u2019Arabia Saudita, rompendo l\u2019alleanza con il capo dei ribelli sciiti\u00a0<strong>Abdul Malik al-Houthi<\/strong>. In cambio della sua collaborazione, aveva chiesto a Riad di porre fine al blocco del traffico da e verso gli aeroporti e i porti del Paese. La mossa era stata accolta favorevolmente da Casa Saud che, forte del sostegno delle milizie fedeli all\u2019ex presidente yemenita, puntava a stringere con pi\u00f9 efficacia la morsa attorno agli Houthi.<\/p>\n<p>Sanaa ha pagato sin da subito a carissimo prezzo questo patto. Dal 29 novembre la citt\u00e0 \u00e8 infatti teatro di scontri tra l\u2019ex Guardia presidenziale agli ordini di Saleh e i ribelli. I primi hanno preso il controllo delle strade chiave della citt\u00e0 puntando a entrare nel distretto di Al-Jarraf, roccaforte degli Houthi. I secondi hanno attaccato il sobborgo meridionale di Hadda, dove vivono alcuni componenti della famiglia di Saleh, e bombardato la casa di Sheikh Mabkhout al-Mashriqi, membro degli Hashid, una delle trib\u00f9 che nel 2014 facilit\u00f2 l\u2019avanzata dei ribelli fino al centro di Sanaa attraverso la provincia settentrionale di Amran. Si combatte anche a Sanhan, localit\u00e0 natale di Saleh situata a sud rispetto alla capitale.<\/p>\n<p>Impossibile fare una conta esatta dei morti, che per\u00f2 potrebbero gi\u00e0 essere stati oltre 120. Un numero destinato a crescere considerato che da questa notte i caccia sauditi hanno ripreso a bombardare postazioni degli Houthi nei pressi dell\u2019aeroporto internazionale e a difesa dei palazzi governativi. Intensificando i raid aerei, Riad punta ad agevolare l\u2019avanzata delle milizie di Saleh nelle aree di Sanaa in mano ai ribelli. Ma l\u2019impresa non \u00e8 semplice. Gli Houthi, infatti, sono in netta superiorit\u00e0 numerica: decine di migliaia di uomini contro i circa mille che rispondono all\u2019ex presidente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Il retroscena dell\u2019intesa<\/strong><\/h3>\n<p>Secondo fonti yemenite ben informate citate da\u00a0<em>Al Jazeera<\/em>, il patto tra Saleh e Riad risale all\u2019inizio del 2017 e a mediarlo erano stati gli\u00a0<strong>Emirati Arabi Uniti<\/strong>. Per uscire dall\u2019i<em>mpasse<\/em>\u00a0di un conflitto che sta ponendo in una situazione di forte imbarazzo internazionale l\u2019Arabia Saudita da pi\u00f9 di due anni (oltre che costringerla a sborsare miliardi di dollari in armamenti), l\u2019erede al trono\u00a0<strong>Mohammed Bin Salman<\/strong>avrebbe deciso di ascoltare il consiglio di Abu Dhabi acconsentendo a un accordo con Saleh.<\/p>\n<p>L\u2019erede al trono saudita si sarebbe per\u00f2 opposto al ritorno al potere di Saleh, accettando invece l\u2019ipotesi di un governo retto da suo figlio\u00a0<strong>Ahmed Saleh<\/strong>, capo dell\u2019esercito al tempo in cui il padre era ancora presidente e ambasciatore yemenita negli Emirati dove ha vissuto stabilmente negli ultimi cinque anni.<\/p>\n<p>La pista che conduce ad Ahmed Saleh era apparsa concreta e a caldeggiarla era stato il principe ereditario degli Emirati Mohammed bin Zayed. Un primo contatto c\u2019era gi\u00e0 stato nel giugno scorso, quando ad Abu Dhabi Ahmed al-Asiri, ex portavoce militare della coalizione a guida saudita, aveva incontrato il figlio di Saleh. L\u2019alternativa a questo scenario potrebbe condurre all\u2019ex primo ministro\u00a0<strong>Khaled Bahah<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Il futuro dello Yemen<\/strong><\/h3>\n<p>Con l\u2019uccisione dell\u2019ex presidente Saleh si apre un nuovo fronte della guerra yemenita. La tensione resta altissima anche oltre le mura di Sanaa. Il 3 dicembre gli Houthi hanno attaccato contigenti degli Emirati nella zona di Mokka, dichiarando di aver effettuato il lancio di un\u00a0<strong>missile\u00a0<em>Scud<\/em>\u00a0modificato\u00a0<em>Burkan-2<\/em><\/strong>\u00a0(capace in teoria di colpire obiettivi oltre i 1.400 chilometri) per distruggere una centrale nucleare nell\u2019area di Dubai. Ma la versione \u00e8 stata smentita da Abu Dhabi.<\/p>\n<p>La situazione potrebbe presto degenerare ulteriormente anche a sud, dove ci sono stati scontri tra i militari fedeli ad Hadi e milizie legate al leader secessionista Aydarous al-Zubaidi, che starebbero impedendo al presidente legittimo di rientrare ad Aden.<\/p>\n<p>Di fronte a questo continuo accavallamento di fronti, il conflitto in Yemen \u00e8 destinato a mietere ancora a lungo\u00a0<strong>vittime specie tra i civili<\/strong>. Finora i morti sono stati pi\u00f9 di 8.750 e oltre 20 milioni le persone bisognose di aiuti umanitari per quella che \u00e8 stata definita la pi\u00f9 grave emergenza alimentare al mondo. Si muore anche di colera: per questa malattia i decessi da aprile sono gi\u00e0 stati pi\u00f9 di 220. L\u2019omicidio di Saleh, adesso, non pu\u00f2 che rendere ancora pi\u00f9 profonda questa crisi.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/yemen-saleh-ucciso\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/yemen-saleh-ucciso\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Rocco Bellantone) li Abdullah Saleh, l\u2019ex presidente dello Yemen che pochi giorni fa aveva aperto al dialogo con l\u2019Arabia Saudita rompendo l\u2019alleanza con gli Houthi, \u00e8 stato ucciso da un cecchino mentre fuggiva da Sanaa in direzione di Marib. La notizia \u00e8 stata data dalla tv\u00a0Al-Masirah\u00a0controllata dai ribelli sciiti che ha trasmesso anche un video che mostra il suo cadavere. 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