{"id":36828,"date":"2017-12-08T10:20:30","date_gmt":"2017-12-08T09:20:30","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36828"},"modified":"2017-12-07T22:23:16","modified_gmt":"2017-12-07T21:23:16","slug":"ripartire-dai-comuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36828","title":{"rendered":"Ripartire dai comuni"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Gabriele Sabetta)<\/strong><\/p>\n<p><em>Per ridare centralit\u00e0 all&#8217;essere umano, al cittadino e alla sua naturale politicit\u00e0 non resta che ripartire dai comuni<\/em><\/p>\n<p>In un mondo che evolve col superamento dello Stato moderno accentrato, ove la politica pare obbligata a cedere il passo a processi economici amministrati da organizzazioni sovranazionali \u2013 interessate unicamente alla tutela della libera circolazione globale delle merci e dei capitali \u2013 ci si chiede da dove sia possibile ripartire per\u00a0<b>ridare centralit\u00e0 all\u2019essere\u00a0umano<\/b>\u00a0e alla sua naturale\u00a0<em>politicit\u00e0<\/em>. Se il ciclo si chiude e la spersonalizzazione diventa totale, non resta altro da fare che tornare alle origini, alle radici stesse della tradizione politica occidentale, che si manifest\u00f2, nei primi tempi storici, nella grande esperienza delle\u00a0<em>p\u00f2leis<\/em>\u00a0elleniche. In questo senso, il\u00a0<em>Comune<\/em>, inteso come ente esponenziale di una comunit\u00e0 cittadina, \u00e8 l\u2019<strong>elemento primitivo di ogni associazione politica<\/strong>: non si tratta, infatti, di una semplice circoscrizione amministrativa, opera artificiale di un legislatore \u2013 ma il prodotto stesso di quell\u2019antropologia aristotelica che si oppone all\u2019individualismo moderno.<\/p>\n<p>\u00c8 nella citt\u00e0 che gli uomini apprendono a trattare questioni d\u2019interesse generale; \u00e8 l\u00e0 che imparano ad amare la\u00a0<em>patria<\/em>: venute meno queste attitudini, una libera costituzione non potr\u00e0 mai instaurarsi n\u00e9 mantenersi. Conviene, infatti, mettersi in guardia da quel falso \u201cliberalismo\u201d che, non vedendo nella \u201csociet\u00e0 civile\u201d nemico pi\u00f9 pericoloso dello Stato,\u00a0<strong>riduce il governo ad una semplice funzione di polizia<\/strong>; ed ugualmente, si devono respingere quegli\u00a0<em>utopismi<\/em>\u00a0che distruggono l\u2019individuo a beneficio della collettivit\u00e0.<\/p>\n<div id=\"attachment_92952\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-92952\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Akropolis_by_Leo_von_Klenze-1024x702.jpg\" alt=\"Atene - Leo von Klenze (1846)\" width=\"1024\" height=\"702\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Atene \u2013 Leo von Klenze (1846)<\/p>\n<\/div>\n<p>La necessit\u00e0 di un potere centrale forte e vigoroso \u00e8\u00a0<strong>indispensabile<\/strong>, come garanzia di libert\u00e0, ma per dare allo Stato il pi\u00f9 alto grado di potenza bisogna incaricarlo di ci\u00f2 che \u00e8 necessario: altrimenti, si finisce per impiegare le forze di tutti per paralizzare l\u2019energia di ciascuno. Ci\u00f2 non significa che nell\u2019attuale contingenza storica, a soluzione di enormi problemi di ordine economico e sociale, non si debba procedere con forza dall\u2019alto, per ristabilire la normalit\u00e0 delle cose; ma al termine di questo interludio, occorre che il potere centrale retroceda progressivamente, lasciando\u00a0<strong>ampi spazi di intervento alla cittadinanza<\/strong>. La libert\u00e0 e autonomia comunale \u00e8 il solo mezzo per formare uomini\u00a0<em>pratici<\/em>, affinch\u00e9 vedano da vicino ci\u00f2 che sono gli affari, conoscano le difficolt\u00e0, apprendano a diventare cittadini elevandosi all\u2019idea di bene comune e solidariet\u00e0 sociale. Negli Stati in cui viene progressivamente distrutta ogni vitalit\u00e0 cittadina, una combriccola si forma nel centro, l\u00e0 si agglomerano tutti gli interessi e vanno ad agitarsi le ambizioni. Lo Stato onnipotente, che\u00a0<strong>vigila<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>amministra ogni cosa<\/strong>, crea una casta invadente verso la quale il Paese volge continuamente gli occhi: le masse per riceverne passivamente ordini e direzione, le persone ambiziose per ottenere protezione e vantaggi.<\/p>\n<p>Le sorgenti storiche della costituzione comunale nella\u00a0 nostra penisola si riassumono in due distinte specie:<\/p>\n<p><strong>1)<\/strong>\u00a0Il regime municipale sotto l\u2019amministrazione romana;<\/p>\n<p><strong>2)<\/strong>\u00a0Le carte di affrancamento nei tempi di mezzo.<\/p>\n<p>Nei tempi pi\u00f9 remoti, gli abitatori dell\u2019Italia erano riuniti in citt\u00e0 raggruppate nelle confederazioni ligure, etrusca, latina, sabina, sannitica\u2026; in origine, anche\u00a0<strong>Roma<\/strong>\u00a0era una piccola citt\u00e0-stato, che mediante lo spirito guerriero, poco alla volta, prevalse sui propri vicini, assoggettandoli e orientandoli a seconda dei propri interessi politici. Alcune terre ebbero la cittadinanza romana e si definirono \u201ccolonie\u201d; altre genti ebbero il permesso di conservare il proprio territorio, le proprie leggi, i propri ordinamenti sociali, le magistrature, ed acquisirono lo status di\u00a0<em>soci<\/em>\u00a0con diverse gradazioni con riguardo ai diritti di cittadinanza: si ebbero, cos\u00ec, i\u00a0<em>municipia<\/em>\u00a0(da\u00a0<em>munera cap\u011bre,<\/em>\u00a0assumere obblighi), comunit\u00e0 cittadine legate a Roma. Ma incorporandosi nel mondo romano, inizialmente attraverso\u00a0<strong>patti di alleanza<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>soggezione<\/strong>, quei diritti sovrani, dipartendosi da ognuna di quelle citt\u00e0, vennero progressivamente a concentrarsi in Roma. Pi\u00f9 non rest\u00f2 che una sola municipalit\u00e0 imperante sopra le altre. Il regime municipale mut\u00f2 quindi carattere: in luogo di essere un governo politico, un regime di sovranit\u00e0, divenne un modo di amministrazione delegato dal centro.<\/p>\n<div id=\"attachment_92953\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-92953\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/0xE4E2875EFA2F7F07A30BFF0C07872CA4-730x1024.jpeg\" alt=\"An Audience with Agrippa - Lawrence Alma Tadema (1875)\" width=\"730\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">An Audience with Agrippa \u2013 Lawrence Alma Tadema (1875)<\/p>\n<\/div>\n<p>Cominci\u00f2, allora, quel congegno amministrativo che, diramandosi capillarmente, intese a trasmettere la volont\u00e0 del potere centrale; si ebbero le divisioni e suddivisioni dell\u2019impero, cominciate sotto\u00a0<strong>Diocleziano<\/strong>\u00a0e mai ultimate; il dislocamento delle provincie diventate satrapie militari; il nuovo ordinamento delle amministrazioni provinciali per sovrastare le municipali e obbligarle all\u2019adempimento di prestazioni ingrate; la separazione dell\u2019amministrazione civile da quella militare \u2013 contraria all\u2019antica costituzione romana; le armi tolte ai legionari e date ai barbari. Tuttavia, l\u2019antica civilt\u00e0 italica non si estinse del tutto: essa tramand\u00f2 alla nuova et\u00e0 il\u00a0<strong>regime municipale<\/strong>, infiacchito quanto si vuole, ma pur sempre il solo che fosse ancora\u00a0<em>reale<\/em>, il solo che sopravvivesse a tutti gli elementi del mondo romano.<\/p>\n<p>Se tutto non spar\u00ec nel vortice delle invasioni, fu grazie ai municipi, che l\u2019autocrazia bizantina aveva lasciato in piedi niente pi\u00f9 che a\u00a0<strong>strumento del fisco<\/strong>: si strinsero in se stessi, salvando quanto poterono delle leggi, delle consuetudini, delle arti, delle industrie; e sotto lo stimolo del pericolo, eressero le loro mura, armarono le loro milizie, si costituirono a guisa dell\u2019antica repubblica romana.I conquistatori, dopotutto, lasciarono alle popolazioni vinte le\u00a0<strong>leggi<\/strong>\u00a0e i\u00a0<strong>costumi romani<\/strong>, per cui il regime municipale da essi rispettato si pot\u00e9 perpetuare in molte localit\u00e0 e divenne cos\u00ec il principio ed il tipo per le carte di affrancamento in seguito accordate, che cominciarono nel secolo XI e andarono moltiplicandosi nel XII. Queste carte, concesse ai Comuni nei tempi di mezzo, consacrarono una rinnovata conquista politica. I magistrati eletti dagli abitanti, possedevano tutti gli attributi del potere pubblico; le loro funzioni abbracciavano l\u2019amministrazione della giustizia e in certi casi il diritto di pace e di guerra.<\/p>\n<div id=\"attachment_92954\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-92954\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Istanbul_-_Museo_archeol._-_Diocleziano_284-305_d.C._-_Foto_G._DallOrto_28-5-2006-768x1024.jpg\" alt=\"Ritratto di Diocleziano presso il museo archeologico di Istanbul\" width=\"768\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Ritratto di Diocleziano presso il museo archeologico di Istanbul<\/p>\n<\/div>\n<p>A quell\u2019epoca, la maggior parte dei Comuni dell\u2019Italia centro-settentrionale erano divenuti liberi; le istituzioni sorsero lentamente quando l\u2019opera dei secoli dovette completare la fusione dell\u2019elemento romano con quello germanico, mentre ebbero una precoce ripresa, gi\u00e0 nel VII e VIII secolo, nelle citt\u00e0 ove la dominazione longobarda non si era estesa in maniera regolare e permaneva l\u2019autorit\u00e0 bizantina. Il caso pi\u00f9 noto fra questi, degno di menzione, \u00e8 quello di\u00a0<strong>Venezia<\/strong>: sorti i primi insediamenti in laguna nel V secolo (le popolazioni venete fuggivano dagli Unni di Attila), alla fine del VII secolo la citt\u00e0 aveva gi\u00e0 raggiunto una discreta estensione territoriale e potenza economica e militare, tanto che venne elevata a ducato dall\u2019imperatore bizantino a mezzo dell\u2019esarca d\u2019Italia con sede a\u00a0<strong>Ravenna<\/strong>, assumendo quella particolare costituzione che la accompagner\u00e0 nella sua storia gloriosa.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione dei Comuni italiani, in seguito, mut\u00f2 carattere: divenne venale e il loro potere venne mano a mano assorbito nell\u2019affermazione di un nuovo potere centralizzatore. I nostri predecessori, nel secolo XV, combatterono con ardore e deplorarono quel grande rivolgimento che faceva sorgere da tutte le parti ci\u00f2 a cui poterono a buon diritto dare il nome di\u00a0<strong><em>dispotismo<\/em><\/strong>. Bisogna ammirarne il coraggio e compatirne il dolore, ma bisogna pure ad un tempo essere persuasi che quel rivolgimento di cose fu inevitabile: il sistema primitivo dell\u2019Italia e dell\u2019Europa, cio\u00e8 le antiche libert\u00e0 feudali e comunali, erano ormai cadute nel vuoto, non garantendo pi\u00f9 sicurezza e progresso, che si cercarono altrove. Ma mentre le altre nazioni s\u2019incamminavano verso l\u2019unit\u00e0 e indipendenza nazionale\u00a0\u2013 la Francia e la Spagna per opera del potere regale, l\u2019Inghilterra per l\u2019accordo dell\u2019aristocrazia con il popolo\u00a0\u2013 gli Stati nostri, deboli e divisi, dediti pi\u00f9 alle raffinatezze dell\u2019arte e della letteratura piuttosto che alle sottigliezze della politica e al coraggio delle armi, caddero ad uno ad uno, quasi tutti:\u00a0<strong>subentr\u00f2 il dominio straniero<\/strong>, con i pretesti delle rivendicazioni feudali ed ereditarie, come se l\u2019Italia fosse un bottino da spartire. La monarchia patrimoniale, che non avevamo ancora conosciuta se non nel Mezzogiorno, soppiant\u00f2 brutalmente i sottili artifizi del nostro diritto pubblico.<\/p>\n<div id=\"attachment_92955\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-92955\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Francesco_Guardi_034-1024x691.jpg\" alt=\"Udienza ducale - Francesco Guardi (1775)\" width=\"1024\" height=\"691\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Udienza ducale \u2013 Francesco Guardi (1775)<\/p>\n<\/div>\n<p>Nei cento anni successivi, nell\u2019et\u00e0 del barocco e della Controriforma, l\u2019Italia langu\u00ec in nullit\u00e0 politiche, in corruzione di costumi, in cupa rassegnazione delle moltitudini. Vediamo, tuttavia, il genio del nostro Paese farsi strada e gettare raggi di luce e di grandezza da far invidia alle nazioni dominanti. Mentre ogni cosa \u00e8 in bal\u00eca di soldatesche sfrenate, si osserva che\u00a0<strong>l\u2019ossequio verso il municipio \u00e8 ancor vivo<\/strong>\u00a0e l\u2019universalit\u00e0 della nazione conserva, malgrado tutto, un senso di rispetto verso il medesimo.<\/p>\n<p>Venendo ad oggi, per quanto fin qui enunciato, non vi \u00e8 da dubitare che il perno di una riforma politico-spirituale che risvegli un sentimento dormiente nel cuore di ogni vero italiano dovr\u00e0 assicurare lo\u00a0<strong>svolgimento della libert\u00e0 comunale<\/strong>: la pi\u00f9 ampia partecipazione all\u2019amministrazione municipale contribuir\u00e0 in maniera prepotente allo sviluppo dello spirito cittadino, far\u00e0 comprendere nuovamente il pregio dell\u2019interesse pubblico e, si spera, sottrarr\u00e0 molti di noi ad un vergognoso egoismo. Una rinnovata partecipazione politica eserciter\u00e0 gli spiriti, li terr\u00e0 in confidenza con la realt\u00e0, mantenendoli in guardia contro le false dottrine e le astratte ideologie. Se il Comune risorger\u00e0, diventer\u00e0 una garanzia di ordine e libert\u00e0; se avr\u00e0 un\u2019organizzazione che\u00a0<strong>tender\u00e0 al bene di tutti<\/strong>, alcun sacrificio sar\u00e0 sterile. Ma non si pensi, anche qui, ad un processo che debba cominciare dall\u2019alto, attraverso leggi, regolamenti e riorganizzazioni di strutture: \u00e8 dal profondo del nostro spirito che dovr\u00e0 partire un tale rivolgimento.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/ripartire-dai-comuni\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/ripartire-dai-comuni\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Gabriele Sabetta) Per ridare centralit\u00e0 all&#8217;essere umano, al cittadino e alla sua naturale politicit\u00e0 non resta che ripartire dai comuni In un mondo che evolve col superamento dello Stato moderno accentrato, ove la politica pare obbligata a cedere il passo a processi economici amministrati da organizzazioni sovranazionali \u2013 interessate unicamente alla tutela della libera circolazione globale delle merci e dei capitali \u2013 ci si chiede da dove sia possibile ripartire per\u00a0ridare centralit\u00e0&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17413,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/intellettuale-dissidente-e1474974730908.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9A0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36828"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36828"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36828\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36829,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36828\/revisions\/36829"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36828"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36828"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36828"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}