{"id":36833,"date":"2017-12-08T11:05:44","date_gmt":"2017-12-08T10:05:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36833"},"modified":"2017-12-07T22:35:28","modified_gmt":"2017-12-07T21:35:28","slug":"vivono-in-macchina-lavorano-per-amazon-ecco-a-voi-i-nuovi-nomadi-americani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36833","title":{"rendered":"Vivono in macchina, lavorano per Amazon: ecco a voi i nuovi nomadi americani"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO (Jessica Bruder)<\/strong><\/p>\n<p><em>Mentre nel nostro paese qualche sciocco se la prende con gli scioperi dei dipendenti di Amazon in Italia,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/commentisfree\/2017\/dec\/02\/nomadland-living-in-cars-working-amazon\">gli Stati Uniti ci mostrano qual \u00e8 il destino<\/a>\u00a0di questi lavoratori: una vita da nomadi sottopagati alla merc\u00e9 delle esigenze delle multinazionali. Mentre una ristrettissima classe privilegiata diventa sempre pi\u00f9 ricca, i componenti di quella che una volta era la classe media sono costretti a rinunciare, un pezzo alla volta, alla possibilit\u00e0 di vivere dignitosamente.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Di Jessica Bruder, 2 dicembre 2017<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Milioni di americani lottano con l\u2019impossibilit\u00e0 di sostenere un normale stile di vita da classe media. In tante case nel Paese il tavolo di cucina \u00e8 sommerso\u00a0dalle bollette da pagare. Nella notte le luci\u00a0restano accese fino a tardi. I conti vengono fatti e rifatti, sempre gli stessi, fino all\u2019esaurimento e alcune volte alle lacrime.<\/p>\n<p>Dallo stipendio,\u00a0togli gli scontrini del supermercato.\u00a0Togli le spese mediche.\u00a0Togli gli addebiti sulla carta di credito.\u00a0Togli le fatture delle utenze.\u00a0Togli\u00a0le rate del\u00a0prestito\u00a0per gli studi\u00a0e\u00a0quelle della macchina.\u00a0E togli la voce pi\u00f9 grossa di tutte: l\u2019affitto.<\/p>\n<p>Nel mezzo del sempre pi\u00f9 ampio divario tra entrate e uscite, si fa strada una domanda: a quale parte di vita sei disposto a rinunciare, per poter continuare a vivere?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Durante i tre anni di ricerca per il mio libro\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/11\/17\/books\/review\/nomadland-jessica-bruder.html\">La terra dei nomadi: come sopravvivere in America nel ventunesimo secolo<\/a><\/em>, ho frequentato centinaia di persone che\u00a0erano arrivate alla stessa risposta. Hanno rinunciato a una casa tradizionale e sono passati all\u2019\u201dimmobiliare su ruote\u201d. Camper, rimorchi, furgoni, pick-up e perfino una Prius recuperata e altre auto.\u00a0A molti di loro rinunciare al comfort materiale ha permesso di sopravvivere, e di recuperare nel frattempo un piccolo grado di libert\u00e0 e autonomia. Ma ci\u00f2 non significa che la vita sulla strada sia facile.<\/p>\n<p>Il mio primo incontro con un gruppo di \u201cnuovi nomadi\u201d \u00e8 avvenuto nel 2013, nel parcheggio per camper del deserto Rose, a Fernley, in Nevada. Era abitato da appartenenti al mondo del \u201cprecariato\u201d: lavoratori temporanei che svolgevano lavori di breve durata\u00a0con\u00a0stipendi bassi. I suoi cittadini erano girovaghi a tempo pieno, che dimoravano in camper o veicoli simili, anche se almeno uno di loro aveva solo una tenda\u00a0in cui vivere. Molti avevano pi\u00f9 di 60 o 70 anni, vicini o gi\u00e0 nel mezzo della tradizionale et\u00e0 della pensione.\u00a0La maggior parte non poteva permettersi di smettere di lavorare \u2013 o di pagare l\u2019affitto.<\/p>\n<p>Fin dal 2009, l\u2019anno dello scoppio della bolla immobiliare, gruppi di lavoratori di questo tipo si sono spostati ogni autunno nei parcheggi per case mobili che sorgono intorno a Fernley. Molti avevano viaggiato per centinaia di chilometri \u2013 e sub\u00ecto le\u00a0consuete umiliazioni del controllo dei precedenti penali e del dover\u00a0urinare in una tazza per il test antidroga \u2013 per avere la possibilit\u00e0 di guadagnare 11,5 dollari all\u2019ora pi\u00f9 gli straordinari lavorando in magazzini temporanei. Avevano intenzione di rimanere fino all\u2019inizio dell\u2019inverno,\u00a0bench\u00e9 molte delle loro case su ruote non\u00a0fossero progettate per\u00a0viverci in zone a temperatura sottozero.<\/p>\n<p>Il loro datore di lavoro era Amazon.<\/p>\n<p>Amazon ha reclutato questi lavoratori all\u2019interno del cosiddetto programma\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wired.com\/story\/meet-camperforce-amazons-nomadic-retiree-army\/\">Camperforce<\/a>: un\u2019unit\u00e0 di lavoro composta da nomadi che lavorano come dipendenti stagionali in\u00a0molti suoi magazzini, che la compagnia chiama \u201ccentri di adempimento\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come migliaia di altri lavoratori temporanei, vengono assunti per far fronte al picco di richieste di spedizioni durante la \u201cstagione di punta\u201d \u2013 l\u2019ubriacatura di consumi che si verifica nei tre \u2013 quattro mesi prima di Natale.<\/p>\n<p>Anche se altri datori di lavoro\u00a0si rivolgono a questa forza lavoro mobile \u2013 i lavori a disposizione vanno dalla manutenzione dei campi, alla vendita degli alberi di Natale, alla conduzione di attrazioni dei parchi divertimenti \u2013 Amazon \u00e8 stato il reclutatore pi\u00f9 aggressivo. \u201cJeff Bezos\u00a0<em>(fondatore e presidente di Amazon NdVdE)\u00a0<\/em>prevede che, entro il 2020, un lavoratore nomade su quattro negli Stati Uniti avr\u00e0 lavorato per Amazon\u201d, secondo una slide di presentazione per i nuovi assunti.<\/p>\n<p>Amazon non rilascia alla stampa numeri precisi sul suo staff, ma quando ho chiesto\u00a0di passaggio a un manager presso un CamperForce in un centro reclutamento Amazon in Arizona quanto fosse ampio il programma, la sua stima era di 1.400 lavoratori.<\/p>\n<p>I turni dei lavoratori durano 10 ore o pi\u00f9, ore durante le quali alcuni devono camminare per pi\u00f9 di 25 chilometri su pavimenti di cemento, chinarsi, accovacciarsi, allungarsi, salire scalette mentre scansionano, catalogano e impacchettano la merce. Quando finisce il periodo caldo delle feste, Amazon non ha pi\u00f9 bisogno della CamperForce e\u00a0pone fine\u00a0ai contratti dei lavoratori. Questi se ne vanno,\u00a0in quella che i gestori chiamano allegramente la \u201csfilata delle luci posteriori\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il primo membro della CamperForce con cui ho intrattenuto una lunga corrispondenza, per un periodo di diversi mesi, \u00e8 stato un uomo che chiameremo Don Wheeler. Don aveva\u00a0passato gli ultimi due anni della sua carriera come dirigente di una ditta di software, viaggiando tra Hong Kong, Parigi, Sidney e Tel Aviv.<\/p>\n<p>Andare in pensione nel 2002 gli aveva finalmente permesso di vivere stabilmente in un posto: la casa coloniale spagnola degli anni \u201930 che condivideva con sua moglie a Berkeley, in California. Inoltre, gli aveva dato il tempo di\u00a0dedicarsi alla sua\u00a0passione di una vita per le macchine veloci. Aveva comprato una Mini Cooper S bianca e rossa e l\u2019aveva spinta fino a 210 CV, esercitandosi alla guida, fino a quando non era arrivato terzo assoluto nella gara USA di Touring nella categoria professionisti.<\/p>\n<p>I bei tempi non sono durati a lungo.<\/p>\n<p>Quando ho iniziato a scambiare mail con Don aveva 69 anni, era divorziato e si era stabilito\u00a0nel parcheggio per camper nel deserto Rose, vicino al magazzino di Fernley. Sua moglie era riuscita a tenersi la casa. Il crollo del mercato del 2008 aveva vaporizzato tutti i suoi risparmi, Era stato costretto a vendere la Mini Cooper. Nella sua vita precedente spendeva circa 100.000 dollari l\u2019anno. Nella nuova aveva imparato a sopravvivere con appena 75 dollari la settimana.<\/p>\n<div class=\"ezAdsense adsense adsense-midtext\"><\/div>\n<p>Per la fine della stagione invernale 2013, Don prevedeva di lavorare per il magazzino Amazon cinque notti la settimana fino all\u2019alba, in straordinario, con turni di 12 ore, con 30 minuti di pausa per il pasto e due pause di quindici minuti. Avrebbe passato la maggior parte del tempo in piedi, ricevendo e scansionando i carichi di merce in arrivo. \u201cIl lavoro \u00e8 duro, ma la paga \u00e8 buona\u201d, mi spieg\u00f2.<\/p>\n<p>Don mi raccont\u00f2 che faceva parte di un fenomeno in aumento. Lui e la maggior parte di CamperForce \u2013 cos\u00ec come un ventaglio pi\u00f9 ampio di lavoratori itineranti \u2013 si autodefiniscono \u201cworkampers\u201d\u00a0<em>(dall\u2019unione della parola work \u2013 lavoro \u2013 e camper, NdVdE)<\/em>. Anche se mi ero gi\u00e0 imbattuto in questa parola, non avevo mai sentito da nessuno\u00a0la definizione piena di\u00a0fascino\u00a0che me ne ha dato Don. In un messaggio diretto su Facebook mi scrisse:<\/p>\n<p><em>\u201cI Workampers sono i moderni viaggiatori che accettano lavori temporanei spostandosi negli Usa, in cambio di un posto gratuito per il camper \u2013 in genere con energia elettrica, acqua e connessioni alla fogna incluse \u2013 e forse uno stipendio. Potresti pensare che il workamping sia un fenomeno moderno, ma viene da una tradizione molto, molto lunga.<\/em><\/p>\n<p><em>Seguivamo le legioni romane, affilando le spade e riparando le armature. Giravamo le nuove citt\u00e0 dell\u2019America, aggiustando orologi e macchinari, riparando le pentole, costruendo muri di pietra per un centesimo ogni 30 centimetri e tutto il sidro che riuscivamo a bere.<\/em><\/p>\n<p><em>Abbiamo seguito l\u2019emigrazione\u00a0verso il West nelle nostre carovane con i nostri attrezzi e le nostre capacit\u00e0, affilando coltelli, aggiustando qualunque cosa si rompesse e aiutando a ripulire la terra, a mettere un tetto alle baracche, ad arare i campi e a\u00a0immagazzinare il raccolto in cambio di un pasto e di qualche soldo in tasca, per poi passare al lavoro successivo.<\/em><\/p>\n<p><em>I nostri antenati\u00a0erano i tuttofare. Siamo passati dai carri dei tuttofare a confortevoli\u00a0mezzi granturismo o a rimorchi.<\/em><\/p>\n<p><em>Per lo pi\u00f9 pensionati, abbiamo aggiunto al nostro repertorio le competenze di una vita intera nel business. Possiamo aiutare a condurre un negozio, sistemare la parte anteriore o posteriore della casa, guidare camion o carrelli elevatori, ritirare e imballare la merce per la spedizione, riparare i macchinari, sistemare i computer e le reti, raccogliere le barbabietole, sistemare il giardino o pulirvi il bagno.<\/em><\/p>\n<p><em>Siamo tecno-tuttofare.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Altri workampers con cui ho parlato avevano modi diversi\u00a0di auto-descriversi. Molti dicevano di essere \u201cin pensione\u201d, anche se prevedevano di lavorare ben oltre i 70 o 80 anni. Altri si definivano \u201cviaggiatori\u201d, \u201cnomadi\u201d, \u201cbarboni di gomma\u201d o, ironicamente, \u201czingari\u201d.<\/p>\n<p>Gli osservatori esterni\u00a0danno loro\u00a0altri soprannomi, da \u201cmigranti della Grande Recessione\u201d a \u201crifugiati americani\u201d, a \u201csenzatetto benestanti\u201d, perfino \u201cbarboni dei tempi moderni\u201d.<\/p>\n<p>Non esiste un\u00a0calcolo preciso di quante persone oggi vivano da nomadi in America. I viaggiatori permanenti sono l\u2019incubo della demografia. Statisticamente si diluiscono col resto della popolazione, dal momento che la legge richiede loro di mantenere una residenza fissa \u2013 in altri termini, fasulla.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019assenza di numeri attendibili, l\u2019evidenza aneddotica suggerisce che\u00a0le file degli americani itineranti\u00a0abbiano cominciato a ingrossarsi con il collasso del mercato immobiliare, e poi\u00a0abbiano continuato a crescere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La causa\u00a0dell\u2019impossibilit\u00e0\u00a0di gestire la contabilit\u00e0 familiare che spinge le persone a diventare nomadi non \u00e8 un segreto.<\/p>\n<p>La paga minima a livello federale \u00e8 ferma a 7,25 dollari all\u2019ora. I costi degli affitti continuano a crescere. Ci sono ormai solo una dozzina di contee e una sola area metropolitana in cui un lavoratore a paga minima pu\u00f2\u00a0arrivare\u00a0a un appartamento\u00a0di\u00a0una sola stanza da letto a un affitto che pu\u00f2 permettersi.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo, l\u20191% pi\u00f9 ricco della popolazione ora guadagna\u00a0<a href=\"http:\/\/money.cnn.com\/2016\/12\/22\/news\/economy\/us-inequality-worse\/index.html\">81 volte di pi\u00f9 di coloro che stanno nella met\u00e0 meno fortunata<\/a>, se\u00a0confrontiamo i guadagni medi. Per gli americani adulti che stanno nella met\u00e0 pi\u00f9 bassa della scala del reddito \u2013 ce ne sono circa 117 milioni \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/business\/archive\/2012\/09\/mens-earnings-havent-grown-since-the-1970s-why\/262296\/\">i redditi sono fermi a partire dagli anni 70<\/a>.<\/p>\n<p>Non si tratta di un\u00a0divario retributivo \u2013 ma di un abisso.<\/p>\n<p>La misura pi\u00f9 comunemente accettata per calcolare la disuguaglianza di reddito \u00e8 una formula vecchia di cent\u2019anni: il Coefficiente di Gini. Quello che ci dice \u00e8 incredibile. Oggi gli Stati Uniti sono la societ\u00e0 pi\u00f9 diseguale tra tutte le nazioni sviluppate. Il livello di disuguaglianza in America \u00e8 comparabile a quello della Russia, della Cina, dell\u2019Argentina, e della Repubblica democratica del Congo \u2013 un paese in guerra.<\/p>\n<p>E per quanto oggi la situazione economica sia gi\u00e0 brutta, probabilmente peggiorer\u00e0. Il che mi fa chiedere: quali altre distorsioni dell\u2019ordine sociale appariranno negli anni a venire? Quante persone verranno schiacciate dal sistema? Quanti troveranno un maniera di cavarsela?<\/p>\n<p>Nonostante le crescenti pressioni \u2013 incluso un giro di vite a livello nazionale per\u00a0chi vive in macchina \u2013 i moderni nomadi d\u2019America mostrano un grande resilienza. Ma quanta\u00a0resistenza dovrebbe richiedere la nostra cultura per fare semplicemente parte della societ\u00e0? E quando tutte queste scelte\u00a0insostenibili incominceranno a fare a pezzi la gente \u2013 insieme alla societ\u00e0 stessa?\u00a0Le file che continuano\u00a0a ingrossarsi\u00a0delle persone che vivono sulla strada suggerisce che la risposta potrebbe essere: prima di quanto non si creda.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/12\/07\/vivono-in-macchina-lavorano-per-amazon-ecco-a-voi-i-nuovi-nomadi-americani\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/12\/07\/vivono-in-macchina-lavorano-per-amazon-ecco-a-voi-i-nuovi-nomadi-americani\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Jessica Bruder) Mentre nel nostro paese qualche sciocco se la prende con gli scioperi dei dipendenti di Amazon in Italia,\u00a0gli Stati Uniti ci mostrano qual \u00e8 il destino\u00a0di questi lavoratori: una vita da nomadi sottopagati alla merc\u00e9 delle esigenze delle multinazionali. 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