{"id":36872,"date":"2017-12-10T00:25:52","date_gmt":"2017-12-09T23:25:52","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36872"},"modified":"2017-12-09T15:53:14","modified_gmt":"2017-12-09T14:53:14","slug":"la-nascita-della-federal-reserve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36872","title":{"rendered":"La nascita della Federal Reserve"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi elementi del Sistema della riserva federale, la banca centrale degli Stati Uniti, furono posti nel 1863, quando il Congresso statunitense con il \u2018National Banking Act\u2019 e il \u2018National Currency Act\u2019 determin\u00f2 la centralit\u00e0 finanziaria di New York. Alcuni centri bancari, come Chicago, St. Louis o Boston, furono designati come citt\u00e0 della riserva nelle cui banche nazionali le banche regionali potevano tenere il 25% delle loro riserve minime obbligatorie in forma di depositi e banconote. Le banche nazionali di New York ebbero per\u00f2 uno status speciale e fu loro richiesto di tenere il 25% delle loro riserve di valuta legale in forma di monete o lingotti d\u2019oro o d\u2019argento. La legge designava la sola New York come \u2018citt\u00e0 della riserva centrale\u2019, cio\u00e8 la riconosceva come centro monetario nazionale. Poich\u00e9 le banche locali e regionali potevano guadagnare interessi collocando i loro fondi nelle banche di New York, il capitale fluiva dalle banche regionali alle banche di New York provocandone la crescita abnorme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A New York, oltre alle grandi banche nazionali, c\u2019era anche un gruppo, piccolo ma molto influente, di banche private internazionali che non vendevano le loro azioni al pubblico e non erano dunque limitate agli affari locali. A differenza di quelle nazionali, queste banche non potevano emettere banconote; proprio perci\u00f2 erano poco regolamentate, libere di fare affari ovunque trovassero opportunit\u00e0. Negli ultimi decenni del XIX secolo queste banche d\u2019investimento divennero enormi societ\u00e0 bancarie internazionali come J. P. Morgan, Kuhn Loeb, Lazard Fr\u00e8res, Drexel e poche altre, organizzando da Londra e Parigi le pi\u00f9 ampie operazioni finanziarie per la costruzione delle ferrovie americane e per l\u2019espansione della grande industria attraverso i confini statali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel primo decennio del XX secolo da questa \u00e9lite della finanza internazionale emersero due giganti, il britannico Nathaniel Lord Rothschild della N. M. Rothschild &amp; Co. e J. Pierpont Morgan della J. P. Morgan &amp; Co., che dapprima lavorarono in stretta collaborazione &#8211; tanto che Morgan si limitava a rappresentare in modo discreto gli interessi dei Rothschild negli Stati Uniti -, poi divennero rivali alla fine del primo decennio del XX secolo, quando divent\u00f2 chiaro che l\u2019impero britannico era in declino irreversibile e Morgan cerc\u00f2 di costituire il proprio impero finanziario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine degli anni \u201890 dell\u2019Ottocento Morgan divent\u00f2 il pi\u00f9 potente banchiere del mondo, organizzando insieme a August Belmont, il rappresentante dei Rothschild negli Stati Uniti, il panico finanziario del 1893 per annichilire il ruolo monetario dell\u2019argento, cos\u00ec abbondante negli Stati Uniti da non poter essere controllato dai banchieri, e per imporre il Gold Standard agli Stati Uniti. Approfittando inoltre dei fallimenti provocati dalla crisi di cui erano stati promotori, Morgan e Rothschild acquistarono a prezzi stracciati le pi\u00f9 importanti societ\u00e0 ferroviarie, cos\u00ec da poter controllare l\u2019intera economia americana; nel frattempo, per coprire le loro manipolazioni, creavano e diffondevano con i loro giornali i miti della democrazia, dell\u2019individualismo e del libero mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sconfitta la fazione dell\u2019argento, a Morgan e al ristretto circolo di banche di New York e Londra sue alleate era aperta la strada per impossessarsi delle stesse finanze degli Stati Uniti: nel 1907 Morgan e Rockefeller organizzarono una nuova ondata di panico che avrebbe portato al \u2018Federal Reserve Act\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda inizi\u00f2 dal tentativo di Frederick A. Heinze, direttore della Mercantile National Bank, di accaparrarsi il mercato del rame comprando le azioni della United Copper Company; il gruppo Rockefeller, che controllava l\u2019enorme Amalgamated Copper Company, lo contrast\u00f2 inondando il mercato con il suo rame cos\u00ec da precipitarne il prezzo: se il 14 ottobre 1907 un\u2019azione della United Copper Company valeva 62 dollari, il 16 ottobre ne valeva 15. Heinze ne fu travolto. Intanto i giornali divulgavano notizie sui legami tra la sua Mercantile National Bank e altre sei banche di New York; il timore della loro insolvenza provoc\u00f2 un primo prelievo massiccio dei depositi. Il panico generale fu destato per\u00f2 quando la stampa diffuse la notizia che anche Charles T. Barney, il rampante presidente di una banca di media grandezza, la Knickerbocker Trust Co., era in affari con la Mercantile National Bank. Ne segu\u00ec una corsa agli sportelli che costrinse Barney a mendicare il salvataggio della sua banca dalla Clearing House Association di J. Pierpont Morgan. Chiesta una verifica dei conti, Morgan rifiut\u00f2 il credito; e non solo non ferm\u00f2 il panico: diffondendo insinuazioni per mezzo dei giornali che controllava (Evening News, The New York Times), lo estese alle banche di cui voleva sbarazzarsi, in particolare alla Trust Company of America. Essa era in realt\u00e0 solvente, ma possedeva le azioni della Tennessee Coal and Iron Company, una societ\u00e0 su cui la US Steel Corporation di Morgan aveva messo gli occhi; ebbe dunque i prestiti da Morgan ma solo a condizione di cedere le sue quote della Tennessee Coal and Iron Company.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Acquisendo queste quote Morgan avrebbe per\u00f2 violato le leggi antitrust. Mand\u00f2 allora due dei suoi dal presidente Roosevelt perch\u00e9 le sospendesse. Intanto lo scenario si era fatto apocalittico: Barney si era suicidato, il mercato azionario di New York era crollato perch\u00e9 le banche assetate di liquidit\u00e0 vendevano azioni per aumentare il capitale, il paese era precipitato in una nuova depressione dopo quella del 1893. Theodor Roosevelt, sensibile ai desideri di Rockefeller e Morgan, abituato anzi a concordare con loro addirittura i suoi discorsi, non pot\u00e9 deluderli: sospese le leggi antitrust. Per miracolo il panico si dissolse: appena Morgan ebbe messo le mani sul Tennessee Coal and Iron Company, la campagna stampa cess\u00f2 e la Trust Company of America pot\u00e9 tornare ai suoi affari. Morgan fu celebrato dalla sua stampa come l\u2019eroe che aveva fermato il panico, proprio mentre approfittava dei prezzi crollati per comprare grandi societ\u00e0 da aggiungere al suo impero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi del 1907-08, oltre ad aumentare l\u2019impero e l\u2019influenza di Morgan, diede al presidente Roosevelt l\u2019occasione per istituire la \u2018Commissione monetaria nazionale\u2019 con il compito di studiare le crisi bancarie e mettere fine alle ondate di panico sui mercati finanziari. Direttore della Commissione fu il senatore Nelson Aldrich, suocero di John D. Rockefeller, noto come \u2018mediatore senatoriale di Morgan\u2019, non estraneo in passato alla corruzione elettorale, destinato a diventare molto facoltoso alla fine della sua carriera politica; Aldrich fu colui che si fece strumento del pi\u00f9 importante colpo di Stato della storia americana \u2013 la creazione del Federal Reserve System.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel novembre 1910 Nelson Aldrich e i principali finanzieri americani salirono in treno per raggiungere un remoto resort di propriet\u00e0 di Morgan a Jekyll Island, al largo delle coste della Georgia. Qualora fossero stati scoperti, avrebbero risposto che si riunivano per andare a caccia di anatre. Di questa riunione segretissima scrisse Forbes nel 1916 omettendo i cognomi dei partecipanti: \u201cNelson [Aldrich] aveva confidato a Henry [Davidson, socio di J. P. Morgan &amp; Co.], a Frank [Vanderlip, presidente della National City Bank di Rockefeller], a Paul [Warburg, di Kuhn Loeb &amp; Co.] e a Piatt [Andrew, vicesegretario al Tesoro degli Stati Uniti] che li avrebbe tenuti in conclave a Jekyll Island, fuori dal mondo, finch\u00e9 non avessero sviluppato e redatto un sistema monetario scientifico per gli Stati Uniti \u2026 Warburg \u00e8 il collegamento tra il sistema Aldrich e il sistema attuale [la Federal Reserve]. Egli pi\u00f9 di tutti ha fatto del sistema una realt\u00e0 effettiva.\u201d (Bertie Charles Forbes, Current Opinion, dicembre 1916, p. 382). \u00c8 rivelatrice della natura del cosmopolitismo dei finanzieri internazionali la circostanza che a creare il Federal Reserve System, strumento finanziario della sconfitta tedesca del 1918, sia stato il tedesco Warburg.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Warburg organizz\u00f2 il Federal Reserve System secondo il modello della Banca d\u2019Inghilterra. Per aiutare a superare lo scoglio dell\u2019art. 1 della Costituzione, che attribuendo il potere monetario al Congresso escludeva i privati dalla sua gestione, Warburg sugger\u00ec che la banca centrale degli Stati Uniti non si chiamasse banca nazionale o banca centrale, ma avesse il titolo lambiccato di Associazione per la banca della riserva federale, in modo che si potesse avanzare l\u2019argomento che non si trattava di una banca centrale perch\u00e9, a differenza della Banca d\u2019Inghilterra o delle altre banche centrali europee, il modello statunitense era decentralizzato; inoltre l\u2019influenza dominante di New York era nascosta con la creazione di 12 banche regionali \u2018indipendenti\u2019, ognuna di propriet\u00e0 delle banche o delle societ\u00e0 pi\u00f9 potenti della regione; ugualmente in ombra il fatto che il capitale delle 12 banche affiliate sarebbe stato di propriet\u00e0 di azionisti privati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il piano Warburg, rinominato piano Aldrich perch\u00e9 sembrasse idea del senatore repubblicano anzich\u00e9 piano dei banchieri internazionali, suscit\u00f2 qualche opposizione. Nel 1912 il deputato del Minnesota, Charles Lindbergh (padre e omonimo del pi\u00f9 noto aviatore), present\u00f2 al Congresso la richiesta che si investigasse sul potere di Wall Street; ma Wall Street gi\u00e0 condizionava la maggioranza dei deputati; essi dirottarono quindi la richiesta di Lindbergh a un deputato della Luisiana, Arsene Pujo, che incaric\u00f2 un avvocato della cerchia di Wall Street, Samuel Untermeyer, di organizzare un\u2019inchiesta addomesticata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-36874\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/theodore-roosevelt-the-talented-mr-roosevelt-300x170.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"170\" \/><\/p>\n<p>La commissione Pujo accert\u00f2 l\u2019esistenza di un Money Trust formato da sei banche che controllavano l\u2019industria dell\u2019acciaio, le societ\u00e0 ferroviarie, i servizi pubblici, le compagnie di estrazione e di raffinazione del petrolio, la grande stampa; il vertice del Money Trust era occupato da J. P. Morgan &amp; Co., che controllava in vario modo le pi\u00f9 grandi societ\u00e0 del paese ed era legato a soci londinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo questi risultati il Congresso, ora a maggioranza democratica, non poteva pi\u00f9 accettare il piano del troppo oligarchico Aldrich; lo si poteva per\u00f2 orientare ad accettare una versione democratica dello stesso piano; perch\u00e9 questa versione fosse pi\u00f9 credibile, la si diede da scrivere a Untermeyer che la stampa degli oligarchi aveva appena trasfigurato in amico del popolo e persecutore dell\u2019oligarchia. Le udienze della commissione Pujo e i resoconti che ne diede la stampa furono usati in modo che il Congresso potesse approvare come alternativa democratica al piano Aldrich il disegno di legge Owen-Glass, sebbene ricalcasse quasi verbatim il piano di Jekyll Island da cui era nato lo stesso piano Aldrich. Cos\u00ec, mentre la stampa di Morgan marchiava d\u2019infamia il piano Aldrich in quanto \u2018piano della banca centrale\u2019, il Federal Reserve Act del deputato Glass, scritto in realt\u00e0 dallo stesso Warburg con la semplice collaborazione di Untermeyer, ma encomiato dalla stampa oligarchica come equilibrata alternativa democratica al piano dell\u2019oligarchico Aldrich, istituiva proprio una banca centrale sotto diverso nome e sotto il controllo stretto del Money Trust: la Federal Reserve Bank sarebbe stata propriet\u00e0 di azionisti privati che avrebbero usato la fiducia e il credito del governo statunitense per il loro profitto, che in contrasto con l\u2019art. 1 della Costituzione avrebbero controllato il denaro e il credito della nazione, che avrebbero creato e distrutto denaro e finanziato il governo in tempo di guerra. Non a caso l\u2019Owen-Glass Federal Reserve Act fu accolto con entusiasmo dall\u2019Associazione dei banchieri americani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 23 dicembre, dopo scarso dibattito, l\u2019Owen-Glass Bill fu approvato da un Congresso mezzo vuoto per le vacanze di Natale; un\u2019ora dopo l\u2019approvazione il presidente Woodrow Wilson, lui stesso una nuova creatura di Morgan, appose la sua firma e lo rese esecutivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Federal Reserve System fu costituito come una banca centrale indipendente dallo Stato. Sebbene il presidente degli Stati Uniti avesse il potere di nominarne il presidente e i governatori e le nomine dovessero essere approvate dal Senato, erano i presidenti delle 12 banche private della Reserve a controllare il sistema (e nessuno era pi\u00f9 potente del presidente della Federal Reserve di New York, primus inter pares); infatti la legge prescriveva che le decisioni della Federal Reserve non dovevano essere ratificate dal presidente degli Stati Uniti o in generale dall\u2019esecutivo o dal Congresso. La Federal Reserve Bank di New York e i suoi direttori \u2013 i nomi pi\u00f9 importanti di Wall Street \u2013 avevano potere totale sulle politiche monetarie. La clausola che i capitali non detenuti dalle banche affiliate non avrebbero avuto potere di voto garantiva che nessun estraneo comprasse quote della Federal Reserve e ne faceva un club rigorosamente riservato agli oligarchi, che con il potere di creare e distruggere moneta potevano determinare periodi di espansione e periodi di recessione \u2013 potere che usarono con una violenza maggiore di quanto avessero fatto i singoli banchieri nell\u2019Ottocento. Alle interruzioni delle espansioni economiche si diede anche la veste pseudo-scientifica della teoria dei \u201ccicli economici\u201d, come se fossero fenomeni naturali inevitabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova Federal Reserve permise alle banche private, in particolare a Morgan e ai suoi alleati, di correre rischi fino a quel momento inimmaginabili; le loro scorribande erano ora sostenute dalla fiducia e dal credito del governo degli Stati Uniti e dei suoi contribuenti ignari. La sua prima prova sar\u00e0 la richiesta di enormi crediti avanzata dall\u2019Inghilterra e dalla Francia per finanziare la loro guerra contro la Germania e l\u2019Austria-Ungheria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo) I primi elementi del Sistema della riserva federale, la banca centrale degli Stati Uniti, furono posti nel 1863, quando il Congresso statunitense con il \u2018National Banking Act\u2019 e il \u2018National Currency Act\u2019 determin\u00f2 la centralit\u00e0 finanziaria di New York. 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