{"id":36880,"date":"2017-12-10T10:00:05","date_gmt":"2017-12-10T09:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36880"},"modified":"2017-12-10T12:17:13","modified_gmt":"2017-12-10T11:17:13","slug":"la-faglia-destra-sinistra-e-morta-in-italia-intervista-a-samuele-mazzolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36880","title":{"rendered":"La faglia destra-sinistra \u00e8 morta in Italia \u2013 Intervista a Samuele Mazzolini"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SENSO COMUNE\u00a0<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-img\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ideapark-big-thumb size-ideapark-big-thumb wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/SM.png\" sizes=\"(max-width: 591px) 100vw, 591px\" srcset=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/SM.png 591w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/SM-300x201.png 300w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/SM-390x261.png 390w\" alt=\"\" width=\"591\" height=\"396\" \/><\/div>\n<div class=\"post-content\">\n<div class=\"post-entry\">\n<p>Pubblichiamo la versione italiana dell\u2019intervista realizzata da Vincent Dain a Samuele Mazzolini e pubblicata originalmente dal media francese <a href=\"http:\/\/lvsl.fr\/le-clivage-gauche-droite-mort-en-italie-entretien-samuele-mazzolini\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Le Vent Se L\u00e8ve<\/a>\u00a0il 4\/12\/2017.<\/p>\n<p><b>Le elezioni municipali di giugno 2017 sono state vinte in modo netto dai due principali partiti di destra: Forza Italia di Silvio Berlusconi e la Lega Nord di Matteo Salvini. Bench\u00e9 distanziate nei sondaggi nazionali dal Movimento 5 Stelle (M5S) e dal Partito Democratico (PD), le destre italiane sembrano avere il vento\u00a0 in poppa. Quali sono gli orientamenti e le strategie rispettive di queste due formazioni?<\/b><\/p>\n<p>In effetti le destre italiane erano state date per morte troppo presto e le elezioni municipali di giugno 2017 l\u2019hanno dimostrato, cos\u00ec come l\u2019hanno fatto le recenti elezioni regionali in Sicilia. Con la caduta del governo di Berlusconi nel 2011 e una serie di scandali coevi che hanno interessato la Lega Nord, la destra ha vissuto certamente uno sconquasso, ma \u00e8 riuscita a rientrare in carreggiata. Partiamo dalla Lega Nord che ha compiuto un vero e proprio exploit. Pochi giorni fa \u00e8 stato definitivamente sancito che il suo nome sar\u00e0 Lega e non pi\u00f9 Lega Nord. Questa trasformazione nominalistica suggella un processo avviato dal segretario Matteo Salvini sin da quando ha preso le redini del partito nel 2013. <i>In nuce<\/i>, il progetto salviniano \u00e8 quello di trasformare il proprio partito nel corrispettivo italiano del Front National di Marine Le Pen, con la quale \u2013 non a caso \u2013 ha mantenuto in questi anni una stretta vicinanza. Non pi\u00f9, quindi, un partito che si occupa di rivendicazioni regionaliste, a trazione settentrionale e con tinte secessioniste, bens\u00ec un partito nazionale che offre un discorso a uso e consumo di tutto il Paese. Internamente, Umberto Bossi \u2013 il fondatore della Lega \u2013 \u00e8 stato messo in minoranza, anche se l\u2019ampia vittoria del referendum sull\u2019autonomia del Veneto promossa dal governatore Zaia ha parzialmente rimescolato le carte.<\/p>\n<p>In cosa consiste la proposta salviniana? Il punto nodale che l\u2019ha caratterizzata, sulla falsariga del caso francese, \u00e8 sicuramente il tema immigrazione. Questo sentimento di insofferenza nei confronti del flusso migratorio che interessa il nostro Paese esisteva gi\u00e0 e il suo aumento esponenziale non ha di certo aiutato, ma Salvini \u00e8 stato capace di esacerbarlo a livelli preoccupanti. In pi\u00f9 ha avuto la destrezza di impossessarsi di alcune lotte che non hanno un vettore ideologico dato, come l\u2019opposizione alla riforma pensionistica di Elsa Fornero e l\u2019euroscetticismo. Bisogna riconoscere che \u00e8 un politico abilissimo, con uno stile comunicativo immediato e che fa della ripetizione e di alcune trovate eccentriche le sue maggiori risorse. Penso che, sebbene in termini contenutistici sia un vero obbrobrio, ci sia molto da imparare in quanto a capacit\u00e0 di creazione del consenso. Trova tuttavia un ostacolo ancora molto pesante nel proprio passato: banalmente, i video in cui Salvini intona canzoni contro Napoli e il sud non possono essere cancellati. Ogni sua apparizione in Meridione \u00e8 accompagnata da mobilitazioni di protesta molto sentite. Sebbene abbia aumentato il suo consenso elettorale l\u00ec dove una volta il simbolo del partito non appariva nemmeno sulla scheda, la trasformazione in un vero partito nazionale non \u00e8 ancora del tutto compiuta.<\/p>\n<p><b>A 81 anni, dopo essere stato condannato per frode fiscale poi per corruzione, oggi ineleggibile, cosa potrebbe ancora diventare Berlusconi? Quale ruolo pu\u00f2 giocare nella ricomposizione attuale delle destre e, pi\u00f9 in generale, nella vita politica italiana?<\/b><\/p>\n<p>Berlusconi \u00e8 una sorte di araba fenice, \u00e8 davvero sconvolgente come ogni volga riesca a riemergere dalle proprie ceneri. Certo, non ha pi\u00f9 l\u2019attrazione elettorale di una volta e, qualora dovesse ridar vita a una coalizione con la Lega, la sua leadership non \u00e8 pi\u00f9 un fatto naturale, tant\u2019\u00e8 vero che gli accordi preliminari prevedono che, in caso di vittoria, a dare le carte sar\u00e0 il leader del partito della coalizione che otterr\u00e0 pi\u00f9 voti. Tuttavia, \u00e8 bene ricordare l\u2019ambiguit\u00e0 mantenuta da Berlusconi in questi anni nei confronti di Matteo Renzi. Sebbene questo tira e molla gli sia costato caro \u2013 diversi sono stati infatti i suoi parlamentari che hanno defezionato per appoggiare organicamente il PD -, si parla con insistenza della possibilit\u00e0 di un\u2019alleanza post-elettorale tra lui e Renzi nella prossima legislatura a fronte dell\u2019assenza di una chiara maggioranza in parlamento. Gli interessati negano, ma i contatti non mancano e in questi casi \u00e8 bene fare attenzione ai mormorii e alle dichiarazioni dei rispettivi sottoboschi parlamentari. Dopo decenni di levate di scudi, la pregiudiziale anti-berlusconiana del centro-sinistra sta iniziando a venire meno. Forse \u00e8 un bene, sarebbe un\u2019operazione di disinganno dopo decenni in cui la faglia principale del Paese \u00e8 stata Berlusconi s\u00ec\/Berlusconi no. In questo modo, ci sarebbe un ricongiungimento tra chi ha incarnato simbolicamente l\u2019ethos neoliberista \u2013 Berlusconi \u2013 e chi ha fornito invece il personale politico pi\u00f9 affidabile al progetto neoliberista \u2013 il centro-sinistra.<\/p>\n<p><b>Dopo la batosta del \u00abno\u00bb al referendum sulla riforma costituzionale del dicembre 2016 e il fallimento cocente in occasione delle ultime elezioni municipali, Matteo Renzi \u00e8 di nuovo in sella per condurre la campagna del Partito Democratico in vista delle elezioni legislative della prossima primavera. Qual \u00e8 il suo bilancio alla testa del governo italiano (2014-2016)? Pu\u00f2 ancora sperare di riunire le correnti democratiche dietro di s\u00e9?\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Il bilancio di Renzi \u00e8 sicuramente negativo e non lo dico solo da un punto di vista partigiano, ma anche dalla sua prospettiva. Rivediamo per sommi capi la sua ascesa. Renzi si presenta come il volto nuovo della politica, come l\u2019innovatore fresco, dalla parlata sciolta e la battuta pronta, con le trovate \u2018cool\u2019 in linea con i tempi \u2013 anche qui l\u2019analogia con la Francia \u00e8 importante: Renzi \u00e8 il Macron italiano, con la differenza sostanziale che Renzi riesce a impossessarsi di un apparato partitico attraverso lo strumento delle primarie aperte. Entrambi inscenano una sorta di paradossale populismo centrista, populista in quanto creano un antagonismo molto accentuato con la vecchia classe politica \u2013 <i>in primis<\/i> quella del suo partito nel caso di Renzi \u2013 ma paradossale in quanto centrista, cio\u00e8 refrattario a mettere per davvero in scacco lo <i>status quo<\/i>. Quello di Renzi poi \u00e8 stato un teatrino fatto di frasi iperboliche e americanate riviste in salsa italica, almeno nel caso di Macron \u2013 magra consolazione \u2013 si pu\u00f2 dire che ci sia un respiro culturale e progettuale leggermente pi\u00f9 ampio. Ma ad ogni modo, all\u2019inizio il modello renziano si offre come particolarmente seducente: il giovane che brucia le tappe e si fa largo contro la vecchia burocrazia di un partito anchilosato, mettendo tutti al tappeto.<\/p>\n<p>Dopodich\u00e9 c\u2019\u00e8 stata una sorta di frenesia da parte di Renzi, che ha a che fare con quel suo fare smargiasso. Il suo arrivo al governo \u00e8 stata una manovra di palazzo \u00e0-la House of Cards, tutt\u2019altro che un investimento popolare. Qui la dimensione populista \u00e8 venuta meno. Questa smania poco lungimirante si \u00e8 ripercossa su molti aspetti. Il suo circolo intimo, per esempio, \u00e8 rimasto perlopi\u00f9 quello toscano da cui \u00e8 partito: personaggi in taluni casi patetici, non all\u2019altezza di un contesto nazionale. Non \u00e8 cio\u00e8 riuscito ad ampliare il raggio, a cooptare persone, correnti, competenze, se non in modo totalmente effimero. Ancora pi\u00f9 significativamente, la sua azione di governo ha confermato i sospetti di chi l\u2019ha avversato dal primo minuto: la sua scalata era caldeggiata e favorita dalle \u00e9lite italiane, con gli interessi dei grandi gruppi bancari a svettare su tutti gli altri (non a caso sono 24 i miliardi offerti al sistema bancario in questa legislatura). Questo aspetto ormai \u00e8 abbastanza chiaro a tutti.<\/p>\n<p>Infine, l\u2019errore pi\u00f9 pacchiano \u00e8 stata la proposta di riforma costituzionale, una proposta eccessivamente legata alla sua persona, ma soprattutto incapace di incorporare una serie di rivendicazioni che avevano grossa presa (come la soppressione definitiva del bicameralismo, mentre Renzi aveva previsto un Senato regionale con competenze diverse). La successiva bocciatura referendaria \u00e8 stata sonora e ha ridimensionato di parecchio le sue ambizioni politiche. Da ultimo, ha forzato da dietro le quinte una legge elettorale molto contestata che ha dato adito ad aspre polemiche, soprattutto da parte del Movimento 5 Stelle, anche qui dimostrando di non cogliere una richiesta cos\u00ec diffusa nel Paese come quella delle preferenze. A volte potrebbe concedere quel poco che basta per respingere le insidie che gli si presentano. Ma non lo fa. Politicamente, si \u00e8 dimostrato molto pi\u00f9 sciocco di quanto non si pensasse all\u2019inizio.<\/p>\n<p><b>Il Movimento 5 Stelle, fondato nel 2009 dal comico Beppe Grillo, si \u00e8 imposto in modo duraturo sulla scena politica italiana al punto che oggi occupa il primo posto nelle intenzioni di voto. Come descrivere questo partito talvolta definito come \u00aboggetto politico non identificato\u00bb, non si tratta del movimento populista pi\u00f9 trasversale d\u2019Europa? Come spiegate il suo successo?<\/b><\/p>\n<p>Quella del Movimento 5 Stelle (M5S) \u00e8 una delle operazioni pi\u00f9 geniali della politica italiana e lo dico senza esserne un sostenitore, anzi. Grillo ha compreso che i tempi erano cambiati, che la riproposizione delle faglie novecentesche aveva un appello decrescente e che la rappresentativit\u00e0 dei partiti politici era ampiamente erosa: in questo senso, c\u2019erano praterie di elettorato da poter conquistare. A sinistra si tende semplicemente a stigmatizzare l\u2019operazione grillina per via dei suoi tratti ambigui, perdendo cos\u00ec di vista gli aspetti performativi e la possibilit\u00e0 di imparare qualcosa: il M5S hanno dato vita a una tradizione politica <i>ex nihilo <\/i>che in pochi anni ha rivoluzionato le lealt\u00e0 politiche nel Paese.<\/p>\n<p>Non a caso, su un piano puramente formale e al netto di condizioni storiche e organizzative completamente diverse, mi piace paragonare l\u2019operazione grillina al peronismo argentino. Perch\u00e9? Perch\u00e9 come il peronismo, anche il M5S ha dato vita a un contenitore capace di appellare a identit\u00e0, simboli e domande molto diverse fra di loro. C\u2019\u00e8 una sorta di ipertrofia, di stiracchiamento di quella che il filosofo Ernesto Laclau chiama la catena equivalenziale, ossia un discorso politico che sussume e crea un rapporto di analogia tra diverse istanze di cambiamento sociale. Cos\u00ec come nel caso argentino, queste diverse provenienze non vengono rielaborate nel solco di un orientamento ideologico chiaro, ma si mantengono unite, freudianamente, per un comune amore al padre. Ora, io trovo che mentre nel peronismo il padre \u00e8 indubitabilmente Per\u00f3n, nel caso pentastellato il minimo comune denominatore non \u00e8 tanto Grillo, ma la questione morale, vero e proprio miraggio salvifico in Italia da qualche decennio a questa parte. \u00c8 proprio il carattere tendenzialmente vuoto di questa bandiera a far s\u00ec che sia il movimento populista pi\u00f9 trasversale d\u2019Europa, come dici tu. Ed proprio ci\u00f2 che la sinistra \u00e8 incapace di fare: tornare ad impossessarsi di significanti polisemici per potervi imprimere la propria interpretazione. Ci sono troppi termini che la sinistra si \u00e8 fatta soffiare.<\/p>\n<p><b>Lo scorso settembre, i membri del M5S hanno scelto il loro candidato per le elezioni politiche. \u00c8 il napoletano Luigi Di Maio, 31 anni, vicepresidente della Camera dei deputati che ambir\u00e0 dunque al posto di Presidente del Consiglio. Questa scelta implica un qualsivoglia cambiamento nella linea e nella strategia del M5S?<\/b><\/p>\n<p>Il M5S finora ha dimostrato di saper celare abilmente la sua geografia politica interna, anche grazie a un centralismo dispotico che sanziona qualsiasi velleit\u00e0 correntizia. Tuttavia, sento di poter dire che la sua designazione marca una certa normalizzazione del M5S, la cui responsabilit\u00e0 non \u00e8 da attribuire al voto degli iscritti, perch\u00e9 di fatto a settembre \u00e8 avvenuta solo la ratifica di una scelta compiuta dai piani alti del movimento gi\u00e0 molto tempo fa. Per i modi, l\u2019estetica e da quel poco che si \u00e8 riusciti a capire dalle sue esternazioni, Di Maio incarna una scelta democristiana, di rispettabilit\u00e0, di rassicurazione circa la non pericolosit\u00e0 del movimento nei confronti degli interessi economici pi\u00f9 rilevanti, con una tendenza ad inseguire alcune delle pulsioni pi\u00f9 retrive, specie sulla questione immigrazione.<\/p>\n<p>La sua designazione ha portato a una serie di reazioni derisorie a sinistra. Ma sbagliano coloro che lo fustigano per non essere particolarmente colto, anche perch\u00e9 la politica non \u00e8 una lotta per l\u2019esibizione della propria erudizione. L\u2019approssimazione di Di Maio risulta molto pi\u00f9 vicina all\u2019elettore medio rispetto alla fumosit\u00e0 dei leader della sinistra. Tuttavia, \u00e8 vero che quel suo aspetto da venditore immobiliare risulta scarsamente carismatico e sicuramente in netto contrasto con i toni accalorati di Grillo. Probabilmente \u00e8 un modo, anche qui, per compensare, per andare a coprire un arco ancora maggiore dell\u2019elettorato.<\/p>\n<p><b>Alla sinistra del Partito Democratico, le forze sono frammentate. Articolo 1 \u2013 Movimento democratico e progressista, nato lo scorso febbraio da una scissione del PD, Sinistra Italiana ugualmente strutturato in partito politico dal 2017, o ancora il Partito della Rifondazione Comunista: nessuna di queste formazioni sembra suscitare un\u2019adesione. Come spiegate l\u2019incapacit\u00e0 delle sinistre italiane di uscire dalla marginalit\u00e0?<\/b><\/p>\n<p>La sinistra italiana appartiene pi\u00f9 al novero delle patologie psichiche che alla politica. Se entrassi nel vivo degli avvenimenti ci sarebbero troppe cose da dire e da specificare, anche perch\u00e9 l\u2019arcipelago della sinistra ha vissuto numerose mutazioni in questi ultimi anni. Preferisco fare un discorso di carattere pi\u00f9 ampio. Si possono infatti individuare una serie di tare che hanno reso la sinistra progressivamente inefficace, velleitaria, persino dannosa.<\/p>\n<p>Innanzitutto, la sinistra mantiene un approccio platonico, pensa cio\u00e8 che le masse sbaglino e che per questo vadano illuminate. \u00c8 il rimasuglio della falsa coscienza, di quella pretesa di avere una lettura privilegiata del sociale, basata sull\u2019attribuzione di interessi stabiliti a monte. Ci\u00f2 che la sinistra non coglie \u00e8 che le volont\u00e0 collettive non pre-esistono alla politica, ma vanno costruite attraverso un lavoro di articolazione. Questo significa sporcarsi le mani nel senso comune, adottare un vocabolario che abbia attinenza con la fase storica in cui si vive. Un\u2019operazione troppo difficile per chi si crogiola nella propria identit\u00e0, crede di avere la verit\u00e0 in tasca e guarda con disgusto ai settori popolari che votano per M5S e Lega. Ci si limita a insistere sulla necessit\u00e0 di unire la sinistra \u2013 litigando su come interpretare questa operazione -, come se ci\u00f2 fosse apoditticamente un bisogno avvertito dal Paese. In realt\u00e0 dell\u2019unit\u00e0 della sinistra non frega pi\u00f9 a nessuno se non agli addetti ai lavori. Un altro vizio \u00e8 quello di concepirsi come difensori di mille particolarismi, senza mai costruire un orizzonte che li sappia incanalare attraverso la creazione di un\u2019identit\u00e0 popolare pi\u00f9 ampia. La sinistra italiana \u00e8 una parte incapace di pensarsi come rappresentazione (democratica) del tutto.<\/p>\n<p>Ma la sinistra italiana sbaglia anche sul piano dei contenuti. Pervasa com\u2019\u00e8 da un cosmopolitismo di maniera che ripudia tutto ci\u00f2 che possa avere un richiamo allo Stato-nazione, non avanza mezzo discorso critico sull\u2019Unione Europea. Di conseguenza, non c\u2019\u00e8 una minima analisi sul trattato di Maastricht, sull\u2019Euro, sul ruolo della Germania, sullo smantellamento del tessuto industriale italiano, sulle asimmetrie che l\u2019UE cristallizza. Si continua a ripetere pedissequamente che lo Stato \u00e8 superato e che il cambiamento deve essere continentale. Certo, sarebbe bello se si potesse cambiare l\u2019Europa con uno schiocco di dita, ma la formazione delle coscienze politiche procede ancora su binari nazionali e l\u2019UE dispone di meccanismi che rendono la sua ingegneria impermeabile al cambiamento. Senza dimenticare che lo Stato-nazione \u00e8 il luogo della democrazia: oltre, c\u2019\u00e8 solo la tecnocrazia. I ragionamenti critici che fa M\u00e9lenchon, per esempio, non hanno un corrispettivo italiano, fatta forse eccezione per Rifondazione Comunista, la quale per\u00f2 \u00e8 il pi\u00f9 marginale e identitario di questi attori.<\/p>\n<p>Un discorso speciale va fatto per Articolo 1 \u2013 MDP. Ecco, loro sono l\u2019incarnazione dell\u2019opportunismo, avendo votato fino all\u2019altro ieri tutti i peggiori provvedimenti di impronta neoliberista. D\u2019Alema \u00e8 stato uno dei responsabili della deriva dell\u2019ex PCI: ora che \u00e8 stato scalzato e il vento \u00e8 cambiato, lui e i suoi ripiegano tatticamente a sinistra. Elettoralmente, hanno a disposizione un piccolo serbatoio derivante perlopi\u00f9 dalle reti clientelari tessute da chi fa politica da diversi decenni. Ma non potranno mai essere un soggetto espansivo. Insieme a Sinistra Italiana e Possibile, hanno appena dato vita a un cartello elettorale destinato a implodere dopo le elezioni. Come leader, hanno scelto il presidente del Senato Pietro Grasso, eletto nelle file del Partito Democratico e da poco sfilatosi per il disaccordo sulla nuova legge elettorale. Difficile pensare a un personaggio meno carismatico, e meno indicato per sfondare presso i settori che si sono allontanati dalla politica. Alla fine ci\u00f2 che interessa a D\u2019Alema &amp; co \u00e8 rubare il voto di qualche moderato dal Partito Democratico. Segno del fatto che il giorno dopo le elezioni saranno l\u00ec a bussare nuovamente alla\u00a0 loro porta: d\u2019altronde, l\u2019orizzonte politico in cui si muovono rimane quello del centro-sinistra e delle geometrie elettorali.<\/p>\n<p><b>Podemos, La France Insoumise, questi due partiti sono riusciti a innalzarsi nel bel mezzo della scena politica rompendo con i codici tradizionali delle sinistre radicali attraverso una strategia chiaramente populista. Il movimento <i>Senso Comune <\/i>che tu ed altri animate rivendica il proprio populismo democratico, un\u2019espressione che ha utilizzato anche \u00cd\u00f1igo Errej\u00f3n, uno dei principali intellettuali di Podemos. Quale forma deve prendere questo populismo democratico? Esiste uno spazio politico disponibile in Italia per una opzione di questo tipo?<\/b><\/p>\n<p>Come Senso Comune ci collochiamo pienamente nel solco aperto da Podemos e La France Insoumise in Europa. Crediamo cio\u00e8 che un discorso destra\/sinistra sia ormai privo di seduzione e che l\u2019antagonismo da rivendicare sia quello oligarchia\/popolo. Per questo, la questione \u00e8 aggregare un nuovo \u201cnoi\u201d, creare cio\u00e8 un\u2019identificazione nazionale attorno a quei settori e quelle rivendicazioni sociali disattese ed esasperate dalla crisi, a partire dall\u2019opposizione alle \u00e9lite \u2013 ma non solo politiche come fa il M5S, bens\u00ec politiche e soprattutto economiche. Qui il riferimento alla Patria, al nazionale-popolare gioca un ruolo chiave. Innanzitutto, c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di strappare alle altre forze politiche quella bandiera e declinarla in termini inclusivi: se non saranno le forze democratiche a impossessarsi di quel significante, lo faranno le destre con tutto il loro carico di cinismo e di razzismo. Si tratta cio\u00e8 di stabilire che l\u2019amore ai propri luoghi di provenienza non si concretizza in un ottuso suprematismo, ma nella sicurezza sociale ed economica di chi li abita. In secondo luogo, questa manovra gode di un\u2019attualit\u00e0 ineludibile perch\u00e9 in un momento in cui la sovranit\u00e0 popolare \u00e8 scippata da istituzioni sovranazionali, il riferimento alla comunit\u00e0 democratica di base si fa centrale. Come ben dice la filosofa Chantal Mouffe: \u201cil nemico principale del neoliberismo \u00e8 la sovranit\u00e0 del popolo\u201d.<\/p>\n<p>Senso Comune vuole creare un nucleo totalmente alternativo alla sinistra e al M5S, a trazione giovanile, di ispirazione anti-liberista, il meno possibile condizionato da attaccamenti a liturgie e parole d\u2019ordine ormai prive di appello, concentrato sui temi capaci di creare maggioranze sociali nuove e trasversali. Gli eredi del PCI, di tutte le sue diverse ramificazioni, si sono rivelati incapaci di mantenere vivo quel patrimonio che, pur tra diverse ambiguit\u00e0, aveva fatto dell\u2019Italia un Paese pi\u00f9 giusto. La loro responsabilit\u00e0 in termini di errori strategici, ritardi di lettura politica e arretratezza culturale \u00e8 altissima. Il M5S, dal canto suo, costituisce uno tappo non indifferente. Occupa lo spazio della promessa di redenzione e si \u00e8 impossessato di una serie di rivendicazioni chiave. Ma si intravvedono gi\u00e0 alcune crepe. La loro inconcludenza, l\u2019assenza di un progetto politico ed economico che vada oltre gli sterili attacchi alla casta politica, la selezione di una classe dirigente s\u00ec nuova ma improvvisata, stanno venendo alla luce, a partire dalla fallimentare esperienza di Virginia Raggi a Roma. Bisogna incalzarli su questo e sul fatto che senza saldare i conti con le \u00e9lite e i potentati economici italiani ed europei, <i>in primis<\/i> le banche, non c\u2019\u00e8 emancipazione possibile.<\/p>\n<p><b>La maggior parte dei paesi europei ha recentemente conosciuto un profondo sconvolgimento nel loro sistema partitico. Come si \u00e8 visto, l\u2019Italia non \u00e8 un\u2019eccezione a questa regola. Attualmente, nessuno dei grandi partiti sullo scacchiere sembra in grado di ottenere la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento. Quali sono gli scenari delle alleanze possibili?\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Il M5S sar\u00e0 quasi sicuramente il primo partito, ma senza i numeri per sostenere autonomamente un esecutivo. Alcuni ventilano la possibilit\u00e0 di un accordo post-elettorale con la Lega, proprio in virt\u00f9 di un certo scivolamento a destra dei grillini. Lo stesso Salvini ha affermato qualche settimana fa che la prima cosa che farebbe dopo le elezioni, qualora non ci fosse una maggioranza chiara, \u00e8 chiamare Grillo. Per il M5S ci\u00f2 vorrebbe per\u00f2 dire sacrificare quell\u2019alterit\u00e0 radicale che finora ha mantenuto con il resto del sistema politico. Ad ogni modo, non \u00e8 una possibilit\u00e0 da escludere.<\/p>\n<p>Dopo il voto siciliano tuttavia, non \u00e8 nemmeno da scartare la possibilit\u00e0 che sia il centro-destra a prevalere, ma con lo stesso problema per formare una maggioranza. Per questo, vedo pi\u00f9 verosimile la conformazione di un esecutivo di \u201cargine contro i populismi\u201d il cui perno sarebbe chiaramente il PD. Dipendendo dai numeri, potrebbe guardare agli ex di Articolo 1, fornendo contropartite di poltrone piuttosto che politiche. Il problema \u00e8 che anche l\u00ec la somma dei gruppi parlamentari non sarebbe sufficiente a conformare un esecutivo. Pi\u00f9 probabilmente quindi, il PD potrebbe rivolgersi a Berlusconi e a quelle tipiche formazioni di transfughi da vari partiti che, quasi per magia, si formano sempre nel post-elezioni. In quel caso, difficilmente ci sarebbe Renzi, ma qualche personaggio meno vistoso. Un Gentiloni-bis \u00e8 una possibilit\u00e0, ma in lizza c\u2019\u00e8 anche il ministro degli interni Minniti, un ex comunista che si \u00e8 costruito una fama da duro con la crisi dei migranti e che piace anche a destra.<\/p>\n<p><b>Gli Italiani sono uno dei popoli pi\u00f9 euroscettici dell\u2019UE. Come lo spiegate? L\u2019 \u00abItalexit\u00bb \u00e8 oggi nell\u2019agenda? L\u2019euro \u00e8 identificato come un obbligo che pesa sul paese?<\/b><\/p>\n<p>Vanno individuati due piani del discorso. In termini di euroscetticismo, l\u2019Italia non \u00e8 la Grecia o la Spagna, ma non \u00e8 nemmeno la Gran Bretagna. Esiste un euroscetticismo latente, ma di bassa intensit\u00e0. C\u2019\u00e8 naturalmente un settore pi\u00f9 marcatamente anti-europeista \u2013 per ora schierato perlopi\u00f9 a destra \u2013 ma rimane minoritario rispetto a una maggioranza che mantiene una posizione di sostanziale neutralit\u00e0 o di leggera ostilit\u00e0. Questo spiega perch\u00e9 i gruppi espressamente anti-euro e sovranisti di sinistra non abbiano avuto finora alcun seguito. Di fatto, se domani si votasse sulla permanenza dell\u2019Italia nella moneta unica, io credo che vincerebbe a mani basse l\u2019opzione per rimanerci, con un voto ben pi\u00f9 ampio rispetto al blocco che trae vantaggio da politiche deflazioniste. Spesso non tanto per convinzione, ma per timore.<\/p>\n<p>In questo senso, bisogna muoversi tenendo a mente la centralit\u00e0 politica, ossia la necessit\u00e0\u00a0 di intagliare la propria proposta a partire dai temi pi\u00f9 sentiti, evitando di adottare posizioni che si collocano in maniera troppo netta al di fuori del senso comune. Altrimenti ricadiamo nell\u2019avanguardismo o in un movimento monotematico.<\/p>\n<p>Questo non vuol dire che l\u2019Euro e l\u2019UE non siano un problema. Uscire dall\u2019Euro e dai dettami europei \u00e8 una condizione necessaria \u2013 ma non sufficiente, ricordiamocelo \u2013 per tornare a generare crescita, occupazione e riequilibrio della ricchezza. Le fortune di un progetto di questo tipo sono legate alla capacit\u00e0 di dar vita a un discorso di societ\u00e0 complessivo e persuasivo, prospettando un modello di integrazione europeo alternativo alla UE che restituisca sovranit\u00e0 \u2013 ovvero sia democrazia -, ma mantenendo una forte cooperazione su aree di interesse continentale ineludibili.<\/p>\n<p>Trovo che questo processo richieda un po\u2019 di tempo, dopotutto si tratta di disarticolare una casamatta \u2013 per usare un termine gramsciano \u2013 difficile da espugnare. Ecco, a me pare che iniziare a problematizzare progressivamente l\u2019Euro \u2013 mettendo in rilievo tutta la dannosit\u00e0 dei trattati che l\u2019hanno preceduto e dei vincoli che in questi anni si sono stabiliti \u2013 sia la strada da seguire. Si tratta di un lavoro politico e pedagogico da svolgere in maniera accorta e che va avviato quanto prima, senn\u00f2 si fa la fine di Tsipras.<\/p>\n<div class=\"bottom \"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/samuele-mazzolini\/la-faglia-destra-sinistra-morta-italia-intervista-samuele-mazzolini\/\">http:\/\/www.senso-comune.it\/samuele-mazzolini\/la-faglia-destra-sinistra-morta-italia-intervista-samuele-mazzolini\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE\u00a0 Pubblichiamo la versione italiana dell\u2019intervista realizzata da Vincent Dain a Samuele Mazzolini e pubblicata originalmente dal media francese Le Vent Se L\u00e8ve\u00a0il 4\/12\/2017. Le elezioni municipali di giugno 2017 sono state vinte in modo netto dai due principali partiti di destra: Forza Italia di Silvio Berlusconi e la Lega Nord di Matteo Salvini. Bench\u00e9 distanziate nei sondaggi nazionali dal Movimento 5 Stelle (M5S) e dal Partito Democratico (PD), le destre italiane sembrano&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":34845,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/SC_logo_granata.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9AQ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36880"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36880"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36880\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36900,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36880\/revisions\/36900"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34845"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}