{"id":36910,"date":"2017-12-11T09:30:11","date_gmt":"2017-12-11T08:30:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36910"},"modified":"2017-12-11T00:33:42","modified_gmt":"2017-12-10T23:33:42","slug":"lindividualismo-non-porta-sviluppo-ma-porta-alla-catastrofe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36910","title":{"rendered":"L\u2019individualismo non porta sviluppo, ma porta alla catastrofe"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MARCO MORI<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea basa il suo intero modello economico e sociale sulla forte competitivit\u00e0. Il riferimento \u00e8 ovviamente all\u2019ideologia neoliberista, di cui l\u2019UE \u00e8 diventata uno dei grandi cuori pulsanti.<\/p>\n<p>Le conseguenze di questo sistema sono catastrofiche. Purtroppo questo aspetto, che dovrebbe essere ovvio, \u00e8 invece ben poco conosciuto dalla popolazione. <strong>La bont\u00e0 del libero mercato \u00e8 un concetto ben radicato nella mente della gente ed \u00e8 molto difficile far capire che quella convinzione \u00e8 semplicemente un\u2019idiozia<\/strong>. Anzi essere liberisti potrebbe essere annoverato senza problemi fra i disturbi della personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Se ogni individuo persegue i suoi scopi egoistici certamente tenter\u00e0 di dare il meglio per vincere, ma \u00e8 chiaro che alla fine non sar\u00e0 l\u2019intera collettivit\u00e0 ad arricchirsi, <strong>l\u2019egoismo accresce le diseguaglianze<\/strong>. Le partite a Monopoli, esempio classico di un modello semplificato di liberismo assoluto, non finiscono certo in pareggio\u2026 uno solo vince e gli altri falliscono.<\/p>\n<p>L\u2019egoismo del singolo non accresce il benessere collettivo, non \u00e8 su questo schema che \u00e8 possibile ottenere il massimo sviluppo.<strong> La crescita si ottiene quando una pluralit\u00e0 di persone si unisce per raggiungere uno scopo, quando un determinato interesse \u00e8 condiviso, quando uomini e mezzi presenti nel Paese lavorano tutti ed all\u2019unisono.<\/strong><\/p>\n<p>Guardiamo ad esempio alla <strong>seconda guerra mondiale. Talvolta la si usa impropriamente per dimostrare che la competitivit\u00e0, anche portata a tali estreme conseguenze, funziona.<\/strong> Infatti il progresso tecnologico fu incredibile in quegli anni. Ma non \u00e8 affatto cos\u00ec. <strong>Ci fu progresso perch\u00e9 all\u2019interno delle singole nazioni il liberismo fu accantonato per una decisa azione pubblica nell\u2019economia<\/strong>, atta ovviamente a dirigere lo sforzo bellico.<\/p>\n<p>Proprio lo sforzo bellico un\u00ec quindi la popolazione all\u2019interno delle singole nazioni, tutti lavoravano per uno scopo collettivo, non per i propri egoistici interessi. Ed \u00e8 proprio in quel momento che si arriv\u00f2 addirittura al nucleare nel giro di pochi anni.<\/p>\n<p><strong>Non fu quindi la competizione a creare sviluppo, ma l\u2019indirizzo pubblico dell\u2019economia, che fu attuato anche in Paesi gi\u00e0 spiccatamente individualisti come gli USA.<\/strong> Pensate se tale sforzo fosse stato portato avanti per perseguire il benessere delle popolazioni in ogni singolo Stato, anzich\u00e9 cercare di distruggere i vicini. Oggi avremmo sicuramente gi\u00e0 sconfitto la povert\u00e0 nel mondo, invece di perdere il nostro tempo a studiare come arricchirci a discapito di qualcuno.<\/p>\n<p>Quando all\u2019interno di un territorio si mettono tutti contro tutti si arriva sempre alla catastrofe. <strong>Oggi la competizione c\u2019\u00e8 poi anche tra Stati, sempre a causa delle norme che ci impongono questo demenziale modello economico, ma stavolta da questa competizione,<\/strong> per certi versi similare a quella della guerra, <strong>non traiamo alcun tipo di sviluppo.<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9? <strong>Perch\u00e9 a causa della competizione fratricida all\u2019interno di ogni singolo Stato, non c\u2019\u00e8 alcun indirizzo, controllo e coordinamento dell\u2019economia e dunque non esprimiamo affatto il meglio che la nostra societ\u00e0 potrebbe dare.<\/strong> <strong>Corriamo una corsa truccata in cui il vicino ci sgambetta di continuo per superarci, ed appena va avanti lui, lo sgambettiamo noi\u2026 il risultato? Percorriamo in 2 giorni un percorso che si poteva fare in quindici minuti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il libero mercato non \u00e8 dunque valore, non \u00e8 un diritto, non \u00e8 buono e non va tutelato<\/strong>, ed infatti la Costituzione italiana, nata dalla guerra, non lo tutela.<\/p>\n<p><strong>L\u2019iniziativa privata \u00e8 si ammessa ed ammissibile, ma sempre in osservanza di quel disegno complessivo che \u00e8 rappresentato dall\u2019interesse pubblico.<\/strong> Poteri economici troppo grandi travolgono questo interesse e diventano per definizione un potere politico spiccatamente individualista, che finisce per demolire la societ\u00e0 ed annientarne la crescita (e per crescita non intendo certo il demenziale dato del pil).<\/p>\n<p><strong>Questo individualismo sfrenato, in nome del quale si aboliscono anche i confini nazionali (tutti devono poter far profitto ovunque), poi c\u2019entra qualcosa con la pace? Assolutamente no. A lungo andare il tutto contro tutti porta al conflitto<\/strong>, come gi\u00e0 accaduto nella storia. La stessa seconda guerra mondiale fu il frutto avvelenato del liberismo.<\/p>\n<p>Come si ottiene dunque la pace? <strong>La pace si ottiene limitando fortemente l\u2019autonomia e l\u2019indipendenza dei mercati, che debbono stare agli ordini delle democrazie. La pace si ottiene solo se ogni Stato nazionale punta allo sviluppo autonomo del proprio Paese, sostiene la propria economia, evita ogni forma di mercantilismo.<\/strong> Occorre rinunciare a basare le nostre ricchezze sull\u2019esportazione dei nostri prodotti, <strong>gli scambi internazionali devono avvenire solo laddove essi soddisfino un reciproco interesse e non laddove si cerchi solo di risolvere un problema di disoccupazione interno riversandolo sul vicino<\/strong>, come avviene all\u2019interno delle norme UE. <strong>Una volta c\u2019era il gold standard ad imporre tali folli scelte economico-sociali, oggi c\u2019\u00e8 l\u2019Unione che parimenti impedisce la creazione della moneta necessaria al normale funzionamento dell\u2019economia, obbligandoci ad un insensato \u201ctutti contro tutti\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Quando ogni singolo Stato raggiunger\u00e0 la piena occupazione e un livello conseguente di benessere in via completamente autonoma ed indipendente dai propri vicini, la pace sar\u00e0 garantita e partir\u00e0, nel lungo periodo, anche uno spontaneo processo di integrazione.<\/p>\n<p><strong>Arriveremo a ragionare come un\u2019unica nazione che ha a cuore lo sviluppo della nostra intera civilt\u00e0 solo quando sparir\u00e0 ogni rivalit\u00e0 con i nostri vicini<\/strong>, quando non cercheremo pi\u00f9 di garantire la nostra prosperit\u00e0 a loro spese, quando la tecnologia render\u00e0 il mondo cos\u00ec piccolo da superare le diversit\u00e0 culturali, quando sapremo capirci e fidarci uno dell\u2019altro.<\/p>\n<p><strong>Non sar\u00e0 un processo traumatico, ma sar\u00e0 naturale, ma noi non lo vedremo. Avverr\u00e0 in molti molti secoli.<\/strong> Ma il mondo che verr\u00e0 non ci vedr\u00e0 produrre in un posto per esportare a migliaia di chilometri, se non strettamente necessario per ragioni materiali e non gi\u00e0 in forza di astrusi calcoli finanziari. Lo sviluppo razionale del pianeta porter\u00e0 la produzione di ci\u00f2 che realmente serve sempre il pi\u00f9 vicino possibile al luogo in cui la cosa va utilizzata.<\/p>\n<p><strong>La globalizzazione, vista da fuori, farebbe infatti ridere chiunque, perch\u00e9 non \u00e8 un\u2019unione di intenti mondiale, ma solo l\u2019esempio pi\u00f9 eclatante di una societ\u00e0 schizofrenica (e dunque fortemente patologica) che nasce dall\u2019individualismo applicato ad ogni suo settore.<\/strong> In cui tutti si affannano per rincorrere l\u2019inutile\u2026<\/p>\n<p>Io ho una visione chiara del mondo che verr\u00e0, basta guardarci da fuori per capire cosa va fatto. Ma le menti di questa generazione sono cos\u00ec offuscate che le cose semplici ed ovvie paiono ormai straordinarie illusioni utopiche.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.studiolegalemarcomori.it\/lindividualismo-non-porta-sviluppo-ma-porta-alla-catastrofe\/\">http:\/\/www.studiolegalemarcomori.it\/lindividualismo-non-porta-sviluppo-ma-porta-alla-catastrofe\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARCO MORI L\u2019Unione Europea basa il suo intero modello economico e sociale sulla forte competitivit\u00e0. Il riferimento \u00e8 ovviamente all\u2019ideologia neoliberista, di cui l\u2019UE \u00e8 diventata uno dei grandi cuori pulsanti. Le conseguenze di questo sistema sono catastrofiche. Purtroppo questo aspetto, che dovrebbe essere ovvio, \u00e8 invece ben poco conosciuto dalla popolazione. 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