{"id":36917,"date":"2017-12-11T11:00:35","date_gmt":"2017-12-11T10:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36917"},"modified":"2017-12-10T23:58:44","modified_gmt":"2017-12-10T22:58:44","slug":"breve-elogio-della-violenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36917","title":{"rendered":"Breve elogio della violenza"},"content":{"rendered":"<p><strong>di FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\"><em>Non esiste tab\u00f9 pi\u00f9 grande in Occidente che la violenza: niente \u00e8 esecrabile, infamante ed ignominioso nella nostra societ\u00e0 che il suo uso in politica, una vera profanazione dei principi \u201cdemocratici\u201d che regolerebbero il nostro vivere. Eppure la violenza \u00e8 uno strumento cui l\u2019\u00e9lite occidentale ricorre da sempre per imporre la propria volont\u00e0, ammantandola con concetti nobili come la difesa dei diritti umani o la difesa della pace. L\u2019Occidente liberale \u00e8 in necrosi, ma l\u2019oligarchia lotter\u00e0 fino all\u2019ultimo per mantenere l\u2019assetto attuale: soltanto la violenza, che sia esterna come la guerra o interna come la rivoluzione, seppellir\u00e0 il vecchio ordine e ne creer\u00e0 uno nuovo.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\"><strong>Tagliare il nodo gordiano<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Scrive Arriano nella sua \u201cAnabasi di Alessadro\u201d:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cInoltre si raccontava anche di questo del carro: chi avrebbe sciolto il nodo del suo giogo avrebbe ottenuto il dominio dell\u2019Asia. Il nodo era per\u00f2 di corteccia di corniolo e non se ne vedeva n\u00e9 l\u2019inizio n\u00e9 la fine. Poich\u00e9 Alessandro si trovava in difficolt\u00e0 nello scioglierlo e non voleva ammettere che restasse annodato, temendo che il fatto suscitasse inquietudine nell\u2019esercito, alcuni riferiscono che lo recise con un colpo di spada e che disse poi di averlo sciolto\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"banner-wrapper\"><\/div>\n<p>Non esiste <b>gesto violento pi\u00f9 celebre<\/b> che il taglio del <b>nodo gordiano<\/b>: Alessandro, impegnato nella guerra contro i persiani e gi\u00e0 proiettato verso la creazione di un grande impero euroasiatico, risolve con un colpo di spada un enigma intricato e apparentemente insolubile, recidendo quel nodo che <i>\u201cdal tempo antico\u201d <\/i>nessuno \u00e8 mai riuscito a sciogliere. La sua violenza \u00e8 <strong>brutale ma chirurgica, rivoluzionaria e costruttrice<\/strong>: taglia il passato, per spianare la strada al nuovo, svelando la <strong>vera essenza della violenza.<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019attuale Occidente liberale non esiste tab\u00f9 pi\u00f9 grande che l\u2019utilizzo della <b>violenza in politica<\/b>: il violento si colloca agli antipodi della \u201cdemocrazia\u201d, pacifica e tollerante per definizione, ed \u00e8 automaticamente escluso dalla vita politica (e privato del diritto di voto se incarcerato). Si tratta, in realt\u00e0 di <strong>semplice ipocrisia<\/strong>: la violenza \u00e8 uno strumento cos\u00ec prezioso e delicato, che le \u00e9lite se ne riservano da sempre il monopolio, <strong>vietandone diversamente l\u2019uso con la religione, il diritto e la morale.<\/strong> Nessuna \u00e9lite \u00e8 stata pi\u00f9 violenta ed ipocrita di quella liberale, cui dobbiamo prima la<i> \u201cpax britannica\u201d<\/i> e poi <i>\u201cla pax americana\u201d<\/i>: plasmare il mondo immagine e somiglianza dell\u2019oligarchia atlantica ha richiesto l\u2019impiego di violenza su scala globale, ricorrendo ai mezzi pi\u00f9 sofisticati e letali offerti dalla tecnologia, eppure la si \u00e8 sempre ammantata con concetti nobili. Difesa dei diritti umani, della democrazia, delle minoranze.<\/p>\n<p>Prendiamo in considerazione soltanto gli ultimi anni: non \u00e8 stata violenza il cambio di regime in Libia? Non \u00e8 stata violenza il tentativo di rovesciare Bashar Assad? Non \u00e8 stata violenza il colpo di Stato in Ucraina? Non \u00e8 stata violenza la pulizia etnica-religiosa con cui si \u00e8 cercato di ridisegnare il Medio Oriente?<\/p>\n<p><b>La violenza \u00e8, innanzitutto, sempre rivoluzionaria<\/b>: la sua funzione \u00e8 quella di seppellire un ordine, una costituzione, un assetto, per crearne uno nuovo. L\u2019oligarchia, <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/populismo-loligarchia-perde-controllo-della-democrazia\/\">che sia ai vertici di un regime democratico o di un regime militare<\/a>, \u00e8 animata<strong> dall\u2019istinto di autoconservazione<\/strong> che l\u2019accomuna agli altri esseri umani: non \u00e8 nel suo interesse essere scalzata, n\u00e9 fornire ai suoi sfidanti dei meccanismi per abbatterla.<strong> La \u201cCostituzione\u201d di qualsiasi Paese<\/strong> cristallizza i rapporti di forza al momento della sua scrittura e pone dei precisi paletti, stabilendo cosa \u00e8 lecito e cosa \u00e8 illecito. <strong>Abbattere l\u2019oligarchia \u00e8, ovviamente, tab\u00f9<\/strong>; quindi \u00e8 incostituzionale e, nel nostro particolare ordinamento, \u201cantidemocratico\u201d. La storia \u00e8 per\u00f2 un fiume inarrestabile e la spinta al cambiamento, chiusa fuori dalle costituzioni, <b>rientra dalla finestra attraverso la violenza. <\/b><\/p>\n<p>Dicevamo che la violenza, oltre ad essere rivoluzionaria, <b>\u00e8 uno strumento <\/b><b>riservato alle<\/b><b> \u00e9lite<\/b>. Se la violenza \u00e8 esercitata da un\u2019\u00e9lite su un\u2019altra \u00e9lite esterna alla societ\u00e0, <b>abbiamo la guerra<\/b>: si dice, giustamente, che la storia \u00e8 il cimitero delle \u00e9lite e tutte le guerra del genere umano, bench\u00e9 siano state combattute anche da decine di milioni di uomini, sono sempre state il duello tra classi dirigenti contrapposte. Anche la misera guerra libica del 2011, non \u00e8 stato nient\u2019altro che lo scontro tra il clan Gheddafi e l\u2019oligarchia atlantica. Se la violenza \u00e8 esercita da un\u2019\u00e9lite emergente su un\u2019\u00e9lite decadente, all\u2019interno della stessa societ\u00e0, abbiamo invece <b>la rivoluzione e\/o la guerra civile. <\/b>Se la minoranza in ascesa esce vittoriosa dallo scontro con la minoranza in declino, allora scrive la propria costituzione, che<strong> congela il nuovo ordine sino alla rivoluzione successiva.<\/strong><\/p>\n<p>Di fronte alla violenza di chi preme per imporre il cambiamento, <b>c\u2019\u00e8 solo la forza<\/b>. Violenza e forza, come gi\u00e0 notato dal giurista e filosofo Sergio Panunzio nel suo <i>\u201cDiritto, forza e violenza: lineamenti di una teoria della violenza\u201d <\/i>del 1921, sono concetti opposti. <b>La violenza \u00e8 rivoluzione, la forza \u00e8 conservazione.<\/b> Ogni \u00e9lite ricorre alla violenza per prendere il potere e lo mantiene poi con la forza: l\u2019impiego della polizia per garantire l\u2019ordine pubblico o dell\u2019esercito per soffocare un colpo di Stato \u00e8 forza, non violenza. Restiamo alla cronaca recente: <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lo-stato-nazionale-e-superato-perche-bruxelles-sostiene-la-secessione-della-catalogna\/\">il tentativo dell\u2019\u00e9lite euro-atlantica di balcanizzare la Spagna attraverso la secessione della Catalogna \u00e8 un atto di violenza,<\/a> cui il governo centrale ha risposto con un atto di forza, schierando la Guardia Civil e sciogliendo l\u2019assemblea secessionista.<\/p>\n<p>Il moltiplicarsi degli atti di violenza esercitati dall\u2019\u00e9lite liberale sul resto del mondo, dai cambi di regime in Medio Oriente a quello in Brasile, passando per l\u2019Ucraina ed i torbidi di questi giorni in Birmania, <b>sono sintomi di un gravissimo affanno<\/b>: caduta nella trappola dei tassi a zero delle banche centrali, esautorata presso l\u2019opinione pubblica interna, eclissata dai colossi euroasiatici, l\u2019oligarchia atlantica ha i giorni contati. <b>La <\/b><i><b>\u201cpax britannica\u201d<\/b><\/i><b>, trasformatasi poi in <\/b><i><b>\u201cpax americana\u201d, <\/b><\/i><b>\u00e8 giunta al capolinea dopo poco pi\u00f9 di tre secoli. <\/b><\/p>\n<p>Eppure non bisogna illudersi che l\u2019\u00e9lite liberale ceda di<i> sua sponte<\/i> il potere: nessuno lo ha mai fatto prima, n\u00e9 ci sono valide ragioni perch\u00e9 scelga di capitolare volontariamente. Rientra cos\u00ec ancora in campo la violenza: l\u2019oligarchia euro-atlantica, quella che guida gli Stati Uniti e tira i fili della UE\/NATO, pu\u00f2 solo essere abbattuta attraverso il ricorso alla violenza: <b>generalizzata, industrializzata, proiettata all\u2019esterno, come una guerra tra grandi potenze, o, circoscritta, chirurgica, proietta all\u2019interno, come la rivoluzione <\/b><b>e\/o la guerra civile <\/b>per liberare i singoli Paesi occidentali da una classe dirigente pi\u00f9 logora, corrotta e screditata che mai.<\/p>\n<p>In ogni caso, viva la violenza!<\/p>\n<p><strong>E viva i violenti che, giovani e rivoluzionari, taglieranno il nodo gordiano!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/breve-elogio-della-violenza\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/breve-elogio-della-violenza\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Non esiste tab\u00f9 pi\u00f9 grande in Occidente che la violenza: niente \u00e8 esecrabile, infamante ed ignominioso nella nostra societ\u00e0 che il suo uso in politica, una vera profanazione dei principi \u201cdemocratici\u201d che regolerebbero il nostro vivere. Eppure la violenza \u00e8 uno strumento cui l\u2019\u00e9lite occidentale ricorre da sempre per imporre la propria volont\u00e0, ammantandola con concetti nobili come la difesa dei diritti umani o la difesa della pace. 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