{"id":36981,"date":"2017-12-12T11:05:00","date_gmt":"2017-12-12T10:05:00","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36981"},"modified":"2017-12-11T23:17:36","modified_gmt":"2017-12-11T22:17:36","slug":"la-radicalizzazione-jihadista-nelle-carceri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36981","title":{"rendered":"La radicalizzazione jihadista nelle carceri"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTRE FRONTIERA (Stefano Piazza)<\/strong><\/p>\n<p>elle carceri dei Paesi europei il fenomeno della\u00a0<strong>radicalizzazione dei detenuti musulmani<\/strong>\u00a0\u00e8 in continuo aumento. Nazioni come Francia, Italia, Germania, Inghilterra e Austria si confrontano da tempo con il fenomeno e, a stento, riescono a contenerlo visto l\u2019elevato numero di rinchiusi.<\/p>\n<h3>I numeri in Europa<\/h3>\n<p>Qualche dato. In Italia i detenuti stranieri sono circa 11mila distribuiti in 190 carceri. Di questi, 7.500 sono musulmani, tra i quali ci sono anche 150 imam finiti dietro le sbarre per reati di vario tipo. Non va meglio in Inghilterra dove la popolazione carceraria musulmana \u00e8 arrivata a 13.200 unit\u00e0, il 15% del totale. In Francia, secondo i dati del 2015, tra le 67.500 persone rinchiuse, sarebbero addirittura tra il 60 e il 70% quelle di religione musulmana. Mentre non si sa con certezza quanti siano i musulmani tra i 64.193 detenuti nelle carceri tedeschi (dato riferito al marzo 2017). Sull\u2019argomento il governo di Berlino non parla. Ipotesi sono state fatte invece dagli stessi esponenti delle comunit\u00e0 islamiche tedesche, secondo i quali la quota si assesterebbe addirittura al 70-75%.<\/p>\n<p>La radicalizzazione nelle carceri avviene grazie alla diffusione non solo di copie del Corano ma anche di veri e propri testi di propaganda jihadista stampati nei Paesi del Golfo (soprattutto in Arabia Saudita) e fatti arrivare in Europa. Questi manuali entrano nelle carceri grazie ad\u00a0<strong>\u201cassistenti religiosi\u201d<\/strong>\u00a0e<strong>\u00a0imam<\/strong>(spesso sedicenti tali) di stretta osservanza wahhabita-salafita, i quali invece di prevenire il fenomeno della radicalizzazione lo incitano.<\/p>\n<h3>La situazione in Austria<\/h3>\n<p>La storia recente purtroppo \u00e8 piena di esempi di detenuti comuni diventati \u201csoldati di Allah\u201d proprio in carcere dal quale, una volta usciti, hanno insanguinato l\u2019Europa con le loro azioni. L\u2019ultimo campanello d\u2019allarme \u00e8 suonato qualche giorno fa in\u00a0<strong>Austria<\/strong>, e non solo perch\u00e9 a Graz lo scorso 7 dicembre \u00e8 stato arrestato un cittadino bosniaco di 25 anni accusato di aver pianificato un attentato nel locale mercatino di Natale.<\/p>\n<p>Nel Paese i musulmani sono oltre 500.000 (circa il 6% della popolazione totale), in aumento dai 150.000 (il 2%) dal 1990 e destinati a raggiungere le 800.000 unit\u00e0 (9,5%) entro il 2030. Dal 2 ottobre vige la legge \u201cAGesVG\u201d, acronimo di \u201cAnti-Gesichtsverh\u00fcllungsgesetz\u201d, che prevede per le donne musulmane il\u00a0<strong>divieto di indossare burka o il niqab<\/strong>\u00a0in luoghi pubblici. Ma \u00e8 una misura che da sola, ovviamente, non basta e che anzi, spesso, finisce per produrre degli effetti controproducenti.<\/p>\n<p>L\u2019Austria accoglie nelle sue carceri 9.000 detenuti dei quali 2.000 sono di religione musulmana.\u00a0<strong>Ramazan Demir<\/strong>, imam attivo nelle carceri austriache per sette anni, ha raccontato in un libro pubblicato nel 2016 la gravissima sottovalutazione del fenomeno dell\u2019estremismo islamico nelle carceri austriache da parte del governo di Vienna. E lo ha fatto senza molti giri di parole: \u00ab<em>Ho scritto questo libro affinch\u00e9 gli austriaci conoscano la verit\u00e0 sulle condizioni nelle nostre carceri e naturalmente spero che la politica risponda finalmente agli abusi che ho denunciato<\/em>\u00bb. E ancora, \u00ab<em>si tratta di prigionieri che si comportano discretamente prima ma poi mutano in bombe a orologeria. Improvvisamente spinti dall\u2019odio, parlano di voler commettere omicidi<\/em>\u00bb. Un appello chiaro, che per\u00f2 in Austria \u00e8 rimasto praticamente ascoltato come dimostrano episodi come quello avvenuto nel<strong>\u00a0carcere di Graz-Karlau<\/strong>\u00a0nel novembre scorso.<\/p>\n<p>In questo istituto un imam egiziano, ex tassista di stretta osservanza salafita e membro dei\u00a0<strong>Fratelli Musulmani<\/strong>, dopo aver carpito la fiducia delle autorit\u00e0 austriache che lo avevano nominato \u201cassistente spirituale\u201d permettendogli anche di insegnare nelle scuole della regione, \u00e8 stato scoperto mentre incitava dei detenuti alla rivolta. Il suo progetto, per\u00f2, non era solo quello di innescare l\u2019ennesima sollevazione contro le \u201cpessime\u201d condizioni carcerarie o, magari, un\u2019evasione di massa, ma molto di pi\u00f9. Il piano \u2013 sventato in tempo grazie alle intercettazioni ambientali \u2013 prevedeva anche l\u2019uccisione delle guardie carcerarie in quanto ritenute infedeli: \u00ab<em>Quando arrivano guardie carcerarie attaccatele brutalmente anche con armi fatte in casa (nelle vostre celle, ndr)\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Il Ministero della Giustizia austriaco ha ammesso l\u2019errore di valutazione: \u00ab<em>Riconosciamo che \u00e8 stato commesso un errore e abbiamo preso le misure necessarie per evitare incidenti del genere in futuro<\/em>\u00bb. Pericolo passato? Tutti lo sperano, anche se nessuno sa quanti siano i testi che effettivamente incitano al Jihad in circolazione oggi nelle carceri austriache. Dal 2010 la comunit\u00e0 religiosa\u00a0<strong>Islamischen Glaubensgemeinschaft in \u00d6sterreich (IGGi\u00d6)<\/strong>\u00a0gestisce il patrimonio bibliotecario nelle carceri austriache per \u00abprevenire la radicalizzazione durante la detenzione\u00bb. Fatti come quello avvenuto nella prigione di Korneuburg, nella Bassa Austria, dove sono stati ritrovati 30 libri di testo che promuovono l\u2019islam salafita violento, fanno per\u00f2 emergere tutte le falle di questo sistema.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/carceri-radicalizzazione-jihad-europa\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/carceri-radicalizzazione-jihad-europa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Stefano Piazza) elle carceri dei Paesi europei il fenomeno della\u00a0radicalizzazione dei detenuti musulmani\u00a0\u00e8 in continuo aumento. Nazioni come Francia, Italia, Germania, Inghilterra e Austria si confrontano da tempo con il fenomeno e, a stento, riescono a contenerlo visto l\u2019elevato numero di rinchiusi. I numeri in Europa Qualche dato. In Italia i detenuti stranieri sono circa 11mila distribuiti in 190 carceri. 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