{"id":3700,"date":"2011-05-31T01:29:28","date_gmt":"2011-05-31T01:29:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=3700"},"modified":"2011-05-31T01:29:28","modified_gmt":"2011-05-31T01:29:28","slug":"i-grandi-bidoni-allitaliana-e-non-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=3700","title":{"rendered":"I grandi \u201cbidoni\u201d all\u2019italiana e non."},"content":{"rendered":"<p>Di Mensa Andrea<\/p>\n<p>Sovente si sente parlare di &ldquo;soluzioni&rdquo; un po&rsquo; stravaganti per uscire dalla crisi, e ognuno ne cerca una che sia &ldquo;facile&rdquo;, comprensibile ai pi&ugrave; senza bisogno di grandi conoscenze e ragionamenti, e soprattutto che allontanino il suo peso da chi propone, nel senso che i sacrifici li facciano &ldquo;gli altri&rdquo;.<br \/>\n\tE pi&ugrave; le persone sono ricche e potenti e pi&ugrave; mezzi hanno a disposizione per invocare tali &ldquo;soluzioni&rdquo;.<br \/>\n\tMentre il principio dovrebbe essere, almeno lui, semplice e banale, e quindi la soluzione altrettanto chiara, si cerca di spostare in continuazione l&rsquo;attenzione.<br \/>\n\tQui ripeto, una volta per tutte tale semplice principio.<br \/>\n\tLo stato fornisce beni e servizi alla popolazione. Tali beni e servizi costano, perch&eacute; nessuno lavora gratis (oltre ai volontari).<br \/>\n\tSe lo stato non ha riscosso risorse almeno pari a quelle che ha speso, per coprire la differenza si &egrave; indebitato.<\/p>\n<p>Ma allora qualcuno ha ricevuto pi&ugrave; di quel che era a lui correttamente dovuto oppure non ha contribuito nella misura in cui avrebbe potuto contribuire.<br \/>\n\tPertanto mentre lo stato si indebitava, qualcuno si arricchiva, per cui la soluzione sta nel processo inverso.<br \/>\n\tOggi, paghi chi si &egrave; arricchito in passato. In questo senso va cercata la soluzione.<br \/>\n\tRicordo che nel tipo di economia attuale il denaro &egrave; solo un MEZZO per trasferire VALORE, ma non un valore esso stesso, quando il suo valore &egrave; dato semplicemente dall&rsquo;imposizione dello stato di renderlo &ldquo;corso legale&rdquo; e da parte del popolo di accettarlo in pagamento per l&rsquo;unica ragione di aver fiducia di poterlo usare a propria volta per pagare.<br \/>\n\tNessuno accumuler&agrave; mai del denaro, per il suo valore intrinseco, ma solo per la fiducia di poter, con esso, acquistare dei beni o servizi reali.<br \/>\n\tLa sua caratteristica principale deve quindi essere la CONSERVAZIONE nel tempo del suo valore, cosa che pu&ograve; avvenire solo e se la quantit&agrave; di denaro da destinare all&rsquo;acquisto dei beni e servizi non ecceder&agrave; il valore degli stessi. Ma questo &egrave; comunque argomento di altra trattazione.<br \/>\n\tQuindi,lo stato, oltre a creare dei &ldquo;ricchi&rdquo; che non avrebbero dovuto esser lasciati arricchire, ha anche posto le basi per impoverire ulteriormente coloro che ricchi non sono.<br \/>\n\tParlando dei &ldquo;bidoni&rdquo; dimenticati, quindi, il primo &egrave; quello delle pensioni.<br \/>\n\tIl dopoguerra ha visto uno stato povero, semidistrutto, con pochissime risorse ma anche un certo numero di &ldquo;vecchi&rdquo;, con la prospettiva che, comunque ne comparissero altri in breve tempo, conb relativa inabilit&agrave; al lavoro, ma anche come diritto , anche se quanto accumulato nell&rsquo;anteguerra era stato pesantemente svalutato.<br \/>\n\tIn effetti, con ci&ograve; ch eera stato accantonato per vivere gli ultimi anni, i nostri vecchi si trovarono con quanto consentiva loro di procurarsi qualche chilo di zucchero.<br \/>\n\tQuindi fu adottato un sistema pensionistico a redistribuzione, il che voleva dire che con i contributi versati da chi lavorava, si pagava le pensioni agli anziani.<br \/>\n\tTale sistema, nella macroeconomia presentava un grande vantaggio, e cio&egrave; quello di non togliere denaro alla circolazione monetaria.<br \/>\n\tIn quanto il denaro non incassato da chi lavorava, veniva subito rimesso in circolazione sotto forma di pensioni agli anziani.<br \/>\n\tIn tal modo vennero elargite pensioni a tutti, compreso chi negli anni non aveva praticamente contribuito in alcun modo al &ldquo;sistema&rdquo;pensionistico, con variazioni addirittura allucinanti come le baby pensioni agli insegnanti ai quali bastavano meno di 16 anni di contribuzione per aver diritto alla pensione a prescindere dall&rsquo;et&agrave; anagrafica, oppure ai ferrovieri, i cui anni di servizio durante il conflitto vennero computati tre volte, raggiungendo paradossi di pensioni per 40 anni di servizio a persone di 42 anni, ecc&hellip;.<br \/>\n\tMa tant&rsquo;&egrave;, lo scarso numero di anziani, l&rsquo;elevato numero di lavoratori attivi, e l&rsquo;entit&agrave; di molte pensioni, mantennero il sistema in equilibrio fino agli anni &rsquo;80.<br \/>\n\tPoi, l&rsquo;aumento dei pensionati, il non aumento in proporzione degli occupati, le pensioni &ldquo;regalate&rdquo; anche a chi non aveva mai versato praticamente nulla,cominciarono a mettere il &ldquo;sistema&rdquo;in crisi.<br \/>\n\tTroppe uscite e troppe poche entrate.<br \/>\n\tEcco allora, ch invece di puntare a un bilanciamento migliore tra entrate e uscite, chiedendo magari maggiori contribuzioni alle categorie meno tartassate, o riducendo quelle scandalosamente alte, si inizi&ograve; una propaganda per abbandonare il sistema redistributivo per confluire in un sistema &ldquo;ad accumulo&rdquo;.<br \/>\n\tDietro lo slogan &ldquo;ognuno si goda i propri sacrifici&rdquo; nel senso che ognuno avesse una pensione legata a quanto versato, ed affidando la custodia di tali ricchezze ad entit&agrave; private, si convinse la popolazione che quella era la strada migliore per risolvere la questione.<br \/>\n\tMa nel mentre occorreva, comunque continuare a pagare le pensioni in essere, non potendo azzerare quelle che sovente era ormai l&rsquo;unica fonte di sostentamento per molte persone.<br \/>\n\tQuindi gli occupati si trovarono, dopo varie e successive &ldquo;riforme&rdquo; a pagare sia per continuare a mantenere le vecchie pensioni, e sia a risparmiare per le proprie.<br \/>\n\tOvviamente, tale risparmio cominci&ograve; a significare un accumulo di risorse, disponibili alle societ&agrave; che forniscono il servizio, ma indisponibili all&rsquo;acquisto di beni e servizi.<br \/>\n\tQuesto fattore contribu&igrave; non poco ad una crisi da sovraproduzione, in quanto i redditi destinabili agli acquisti si riducevano, prima che si riducessero le produzioni.<br \/>\n\tInfatti il mercato interno fu, e ancora &egrave; molto penalizzato, e questo fattore contribuisce non poco alla scarsa &ldquo;crescita&rdquo; economica, soprattutto se raffrontata ad altre nazioni.<br \/>\n\tE tutto ci&ograve; sar&agrave; valido almeno fintantoch&eacute; si dovranno pagare pensioni, o parti di esse, maturate col sistema redistributivo.<br \/>\n\tL&rsquo;altra grossa incognita &egrave; la rivalutazione dei capitali risparmiati.<br \/>\n\tOltre a generiche rassicurazioni, nessuno garantisce per la conservazione nel tempo del loro valore.<br \/>\n\tMa un altro gioco sporco &egrave; stato fatto sull&rsquo;argomento.<br \/>\n\tUna delle ragioni per con la quale &egrave; stata giustificata la necessit&agrave; delle &ldquo;riforme&rdquo; (leggi tagli) delle pensioni &egrave; stato l&rsquo;allungamento delle prospettive di vita, abbastanza facilmente verificabile semplicemente all&rsquo;anagrafe.<br \/>\n\tS muore mediamente pi&ugrave; tardi , anzi, il numero di ottanta-novantenni &egrave; in aumento e questo implica il dover pagare pensioni pi&ugrave; a lungo, quindi necessit&agrave; di maggiori risorse oppure di uno spostamento dell&rsquo;et&agrave; pensionabile.<br \/>\n\tVero, reale, constatabile.<br \/>\n\tPer&ograve; &hellip;&hellip; c&rsquo;&egrave; il trucco, perch&eacute; un&rsquo;indagine pi&ugrave; seria potrebbe scaravoltare il dato.<br \/>\n\tChi sono oggi gli ultraottantenni ? sono quelli nati nell&rsquo;anteguerra, coloro che durante il conflitto avevano 15-30 anni.<br \/>\n\tNati da famiglie normalmente numerose, nelle quali la mortalit&agrave; infantile riduceva sovente alla met&agrave; i figli prima dei dieci anni, sottoposti sovente a vite durissime e senza medicine che ne curassero i malanni.<br \/>\n\tAspirina e chinino, e via andare &hellip;&hellip; un bicchiere di vino e quando si poteva un brodo grasso.<br \/>\n\tPersone quindi che avevano superato una dura selezione naturale, e quindi erano restati in vita solo gli esemplari pi&ugrave; forti.<br \/>\n\tMa chi ci dice che anche coloro che sono nati nel dopo guerra avranno le stesse qualit&agrave; di robustezza ?<br \/>\n\tFamiglie di 2 o 3 figli, tenuti quasi tutti in vita a penicillina, antibiotici e sulfamidici, vaccinati contro tutto, cosa che peraltro distrugge le autodifese dell&rsquo;organismo.<br \/>\n\tA 50 anni sono gi&agrave; tutti rattoppati, con problemi circolatori, cardiaci, vascolari, intestinali e ghiandolari vari.<br \/>\n\tOperati e ricuciti gi&agrave; almeno una volta , senza tonsille, adenoidi, appendice, ecc&hellip;. &egrave; vero che di farmaci anche contro i malanni senili ce ne sono tanti e si punta a far vivere anche qualche esemplare sufficientemente ricco ( che si possa cio&egrave; pagare di tasca propria le cure) oltre al secolo, ma la massa ? tutti gli altri ?<br \/>\n\tBasta guardare i necrologi per rendersi conto di come sia facile morire gi&agrave; dopo i 40 anni.<br \/>\n\tE chi ci arriver&agrave; agli 80 o 90 ?<br \/>\n\tEcco allora che oltre a guardare quanti anziani stanno sopravvivendo oggi, occorrerebbe tracciare una curva statisticamente valida e realistica della distribuzione delle et&agrave; raggiunte partendo dalla distribuzione delle nascite.<br \/>\n\tCon un&rsquo;indagine seria si potrebbe anche a vedere come tra non molti anni, l&rsquo;aspettativa di vita possa anche crollare nuovamente.<br \/>\n\tMa intanto le pensioni sono gi&agrave; state &ldquo;riformate&rdquo; e vedremo dove finiranno tutti i capitali non usati per pagare pensioni a persone ormai morte.<\/p>\n<p>Altra dolente nota &egrave; il settore immobiliare.<br \/>\n\tSino a prova contraria un immobile serve o per farci degli uffici, o dei negozi o per abitarci.<br \/>\n\tLasciamo perdere i negozi che vanno concentrandosi nelle varie &ldquo;citt&agrave; mercato&rdquo; e degli uffici, resi sempre meno necessari dall&rsquo;informatica che permette di svolgere molte attivit&agrave; lavorative da casa propria, e mi concentro sull&rsquo;immobiliare abitativo.<br \/>\n\tCosa serve &egrave; una abitazione per famiglia.<br \/>\n\tSe le famiglie si rompono e restano tutti single, ne servono il doppio. Pi&ugrave; piccole, ma il doppio.<br \/>\n\tIn Europa, a differenza degli USA le abitazioni sono un bene di lunga durata, fatte di buoni e solidi mattoni e cemento.<br \/>\n\tSicuramente non accadrebbe come a Joplin che un tornado rada al suolo una citt&agrave;.<br \/>\n\tCadrebbero qualche tetto, qualche pianta, ma le case sostanzialmente resterebbero in piedi, perch&eacute; sono decisamente solide e fatte per durare.<br \/>\n\tE infatti abbiamo edifici che hanno sfidato i secoli.<br \/>\n\tMa quanti ne occorrono ?<br \/>\n\tSe si escludono ricchi un po&rsquo; paranoici che invece di collezionare figurine, collezionano ville e palazzi, teoricamente una per famiglia, al massimo una per abitarci e una seconda per andarci in ferie.<br \/>\n\tMa sono 30 anni ch ela popolazione non cresce, e anzi, se resta stabile &egrave; grazie all&rsquo;immigrazione, perch&eacute; i &ldquo;nativi&rdquo; calano.<br \/>\n\tMa c&rsquo;&egrave; anche l&rsquo;et&agrave; media alla quale si lascia la famiglia.<br \/>\n\tNegli anni &rsquo;80 le coppie si formavano entro i 30 anni, oggi, grazie all&rsquo;incognita del reddito (leggi lavori precari, se non assenti), l&rsquo;uscita dalla famiglia viene sempre pi&ugrave; ritardata per cui le famiglie si formano ormai tra i 30 e i 40 anni, con una diluizione delle famiglie contemporaneamente presenti sul territorio.<br \/>\n\tSe fino a non molti anni addietro era facile trovare viventi 4 generazioni contemporaneamente, oggi ormai siamo tendenti a tre, anche per la ragione esposta sopra per l&rsquo;aspettativa di vita.<br \/>\n\tMa se ogni nucleo necessita di una abitazione, significa che molte abitazioni, gi&agrave; oggi, non sono abitate.<br \/>\n\tInfatti un&rsquo;indagine nemmeno troppo recente, quantificava in 50.000 gli appartamenti vuoti nella sola Milano.<br \/>\n\tMa se gi&agrave; ci sono tante abitazioni disponibili, che bisogno c&rsquo;&egrave; di costruirne altre ?<br \/>\n\tBella domanda, ma la risposta sovente &egrave; nel &ldquo;dove&rdquo; sono le abitazioni disponibili e quali prezzi hanno.<br \/>\n\tIl valore di un immobile, oggi, nell&rsquo;immediata periferia delle grandi citt&agrave; &egrave; dato per met&agrave; dal valore del terreno e l&rsquo;altra met&agrave; dalla costruzione.<br \/>\n\tAllontanandosi dal centro il terreno vale sempre meno, ed al contrario avvicinandosi.<br \/>\n\tMa il valore del terreno &egrave; dato essenzialmente dalla legge domanda\/ offerta, tenendo conto che l&rsquo;offerta &egrave; condizionata all&rsquo;edificabilit&agrave; del terreno stesso, e quindi all&rsquo;arbitrio delle amministrazioni comunali.<br \/>\n\tQuando comincer&agrave; a diventare difficile vendere una abitazione, ci si accorger&agrave; che i bei tempi della crescita della popolazione sono finiti, e di conseguenza anche la necessit&agrave; di nuove abitazioni, diventando via via disponibili tutte quelle possedute e abitate dagli anziani che cesseranno di averne bisogno.<br \/>\n\tPertanto, che l&rsquo;immobiliare conservi la sua caratteristica di investimento &ldquo;sicuro&rdquo; al di l&agrave; di quanto occorra per abitarci di persona potrebbe subire un drastico ridimensionamento nei prossimi anni.<br \/>\n\t&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Le elezioni comunali, sono gi&agrave; una notizia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Mensa Andrea Sovente si sente parlare di &ldquo;soluzioni&rdquo; un po&rsquo; stravaganti per uscire dalla crisi, e ognuno ne cerca una che sia &ldquo;facile&rdquo;, comprensibile ai pi&ugrave; senza bisogno di grandi conoscenze e ragionamenti, e soprattutto che allontanino il suo peso da chi propone, nel senso che i sacrifici li facciano &ldquo;gli altri&rdquo;. 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