{"id":37010,"date":"2017-12-13T08:45:31","date_gmt":"2017-12-13T07:45:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37010"},"modified":"2017-12-12T21:28:15","modified_gmt":"2017-12-12T20:28:15","slug":"la-realta-la-narrazione-e-hercule-poirot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37010","title":{"rendered":"La realt\u00e0, la narrazione e Hercule Poirot"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> IL VELO DI MAYA (Luigi Pecchioli)<\/strong><\/p>\n<p>La vivida impressione datami dall\u2019intervento a chiusura del Goofy (cos\u00ec viene chiamato familiarmente il congresso annuale organizzato da Asimmetrie, quest\u2019anno dal titolo evocativo \u201cPi\u00f9 Italia\u201d) de Il Pedante (pseudonimo sotto il quale si cela un musicista \u2013 epistemologo dalla mente pi\u00f9 che brillante), durante la presentazione del suo libro \u201cLa crisi narrata\u201d, mi ha portato ad alcune considerazioni su un possibile strumento da utilizzare per decostruire questa narrazione della realt\u00e0 che ci circonda.<\/p>\n<p>Che la realt\u00e0 sia sempre e comunque qualcosa di percepito e non di oggettivo \u00e8 noto in generale fin dai tempi di Bertrand Russel e della sua teoria dei \u201csensibilia\u201d: noi non conosciamo l\u2019oggetto \u201ctavolo\u201d, ma solo le percezioni sensoriali che esso ci provoca. La teoria della comunicazione poi ci indica che il dato comunicato non \u00e8 mai oggettivo, ma \u00e8 condizionato e quindi modificato nel suo contenuto informativo sia dal background interpretativo del trasmittente che da quello del ricevente, per cui la stessa parola, persino una semplice definizione, pu\u00f2 portare ad avere un senso diverso, cos\u00ec da provocare una diversa rappresentazione della realt\u00e0 descritta, nella mente dei due soggetti coinvolti.\u00a0<strong>Se ci\u00f2 \u00e8 vero, allora\u00a0<\/strong><strong>non conosciamo la realt\u00e0, qualunque cosa essa sia, ma la sua\u00a0<\/strong><strong>rappresentazione<\/strong>, mediata dai sensi, se ne abbiamo esperienza diretta, o, appunto, la sua narrazione\/descrizione, se non l\u2019abbiamo. Inoltre, come ben sa chi si occupa di comunicazione e media, la realt\u00e0 distante da noi esiste solo se e quando \u00e8 raccontata: quello di cui i media non si occupano \u00e8 pertanto \u201cinesistente\u201d agli occhi dell\u2019opinione pubblica. Da qui l\u2019importanza di poter controllare i mezzi di informazione, poich\u00e9 esso diventa un controllo sulla realt\u00e0 stessa. In un mondo pieno di informazioni, come ho gi\u00e0 espresso tempo addietro\u00a0<a href=\"http:\/\/democraziaesovranita.blogspot.it\/2014\/03\/il-paradosso-della-troppa-informazione.html\">in un mio scritto<\/a>, ci si affida a chi le veicola e filtra per conoscere quello che accade intorno a noi,\u00a0<strong>con il paradossale risultato di essere meno informati di quando circolavano meno dati<\/strong>.<\/p>\n<p>Date queste condizioni diventa indispensabile, per non cadere nella trappola della propaganda, ovvero dell\u2019informazione gestita ed indirizzata per fini specifici, avere degli strumenti di decodifica del \u201cracconto\u201d. Deve essere chiara una premessa: in un mondo dove l\u2019esperienza empirica agisce solo in minima parte per la nostra costruzione della realt\u00e0, non esiste un metodo \u201cnaturale\u201d, istintivo per discernere fra vero e falso, fra informazione e propaganda (o come si dice adesso \u201cfake news\u201d). Se non possiamo essere degli esperti in ogni campo dello scibile umano e non possiamo essere in ogni luogo dove accade qualcosa di significativo,\u00a0<strong>la nostra realt\u00e0 \u00e8 inevitabilmente costruita su chi ci fornisce i dati e la loro interpretazione<\/strong>\u00a0(cosa che come abbiamo detto \u00e8 inscindibile). Questo \u00e8 una parte del \u201cpatto d\u2019onore\u201d da me descritto\u00a0<a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/il-patto-donore-e-la-crisi-della-democrazia-in-italia\/\">in questo articolo<\/a>: noi ci occupiamo della realt\u00e0 a noi vicina, confidando che l\u2019informazione ci racconti correttamente quanto accade altrove e segnatamente dove \u00e8 pi\u00f9 importante, ovvero nei luoghi dove si decidono le nostre sorti. Poich\u00e9, come detto, il fatto e la sua valutazione\/interpretazione non sono scindibili, ci\u00f2 che ci permette di avere una visione pi\u00f9 libera \u00e8 semplicemente la diversit\u00e0 delle voci. Come ha detto Alberto Bagnai nel corso del convegno, eravamo meglio informati quando c\u2019erano i vecchi tre telegiornali delle reti RAI, appaltati uno alla DC, uno all\u2019ala liberale ed uno al PCI, poich\u00e9 dalla diversit\u00e0 delle notizie e dal modi di porgerle, potevamo avere un quadro sfaccettato di quello che accadeva, rispetto ad adesso dove i TG si sono moltiplicati, ma la comunicazione si \u00e8 ridotta ed appiattita generalmente su quella del partito di governo, dandoci una visione monodimensionale della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ad aiutarci in questa decodifica, oltre che gli strumenti logico-ermeneutici offerti dal Pedante nel suo blog e nel suo libro (che vi esorto a comprare), possiamo utilizzare quello che la famosa scrittrice di gialli inglese, Agatha Christie, ci suggeriva attraverso il proprio personaggio pi\u00f9 brillante e riuscito: l\u2019investigatore privato Hercule Poirot. Questi, per chi non lo conoscesse, \u00e8 un ometto piccolo ed azzimato, fisicamente piuttosto fragile, che nelle sue indagini utilizza, quasi esclusivamente, quelle che lui chiama le sue \u201ccelluline grigie\u201d, ovvero il suo cervello, la sua capacit\u00e0 di ragionamento e l\u2019abilit\u00e0 di collegare i fatti. La sua indagine non \u00e8 fatta di ricerca di indizi, cosa che anzi provoca il suo divertito disprezzo in chi agisce alla Sherlock Holmes, come l\u2019investigatore francese Giraud \u2013 suo avversario in un\u2019indagine, che considera a sua volta Poirot un arcaico residuo del passato di fronte alla meraviglia delle nuove tecniche investigative (il progresso tecnico\u2026) \u2013 perfidamente ritratto dalla Christie in \u201cAiuto, Poirot\u201d (titolo originale \u201cThe Murder on the Links\u201d), bens\u00ec di ascolto del racconto dei fatti, di collegamenti logici fra i fatti stessi e di capacit\u00e0 logica deduttiva non comune. Il filo che unisce le trame della scrittrice e che permette a Poirot di risolvere i problemi (ed a noi di rimanere ogni volta sorpresi) \u00e8 questo: noi, persone normali,\u00a0<em>diamo troppo per scontato che un fatto sia accaduto perch\u00e9 ci viene narrato e che sia avvenuto nelle modalit\u00e0 nelle quali ci viene raccontato<\/em>. Diamo per reale un dato, persino l\u2019identit\u00e0 di una persona, perch\u00e9 ci viene detto o ci viene mostrato come tale. Poirot, no. Egli non crede nei racconti e nei fatti come mostrati, ma collega solo elementi acclarati con un rapporto di causa-effetto, anche in contrasto con quanto viene detto e dato generalmente per assodato. Ma il racconto effettuato su se stessi o sui fatti da parte degli indiziati \u2013 che lui stimola con la sua capacit\u00e0 di essere empatico e quindi far aprire alla confidenza coloro che interroga \u2013 gli \u00e8 utilissimo, perch\u00e9, come lui dice, le persone quando parlano tendono a dire pi\u00f9 di quanto vorrebbero e forniscono involontariamente elementi utili per comprendere la verit\u00e0, specialmente i colpevoli che devono costruire una realt\u00e0 evidentemente distorta.<\/p>\n<p>Questo metodo, che definisco come \u201cprincipio di realt\u00e0\u201d, permette una decodifica efficace, perch\u00e9 non considera affatto le motivazioni raccontate, ma semplicemente la premessa e la conseguenza di un\u2019azione o di un accadimento. Un esempio da me portato qualche volta \u00e8 quello dei tagli alla spesa pubblica:\u00a0<em>ci viene dichiarato che si proceder\u00e0 ad eliminare sprechi ed inefficienze e che non si colpiranno i diritti dei cittadini<\/em>, quindi si crea un clima favorevole all\u2019intervento,\u00a0<em>poi, per varie ragioni addotte a giustificazione<\/em>\u00a0(non si \u00e8 avuto tempo per fare una seria spending review, non ci sono le condizioni politiche, ci sono le resistenze dei privilegiati ecc.),\u00a0<em>poich\u00e9 vi \u00e8 comunque\u00a0<strong>la necessit\u00e0 di agire<\/strong>, si \u00e8 costretti a procedere a tagli lineari della spesa pubblica, colpendo sanit\u00e0, istruzione, sicurezza<\/em>. Il risultato \u00e8 che si tolgono i diritti, si peggiora il welfare e\u00a0<em>le persone si lamentano\u00a0<strong>dell\u2019incapacit\u00e0<\/strong>\u00a0del Governo nel perseguire gli scopi dichiarati<\/em>. Se si applicasse il \u201cprincipio di realt\u00e0\u201d si vedrebbe semplicemente quanto \u00e8 accaduto:\u00a0<strong>il Governo doveva tagliare la spesa e lo ha fatto attraverso tagli lineari, perch\u00e9 questo era quello che voleva fare<\/strong>. Il resto sono, chiacchiere, narrazione appunto, quello che Aghata Christie ci ammonisce a non prendere in considerazione. Se utilizziamo questo semplice metodo ad ogni fatto che accade, ecco che la realt\u00e0 comincia a manifestarsi e riusciamo ad uscire dalla trappola dei\u00a0<em>fattoidi<\/em>, come li chiama Norman Mailer, ovvero affermazioni non verificate, ma presentate come fatti, e vedere il quadro creato dalla propaganda, quello che Marcello Foa definisce il\u00a0<em>frame comunicativo<\/em>, dall\u2019esterno.<\/p>\n<p>Quello che ci viene raccontato \u00e8 comunque utile: come fa dire la Christie al suo personaggio, il colpevole, attraverso la sua esigenza di rappresentare una realt\u00e0, evidentemente falsa, ci d\u00e0 dei preziosi indizi per smascherarlo e per comprendere le sue reali motivazioni. Se ascoltate attentamente i politici di governo (ma non solo) vi renderete conto che\u00a0<em>le reali motivazioni del loro agire traspaiono a volte da qualche frase imprudentemente aggiunta<\/em>: nelle discussioni sullo Ius Soli o sul fenomeno dell\u2019immigrazione (\u201cmigranti\u201d \u00e8 termine del\u00a0<em>politically correct<\/em>\u00a0tanto ipocritamente asettico, quanto errato e velatamente razzista: chi \u201cmigra\u201d sono gli uccelli e in generale gli animali, non gli uomini\u2026) la motivazione, nascosta ed indicibile, della sostituzione etnica, anche a fini elettorati, o dell\u2019interesse al meticciato, al fine di recidere i cordoni culturali e di costume che tengono unito un popolo, o ancora della creazione di un esercito industriale di riserva, per tenere bassi i salari e schiacciare i diritti, trapela in qualche\u00a0<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2017\/07\/09\/news\/perche_l_europa_non_deve_temere_l_africa-170332050\/?refresh_ce\">articolo di fondo di Eugenio Scalfari<\/a>, o\u00a0<a href=\"https:\/\/www.attivotv.it\/boldrini-gli-italiani-dovranno-avere-lo-stile-di-vita-dei-migranti-accoglienza-in-italia-a-360\/\">discorso della Presidente della Camera, Laura Boldrini<\/a>, per fare solo due esempi.<\/p>\n<p>In definitiva il \u201cmetodo Poirot\u201d non \u00e8 un sistema complesso di decodifica: basta prendere atto che<em>\u00a0il racconto dei fatti deve essere sempre messo a confronto con il loro esito reale e che, a volte, i fatti dati per esistenti sono solo un racconto non verificato, che maschera spesso altri fatti che si vogliono tenere celati.<\/em><\/p>\n<p>Dobbiamo solo imparare ad usare le nostre \u201ccelluline grigie\u201d.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/12\/11\/la-realta-la-narrazione-e-hercule-poirot\/\">http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/12\/11\/la-realta-la-narrazione-e-hercule-poirot\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL VELO DI MAYA (Luigi Pecchioli) La vivida impressione datami dall\u2019intervento a chiusura del Goofy (cos\u00ec viene chiamato familiarmente il congresso annuale organizzato da Asimmetrie, quest\u2019anno dal titolo evocativo \u201cPi\u00f9 Italia\u201d) de Il Pedante (pseudonimo sotto il quale si cela un musicista \u2013 epistemologo dalla mente pi\u00f9 che brillante), durante la presentazione del suo libro \u201cLa crisi narrata\u201d, mi ha portato ad alcune considerazioni su un possibile strumento da utilizzare per decostruire questa narrazione&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":32273,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/vELODIMAYA.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9CW","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37010"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37010"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37010\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37011,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37010\/revisions\/37011"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/32273"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37010"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37010"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37010"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}