{"id":37084,"date":"2017-12-15T09:30:32","date_gmt":"2017-12-15T08:30:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37084"},"modified":"2017-12-15T14:33:32","modified_gmt":"2017-12-15T13:33:32","slug":"neoliberalismo-concorrenza-volti-dellinsubordinazione-una-conversazione-al-bar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37084","title":{"rendered":"Neoliberalismo, concorrenza, volti dell\u2019insubordinazione. Una conversazione al bar"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SINISTRA IN RETE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Matilde Ciolli <\/strong>intervista<strong> Christian Laval<\/strong><\/p>\n<p class=\"\">MC:<em> In &#8220;<\/em>La nuova ragione del mondo&#8221;<em>, riprendendo Foucault, lei e Dardot parlate del neoliberalismo come di una forma di potere senza volto: non c\u2019\u00e8 uno Stato maggiore che prende le decisioni. In <\/em><a href=\"http:\/\/www.connessioniprecarie.org\/2016\/12\/31\/oltre-la-pura-politica-discutendo-guerra-alla-democrazia-di-dardot-e-laval\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Guerra alla democrazia<\/a><em> avete invece cominciato ad attribuire un volto e un nome al neoliberismo parlando di \u00abblocco oligarchico\u00bb. Questo blocco si compone di uomini politici, banchieri, imprenditori, membri della finanza, delle istituzioni pubbliche, ma anche dei media e delle universit\u00e0. Si tratta di figure variegate, ma che compongono un\u2019\u00e9lite che detiene il potere e di fondo anche i mezzi di produzione. Perch\u00e9, date queste premesse, non avete parlato di \u00abclasse\u00bb? Pu\u00f2 spiegarmi meglio le ragioni dell\u2019utilizzo del termine \u00abblocco\u00bb?<\/em><\/p>\n<p>CL: Siamo passati dal momento della governamentalit\u00e0 a un\u2019analisi \u2013 in <em>Guerra alla democrazia<\/em>, 7\/8 anni dopo \u2012 che d\u00e0 pi\u00f9 importanza al sistema, alla cristallizzazione istituzionale del neoliberalismo come sistema mondiale di potere. Ci\u00f2 che teniamo dell\u2019analisi di Foucault \u00e8 l\u2019importanza che d\u00e0 a tutto l\u2019insieme normativo nella sua interpretazione del capitalismo, appoggiandosi, come fa sempre, sull\u2019ordoliberalismo. Prendiamo sul serio l\u2019ordoliberalismo, il quale insiste sul fatto che il mercato \u00e8 un costrutto sociale e che le logiche di concorrenza si appoggiano su un costrutto. Il secondo cambiamento rispetto a <em>La nuova ragione del mondo<\/em> \u00e8 il \u00abvolto\u00bb.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 pi\u00f9 dire che il neoliberalismo sia un insieme diffuso di strategie, dove non si pu\u00f2 riconoscere nessuno, dove non ci sono fautori identificabili e non si pu\u00f2 pretendere di indicare un certo numero di agenti. In realt\u00e0 ci sono dei portavoce, delle persone che lo mettono in opera tanto nel campo del lavoro, quanto nel campo culturale, politico ecc. Quindi bisogna uscire dal quadro foucaultiano che ci \u00e8 stato utile e che resta importante, per passare a un altro registro pi\u00f9 sociologico che consiste nel mostrare come il neoliberalismo sia diventato questo sistema istituzionale e come questo sistema politico-istituzionale produca dei gruppi che lo sostengono. Cio\u00e8 bisogna sottolineare il rapporto fra questo sistema e le forze sociali, senza per questo negare ci\u00f2 che abbiamo detto precedentemente, ovvero che la strategia neoliberale consiste nel costruire le situazioni di concorrenza che prendono il soggetto. Non si tratta di ideologia (non ritorniamo a vecchie posizioni marxiste e gramsciane che farebbero del neoliberalismo una semplice ideologia), la componente ideologica esiste, ma il neoliberalismo non si riduce al blocco egemonico. Lo chiamiamo blocco oligarchico, cio\u00e8 un insieme di gruppi sociali privilegiati, dominanti nel loro campo, che si sono coalizzati. Sono persone che danno al neoliberalismo forma discorsiva, forma politica, forma giuridica ecc. Non siamo contro la terminologia di classe. Ma oggi le frontiere di classe sono complicate da mettere in opera. Non possiamo pi\u00f9 pensare che la classe sia un dato fissato dallo sviluppo economico, non \u00e8 pertinente. Noi pensiamo piuttosto che ci\u00f2 che importa \u00e8 che i gruppi sociali si costruiscano nel conflitto, nelle relazioni di potere, \u00e8 l\u00ec che vediamo nascere dei gruppi che non sono necessariamente definiti da una classe determinata da caratteristiche socio-economiche oggettive. Nell\u2019analisi politica che facciamo non ci sembra che oggi si possano identificare chiaramente delle classi attraverso il processo economico. Invece, ci\u00f2 che diciamo alla fine di <em>Guerra alla democrazia<\/em> \u00e8 che intorno a una coalizione democratica si pu\u00f2 immaginare la costruzione di un soggetto politico, le cui componenti sono molto differenti. Per noi la differenza, rispetto al lessico della moltitudine, \u00e8 che queste forze politiche non sono atomi ma gruppi gi\u00e0 costituiti, gruppi politici, sindacati, associazioni. Bisogna immaginare dei gruppi che si costituiscono un po\u2019 sul modello della piattaforma di Barcellona, che per noi \u00e8 un modello, cio\u00e8 una coalizione di forme organizzate politiche, associative, sindacali che danno luogo a un soggetto politico che non esiste ancora. Questa dimensione politica pu\u00f2 ridare forza al concetto di classe. Se la classe non \u00e8 un dato socio-economico oggettivo, ma si suppone che diventi un soggetto politico, bisogna passare per la politica perch\u00e9 si possa ripensare in termini di classe. Una nuova classe rivoluzionaria deve necessariamente essere il frutto di un processo politico. Quando dico \u00abpolitico\u00bb intendo qualcosa di molto esteso, concetto anche sociale ed economico, che noi chiamiamo \u00abcomune\u00bb. Con questo mi riferisco alle persone che sono impegnate nella creazione di spazi istituzionali autogovernati a disposizione dell\u2019uso collettivo. Penso allo sviluppo del tessuto di questo spazio istituzionale che comporrebbe poco a poco una forza sociale che possa trasformarsi in soggetto politico. Ma questo forza sociale per noi \u00e8 gi\u00e0 politica. Per noi il comune \u00e8 gi\u00e0 politico (anche quando si parla di una cooperativa alimentare per noi \u00e8 gi\u00e0 una politica alimentare).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Quindi i soggetti che fanno parte del blocco democratico o del comune sono gi\u00e0 soggetti politicizzati. Ho utilizzato il termine classe proprio pensando che avrebbe potuto aiutare a collocare i soggetti nella loro specifica situazione materiale, cio\u00e8 nella specifica posizione che occupano all\u2019interno di un sistema economico e sociale, a partire dalla quale sono messi a valore ciascuno in un modo specifico (e a partire dalla quale si mobilitano). Se non specifichiamo tutto ci\u00f2, non rischiamo di delineare un soggetto, una forza politica, uno blocco democratico che finisce per essere in qualche modo universale? Inoltre, se i soggetti che fanno parte di questo blocco sono gi\u00e0 politicizzati (sono membri di sindacati, movimenti associazioni), come si fa a coinvolgere chi, pur essendo un obiettivo della macchina neoliberale, non \u00e8 gi\u00e0 politicizzato?<\/em><\/p>\n<p>Per noi parlare di classe non implica mettere a tema la distinzione classe in s\u00e9 e classe per s\u00e9. Utilizziamo il Marx che ha studiato la classe attraverso il conflitto, che definisce la classe attraverso il conflitto e le pratiche politiche. Quando Marx dice \u00abse una classe non \u00e8 rivoluzionaria non \u00e8 niente\u00bb, vuol dire esattamente questo, abbiamo un approccio politico alla classe. Noi facciamo politica, cio\u00e8 proviamo a pensare dei raggruppamenti, non degli individui isolati su una carta, come lo farebbe Bourdieu. Le statistiche fanno questo, distribuiscono le persone su una carta e le rapportano a una situazione socio-economica e culturale, ma questa non \u00e8 politica. La classe \u00e8 un raggruppamento politico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>D\u2019accordo. Ma se la particolarit\u00e0 del neoliberalismo \u00e8 che il soggetto si autoimpone la norma dell\u2019accumulazione del capitale, quindi fondamentalmente si autoimpone il proprio sfruttamento, se insomma il soggetto \u00e8 completamente preso dalla logica governamentale, come fa a sottrarsi e far fronte a questa logica?<\/em><\/p>\n<p>Per noi pu\u00f2 farlo solo attraverso le pratiche del comune, pratiche diverse che coinvolgono modi di soggettivazioni opposti. Non ci sono miracoli, non li si pu\u00f2 convertire, costruire un partito e dirgli: \u00abecco la verit\u00e0\u00bb. Questa \u00e8 la via populista, cio\u00e8 il frutto dell\u2019atomizzazione, una forma di cristallizzazione della massa intorno a un leader. \u00c8 un fenomeno che vediamo dappertutto, ma che riporta all\u2019alienazione. La via populista si vede molto bene nell\u2019assenza o nella crisi dell\u2019azione collettiva. Nei momenti molti deboli dell\u2019azione collettiva, quando le pratiche del comune sono ancora poche, la via populista, la ragione populista \u2013 come direbbe Laclau \u2012 predomina e vediamo apparire M\u00e9lenchon, il Movimento cinque stelle, perfino Podemos. Ci\u00f2 che noi cerchiamo di inquadrare \u00e8 la moltiplicazione di queste pratiche del comune, pratiche politiche, socio-economiche ecc. che permettono ricomposizioni delle relazioni sociali tra forme soggettive differenti. Nell\u2019idea di una coalizione democratica di tratta di partire da forme esistenti e da logiche istituenti. Non siamo dei radicali di sinistra che pensano che tutto ci\u00f2 che viene dal movimento operaio tradizionale non esista. Per noi ci sono forze indebolite, ma esistenti, e c\u2019\u00e8 un posto immenso per l\u2019invenzione, per la creazione di nuove forme politiche. Prendiamo l\u2019esempio dell\u2019infermeria greca autogestita: ci sono medici, infermieri, cittadini, militanti in un tessuto di solidariet\u00e0 che hanno creato un comune, cio\u00e8 uno spazio istituzionale attorno alla questione della sanit\u00e0, che arriva a mobilitare un gran numero di persone. Pu\u00f2 trattarsi di alimentazione, inquinamento, rifugiati, molte cause possono dare luogo allo sviluppo di forme organizzate che danno vita a legami di solidariet\u00e0 che sono una forza. Il sociale e il comune non si oppongono, il comune \u00e8 fatto per ricostituire il tessuto sociale contro il neoliberalismo, che non fa che frammentare la societ\u00e0. Questo pu\u00f2 prendere molte forme, non solo la forma del sindacato operaio, non solo quella del partito d\u2019avanguardia, ma molte forme che innervano tutti gli aspetti della societ\u00e0. Da qui l\u2019importanza della sanit\u00e0, dei laboratori culturali, dei gruppi di teatro, dove le persone si riconoscono nelle pratiche del comune. Non sono soggetti isolati che si ribelleranno ciascuno nel suo angolo, ma processi collettivi che danno luogo a delle istituzioni del comune, forme un po\u2019 cristallizzate della solidariet\u00e0 dell\u2019azione perch\u00e9, finch\u00e9 le persone \u2012 precari, donne, disoccupati \u2012 restano isolate la dominazione durer\u00e0 secoli. La questione politica \u00e8 come coinvolgere questi soggetti isolati, non gi\u00e0 politicizzati, in forme di istituzione dove si trasformano essi stessi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Quale \u00e8 il piano prioritario per questi raggruppamenti politici: il piano politico della democrazia, quindi la riappropriazione di una produzione democratica delle norme, o il piano economico, la fine della propriet\u00e0 privata e della legge dell\u2019accumulazione? In che rapporto ponete i due piani?<\/em><\/p>\n<p>Si tratta di democrazia radicale reale contro la propriet\u00e0. \u00c8 questo il comune, la sola alternativa al regime proprietario \u00e8 la democrazia. Il comune \u00e8 un principio politico trasversale che concerne tutte le attivit\u00e0 sociali con delle differenziazioni. Il principio del comune \u00e8 il principio dell\u2019autogoverno generalizzato e il principio della priorit\u00e0 del diritto d\u2019uso sul diritto di propriet\u00e0. Non si tratta di sopprimere la propriet\u00e0 privata individuale. Per noi \u00e8 questo il comune: la democrazia ovunque. La democrazia ovunque \u00e8 ci\u00f2 che permette di contestare il diritto del proprietario a comandare a partire dal fatto che la propriet\u00e0 \u00e8 essa stessa contestabile. Questa critica \u00e8 stata sviluppata nello specifico da Proudhon a Marx. Il comune non \u00e8 un dato preliminare, non \u00e8 il frutto di uno sviluppo economico, non \u00e8, come in Negri, l\u2019idea che ci sarebbe nella produzione immateriale una produzione spontanea del comune, non esiste comunismo spontaneo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Vorrei spostare l\u2019attenzione sul rapporto fra razionalit\u00e0 governamentale e individui. La razionalit\u00e0 governamentale si rivolge a ciascuno singolarmente, caso per caso. Quello che mi chiedo \u00e8 se la differenza di ciascun individuo viene conservata e messa a valore dalla razionalit\u00e0 neoliberale o se piuttosto, come mi pare di capire, quest\u2019ultima opera un\u2019omogeneizzazione delle modalit\u00e0 di sfruttamento e dei soggetti che dalla legge di autovalorizzazione sono assoggettati. Si pu\u00f2 dire, ad esempio, che i migranti e i <\/em>sans papier, <em>oppure le donne, siano messi a valore in modo specifico in virt\u00f9 del loro status giuridico, o della posizione che occupano nella divisione sessuale del lavoro. Ecco, nella figura dell\u2019\u00abuomo auto-imprenditoriale\u00bb che descrivete queste differenze non rischiano di essere neutralizzate entro un unico modello di soggetto concorrenziale?<\/em><\/p>\n<p>Io non ci vedo opposizione. C\u2019\u00e8 quasi un luogo comune della sociologia e di un certo socialismo secondo cui la societ\u00e0 liberale, contrattualista si rivolge agli individui. Tutti sono ridotti a identit\u00e0 personali, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 societ\u00e0, il che produce uno \u00abStato di individui\u00bb. \u00c8 il fondo dell\u2019analisi di Tocqueville sull\u2019individualismo. Castoriadis parla di \u00abprivatizzazione degli individui\u00bb e di un\u2019omogeneizzazione molto particolare sotto forma di Stato di individui privati che coesistono gli uni accanto agli altri piegati sui propri interessi individuali. Ci\u00f2 che aggiunge il neoliberalismo in modo pi\u00f9 sistematico non \u00e8 tanto la privatizzazione quanto l\u2019autoimprenditorialit\u00e0, il fatto che questi individui sono portati a entrare in relazione tra loro in modo concorrenziale. Il punto non \u00e8 solo la privazione di relazioni \u2012 un luogo comune della critica sociologica \u2012 ma una relazione di tipo concorrenziale. Qui bisogna aggiungere che la concorrenza differenzia, normalizza e standardizza ciascuno portandolo a funzionare nello stesso modo, ma ciascuno \u00e8 comunque portato a differenziarsi in una logica di concorrenza. Ciascuno deve sviluppare caratteristiche e qualit\u00e0 specifiche in modo da rendersi concorrenziale, sfruttando il fatto di essere donna o giovane o straniero ecc. per accumulare capitale umano. Il capitale umano \u00e8 considerato non solo in volume, ma anche in qualit\u00e0. Tutti sono un capitale umano, l\u2019identit\u00e0 di ciascuno \u00e8 ridotta a capitale umano impiegabile sul mercato del lavoro, ma allo stesso tempo questo capitale umano deve essere differenziato rispetto ad altri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ma la differenza fra gli individui non \u00e8 solo differenza di qualit\u00e0 umane, ma chiama in causa relazioni di potere. Le donne non sono sfruttate solo sulla base delle qualit\u00e0 che possono mettere in campo in quanto donne, ma anche facendo leva su una posizione specifica di subordinazione che \u00e8 preservata, per esempio, dalla famiglia. Osservare queste differenze dietro al modello dell\u2019\u00abuomo auto-imprenditoriale\u00bb significa cercare di cogliere il punto specifico all\u2019interno del sistema economico e sociale dal quale poter opporre resistenza. <\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, ma qui forse c\u2019\u00e8 un malinteso, perch\u00e9 in realt\u00e0 parlando del soggetto neoliberale non parliamo di resistenza. Ci situiamo dal lato della logica normativa: come si esercita il potere? In cosa il potere vuole trasformare il soggetto? Quali sono gli strumenti utilizzati per portare i soggetti ad agire in questo o quel modo? \u00c8 questo che ci interessa, non siamo all\u2019interno dell\u2019analisi del campo di battaglia. La nostra analisi non \u00e8 esaustiva. Foucault parla di discipline, certamente ci sono piccole forme di resistenza, ciascuno a partire dalla sua posizione specifica si confronta con il potere neoliberale e reagisce in modo diverso. Tutto questo \u00e8 aperto all\u2019analisi del micropotere: come le persone gestiscono il potere. Quello che ci interessa per\u00f2 \u00e8 la norma. Ma hai perfettamente ragione nel dire che le persone non obbediranno tutte alla norma e non tutti si conformeranno a essa, sarebbe un mito, \u00e8 forse il mito neoliberale. Noi vogliamo indicare come il potere neoliberale si esercita. \u00c8 evidente poi che ciascuno mette in opera delle tattiche di resistenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>D\u2019accordo, ma restando dal lato della norma, la norma si applica a tutti in maniera indifferenziata oppure no?<\/em><\/p>\n<p>No, la pratica neoliberale \u00e8 molto differenziante, si applica diversamente quando si tratta di donne, operai, di bambini ecc. Ma questo non impedisce il fatto che ciascuno sia preso nel grande quadro della messa in concorrenza generalizzata e questa messa in concorrenza si applica diversamente secondo i casi e le situazioni. Gli studenti, per esempio, saranno messi in concorrenza utilizzando dei dispositivi come la gerarchizzazione, i voti ecc. L\u2019oggetto della nostra analisi non riguarda per\u00f2 i diversi e specifici modi di normazione dei soggetti. \u00c8 il lavoro che resta da fare. Riconosciamo in primo luogo che il neoliberalismo \u00e8 questa messa in concorrenza generalizzata, in secondo luogo che questa concorrenza si diffonde in modo differenziato e incontra resistenze esse stesse differenziate. Ma poi servono studi molto pi\u00f9 dettagliati. Sono molto pretenzioso, ma la nostra analisi del neoliberalismo pu\u00f2 essere il punto di partenza di spiegazioni multiple, come lo \u00e8 stato il grande quadro di esplicazione marxista, bourdosiano o foucaultiano. A noi interessa la logica normativa globale, che prende tutto seppure in modo differenziato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Nel momento in cui questa logica normativa globale si applica differenziando, crea delle gerarchie tra i soggetti che distingue? E se lo fa, in che rapporto stanno queste differenze con la dimensione culturale, sociale e delle tradizioni? C\u2019\u00e8 un filone del neoliberalismo, il secondo che voi analizzate e che chiamate \u00absociologico\u00bb, che si focalizza sul quadro appunto sociologico, la famiglia, la comunit\u00e0 ecc., che fornisce la base d\u2019appoggio all\u2019edificio economico. Quindi quello che vorrei capire meglio \u00e8 il rapporto che c\u2019\u00e8 fra le gerarchie che il potere determina e i rapporti di potere gi\u00e0 in essere su cui si appoggia, che sono creati e conservati entro queste strutture come la famiglia e la comunit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>La concorrenza \u00e8 assolutamente inegualitaria e non presuppone in alcun modo uno scambio uguale fra le persone. Lo vediamo quotidianamente nella valorizzazione dell\u2019imprenditore di successo. La cosa che cambia e che ci\u00f2 che \u00e8 valorizzato \u00e8 il movimento, non la conservazione. Il carattere, solo ideologico, che si vuole rivoluzionario del neoliberismo ha in s\u00e9 l\u2019idea che bisogna superare ci\u00f2 che era protetto e la rendita dei monopoli. Non \u00e8 necessariamente lo stesso tipo di gerarchia che pongono in essere altri tipi di potere che contano pi\u00f9 sulla tradizione. Quindi possiamo parlare di una gerarchizzazione mobile che si verifica attraverso criteri di valorizzazione finanziaria. Il secondo piano della domanda rimanda all\u2019aspetto sociologico dell\u2019ordoliberalismo. \u00c8 molto interessante perch\u00e9 spiega che il sistema di mercato, l\u2019ordine della concorrenza, suppone un intervento sul quadro, ma anche delle condizioni sociologiche che sono quelle delle forme tradizionali della comunit\u00e0. Gli ordoliberali sono molto legati al cristianesimo della famiglia, della piccola impresa, dei legami fraterni. Ci\u00f2 che entra in concorrenza non sono solo individui, ma individui strutturati da queste piccole comunit\u00e0 familiari e locali, piccole imprese contro la citt\u00e0 moderna, la megalopoli, contro la dissoluzione della famiglia. Sono molto conservatori, sono cristiani democratici tradizionalisti. Questo mostra una cosa importante: il neoliberalismo si pu\u00f2 conciliare con delle forme di pensiero conservatore, ad esempio di ispirazione religiosa: Erdogan unisce il neoliberalismo pi\u00f9 crudo, dicendo che il suo ideale in fondo \u00e8 governare la Turchia come una grande impresa, con gli ideali conservatori dell\u2019islam. Si creano cos\u00ec degli amalgami ideologici che danno luogo a figure come Erdogan, Trump, Fillon ecc. Effettivamente, comunque, l\u2019ordoliberalismo nella sua forma sociologica \u00e8 stata la prima forma di amalgama tra valori tradizionali cristiani e l\u2019idea capitalistica della concorrenza. Questa idea \u00e8 al contempo l\u2019idea che il mercato ha bisogno di una societ\u00e0 adatta al mercato, ma questa societ\u00e0 non \u00e8 estranea alla tradizione. Bisogna che in questa societ\u00e0 ci siano valori, principi cristiani che non sono completamente adeguabili al potere. Quindi ci sono forme di compensazione, di contropotere interne. Noi non ci siamo concentrati abbastanza su questo, ci siamo concentrati di pi\u00f9 sul lato adattativo della politica sociale che non sul lato della politica compensatrice.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Forse ci\u00f2 che dice <\/em><a href=\"http:\/\/www.connessioniprecarie.org\/2015\/01\/14\/linquietante-uguaglianza-della-differenza-nancy-fraser-e-le-fortune-del-femminismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nancy Fraser<\/a><em> pu\u00f2 essere pertinente rispetto a questo discorso sul rapporto con la famiglia, la comunit\u00e0 e la tradizione. Lei mette in luce la contraddizione o l\u2019altra faccia della libert\u00e0 neoliberale, che apre le porte del mercato del lavoro alle donne, ma mantiene al contempo l\u2019idea che sia la donna a doversi occupare della casa e della famiglia, rendendo il lavoro di cura un secondo lavoro o privatizzandolo. Questo rende le donne soggetti pi\u00f9 sfruttabili sul mercato del lavoro. La libert\u00e0 neoliberale, che si riduce a libert\u00e0 di mercato, si appoggia su elementi \u00abconservatori\u00bb che retroagiscono su di essa.<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, la libert\u00e0 \u00e8 libert\u00e0 di battersi con gli altri sul mercato del lavoro. \u00c8 interessante vedere che le scuole e universit\u00e0 di management, commercio, amministrazione e business si sono notevolmente femminilizzate negli ultimi 15 anni. Mentre il potere economico era tradizionalmente attribuito agli uomini, ci sono sempre pi\u00f9 donne che si formano come manager, \u00e8 una tendenza forte. Ma \u00e8 una contraddizione esplosiva, perch\u00e9 la riuscita professionale dei quadri maschili era centrata sul fatto che avevano delle donne a casa che si occupavano di tutto, delle relazioni, degli inviti, di tutto. C\u2019\u00e8 una divisione interna del lavoro, ma questa dualit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 possibile quando le donne hanno le stesse condizioni di impiego degli uomini (parlo di quadri medi e superiori). Rimane comunque che le posizioni pi\u00f9 alte sono occupate dagli uomini, ma bisogni chiedersi quali tensioni si creeranno. Da un punto di vista sociologico sembra che le giovani donne siano le prime ad abbandonare le loro ambizioni professionali, a meno che non si dedichino interamente al lavoro, allora il prezzo della riuscita \u00e8 il nubilato. Queste contraddizioni sono mobili perch\u00e9 abbiamo a che fare con le tendenze di alcuni fenomeni emergenti. Che effetti avranno, per esempio, nelle imprese? Daranno luogo a mobilitazioni delle donne per esempio contro gli orari di lavoro? Possono esserci degli sviluppi della lotta che oggi non possiamo del tutto immaginare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Tutto questo discorso resta piuttosto limitato ai quadri, non vale per la maggior parte delle donne. Se dobbiamo immaginare a quali tipi di sviluppi la lotta delle donne andr\u00e0 in contro dovremmo, credo, pensare ad una condizione maggiormente condivisa dalle donne.<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, ma per cosa si mobilitano allora le donne?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>In Francia non ha probabilmente avuto la potenza che ha avuto in altre parti del mondo, ma l\u20198 marzo 2017 ha avuto luogo in molti paesi, dagli Stati Uniti all\u2019Argentina, dalla Polonia all\u2019Italia, uno sciopero globale delle donne. Anche se ha coinvolto una moltitudine di posizioni soggettive, questo sciopero ha avuto un evidente contenuto di classe ed \u00e8 stato capace di portare alla luce il rapporto tra patriarcato e neoliberalismo. Anche per questo vi hanno preso parte molte donne non gi\u00e0 politicizzate, ma anche lavoratori migranti e uomini. C\u2019\u00e8 stato senz\u2019altro un grande lavoro organizzativo da parte di collettivi riuniti, ma lo sciopero \u00e8 riuscito a produrre una mobilitazione di massa ben al di l\u00e0 dei confini dei collettivi esistenti. \u00c8 stato un momento importante anche perch\u00e9 ha avuto luogo sul piano globale e ha prodotto una connessione tra situazioni diverse grazie alla capacit\u00e0 di cogliere il nesso stretto che c\u2019\u00e8 fra la violenza sulle donne e il sistema capitalistico, il quale si appoggia su relazioni di potere che subordinano le donne e le rendono pi\u00f9 sfruttabili.<\/em><\/p>\n<p>In Francia tutto questo non c\u2019\u00e8 stato affatto<em>. <\/em>Ma la questione che poni sul legame fra il neoliberalismo e le forme tradizionali di potere \u00e8 un punto essenziale perch\u00e9 il neoliberalismo non \u00e8 una tabula rasa, non \u00e8 una forma di potere che fa sparire ci\u00f2 che lo ha preceduto. C\u2019\u00e8 una dimensione di trasformazione e una dimensione di appoggio su forme di potere gi\u00e0 esistenti. Ci\u00f2 che \u00e8 interessante \u00e8 vedere come il neoliberalismo pu\u00f2 appoggiarsi su certe di forme di potere e trasformarle, \u00e8 una trasformazione che avviene in maniera differenziale e variabile a seconda dei <em>milieux<\/em> sociali. Ti ho posto la questione dei quadri perch\u00e9 \u00e8 sempre un punto essenziale. Perch\u00e9 non considerare il fatto che i quadri sono innanzitutto una categoria niente affatto inconsistente dal punto di vista numerico e ideologico ecc., e che costituiscono una specie di laboratorio delle forme di organizzazione del lavoro, delle forme di relazioni di potere ecc.?<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/neoliberismo\/11184-christian-laval-neoliberalismo-concorrenza-volti-dell-insubordinazione.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/neoliberismo\/11184-christian-laval-neoliberalismo-concorrenza-volti-dell-insubordinazione.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE Matilde Ciolli intervista Christian Laval MC: In &#8220;La nuova ragione del mondo&#8221;, riprendendo Foucault, lei e Dardot parlate del neoliberalismo come di una forma di potere senza volto: non c\u2019\u00e8 uno Stato maggiore che prende le decisioni. In Guerra alla democrazia avete invece cominciato ad attribuire un volto e un nome al neoliberismo parlando di \u00abblocco oligarchico\u00bb. Questo blocco si compone di uomini politici, banchieri, imprenditori, membri della finanza, delle istituzioni&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":85,"featured_media":37140,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/sinistra-vita-star-trek-grande-rosso.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9E8","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37084"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/85"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37084"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37084\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37088,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37084\/revisions\/37088"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37140"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37084"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37084"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37084"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}