{"id":37169,"date":"2017-12-16T09:30:34","date_gmt":"2017-12-16T08:30:34","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37169"},"modified":"2017-12-15T23:27:53","modified_gmt":"2017-12-15T22:27:53","slug":"nino-galloni-la-francia-alla-conquista-militare-e-strategica-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37169","title":{"rendered":"Nino Galloni: la Francia alla conquista militare e strategica dell\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MEGACHIP<\/strong><\/p>\n<div class=\"titoli \">\n<p class=\"riassunto\">Nino Galloni, economista,\u00a0per molti anni direttore generale del Ministero del Lavoro, riprende e interpreta l&#8217;allarme dell&#8217;ex direttore de Il Sole 24 Ore sul disegno strategico di Parigi<\/p>\n<\/div>\n<p>-Nino, secondo\u00a0<strong>Roberto Napoletano<\/strong>, ex direttore del\u00a0<em>Messaggero<\/em>\u00a0e del\u00a0<em>Sole 24 Ore<\/em>: \u201c<strong>La Francia ha un disegno di conquista strategico e militare sull\u2019Italia: indebolirne le banche, prenderne i gioielli, conquistare il Nord e ridurre il sud a una grande tendopoli<\/strong>\u201c. (Corriere della Sera,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.byoblu.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Articolo-Corriere-Roberto-Napoletano-140x140.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">4.12.2017 p.10<\/a>). Cosa ne pensi?<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3>La situazione italiana<\/h3>\n<p>Innanzitutto vorrei sottolineare che Roberto Napoletano non \u00e8 un personaggio qualsiasi. \u00c8 stato molto vicino a quello che \u2013 volgarmente \u2013 chiamiamo \u201c<em>il potere<\/em>\u201c. Quindi se in questo momento lancia un grido d\u2019allarme cos\u00ec forte, vuol dire che effettivamente chi \u00e8 vicino al potere ha la percezione di\u00a0<strong>quello che potrebbe succedere in Italia da qui a uno o due anni<\/strong>: una situazione sociale che si sta sempre pi\u00f9 lacerando, fino a un\u2019eventuale rottura. Perch\u00e9\u00a0quello zero-virgola di PIL (che tra l\u2019altro si deve distribuire su un numero di residenti crescente, e quindi c\u2019\u00e8 una riduzione del reddito procapite in tutti i sensi) si associa al fatto che ci sono circa 20 milioni d\u2019italiani che stanno andando bene, ma questo significa che sugli altri 40, oltre ai 15 che sono in una condizione di povert\u00e0 vera e propria, non ce ne siano altri 25 che stanno vedendo peggiorare la propria condizione. Quindi non si sa fino a che punto tutto questo sia sostenibile. Perch\u00e9 il paradosso \u00e8 che quelli che stanno bene possono pagarsi servizi sanitari per i figli, assistenza agli anziani e quant\u2019altro di tasca propria, perch\u00e9 se lo possono permettere. I pi\u00f9 poveri \u2013 bene o male \u2013 hanno accesso alla gratuit\u00e0, ma il grosso della classe media non ha sufficiente reddito per pagarsi i servizi essenziali, e in alcuni casi neppure per andare a fare la spesa al supermercato o andare al cinema, al ristorante o in vacanza, per pagare le bollette, le rate del condominio e cos\u00ec via. Di contro per\u00f2, allo stesso tempo, non ha accesso alla gratuit\u00e0 del welfare residuale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L\u2019evoluzione dei rapporti con la Francia<\/h3>\n<p>Ci\u00f2 detto vorrei prenderla un po\u2019 alla lontana. Fino alla fine della prima guerra mondiale, e fino al fascismo, fondamentalmente i nostri rapporti con la Francia erano ben definiti. Loro erano i cugini o i fratelli maggiori, avevano un\u2019importanza in Europa che noi neanche scalfivamo. Poi un po\u2019 durante il fascismo, ma soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale, \u00e8 successo il grande imprevisto, cio\u00e8 che questo paesetto agricolo (<strong>ndr:<\/strong><em>l\u2019Italia<\/em>) con capacit\u00e0 artistiche, archeologiche, turistiche e via dicendo\u2026\u00a0 pur con una sua presenza industriale (non ci dimentichiamo che all\u2019inizio del \u2018900 Henry Ford diceva: \u201c<em>Quando vedo passare un\u2019Alfa Romeo mi levo il cappello<\/em>\u201c), con il miracolo economico italiano \u2013 quindi gli anni \u201950, \u201960 e \u201970 \u2013 \u00e8 cresciuto enormemente. Molto pi\u00f9 della Francia, molto pi\u00f9 della Germania. Aveva quasi raggiunto la Francia.\u00a0<strong>Probabilmente negli anni \u201970, se avessimo fatto gli investimenti giusti nelle telecomunicazioni, se non ci fossimo fatti sfilare il personal computer \u2013 di cui siamo stati inventori \u2013 per una sottovalutazione della sua commerciabilit\u00e0, probabilmente avremmo superato la Francia<\/strong>. La Germania era comunque lontana, per\u00f2 la Germania subiva la nostra concorrenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poi \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=t_ssGy0LXo0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">come ho detto tante volte<\/a>\u00a0\u2013 fu essenziale il passaggio dell\u201989 in cui la Germania, per riunificarsi, doveva avere l\u2019appoggio della Francia e quindi rinunciare al Marco, ma soprattutto doveva\u00a0<strong>trovare il modo per frenare l\u2019Italia<\/strong>. Perch\u00e9\u00a0<strong>un\u2019Italia estremamente competitiva avrebbe reso l\u2019opera di riunificazione della Germania proibitiva<\/strong>. In questo contesto, quindi di \u201cfratelli minori\u201d che avvicinano i \u201cfratelli maggiori\u201d e quasi li potrebbero superare, maturano alcune rotture gravi che sono soprattutto legate alla figura di\u00a0<strong>Enrico Mattei<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 hanno ucciso Enrico Mattei<\/h3>\n<p>Enrico Mattei rompe il cartello delle \u201c<strong>Sette Sorelle<\/strong>\u201d accordandosi con gli arabi e quindi conquistando l\u2019appoggio degli arabi moderati che \u2013 in fondo \u2013 a quei tempi (qui stiamo parlando degli anni \u201960) erano la maggioranza (non c\u2019era ancora un estremismo islamico, se non in piccole espressioni che erano tenute sotto controllo).\u00a0Erano un bel cartello, le \u201cSette Sorelle\u201d, ma lui fa accordi con l\u2019Iran, con il Nordafrica e con i Paesi arabi di spartizione dei profitti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Questa tuttavia non \u00e8 la ragione per cui Mattei viene ucciso!<\/strong>\u00a0Viene ucciso perch\u00e9 quando poi le \u201cSette Sorelle\u201d \u2013 e in particolare i francesi \u2013 gli porgono la mano per fare pace e gli propongono di entrare in cordata con loro sul gas algerino, prima che si completi l\u2019esperienza di indipendenza dell\u2019Algeria stessa, Mattei dice: \u201c<em>No! Io tratter\u00f2 solo col legittimo Governo algerino, che \u00e8 quello del popolo, che \u00e8 quello rivoluzionario, che \u00e8 quello anti-francese<\/em>\u201c. E cos\u00ec avviene: gli algerini vincono la loro guerra di indipendenza nazionale, fanno gli accordi con l\u2019Italia e per\u00f2, poco dopo,\u00a0<strong>Mattei viene ucciso<\/strong>. Le ultime ricostruzioni convergono sul coinvolgimento dei\u00a0<strong>Servizi Segreti francesi<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><span style=\"font-size: 14pt\"><strong>Da Aldo Moro a Silvio Berlusconi<\/strong><\/span><\/div>\n<p>L\u2019altro uomo odiatissimo in Europa era\u00a0<strong>Aldo Moro<\/strong>, il quale si lament\u00f2 del fatto che i francesi e gli stessi Servizi della Fiat (Eni e Fiat avevano una loro polizia segreta in gran parte composta da ex poliziotti e carabinieri) non comunicassero tutte le notizie a riguardo delle \u201cBrigate Rosse\u201d, e che addirittura alcuni brigatisti venissero ospitati in territorio francese.<\/p>\n<div><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/aGUkJpEVBQ4?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><br \/>\n<em>guarda l\u2019intervista di Byoblu a Pietro Ratto: \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=aGUkJpEVBQ4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Cose che Moro sapeva<\/a>\u201c<\/em><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E quindi ecco che il terzo elemento \u00e8 un personaggio \u2013 diciamo \u2013 meno di spicco rispetto a Mattei e Moro, ma che per\u00f2 in qualche modo c\u2019entra nel discorso. Ha a che vedere anche lui con il Nordafrica e con la Libia: \u00e8\u00a0<strong>Silvio Berlusconi<\/strong>. Quando a un certo punto i francesi e gli inglesi convincono Obama ad attaccare Gheddafi, per varie ragioni (tra le quali soprattutto il fatto che la Francia ha dei problemi con la costruzione di nuove centrali nucleari per produrre energia e quindi ha bisogno di contratti in Nordafrica, in particolare in Libia), coalizzandosi grazie al \u201c<em>benign neglet<\/em>\u201d (benevolo disinteresse) americano, la Libia si spaccher\u00e0 in mille rivoli e sar\u00e0 una delle ragioni fondamentali dell\u2019immigrazione. In quel contesto\u00a0<strong>Berlusconi abbandona il suo amico Gheddafi<\/strong>\u00a0(e quindi il rapporto privilegiato dell\u2019Italia con la Libia) perch\u00e9 viene ricattato (una mattina di luglio del 2011) con l\u2019aggressione a Mediaset. Il Titolo in poche ore perde il\u00a040%, e a quel punto \u00e8 chiaro che deve abbassare la testa e accettare la terza grande aggressione degli interessi nazionali dell\u2019Italia da parte da parte dei francesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La nuova aggressione francese.<\/h3>\n<p>Ora, il contesto qual \u00e8? Che l\u2019Italia deve risolvere il suo problema sociale. Noi<strong>\u00a0non abbiamo pi\u00f9 un welfare universal<\/strong>e, abbiamo solo un welfare residuale, che sta creando ulteriori lacerazioni sul territorio, anche perch\u00e9 spesso \u00e8 destinato\u00a0soprattutto agli immigrati. E quindi crea tensioni politiche e sociali che poi diventano determinanti nelle scelte politiche dell\u2019elettorato. Questo non \u00e8 un fattore positivo. In Italia ci sono 4 milioni di imprese, su quattro milioni e mezzo, che ormai sono fuori dal capitalismo perch\u00e9 non lavorano pi\u00f9 per il profitto, ma per controllare risorse reali, darsi una dignit\u00e0, un futuro e sfuggono a quelle che sono le regole dell\u2019economia e della finanza, perch\u00e9 se le avessero applicate, avrebbero dovuto vendere l\u2019azienda e vivere di rendita finanziaria. E invece hanno continuato a tenere aperto, nonostante tutto, perch\u00e9 hanno pagato le tasse sulle perdite, non hanno avuto nessun aiuto dal sistema bancario, con le infrastrutture che vanno male, con la pubblica amministrazione che li considera dei banditi eccetera. Per\u00f2\u00a0<strong>queste imprese \u2013 queste piccole imprese italiane \u2013 hanno la caratteristica di essere competitive sui mercati internazionali<\/strong>, tant\u2019\u00e8 che noi siamo, con la Germania (anche se la Germania lo \u00e8 molto pi\u00f9 di noi),\u00a0<strong>l\u2019unico Paese che ha visto aumentare le esportazioni.<\/strong>\u00a0E stiamo parlando<strong>\u00a0solo di 9 miliardi di Euro<\/strong>. Non \u00e8 tanto, per\u00f2 \u00e8 significativo che ci sia un segno positivo. Ma ancora pi\u00f9 significativo e positivo \u00e8 che ci sia stata\u00a0<strong>una riduzione di 40 miliardi di euro nell\u2019importazione di prodotti agricoli e alimentari, dovuta ad un impressionante ritorno di\u00a0tre milioni e duecentomila giovani che si sono impegnati nell\u2019agricoltura, per fare quello che i loro padri non volevano fare e riprendere il mestiere dei nonni.<\/strong>\u00a0Sono tornati a fare quello\u00a0che si faceva in Italia\u00a0prima del miracolo economico, che \u00e8 stato soprattutto un miracolo industriale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quindi\u00a0<strong>abbiamo mantenuto\u00a0\u2013 pur perdendo tutta la nostra grande industria privata (l\u201980% di quella a partecipazione statale, che era un gioiello<\/strong>, ma quel 20% che rimane ancora fa molta gola a parecchi, compresi i francesi) l\u201980% della piccola industria, delle piccole imprese, che hanno resistito per le ragioni che ho detto prima ma che sono tutte da studiare. Per\u00f2 stiamo parlando di pi\u00f9 di\u00a0<strong>7 milioni di famiglie che poi corrispondono grosso modo a quel 50% di elettorato che non va pi\u00f9 a esprimersi.<\/strong>\u00a0\u00c8 gente che non si far\u00e0 abbindolare da nessuno di quelli che si presentano alle elezioni a meno che qualcuno capisca il problema dell\u2019Italia qual \u00e8.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Francia mi sembrano impossibilitati invece a risolvere il loro grande problema, che \u00e8 quello di un paese diviso fra cittadini di serie A e cittadini di serie B. \u00c8 vero che da noi sembra quasi lo stesso, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la serie A e c\u2019\u00e8 la serie B: per\u00f2 da noi \u00e8 esclusivamente un problema di censo, mentre da loro \u00e8 un problema di nazionalit\u00e0. E questo ovviamente fa s\u00ec che lo studente che si \u00e8 preso una laurea e che vive nella\u00a0<em>banlieue<\/em>\u00a0parigina non potr\u00e0 mai accettare questo sistema francese. Ora,<strong>\u00a0i grandi potentati finanziari che finora si erano orientati verso i grandi immobili, i grandi alberghi e cos\u00ec via, adesso stanno puntando all\u2019agricoltura, ai terreni<\/strong>. E quindi \u00e8 chiaro che\u00a0<strong>cercheranno di entrare con grandi capitali per comprare \u2013 con la scusa dei \u201cNon Performing Loans\u201d delle crisi del sistema bancario italiano, i mutui al 10\/20% del loro valore nominale, per poi rivendere gli appartamenti al 20\/30% del mutuo residuo stesso.<\/strong>\u00a0\u00c8 un\u2019operazione semplicissima, per\u00f2 potrebbe essere estremamente drammatica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In tutto ci\u00f2\u00a0<strong>una spaccatura tra nord e sud<\/strong>, come dice Napoletano.Pu\u00f2 far parte delle strategie di chi non ci vuole troppo bene. Per\u00f2 poi \u00e8 difficile che queste ciambelle riescano col buco, perch\u00e9 l\u2019Italia ha le energie per reagire e rimettersi in pista. La grande incognita \u00e8: che succeder\u00e0 del \u201c<em>Quantitative Easing<\/em>\u201c, della Commissione europea, delle grandi linee di politica economica? Cio\u00e8 prevarr\u00e0 un ritorno alle posizioni pi\u00f9 rigide, quindi riduzione o annullamento del\u00a0<em>Quantitative Easing<\/em>\u00a0e riapertura del problema\u00a0<em>spread<\/em>, che \u00e8 un grande ricatto nei confronti del Paese? Si insister\u00e0 sul\u00a0<em>Fiscal Compact<\/em>\u00a0o cose simili, che ovviamente ci metterebbe in ginocchio? Oppure i cosiddetti falchi perderanno, ma ci sar\u00e0 al contrario un recupero dei rapporti fra i vari Paesi? Perch\u00e9 nessuno \u00e8 nemico della Francia, n\u00e9 la Francia \u00e8 nemica dell\u2019Italia, per\u00f2 \u00e8 ovvio che\u00a0<strong>i grandi potentati finanziari e le grandi multinazionali sono \u2013 per loro stessa natura \u2013 predatori. E sono predatori che non guardano in faccia a nessuno.<\/strong>\u00a0E dove vedono delle prede di pi\u00f9 facile cattura\u00a0 (come siamo noi italiani, perch\u00e9 non abbiamo un Governo, non abbiamo una guida, non abbiamo una pubblica amministrazione che funziona, non abbiamo un sistema bancario adeguato alle condizioni, non abbiamo \u2013 salvo alcune eccezioni \u2013 un sistema infrastrutturale adeguato)\u00a0<strong>\u00e8 chiaro che loro se ne approfitteranno<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io ho sentito dire che l\u2019anno prossimo dovrebbero quotarsi in Borsa le Ferrovie dello Stato. Sarebbe un gravissimo errore perch\u00e9 dopo, invece d\u2019inseguire il miglioramento del servizio, dovranno inseguire l\u2019aumento dei saggi d\u2019interesse, altrimenti il titolo perderebbe valore. Quindi\u00a0<strong>sarebbe un errore clamoroso quotare in Borsa le Ferrovie dello Stato<\/strong>.Vedo qualche somiglianza tra la situazione attuale e quello che \u00e8 successo nell\u201989 con l\u2019annessione \u2013 chiamiamola cos\u00ec \u2013 della Germania est alla Germania ovest.\u00a0<strong>\u00c8 in atto<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=5lPGzvfnI9M\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00a0una sorta di de-industrializzazione<\/a>\u00a0a vantaggio di \u00e9lite europee ed extra-nazionali a svantaggio della nostra popolazione.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><em>Come possiamo tenerci le industrie?<\/em><\/h3>\n<p>Dei modi ci sarebbero, ma fanno perno sul<strong>\u00a0ripristino della sovranit\u00e0 nazionale<\/strong>, la quale ovviamente ha due facce opposte: una \u00e8 quella di chiudere le frontiere e abbandonarsi a dichiarazioni esagitate su cose che non si possono ottenere nell\u2019immediato, e che soprattutto la gran parte della popolazione teme, come l\u2019uscita dall\u2019Euro, l\u2019uscita dall\u2019Europa Unita e cos\u00ec via; l\u2019altra poggia sulla consapevolezza che tuttavia quest\u2019Europa e questo Euro non stanno funzionando: potrebbero veramente implodere e quindi noi\u00a0<strong>dovremmo affiancare alla moneta internazionale \u2013 che \u00e8 straniera \u2013 una moneta nazionale<\/strong>. E gli altri Paesi dovrebbero fare lo stesso. La quale\u00a0<strong>non \u00e8 proibita dai trattati europei<\/strong>, perch\u00e9 avrebbe solo circolazione interna, ma sicuramente servirebbe per fare quegli investimenti e quelle assunzioni \u2013 dove servono \u2013 per ridare al Paese respiro e\u00a0<strong>ripristinare quel concetto di \u201cw<em>elfare universale<\/em>\u201d che ci salva dalla guerra civile.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una volta le crisi economiche erano dovute alla mancanza di risorse reali, cio\u00e8 mancava la farina, mancava il grano e la gente assaltava i forni per prendere il pane perch\u00e9 aveva fame. Quindi il concetto di \u201ccrisi economica\u201d, storicamente, significava carenza di produzione. Ma dopo il 1970, periodo durante il quale l\u2019umanit\u00e0 ha raggiunto livelli di capacit\u00e0 produttive e tecnologiche esagerate \u2013 diciamo cos\u00ec -,<strong>\u00a0la crisi ha iniziato a significare che la gente non ha abbastanza reddito.<\/strong>\u00a0Ma\u00a0<strong>se la moneta non ha un costo perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 l\u2019aggancio all\u2019oro e soprattutto pu\u00f2 essere illimitata \u2013 come stanno dimostrando le Banche centrali \u2013 perch\u00e9 le capacit\u00e0 produttive sono parimenti illimitate, perch\u00e9 la gente non ha abbastanza reddito, perch\u00e9 non circola?\u00a0 perch\u00e9 abbiamo questa grande crisi di liquidit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A fronte di questa crisi di liquidit\u00e0 corrisponde il fatto che lo Stato, non esercitando la propria sovranit\u00e0 monetaria, si trova nella stessa situazione di qualunque disgraziato e debba chiedere in prestito il denaro se vuole fare investimenti, e non ne pu\u00f2 fare di pi\u00f9 grandi rispetto a quello che incamera con le tasse, per cui c\u2019\u00e8 sempre una spinta o ad aumentare le tasse o, se si riducono le tasse, a ridurre di pi\u00f9 le spese. Ma<strong>\u00a0\u00e8 questo che ha impoverito la classe media.<\/strong>\u00a0Quando la classe media dice: \u201c<em>Ridurre le tasse, ridurre le tasse, ridurre le tasse!<\/em>\u201c, non si rende conto di quella che \u00e8 stata l\u2019esperienza dei Bush negli Stati Uniti che, a fronte appunto di una riduzione delle tasse (quindi acquisizione di maggiori risorse per la classe media), ha sperimentato per\u00a0la stessa classe media un maggiore esborso per mandare i figli a scuola, per curarsi e per i trasporti. A quel punto la classe media non solo s\u2019impoveriva, ma soprattutto non aveva risorse per i consumi. E se non aumentano i consumi, non ci pu\u00f2 essere la ripresa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I consumi aumentano ad esempio perch\u00e9 aumentano i salari, ma oggi non ci sono le condizioni perch\u00e9 purtroppo ce le siamo bruciate per tutta<strong>\u00a0una serie di scelte furiosamente sbagliate in tutti i campi<\/strong>, cio\u00e8 tutte le politiche che hanno portato la flessibilizzazione del lavoro in precarizzazione. Questo ovviamente ha impoverito tutti. Ma poi non ha fatto gli interessi delle imprese. S\u00ec, forse quelli delle multinazionali che venivano qui a depredare, ma l\u2019impresa normale non ha un vantaggio da un fenomeno complessivo in cui i lavoratori sono sotto-pagati, perch\u00e9 se i lavoratori sono sotto-pagati, allora chi compra i suoi prodotti? Si potrebbe rispondere: \u201cci pensano le esportazioni\u201d. Ma per essere competitivi con le esportazioni \u2013 cio\u00e8 con Paesi dove i salari sono ancora pi\u00f9 bassi dei nostri \u2013 devi ridurre i salari. Quindi \u00e8 sempre un cane che si morde la coda, perch\u00e9\u00a0<strong>per essere competitivo devi ridurre la domanda interna, ovvero l\u2019economia interna.<\/strong>\u00a0Che \u00e8 esattamente il modello europeo. Per questo non funziona il modello europeo. Dev\u2019essere superato. Se non si supera questo modello deflativo, il salario sull\u2019occupazione, non ne usciamo vivi nessuno. Questo lo devono capire i francesi, i tedeschi o gli olandesi e tutti quanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/LyAcSGuC5zc?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><br \/>\n<em>guarda l\u2019intervista di Mario Monti alla CNN dove ammette di avere deliberatamente distrutto la domanda interna: \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=LyAcSGuC5zc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Monti confessa: stiamo distruggendo la domanda interna<\/a>\u201c<\/em><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno Stato esercita la propria sovranit\u00e0 monetaria, ma non lo fa da epoche immemorabili, perch\u00e9 una volta emetteva moneta per fare delle guerre strane, delle conquiste coloniali impossibili, e poi falliva tutto, falliva la moneta, falliva lo Stato e quindi s\u2019\u00e8 detto che lo Stato non deve pi\u00f9 battere moneta, se non con l\u2019unica eccezione della moneta metallica, che era rimasta\u00a0appannaggio dello Stato, oppure le famigerate 500 Lire di carta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Possiamo emettere delle statonote, invece delle banconote?<\/h3>\n<p>In realt\u00e0 lo Stato italiano, cos\u00ec come era stato negli altri Paesi dell\u2019eurolandia, pu\u00f2 emettere una sua moneta in qualsiasi momento. Infatti l\u2019art. 128a dice che \u201c<em>Non possiamo stampare banconote<\/em>\u201c, ma qui stiamo parlando di\u00a0<strong>biglietti di Stato<\/strong>, che sono una cosa diversa dalle banconote.<strong>\u00a0Io sto parlando di \u201cstatonote\u201d, le quali ovviamente avranno circolazione nazionale.<\/strong>\u00a0Non possono avere circolazione europea perch\u00e9 i francesi non lo accetterebbero, ma in Italia le possiamo utilizzare per assumere, per fare investimenti, perch\u00e9 poi chi le accetta le utilizzer\u00e0 per pagare le tasse. E soprattutto, risolveremo il problema dell\u2019introduzione del Pareggio di Bilancio nell\u2019articolo 81 della Costituzione (regalo di Monti),\u00a0 perch\u00e9 se abbiamo spese superiori alle tasse, baster\u00e0 aggiungere questa moneta-sovrana la quale \u2013 non essendo a debito \u2013 avr\u00e0 lo stesso segno algebrico delle tasse, e cio\u00e8 il segno +. Quindi:\u00a0<strong>tasse + moneta sovrana = spesa. E abbiamo anche il pareggio di bilancio senza tanti drammi.<\/strong>\u00a0 Per quanto riguarda le monete, cio\u00e8 l\u2019art. 128\/bis, esse vengono stabilite dalla BCE in base a dei plafond nazionali, e quindi non possiamo coniare monete metalliche della stessa pezzatura di quelle che abbiamo in tasca. Ma possiamo farlo con altre pezzature. Gi\u00e0 la Finlandia lo fa con monete da 2,50 \u20ac\u00a0\u00a0e la Germania ha emesso monete da 5 \u20ac. Anche in Italia sono state emesse monete da 10 \u20ac.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L\u2019Europa Unita, la radice di tutto?<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019impulso originario del progetto europeo (aldil\u00e0 di altri discorsi complottistici che hanno dei fondamenti, perch\u00e9\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=easqQ7ZcSw8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00e8 vero che Kalergi aveva previsto certe cose<\/a>, ma non \u00e8 stata questa la spinta fondamentale) \u00e8 partito dal bisogno di evitare che si ripresentassero quei nazionalismi che hanno portato a due guerre mondiali, con decine e decine di milioni di morti. E quindi si doveva costruire un\u2019Europa che collabora. Nasce cos\u00ec la Comunit\u00e0 del carbone e dell\u2019acciaio, poi il discorso agricolo eccetera. In realt\u00e0,\u00a0<strong>la filosofia dominante fino al 1979 era che chi fosse stato pi\u00f9 forte doveva fare delle rinunce per aiutare gli altri.<\/strong>\u00a0Cosa che poteva funzionare fino a un certo punto, perch\u00e9 comunque i francesi e tedeschi facevano i \u201cmarpioni\u201d, i \u201cfurboni\u201d, e noi italiani \u2013 come al solito \u2013 invece aiutavamo gli spagnoli, i greci e i portoghesi a entrare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo il 1979, con il G7 di Tokyo, si rompe il patto di solidariet\u00e0 e l\u2019Europa ne risente, per cui il progetto europeo diventa un altro. E allora l\u00ec avvengono tutta una serie di scelte che poi porteranno all\u2019Euro. Ora:\u00a0<strong>l\u2019Euro non \u00e8 la causa dei nostri mali. L\u2019Euro \u00e8 la conseguenza.<\/strong>\u00a0Quindi, a prescindere da quelle che erano le idee fondative dell\u2019Europa \u2013 su cui si pu\u00f2 fare una discussione in un\u2019ottica di ricerca storica -, non c\u2019\u00e8 dubbio che fino al 1979 le cose andassero in un modo diverso rispetto a quello che \u00e8 successo dopo il G7 di Tokyo. A quel punto l\u2019abbr\u00ecvio \u00e8 stato molto negativo, ma si voleva fare una politica (si chiamava \u201cdi convergenza\u201d) che costringesse gli Stati ad avere gli stessi parametri finanziari, anche se avevano situazioni diverse a livello di economia reale. E poi magari si dava un contentino con i fondi la coesione eccetera, che furono utili soprattutto per i Paesi \u2013 cito per tutti la Polonia \u2013 che entravano nell\u2019Unione Europea in condizioni molto difficili. Gi\u00e0 meno all\u2019Ungheria, che aveva una migliore diversificazione merceologica. Per\u00f2 alla fine ci siamo trovati con un\u2019Europa dove l\u2019obiettivo \u00e8 la massimizzazione delle esportazioni, anche a basso valore aggiunto, che si realizzano riducendo salari e occupazione. Quindi \u00e8\u00a0<strong>una politica deflativa dove l\u2019Euro funge da moneta straniera, artificiosamente scarsa, che per averla devi pagare.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La moneta parallela statale, che non \u00e8 a debito, \u00e8 una via di uscita. Non \u00e8 l\u2019unica, ma \u00e8 un passaggio fondamentale perch\u00e9\u00a0<strong>dobbiamo rompere l\u2019artificiosit\u00e0 della scarsit\u00e0<\/strong>, perch\u00e9 senn\u00f2 non ne usciamo. Ad esempio, per fare il reddito di cittadinanza dobbiamo togliere a una parte della classe media delle risorse per darle a quelli che non hanno reddito. Non abbiamo capito niente! Il reddito di cittadinanza dev\u2019essere che mancano 7\/8 milioni di posizioni lavorative per mandare a regime tutte le esigenze della societ\u00e0 italiana in termini di ambiente, di assetto idrogeologico del territorio, di cura delle persone, soprattutto gli anziani, ma anche i bambini e di recupero del patrimonio artistico, archeologico e comunque esistente: manutenzioni e via dicendo. Le strade, le ferrovie eccetera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quindi, se davvero vogliamo essere un Paese moderno, \u00e8 chiaro che\u00a0<strong>abbiamo bisogno di 7\/8 milioni di addetti.<\/strong>\u00a0 Ma non ne abbiamo, quindi non c\u2019\u00e8 bisogno di fare il reddito di cittadinanza.\u00a0<strong>Dobbiamo rompere la condizione di scarsit\u00e0 artificiosa che \u00e8 voluta per asservire la gente e rendere un costo la democrazia.<\/strong>\u00a0Invece, la democrazia dev\u2019essere un modo che noi scegliamo per vivere, come scritto nella nostra Costituzione. Ma se noi diciamo che la democrazia non ce la possiamo permettere \u2013 perch\u00e9 non abbiamo i soldi per gestirla \u2013 \u00e8 chiaro che non c\u2019\u00e8 soluzione.<strong>\u00a0Noi dobbiamo realizzare i principi, i valori della Costituzione, ma per farlo dobbiamo rompere la trappola della scarsa liquidit\u00e0.<\/strong>\u00a0Queste emissioni (le statonote) ovviamente possono essere a corso legale solo a livello nazionale, ma potrebbero anche non essere a corso legale, perch\u00e9 lo Stato pu\u00f2 emettere la moneta in condizioni fiduciarie. Basta che poi la accetti in pagamento delle tasse. Questa \u00e8 la formula per cominciare, dopodich\u00e9 poi dobbiamo decidere cosa fare con queste risorse, perch\u00e9 se poi ci facciamo delle porcherie, delle opere inutili, \u201c<em>ruba-ruba<\/em>\u201d e \u201c<em>magna-magna<\/em>\u201c, non \u00e8 che miglioriamo molto la situazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il debito pubblico nasce come meccanismo per drenare la liquidit\u00e0 in eccesso<\/strong>\u00a0\u2013 ovvero il risparmio in eccesso \u2013 e fare un patto con quelli che hanno possibilit\u00e0 di risparmio: \u201c<em>Non vi aumentiamo le tasse, per\u00f2 ci date in prestito i vostri risparmi. Poi ve li ridiamo, e vi diamo anche un interesse. E se invece non li volete comprare, vi aumentiamo le tasse, quindi vi conviene comprare!<\/em>\u201c. \u00c8 cos\u00ec che nasce il debito pubblico. Si \u00e8 sempre trattato quindi di una partita di giro tra cittadini benestanti e Stato. Poi a un certo punto ha cominciato a essere venduto all\u2019estero, perch\u00e9 era troppo remunerativo, quindi tutti lo volevano. Gi\u00e0 dopo il 1981, la maggioranza dei possessori di Titoli del debito pubblico italiano erano stranieri. Con la differenza che all\u2019interno, tu stampi la moneta e te li ricompri, mentre all\u2019esterno devi provvedere con la moneta con cui \u00e8 stata assunta l\u2019Obbligazione. Quindi adesso noi abbiamo il debito pubblico denominato in una valuta straniera, e gran parte di questo debito \u00e8 in mano straniera. E questa andr\u00e0 pagata in Euro, perch\u00e9 se l\u2019Euro non cade, noi non possiamo stampare moneta pubblica per comprare il debito pubblico estero. Per farlo, dovremmo approvvigionarci di valuta straniera, cio\u00e8 di Euro, e mantenere i nostri impegni. Invece, a livello interno, alle scadenze noi possiamo ricomperare i titoli, cio\u00e8 corrispondere il capitale iniziale nella nuova valuta.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/megachip.globalist.it\/kill-pil\/articolo\/2016378\/nino-galloni-la-francia-alla-conquista-militare-e-strategica-dell-italia.html\">http:\/\/megachip.globalist.it\/kill-pil\/articolo\/2016378\/nino-galloni-la-francia-alla-conquista-militare-e-strategica-dell-italia.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MEGACHIP Nino Galloni, economista,\u00a0per molti anni direttore generale del Ministero del Lavoro, riprende e interpreta l&#8217;allarme dell&#8217;ex direttore de Il Sole 24 Ore sul disegno strategico di Parigi -Nino, secondo\u00a0Roberto Napoletano, ex direttore del\u00a0Messaggero\u00a0e del\u00a0Sole 24 Ore: \u201cLa Francia ha un disegno di conquista strategico e militare sull\u2019Italia: indebolirne le banche, prenderne i gioielli, conquistare il Nord e ridurre il sud a una grande tendopoli\u201c. (Corriere della Sera,\u00a04.12.2017 p.10). Cosa ne pensi? La situazione&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":85,"featured_media":37178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/galloni-e1513363711538.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9Fv","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37169"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/85"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37169"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37169\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37173,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37169\/revisions\/37173"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37178"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}