{"id":37204,"date":"2017-12-17T09:30:19","date_gmt":"2017-12-17T08:30:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37204"},"modified":"2017-12-16T18:14:59","modified_gmt":"2017-12-16T17:14:59","slug":"die-welt-leuro-ha-frenato-anche-la-germania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37204","title":{"rendered":"Die Welt \u2013 L\u2019Euro ha frenato anche la Germania"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO <\/strong><\/p>\n<p><em>Il quotidiano tedesco <a href=\"https:\/\/www.welt.de\/wirtschaft\/article171184588\/Der-Euro-bremst-sogar-Deutschland-aus.html\">Die Welt,<\/a> vicino alle posizioni di Angela Merkel, d\u00e0 spazio a sorpresa a uno studio di alcuni economisti della BCE che risulta altrettanto sorprendente, per via di un\u2019analisi fortemente critica della moneta unica. Invece che far convergere le economie dei Paesi membri, l\u2019Euro ne ha amplificato le divergenze, portando al crollo del reddito pro capite di nazioni che potevano contare su economie floride prima dell\u2019aggancio valutario, prima tra tutte l\u2019Italia. Nonostante, come prevedibile, la ricerca indichi tra le concause della crisi alcuni dei consueti mantra liberisti, si tratta della prima volta che un\u2019istituzione come la BCE ammette ufficialmente le asimmetrie provocate dall\u2019Unione monetaria.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>di\u00a0Anja Ettel, Holger Zsch\u00e4pitz, 04\/12\/2017<\/em><\/p>\n<p>Quando gli economisti della Banca centrale europea (BCE) elaborano delle ricerche su temi cardine dell\u2019Unione, in genere sono gli stessi \u201cguardiani della moneta\u201d ad invitare i giornalisti alla discussione, prima ancora della pubblicazione ufficiale dei documenti.<\/p>\n<p>Gli studi elaborati dai ricercatori della BCE sono talmente numerosi che, senza il necessario briefing con la stampa, la maggior parte rischierebbe di finire nel dimenticatoio dell\u2019opinione pubblica senza colpo ferire.<\/p>\n<p>Non sorprende quindi che anche la ricerca pi\u00f9 recente, un\u2019osservazione a lungo termine sulla \u201cconvergenza reale nella zona euro\u201d, valesse una tavola rotonda. In fin dei conti, si tratta di una delle questioni pi\u00f9 delicate dell\u2019unione monetaria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-13634\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Schermata-2017-12-13-alle-18.35.35.png\" alt=\"\" width=\"713\" height=\"364\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nello specifico, si tratta di comprendere se l\u2019Euro, sin dalla sua introduzione nel 1999, abbia effettivamente soddisfatto l\u2019obiettivo che si era posto, ovvero quello di diventare il motore dell\u2019integrazione economica dell\u2019Europa, o se, al contrario, abbia ampliato il divario tra le economie degli Stati membri. Lo studio emerso dai ranghi degli economisti della BCE giunge a conclusioni poco lusinghiere. Anche a 18 anni dall\u2019introduzione della moneta unica, persiste nell\u2019area valutaria un forte divario nord-sud. Anzi, dalla crisi finanziaria del 2008 a oggi, la distanza tra i paesi dell\u2019Eurozona \u00e8 persino aumentata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Spagna non \u00e8 riuscita a stare al passo<\/strong><\/p>\n<p>Secondo gli autori dello studio \u00e8 sorprendente come l\u2019Unione monetaria non abbia favorito l\u2019avvicinamento delle economie dei primi 12 membri dell\u2019Unione. <em>\u201cContrariamente a quanto si sarebbe aspettato, l\u2019introduzione dell\u2019Euro non ha fatto da catalizzatore per una rapida convergenza\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Ci\u00f2 vale soprattutto per il sud della zona euro. A detta del rapporto, la Spagna, per esempio, in termini di sviluppo del reddito \u00e8 rimasta indietro di18 anni rispetto alla media UE. I segnali di crescita dei primi anni sarebbero stati totalmente annullati dalla crisi del debito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-13636\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Schermata-2017-12-13-alle-18.39.21.png\" alt=\"\" width=\"686\" height=\"563\" \/><\/p>\n<p>Dall\u2019avvento dell\u2019Euro anche l\u2019Italia \u00e8 precipitata sempre di pi\u00f9. Lo Stato che affaccia sul mediterraneo, che, considerando il Pil pro capite, originariamente faceva parte dei Paesi ricchi, \u00e8 franato nel frattempo nel gruppo delle nazioni pi\u00f9 povere. Le conseguenze della crisi finanziaria degli anni 2008\/2009 possono spiegare solo in parte questa crisi. A detta degli autori, i problemi del Belpaese, affetto da tempo da cronici problemi di crescita e debolezze strutturali, sono in parte \u201cautoinflitti\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La ricchezza del Paese diminuisce<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 importante sottolineare come lo studio in questione sia un saggio tecnico elaborato da alcuni economisti della BCE insieme a un autore originario della Slovacchia. Il documento non riflette necessariamente l\u2019opinione della Banca Centrale Europea. <strong>\u00c8 comunque degno di nota il fatto che l\u2019organo comunitario pubblichi in modo cos\u00ec prominente un\u2019analisi decisamente critica nei confronti dell\u2019Euro.<\/strong><\/p>\n<p>Tuttavia, il saggio non facilita per nulla suoi lettori: molte delle formulazioni rimangono piuttosto vaghe, e gli stessi grafici non riflettono dei risultati immediatamente chiari, ma mostrano delle conclusioni frammentate rispetto alla convergenza nell\u2019unione monetaria. Pertanto, i non-economisti sono costretti a ricomporre gli esiti della ricerca come se si trovassero alle prese con un puzzle.<\/p>\n<p>I numeri sono allarmanti. <strong>Prima dell\u2019inizio dell\u2019euro il reddito pro capite italiano era il 122% della media europea. Diciotto anni dopo la ricchezza \u00e8 solo al 96%. <\/strong>Al contrario, la Spagna \u00e8 migliorata di dieci punti, dal 93% al 103%, tuttavia, questo aumento \u00e8 dovuto principalmente a un boom immobiliare che non ha avuto vita lunga.<\/p>\n<p>I numeri della convergenza delle economie europee sfatano un altro mito. Pare che la Germania, infatti, non sia affatto il grande vincitore dell\u2019Euro, come si sente ripetutamente affermare. Soprattutto nei primi anni dell\u2019Unione monetaria, la ricchezza tedesca era in calo rispetto all\u2019intera UE. Nel 1998, il PIL pro capite era pari al 125% della media e alla fine del 2016 solo il 123%.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Germania \u00e8 al di sotto del proprio potenziale<\/strong><\/p>\n<p>Quanto siano davvero pronunciate le differenze tra i vari Paesi \u00e8 mostrato nella quinta parte dello studio. Un grafico a barre confronta l\u2019ipotetico sviluppo della prosperit\u00e0 nell\u2019area dell\u2019euro con quello reale. Tra i grandi vincitori ci sono prima di tutto l\u2019Irlanda e gli Stati baltici. La Germania si piazza nelle posizioni centrali, risultando in lieve perdita. <strong>I maggiori perdenti risultano Grecia, Portogallo, Italia e Cipro.<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante tutto, gli economisti non arrivano al punto di incolpare l\u2019euro di questo disastro. Secondo gli autori, molti Paesi hanno perso la propria competitivit\u00e0 globale molto prima dell\u2019adesione alla moneta unica. In effetti i risultati suggeriscono che i Paesi a cui l\u2019euro ha portato benefici sono, in particolare, quelli che hanno rispettato ampiamente le regole, come gli Stati baltici, la Slovacchia e i Paesi Bassi.<\/p>\n<p>A crollare sono stati invece i Paesi che hanno aderito all\u2019Euro ma che hanno in seguito infranto le regole per via di una \u201ccultura della svalutazione\u201d della propria moneta maturata nel corso di decenni. L\u2019Irlanda, al contrario, ha beneficiato della sua posizione di Paese a bassa tassazione, una tattica che non pochi esperti considerano ingiusta.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/12\/14\/die-welt-leuro-ha-frenato-anche-la-germania\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/12\/14\/die-welt-leuro-ha-frenato-anche-la-germania\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO Il quotidiano tedesco Die Welt, vicino alle posizioni di Angela Merkel, d\u00e0 spazio a sorpresa a uno studio di alcuni economisti della BCE che risulta altrettanto sorprendente, per via di un\u2019analisi fortemente critica della moneta unica. 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