{"id":37294,"date":"2017-12-19T09:00:41","date_gmt":"2017-12-19T08:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37294"},"modified":"2017-12-18T20:36:58","modified_gmt":"2017-12-18T19:36:58","slug":"la-france-insoumise-di-fronte-al-suo-destino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37294","title":{"rendered":"La \u201cFrance Insoumise\u201d di fronte al suo destino"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SENSO COMUNE (Lenny Benbara)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-img\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ideapark-big-thumb size-ideapark-big-thumb wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/MC3A9lenchon-a-Quito-800x533.jpeg\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" srcset=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/MC3A9lenchon-a-Quito-800x533.jpeg 800w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/MC3A9lenchon-a-Quito-800x533-300x200.jpeg 300w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/MC3A9lenchon-a-Quito-800x533-768x512.jpeg 768w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/MC3A9lenchon-a-Quito-800x533-390x260.jpeg 390w\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"533\" \/><\/div>\n<div class=\"post-content\">\n<div class=\"post-entry\">\n<p><b><i>Dopo poco pi\u00f9 di un anno di esistenza ed una storia gi\u00e0 ricca, <\/i>La France Insoumise<i>, forte del risultato del suo candidato Jean-Luc M\u00e9lenchon all\u2019elezione presidenziale e della visibilit\u00e0 del proprio gruppo parlamentare, deve ora definire la sua strategia nella guerra di posizione che si apre. Molte sono le sfide che il movimento dovr\u00e0 affrontare.\u00a0 \u00a0<\/i><\/b><\/p>\n<p>Siamo appena reduci da un lungo ciclo elettorale e, oltre <i>La R\u00e9publique en Marche<\/i>, il movimento <i>La France Insoumise<\/i> (LFI) si \u00e8 imposto quale forza nuova imprescindibile sullo scacchiere politico. Mentre solo pochi mesi prima sembrava che sarebbe stato il <em>Front National<\/em> (FN) a dotarsi di una forte presenza nel Parlamento Francese, la visibilit\u00e0 del gruppo di LFI ha permesso al movimento di insediarsi nella mente dei francesi quale <a href=\"http:\/\/www.bfmtv.com\/politique\/education-et-environnement-le-couple-macron-philippe-convainc-une-majorite-de-francais-1210442.html\">principale oppositore<\/a> alla politica di Emmanuel Macron. Questo risultato \u00e8 in gran parte il frutto di una\u00a0<a href=\"http:\/\/lvsl.fr\/peuple-nouveau-politique-de-temps\">strategia populista<\/a>, cos\u00ec come \u00e8 stata teorizzata da Ernesto Laclau e Chantal Mouffe, e messa in pratica da <i>Podemos<\/i>, ma anche dell\u2019esplosione del PS. Questo progresso \u00e8 notevole dato che permette all\u2019antiliberismo progressista di uscire dalla cultura della sconfitta. Gli<b> insoumis hanno sostenuto una vera guerra di movimento<\/b>, hanno ridato tutto il suo senso alla funzione tribunizia <i>attraverso <\/i>Jean-luc M\u00e9lenchon, ed hanno fallito di poco il passaggio al secondo turno dell\u2019elezione presidenziale. Dopo una fase parlamentare agitata che si \u00e8 protratta per qualchi mesi, \u00e8 necessario effettuare un piccolo bilancio di quanto \u00e8 successo, e tratteggiare le sfide che il movimento dovr\u00e0 affrontare, ora che si profila una nuova fase per cui \u00e8 necessaria una <b>strategia di guerra di posizione.<\/b><a href=\"http:\/\/lvsl.fr\/la-france-insoumise-face-a-son-destin#_ftn1\"><b>[1]<\/b><\/a><\/p>\n<p><b>La strategia populista vittoriosa sulla retorica di sinistra\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Uno dei primi insegnamenti che si possono trarre da questa elezione presidenziale \u00e8 che essa ha permesso di far apparire nettamente due orientamenti strategici. Il primo \u00e8 il populismo, inteso come una maniera di costruire un soggetto politico collettivo articolando un insieme di richieste sociali ed erigendo steccati nei punti in cui essi sono pi\u00f9 efficaci, allo scopo di determinare un \u00ab\u00a0loro\u00a0\u00bb ed un \u00ab\u00a0noi\u00a0\u00bb. Qui \u00abquelli del basso, la Francia dei piccoli\u00bb, l\u00e0 \u00abquelli dell\u2019alto\u00bb. <b>Questa strategia ha reso necessaria la costruzione di nuovi referenti pi\u00f9 trasversali e la liquidazione dell\u2019insieme dei referenti tradizionali della sinistra<\/b>, che, in quanto significanti discreditati dalla politica di Fran\u00e7ois Hollande, erano diventati politicamente delle palle al piede. La strategia populista non nega la pertinenza analitica dello steccato sinistra-destra, come si sente spesso dire, ma rifiuta il suo uso retorico, nei discorsi e nella pratica politica.<\/p>\n<p>Questa strategia si \u00e8 opposta ad un\u2019altra strategia poggiante sulla retorica di sinistra e la costituzione di un cartello di forze che si riconoscano chiaramente di sinistra. Quest\u2019ultima \u00e8 stata sostenuta da Beno\u00eet Hamon, candidato identitario del <b>\u00abritorno ai fondamenti della sinistra\u00bb<\/b>, e dal PCF che proponeva, prima della campagna, la costituzione di un largo cartello di sinistra. I risultati dei vari candidati e la dinamica della campagna hanno troncato questo dibattito.<\/p>\n<p>Occorre ricordare in effetti che la campagna di LFI \u00e8 diventata pienamente populista soltanto a partire dal meeting del 18 marzo a piazza della R\u00e9publique a Parigi. Prima, si trattava di una strategia ibrida \u2013 molto \u00ab<i>homo urbanus<\/i>\u00bb, il nuovo soggetto politico concettualizzato da Jean-Luc M\u00e9lenchon nel suo libro <i>L\u2019\u00e8re du peuple \u2013<\/i>, centrata sul cuore elettorale della sinistra e le classi medie. Il meeting del 18 marzo, le bandiere francesi ed il contenuto storico e patriottico del discorso, hanno permesso al movimento di divenire pi\u00f9 trasversale e di <b>passare dall\u2019incarnazione della sinistra all\u2019incarnazione del popolo.<\/b> \u00c8 proprio a partire da quel momento che Jean-Luc M\u00e9lenchon guadagna punti nei sondaggi e mette in moto la sua dinamica, amplificata due giorni dopo dalla sua eccellente prestazione nel dibattito con i\u00a0 \u00abgrossi candidati\u00bb. Nel corso di tale dibattito, il tribuno riesce a scollarsi di dosso l\u2019immagine collerica che lo caratterizzava a vantaggio di un\u2019immagine pi\u00f9 positiva e sorridente, il che gli permette di indossare gli abiti di uomo di Stato. In pochi giorni, il candidato passa dall\u201911% al 15% e supera Beno\u00eet Hamon, che comincia allora a franare, prima di spofondare a seguito del tradimento di Valls. Questo sorpasso ha anche<i> <\/i>permesso a LFI di innescare il fenomeno del voto utile molto presente nell\u2019elettorato del PS, anche se bisogna pur riconoscere che in molti si sono orientati per Macron. <a href=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/8\/8c\/Evolution_des_intentions_de_vote_%25C3%25A0_l%2527%25C3%25A9lection_pr%25C3%25A9sidentielle_2017.png?uselang=fr\">\u00c8 anche a partire da questo momento populista che le intenzioni di voto per il FN si contraggono.<\/a><\/p>\n<p>Si ribatte spesso al metodo populista che l\u2019elettorato di LFI si autoposiziona maggioritariamente a sinistra e che la retorica populista \u00e8 molto meno trasverale di quanto lascia credere. Questa constatazione \u00e8 vera, ma \u00e8 statica e deve essere sfumata. Se \u00e8 maggioritariamente vera, non lo \u00e8 esclusivamente. <a href=\"http:\/\/www.ipsos.fr\/decrypter-societe\/2017-04-23-1er-tour-presidentielle-2017-sociologie-l-electorat\">L\u2019indagine post-elettorale IPSOS<\/a> permette di apprendere che Jean-Luc M\u00e9lenchon \u00e8 il candidato che ha attratto il pi\u00f9 gran numero di votanti che non si riconoscono \u00abin nessun partito\u00bb, davanti a Marine Le Pen ed Emmanuel Macron. D\u2019altronde, in una prospettiva dinamica, occorre prendere in considerazione in conto due dimensioni che sono collegate: la capacit\u00e0 di essere la seconda scelta di numerosi elettori e la capacit\u00e0 di aggregare voti al secondo turno, che \u00e8 il momento in cui la trasversalit\u00e0 si esprime in maniera pi\u00f9 netta.<\/p>\n<p>Nella fattispecie, secondo l\u2019indagine CEVIPOF del 16-17 aprile 2017, <b>Jean-Luc M\u00e9lenchon \u00e8 riuscito ad essere la prima seconda scelta degli elettori non definitivi di tre differenti candidati: <\/b>Emmanuel Macron (26% dei suoi elettori non definitivi), Beno\u00eet Hamon (50%) e Marine Le Pen (28%). Inoltre, se ci si vuole interessare alla capacit\u00e0 di aggregazione al secondo turno, e secondo i dati raccolti dall\u2019autore di queste righe, i<b> candidati di LFI presenti al secondo turno delle legislative sono stati capaci di raccogliere grossi bottini al ballottaggio, <\/b>senza tuttavia arginare totalmente l\u2019onda macronista. In effetti, questi candidati, perlopi\u00f9 opposti a candidati della <i>R\u00e9publique en Marche<\/i>, hanno guadagnato in media 29,11 punti tra il primo ed il secondo turno, contro i 18,46 punti dei\u00a0 candidati di LREM che erano loro opposti. Questo non si pu\u00f2 unicamente spiegare con la rimobilitazione dell\u2019elettorato LFI se si considerano il decremento del tasso di partecipazione nazionale ed il numero di duelli \u2013 oltre sessanta -, anche se ci\u00f2 ha potuto influire in sede locale. Ecco cos\u2019\u00e8 la trasversalit\u00e0 che permette il metodo populista: <b>la capacit\u00e0 di essere una forza di secondo turno e di non essere invischiati in un ghetto elettorale. \u00a0<\/b><\/p>\n<p>Il risultato ottenuto da Jean-Luc M\u00e9lenchon il 23 aprile, ossia il 19,58% corrispondente a sette milioni di voti, era in s\u00e9 una vittoria politica incoraggiante per il futuro. Peccato che il candidato non abbia potuto mostrarlo ed incarnarlo al momento della sua conferenza stampa, anche se non ci vuole molto per capire che sfiorare cos\u00ec da vicino l\u2019accesso al secondo turno possa essere demoralizzante. Tuttavia, \u00e8 a partire da quel momento che i\u00a0 media e gli avversari politici di LFI hanno tentato di <b>confinare il movimento nel ruolo di una forza inacidita opposta all\u2019energia positiva macroniana<\/b> e, bisogna dirlo, ci sono parzialmente riusciti. L\u2019intoppo sull\u2019affare Cazeneuve \u2013 uno dei rari ministri di Hollande relativemente popolari \u2013 e della frase pronunciata da Jean-Luc M\u00e9lenchon sull\u2019\u00abassassinio di R\u00e9mi Fraisse\u00bb hanno ulteriormente amplificato questa situazione. Tuttavia, i risultati delle elezioni legislative, e l\u2019esistenza di un gruppo parlamentare autonomo, sorridente e vincente, sono riusciti a smantellare questa spirale che minacciava gli insoumis. Ora, si chiude un ciclo e molte sfide attendono il movimento.<\/p>\n<p><b>Oltrepassare la retorica di opposizione, coniugare il momento destituente e il momento istituente<\/b><\/p>\n<p>Il primo mese di attivit\u00e0 parlamentare degli insoumis \u00e8 stato segnato da momenti mediatici che hanno messo in scena una <b>retorica di opposizione<\/b>: rifiuto della cravatta, rifiuto di recarsi a Versailles, etc. Se si capisce senza difficolt\u00e0 che sia opportuno arrogarsi il\u00a0<b>monopolio dell\u2019opposizione<\/b>\u00a0in un contesto in cui i R\u00e9publicains sono completamente logorati dalle loro divisioni interne e dove il FN \u00e8 invisibile e subisce il contraccolpo della catastrofica campagna del secondo turno,\u00a0questa retorica deve tuttavia essere superata, o almeno coniugata con una <b>retorica istituente. <\/b>Questa esigenza di cambiar disco \u00e8 tanto pi\u00f9 pressante che il momento politico \u00e8 segnato dalla stanchezza nei confronti della politica dopo un lungo ciclo elettorale. La retorica di opposizione, a freddo, quando non ci sono movimenti sociali di grande ampiezza e si subisce la depoliticizzazione post-presidenziale, rischia di girare a vuoto.<\/p>\n<p>Per retorica istituente, intendiamo la capacit\u00e0 di incarnare e sviluppare discorsi che dimostrino una capacit\u00e0 di produrre un <b><i>ordine alternativo <\/i><\/b>all\u2019ordine attuale, un orizzonte positivo, dove sia questione, secondo le parole particolarmente calzanti di Jean-luc M\u00e9lenchon alla fine di uno dei dibattiti della campagna presidenziale, di <b>\u00abritrovare il gusto della felicit\u00e0\u00bb<\/b>. <i>La France Insoumise<\/i> non deve accontentarsi di contestare il nuovo ordine macroniano. Deve porsi a met\u00e0 strada tra tale ordine che critica, che propone di sgomberare, ed il progetto di paese che vuole veder nascere. Colpisce la differenza degli slogan tra i\u00a0 meeting di <i>Podemos<\/i> e quelli de <i>La France Insoumise<\/i>: mentre nei primi si canta <i>\u00a1S\u00ed se puede!,<\/i>\u00a0nei\u00a0 secondi si scandisce <i>R\u00e9sistance!<\/i> e <i>D\u00e9gagez!<\/i> Il cambiamento qualitativo da mettere in atto \u00e8 fondamentale e passa attraverso una trasformazione della cultura militante. Diciamolo chiaramente: <b>la sinistra antiliberista francese ha interiorizzato la sconfitta e non pensa se stessa se non come un\u2019eterna oppositrice che resiste indefinitamente agli assalti del neoliberismo. <\/b>Questa posizione \u00e8 confortevole ed \u00e8 talvolta il risultato del narcisismo militante che si compiace nel ruolo trasgressore dell\u2019oppositore. Di contro, risulta notevole che \u00cd\u00f1igo Errejon, l\u2019ex numero 2 di <i>Podemos<\/i>, dichiari, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=cZIbLmb_YDo\">la sera di un contraccolpo elettorale<\/a>: <b>\u00abNon siamo quelli che resistono\u00bb<\/b> e \u00abSiamo la Spagna che viene\u00bb. <i>La France Insoumise<\/i>, se non vuole essere confinata al ruolo dell\u2019eterno oppositore, dovr\u00e0 lavorare alla trasformazione della cultura della sua base militante, che proviene molto spesso \u2013 ma non soltanto \u2013 dalla vecchia sinistra radicale. Questa trasformazione \u00e8 gi\u00e0 in corso, in particolare con\u00a0<b>la benvenuta messa in ripostiglio delle bandiere rosse<\/b><b>.<\/b> Adesso si tratta di approfondirla.<\/p>\n<p>Senza questa capacit\u00e0 di cambiamento dei militanti rispetto alla loro cultura politica originaria e senza questa capacit\u00e0 di articolazione tra la volont\u00e0 di destituzione del vecchio mondo e la volont\u00e0 di instituzione di un nuovo mondo, lo spazio politico potrebbe essere lasciato a Beno\u00eet Hamon. Quest\u2019ultimo cerca di occupare lo spazio dell\u2019antiliberismo credibile, che si proietta in un \u00abfuturo desirabile\u00bb. Questo lavoro \u00e8 la condizione per andare a cercare <b><i>quelli che mancano<\/i><\/b>, in particolare tra le classi medie urbane e diplomate che hanno votato per il candidato del PS o per Macron alle presidenziali, ma anche tra le \u00a0classi popolari dove la <a href=\"http:\/\/www.ipsos.fr\/decrypter-societe\/2017-07-03-fractures-francaises-2017-defiance-recule-peu\">richiesta di autorit\u00e0 e di ordine \u00e8 potente.<\/a><\/p>\n<p><b>La difficile ma necessaria sintesi politica tra classi popolari della Francia periferica e classi medie urbane<\/b><\/p>\n<p>La forza de <i>La France Insoumise<\/i> \u00e8 di aver progredito enormemente nel complesso delle categorie socio-professionali (CSP) e delle fasce di et\u00e0 \u2013 tranne le pi\u00f9 avanzate \u2013 rispetto al 2012. Questa progressione \u00e8 del tutto omogenea se si considerano i dati per CSP: 19% tra i\u00a0 quadri, dieci in pi\u00f9 rispetto al 2012, 24% tra gli operai, ossia un progresso di tredici punti, 22% e un guadagno di dieci punti tra gli\u00a0 impiegati, 22% nelle professioni intermedie e otto punti di progressione, ma nessuna avanzata tra i pensionati. \u00c8 d\u2019altronde importante notare che l\u2019elettorato di Jean-Luc M\u00e9lenchon si \u00e8 considerevolemento ringiovanito: 30% tra i 18-24 anni <b>(+22)<\/b>,\u00a024% tra i 25-34 anni (+11), 22% tra i 35-49 anni (+10), ma ancora una volta esiti fiacchi nelle fasce di et\u00e0 pi\u00f9 avanzate. Questa struttura dell\u2019elettorato costituisce una forza ed una debolezza: dimostra la capacit\u00e0 de <i>La France Insoumise<\/i> di convincere chi\u00a0 vota per la prima volta e di estendersi verso tutte le CSP, ma espone all\u2019astensione differenziale, pi\u00f9 particolarmente al fatto che i pi\u00f9 anziani votano molto di pi\u00f9 del resto della popolazione. Gli <b>steccati politici diventano anche steccati generazionali. \u00a0<\/b><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 constatare l\u2019omogeneit\u00e0 della progressione di Jean-Luc M\u00e9lenchon anche a livello territoriale. Si osserva una progressione importante sull\u2019insieme del territorio, eccetto l\u2019Area della Sarthe, la zona di Orl\u00e9ans, l\u2019ex regione Champagne, la Vandea, la Corsica, e la Franche-Comt\u00e9 che \u00e8 pi\u00f9 moderata.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Carte-JLM.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1266\" src=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Carte-JLM-285x300.jpeg\" sizes=\"(max-width: 361px) 100vw, 361px\" srcset=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Carte-JLM-285x300.jpeg 285w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Carte-JLM-390x410.jpeg 390w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Carte-JLM.jpeg 530w\" alt=\"\" width=\"361\" height=\"380\" \/><\/a><\/p>\n<p>Mappa delle progressioni elettorali di Jean-Luc M\u00e9lenchon tra il 2012 e il 2017<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di avanzamento nella maggior parte degli strati della popolazione \u00e8 un\u2019ulteriore prova della trasversalit\u00e0 acquisita dal movimento nel corso della campagna presidenziale. Malgrado soggettivit\u00e0 politiche lontane come possono essere quella di un quadro cittadino e quella di un operaio del Nord, <b>Jean-Luc M\u00e9lenchon ha saputo cristallizzare, incarnare e articolare domande politiche diverse. \u00a0<\/b><\/p>\n<p>Si pone, allora, il problema di sapere come continuare a progredire nell\u2019insieme delle categorie pi\u00f9 disponibili a votare LFI. Si tratta di sapere, pi\u00f9 precisamente, come convincere le classi medie urbane che hanno esitato tra Macron e M\u00e9lenchon \u2013 e sono numerose \u2013 e le\u00a0 classi popolari \u2013 operai, impiegati e funzionari di categoria C della Funzione Pubblica Ospedaliera e della Funzione Pubblica Territoriale \u2013 che sono tentate dal voto FN, ma che, per effetto della crisi che vive attualmente il <i>Front National<\/i>, possono essere politicamente disaffiliate. Questa possibilit\u00e0 di disaffiliazione \u00e8 tanto pi\u00f9 concreta che il <b>FN \u00e8 tentato da un ritorno al trittico \u00abidentit\u00e0, sicurezza, immigrazione\u00bb, e dall\u2019abbandono della verniciatura sociale auspicata da Philippot a vantaggio di un discorso liberista in grado di conquistare le borghesia conservatrice.<\/b> Nel momento in cui la temporalit\u00e0 politica dell\u2019oggi \u00e8 segnata dal progetto di Macron sul <b>codice del lavoro e sull\u2019austerit\u00e0 del budget<\/b>, il FN \u00e8 invisibile e LFI dispone quindi di un varco di opportunit\u00e0 reale per raggiungere questi strati popolari.<\/p>\n<p>La difficolt\u00e0 risiede nel fatto che le classi medie urbane e le classi popolari della Francia periferica esprimono richieste politiche potenziamente antagoniste: apertura al mondo, partecipazione alla vita socio-politica, tempo libero, ecologia o istruzione per quanto riguarda le prime; protezione, autorit\u00e0, valorizzazione del lavoro, relativa ostilit\u00e0 all\u2019immigrazione e richiesta di intervento dello Stato per le seconde. Si tratta, ben inteso, di un quadro a grandi linee, ma invitiamo i nostri lettori ad andare a consultare l\u2019ultimo dossier sulle <a href=\"http:\/\/www.ipsos.fr\/decrypter-societe\/2017-07-03-fractures-francaises-2017-defiance-recule-peu\">fratture francesi realizzato dall\u2019IPSOS.<\/a><\/p>\n<p>Ci sembra che questa contraddizione pu\u00f2 essere superata sviluppando un discorso progressista sulla patria che non si configuri come un discorso di chiusura e di ripiego, ma <b>come un discorso ad un tempo inclusivo e protettore<\/b>: \u00abLa Francia \u00e8 una comunit\u00e0 solidale; la patria \u00e8 la protezione dei pi\u00f9 deboli grazie alla mediazione dello Stato; la Francia sono i servizi pubblici; la Francia \u00e8 una nazione universale ed ecologica aperta al mondo; etc. \u00bb. Questo tipo di discorso \u00e8 stato sviluppato da Jean-Luc M\u00e9lenchon durante la campagna presidenziale, ma deve essere approfondito e investito simbolicamente <b>conferendogli un contenuto positivo e ottimista.<\/b> LFI deve articolare un discorso olistico, produrre un <i>ordine patriottico alternativo<\/i>, che<i> <\/i>consenta la cristallizzazione di queste richieste potenzialmente contraddittorie. Si tratta di produrre una trascendenza ed un orizzonte aperto e protettore allo stesso tempo, dove la nozione di servizio pubblico torni ad essere fondamentale, conferendo al contempo un ruolo centrale al ristabilimento dell\u2019autorit\u00e0 dello Stato, per rispondere al sentimento \u201cdeclinista\u201d per cui\u00a0<b>\u00abtutto va in malora\u00bb.<\/b> Quest\u2019ultimo \u00e8 molto diffuso tra gli operai, gli impiegati e i funzionari di categoria C che subiscono l\u2019austerit\u00e0 e vedono sfaldarsi progressivamente lo Stato nei territori periferici.<\/p>\n<p>Nondimeno, attribuirsi il monopolio di una visione protettrice, aperta ed inclusiva della nazione non \u00e8 la sola scommessa saliente nella guerra di posizione che si preannuncia. \u00c8 fin troppo evidente che molti francesi hanno difficolt\u00e0 a prospettare un governo de <i>La France Insoumise<\/i>. Di conseguenza, votare per Jean-Luc M\u00e9lenchon pu\u00f2 reppresentare una specie di <b>salto nel buio.<\/b> \u00c8 per questa ragione che il movimento si trova di fronte alla sfida di rendersi credibile su vari livelli: la natura del personale politico, la pratica istituzionale cos\u00ec come i codici e il simbolismo della competenza.<\/p>\n<p><b>Dotarsi di una capacit\u00e0 di governare e di una credibilit\u00e0 \u00a0<\/b><\/p>\n<p>Malgrado i risultati catastrofici delle politiche economiche che sono messe in opera da trent\u2019anni, il <b>personale politico neoliberista riesce sempre a mantenere la sua apparenza di credibilit\u00e0 tecnica ed economica.<\/b> Pensiamo alle sempiterne \u00abpolitiche di incentivi\u00bb ritenute capaci di far diminuire la disoccupazione, mentre si tratta di una spesa costosa con pochi effetti sull\u2019occupazione\u2026 Eppure, questa illusione di credibilit\u00e0 \u00e8 alla base della capacit\u00e0 delle \u00e9lite di ottenere la propria riconferma nel tempo, dato che ci\u00f2 che convince molti elettori a votare per loro \u00e8 la scelta del \u00abmale minore\u00bb, mentre i\u00a0 \u00abmargini politici\u00bb sono reppresentati come assimilabili al salto nel buio. Questa illusione di credibilit\u00e0 poggia su un complesso di codici e di discorsi che bisogna saper dominare. <i>La France Insoumise<\/i> non deve ignorare questa sfida centrale se vuole convincere una parte di quelli che esitano a darle il voto. Una <b>frazione del suo personale politico deve quindi tecnocraticizzarsi senza per questo depoliticizzarsi.<\/b> Le facolt\u00e0 di Sociologia, di Storia e di Scienze Politiche sono sufficientemente rappresentate in seno al personale politico che gravita intorno a LFI, mentre esiste una carenza vistosa di profili provenienti da Legge, Economia e dall\u2019alta amministrazione. Ci\u00f2 detto, \u00e8 anche nella pratica istituzionale quotidiana, nell\u2019amministrazione della vita di tutti i giorni, che risiede la chiave della capacit\u00e0 di <b>rappresentare la normalit\u00e0. \u00a0<\/b><\/p>\n<p>A questo proposito, le\u00a0 elezioni intermedie saranno essenziali. La prossima scadenza importante non \u00e8 il 2022, ma il 2020, anno delle elezioni municipali. I risultati di LFI nelle\u00a0 grandi citt\u00e0 al primo turno dell\u2019elezione presidenziale del 2017 le lasciano molte speranze di conquistare vari comuni, come mostra il seguente grafico\u00a0:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/illu-dossier_presidentielle-graphique-bis-bc4db.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1264\" src=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/illu-dossier_presidentielle-graphique-bis-bc4db-300x197.jpeg\" sizes=\"(max-width: 443px) 100vw, 443px\" srcset=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/illu-dossier_presidentielle-graphique-bis-bc4db-300x197.jpeg 300w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/illu-dossier_presidentielle-graphique-bis-bc4db-390x255.jpeg 390w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/illu-dossier_presidentielle-graphique-bis-bc4db-230x150.jpeg 230w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/illu-dossier_presidentielle-graphique-bis-bc4db.jpeg 600w\" alt=\"\" width=\"443\" height=\"291\" \/><\/a><\/p>\n<p>I risultati dei vari candidati nelle grandi citt\u00e0. Fonte : Metropolis.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La conquista di municipalit\u00e0 importanti a livello nazionale \u00e8 d\u2019altronde centrale nella strategia di acquisire credibilit\u00e0 condotta da <i>Podemo\u001ds<\/i>, come dimostrano le esperienze di Madrid e di Barcellona. Come spiega <a href=\"http:\/\/lvsl.fr\/macron-est-un-caudillo-neoliberal-entretien-avec-inigo-errejon\">\u00cd\u00f1igo Errejon \bin una sua conversazione con <i>Le Vent Se L\u00e8ve<\/i><\/a>: <b>\u00abPu\u00f2 sembrare paradossale, ma la cosa pi\u00f9 rivoluzionara, quando abbiamo conquistato queste citt\u00e0, \u00e8 che non \u00e8 successo niente\u00bb.<\/b> In altre parole, la loro vittoria non ha generato il caos, mentre questo era stato annunciato dai loro avversari politici. La dimostrazione della capacit\u00e0 di governare a livello locale \u00e8 una tappa fondamentale per convincere della propia capacit\u00e0 di governare a livello nazionale. \u00c8 anche l\u2019occasione di produrre un personale politico dotato di una visibilit\u00e0, e di una padronanza delle molle e dei vincoli delle politiche pubbliche, di quello che rappresenta il fatto di dirigere una istituzione con tutte le sue pesantezze amministrative, <a href=\"http:\/\/lvsl.fr\/entretien-rita-maestre-ne-devons-considerer-invites-sein-institutions\">come chiarisce <\/a>Rita <a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/rita-maestre\/non-dobbiamo-sentirci-degli-invitati-nelle-istituzioni\/\">Maestre in un\u2019altra conversazione pubblicata su <\/a>LVSL<i>.<\/i> Ci\u00f2 richiede una strategia a lungo termine per conquistare questi bastioni essenziali nella guerra di posizione che si sta svolgendo, ma anche che <b>LFI chiarisca e stabilizzi il suo modello organizzativo. \u00a0<\/b><\/p>\n<p>Quale che sia la questione, non esiste una soluzione chiavi in mano, ma crediamo che ci\u00f2 sia ancor pi\u00f9 evidente per quanto concerne l\u2019organizzazione stessa di LFI. \u00c8 chiaro nondimeno che il movimento non pu\u00f2 adottare le forme piramidali tradizionali dei vecchi partiti. <b>L\u2019esperienza storica ha dimostrato fin troppo bene la loro tendenza alla sclerosi e all\u2019assenza di duttilit\u00e0 di fronte agli eventi politici.<\/b> La sfida \u00e8 di coniugare orizzontalit\u00e0 partecipativa e verticalit\u00e0, produzione di quadri e limitazione dell\u2019autonomizzazione dei quadri, permeabilit\u00e0 con i movimenti sociali ed istituzionalizzazione relativa; o ancora produzione di figure tribunizie e ancoraggio locale. Quale che sia il modello prescelto nel corso dei prossimi mesi, ci sembra che nessuna di queste sfide possa essere trascurata.<\/p>\n<p>Le scommesse per <i>La France Insoumise<\/i> sono numerose, il passaggio da una strategia di guerra di movimento ad una strategia di guerra di posizione non \u00e8 affatto evidente. Nondimeno, dopo anni di disfatte interminabili, le forze progressiste e antiliberiste possono finalmente coltivare la speranza di una presa di potere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/lvsl.fr\/la-france-insoumise-face-a-son-destin#_ftnref1\">[1]<\/a> La distinzione tra guerra di movimento e guerra di posizione proviene da Gramsci. Per semplificare, la guerra di movimento si rif\u00e0 ai periodi politici caldi, quando i\u00a0 rapporti di forze possono ribaltarsi spettacolarmente ed in grandi dimensioni. La seconda si rif\u00e0 ai periodi pi\u00f9 freddi, dove la sfida \u00e8 quella della conquista dei bastioni nella societ\u00e0 civile e nella societ\u00e0 politica, dello sviluppo di una visione del mondo, e della costruzione di un\u2019egemonia culturale capace di permettere la nascita di un nuovo blocco storico del cambiamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Pubblicato su <\/em>Le Vent Se L\u00e8ve<em> il 23\/8\/2017. Traduzione di\u00a0Jean-Pierre Floquet.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte:<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE (Lenny Benbara) Dopo poco pi\u00f9 di un anno di esistenza ed una storia gi\u00e0 ricca, La France Insoumise, forte del risultato del suo candidato Jean-Luc M\u00e9lenchon all\u2019elezione presidenziale e della visibilit\u00e0 del proprio gruppo parlamentare, deve ora definire la sua strategia nella guerra di posizione che si apre. Molte sono le sfide che il movimento dovr\u00e0 affrontare.\u00a0 \u00a0 Siamo appena reduci da un lungo ciclo elettorale e, oltre La R\u00e9publique en Marche,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":34845,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/SC_logo_granata.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9Hw","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37294"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37294"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37294\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37295,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37294\/revisions\/37295"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34845"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37294"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37294"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37294"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}