{"id":37297,"date":"2017-12-19T11:02:03","date_gmt":"2017-12-19T10:02:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37297"},"modified":"2017-12-18T23:04:07","modified_gmt":"2017-12-18T22:04:07","slug":"maduro-fa-en-plein","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37297","title":{"rendered":"Maduro fa en plein"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Luca Lezzi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il presidente bolivariano, sempre pi\u00f9 osteggiato dai media occidentali, ha giocato le sue mosse e vinto ogni partita nella seconda met\u00e0 del 2017 trionfando nelle elezioni regionali e in quelle comunali, spaccando il fronte delle opposizioni, evitando il default e rinsaldando le alleanze con Russia e Cina.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In molti hanno dubitato delle capacit\u00e0 di Nicolas Maduro, delfino designato da\u00a0<strong>Hugo Chavez<\/strong>\u00a0per continuare la rivoluzione bolivariana iniziata all\u2019alba degli anni 2000. La prima met\u00e0 dell\u2019anno aveva decretato un attacco continuo al governo venezuelano in carica e alla persona di Maduro indicato come un anello debole e isolato all\u2019interno dello stesso chavismo. Tutte queste ipotesi si sono verificate infondate davanti alle prove e agli ostacoli che il presidente ha saputo superare abilmente a partire dalla\u00a0<strong>convocazione della nuova\u00a0<em>Assemblea Costituente<\/em>\u00a0di fine luglio<\/strong>. Quella che era sembrata alla maggioranza della stampa e dei media una mossa disperata e tesa solo ad esautorare l\u2019<em>Assemblea Nazionale<\/em>, che dal dicembre 2015 ha una maggioranza dei 2\/3 a favore del cartello dell\u2019opposizione della\u00a0<em>Mesa de la Unidad Democr\u00e1tica\u00a0<\/em>(Tavola dell\u2019unit\u00e0 democratica), \u00e8 stata, invece, la prima mossa verso il ritorno ad una normalizzazione interna. Insediatasi sulla base del voto popolare, con oltre otto milioni di aventi diritto che si recarono alle urne\u00a0<strong>nonostante le minacce e le violenze delle opposizioni<\/strong>, l\u2019AC ha ridefinito le priorit\u00e0 di un Paese in enorme difficolt\u00e0 economica.<\/p>\n<div id=\"attachment_93275\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-93275\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Hugo_Ch%C3%A1vez_and_Dilma_Rousseff_in_Bras%C3%ADlia_2011_2_cropped-1024x768.jpg\" alt=\"Hugo Ch\u00e1vez (1954\/2013)\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Hugo Ch\u00e1vez<br \/>\n(1954\/2013)<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Dall\u2019<em>Assemblea Costituente\u00a0<\/em>\u00e8 arrivata la<strong>\u00a0forza dirompente di una nuova generazione<\/strong>\u00a0cresciuta negli anni del chavismo e che non intende rinunciare ai principali successi di questo ventennio in cui il Venezuela ha sconfitto l\u2019analfabetismo, la fame (dati FAO 2015) e la povert\u00e0 con enormi progressi sul piano dei diritti sociali e la\u00a0<strong>riduzione della disuguaglianza<\/strong>. Una volta esautorata l\u2019AN \u00e8 stato decretato il calendario elettorale che ha visto trionfare la coalizione del\u00a0<em>Grande Polo Patriottico<\/em>\u00a0sia alle elezioni per i governatori regionali del 15 ottobre sia alle elezioni amministrative della scorsa domenica. Nonostante avessero a pi\u00f9 riprese richiesto di fissare le date degli appuntamenti elettorali i principali artefici delle violenze di piazza susseguitesi da aprile a luglio hanno poi boicottato queste tornate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se cos\u00ec \u00e8 stato per gli oltranzisti\u00a0<strong>Leopoldo Lopez<\/strong>,\u00a0<strong>Henrique Capriles<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Julio Borges<\/strong>\u00a0dei partiti\u00a0<em>Voluntad Popular<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Primeiro Justicia<\/em>\u00a0oltre che per Mar\u00eda Corina Machado di\u00a0<em>Vente Venezuela<\/em>\u00a0(Vieni Venezuela), diverso \u00e8 stato l\u2019atteggiamento dello storico partito socialdemocratico Acci\u00f3n Democr\u00e1tica (Azione Democratica) guidato da Henry Ramos Allup che ha schierato propri candidati risultando vincitore in quattro stati regionali. Il successivo giuramento dinnanzi all\u2019Assemblea Costituente dei quattro eletti ha decretato l\u2019insanabile frattura nella\u00a0<strong>Mud<\/strong>, dove la vera posta in palio sembra ormai essere la candidatura per le elezioni presidenziali che si terranno verso la fine del 2018. Un altro leader dell\u2019opposizione, l\u2019ex sindaco della capitale Caracas Antonio Ledezma, \u00e8, invece, andato ad ingrossare le fila degli esuli che girano l\u2019Europa e il mondo occidentale per\u00a0<strong>chiedere sanzioni e interventi contro il proprio stesso popolo<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_93276\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-93276\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Ledezma-868x1024.jpg\" alt=\"L\u2019ex sindaco di Caracas spesso nominato tra i \u201cprigionieri politici\u201d ha evaso gli arresti domiciliari per fuggire prima in Colombia e da l\u00ec in Europa\" width=\"868\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">L\u2019ex sindaco di Caracas spesso nominato tra i \u201cprigionieri politici\u201d ha evaso gli arresti domiciliari per fuggire prima in Colombia e da l\u00ec in Europa<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I numeri non mentono mai<\/strong>\u00a0e quelli a sostegno del\u00a0<em>chavismo<\/em>\u00a0sono evidenti: diciannove dei ventitr\u00e9 Stati regionali conquistati (in seguito alla ripetizione del voto di Zulia dopo il mancato giuramento del candidato dell\u2019opposizione eletto a met\u00e0 ottobre), trecento dei trecentotrentacinque comuni al voto conquistati tra cui ventidue dei ventitr\u00e9 capoluoghi regionali e storiche roccaforti dell\u2019opposizione come Maracaibo ed il distretto di Sucre, nell\u2019area di Caracas.\u00a0<strong>Anche il numero dei votanti risulta confortante<\/strong>, se, infatti, in occasione del voto per l\u2019AC si erano recati alle urne i fedelissimi della rivoluzione bolivariana con un dato superiore agli otto milioni e pari al 41,5% degli aventi diritto, per le elezioni regionali il dato \u00e8 salito al 61,1% per poi scendere al 47,3% in quest\u2019ultima tornata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le partite pi\u00f9 importanti, per\u00f2, il governo di Maduro le ha giocate e vinte sul piano finanziario e internazionale. In seguito alla visita del capo di Stato venezuelano a Mosca sono stati stretti nuovi e pi\u00f9 prolifici accordi commerciali con il gigante euro-asiatico e gli ottimi rapporti tra le due nazioni hanno consentito una ristrutturazione del debito di 3,15 miliardi di dollari che la Repubblica sudamericana si \u00e8 impegnata a pagare nei prossimi dieci anni con l\u2019ausilio di rate minime per i primi sei anni. A scongiurare il default, prematuramente dichiarato dall\u2019agenzia Standard&amp;Poor\u2019s, hanno contribuito le manovre attuate oltre che con il ministro delle Finanze russo\u00a0<strong>Anton Siluanov<\/strong>\u00a0anche con l\u2019altro grande creditore, ovvero la Cina. Secondo il ministro degli Esteri cinesi\u00a0<strong>Geng Shuang<\/strong>\u00a0il pagamento del debito da parte dello Stato venezuelano \u201cprocede normalmente\u201d cos\u00ec come i rapporti, con quello che \u00e8 uno dei quattro partecipanti sudamericani (insieme a Per\u00f9, Cile e Bolivia) alla\u00a0<em>Asian Infrastructure Investment Bank\u00a0<\/em>(Banca Asiatica d\u2019Investimento per le Infrastrutture, AIIB) risultano ottimi.<\/p>\n<div id=\"attachment_93277\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-93277\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/78ALPVZZBYAsnt5ssnC28iiTAJq1n2Pb-1024x632.jpg\" alt=\"Nicolas Maduro e Vladimir Putin\" width=\"1024\" height=\"632\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Nicolas Maduro e Vladimir Putin<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Il provvedimento che pi\u00f9 sta facendo discutere, sia i detrattori che coloro che risultano tra i pi\u00f9 entusiasti, \u00e8 di certo\u00a0<strong>il lancio del\u00a0<em>Petro<\/em><\/strong>, una nuova criptovaluta simile al bitcoin. L\u2019intenzione del governo socialista \u00e8 quella di utilizzarla per le transazioni finanziarie all\u2019estero garantendola tramite le riserve di oro, petrolio, gas e diamanti. In ogni caso si tratterebbe della\u00a0<strong>prima moneta virtuale di emanazione statale<\/strong>strettamente legata ad un governo, cosa che ridurrebbe la libert\u00e0 di convertibilit\u00e0 in qualsiasi moneta del mercato internazionale, vero punto di forza di questo tipo di valuta. Si tratta del secondo provvedimento attuato dal Venezuela per<strong>\u00a0contrastare e aggirare il blocco finanziario<\/strong>\u00a0imposto dagli Usa dopo la decisione di riqualificare il paniere monetario per gli scambi internazionali estromettendo il dollaro per fare strada a rublo russo, yuan cinese, rupia indiana ed euro. In attesa dei primi risultati\u00a0<strong>Nicolas Maduro<\/strong>, forte della ricomposizione delle due anime del chavismo (quella militare e quella civico-sindacale) ha gi\u00e0 annunciato la propria candidatura per le elezioni presidenziali del prossimo anno, scelta, anche questa, per nulla scontata solo pochi mesi fa.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/maduro-fa-en-plein\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/maduro-fa-en-plein\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Luca Lezzi) Il presidente bolivariano, sempre pi\u00f9 osteggiato dai media occidentali, ha giocato le sue mosse e vinto ogni partita nella seconda met\u00e0 del 2017 trionfando nelle elezioni regionali e in quelle comunali, spaccando il fronte delle opposizioni, evitando il default e rinsaldando le alleanze con Russia e Cina. 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