{"id":37388,"date":"2017-12-22T08:52:03","date_gmt":"2017-12-22T07:52:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37388"},"modified":"2017-12-21T20:01:34","modified_gmt":"2017-12-21T19:01:34","slug":"litalia-schiera-500-soldati-in-niger","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37388","title":{"rendered":"L&#8217;Italia schiera 500 soldati in Niger"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTRE FRONTIERA (Claudio Stellari)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo che Italia e Niger hanno firmato a Roma nel settembre di quest\u2019anno un accordo di cooperazione nell\u2019ambito della difesa, nel corso del 2018 il nostro paese ha previsto anche una missione militare nel cuore dell\u2019Africa. L\u2019annuncio \u00e8 stato fatto dal presidente del Consiglio\u00a0Paolo Gentiloni durante il vertice francese convocato dal presidente Emmanuel Macron per dare vita al G5 Sahel, una coalizione che vede impegnati Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre il protocollo italiano di settembre era rivolto alla formazione e all\u2019addestramento del personale delle forze armate nigerine, il contingente che sar\u00e0 schierato nel 2018 \u00e8 reso disponibile grazie a un finanziamento di 50 milioni da parte dell\u2019UE e si occuper\u00e0 di \u00ab<em>sorveglianza e controllo del territorio del Niger<\/em>\u00bb. L\u2019Italia contribuir\u00e0 con 470 soldati e 130 veicoli. Lo scopo \u00e8 presidiare con maggiore efficacia la rotta chiave dei migranti che dal Niger raggiunge l\u2019imbuto della Libia, dove un coacervo di criminali e islamisti gestisce il traffico di esseri umani, ma anche quello di droga e armi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre al terrorismo di Boko Haram<strong>,\u00a0<\/strong>infatti, che colpisce non soltanto il nord della Nigeria ma si spinge fino alle regioni al confine con il lago Ciad (e dunque anche Ciad, Camerun e Niger), la regione ha dovuto fronteggiare negli ultimi decenni anche altre due piaghe: la criminalit\u00e0 organizzata che spinge i migranti a raggiungere le coste mediterranee grazie a una ramificazione in tutto il Sahel, e il cosiddetto \u201cterrorismo economico\u201d, che ha preso di mira soprattutto le societ\u00e0 straniere operanti nel paese, accusate di sfruttare la principale risorsa nazionale senza garantire sviluppo socio-economico e migliori condizioni di vita alla popolazione. Da qui il terrorismo di matrice islamista, fomentato negli ultimi anni dal riemergere del Jihad non solo in Medio Oriente ma anche in Nigeria, Mali e appunto Libia.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019importanza del Niger<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019importanza strategica del Niger nel porre un argine alla criminalit\u00e0 e al terrorismo che infestano tutto il Sahel \u00e8 nota. Non a caso gli Stati Uniti hanno da poco avviato un massiccio finanziamento per costruire una base aerea per il decollo di droni ad Agadez, citt\u00e0 centrale del Niger. I lavori, il cui costo ammonta a circa 100 milioni di dollari,\u00a0sono alla fase finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Niger gli USA dispongono gi\u00e0 di una base aerea a Niamey da dove, in coabitazione con la Francia (nell\u2019ambito della \u201cOperazione Barkhane\u201d che si svolge in tutto il Maghreb), fanno decollare i loro droni MQ-9 Reaper. Adesso, con la nuova base di Agadez, Washington punta a intensificare i raid con i velivoli senza pilota per colpire le numerose postazioni e roccaforti jihadiste sparse tra Libia, Mali e Nigeria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Niger si colloca cos\u00ec come secondo hub per le operazioni militari degli USA in Africa, dietro solo al Gibuti. Secondo un rapporto diffuso nel 2015 dalla sottocommissione Affari Esteri del Senato americano che si occupa dei rapporti con l\u2019Africa, dal 2006 il Niger ha ricevuto da Washington attraverso l\u2019AFRICOM (il Comando delle operazioni degli Stati Uniti in Africa)\u00a0circa 82 milioni di dollari in aiuti militari, mentre sono 288 i milioni versati per i Paesi dell\u2019Africa Occidentale tra il 2009 e il 2013.\u00a0Soldi che per\u00f2 non bastano ancora a garantire stabilit\u00e0 in questi Stati.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify\"><strong>Una regione instabile<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\">In Niger, infatti, nel 2010 i militari hanno rovesciato il presidente Mamadou Tandja prendendo il potere. Mentre in\u00a0Ciad\u00a0ci sono stati due colpi di stato nel 2006 e nel 2013. In\u00a0Mauritania invece il governo \u00e8 stato rovesciato dai militari nel 2005 e nel 2008. E in\u00a0Mali\u00a0nel 2012 un golpe militare ha deposto il presidente che era stato democraticamente eletto, trascinando il Paese in una nuova lunga stagione di guerra civile i cui strascichi continuano ancora oggi. A ci\u00f2 si sovrappone il terrorismo transnazionale di Boko Haram, affiliato allo Stato Islamico, e quello dei gruppi legati ad Al Qaeda nel Sahel, come AQIM.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma \u00e8 soprattutto a causa dei signori della guerra come Mokhtar Belmokthar, alla testa di un esercito di contrabbandieri che imperversano con razzie e sequestri ai confini tra Algeria, Libia e Mali, che la situazione resta fuori controllo tale per cui il traffico di esseri umani non accenna a diminuire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019impegno militare italiano si colloca in questo difficile contesto dove, al fianco di partner internazionali come gli Stati Uniti, la Francia e il Regno Unito, adesso c\u2019\u00e8 anche l\u2019Unione Europea con il G5 del Sahel. Vedremo se questa iniziativa riuscir\u00e0 nel duplice scopo di garantire sicurezza e prevalere sugli obiettivi divergenti dei singoli paesi occidentali, attenti pi\u00f9 spesso a tutelare le proprie aree di influenza storiche che non a risolvere il problema centrale. A pagarne le spese pi\u00f9 di tutti, come sempre, \u00e8 la popolazione civile.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/italia-missione-militare-niger-migranti-traffico-esseri-umani\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/italia-missione-militare-niger-migranti-traffico-esseri-umani\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Claudio Stellari) Dopo che Italia e Niger hanno firmato a Roma nel settembre di quest\u2019anno un accordo di cooperazione nell\u2019ambito della difesa, nel corso del 2018 il nostro paese ha previsto anche una missione militare nel cuore dell\u2019Africa. 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