{"id":37411,"date":"2017-12-24T10:30:07","date_gmt":"2017-12-24T09:30:07","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37411"},"modified":"2017-12-24T03:22:58","modified_gmt":"2017-12-24T02:22:58","slug":"dialettica-e-domanda-filosofica-allepoca-del-turbocapitalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37411","title":{"rendered":"Dialettica e domanda filosofica all\u2019epoca del turbocapitalismo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SINISTRA IN RETE (Salvatore Bravo)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories6\/Ara34_01.jpg\" alt=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories6\/Ara34_01.jpg\" \/><\/p>\n<p>Costanzo Preve nel testo <i>Storia della dialettica<\/i> delinea attraverso lo sviluppo della dialettica la tragedia del capitale. La storia della dialettica \u00e8 funzionale alla drammatica comprensione del presente. <i>La furia del dileguare <\/i>come affermava Hegel \u00e8 la vita trascorsa nell\u2019immediatezza, ovvero nell\u2019irrazionalit\u00e0, poich\u00e9 \u00e8 razionale solo ci\u00f2 che \u00e8 compreso. <i>Tutto ci\u00f2 che \u00e8 reale \u00e8 razionale, tutto ci\u00f2 che \u00e8 razionale \u00e8 reale,<\/i> la ben nota citazione di Hegel nell\u2019interpretazione di Preve significa che solo ci\u00f2 che \u00e8 pensato diventa razionale, poich\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 mediato dalla dialettica del pensiero, dal concetto, diviene reale, in quanto riconfigurato e risimbolizzato. Il capitalismo globalizzato ha dichiarato guerra ad ogni forma simbolica in modo che gli \u201coggetti \u2013 merce\u201d vampirizzino, come affermava Marx, i suoi sudditi. Il dominio assoluto coincide con l\u2019eliminazione delle forme simboliche e dialettiche, \u00e8 un tragico algoritmo che cospira a far diventare l\u2019umanit\u00e0 serva inconsapevole dell\u2019unico linguaggio possibile: la riduzione di ogni ente ed esistente a funzione del sistema. Dalla <i>Buona scuola<\/i> allo <i>jus soli, all\u2019abolizione dell\u2019articolo 18<\/i>, ogni riforma, in realt\u00e0 controriforma, deve essere organica al sistema capitale. Preve concettualizza essenziale nel suo scritto: la dialettica, il dialogo socratico, \u00e8 sostanziale e non solo formale, poich\u00e9 si esplica all\u2019interno di rapporti segnati dall\u2019isonomia (uguaglianza davanti alla legge) e dall\u2019isegoria (uguale diritto di parola). La polis socratica \u00e8 una societ\u00e0 costituita da piccoli produttori, nella quale la propriet\u00e0 privata trova il suo limite nella comunit\u00e0 quale fine dell\u2019azione dei singoli, ovvero il singolo ha senso solo all\u2019interno della comunit\u00e0 per cui la propriet\u00e0 assume connotazioni sociali mai privatistiche.<\/p>\n<p>Il dialogo socratico dunque ha la sua genesi materiale e strutturale in una comunit\u00e0 dall\u2019alto respiro sociale. Il dialogo dunque assumeva forme di ricerca e libert\u00e0 di parola poich\u00e9 il tutto si esplicava su uno sfondo materiale ed economico che permetteva alle parole di avere un peso etico poich\u00e9 gli interlocutori vivevano l\u2019esperienza giuridica ed etica dell\u2019isonomia e specialmente dell\u2019isegoria, ovvero il diritto di parola dei cittadini tutti nell\u2019ecclesia. L\u2019uguaglianza \u00e8 dunque partecipazione, attivit\u00e0 politica mediante la dialettica animata ed ascoltata<sup><br \/>\n<\/sup><\/p>\n<p>\u201d<i>Il logos sokratic\u00f2s, imperniato sul dialogo dialettico, raddoppia nel cielo della filosofia il logos democratico che derivava dalla isonomia ateniese e soprattutto dalla isegoria, e cio\u00e8 dal diritto di parola cui tutti i cittadini nell\u2019assemblea (ecclesia).\u201d<sup>1<\/sup><\/i><\/p>\n<p>Il testo di Preve per contrasto con la polis greca, ci fa comprendere quanto la libert\u00e0 d\u2019espressione tanto decantata dal sistema attuale sia formale e non sostanziale. Il dialogo dialettico e dunque trasformativo dei comportamenti,<i> la prassi filosofica,<\/i> pu\u00f2 avvenire solo all\u2019interno di relazioni in cui i contendenti hanno la stessa valenza giuridica e di fatto. Nell\u2019epoca attuale l\u2019irrazionale distribuzione delle ricchezze e con esse della cultura producono contingenze in cui il soggetto in uno stato di minorit\u00e0 materiale che diviene spesso culturale vive l\u2019asimmetria della comunicazione, per cui la sua parola \u00e8 solo esercizio vocalico, atto di vanit\u00e0 ed inganno di un sistema ideologico che lascia che la parola venga detta poich\u00e9 si perde nell\u2019asimmetria delle differenze sociali. La libert\u00e0 di parola \u00e8 reale solo se gli interlocutori vivono condizioni materiali simili. Si immagini quanto valga la parola di un lavoratore precario privo dell\u2019articolo 18, dinanzi al potere di ricatto del datore di lavoro che pu\u00f2 licenziarlo senza giusta causa. La prassi filosofica \u00e8 stata sostituita dalla poiesis (\u03a0\u03bf\u03af\u03b7\u03c3\u03b9\u03c2), ovvero dalla continua ed ossessiva produzione materiale della merce a cui \u00e8 associato il ciclo della distruzione del prodotto. L\u2019alienazione, la spinta a spendere e consumare senza limiti implica che il lavoratore sfruttato come il borghese \u00e8 spinto a produrre e spendere senza alcuna teleologia, per sentire di esistere, per compensare le frustrazione di un\u2019esistenza feroce e crudele, spende o desidera spendere. Si realizza l\u2019eterogenesi dei fini hegeliana, ovvero il soggetto si illude di agire per i propri fini ma \u00e8 in realt\u00e0 \u00e8 abitato dal sistema. La Filosofia di Preve, dissidente rispetto alle accademie ed ai marxismi dei burocrati del pensiero, ha insegnato la risimbolizzazione. Ci sono Filosofie che Preve ha sempre combattuto con le armi del pensiero, ha sempre guardato con diffidenza cognitiva e dialettica le filosofie che sono divenute o possono diventare la stampella del Capitalismo, un esempio \u00e8 il neorealismo di Ferraris.<\/p>\n<p>Maurizio Ferraris in <i>Manifesto del nuovo realismo<\/i> inquieta per la sua visione filosofica: il neorealismo dovrebbe porre un limite all\u2019eccesso del postmodernismo da Lyotard a Foucault passando per Deleuze, colpevoli di aver segnato la fine dell\u2019oggettivit\u00e0. Il soggetto si nutre del proprio delirio di onnipotenza inseguendo la fantasiosa possibilit\u00e0 che tutto \u00e8 interpretazione. Il mondo \u00e8 cancellato, al suo posto il soggetto trionfa, descrivendo e creando mondi nell\u2019imperio della manipolazione. Il frammento diviene il fondamento di un mondo senza res, senza sostanza, in cui il rischio di un argomentare sofistico si sostituisce al logos, all\u2019essere comunitario che condivide logiche argomentazioni. La cura filosofica proposta da Ferraris, inquieta poich\u00e9 pare proporre un modello di filosofia alieno dalle origini e curvato sul modello scientifico. La Filosofia si svela e rileva nei dialoghi platonici con la dialettica argomentativa mediante la quale si definisce in modo processuale e logico il vero. La dialettica \u00e8 brachilogia ovvero la capacit\u00e0 di domandare in modo breve per scandagliare la profondit\u00e0 dei problemi. La domanda, il saper porre domande \u00e8 gi\u00e0 filosofare. Domandare cum grano salis, significa aprire orizzonti di ricerca, gettare lo sguardo cognitivo in profondit\u00e0 ignorate, fino a quel momento impensabili. Saper domandare \u00e8 esercizio del pensiero che si nutre della totalit\u00e0 della persona, l\u2019atto fonatorio vive del thym\u00f2s (\u03b8\u03c5\u03bc\u03cc\u03c2) come del Logos, binomio imprescindibile. Si pensi alle cavalle del proemio <i>Sulla Natura <\/i>di Parmenide, o alla biga alata di Platone nel <i>Fedro.<\/i> La spinta all\u2019eros filosofico vuole la totalit\u00e0 della persona, il thyum\u00f2s \u00e8 la curiosit\u00e0, la passione positiva che muove al conoscere senza la quale ogni domanda \u00e8 impossibile. Ora Ferraris nel suo testo afferma che la funzione della filosofia per il millennio di cui sentiamo \u201cla gettatezza\u201d \u00e8 risolvere problemi:<\/p>\n<p>\u201d<i>Ora, io sono convinto che la filosofia pu\u00f2 dare delle risposte, e che questo \u00e8 tanto pi\u00f9 facile quanto pi\u00f9 si lascia da parte il refrain filosofico del secolo scorso: la superiorit\u00e0 della domanda sulla risposta, il fatto che la filosofia sia strutturalmente incapace di costruire, che non abbia accesso alla realt\u00e0, anzi sia quella dottrina la cui mission aziendale consiste nel dire che il mondo vero non esiste\u201d<\/i><sup>2<\/sup><\/p>\n<p>Si noti il linguaggio, elemento non secondario, e naturalmente il concetto associato. La filosofia \u00e8 indistinta rispetto alle logiche manageriali del capitalismo. Se la filosofia dovesse piegarsi alle logiche dell\u2019utile e dell\u2019efficienza, nega se stessa per divenire copia delle scienze o meglio dell\u2019operare tecnologico &#8211; <i>Gestell<\/i>. La filosofia ha il suo centro nella domanda, la quale coglie prospettive che procedimenti protocollari delle discipline scientifiche che divengono modi di essere dello spirito non riescono ad intuire. Il domandare apre scenari del pensiero sconosciuti, come lo schiavo nella caverna di Platone, l\u2019atto di girarsi \u00e8 metaforico di un nuovo orizzonte di pensiero che vive della passione erotica della domanda. Cos\u00ec si addensa il pensiero nei suoi piani dinamici e riconfiguranti. Spostare l\u2019asse della filosofia sulla risposta anzich\u00e9 sulla domanda significa banalizzarla, addomesticarla, evirarla della capacit\u00e0 teoretica per metterla al servizio di una prassi la quale necessita invece del domandare. Il mondo per Ferraris ha degli aspetti che sono inemendabili. Si pensi all\u2019esperimento della ciabatta la quale \u00e8 \u201cdimostrazione filosofica\u201d che il mondo esiste a prescindere da noi, per far questo l\u2019esperienza della ciabatta \u00e8 vissuta da pi\u00f9 prospettive per dimostrare l\u2019inequivocabile oggettivit\u00e0 del dato: uomini, cani, vermi, edera e la stessa ciabatta!<\/p>\n<p>Si legge a proposito della ciabatta:<sup><br \/>\n<\/sup><\/p>\n<p>\u201d<i>Per finire, prendiamo una ciabatta. E\u2019 ancora pi\u00f9 insensibile dell\u2019edera. Per\u00f2 se la tiriamo addosso all\u2019altra ciabatta, la incontra, pressappoco come accade all\u2019edera, al verme, al cane, all\u2019uomo, Dunque non si capisce proprio in che senso anche la tesi pi\u00f9 ragionevole e minimalista circa l\u2019intervento del percipiente sul percepito possa avanzare qualche pretesa ontologica; figuriamoci poi le altre. Anche perch\u00e9 si potrebbe benissimo non prendere un\u2019altra ciabatta, ma semplicemente immaginare che la prima ciabatta sia l\u00ec, in assenza di qualsiasi osservatore animale, o senza un vegetale o un\u2019altra ciabatta interagiscono con lei. Se la ciabatta c\u2019\u00e8 davvero, allora deve esserci anche senza nessuno che la veda, come \u00e8 logicamente implicato dalla frase \u201cC\u2019e una ciabatta\u201d, altrimenti uno potrebbe dire: \u201dMi pare che ci sia una ciabatta\u201d, o, anche pi\u00f9 correttamente\u201d Ho in me la rappresentazione di una ciabatta\u201d, quando non addirittura: \u201dHo l\u2019impressione di avere in me la rappresentazione di una ciabatta\u201d.<sup>3<\/sup><\/i><\/p>\n<p>Inutile dire che i postmodernisti affermavano che la realt\u00e0 storico sociale \u00e8 interpretabile da pi\u00f9 prospettive e spesso il relativismo paralizzava il relativo, impedendo una solida trattazione sulla scelta ideologica. Ferraris vira invece sulla natura, ma nessuna filosofia parte dal postulato che la realt\u00e0 esterna non esiste ed \u00e8 solo una vaga rappresentazione delirante ed onnipotente del soggetto. Una filosofia che cerca di dimostrare l\u2019esistenza inemendabile della ciabatta, possiamo immaginare che venga ben accolta nel mondo della societ\u00e0 dello spettacolo, poich\u00e9 abdica alla sua vocazione di mostrare e specialmente pensare le contraddizioni che attraversano l\u2019epoca in cui vive. Il rischio del neorealismo in un\u2019epoca segnata dalla consapevolezza delle sue ingiustizie ma ritenute incorreggibili in quanto non vi \u00e8 alternativa, \u00e8 che il dibattito sull\u2019esistenza del mondo esterno possa gradualmente diventare il pericoloso sostegno per la naturalizzazione del sistema vigente gi\u00e0 in fase avanzata. L\u2019obiettivo di Ferraris \u00e8 la societ\u00e0 liquida che invece ci rileva il filosofo essere solida perch\u00e9 non solo la natura esiste a prescindere da noi, ma sono fatti oggettivi il denaro come i passaporti:<\/p>\n<p>\u201d<i>Attraverso l\u2019analisi delle caratteristiche specifiche degli oggetti sociali emerge invece che la societ\u00e0 \u00e8 tutt\u2019altro che liquida: \u00e8 fatta di oggetti come le promesse e le scommesse, il denaro e i passaporti, che spesso possono essere pi\u00f9 solidi dei tavoli, delle sedie, e dai quali dipende tutta la felicit\u00e0 e l\u2019infelicit\u00e0 delle nostre vite. Ne sanno qualcosa, purtroppo, coloro che hanno acceso dei mutui a tasso variabile o si sono giocati in borsa i loro risparmi\u201d.<sup>4<\/sup><\/i><\/p>\n<p>Il denaro o un mutuo non \u00e8 semplicemente un dato, \u00e8 elemento di un contesto in cui sono presenti forze di carattere sociale e produttivo che vanno svelati. Dietro i mutui ci sono le banche, le industrie del cemento, le forme di sfruttamento multiplo, il saccheggio spesso legalizzato dei pi\u00f9 forti contro i pi\u00f9 deboli. La felicit\u00e0 inoltre non pu\u00f2 dipendere da un mutuo, ma l\u2019illusione che l\u2019avere possa dare la felicit\u00e0 con la conseguente disillusione certamente\u2026<\/p>\n<p>La filosofia del neorealismo si prospetta dunque nella forma di una filosofia dell\u2019adeguamento al reale di cui non abbiamo bisogno. Solo una filosofia che emancipa mediante il metodo ontogenetico pu\u00f2 essere motivo di speranza. A una Filosofia che cerca soluzioni e non ha pi\u00f9 il coraggio della domanda che aggrega, bisogna contrapporre un altro modello ovvero il dialogo socratico, il quale si sostituiva come prassi, come maieutica trasformazione collettiva dei comportamenti umani, la domanda era condizione imprescindibile perch\u00e9 ci\u00f2 avvenisse, la domanda dimostra che l\u2019uomo \u00e8 un essere libero il quale pu\u00f2 trasformare se stesso e la comunit\u00e0 se la domanda ha uno spessore comunitario e cognitivo, la domanda libera, e dunque la filosofia che non vuole essere copertura ideologica del turbocapitalismo globalizzato dev\u2019essere presenza responsabile nella storia della speranza della prassi:<\/p>\n<p>\u201d<i>A volte nella storia si costituiscono dittature talmente pervasive e permanenti da imporre per un certo periodo di tempo un\u2019unificazione forzata e statualmente imposta dell\u2019oggetto e del metodo della filosofia (e ci\u00f2 \u00e8 per esempio avvenuto nella teologia cristiana e musulmana medioevale, cui era imposta la premessa dell\u2019esistenza di Dio, o nello stalinismo sovietico, in cui l\u2019oggetto e il metodo della filosofia erano forzosamente identificati con una particolare interpretazione obbligata dell\u2019ideologia di partito marxista-leninista). Questo, per\u00f2, non pu\u00f2 durare per sempre, a causa appunto del carattere generico e aperto dell\u2019ente naturale umano (Gattungswesen). E\u2019 allora tipico e specifico della filosofia, o pi\u00f9 esattamente della pratica filosofica, il non poter mai giungere ad una unificazione concordata dell\u2019oggetto e del metodo. E questo, lungi dall\u2019essere una debolezza della filosofia, \u00e8 proprio la sua forza\u201d.<sup>5<\/sup><\/i><\/p>\n<p>Contro ogni omologazione filosofica, Preve rivendica la libert\u00e0 della filosofia e con essa dell\u2019uomo, il quale dotato di una natura generica non pu\u00f2 divenire organico al sistema, e se ci\u00f2 avviene \u00e8 solo per brevi periodi. La Filosofia deve dunque riaprire la storia, mostrando con un cambio delle premesse e delle prospettive che ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 non \u00e8 tutto, e dunque la filosofia \u00e8 chiamata alla responsabilit\u00e0 dinanzi alla storia. La speranza della prassi marxiana vive nella domanda che scompagina i postulati come i dogmi. Contro ogni filosofia che sterilizza la domanda per essere complice <i>della fine della storia<\/i>, Preve contrappone <i>il logos dialettico<\/i> che riapre la storia alla parola, alle ragioni della trasformazione. Contro ogni rimozione la dialettica e la domanda sono gi\u00e0 resistenza e speranza.<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/articoli%20da%20caricare\/dialettica%20Preve.html#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> Costanzo Preve, <em>Storia della Dialettica,<\/em> Petite Plaisance, Pistoia, 2006 pag.27<\/p>\n<p><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/articoli%20da%20caricare\/dialettica%20Preve.html#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> Maurizio Ferraris, <em>Manifesto del nuovo realismo,<\/em> Laterza, Bari 2014, pag.60<\/p>\n<p><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/articoli%20da%20caricare\/dialettica%20Preve.html#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> Ibidem pp. 41 42<\/p>\n<p><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/articoli%20da%20caricare\/dialettica%20Preve.html#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a> Ibidem pag.76<\/p>\n<p><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"\/\/\/home\/tonino\/Scrivania\/articoli%20da%20caricare\/dialettica%20Preve.html#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a> Costanzo Preve, <em>Storia della Dialettica,<\/em> Petite Plaisance, Pistoia, 2006, pag.14<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/11262-salvatore-bravo-dialettica-e-domanda-filosofica-all-epoca-del-turbocapitalismo.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/11262-salvatore-bravo-dialettica-e-domanda-filosofica-all-epoca-del-turbocapitalismo.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Salvatore Bravo) Costanzo Preve nel testo Storia della dialettica delinea attraverso lo sviluppo della dialettica la tragedia del capitale. 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