{"id":37584,"date":"2018-01-04T08:00:07","date_gmt":"2018-01-04T07:00:07","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37584"},"modified":"2018-01-03T20:06:21","modified_gmt":"2018-01-03T19:06:21","slug":"anno-dei-signori-2017-ci-hanno-guadagnato-soltanto-i-migliardari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37584","title":{"rendered":"Anno dei Signori 2017: ci hanno guadagnato soltanto i migliardari."},"content":{"rendered":"<p><strong>di MICRO MEGA (Alessandro Robecchi)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Giusto perch\u00e9 non \u00e8 ancora finito il tempo dei bilanci sul 2017, annus horribilis, ecco un dato che pu\u00f2 generare lo sfavillante ottimismo di cui ci dicono ci sia gran bisogno. Su con la vita! I 500 uomini pi\u00f9 ricchi del pianeta nel 2017 si sono messi in tasca giusti giusti mille miliardi di dollari, con un incremento del 23 per cento rispetto all\u2019anno prima e insomma, non facciamola lunga: si certifica, nell\u2019anno dei Signori 2017, che per diventare ricchi la cosa migliore \u00e8 essere gi\u00e0 molto ricchi.<\/p>\n<p>La forbice della diseguaglianza non solo non si chiude, ma si apre a dismisura, in un\u2019annata d\u2019oro per i miliardari. Il primo della lista, Jeff Bezos, il capo di Amazon, ha incrementato la sua fortuna del 34 e passa per cento, ora \u00e8 vicino ai 100 miliardi di dollari (99,6, per la precisione, cio\u00e8 per arrivare a 100 gli mancano solo 400 milioni di dollari, suggerisco di aprire una sottoscrizione). Lo inseguono Bill Gates e Warren Buffet, staccati di una manciata di miliardi (91 e 85).<\/p>\n<p>Il primo europeo \u00e8 in sesta posizione, ed \u00e8 quel Bernard Arnault, francese, che vende lusso a tutti, cio\u00e8 di sicuro ai suoi 500 colleghi della classifica degli uomini pi\u00f9 ricchi del mondo. Pi\u00f9 ricchi che nel 2016, anno in cui erano diventati pi\u00f9 ricchi che nel 2015, anno in cui\u2026 Potete tornare indietro un bel po\u2019: nei dieci anni della crisi \u00e8 gente che non si \u00e8 mai fatta mancare il segno pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ma s\u00ec, ma s\u00ec, sono classifiche che lasciano il tempo che trovano. L\u2019indignazione generica del momento e poi basta.<\/p>\n<p>Eppure \u2013 lo dico, male, un po\u2019 rozzamente, perdonate \u2013 queste classifiche potrebbero mettere qualche idea in testa. Per esempio che l\u00ec dentro potrebbero annidarsi i famosi soldi che non ci sono mai. Ritornello costante di ogni governo pi\u00f9 o meno o para-liberale (non solo italiano) quando si parla di servizi e diritti \u00e8 \u201cs\u00ec, sarebbe giusto, ma non ci sono i soldi\u201d. Ora con tutti i soldi che ti fanno ciao ciao con la manina dalle classifiche (mille miliardi di dollari in pi\u00f9 in un anno), direi che i soldi ci sono, invece, e pure tanti, e si sa anche chi li ha in tasca.<\/p>\n<p>\u00c8 noto il ritornello liberista, che sono in realt\u00e0 due. Il liberista classico dir\u00e0 che ci pensa il mercato e che se uno ha cento miliardi di dollari in tasca e un suo dipendente fa fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, pazienza, che ci vuoi fare, \u00e8 il mercato. Poi c\u2019\u00e8 il liberista moderno, smart e di sinistra, quello che dice uh, che bello i ricchi diventano pi\u00f9 ricchi, e cos\u00ec anche chi lavora per loro sar\u00e0 pi\u00f9 felice.<\/p>\n<p>\u00c8 un classico da Tony Blair in poi: la convinzione che se aiuti i padroni automaticamente aiuti anche i lavoratori. Una teoria interessante, che per\u00f2 cade un po\u2019 a pera appena si guardano i numeri, perch\u00e9 i famosi padroni guadagnano mille miliardi in un anno, e i famosi lavoratori \u2013 pardon \u2013 una cippa di cazzo. Peggio: si sentono ripetere ogni giorno che i tempi sono cambiati e che devono cedere terreno e diritti. E quando la grande politica, i grandi leader mondiali (e anche i piccoli di casa nostra), parlano di diseguaglianze e di come combatterle, tendono a parlarne con Jeff Bezos e Bill Gates pi\u00f9 che con quelli che spostano pacchi e scrivono software.<\/p>\n<p>Gli anni della crisi, che hanno messo in ginocchio il ceto medio e proletarizzato tutti gli altri, in molti paesi e pi\u00f9 che altrove in Italia, sono stati anni benedetti soltanto per i ricchi, coronati dal boom del 2017.<\/p>\n<p>Naturalmente n\u00e9 la storia n\u00e9 la geopolitica, n\u00e9 l\u2019economia si fanno con l\u2019aritmetica, ma non \u00e8 difficile fare due pi\u00f9 due e capire che i soldi che mancano qui (al lavoro) sono finiti l\u00e0 (al profitto e al capitale), in misura eccessiva rispetto a qualsiasi decenza. Farsi rendere un po\u2019 di quei soldi \u2013 e non soltanto in metafora \u2013 dovrebbe essere al primo punto di ogni programma che osasse chiamarsi \u201cdi sinistra\u201d.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23939\">http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23939<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICRO MEGA (Alessandro Robecchi)\u00a0 Giusto perch\u00e9 non \u00e8 ancora finito il tempo dei bilanci sul 2017, annus horribilis, ecco un dato che pu\u00f2 generare lo sfavillante ottimismo di cui ci dicono ci sia gran bisogno. Su con la vita! 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