{"id":37590,"date":"2018-01-04T10:30:21","date_gmt":"2018-01-04T09:30:21","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37590"},"modified":"2018-01-04T21:07:36","modified_gmt":"2018-01-04T20:07:36","slug":"il-governo-dei-non-governativi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37590","title":{"rendered":"Il governo dei non governativi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di<\/strong> <strong>IL PEDANTE <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fino a pochi anni fa la qualifica di ONG, introdotta <i>en passant<\/i> dall&#8217;art. 71 dello Statuto delle Nazioni Unite (1945), era certificata dal nostro Ministero degli esteri a valle di un giudizio di idoneit\u00e0. Successivamente la legge 125\/2014 ne ha resa la definizione pi\u00f9 incerta e sostanzialmente desueta, sicch\u00e9 nel nostro ordinamento la sigla sopravvive per designare le associazioni gi\u00e0 riconosciute come ONG in Italia o all&#8217;estero secondo i rispettivi ordinamenti, pi\u00f9 in generale inquadrabili <i>lato sensu<\/i> nei criteri fondamentali della precedente norma, che cio\u00e8 \u00ababbiano come fine istituzionale quello di svolgere attivit\u00e0 di cooperazione allo sviluppo in favore delle popolazioni del terzo mondo\u00bb e \u00abnon perseguano finalit\u00e0 di lucro\u00bb (legge 49\/1987, art. 28).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la caratteristica pi\u00f9 importante delle ONG \u00e8 che sono, appunto, \u00abnon governative\u00bb, a sottolineare il fatto che si tratta di <b>enti di diritto privato<\/b> finanziati con <b>fondi privati<\/b> e <b>indipendenti dagli apparati e dalle politiche degli Stati<\/b>. Questi aspetti, cos\u00ec importanti da essere anticipati nel nome, risponderebbero all&#8217;intento di svolgere mansioni di assistenza alle popolazioni che i governi non possono o non vogliono assicurare. L&#8217;indipendenza svincolerebbe inoltre l&#8217;impegno umanitario dagli obiettivi politici del momento garantendone la neutralit\u00e0 e la continuit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se lo schema descritto appare legittimo, \u00e8 per\u00f2 vero che in esso si cela un difetto di sistema, una ricetta pericolosa dove<b> <\/b>l&#8217;indipendenza esplicita dai poteri pubblici (cio\u00e8 di tutti) e la dipendenza implicita dai capitali privati<b> <\/b>(cio\u00e8 di chi ha i soldi)<b> <\/b>si fanno scudo di un prestigio morale indiscutibile. Per un pubblico bisognoso di eroi, le ONG, <i>proprio perch\u00e9 non governative<\/i>, diventano i paladini di un altruismo incontaminato dai compromessi della ragion di Stato e promettono agli sfiduciati la possibilit\u00e0 di una \u00abfilantropia dal basso\u00bb che fa il paio con la \u00ab<a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/democrazia-dal-basso-bassa-democrazia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">democrazia dal basso<\/a>\u00bb, di un impegno civile libero dalle corruttele delle istituzioni. Il problema di questo involucro agiografico \u00e8 che in esso si alimenta anche il potenziale di un <b>colossale <i>moral hazard<\/i><\/b> al servizio dei finanziatori che volessero nascondere sotto quel saio un veicolo di investimento politico blindato dal consenso popolare. Un consenso imperturbabile, addirittura feroce, in cui le ONG \u00absalvano vite\u00bb e quindi chi le intralcia \u00e8, almeno moralmente, <b>un assassino<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel sopperire alle negligenze e ai limiti veri o presunti dei governi, le ONG rappresentano pi\u00f9 o meno dichiaratamente, ma comunque inevitabilmente, un elemento di critica a quei governi. La loro azione ha pertanto sempre <b>una valenza politica <\/b>all&#8217;occorrenza strumentalizzabile per colpire o influenzare i governi di volta in volta antagonisti deteriorandone da un lato il consenso internazionale con una divulgazione nominalmente autorevole di \u00abviolazioni dei diritti umani\u00bb, \u00abatrocit\u00e0\u00bb, \u00abcarenze legislative\u00bb ecc., dall&#8217;altro facendo leva sull&#8217;intangibilit\u00e0 di una missione che si proclama superiore e universale e infiltrarne i missionari nel tessuto civile dell&#8217;avversario con compiti di <i>intelligence <\/i>e di organizzazione delle opposizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste ipotesi, come \u00e8 noto a molti, non sono illazioni ma <b>fatti plurimi e documentati <\/b>nella pur breve storia del \u00abfenomeno ONG\u00bb. Da decenni i governi degli Stati Uniti d&#8217;America sfruttano quell&#8217;abbrivio ideale per intervenire nei paesi target e promuovervi la propria agenda <i>governativa<\/i> dietro lo schermo della solidariet\u00e0 internazionale e di una pretesa equidistanza dagli attori geopolitici. Gi\u00e0 in piena guerra fredda Melvin J. Laske, giornalista americano foraggiato dalla CIA, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/theBsaint\/status\/846709386030526465\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">raccomandava<\/a> \u00abas little government and information as is necessary. <b>As much independent non-Government activity as possible<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 se le ONG sono private nello statuto, nulla vieta che siano pubbliche nel patrimonio o che possano diventarlo in qualsiasi momento, s\u00ec da svincolare il decisore pubblico dai pi\u00f9 stringenti requisiti democratici, diplomatici e procedurali riservati alle agenzie dello Stato. Ad esempio, la blasonata Freedom House, gi\u00e0 indicata nel 2006 dal Financial Times come filiale del governo USA incaricata di svolgere \u00abattivit\u00e0 clandestine\u00bb in Iran, <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Freedom_House\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">su Wikipedia<\/a> \u00e8 candidamente presentata come un&#8217;organizzazione \u00abnon governativa finanziata dal governo\u00bb degli Stati Uniti, con sede negli Stati Uniti. In questo e altri casi la dicitura \u00abnon governativo\u00bb diventa cos\u00ec una <i>excusatio non petita<\/i>, il sinonimo orwelliano di <b>paragovernativo<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con un sistema di scatole cinesi tutto sommato elementare, i \u00abfinanziamenti privati\u00bb elargiti a diverse agenzie non governative \u00abindipendenti\u00bb dipendono in realt\u00e0 da fondi governativi che transitano in collettori come il <b>NED<\/b> (National Endowment for Democracy) e l&#8217;<b>USAID<\/b> (United States Agency for International Development) o partono da fondazioni private politicamente schierate come la <b>Open Society<\/b> di George Soros per finire nelle casse di una galassia di ONG gi\u00e0 promotrici di tanti cambi di regime riusciti o in corso: Georgia, Ucraina, Egitto e Iran, Venezuela, Siria ecc. Il gioco \u00e8 cos\u00ec scoperto che negli ultimi mesi <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Russian_undesirable_organizations_law\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Russia<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2017-01-10\/trump-s-win-prompts-hungarian-call-for-crackdown-on-soros-groups\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ungheria<\/a> e <a href=\"http:\/\/timesofindia.indiatimes.com\/india\/fcra-licences-of-20000-ngos-cancelled\/articleshow\/56203438.cms\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">India<\/a> hanno revocato le autorizzazioni di numerose ONG estere (cio\u00e8 americane) perch\u00e9 impegnate nella promozione dei programmi di potenze ostili meritandosi &#8211; secondo copione &#8211; l&#8217;etichetta mediatica di \u00ab<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/solidarieta\/diritti-umani\/2017\/06\/13\/news\/ungheria_una_nuova_legge_sulle_ong_un_assalto_crudele_e_calcolato_alla_societa_civile_-168001598\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">crudeli<\/a>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tema ci porterebbe lontano (<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/inchiesta-ong-human-rights-watch\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a> e <a href=\"http:\/\/misionverdad.com\/LA-GUERRA-EN-VENEZUELA\/ayuda-humanitaria-como-herramienta-para-destruir-paises-investigacion\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a> due inchieste per chi volesse approfondire). In questa sede ci basta osservare il capolavoro di un capitalismo di marca imperiale che si traveste da crocerossino per opprimere le sue colonie e conquistarne di nuove, <b>e ci riesce<\/b>. E goderci lo spettacolo pirotecnico di chi pretende di coniugare una fiera opposizione a quel capitale con la missione inversa di difenderne gli incursori dal pubblico sospetto, eventualmente al costo di capriole dialettiche in certi casi comiche, come quella di ricomprendere l&#8217;opposizione alle ONG create o finanziate dal signor Soros nella fattispecie dell&#8217;antisemitismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma veniamo a noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"center\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando le navi di alcune ONG si spingono a ridosso del confine marittimo della Libia, o lo oltrepassano, per imbarcare migliaia di aspiranti rifugiati e trasportarli in Italia sostenendo che si sarebbero messi in pericolo anche senza riceverne alcuna richiesta d&#8217;aiuto (nel 90% dei casi,<a href=\"http:\/\/www.adnkronos.com\/fatti\/cronaca\/2017\/05\/04\/migranti-spunta-dossier-che-inguaia-ong_AHCCJ9OXjzO8zPTlpaQINK.html?refresh_ce\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> secondo Frontex<\/a>), il pur fragile e impotente governo libico denuncia giustamente la violazione della propria sovranit\u00e0 territoriale. Non cos\u00ec quello italiano, che offre loro coordinamento, porti, personale e imbarcazioni di supporto, oltrech\u00e9 il sostegno dei propri esponenti politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tradotto in termini istituzionali, gli organi sovrani del nostro Paese accolgono gli obiettivi dei finanziatori privati delle ONG a dispetto dell&#8217;impatto che questi, una volta tradotti in azione, eserciteranno sulla <i>res publica<\/i>: dai bilanci (5 miliardi di euro per l&#8217;accoglienza preventivati nel 2017) all&#8217;ordine pubblico, dal consenso alla coesione sociale. E sul piano della narrazione politica, per giustificare la concessione di questa discrezionalit\u00e0 privata davvero inedita per proporzioni e conseguenze, la imbastiscono nei termini politici della necessit\u00e0: di un \u00abfenomeno epocale\u00bb, esogeno e quindi ingovernabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel dubbio che introdurre masse di individui privi di autorizzazione nel territorio nazionale possa costituire reato (D.L. 286\/1998, L. 189\/2002), il nostro governo non imponeva la propria legge n\u00e9 la vigilanza delle proprie forze di polizia, ma <i>proponeva<\/i> alle ONG la sottoscrizione di un \u00ab<b>codice di condotta<\/b>\u00bb <i>facoltativo<\/i> che qualcuna firmava, qualcuna no, qualcun&#8217;altra ci avrebbe fatto sapere. Atteso che uno dei requisiti della citata legge 49\/1987 era che le ONG \u00abaccettino controlli\u00bb (ibid. capoverso g), con questo ulteriore arretramento si riqualificavano i <i>non governabili<\/i>, gi\u00e0 non governativi, come <b>i diplomatici di un organismo sovranazionale<\/b> non soggetti alla legge di alcuno, con i quali siglare al pi\u00f9 protocolli d&#8217;intesa, timidi accordi bilaterali e <i>gentlemen&#8217;s agreement <\/i>il cui mancato rispetto non prevede sanzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pi\u00f9 recentemente, una nota ONG recapitava una <a href=\"http:\/\/archivio.medicisenzafrontiere.it\/Lettera%20aperta%20MSF-Libia.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lettera aperta<\/a> al presidente del Consiglio italiano per lamentare le condizioni carcerarie&#8230; in Libia. Secondo gli autori della missiva, il nostro governo e gli altri paesi europei sarebbero responsabili degli abusi condotti nei centri di detenzione libici e, nell&#8217;applicare le proprie leggi sull&#8217;immigrazione, di \u00abpura ipocrisia\u00bb se non di \u00abcinica complicit\u00e0 con il business criminale che riduce gli esseri umani a mercanzia nelle mani dei trafficanti\u00bb. Senza riguardo per le sovranit\u00e0 e le giurisdizioni degli interessati, l&#8217;ONG in questione agiva cos\u00ec da Societ\u00e0 delle Nazioni stabilendo problemi, responsabilit\u00e0 e soluzioni. Chi ha deciso che i detenuti in Libia abbiano diritto di entrare in Europa? <b>Loro<\/b>. E che debbano dirigersi in Italia? <b>Loro<\/b>. E che l&#8217;Italia debba farsi carico delle politiche libiche come nel 1911? <b>Loro<\/b>. E che lo debba fare non protestando con i diplomatici libici, inviando aiuti, collaborando con le autorit\u00e0 locali e dei paesi di origine, appellandosi alle corti internazionali, all&#8217;ONU e all&#8217;Unione Africana ecc. ma aprendo i propri confini? <b>Sempre loro<\/b>. E che noi si debba essere colpevoli di non accogliere chi dall&#8217;Africa ha comprato un biglietto per l&#8217;Europa e non, invece, chi non pu\u00f2 neanche permettersi l&#8217;acqua, o gli yemeniti bombardati, o gli orfani di Bucarest? <b>Ancora loro<\/b>, bont\u00e0 loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come gi\u00e0 in altri casi, prima di criticare gli atti e i protagonisti delle vicende occorre risalire alla loro rappresentazione. Perch\u00e9 le eccezioni di diritto fin qui descritte non traggono forza dalla violenza di chi le perpetra n\u00e9 dalla negligenza di chi le subisce, ma dal consenso che la loro formula continua a riscuotere nel pubblico. Se spostassimo l&#8217;indagine sul lato della ricezione scopriremmo che il fenomeno si colloca nell&#8217;alveo di tendenze molto pi\u00f9 ampie e strutturate, come quella di postulare l&#8217;inadeguatezza delle strutture governative tradizionali &#8211; <b>cio\u00e8 nazionali<\/b> &#8211; nell&#8217;affrontare e risolvere i problemi che affliggono la platea \u00abglobale\u00bb dei sofferenti. Da quel postulato scaturisce il desiderio di soluzioni \u00abpost governative\u00bb che trascendano la burocratica gravezza e i compromessi osceni dell&#8217;esistente politico, di una legge universale senza giudici e giurisdizioni, che riconosca solo s\u00e9 stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se un tempo quella legge, per come ad esempio espressa nella Carta universale dei diritti umani, doveva ispirare gli ordinamenti traducendosi in norme e decisioni compatibili con la specificit\u00e0 dei ricettori, oggi la si vuole ad essi <b>antagonista<\/b>. La si immagina <i>lex superior <\/i>dettata dal cuore e di immediata applicabilit\u00e0, pi\u00f9 autorevole proprio in forza della sua autosussistenza e del suo essere truisticamente \u00abbuona\u00bb. Nello scarto tra le lungaggini fallimentari del processo decisionale e l&#8217;incombenza dei pericoli di volta in volta presentati come i pi\u00f9 spaventevoli ritroviamo cos\u00ec una vecchia conoscenza: quel \u00ab<b>fate presto<\/b>\u00bb che ieri insinuava l&#8217;incompatibilit\u00e0 delle piene garanzie democratiche con l&#8217;obiettivo di \u00abpagare le pensioni\u00bb minacciate dallo spread e oggi, toccando le stesse identiche corde, tra il rispetto delle leggi e della volont\u00e0 popolare e la morte delle masse in viaggio. In entrambi i casi, <b>non c&#8217;\u00e8 tempo per lo Stato<\/b>, men che meno per quello democratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La N di ONG, indifferentemente dai meriti o demeriti di chi si fregia della sigla, sembrerebbe quindi tradursi nell&#8217;immaginario di tanti come particella non gi\u00e0 privativa, ma<b> dispregiativa<\/b>. Racchiuderebbe in s\u00e9 il sogno puerile di un \u00abpost Stato\u00bb dove comandano i buoni in quanto buoni e di un \u00absub Stato\u00bb &#8211; quello ordinario, riservato agli uomini ordinari che non \u00absalvano vite\u00bb &#8211; che deve stare alla larga, ammutolire rispettoso e non intralciare gli atti di eroismo di cui \u00e8 incapace. Sicch\u00e9 i magistrati che ipotizzavano condotte illecite nelle operazioni di salvataggio di alcune ONG erano guastafeste, inopportuni, per qualcuno anche infami. E una di quelle ONG esibiva sulla prua della propria nave il cartello \u00ab<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cronache\/17_agosto_02\/migranti-consegne-concordate-trafficanti-ong-tedesca-che-restituiva-barconi-scafisti-adf0146e-77bf-11e7-84f5-f24a994b0580.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fuck IMRCC<\/a>\u00bb, per significare quanto apprezzasse gli sforzi della Guardia Costiera di contenere flussi e \u00absalvataggi\u00bb nei limiti della legalit\u00e0, con l&#8217;Italian Maritime Rescue Coordination Centre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa tentazione di un&#8217;\u00ab<b>anarchia del bene<\/b>\u00bb \u00e8 forse tra le regressioni psicologiche meno indagate della crisi istituzionale dei decenni recenti. Eppure ha gi\u00e0 una lunga storia alle spalle, di cui le ONG non sono che gli ultimi protagonisti, quando non le vittime. Se da un lato l&#8217;illusione di un \u00aboltre\u00bb lo Stato soddisfa i requisiti di un nichilismo dove <b>la corruzione si sana con la negazione<\/b>, dall&#8217;altro, quello reale, essa consegna un ampio scudo immunitario a chi ha la forza di prenderselo: cio\u00e8 <b>ai pi\u00f9 forti<\/b>, o se si preferisce ai pi\u00f9 ricchi. Che se non sempre sono anche i \u00abmigliori\u00bb, possono agevolmente farlo credere comperando spazi sui giornali. Si apre cos\u00ec un <i>vulnus <\/i>nello stato di diritto, una corsia riservata ai<b> capitali privati per incunearsi nel governo pubblico<\/b> saltando a pie&#8217; pari le pur fragili, ma esistenti, precauzioni, regolazioni, norme di vigilanza. \u00c8 perci\u00f2 una <b>privatizzazione al cubo<\/b>: perch\u00e9 senza bandi n\u00e9 disciplinari, commissioni giudicanti o scadenze di affido, ma prima ancora perch\u00e9 di norma cara ai nemici naturali delle privatizzazioni, qui paghi di salutarne l&#8217;intenzione e l&#8217;involucro \u00abnobile e disinteressato\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se le ONG che destabilizzano sono solo una minoranza (molto) rumorosa, \u00e8 per\u00f2 vero che <b>il governo dei non governativi rappresenta oggi la cifra tecnica dominante del riformismo pi\u00f9 violento<\/b>. Perch\u00e9 nel reclamare uno statuto \u00abaltro\u00bb e pi\u00f9 alto consente di dettare le leggi senza essere legislatori, fare politica senza essere eletti, agire senza titolo e decidere senza responsabilit\u00e0, disattivando in un sol colpo tutto l&#8217;arsenale delle cautele costituzionali e procedurali che si applicano agli statuti codificati. In questa deroga pascolano gi\u00e0 da anni i <b>banchieri centrali \u00abindipendenti\u00bb<\/b> dal potere politico, veri <i>domini <\/i>delle agende politiche contemporanee, per l&#8217;analoga e bizzarra idea che se lo Stato \u00e8 inefficiente e mariuolo, i grandi azionisti degli istituti di credito privati servirebbero l&#8217;interesse generale perch\u00e9 \u00abrazionali\u00bb. E cos\u00ec anche i tecnocrati, quelli che non bisogna infastidire con le opposizioni perch\u00e9 \u00abcompetenti\u00bb e \u00abautorevoli\u00bb. E la piaga del secolo, il <b>sovranazionalismo<\/b>, dove l&#8217;illusione di uno spazio politico \u00abaltro\u00bb e migliore serve a promuovere cambiamenti incompatibili con gli ordinamenti interni delle comunit\u00e0. Se certe cose ce le chiedessero i nostri ministri, sarebbero incostituzionali, o illegali. Invece ce lo chiede Leuropa, i <i>think tank <\/i>intergovernativi, l&#8217;OMS ecc. in nome dei pi\u00f9 alti principi, cio\u00e8 di chi di volta in volta <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2017\/06\/02\/news\/bill_gates_oms-166804494\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">li finanzia<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sicch\u00e9 va tutto bene, anche se non va bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/il-governo-dei-non-governativi\">http:\/\/ilpedante.org\/post\/il-governo-dei-non-governativi<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PEDANTE Fino a pochi anni fa la qualifica di ONG, introdotta en passant dall&#8217;art. 71 dello Statuto delle Nazioni Unite (1945), era certificata dal nostro Ministero degli esteri a valle di un giudizio di idoneit\u00e0. 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