{"id":37680,"date":"2018-01-06T08:30:49","date_gmt":"2018-01-06T07:30:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37680"},"modified":"2018-01-05T18:51:48","modified_gmt":"2018-01-05T17:51:48","slug":"come-un-gatto-in-tangenziale-ovvero-come-imparai-a-non-preoccuparmi-delle-periferie-italiane-e-ad-amare-i-bandi-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37680","title":{"rendered":"\u201cCome un gatto in tangenziale\u201d: ovvero come imparai a non preoccuparmi delle periferie italiane e ad amare i bandi europei"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SENSO COMUNE (Olimipia Malatesta<\/strong>)<\/p>\n<div class=\"post-img\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ideapark-big-thumb size-ideapark-big-thumb wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/roma.jpg\" sizes=\"(max-width: 794px) 100vw, 794px\" srcset=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/roma.jpg 794w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/roma-238x300.jpg 238w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/roma-768x969.jpg 768w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/roma-390x492.jpg 390w\" alt=\"\" width=\"794\" height=\"1002\" \/><\/div>\n<div class=\"post-content\">\n<div class=\"post-entry\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 da poco uscito nelle sale \u201cCome un gatto in tangenziale\u201d<\/strong>, l\u2019ultimo film di Riccardo Milani che racconta l\u2019incontro tra due persone appartenenti a classi sociali differenti. Giovanni (Antonio Albanese) lavora per un think tank europeo che si occupa della riqualificazione delle periferie italiane e vive in un quartiere centrale della Roma bene. Monica (Paola Cortellesi) tira a campare lavorando in una mensa di una casa di riposo e vive a Bastogi, <strong>quartiere periferico popolato, secondo il regista, da una fauna affatto variegata di panzoni unti e pigri che odiano il lavoro e amano crogiolarsi nell\u2019autocommiserazione sfoggiando un ottuso antieuropeismo<\/strong>, perch\u00e9 troppo sempliciotti e provinciali per comprendere che la politica \u201cnon \u00e8 tutta un magna magna\u201d. I destini di Giovanni e Monica si incrociano quando i loro figli tredicenni si mettono assieme. Lo sbiadito Giovanni, che in giovent\u00f9 occupava casa sfitte e si dichiarava comunista, \u00e8 per\u00f2 molto preoccupato per la sua ricca e perfetta figlioletta: non riesce proprio a tollerare che Agnese frequenti quel coattone impresentabile del figlio di Monica che non sa pronunciare correttamente la \u201cc\u201d e vive in quell\u2019orrendo far west che \u00e8 Bastogi, quindi comincia a pedinare la figlia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso vale per Monica che segue suo figlio Alessio, anche se con motivazioni diverse: il suo \u00e8 l\u2019atteggiamento della \u201cporaccia\u201d incolta che nutre una profonda sfiducia nei confronti di chiunque non faccia parte della sua classe sociale. <strong>Perch\u00e9 si sa: i poveri sono lontani anni luce dal nobile mondo degli intellettuali e quindi ne diffidano<\/strong>, un po\u2019 perch\u00e9 profondamente ignoranti (ricordiamoci che i poveri l\u2019ignoranza ce l\u2019hanno nel DNA) e un po\u2019 perch\u00e9 invidiosi e risentiti. Il regista Milani si rif\u00e0 all\u2019ovvio e stanchissimo schema dei due personaggi che provengono da due mondi apparentemente inconciliabili, ma che poi (sorpresona!) inspiegabilmente si innamorano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ora ci\u00f2 che infastidisce non \u00e8 tanto la resa macchiettistica dei due personaggi,<\/strong> la cui interazione, talvolta, sortisce effetti comici: lui, prototipo dell\u2019intellettuale radical chic un po\u2019 goffo e ingenuo, capace di vivere la vita soltanto attraverso le indicazioni contenute nei libri, idealista a parole e schifosamente classista nei fatti; lei, volgarotta ignorante, ma dall\u2019intelligenza vivace e dal carattere schietto. E neppure il debole tentativo di emanciparsi dalla \u201cpolitical correctness\u201d, che, invece di dirci qualcosa di nuovo sulla realt\u00e0 sociale italiana, naufraga in un mare di esausti luoghi comuni (lo spessore psicologico dei personaggi \u00e8 sostanzialmente nullo, dato che riescono a tenersi in piedi solamente per il fatto di essere una somma di clich\u00e9s).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non impressiona neanche il fatto che Milani venga definito da alcuni critici \u201cil nuovo neorealista italiano\u201d, nonostante l\u2019autore non riesca proprio a smarcarsi da quella visione intollerabilmente altezzosa che vizia molti film del collega Virz\u00ec: <strong>gli intellettuali de\u2019 sinistra benestanti vincono perch\u00e9 sono classisti e un po\u2019 stronzi, i popolani sempliciotti perdono perch\u00e9 sono un po\u2019 poracci e c\u2019hanno er core d\u2019oro<\/strong>, due difetti che dipendono direttamente dalla loro <strong>autenticit\u00e0<\/strong>, perch\u00e9 i proletari saranno pure sfigati, ma sono innegabilmente puri, veri, onesti, buoni, schietti, mai contorti. <strong>La loro semplicit\u00e0 \u00e8 la cifra della loro banalit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ci\u00f2 che invece causa un\u2019incurabile orticaria \u00e8 la mossa ideologica con cui viene risolto il conflitto apparentemente insanabile tra i due mondi<\/strong> di Giovanni e Monica che porter\u00e0 addirittura all\u2019ammmore; il film non si risolve in un prevedibilissimo e generico \u201cvolemose bene nonostante le nostre differenze\u201d, ma termina in una lacrimevole sviolinata \u201cpi\u00f9-europeista\u201d: Monica si decide finalmente a sfidare quelli che l\u2019autore descrive come i suoi limiti oggettivi da semianalfabeta proletaria e accetta l\u2019invito di Giovanni a partecipare ad un bando europeo per potersi aprire una pizzeria a Bastogi. Giovanni invece si reca a Bruxelles, dove avrebbe dovuto render conto del lavoro svolto dal suo think tank sulla riqualificazione delle periferie italiane. Ma (colpo di scena!) invece che elencare freddamente delle cifre svolgendo la sua funzione di grigio burocrate di fronte alla platea degli algidi funzionari di Bruxelles, si lancia in un\u2019appassionata arringa sull\u2019autenticit\u00e0 delle periferie romane, sulla puzza d\u2019ascelle e di cumino che impera nei corridoi dei palazzoni popolari, sulle sofferenze \u2013 quelle vere, quelle dure \u2013 delle persone in carne ed ossa, sulla difficile convivenza tra italiani e stranieri, come a dire: che ne sapete voi, funzionari dell\u2019UE, della gggente quella veramente vera??<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voi, cos\u00ec lontani dalla realt\u00e0? E fin qui tutto benino\u2026 <strong>Peccato che il film pi\u00f9 o meno consapevolmente, pi\u00f9 o meno paraculamente, veicoli un altro messaggio:<\/strong> 1. che l\u2019UE \u00e8 buona nei suoi principi ed \u00e8 dalla parte dei pi\u00f9 bisognosi (il suo \u00e8 solo un piccolissimo problemino di strategia comunicativa: se solo smettesse di parlare \u201cpolitichese\u201d e assumesse un linguaggio pi\u00f9 semplice e immediato potrebbe far valere i suoi principi sociali colmando il vuoto cosmico che la separa dalle periferie abbandonate, guadagnando il consenso di queste ultime). 2. La crisi niente affatto inevitabile delle periferie non si risolve attraverso gli investimenti pubblici volti a riqualificarle, mettendo in sicurezza gli edifici, offrendo alloggi a basso costo e creando infrastrutture e occupazione (giammai!!abbasso lo Stato!), ma vincendo bandi europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi <strong>se vivi in un quartiere di merda e non c\u2019hai uno straccio di lavoro, non c\u2019\u00e8 assolutamente bisogno di incazzarsi, tantomeno di organizzarsi politicamente e sindacalmente. Basta partecipare ad un bando europeo!<\/strong> Non importa che esistano corsi di laurea appositi per imparare a parteciparvi, non importa che soltanto 1 su 1000 ce la far\u00e0. L\u2019importante \u00e8 che tu, puvraz senza arte n\u00e9 parte, fomenti il tuo spirito imprenditoriale affinch\u00e9 tu possa diventare un esempio per tutti gli altri abitanti delle periferie. Insomma, se veramente vuoi risollevarti dalla miseria in cui affondi (anche per colpa tua, beninteso, perch\u00e9 con la scusa del \u201cmagna magna\u201d continui a non alzare paglia), dovrai guadagnarti il tuo futuro con le unghie e con i denti!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La chiusa del film \u00e8 assolutamente irenica: Monica vince il bando europeo e apre la pizzeria a Bastogi assieme al suo vicino di casa bangladeshi che dopo tanti anni in Italia non ha ancora imparato a parlare correttamente l\u2019italiano (<strong>in effetti si sentiva proprio la mancanza di un po\u2019 di multiculturalismo spicciolo e bonariamente razzista<\/strong>). Con la scusa di una consegna Monica prende il motorino e, una volta superati gli inferi (Bastogi e tutta la periferia romana), approda nel celestiale centro di Roma dove la attende il suo santo salvatore Giovanni. Monica gli porge la sua consegna e <strong>gli sorride riconoscente<\/strong>.<br \/>\nSiamo veramente felici di sapere che la crisi economica, politica e sociale dell\u2019Unione europea si possa risolvere con un po\u2019 di pizza e samosa.<\/p>\n<div class=\"bottom \">\n<div class=\"row\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/olimpia-malatesta\/un-gatto-tangenziale-lideologia-classista-piu-europeista-non-va-vacanza\/\">http:\/\/www.senso-comune.it\/olimpia-malatesta\/un-gatto-tangenziale-lideologia-classista-piu-europeista-non-va-vacanza\/<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE (Olimipia Malatesta) \u00c8 da poco uscito nelle sale \u201cCome un gatto in tangenziale\u201d, l\u2019ultimo film di Riccardo Milani che racconta l\u2019incontro tra due persone appartenenti a classi sociali differenti. 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