{"id":37688,"date":"2018-01-06T11:00:17","date_gmt":"2018-01-06T10:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37688"},"modified":"2018-01-05T21:45:51","modified_gmt":"2018-01-05T20:45:51","slug":"propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-a-un-piano-b-per-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37688","title":{"rendered":"Propositi per il nuovo anno: torniamo a pensare a un piano b per l&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p><strong>di<\/strong> <strong>PIERLUIGI FAGAN<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Europa \u00e8 in atto una unione tra 27 stati, con una sezione rinforzata che adotta una moneta comune a 19 Paesi. Cosa s\u2019intende per \u201cUnione\u201d? Nei fatti, l\u2019Unione europea \u00e8 una confederazione. Una confederazione altro non \u00e8 che una alleanza intorno ad uno o pi\u00f9 aspetti della politica interstatale. Tali alleanze sono giuridicamente regolate da un trattato o da una rete di trattati. Una confederazione, nonostante l\u2019assonanza, non ha nulla a che fare con una federazione. Una federazione \u00a0\u00e8 un modo di organizzare internamente uno stato sovrano mentre nella confederazione gli stati associati rimangono sovrani individuali tranne che per le questioni che hanno deciso di mettere assieme nell\u2019alleanza. Nessuno al momento ha dichiarato, n\u00e9 sembra avere intenzione ed obiettivo, di voler fare della confederazione europea una futura federazione<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il perno del piano confederale europeo, non \u00e8 la Germania,\u00a0 \u00e8 la Francia. L\u2019 Unione europea \u00e8 <em>in primis<\/em>, \u00e8 in essenza e ragion d\u2019essere, il trattato di pace tra Francia e Germania, convivenza storicamente difficile che ha segnato la storia europea negli ultimi due secoli. Lo stato della relazione tra Francia e Germania \u00e8 oggi in un impasse. La Francia ha superato la crisi politica di una paventata affermazione delle forze politiche pi\u00f9 nazionaliste e critiche su i prezzi di sovranit\u00e0 pagati da Parigi per serrare Berlino in una rete di condivisioni che senza portare ad alcuna effettiva fusione che ripetiamo, in realt\u00e0 nessuno vuole, garantisse l\u2019impossibilit\u00e0 di ritrovarsi in una situazione di reciproco conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La soluzione alla temuta crisi francese che arrivava alle elezioni con una classe politica devastata, \u00a0\u00e8 stata una faccia nuova, un partito nuovo, una classe dirigente presuntivamente nuova, una triplice novit\u00e0 formale per continuare la strategia politica ed economica ormai tradizionale dell\u2019area euro-liberale, francese nello specifico. A sei mesi dalle elezioni per\u00f2, Macron ancora non si \u00e8 politicamente espresso, sta aspettando di siglare un accordo sostanziale con la Merkel, ma la Merkel \u00e8 alle prese con la difficile soluzione della sua crisi per la formazione di un governo stabile in Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di questo patto franco-tedesco al cuore del progetto confederale, che tutti suppongono esistere (e che parte dal Trattato dell\u2019Eliseo del 1963) ma di cui nessuno conosce precisamente il contenuto, fanno parte le due grandi aree costitutive i sistemi di vita associata: l\u2019economico-monetario e, prossimamente, il militare<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/#_edn2\" name=\"_ednref2\">[2]<\/a>. Quanto all\u2019economico, \u00e8 fuori di discussione che le regole sono e verranno imposte dalla Germania, sebbene la stessa Germania avr\u00e0 interesse a salvaguardare la posizione di Macron. Macron \u00e8 chiamato ad operare in maniera sostanziale sulle\u00a0 forme socio-economica della Francia, la quale ha goduto sino ad oggi di molti permessi speciali in termini di allineamento alle severe linee stabilite dalla Germania e condivise dai paesi del nord Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo intervento \u00e8 improcrastinabile ma a Macron dovr\u00e0 esser garantita qualche contropartita effettiva altrimenti il dissenso che il suo intervento provocher\u00e0 in Francia, lo brucer\u00e0. Macron \u00e8 per molti versi l\u2019ultima possibilit\u00e0 per la Francia, se salta \u00e8 imprevedibile la rotta che potrebbe prendere l\u2019esagono. Ecco allora che in attesa la Merkel si possa presentare al tavolo della trattativa franco-tedesca, \u00a0a dicembre spunta fuori un Rapporto strategico di difesa e della sicurezza nazionale\u00a0 della Repubblica francese ed un paper congiunto di think tank francesi e tedeschi, di cui \u00e8 interessante seguire i ragionamenti<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a>. Questa mossa, pi\u00f9 della nebulosa frittura di parole vuote che ha viaggiato nel pubblico dibattito sotto l\u2019etichetta \u201cEuropa a pi\u00f9 velocit\u00e0\u201d, sembra prefigurare la mossa francese per sdoganare una nuova fase strategica della confederazione europea: a voi l\u2019economia, a noi la difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi documenti dicono che si \u00e8 attori geopolitici, si \u00e8 giocatori in grado di sedersi al tavolo del gioco di tutti i giochi del mondo multipolare, giocatori in grado di imporre e non subire una strategia a protezione e promozione dei propri interessi sovrani, laddove -in termini di politica estera- si verificano le piene condizioni di autonoma decisione politica, capacit\u00e0 operative, autonomia produttiva dei sistemi d\u2019arma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sequenza in realt\u00e0 va letta al contrario, senza una autonomia produttiva di competitivi sistemi d\u2019arma n\u00e9 si \u00e8 operativamente in grado, n\u00e9 si pu\u00f2 esser sovrani politicamente. Stante la necessit\u00e0 ovvia di discutere, precisare e firmare tra Francia e Germania documenti di intenti chiari, la prima condizione necessaria sar\u00e0 chiarire le questioni relative ai soldi,\u00a0 a gli investimenti nella ricerca, sviluppo e produzione dei nuovi sistemi d\u2019arma. Qui ci sono tre problemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo \u00e8 che i due consoli confederali, sul fatto militare sono asimmetrici poich\u00e9 mentre la Francia ha costantemente cercato di reggere il passo della competizione sull\u2019argomento, la Germania si \u00e8 volutamente astenuta<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/#_edn4\" name=\"_ednref4\">[4]<\/a> avendone come doppio vantaggio sia una maggior leggerezza di bilancio pubblico, sia la libert\u00e0, forse anche pi\u00f9 importante, di spadroneggiare economicamente dato che non costituiva una minaccia militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo non \u00e8 esattamente un problema ma una constatazione. Ora che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 l\u2019UK e che Trump, da una parte reclama il \u201cgiusto\u201d contributo alla NATO di cui per\u00f2 gli USA e la stessa UK rimangono i comandanti in capo e visto che l\u2019interesse geo-strategico anglosassone andr\u00e0 nel tempo e divergere da quello sub continentale, la necessit\u00e0 di recuperare la piena sovranit\u00e0 di difesa si fa improcrastinabile. Ma questa \u00e8 anche una opportunit\u00e0 poich\u00e9 sar\u00e0 cifra del nuovo mondo multipolare, aumentare gli investimenti in arma<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/#_edn5\" name=\"_ednref5\">[5]<\/a>, investimenti che oltre che occupazione, portano notoriamente ad un parallelo grande sviluppo tecnologico che ha positivi fall-out sull\u2019economia civile. In pi\u00f9, essere competitivi su questo importante segmento, oltre che autonomia, porter\u00e0 vantaggi all\u2019export e con l\u2019export militare oltrech\u00e9 bilancio si fa strategia poich\u00e9 cos\u00ec come si \u00e8 sovrani se si \u00e8 autonomi, non lo si \u00e8 se si dipende dalle forniture terze, appunto le forniture che una nuova industria europea d\u2019armi potrebbe garantire ai partner geopolitici che verranno catturarati nella propria sfera d\u2019influenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questo punto, Cina, Russia ed ovviamente USA sono gi\u00e0 molto presenti, l\u2019UK ha gi\u00e0 deliberato di voler sviluppare una propria nuova competitivit\u00e0, Turchia ed Arabia Saudita, nel comprare armi dai russi, hanno chiesto di avere in patria anche gli impianti industriali per produrle, preludio per l\u2019acquisizione di un know how di partenza che possa emanciparle -almeno in parte-\u00a0 dalla dipendenza verso terzi. Avere un mercato di sistemi d\u2019arma plurale, sar\u00e0 necessario in un mondo multipolare e chi sar\u00e0 solo compratore non sar\u00e0 autonomo, quindi sovrano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo punto invece torna a presentare problemi. E\u2019 chiaro, sottintende Macron, che tutto ci\u00f2 ha dello straordinario, quindi prescinde dalle norme economiche standard tanto care ai tedeschi, stante che la Francia \u00e8 sicuramente almeno all\u2019inizio in vantaggio sull\u2019argomento, ovvero reclamer\u00e0 la parte del leone sullo sviluppo di questa strategia il che le permetter\u00e0 di bilanciare il negativo dei tagli e degli interventi per neo-liberalizzare l\u2019economia transalpina con importanti investimenti e relativa occupazione nel nuovo sviluppo di questo settore.\u00a0 Ma questo punto rischia di non essere digeribile per gli stomaci tedeschi che notoriamente non hanno l\u2019elasticit\u00e0 tra le loro qualit\u00e0 digestive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre sono le difficolt\u00e0 digestive tedesche: la prima \u00e8 condividere il potere tenendosi l\u2019economico ma sostanzialmente subordinandosi su quello di politica estera dove per altro non \u00e8 affatto detto che la pura strategia geopolitica tedesca -come poi vedremo- \u00a0vada naturalmente a coincidere con quella francese; il secondo \u00e8 che ogni eccezione al rigore, all\u2019austerity, alla rigidit\u00e0 dei limiti eventualmente concessi ai francesi accender\u00e0 la gi\u00e0 baldanzosa opposizione tedesca ma anche quella di tutti i Paesi europei costretti invece al pi\u00f9 rigido allineamento; il terzo \u00e8 che, in linea generale, i tedeschi non amano sentir parlare di armi, eserciti, guerre anche solo temute e ventilate e francamente anche molti altri nel mondo e nell\u2019Europa stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tenga infine conto che al di l\u00e0 degli interessi francesi in termini di equilibrio di potere ai vertici della confederazione, il seggio francese al Consiglio di sicurezza della Nazioni Unite potrebbe presto esser revocato se non fosse in grado di rappresentare qualcosa di pi\u00f9 che la sola Francia ed inoltre, come abbiamo gi\u00e0 ripetutamente notato negli ultimi mesi, la Francia sa che una eventuale perdita del suo potere e ruolo nel quadrante occidentale africano, sarebbe per lei esiziale. Perdita che va anticipata portando Germania ed anche Italia a condividere i costi di presenza e manovra nell\u2019area. Questo obiettivo, affiancare alla gi\u00e0 fitta rete di disposizioni ed istituzioni comuni sul piano economico la cui egemonia strategica \u00e8 tutta in mani tedesche, una nuova rete di interessi e strategie concrete sul piano della difesa, \u00e8 essenziale per Macron e la Francia, lo \u00e8 in chiave di bilanciamento europeo ma prima ancora, lo \u00e8 sul piano dell\u2019esistenza futura della Francia stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, i due consoli della confederazione sembrano voler andare ad un rinforzo con spartizione e bilanciamento della loro diarchia, quella fase che \u00e8 stata pomposamente annunciata come \u201cEuropa a pi\u00f9 velocit\u00e0\u201d. Per quanto l\u2019iper produzione di discorso economico e valutario imperi ancora oggi nelle analisi sulla causa unica dei processi europei, nel mondo \u201cgrande e terribile\u201d, si ragiona ormai da tempo coordinando interessi economici, valutari e geopolitici. Russia, Cina, la nuova America di Trump, l\u2019India, le locali potenze islamiche (Arabia Saudita\/EAU, Turchia, Iran, Egitto, Pakistan), ma anche la Corea del Sud ed il Giappone, sono gi\u00e0 alle prese con questo tipo di gioco sconosciuto a gli osservatori economici e non \u00e8 un caso che al di l\u00e0 delle specifiche convenienze nel necessario riequilibrio delle forze tra Germania e Francia sia proprio quest\u2019ultima a portare avanti l\u2019argomento in uno scenario discorsivo altrimenti ingombro di fiscal compact, euro e bilanci. Il patto per una nuova fase confederale quindi, dovr\u00e0 basarsi su due egemonie, quella economica e valutaria tedesca e quella di difesa e politica estera francese che poi porteranno i due a dover contrattare, l\u2019un con l\u2019altro, anche gli aspetti di cui sono leader dato che i due argomenti sono strettamente intrecciati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La confederazione europea, lungi dal voler diventare uno Stato federale, tender\u00e0 ad evolversi legando tra loro ulteriormente i due contraenti il trattato di pace, accentrando sempre pi\u00f9 su di loro i poteri decisivi. Tutto questo ci porta a due considerazioni. La prima \u00e8 che nonostante le sue difficolt\u00e0 di sviluppo ed attuazione, questa strategia non ha -al momento- alternative se non portare l\u2019intero e decennale progetto confederale sull\u2019orlo o oltre l\u2019orlo del collasso, non ha alternative ovviamente stante l\u2019attuale assetto della confederazione europea ed il suo decennale percorso. La seconda \u00e8 che occorre cominciare a prevedere un piano B, pensare appunto ad una alternativa, sia perch\u00e9 certo l\u2019avranno certo fatto tanto i francesi che i tedeschi, sia perch\u00e9 il piano A certo non pu\u00f2 piacere ad un italiano che non abbia un cervello seriamente danneggiato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale potrebbe essere un piano B per i tedeschi? La Germania potrebbe non sentire cos\u00ec pressante la necessit\u00e0 di dotarsi di una potenza\u00a0 militare, in fondo una blanda politica estera gi\u00e0 la fanno a traino dei loro interessi economici. Potrebbero aderire alle richieste di Trump di incrementare i contributi NATO, magari pi\u00f9 assegni e mezzi tecnici che uomini, magari facendoli pesare sull\u2019altro piatto della bilancia sbilenca, ovvero la bilancia commerciale. Altres\u00ec, ai tedeschi, \u00e8 probabile interessi non rompere tutti i legami con gli inglesi temendo grandemente la britannica concorrenza banco-finanziaria ed anche geopolitica relativamente all\u2019area dell\u2019est Europa a cui i tedeschi guardano come loro <em>Grossraum<\/em> (grande spazio) naturale e dove gi\u00e0 agisce in maniera disordinante gli Stati Uniti. E\u2019 natura di una Germania potenza solo economica avere interesse ad adottare, come sino ad oggi hanno fatto, un basso profilo geostrategico, amici di tutti perch\u00e9 gli affari si fanno con tutti. Una Germania pi\u00f9 assertiva e schierata, potrebbe essere una Germania meno benvenuta in sede di commercio internazionale. Una Germania tendenzialmente ambigua, passiva e neutrale, come sino ad oggi \u00e8 stata, potrebbe piacere anche alla Russia con la quale la Germania ha un dialogo geo-storico longevo e naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una resistenza passiva tedesca a gli intenti francesi, un convenire ma ritardare, accettare ma complicare, non dispiacerebbe in fondo neanche a molti altri partner europei certo non contenti di dover diventare feudo periferico non solo dell\u2019economicismo tedesco ma anche del militarismo francese. Alcuni poi, soprattutto i Paesi dell\u2019est e dell\u2019area balcanica, preferiscono dichiaratamente sottomettersi direttamente all\u2019ombrello USA\/NATO rispetto ad un ipotetico esercito europeo, poich\u00e9 ravvedono forte il comune interesse a contenere la Russia ed \u00e8 certo che per contrastare l\u2019ipotetico contro-potere dei due europei, gli americani useranno molto questa leva. Non incrinare troppo i rapporti con questa area che i tedeschi ritengono per loro decisiva, potrebbe esser vantata come causa per rallentare o dilungare la costruzione di una effettiva alleanza militare pi\u00f9 stretta. Nel caso poi di una ipotetica implosione dell\u2019euro e della stessa UE, la Germania forte del suo ruolo economico nell\u2019area del nord Europa, pu\u00f2 sempre contare su un grande spazio di pi\u00f9 di 6000 mld\u00a0 US$ di Pil. Infine, extrema ratio, la teoria geopolitica dice che al di l\u00e0 delle contingenze attuali, un sistema binario Germania \u2013 Russia sarebbe assai temibile per tutti e non poco conveniente per entrambi i partner (energia\/mano d\u2019opera\u00a0 vs tecnologia). Non \u00e8 detto quindi che la Germania seguir\u00e0 con convinzione il piano A francese che per lei ha convenienze problematiche\u00a0 e comunque ha diverse opzioni alternative.<\/p>\n<div id=\"attachment_5623\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"text-align: justify;\" data-shortcode=\"caption\">\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/01\/med_7-svg.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5623 size-medium\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/01\/med_7-svg.png?w=300&amp;h=182\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/01\/med_7-svg.png?w=300&amp;h=182 300w, https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/01\/med_7-svg.png?w=150&amp;h=91 150w, https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/01\/med_7-svg.png 522w\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"182\" data-attachment-id=\"5623\" data-permalink=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/med_7-svg\/\" data-orig-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/01\/med_7-svg.png\" data-orig-size=\"522,317\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Med_7.svg\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/01\/med_7-svg.png?w=300&amp;h=182\" data-large-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/01\/med_7-svg.png?w=522\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/EuroMed\" rel=\"nofollow\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/EuroMed<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la Francia? Quale potrebbe essere un piano B per i francesi? La Francia \u00e8 notoriamente una sorta di media europea, occidentale quanto centro europea, meridionale quanto settentrionale, franca quanto latina, atlantica quanto mediterranea e da ultimo neoliberista non meno che storicamente statalista. Se non si concretizzasse lo sviluppo della strategia di diarchia coi tedeschi, consapevole pur con dolore di lesa maest\u00e0 che da sola non andrebbe da nessuna parte, non le rimarrebbe che il Mediterraneo, i Paesi latini. Una pi\u00f9 stretta confederazione tra i Pesi latini mediterranei, conterebbe su una popolazione di circa 200 milioni, per un Pil di poco meno di 6000 mld US$ che avrebbe, per consistenza, il terzo posto nella classifica mondiale. Dal seggio nel Consiglio di sicurezza a tutti tavoli in cui si discutono le regole del nuovo gioco del mondo, fino al proporsi come terzo nella dialettica cinese \u2013 americana, nonch\u00e9 potendosi cos\u00ec garantire il diritto di primazia sulla sempre pi\u00f9 turbolente area mediterranea, questo sistema ha molti punti di prospettiva.\u00a0 Questa configurazione avrebbe una qualit\u00e0 in pi\u00f9 rispetto a quella attuale ovvero una certa omogeneit\u00e0 relativa delle popolazioni e delle istituzioni dei Paesi associati. E\u2019 ad esempio chiaro che i latino mediterranei avrebbero tutt\u2019altro atteggiamento nei confronti di una loro eventuale moneta comune alternativa, tutto quanto di indigeribile c\u2019\u00e8 nell\u2019attuale sistema dell\u2019euro, potrebbe non esserci in questa diversa configurazione, ad esempio una moneta d\u2019aiuto a rientrare dai picchi pi\u00f9 gravi di indebitamento, una moneta a disposizione per investimenti e politiche espansive, una moneta diversamente prezzata su i mercati internazionali ovvero maggiormente di supporto all\u2019export.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio i francesi potrebbero trarre molto giovamento da scambi regolati da una valuta meno impegnativa dell\u2019euro, poich\u00e9 pi\u00f9 di altri volti a mercati non europei. Ma anche la politica estera sarebbe pi\u00f9 naturalmente condivisibile dal momento che la dicitura \u201clatino-mediterranea\u201d richiama appunto un comune quadro geografico e storico di lunga durata, un quadro di interessi comuni naturali poich\u00e9 amalgamati da un tempo e spazio comune. Portoghesi e spagnoli, potrebbero aprire a pi\u00f9 strette relazioni col mondo centro-sud americano mentre Africa occidentale e mediterranea e Medio Oriente sarebbero altrettanto naturale obiettivo di relazioni multiple e strategiche, anche in termini di sviluppo, sviluppo viepi\u00f9 potenziato dall\u2019utilizzo di una moneta libera dai dogmi tedeschi. Soprattutto, questa seconda linea avrebbe maggiori possibilit\u00e0 di puntare con decisione ad un esito finale chiaro e pre-definito, un esito il cui obiettivo potrebbe ordinare tutto il precedente processo di condivisione: una futura effettiva fusione istituzionale federale, quindi politica, quindi democratica. Sulle questioni strategiche decisive, non ci sarebbe decisione possibile nell\u2019ipotetico futuro parlamento federale latino-mediterraneo, senza accordo tra Francia ed Italia che farebbero assieme il 63% dei seggi parlamentari. Questo piano B per\u00f2, non \u00e8 oggi nelle agende dei decisori francesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una federazione dei pesi latino-mediterranei \u00e8 pensabile a differenza degli impossibili Stati Uniti d\u2019Europa e questa prospettiva \u00e8 l\u2019unica che pu\u00f2 riquadrare la doppia esigenza di superare lo stato nazionale da una parte e darsi un nuovo sistema ordinabile politicamente e democraticamente dall\u2019altra, creando un soggetto geopolitico di tutto rispetto per i giochi multipolari. L\u2019Unione europea o il sistema dell\u2019euro non sono sistemi politici e quindi democratici proprio perch\u00e9 sono confederazioni, alleanze laddove le alleanze sono degli accordi contrattati da Stati sovrani. Questi Stati si definiscono e cercano di essere (pur in maniera molto approssimata) \u201cdemocratici\u201d ma solo al loro interno, in termini di trattati internazionali agiscono tramite mandato nazionale stante che effettivamente, le deleghe nel voto di rappresentanza, contengono in genere assai poco in termini di contenuto condiviso su ci\u00f2 che effettivamente va fatto -con chi e come- in politica estera. L\u2019omogeneit\u00e0 strutturale tra i Pesi latino-mediterranei, a partire dalla lingua che \u00e8 poi il presupposto di ogni costruenda nazionalit\u00e0, ma anche la cultura (incluso il fondo religioso), lo stile di vita, lo spirito, oltrech\u00e9 come abbiamo accennato l\u2019interesse economico e geopolitico che sono i due assi centrali di ogni strategia di sopravvivenza nel nuovo mondo complesso e multipolare, danno consistenza e lasciano intravedere possibilit\u00e0 di ulteriore sviluppo storico di questa idea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E l\u2019Italia? L\u2019Italia ha tre strade davanti a s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima \u00e8 quella di continuare a farsi trascinare dentro i meccanismi della insidiosa confederazione europea. Qui va chiarito ai meno realisti, ovvero coloro che pensano che una cosa basta pensarla per renderla possibile, che questo non porter\u00e0 mai a nessuna ipotetica federazione degli Stati Uniti d\u2019Europa che oltrech\u00e9 nessuno davvero vuole e comunque impossibile in linea di principio<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/#_edn6\" name=\"_ednref6\">[6]<\/a>. Poich\u00e9 nessuno ha in animo la costituzione di una unione politica democraticamente contendibile, \u00e8 da stamparsi bene in mente che un assetto confederale mai e poi mai potr\u00e0 esser soggetto a decisioni democratiche, richiedere la \u201cdemocrazia\u201d in una confederazione non ha semplicemente senso. Si sta quindi accettando la lenta dissipazione di ogni forma democratica in favore di trattative dirette e non pubbliche\u00a0 tra Paesi forti, ovvero Francia e Germania, ma questo sacrificio non sembra poter avere un fine compensatorio da tutti gli altri condivisibile. I tedeschi non accetteranno mai di rimandare le decisioni politiche, economiche, fiscali, valutarie che li riguardano ad un parlamento democratico poich\u00e9 quasi due terzi di quel parlamento, nel caso del sistema euro, voterebbe per un diversa politica monetaria. Quanto all\u2019Italia nell\u2019attuale Unione, non si tratta di nostra mancanza di protagonismo o bassa assertivit\u00e0 o pugni sul tavolo, noi -semplicemente- non abbiamo alcuna ragione, peso, potenza e possibilit\u00e0 di intrometterci nel trattato di pace franco-tedesco. Dopo aver ceduto la politica economica ai tedeschi, cederemo anche la politica estera ai francesi, poi altri pezzi di sovranit\u00e0 ad entrambi, diventando come quei personaggi dei film horror che si trovano nello stato di non morte, privati ormai di ogni potere per dirsi vivi, eppure formalmente ancora con un Presidente, una bandiera, un inno nazionale, una squadra di calcio e poco altro, imbozzolati in una Unione che ci toglie pi\u00f9 di quanto ci d\u00e0, senza neanche la falsa promessa di poter un giorno sperare di avere una democratica sovranit\u00e0 condivisa. \u00a0Pi\u00f9 si va avanti nella costruzione della ragnatela confederale, pi\u00f9 -nei fatti- diventer\u00e0 praticamente impossibile divincolarsi e disfarsene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda strada davanti a noi, \u00e8 quella di pensar possibile e necessario un rimbalzo violento da questa situazione ovvero immaginare una uscita dall\u2019euro e da questa UE, per decisione unilaterale o come gli apparentemente\u00a0 pi\u00f9 realisti sperano ovvero aspettando la sua conflagrazione spontanea. Questa conflagrazione spontanea rischia per\u00f2 di essere puro <em>wishful thinking<\/em>. Al di l\u00e0 delle notevoli difficolt\u00e0 in cui si dibattono e dibatteranno i tedeschi ed i francesi nel regolare i loro contraddittori reciproci rapporti di potere all\u2019interno dei vertici confederali, \u00e8 molto difficile immaginare sia accettabile per le rispettive \u00e9lite e per buona parte dei rispettivi sistemi-paese, una demolizione controllata dell\u2019Unione e dell\u2019euro. In questi casi, al crescere delle contraddizioni, si preferisce il cercar di mettere toppe di qui e di l\u00ec, anche per anni, pur di non ammettere che il matrimonio non regge pi\u00f9 ed \u00e8 ora di andare dagli avvocati. N\u00e9 la maggioranza dei tedeschi, n\u00e9 dei francesi, sembra cos\u00ec scontenta della loro collocazione ai vertici confederali da spingere ad un collasso. Se Macron \u00e8 l\u2019ultima speranza francese ed anche tedesca, in un modo o nell\u2019altro, finir\u00e0 il suo primo ed anche un secondo mandato e semmai se ne riparla fra dieci anni, dieci anni che non ci possiamo permettere. La nostra uscita unilaterale -invece- \u00e8 cosa che possono pensare solo gruppetti di indomabili utopisti dalla penna arrabbiata, che sta bene scritta su qualche foglio o pagina web ma che nel \u201cmondo grande e terribile\u201d delle cose reali, non ha alcuna possibilit\u00e0 concreta di realizzarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi c\u2019\u00e8 la terza possibilit\u00e0. Questa \u00e8 la via del farci noi per primi, catalizzatori di un interesse latino-mediterraneo, un interesse che oggettivamente c\u2019\u00e8 almeno in potenza e che nessuno cura. Andrebbe fatto anche solo per formare un contro-potere che sebbene non invitato nel priv\u00e9 franco-tedesco, potrebbe comunque cercare di intromettersi su molte questioni. Il gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia ed Ungheria) potenziato oggi anche con l\u2019Austria, mostra come posizioni chiare e concrete, possono opporsi alla ragnatela tessuta dai franco-tedeschi, opponendo dei \u201cno\u201d che poi diventano delle importanti basi di successiva trattativa. Ma andrebbe fatto anche per perseguire una linea strategica alternativa che aiuti le contraddizioni dell\u2019Unione e dell\u2019euro a far implodere o indebolire le strutture che ingombrano il campo delle possibilit\u00e0. Andrebbe fatto anche solo per spingere una Francia che per gran parte delle sue \u00e9lite rimane franca e nord europea, a prenderla in considerazione come alternativa, anche per influire nelle loro dinamiche politiche interne, ma anche in Italia dove all\u2019europeismo confederale del PD si oppongono mugugni di vario tipo che non paiono in grado di prefigurare alcuna vera alternativa viabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrebbe fatto per prefigurare un piano B che per noi sarebbe A, un piano che dovremmo fare anche a prescindere dalle spinte ad uscire dalla ragnatela euro-confederale, poich\u00e9 anche riottenendo -non si sa come- \u00a0una ipotetica autonomia di ripristinata sovranit\u00e0, nel mondo multipolare in cui siamo entrati, un Paese di 60 milioni di persone tra l\u2019altro con sempre pi\u00f9 anziani, su i piani energetici, economici, valutari e militari, delle nuove tecnologie e relativi investimenti di ricerca e sviluppo, nella gestione di una politica estera rivolta all\u2019Africa ed ai problemi migratori, non pu\u00f2 che avere una autonomia meramente formale<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/#_edn7\" name=\"_ednref7\">[7]<\/a>. Se l\u2019Unione e l\u2019euro sono i problemi ravvicinati in cui i poteri delle nostre decisioni vanno rinforzati, quelli di una minorit\u00e0 oggettiva in balia di russi, cinesi, indiani, trambusti africani ed islamici, britannici con rinnovato spirito piratesco ed americani alle prese con la loro inevitabile contrazione di potenza, lo sono in immediata e certa prospettiva. La sovranit\u00e0 -in teoria- decide certo come giocare la partita ma questa ha i limiti che sono imposti dal tavolo di gioco, le grandi dinamiche del mondo complesso e la strategia di gioco dei giocatori principali.\u00a0 La sovranit\u00e0 dipende da condizioni di possibilit\u00e0 che riceve da contesti che non controlla, \u201csovranit\u00e0\u201d suona come un assoluto ma \u00e8 un relativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa saremo tra venti anni?\u00a0Le forze sociali, intellettuali e politiche che si identificano con le idee di democrazia popolare, di emancipazione, di volont\u00e0 di liberazione dal dominio delle logiche economiche e delle loro interpretazioni pi\u00f9 estreme, neo-liberali o ultra-capitalistiche o come le si voglia definire, italiane ma anche latino-mediterranee, dovrebbero a nostro avviso, pensare a questa strada poich\u00e9 \u00e8 l\u2019unica strategia che si fa carico non solo di dire no ai poteri dominanti ma anche di dire si ad altre forme di potere stante che i nostri sistemi di vita associata debbono per forza avere strutture con poteri<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/#_edn8\" name=\"_ednref8\">[8]<\/a>. Lamentandosi, criticando, insultando, corrodendo con le parole, i pensieri e le strutture dominanti, non accade nulla di concreto, accade qualcosa se realisticamente al problema dato si d\u00e0 non la risposta A ma quella B, senza un piano B non c\u2019\u00e8 alcuno sbocco possibile ai crescenti malumori verso l\u2019euro e l\u2019UE, non c\u2019\u00e8 alcun peso negoziale da far valere a difesa dei nostri interessi minimi. Se si vuole essere forza alternativa occorre una viabile idea alternativa, questa di una confederazione dei pi\u00f9 simili che attragga i francesi su una via alternativa, \u00a0vale in vista di negoziazioni su gli sviluppi dell\u2019attuale UE ed euro ma di pi\u00f9 vale in vista di una piena federazione politica latino-mediterranea. Questo di un futuro soggetto politico al contempo dotato di massa e pienamente sovrano e democratico,\u00a0 \u00e8 l\u2019unico che vediamo, possibile e desiderabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">= 0 =<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a> La recente ricerca YouGov condotta in alcuni Paesi europei (dic.\u201917) sull\u2019idea di Schulz di puntare alla concreta realizzazione degli Stati Uniti d\u2019Europa ha dato risultati interessanti: d\u2019accordo un 30% in Germania ed un 28% in Francia, percentuali invece gravemente minoritarie in Svezia, Finlandia, Danimarca e Norvegia. Altri Paesi non sono stati intervistati ma si pu\u00f2 immaginare una forte contrariet\u00e0 all\u2019est ed una forse maggior adesione a sud. Come la solito il campione scelto dall\u2019istituto di ricerca \u00e8 molto esiguo ma pi\u00f9 in generale, \u00e8 molto dubbio che sia chiaro a gli intervistati il complesso portato di questa opzione. Difficile da immaginare che il restante 70% di francesi e tedeschi sia convertibile e soprattutto lo siano i tedeschi una volta chiarito che questo progetto porterebbe ad uno strappo con la propria area naturale di partner nord europei e che semmai gli Stati Uniti d\u2019Europa andrebbero fatti\u00a0 solo tra Germania e l\u2019Europa latino-mediterranea. Se dopo 25 da Maastricht, questo \u00e8 il sentimento, non si vede per quale ragione esso possa evolvere in positivo nei prossimi otto anni (Schulz parlava infatti di un processo costituzionale da chiudere nel 2025), soprattutto quando dall\u2019empireo delle petizioni di principio si dovesse passare ai dettagli concreti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a> A novembre, \u00e8 partita la Permanent Structured Cooperation (PeSCo) all\u2019interno dell\u2019UE con 22 partecipanti su 27. Dal 2021 ci sar\u00e0 anche un Fondo europeo per la difesa e con il Rapporto annuale comune sulla difesa (CARD), costituiranno la base per lo sviluppo di questa nuova gamba della confederazione. Al momento, il tutto si muove ancora nell\u2019ambito della NATO ma non credo sia questa la destinazione finale pensata dai francesi. <a href=\"http:\/\/formiche.net\/2017\/11\/13\/pesco-francia-germania\/\">QUI\u00a0\u00a0<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a> Un articolo che presenta le idee dei piani: <a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/i-7-punti-di-macron-per-un-asse-franco-tedesco-su-difesa-e-sicurezza-europea-ma-la-germania-e-unincognita\/\">QUI\u00a0<\/a>\u00a0(all\u2019inizio dell\u2019articolo il link al pdf della Repubblica francese). Il documento congiunto SWP-IFRI \u2013 <a href=\"https:\/\/www.ifri.org\/sites\/default\/files\/atoms\/files\/ndc_141_kempin_kunz_france_germany_european_strategic_autonomy_dec_2017.pdf\">QUI\u00a0<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4]<\/a> Un rapporto presentato al Parlamento tedesco nel 2014, dava un quadro disastroso dello stato di condizione della Bundeswehr. Da allora gli investimenti sono aumentati e cos\u00ec gli arruolati ma la strategia tedesca sembra esser un\u2019altra. Con il Framework Nation Concept, ha dato il via all\u2019accorpamento di alcune divisione estere (olandesi, rumeni e cechi, ma gi\u00e0 si parla anche di scandinavi), ovvero formazioni di battaglioni misti tra tedeschi e stranieri. La strategia tedesca \u00e8 sempre la stessa, legare i partner con molteplici fili, ognuno dei quali singolarmente poco rilevante, che nell\u2019insieme per\u00f2 riducano l\u2019altro ad una condizione di compromissione tale da rendere impossibile l\u2019eventuale distacco. <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/05\/27\/foreign-policy-la-germania-sta-silenziosamente-costruendo-un-esercito-europeo-sotto-il-suo-comando\/\">QUI\u00a0<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/#_ednref5\" name=\"_edn5\">[5]<\/a> Dal 2005, ogni anno si \u00e8 verificato un aumento dei volumi dei trasferimenti d\u2019arma nel mondo (SIPRI Yearbook 2017 <a href=\"https:\/\/www.sipri.org\/sites\/default\/files\/2017-09\/yb17-summary_ita.pdf\">QUI\u00a0<\/a>). C\u2019\u00e8 poi da vedere i volumi dei trasferimenti non ufficiali che si pensano ingenti. La Francia \u00e8 il quarto esportatore nel mondo dopo USA, Russia e Cina. La Francia \u00e8 anche il terzo Paese per dotazione nucleare. Pur avendo un esercito ritenuto oggi al di sotto dei minimi standard di efficienza, la Germania ha per\u00f2 continuato a sviluppare industria militare (sopratutto armi a mano e mezzi di terra) ed \u00e8 oggi il quinto esportatore. Francia e Germania hanno annunciato di voler sviluppare un nuovo caccia comune di quinta generazione, teoricamente competitivo con gli F-35 USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/#_ednref6\" name=\"_edn6\">[6]<\/a> Non possiamo qui dettagliare le ragioni di questa apodittica affermazione. Invero per\u00f2, prima di esser noi coloro che negano una possibilit\u00e0, dovrebbero esser coloro che la mettono sul tavolo a presentare le proprie ragioni. Che persone serie e intellettulmnete e politicamente responsabili, possano pensare ad una idea del genere senza che ne esista la bench\u00e9 minima traccia di un serio studio di possibilit\u00e0, fattibilit\u00e0, opportunit\u00e0, dice di quanto -in fondo- si stia facendo del puro intrattenimento. Si usa l\u2019idealit\u00e0 degli \u201cStati Uniti d\u2019Europa\u201d che si basano su un analogia insostenibile (con gli Stati Uniti d\u2019America ovviamente), per non pensare le cose concrete. Dico solo che quando gli americani decisero di risolvere le loro contraddizioni unioniste, lo fecero con una sanguinosa guerra ma sopratutto erano -in tutto- sei milioni e parlavano pure la stessa lingua! In linea generale, tutto il dibattito sul tema Europa, sembra essere gravato da una molteplicit\u00e0 di modi con cui se ne legge la sostanza. Pensare che l\u2019Unione europea sia d\u2019origine una macchinazione delle \u00e9lite neoliberiste o il trattato di pace tra Francia e Germania, cambia parecchio in termini di analisi. Fare finta sia un oggetto contendibile politicamente dai popoli e non una alleanza contrattata da capi di Stato, ognuno con il peso che gli compete secondo la dura logica della potenza, ci porta a perdere tempo appresso a discussioni irrealistiche ed infondate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/#_ednref7\" name=\"_edn7\">[7]<\/a> L\u2019esiguo e pur ostinato \u201cmovimento sovranista\u201d, dovrebbe farsi un serio esame di coscienza. E\u2019 davvero necessario illudere coloro che pur hanno avvertito l\u2019insostenibilit\u00e0 dell\u2019attuale situazione, con l\u2019opzione di una presunta sovranit\u00e0 nazionale risorgimentale e mazziniana? Al di l\u00e0 dello sfoggio di originalit\u00e0 retorica, quanto pu\u00f2 esser sovrano uno stato europeo nato nel XV secolo come dimensione, quando cio\u00e8 le questioni inerivano solo i nostri rapporti interni al subcontinente? Saremo sovrani di cosa in un mondo in cui un cartello di fondi pu\u00f2 attaccare la tua valuta e farne oscillare il prezzo in maniera da farti fallire in un pomeriggio? Nell\u2019essere vaso di coccio tra vasi di ferro in qualsiasi rapporto commerciale bilaterale potremmo far valere i nostri interessi? Non essendo autonomi energeticamente ancora per molto tempo, in attesa di volgerci alle energie alternative, quanto dovremmo mediare la nostra sovranit\u00e0? Con una popolazione in contrazione e sempre pi\u00f9 anziana come la difenderemo?\u00a0 Saremo sovrani lasciando che tutto il mondo scorrazzi nel Mediterraneo vendendo armi ed organizzando guerre sulle coste dirimpette? Dichiarandoci pacifici in un mondo che si sta armando a piene mani? Diventando cosa in un mondo complesso, multipolare, ipertecnologico, instabile e sempre pi\u00f9 competitivo? Convincendo come, una massa critica di almeno un 60% di connazionali votanti, per portare avanti questo miraggio fondato su slogan inconsistenti, sempre che i servizi segreti esteri e le stesse \u00e9lite che ci dominano dall\u2019unificazione del \u201961, ce lo lascino fare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/#_ednref8\" name=\"_edn8\">[8]<\/a> L\u2019idea di un contro-potere latino-mediterraneo, \u00e8 presente qui e l\u00e0 sebbene non supportata da una pi\u00f9 convinta attenzione, sopratutto da parte italiana. Pi\u00f9 di un anno fa, Tsipras ha promosso un forum di coordinamento dei Paesi latino mediterranei -EUROMED- che\u00a0 si \u00e8 gi\u00e0 riunito tre volte ed un quarta sar\u00e0 il prossimo 10 Gennaio a Roma. Questa \u201calternativa mediterranea\u201d \u00e8 presente nei programmi di France Insoumise di J-C M\u00e9lenchon, come di Podemos e certo non dispiacerebbe al Bloco de Esquerda portoghese. L\u2019intero movimento italiano critico verso UE ed euro dovrebbe riflettere sulla propria dispersivit\u00e0 concettuale e sull\u2019assenza di una vocazione ad alleanze strategiche. Improbabile il risolvere problemi inter-nazionali partendo solo dal dentro di una nazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/\">\u00a0https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIERLUIGI FAGAN In Europa \u00e8 in atto una unione tra 27 stati, con una sezione rinforzata che adotta una moneta comune a 19 Paesi. Cosa s\u2019intende per \u201cUnione\u201d? Nei fatti, l\u2019Unione europea \u00e8 una confederazione. Una confederazione altro non \u00e8 che una alleanza intorno ad uno o pi\u00f9 aspetti della politica interstatale. Tali alleanze sono giuridicamente regolate da un trattato o da una rete di trattati. Una confederazione, nonostante l\u2019assonanza, non ha nulla a&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":37690,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/pierluigi-fagan-320x320.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9NS","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37688"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37688"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37688\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37696,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37688\/revisions\/37696"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37690"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37688"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37688"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37688"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}