{"id":37699,"date":"2018-01-07T10:00:42","date_gmt":"2018-01-07T09:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37699"},"modified":"2018-01-05T23:12:27","modified_gmt":"2018-01-05T22:12:27","slug":"missione-in-niger-linteresse-nazionale-si-e-perso-nel-deserto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37699","title":{"rendered":"Missione in Niger: l\u2019interesse nazionale si \u00e8 perso nel deserto"},"content":{"rendered":"<p><strong>di FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p><em>Il Consiglio dei Ministri ha approvato l\u2019operazione militare in Niger: basta il via libera del Parlamento perch\u00e9 470 soldati partano per il cuore del Sahel, impegnati in una missione \u201c a difesa del nostro interesse nazionale\u201d. La vera priorit\u00e0 nella regione era evitare il cambio di regime in Libia del 2011 ed impedire analoghe destabilizzazioni in Algeria ed Egitto: rovesciato Gheddafi, l\u2019Italia vaga ormai al traino delle potenze atlantiche. La missione in Niger si inserisce nel pi\u00f9 vasto progetto franco-angloamericano di incendiare il Magreb, per mantenerlo in una perenne condizione di subalternit\u00e0: schierandosi a fianco della Francia e dell\u2019Arabia Saudita, contro l\u2019Algeria, Roma getta alle ortiche la sua storica politica estera.<\/em><\/p>\n<h2>E finimmo a presidiare il forte di Madama (costruito in funzione anti-italiana)\u2026<\/h2>\n<p>C\u2019era una volta un\u2019Italia in forte crescita economica, dinamica ed intraprendete, decisa a difendere il proprio interesse nazionale, nonostante la recente sconfitta militare e l\u2019assoggettamento alla sfera d\u2019influenza angloamericana: era l\u2019Italia degli ultimi anni \u201850 e dei primi anni \u201860. <strong>Era l\u2019Italia di Enrico Mattei<\/strong>. Se i francesi e gli inglesi lottavano per mantenere i propri domini coloniali, gli italiani agivano in senso posto, sostenendo ovunque i movimenti d\u2019indipendenza di matrice laico-nazionalista: <strong>Gamal Nasser in Egitto, Abdelaziz Bouteflika in Algeria, di l\u00ec a poco, Muammar Gheddafi in Libia.<\/strong> Era una strategia vincente: il peso italiano nel Mediterraneo aumentava e, in parallelo, diminuiva quello dei francesi e degli inglesi, obbligando quest\u2019ultimi a giocare la carta del<strong> terrorismo islamico<\/strong> per riguadagnare terreno (si veda la repressione di Nasser e Gheddafi contro la Fratellanza Mussulmana e la sanguinosa guerra civile algerina del 1991-2002).<\/p>\n<p>Sono trascorsi 60 anni e l\u2019Italia \u00e8 ripiegata su stessa, nel pieno della<strong> peggior depressione economica mai sperimentata dal 1861,<\/strong> vittima di una crisi demografica e politica senza precedenti: <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma\/\">nel prossimo biennio, persino l\u2019integrit\u00e0 del Paese potrebbe essere messa in forse<\/a>. Le potenze contro cui combatteva Enrico Mattei (Francia, GB, USA, cui va aggiunta ora anche la Germania), hanno stretto attorno al Paese<strong>un micidiale cappio<\/strong> (l\u2019euro e l\u2019austerit\u00e0) che ha privato il Paese di <strong>qualsiasi margine di manovra<\/strong>: servendosi delle forze politiche prone agli interessi stranieri (il PCI-PD e, qualora riuscisse l\u2019operazione per portarlo al governo,<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/m5s-la-stampella-del-potere\/\"> il Movimento 5 Stelle<\/a>), l\u2019Italia \u00e8 stata<strong> saccheggiata, svuotata, annichilita<\/strong>. Basta ormai poco per spingerla al default, <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/alle-radici-dellinfamante-seconda-repubblica-il-biennio1992-1993-parte-i\/\">terminando cos\u00ec \u201cil sacco di Roma\u201d iniziato nel lontano 1992-1993<\/a>. In questo quadro, non soltanto la difesa dell\u2019interesse nazionale \u00e8 diventata una chimera, ma l\u2019Italia \u00e8 costretta addirittura ad<strong> agire contro le proprie prerogative<\/strong>: ne sono una testimonianza la partecipazione al cambio di regime del 2011 in Libia e, cronaca di questi giorni, la decisione di inviare<strong>un contingente militare in Niger.<\/strong><\/p>\n<p>Il 28 dicembre il<strong> Consiglio dei Ministri<\/strong> ha approvato per decreto la missione militare e, sciolte le Camere, occorre pi\u00f9 soltanto l\u2019approvazione del Parlamento in regime di<i> prorogatio <\/i>perch\u00e9 abbia inizio l\u2019effettivo dispiegamento delle truppe:<strong> 470 soldati<\/strong> che, basati nella capitale<strong> Niamey,<\/strong> dovrebbero estendere il loro raggio d\u2019azione sin nel nord del Niger, raggiungendo<strong> Madama<\/strong>, vecchio avamposto francese al confine della Libia (costruito in funzione anti-italiana negli anni \u201930!). La missione, afferma il premier Gentiloni ed insiste la stampa, \u00e8 nell\u2019interesse nazionale: aggregandosi alla operazione \u201cBarkhane\u201d a guida francese, l\u2019Italia contribuirebbe<strong> alla lotta dei trafficanti d\u2019essere umani ed al terrorismo islamico<\/strong>, riducendo cos\u00ec la pressione migratoria sulle nostre coste (sorge spontaneo l\u2019interrogativo del perch\u00e9 l\u2019Italia sia stata allora investita da ondate migratorie record, dopo l\u2019inizio delle operazioni franco-angloamericane nella regione che risalgono al 2013).<\/p>\n<p>In realt\u00e0, la missione in Niger \u00e8 <strong>agli antipodi del nostro interesse nazionale<\/strong> ed \u00e8 l\u2019ennesima prova che <strong>l\u2019Italia procede ormai al traino delle altre potenze<\/strong>, anche a costo di auto-infliggersi pesanti danni: per spigarne i motivi, bisogna inquadrare l\u2019attivismo francese e angloamericano nel Magreb <strong>in una pi\u00f9 ampia cornice geopolitica.<\/strong><\/p>\n<p>La presa \u201coccidentale\u201d sull\u2019Africa e sul Medio Oriente si sta allentando, complice la crisi economica che, esplosa con la bancarotta di Lehman Brothers, non si \u00e8 mai estinta, come testimoniano i tassi delle banche centrali tuttora schiacciati sullo zero. Il vuoto lasciato dagli Stati Uniti e dai loro alleati \u00e8 <strong>per\u00f2 sistematicamente colmato dalle potenze emergenti: la Russia in Medio Oriente e la Cina in Africa<\/strong>. Per evitare che ad una<i> \u201cpax angloamericana\u201d <\/i>subentri<i> <\/i>una <i>\u201c pax russa\/sinica\u201d,<\/i> dal 2011 in avanti, Washington ed alleati attuano <strong>una spietata politica di destabilizzazione<\/strong>, scatenando l\u2019islam politica ed il terrorismo annesso: seguono il cambio di regime in Libia, le Primavere Arabe in Tunisia ed Egitto, il tentativo di destabilizzare l\u2019Algeria, il sostegno all\u2019insurrezione in Siria, la creazione dell\u2019ISIS e l\u2019appoggio, neppure troppo velato, per la nascita di un Califfato islamico tra Siria ed Iraq.<\/p>\n<p>Nel <strong>Magreb<\/strong>, pi\u00f9 periferico rispetto al Levante e perci\u00f2 pi\u00f9 trascurato dai media,<strong> si segue lo stesso copione<\/strong>: si introduce il terrorismo islamico, si destabilizza l\u2019intera regione e si lanciano operazioni militari che, progettate sulla carta per ristabilire \u201cl\u2019ordine e la sicurezza\u201d, <strong>servono in realt\u00e0 a mantenere i Paesi interessati in una condizione di perenne subalternit\u00e0<\/strong>, rallentando cos\u00ec l\u2019avanza russa\/cinese (in Niger, quarto produttore mondiale di uranio, \u00e8 attiva dal 2010 la <strong>China National Nuclear Corp<\/strong><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/missione-niger-linteresse-nazionale-si-perso-nel-deserto\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>).<\/p>\n<p>Mentre infatti i Paesi arabi che affacciano sul Mediterraneo sono sconquassati dalle <strong>Primavere Arabe<\/strong>supervisionate dalla CIA, la situazione precipita anche nella regione sahariana: la distruzione per mano degli integralisti islamici di alcuni mausolei di <strong>Timbuctu<\/strong><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/missione-niger-linteresse-nazionale-si-perso-nel-deserto\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>, citt\u00e0 patrimonio dell\u2019UNESCO, segna nell\u2019estate 2012 il salto di qualit\u00e0 nella destabilizzazione della regione<strong>, latente sin dal 2007<\/strong> (ultimo anno, infatti, in cui si \u00e8 corsa la Parigi-Dakar). Il Mali precipita nella guerra, \u201cobbligando\u201d i francesi e gli americani (che sempre nel 2007 hanno creato <strong>l\u2019AFRICOM<\/strong> per contenere l\u2019espansione cinese nel Continente Nero) ad intervenire militarmente.<\/p>\n<p>Nel gennaio del 2013, quasi in contemporanea all\u2019assalto all\u2019impianto metanifero di <strong>Amenas<\/strong> con cui si cerca per l\u2019ennesima volta di destabilizzare l\u2019Algeria, parte quindi <strong>l\u2019operazione \u201cServal\u201d<\/strong>: <strong>4.000 soldati francesi<\/strong> sono dispiegati in Mali, con il supporto di<strong> Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania<\/strong> (l\u2019Italia, rimasta \u201cbruciata\u201d dal cambio di regime in Libia, evita in questa fase qualsiasi coinvolgimento).<\/p>\n<p>All\u2019operazione Serval, conclusa con la riconquista delle maggiori citt\u00e0, subentra nel 2014 <strong>l\u2019operazione Barkhane<\/strong> che, prefiggendosi come obiettivo la lotta all\u2019insurrezione islamista, consente ai francesi (appoggiati dagli angloamericani) <strong>di mantenere una presenza militare<i> sine die<\/i> nel cuore del Magreb<\/strong>. L\u2019uscita di Fran\u00e7ois Hollande e l\u2019ingresso all\u2019Eliseo di<strong> Emmanuel Macron<\/strong> non muta la strategia francese. Le ristrettezze di bilancio obbligano, per\u00f2, il neo-presidente francese a chiedere un maggior contribuito agli alleati nella lotta \u201ccontro il terrorismo\u201d: Macron organizza quindi a Parigi, il 13 dicembre 2017, un vertice dei cosiddetti <strong>\u201cG5 del Sahel\u201d<\/strong> (Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger), cui partecipa anche la cancelliera tedesca <strong>Angela Merkel<\/strong> e diversi \u201csponsor\u201d arabi (<strong>Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti<\/strong> si impegnano, rispettivamente, a versare 100 e 30 $mln<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/missione-niger-linteresse-nazionale-si-perso-nel-deserto\/#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>).<\/p>\n<p>Al vertice dei \u201cG5 del Sahel\u201d partecipa, ribaltando la strategia seguita sino a quel momento, pure il premier <strong>Paolo Gentiloni<\/strong>. Proprio in quella sede \u00e8 presa la decisione, anticipata subito da La Repubblica<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/missione-niger-linteresse-nazionale-si-perso-nel-deserto\/#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>e ufficializzata soltanto ieri, di inviare un contingente militare in Niger. Lo scambio, o meglio sarebbe dire il \u201cricatto\u201d, con cui il nostro Paese \u00e8 indotto a schierarsi per fianco della Francia, \u00e8 facilmente immaginabile: Roma sostiene l\u2019operazione militare nel Magreb di Parigi e quest\u2019ultima si impegna (a parole) a tutelare gli interessi italiani in Libia, dove la Francia, appoggiando il generale Khalifa Haftar, <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/accordi-onu-agli-sgoccioli-parigi-mosca-lanciano-lopa-sulla-libia\/\">\u00e8 ormai in posizione di forza.<\/a><\/p>\n<p>Per l\u2019Italia la decisione \u00e8 un vero azzardo.<\/p>\n<p>Non soltanto si sottopongono le nostre truppe<strong> a considerevoli rischi<\/strong> (si veda l\u2019uccisione, risalente allo scorso ottobre, di quattro soldati americani in Niger, caduti in un\u2019imboscata delle milizie islamiste<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/missione-niger-linteresse-nazionale-si-perso-nel-deserto\/#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>), ma soprattutto<strong> si ribalta di 180 gradi la strategia storicamente adottata dall\u2019Italia nella regione,<\/strong>coinvolgendo il nostro Paese e pieno titolo nella<strong> strategia di destabilizzazione\/militarizzazione del Magreb<\/strong>, portata avanti dalle potenze atlantiche. Lo dice espressamente<strong> Jean-Pierre Darnis<\/strong>, ricercatore presso <strong>l\u2019Istituto Affari Internazionali<\/strong> (il pensatoio creato nel 1965 da Altiero Spinelli)<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/missione-niger-linteresse-nazionale-si-perso-nel-deserto\/#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cLa missione in Niger pu\u00f2 saldare l\u2019interesse nazionale, essenzialmente rivolto alla Libia, e <b>la visione francese, tedesca e americana di stabilizzazione dell\u2019intera zona saheliana<\/b>, legando lotta al terrorismo, stabilit\u00e0 delle frontiere, contrasto all\u2019emigrazione clandestina e sviluppo locale\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 sufficiente<strong> sostituire il termine \u201cstabilizzazione\u201d con \u201cdestabilizzazione\u201d<\/strong> per afferrare in quale contesto si inserisce il nostro intervento militare. Ne \u00e8 consapevole anche<strong> l\u2019Algeria<\/strong>, storica alleata dell\u2019Italia sin dalla guerra d\u2019indipendenza contro i francesi, che, in occasione del summit parigino dei G5 del Sahel, ha nuovamente espresso <strong>la sua ostilit\u00e0 contro le manovra atlantiche ai suoi confini<\/strong>, considerate pi\u00f9<strong> una minaccia che una garanzia<\/strong> alla propria sicurezza. \u00c8 un bene, si chiedono<strong> le forze armate di Algeri<\/strong><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/missione-niger-linteresse-nazionale-si-perso-nel-deserto\/#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a>, che angloamericani, francesi e sauditi ammassino truppe ai nostri confini? Che fanno, nel deserto sahariano, le stesse potenze che hanno creato, per poi \u201ccombattere\u201d, <strong>lo Stato Islamico?<\/strong><\/p>\n<p>La destabilizzazione del Nord Africa procede senza sosta e all\u2019appello mancano ancora due pesi massimi come<strong> l\u2019Algeria e l\u2019Egitto<\/strong>: aggregandosi alle manovre militari atlantiche nella regione, l\u2019Italia d\u00e0 incredibilmente il proprio contributo <strong>alla sovversione della regione<\/strong>, gettando alle ortiche la politica di Enrico Mattei, basata sull\u2019astensione da qualsiasi intervento militare e <strong>sul sostegno alle forze arabe laico-nazionaliste, contro le potenze atlantiche.<\/strong><\/p>\n<p>Poveri noi, persa la bussola, siamo finiti nel cuore del deserto del Sahel, a presidiare il fortino di Madama, costruito dai francesi negli anni \u201930 <strong>in funzione anti-italiana!<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/madamapng.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2576\" src=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/madamapng.png\" sizes=\"(max-width: 1167px) 100vw, 1167px\" srcset=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/madamapng.png 1167w, http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/madamapng-320x150.png 320w, http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/madamapng-768x360.png 768w, http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/madamapng-720x337.png 720w\" alt=\"\" width=\"1167\" height=\"547\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"banner-wrapper\">\n<div id=\"content_middle_banner\" class=\"banner_google_336X280\"><strong>Note:<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/missione-niger-linteresse-nazionale-si-perso-nel-deserto\/#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>https:\/\/af.reuters.com\/article\/investingNews\/idAFJOE6BU03H20101231<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/missione-niger-linteresse-nazionale-si-perso-nel-deserto\/#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>http:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2012\/07\/02\/news\/mali_integralisti_distruggono_una_moschea_a_timbuctu-38373211\/<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/missione-niger-linteresse-nazionale-si-perso-nel-deserto\/#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>http:\/\/www.africanews.com\/2017\/12\/13\/saudi-arabia-uae-pledge-130m-towards-g5-sahel-force\/<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/missione-niger-linteresse-nazionale-si-perso-nel-deserto\/#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a>https:\/\/rep.repubblica.it\/pwa\/generale\/2017\/12\/13\/news\/militari_italiani_in_niger-184043682\/<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/missione-niger-linteresse-nazionale-si-perso-nel-deserto\/#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a>https:\/\/www.washingtonpost.com\/world\/africa\/us-soldier-in-niger-ambush-was-bound-and-apparently-executed-villagers-say\/2017\/11\/10\/3aebba3e-c442-11e7-9922-4151f5ca6168_story.html?utm_term=.cccc0a404955<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/missione-niger-linteresse-nazionale-si-perso-nel-deserto\/#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a>https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/premium\/articoli\/500-fanti-italiani-in-niger-per-compiacere-macron\/<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/missione-niger-linteresse-nazionale-si-perso-nel-deserto\/#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a>https:\/\/www.algeriepatriotique.com\/2017\/12\/15\/g5-sahel\/<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/missione-niger-linteresse-nazionale-si-perso-nel-deserto\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/missione-niger-linteresse-nazionale-si-perso-nel-deserto\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Il Consiglio dei Ministri ha approvato l\u2019operazione militare in Niger: basta il via libera del Parlamento perch\u00e9 470 soldati partano per il cuore del Sahel, impegnati in una missione \u201c a difesa del nostro interesse nazionale\u201d. La vera priorit\u00e0 nella regione era evitare il cambio di regime in Libia del 2011 ed impedire analoghe destabilizzazioni in Algeria ed Egitto: rovesciato Gheddafi, l\u2019Italia vaga ormai al traino delle potenze atlantiche. La missione in&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":34655,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/F.Dezzani.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9O3","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37699"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37699"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37699\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37700,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37699\/revisions\/37700"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37699"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37699"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37699"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}