{"id":37723,"date":"2018-01-08T10:00:33","date_gmt":"2018-01-08T09:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37723"},"modified":"2018-01-07T21:42:58","modified_gmt":"2018-01-07T20:42:58","slug":"le-riforme-incostituzionali-3a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37723","title":{"rendered":"Le riforme incostituzionali (1a parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di MICRO MEGA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pubblichiamo gli interventi di Domenico Gallo, Raniero La Valle, Alessandro Pace e Felice Besostri al convegno &#8220;La Costituzione della Repubblica \u00e8 sempre giovane&#8221; organizzato a Roma per il settantesimo anniversario della firma della Costituzione italiana su iniziativa del <a href=\"https:\/\/coordinamentodemocraziacostituzionale.net\/\">Coordinamento per la Democrazia Costituzionale<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di <strong>Alessandro Pace<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.\u00a0\u00a0\u00a0 Sul <em>Corriere della Sera<\/em> del 27 dicembre \u00e8 stata sintetizzata in dieci istantanee la \u201cstoria\u201d dell\u2019attuale legislatura. La n. 9 rappresenta \u00abl\u2019immagine di Matteo Renzi che nella sala stampa di Palazzo Chigi annuncia le sue dimissioni dopo la disfatta del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016\u00bb. L\u2019autore dell\u2019articolo si ferma qui, mentre sarebbe stato opportuno andare un po\u2019 indietro e ricordare che la riforma Renzi-Boschi venne votata da un Parlamento illegittimo nella sua composizione nonostante la Corte costituzionale, con la sentenza n. 1 del 2014, avesse dichiarato incostituzionale il c.d. Porcellum in forza del quale era stato eletto. Il vero \u00e8 che sia a causa dell\u2019ignoranza dell\u2019opinione pubblica circa i tecnicismi giuridici, sia a causa della mala fede dei detentori del potere, sulla sentenza n. 1 del 2014 fu steso un velo soprattutto comodo per i partiti, in particolare il PD, che avevano lucrato un illegittimo cospicuo premio di maggioranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Parlamento \u201cdelegittimato\u201d, quindi, che nondimeno modific\u00f2 ben 55 articoli della Costituzione, senza che gli allora Presidenti della Repubblica e della Corte costituzionale \u2013 entrambi c.d. \u201cgaranti\u201d della Costituzione \u2013 battessero ciglio. Omettendo quindi di considerare che la Corte costituzionale aveva chiaramente avvertito, nelle ultime battute del n. 7 del \u201cconsiderato in diritto\u201d della sentenza n. 1 del 2014, che il principio della \u201ccontinuit\u00e0 istituzionale\u201d non avrebbe potuto, alla lunga, sostituirsi al doveroso voto popolare. Con l\u2019abnorme conseguenza che, per tutta la XVII legislatura, abbiamo avuto un Parlamento costituzionalmente viziato nella sua composizione, che solo il M5S aveva reiteratamente denunciato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 quel \u201cpeccato originale\u201d venne attenuato, strada facendo, dalla c.d. riforma Renzi-Boschi. Che anzi viol\u00f2 la libert\u00e0 di voto (art. 48 Cost.) in conseguenza della disomogeneit\u00e0 del contenuto prescrittivo della riforma. Che viol\u00f2 il \u201cprincipio supremo\u201d della sovranit\u00e0 popolare (art. 1 comma 2 Cost.) negando l\u2019elettivit\u00e0 diretta del Senato. Che confer\u00ec, in violazione dell\u2019art. 3 Cost., funzioni senatoriali part-time a consiglieri regionali e a sindaci privi della diretta legittimazione democratica. Che, in violazione dell\u2019art. 5 Cost., attribu\u00ec alle regioni, tranne qualche eccezione, soltanto competenze legislative di contenuto meramente organizzativo. Che modific\u00f2 surrettiziamente la forma di governo, indebolendo i contro-poteri e conseguentemente rafforzando indirettamente i poteri del Governo, e soprattutto quelli del Premier. E cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 anche per queste ragioni tecniche, la grande maggioranza degli elettori si espresse in favore del No, non solo per lo stravolgimento apportato al sistema costituzionale, ma per la complessit\u00e0 delle modifiche costituzionali. Dando cos\u00ec ragione, nei fatti, al procedimento di revisione costituzionale previsto dall\u2019art. 138 Cost., che prevede soltanto revisioni puntuali o comunque omogenee. Non riforme megagalattiche come la Renzi-Boschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.\u00a0\u00a0\u00a0 Sta di fatto che fino al 1983 \u2013 e cio\u00e8 per ben 35 anni \u2013 sia le leggi costituzionali, sia le leggi di revisione costituzionale hanno sempre avuto un contenuto puntuale o comunque omogeneo. In linea quindi con quanto il Presidente Terracini, in una delle ultimissime riunioni della Commissione per la Costituzione (15 gennaio 1947), aveva affermato, in risposta all\u2019on. Mortati, che l\u2019Assemblea costituente si doveva \u00ablimitare all\u2019ipotesi di una revisione parziale\u00bb. Nelle prime monografie sulla revisione costituzionale, il problema delle mega riforme non fu minimamente sollevato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto nella lingua italiana una cosa \u00e8 la \u201criforma\u201d, altra cosa \u00e8 la \u201crevisione\u201d. Prescindendo dal significato giuridico del concetto di \u201crevisione\u201d, nel Grande dizionario della lingua italiana il concetto di revisione allude sempre ad attivit\u00e0 puntuali: alle operazioni di esame e di verifica della verit\u00e0 e di conformit\u00e0 di un conto economico o di un bilancio; al riesame di una sentenza o di una causa decisa; all\u2019esame stilistico di un\u2019opera letteraria; all\u2019esame preventivo di un testo destinato alla stampa o alla conformit\u00e0 alle disposizioni di legge; al riscontro periodico dell\u2019operato della pubblica amministrazione e all\u2019insieme delle operazioni di controllo e di manutenzione di macchine (ad es. le automobili).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era quindi assolutamente pacifico, almeno fino agli anni \u201990, che le modifiche costituzionali dovessero servire solo a modificare specifiche disposizioni; \u00abad ammodernare, adeguare, perfezionare, rabberciare un vecchio meccanismo\u00bb o, tutt\u2019al pi\u00f9, a innovare qualche istituto politico lasciando intatti gli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E quindi, quando fu approvata la legge sui referendum n. 352 del 1970, le \u201criforme\u201d erano ancora di l\u00e0 da venire, per cui l\u2019applicazione della legge n. 352 ad esse \u2013 da parte dei loro sostenitori \u2013 costitu\u00ec un\u2019evidente forzatura, tant\u2019\u00e8 vero che si giunse addirittura a sostenere che alle mega riforme non sarebbero\u00a0 applicabili i principi della sovranit\u00e0 popolare (art. 1 Cost.) e della libert\u00e0 di voto (art. 48 Cost.), perch\u00e9 il procedimento di revisione costituzionale sarebbe derogatorio di quei due principi fondamentali!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.\u00a0\u00a0\u00a0 Sta di fatto, che delle possibili \u201criforme\u201d costituzionali si cominci\u00f2 a parlare, a livello politico, soltanto alla fine degli anni \u201970, col famoso articolo di Bettino Craxi, apparso sull\u2019Avanti nel dicembre del 1979, nel quale veniva teorizzata \u201cla Grande Riforma\u201d consistente nella modifica della forma di governo da parlamentare in presidenziale. Che per\u00f2 non ebbe alcun seguito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I successivi tentativi di \u201cgrandi riforme\u201d sono tutti inesorabilmente falliti: cos\u00ec le riforme Bozzi (1985) e Letta (2013) che non furono nemmeno approvate; le leggi di riforma De Mita-Iotti (1993) e D\u2019Alema (1997), che furono approvate ma, avendo un contenuto meramente organizzative, non ebbero un seguito normativo; le riforme Berlusconi (2006) e Renzi-Boschi (2016) che furono respinte in sede referendaria. Il che conferma l\u2019estraneit\u00e0 delle mega riforme nei confronti del nostro sistema costituzionale che prevede soltanto \u201crevisioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorprende, perci\u00f2, che un politico intelligente come il ministro Carlo Calenda, nell\u2019intervista di Lorenzo Salvia apparsa sul Corriere del 27 dicembre, abbia addirittura auspicato l\u2019istituzione di un\u2019Assemblea costituente nella prossima legislatura \u00abper aumentare il coinvolgimento dei cittadini\u00bb, evidentemente, senza rendersi conto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) che l\u2019istituzione di un\u2019Assemblea costituente costituisce, per definizione, la negazione dei valori della costituzione alla quale pretende di sostituirsi (nella specie: la Costituzione del 1947);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) che l\u2019elezione di un\u2019Assemblea costituente non determinerebbe, di per s\u00e9, un \u201ccoinvolgimento\u201d dei cittadini, ma solo un voto come gli altri (per cui il voto popolare confermativo ex art. 138 comma 2 Cost. implica un indubbio maggior coinvolgimento);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) che solo nelle revisioni puntuali o omogenee la sovranit\u00e0 popolare viene effettivamente esercitata, poich\u00e9 solo di fronte ad un singolo quesito relativo ad un singolo articolo e su una pluralit\u00e0 di articoli dal contenuto omogeneo, i cittadini sono effettivamente liberi di votare S\u00ec o No. Che \u00e8 poi la tesi sostenuta dalla maggioranza dei costituzionalisti, tra cui i pi\u00f9 autorevoli, secondo i quali le riforme disomogenee coerciscono la libert\u00e0 di voto, essendo svariati i quesiti ad esse sottese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte:<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/la-costituzione-della-repubblica-e-sempre-giovane\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/la-costituzione-della-repubblica-e-sempre-giovane\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICRO MEGA Pubblichiamo gli interventi di Domenico Gallo, Raniero La Valle, Alessandro Pace e Felice Besostri al convegno &#8220;La Costituzione della Repubblica \u00e8 sempre giovane&#8221; organizzato a Roma per il settantesimo anniversario della firma della Costituzione italiana su iniziativa del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale. di Alessandro Pace 1.\u00a0\u00a0\u00a0 Sul Corriere della Sera del 27 dicembre \u00e8 stata sintetizzata in dieci istantanee la \u201cstoria\u201d dell\u2019attuale legislatura. 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