{"id":37730,"date":"2018-01-08T09:00:19","date_gmt":"2018-01-08T08:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37730"},"modified":"2018-01-07T21:42:09","modified_gmt":"2018-01-07T20:42:09","slug":"il-lato-oscuro-di-autostrade-per-litalia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37730","title":{"rendered":"\u00a0Il lato oscuro di Autostrade per l\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Flaminia Camilletti)<\/strong><\/p>\n<p>***********<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PREMESSA\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riproponiamo questo articolo del L&#8217;Intellettuale Dissidente del <strong>marzo 2017<\/strong> che, in occasione del <strong>crollo del ponte sull&#8217; A14<\/strong>, indaga la questione delle concessioni delle Autostrade legate al rincaro scattato puntualmente anche all&#8217;inizio del nuovo anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il succo dell&#8217;articolo riguarda la famosa questione delle connessioni che sono prorogate per i prossimi due decenni (fino al 2038) e il dibattito che ne \u00e8 scaturito a causa della <strong>mancanza di investimenti delle compagnie concessionarie<\/strong> nonostante il <strong>costante aumento tariffario.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vale perci\u00f2 la pena ricordare che fino al <strong>1992<\/strong>\u00a0<strong>Autostrade faceva parte dell&#8217;IRI<\/strong> e che, a partire dagli anni &#8216;<strong>70<\/strong>, dopo 20 anni perci\u00f2 di spesa in deficit dall&#8217;inaugurazione del loro ulteriore sviluppo, negli anni &#8217;90 le tariffe pagate mediante il risparmio privato aveva pienamente soddisfatto il debito dello Stato. Da quel momento l&#8217;autostrada sarebbe potuta diventare <strong>gratuita<\/strong> proprio come avviene ad esempio in Inghilterra e in Germania col fine di sviluppare nel complesso <strong>produzione locale<\/strong> e la <strong>domanda globale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo asset strategico se fosse rimasto infatti monopolio dello Stato avrebbe potuto costituire la spina dorsale a sostengo sia delle merci italiane, le quali sarebbero state pi\u00f9 competitive grazie alla quasi eliminazione dei pedaggi, sia \u00a0dei risparmi privati che avrebbero cos\u00ec contribuito a riaccendere la domanda interna oggi del tutto stagnante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viceversa, non appena fu eliminato il debito, le infrastrutture furono vendute a prezzi di favore a <strong>Benetton<\/strong> il quale continua a fare profitto a scapito del sistema paese, proprio perch\u00e9, oltre ad aumentare i pedaggi, non mostra n\u00e9 progettualit\u00e0 n\u00e9 sviluppo di questa filiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si vuole uscire dalla crisi, <strong>va ricostruito l&#8217;IRI e va rinazionalizzato tanto il tessuto industriale portante del paese quanto quello delle infrastrutture.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>*************<\/strong><\/p>\n<header id=\"head\" class=\"scrolled\">\n<div class=\"top\">\n<div class=\"content\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"twitter\">\n<div class=\"content\">\n<div class=\"tweet\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"content\">\n<nav id=\"menu\" class=\"desktop\">\n<div class=\"search\">Crolla l\u2019ennesimo ponte in autostrada, questa volta in a14, altri morti, altro sangue. Non \u00e8 che la punta dell\u2019iceberg di un sistema stradale che fa acqua da tutte le parti.<\/div>\n<\/nav>\n<\/div>\n<\/header>\n<div id=\"contropost\" class=\"content\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"thepost single\">\n<div class=\"post\">\n<div class=\"sep\"><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p>Ogni volta il solito copione: mancano i soldi, rimpallo di colpe, competenze amministrative poco chiare, ci pensa la Regione o il Comune? \u00c8 pertinenza della provincia, ma no. Le province non esistono pi\u00f9. Ed ecco che la colpa non \u00e8 mai di nessuno e dopo un po\u2019 di clamore la storia finisce nel dimenticatoio. Semplificare non \u00e8 giusto, ma \u00e8 comunque <strong>necessario far luce<\/strong>sui\u00a0meccanismi di un sistema, quello delle autostrade italiane, totalmente <em>sui generis<\/em> nel panorama mondiale.<\/p>\n<div id=\"video\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/c5tE2moXtYA?feature=oembed\" width=\"500\" height=\"281\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<p><em><span class=\"captiontext\">Ponte crolla sull\u2019autostrada A14<\/span><\/em><\/p>\n<p>Le autostrade italiane sono gestite per la maggior parte da <strong>societ\u00e0 concessionarie<\/strong>. Dal 1\u00ba ottobre 2012 l\u2019ente concedente \u00e8 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e non pi\u00f9 ANAS e sono in maggioranza (5773,4 km al 2009) soggette al pagamento di pedaggio. Le autostrade sono gestite o dall\u2019ANAS o da societ\u00e0 firmatarie di convenzioni con l\u2019ANAS stesso. L\u2019ANAS inoltre fino a settembre 2012, controllava l\u2019operato delle societ\u00e0 concessionarie attraverso l\u2019IVCA (\u2018Ispettorato di Vigilanza sulle concessioni autostradali) dotato di una struttura organizzativa autonoma, da l\u00ec in poi le funzioni di controllo sono state poi trasferite al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nel 1982 viene costituito il Gruppo Autostrade, e nel 1987 Autostrade Concessioni e Costruzioni S.p.A. viene quotata in Borsa Italiana, nel listino Mib30. Nel 1990 Autostrade introduce il Telepass, il primo sistema al mondo su larga scala per il pagamento dinamico del pedaggio. Questo sistema a pagamento verr\u00e0 poi replicato prima in Regno Unito e poi negli Stati Uniti in tratte specifiche. Nel 2002, dopo la privatizzazione avvenuta nel 1999, in seguito ad un nuovo assetto organizzativo, le attivit\u00e0 di concessione autostradale vengono conferite ad Autostrade per l\u2019Italia, controllata al 100% da Autostrade S.p.A. (oggi Atlantia S.p.A.). La scadenza di questa concessione \u00e8 fissata al 31 Dicembre 2038. <strong>La societ\u00e0 che gestisce pi\u00f9 km di autostrade \u00e8 Autostrade per l\u2019Italia.<\/strong> Fa parte del gruppo Atlantia S.p.A., che ne possiede il 100% del capitale sociale e che fa riferimento, come principale azionista, alla famiglia Benetton.<\/p>\n<div id=\"attachment_84039\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-84039\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/gilberto-benetton.jpg\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/gilberto-benetton.jpg 800w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/gilberto-benetton-300x210.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/gilberto-benetton-768x537.jpg 768w\" alt=\"\u00c8 presidente di Edizione Srl, la finanziaria della famiglia Benetton, di Autogrill, \u00e8 consigliere del Gruppo Benetton, di Atlantia, Mediobanca, Pirelli &amp; C. e Allianz.\" width=\"800\" height=\"559\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">\u00c8 presidente di Edizione Srl, la finanziaria della famiglia Benetton, di Autogrill, \u00e8 consigliere del Gruppo Benetton, di Atlantia, Mediobanca, Pirelli &amp; C. e Allianz.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Il tema della concessione della gestione di autostrade \u00e8 uno dei pi\u00f9 scottanti:<\/strong> Autostrade per l\u2019Italia ha firmato nel 2007 la nuova convenzione, entrata in vigore nel 2008 e valida fino al 2038. Il costo del canone di concessione che le aziende devono pagare \u2013 al Ministero per il 58 per cento e all\u2019ANAS per il 42 \u2013 \u00e8 fissato al 2,4 per cento dei pedaggi al netto dell\u2019IVA. Uno scandalo. Secondo uno studio nel quinquennio 2008-2013, considerando i ricavi, gli investimenti e il costo del canone, si \u00e8 registrato per le aziende del settore un utile netto pari a <strong>8,467 miliardi di euro<\/strong>. Nonostante questi numeri il governo autorizza ogni anno aumenti medi dello 0,77%. Sulle vecchie autostrade il traffico non scende, gli addetti sono in continua diminuzione, gli investimenti promessi (in cambio degli aumenti di pedaggio) non sono invece stati realizzati. Per questi motivi gli aumenti delle tariffe, che per molti sono una vera e propria imposta sulla mobilit\u00e0, sono ancor pi\u00f9 ingiustificati. <strong>In Italia il pedaggio era legato ai costi di costruzione, che sono stati saldati nel 2008<\/strong>. A seguito di questo vengono giustificati per la manutenzione che come per\u00f2 risulta evidente anche dai crolli dei ponti, non viene fatta come si dovrebbe.<\/p>\n<p>I concessionari sono 26, di cui due \u2013 Autostrade per l\u2019Italia Spa del gruppo Benetton e Sias del gruppo Gavio \u2013 gestiscono circa il 70% dell\u2019intera rete. <strong>Negli ultimi vent\u2019anni la rete autostradale \u00e8 rimasta pressoch\u00e9 la stessa, ma i loro ricavi sono pi\u00f9 che raddoppiati<\/strong>, passando da 2,5 miliardi di euro nel 1993 a oltre 6,5 miliardi nel 2012, mentre tra il 2008 e il 2016 i pedaggi sono aumentati di circa il 25%, a fronte di una crescita dell\u2019inflazione nello stesso periodo inferiore al 10%. Secondo un recente studio della Banca d\u2019Italia, ogni chilometro di autostrada a pedaggio rende mediamente ai concessionari oltre 1,1 milioni di euro l\u2019anno. Per altro, <strong>gli interventi di manutenzione come gi\u00e0 detto, sono diminuiti di oltre il 40%<\/strong> anche e soprattutto a causa di un cavillo all\u2019interno di una convenzione che prevede che i concessionari debbano reinvestire fino al 75% degli introiti solo se il traffico sulle autostrade che gestiscono \u00e8 aumentato pi\u00f9 del previsto rispetto ai piani di sviluppo. Risulta oltremodo inspiegabile il motivo per cui non si conoscono i contenuti n\u00e9 della convenzione del 1997, n\u00e9 di quella del secondo Governo Prodi del 2007, n\u00e9 gli atti aggiuntivi del 2013 e del 2015 dei Governi Letta e Renzi. Oltretutto considerando il fatto che l\u2019atto del 2013 fu approvato dal Ministero in soli due giorni lavorativi, durante il periodo di Natale. Ci si chiede anche, che fine abbiano fatto le buone intenzioni del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Graziano Delrio, che nel sostituire Maurizio Lupi, dichiar\u00f2 che fosse giusto indire delle gare per le concessioni autostradali. Oggi si discute di concedere una proroga delle concessioni per l\u2019Autobrennero (A22) fino al 2045 e per Autovie Venete fino al 2038.<\/p>\n<div id=\"attachment_84040\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-84040 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Graziano_Delrio_.jpg\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Graziano_Delrio_.jpg 1200w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Graziano_Delrio_-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Graziano_Delrio_-768x576.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Graziano_Delrio_-1024x768.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Graziano_Delrio_-800x600.jpg 800w\" alt=\"Graziano_Delrio_\" width=\"1200\" height=\"900\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Il 2 aprile 2015 \u00e8 nominato Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in seguito alle dimissioni di Maurizio Lupi.<\/p>\n<\/div>\n<p>Ulteriore scandalo \u00e8 rappresentato dal fatto che dal 2009 (prima non era possibile) quasi il 60% dei lavori autostradali sono stati affidati, sempre senza gare, a societ\u00e0 controllate o collegate alle concessionarie. Come tenersi i soldi in casa. Questo vantaggio \u00e8 stato confermato anche dall\u2019ultima correzione al Codice appalti preparata dal Ministero delle Infrastrutture. <strong>Ovviamente la politica, in modo bipartisan, fa capo chino di fronte a questa situazione<\/strong>, complice il fatto che sia Gavio che Benetton elargiscono lauti finanziamenti a tutte le coalizioni, prima, dopo e durante le campagne elettorali, \u201causpicando\u201d che la situazione rimanga a loro favorevole. Nonostante tutto questo, rispetto alle superstrade e alle strade comunali, la rete autostradale sembra un\u2019infrastruttura di ultima generazione e questo rende l\u2019idea della situazione in cui verte il nostro territorio. Questo perch\u00e9 i Comuni che dovrebbero reinvestire i proventi delle multe per rendere pi\u00f9 sicure le strade a cominciare dalla chiusura delle buche, invece li utilizzano per fare cassa e chiudere i buchi di bilancio. Giorgio Ragazzi, esperto di infrastrutture e gi\u00e0 direttore esecutivo della Banca Mondiale, su Linkiesta:<\/p>\n<blockquote><p><em>Sono disgustato. \u00c8 una vergogna che si trascina da secoli. Non abbiamo ancora trovato un governo che abbia la forza di respingere lobby potentissime come quelle dei concessionari. Speravamo che questo ministro cambiasse qualcosa, ma non mi pare stia avvenendo. Ci vorrebbero ben altra determinazione e capacit\u00e0<\/em>\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/autostrade-per-litalia-miniera-doro-sulla-pelle-degli-italiani\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/autostrade-per-litalia-miniera-doro-sulla-pelle-degli-italiani\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Flaminia Camilletti) *********** PREMESSA\u00a0 Riproponiamo questo articolo del L&#8217;Intellettuale Dissidente del marzo 2017 che, in occasione del crollo del ponte sull&#8217; A14, indaga la questione delle concessioni delle Autostrade legate al rincaro scattato puntualmente anche all&#8217;inizio del nuovo anno. 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