{"id":37755,"date":"2018-01-17T00:27:54","date_gmt":"2018-01-16T23:27:54","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37755"},"modified":"2018-01-21T12:20:38","modified_gmt":"2018-01-21T11:20:38","slug":"per-finirla-con-il-xxi-secolo-1a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37755","title":{"rendered":"Per finirla con il XXI secolo (1a parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di JEAN-CLAUDE MICH\u00c9A<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio del suo meraviglioso libretto su George Orwell, \u00a0Simon Leys fa notare, e a ragione, che ci troviamo davanti a un autore che\u00a0&#8220;<em>continua a parlarci con una chiarezza e una forza di gran lunga superiore alla prosa che opinionisti e politici ci fanno leggere sui quotidiani ogni giorno<\/em>&#8220;. Con le giuste proporzioni del caso, un tale giudizio lo si pu\u00f2 applicare perfettamente all\u2019opera di Lasch e in particolare a\u00a0<em>La Cultura del narcisismo<\/em>, che \u00e8 indubbiamente il suo capolavoro. Ecco, in effetti, un\u2019opera scritta pi\u00f9 di vent\u2019anni fa e che rimane, con tutta evidenza, infinitamente pi\u00f9 attuale della quasi totalit\u00e0 di saggi che hanno avuto la pretesa, da allora, di spiegare il mondo in cui abbiamo da vivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie alla formazione intellettuale iniziale (<em>marxismo occidentale<\/em> e in particolare, la Scuola di Francoforte) Lasch s\u2019\u00e8 ritrovato assai presto immunizzato contro il culto del \u201cProgresso\u201d (o, come si dice ora, della modernizzazione) che costituisce ai nostri giorni il residuo catechismo degli elettori di Sinistra e dunque uno dei principali catenacci mentali che li trattiene in questa strana Chiesa nonostante il suo evidente fallimento storico. Presentando, qualche anno pi\u00f9 tardi, la logica del suo itinerario filosofico, Lasch arriva a scrivere che il punto di partenza della sua riflessione era stata da sempre &#8220;<em>una questione tutt\u2019altro che semplice: come si spiega che delle persone serie continuino ancora a credere al Progresso quando l\u2019evidenza dei fatti avrebbe dovuto, una volta per tutte, portarli ad abbandonare una simile idea?<\/em>&#8220;.<br \/>\n<span id=\"more-30104\"><\/span><br \/>\nOra, il semplice fatto di porre tale sacrilega questione permette non soltanto di riallacciarci ai molteplici aspetti del socialismo d\u2019origine\u00a0ma contribuisce a togliere un certo numero di divieti teorici che, solidificandosi con il tempo, hanno finito con il rendere praticamente inconcepibile ogni rimessa in causa appena radicale dell\u2019utopia capitalista. \u00c8 cos\u00ec che, per esempio, la questione sollevata da Lasch rende nuovamente possibile l\u2019esame critico dell\u2019identificazione divenuta ormai classica \u2013 attraverso una qualunque e furbesca forma della teoria dei &#8220;trucchi della ragione&#8221; \u2013 tra il movimento, posto come ineluttabile, che sottomette tutte le societ\u00e0 al regno dell\u2019economia e il processo d\u2019emancipazione effettiva degli individui e dei popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, se si traducono i concetti a priori dell\u2019intelletto progressista davanti al tribunale della Ragione; se, di conseguenza, si smette di accettare come auto-dimostrata l\u2019idea che qualunque modernizzazione di un qualunque aspetto della vita umana costituisca, per la sua natura, un beneficio per il genere umano, allora pi\u00f9 niente pu\u00f2 venire a garantire teologicamente che il sistema capitalista \u2013 grazie al semplice effetto magico dello &#8220;sviluppo delle forze produttive&#8221; \u2013 sarebbe votato a costruire, &#8220;<em>con la fatalit\u00e0 che presiede alla metamorfosi della natura<\/em>&#8221;\u00a0(Marx) , la celebre &#8220;base materiale del socialismo&#8221;, o per dirla altrimenti, l\u2019insieme delle condizioni tecniche e morali del &#8220;<em>suo proprio superamento dialettico<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il che significa, in parole povere \u2013 per riferirsi ad alcune sfumature ben note &#8211; che lo sviluppo di un\u2019agricoltura geneticamente modificata, la distruzione metodica delle citt\u00e0 e delle forme di urbanistica corrispondenti o ancora l\u2019abbrutimento mediatico generalizzato e i suoi cyberprolungamenti, non possono in alcun modo essere seriamente presentati come una premessa storicamente necessaria, o semplicemente favorevole, all\u2019edificazione di una societ\u00e0 &#8220;<em>libera, egualitaria e decente<\/em>&#8220;.\u00a0Scorgiamo qui, al contrario, tanti evidenti ostacoli all\u2019emancipazione degli uomini: pi\u00f9 tali ostacoli si svilupperanno e si accumuleranno (si pensi per esempio a certe lesioni probabilmente irreversibili dell\u2019ambiente) pi\u00f9 diventer\u00e0 difficile rimettere a posto le condizioni ecologiche e culturali indispensabili per l\u2019esistenza di ogni societ\u00e0 verosimilmente umana. Il che equivale a dire, essendo il capitalismo quel che \u00e8, che il tempo lavora ormai essenzialmente contro gli individui e i popoli, e che pi\u00f9 quelli si accontenteranno di perseguire l\u2019avvento di una societ\u00e0 migliore, pi\u00f9 il mondo che loro riceveranno in eredit\u00e0 sar\u00e0 inadatto alla realizzazione delle loro speranze &#8211; comprese le pi\u00f9 modeste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, questa idea costituisce la negazione stessa del dogma progressista che pone come definizione che la Ragione finisce sempre per imporsi e che, cos\u00ec, \u00e8 cosa ormai acquisita il ventunesimo secolo sar\u00e0 grande e l\u2019avvenire radioso. Ecco perch\u00e9 la critica dell\u2019alienazione progressista deve diventare il primo presupposto di ogni critica sociale. E sfortunatamente,si tratta di una critica che, fino ad oggi, non ha ancora superato lo stadio d\u2019inizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se l\u2019ammirevole chiaroveggenza di Lasch ha un segreto, non \u00e8, di conseguenza, assai difficile da scoprire. Risiede nell\u2019articolazione originale che ha sempre sottinteso la sua opera tra, da una parte, un\u2019impermeabilit\u00e0 assoluta alle mitologie moderniste e, dall\u2019altra, una fedelt\u00e0 mai smentita al punto di vista dei lavoratori e delle semplici persone, ovvero di coloro che, giocoforza, hanno l\u2019abitudine di decifrare una societ\u00e0 considerandola dalla sola angolazione appropriata, cio\u00e8 dal basso verso l\u2019alto. Il beneficio pi\u00f9 tangibile di una tale posizione \u2013 che \u00e8 insieme politica ed epistemologica &#8211; \u00e8 quello di rendere immediatamente percettibile l\u2019illusione che affida alla Sinistra moderna, nella sua derisoria \u201cpluralit\u00e0\u201d, quel poco di coerenza di cui ha ancora bisogno per assicurarsi la parvenza di autonomia indispensabile alla sua sopravvivenza elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa illusione, per cos\u00ec dire trascendentale, \u00e8 l\u2019idea ben nota secondo cui il sistema capitalista rappresenterebbe per natura un ordine sociale conservatore, autoritario e patriarcale, fondato sulla repressione permanente del Desiderio e della Seduzione, repressione che esigerebbe la disciplina del Lavoro e del quale la Famiglia, la Chiesa e l\u2019Esercito sarebbero gli agenti privilegiati. Una tale rappresentazione \u00e8 di certo molto tranquillizzante per uno spirito tutto moderno. Pertanto esige che si dimentichi come dal 1848 Marx avesse preso la precauzione di invalidare in anticipo un\u2019interpretazione dei fatti tanto furiosa quanto inverosimile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>La Borghesia<\/em> \u2013 annotava \u2013 <em>non pu\u00f2 esistere senza rivoluzionare costantemente gli strumenti di produzione e dunque i rapporti di produzione, ovvero l\u2019insieme dei rapporti sociali<\/em>&#8221;\u00a0allorch\u00e9 &#8220;<em>detenere senza cambiarlo l\u2019antico modo di produzione era, al contrario, per tutte le classi industriali anteriori, la condizione prima della loro esistenza. Ecco perch\u00e9<\/em> \u2013 aggiungeva \u2013 <em>man mano che il sistema capitalista progredisce tutti i rapporti sociali stabili e fissi, con il loro corteo di concezioni e di idee tradizionali e venerabili, si dissolvono: i rapporti nuovamente stabiliti invecchiano prima ancora di crescere. Ogni elemento di gerarchia sociale e di stabilit\u00e0 di una casta se ne va in fumo, tutto quello che era sacro \u00e8 profanato<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei pi\u00f9 grandi meriti teorici di Lasch \u00e8, sicuramente, quello di aver saputo prendere sul serio questa ipotesi di Marx e di aver tentato di provarne il potere chiarificante di tutti gli aspetti della societ\u00e0 americana. Naturalmente, a partire dal momento in cui si riconosce che il sistema capitalista porta in s\u00e9 \u2013 come le nubi la tempesta &#8211; lo stravolgimento perpetuo delle condizioni esistenti, un certo numero di conseguenze indesiderabili o iconoclaste non potranno esimersi dal presentarsi. Su questo rapporto, uno dei passaggi pi\u00f9\u00a0<em>irritanti <\/em>de <em>La Cultura del narcisismo<\/em>, rimane, con ogni evidenza, quello in cui Lasch sviluppa l\u2019idea che la genialit\u00e0 specifica di Sade \u2013 una delle vacche sacre dell\u2019<em>intelligentsia<\/em> di sinistra &#8211; consisterebbe nell&#8217;essere giunto &#8220;<em>in uno strano modo<\/em>&#8221; ad anticipare fin dalla fine del diciottesimo secolo tutte le implicazioni morali e culturali dell\u2019ipotesi capitalista, cos\u00ec come era stata formulata per la prima volta da Adam Smith, questo \u00e8 vero, con spirito assai diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;S<em>ade<\/em> &#8211; scrive Lasch &#8211;<em> immaginava un\u2019utopia sessuale dove ciascuno aveva il diritto di possedere chiunque: esseri umani, ridotti ai loro organi sessuali, diventano allora rigorosamente anonimi e intercambiabili. La sua societ\u00e0 ideale riaffermava cos\u00ec il principio capitalista secondo cui uomini e donne non sono in ultima analisi che oggetti di scambio. Incorporava egualmente e spingeva fino ad una nuova e sorprendente conclusione la scoperta di Hobbes che affermava che la distruzione del paternalismo e la subordinazione di tutte le relazioni sociali alle leggi di mercato avevano spazzato via le ultime restrizioni alla guerra di tutti contro tutti, cos\u00ec come le illusioni pacificatrici che la mascheravano.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nello stato di anarchia che ne derivava , il piacere diventava la sola attivit\u00e0 vitale, come Sade fu il primo a capire; un piacere che si confonde con lo stupro, l\u2019assassinio e l\u2019aggressione sfrenata. In una societ\u00e0 che avesse ridotto la ragione a un semplice calcolo, questa non saprebbe imporre alcun limite al perseguimento del piacere, n\u00e9 alla soddisfazione immediata di un qualsiasi desiderio, per quanto perverso, folle, criminale o semplicemente immorale esso fosse. In effetti, come condannare il crimine o la crudelt\u00e0 se non a partire dalle norme o criteri che trovano la loro origine nella religione, nella compassione o in una concezione della ragione che respinge le pratiche puramente strumentali? Ora, nessuna di queste forme di pensiero o di sentimento hanno un posto logico in una societ\u00e0 fondata sulla produzione delle merci<\/em>&#8220;.<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em><br \/>\n<\/em><\/span><br \/>\nSe accettiamo questa analisi, diventa d\u2019un tratto pi\u00f9 facile cogliere i legami metafisici essenziali che uniscono dall\u2019origine, seppure in modo evidentemente incosciente, i due momenti teorici dell\u2019idea capitalista: da una parte l\u2019esortazione falsamente \u201clibertaria\u201d ad emancipare l\u2019individuo da tutti \u201ci tab\u00f9\u201d storici e culturali che si suppone ostacolino il suo funzionamento come pura \u201cmacchina desiderante\u201d; dall\u2019altra, il progetto liberale di una societ\u00e0 omogenea di cui il Mercato auto-regolatore costituirebbe l\u2019istanza contemporaneamente necessaria e sufficiente per ordinare a profitto di tutti il movimento browniano degli individui \u201crazionali\u201d, ovvero finalmente liberati da ogni altra considerazione oltre a quella del loro ben compreso interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che Lasch definisce \u201cindividuo narcisistico moderno\u201d con la sua paura di invecchiare e la sua immaturit\u00e0 cos\u00ec caratteristiche &#8211; di cui l\u2019americano delle classi medie non \u00e8 stato che la prefigurazione beffarda &#8211; non \u00e8, in definitiva, nient\u2019altro che l\u2019espressione psicologica e culturale del compromesso liberal-libertario divenuto col tempo storicamente realizzabile.\u00a0E tutta l\u2019arte di Lasch \u00e8 nello stabilire con rigore come questo incontro, a prima vista sorprendente, ha finito col trovare nella metamorfosi del capitalismo contemporaneo le sue condizioni pratiche di possibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[continua <a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37828\"><strong>Qui<\/strong><\/a>]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>(Prefazione all\u2019edizione francese di The Culture of Narcissism di Christopher Lasch, Climats, 2000;\u00a0fonte: nazioneindiana.com)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di JEAN-CLAUDE MICH\u00c9A All\u2019inizio del suo meraviglioso libretto su George Orwell, \u00a0Simon Leys fa notare, e a ragione, che ci troviamo davanti a un autore che\u00a0&#8220;continua a parlarci con una chiarezza e una forza di gran lunga superiore alla prosa che opinionisti e politici ci fanno leggere sui quotidiani ogni giorno&#8220;. Con le giuste proporzioni del caso, un tale giudizio lo si pu\u00f2 applicare perfettamente all\u2019opera di Lasch e in particolare a\u00a0La Cultura del narcisismo,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":37937,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[91,6],"tags":[187,5994,5993,4642,1326,1019,80],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/narciso-Eco-e-Narciso-1903-di-John-William-Waterhouse..jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9OX","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37755"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37755"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37755\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38222,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37755\/revisions\/38222"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37937"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37755"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37755"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37755"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}