{"id":37771,"date":"2018-01-08T11:00:34","date_gmt":"2018-01-08T10:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37771"},"modified":"2018-01-08T13:29:36","modified_gmt":"2018-01-08T12:29:36","slug":"i-miti-della-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37771","title":{"rendered":"I miti della scienza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di CRITICA SCIENTIFICA<\/strong> <strong>(Giorgio Masiero)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La scienza si oppone al mito, o piuttosto alcune sue teorie si basano su principi che altro non sono che nuovi miti?<\/em><\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il mito, dagli albori dell\u2019umanit\u00e0, non \u00e8 mai stato una favola per bambini, ma lo strumento con cui un popolo ordina la realt\u00e0<\/strong>, che altrimenti gli apparirebbe un turbinio d\u2019immagini senza senso, e cos\u00ec pu\u00f2 abitare il mondo, organizzare le sue istituzioni e crearsi un\u2019identit\u00e0. Nel racconto di come ebbero origine gli astri e la terra, le piante, gli animali e gli uomini, e di quali eroi abbiano istituito le regole della societ\u00e0 in cui si trova a vivere, un popolo trova il suo posto nel mondo. Il mito (dal greco <em>m\u00fdthos<\/em>, racconto sacro) \u00e8 la narrazione intoccabile della storia passata e presente d\u2019un popolo, ed anche del futuro che immagina per s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola e i media invece, inseguendo <a href=\"https:\/\/www.enzopennetta.it\/2017\/09\/lultimo-livello\/\">Comte<\/a>, c\u2019istruiscono ad attribuire l\u2019origine e la persistenza del mito all\u2019ignoranza dell\u2019uomo antico che, succube dell\u2019incontrollabilit\u00e0 delle forze naturali, si sarebbe rifugiato in esso per sfuggire all\u2019ansia e al terrore. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, canta la dottrina \u201cpositiva\u201d: noi viviamo nell\u2019et\u00e0 moderna, l\u2019ultimo stadio della storia in cui la scienza, dandoci la vera conoscenza della realt\u00e0 e il dominio sulla natura, rende obsoleto il mito e discioglie le identit\u00e0 etniche nell\u2019umanit\u00e0 globalizzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La scienza come opposizione al mito, ci dicono: ma \u00e8 davvero cos\u00ec?<\/strong> o piuttosto anche gli scienziati possono essere moderni <em>vati<\/em>, cantori di narrazioni atte a interpretare l\u2019esperienza secondo lo <em>Zeitgeist<\/em>? Sta alla filosofia il giudizio sulla scienza e i suoi principi, che sono gelosamente custoditi dagli esperti. In questa operazione di \u201cdisvelamento\u201d (che \u00e8 la parola greca per verit\u00e0, <em>\u00e0-l\u00e9theia<\/em>, e tramanda l\u2019insegnamento che la verit\u00e0 si cela e che per intravederla occorre incidere la superficie), la scienza \u00e8 spogliata dell\u2019aura magica e torna ad essere un artefatto umano come altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019occhiata alla storia politica, economica e tecno-scientifica dell\u2019Occidente dimostra che alcuni pochi miti, i cosiddetti<strong> paradigmi kuhniani<\/strong>, precedono la scienza in epoca moderna, proprio come altri la precedevano in antichit\u00e0 (e altri ancora la precederanno in futuro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I miti <em>eccedono <\/em>la dottrina, cos\u00ec come le cause comprendono gli effetti e gli originali le copie. E la scienza non libera dal mito, ma con la potenza della tecnica v\u2019immerge i suoi cultori fino a non vederlo, in esso risiedendo la perla del mistero come nel <em>na\u00f2s<\/em> del tempio. Cosicch\u00e9 tutti, credenti e non, costruttori e iconoclasti, saggi e folli, abbiamo i nostri miti, anche chi nega di averne. Solo abbiamo miti diversi, pi\u00f9 e meno coerenti, ed una diversa o nulla consapevolezza di possederli.<\/p>\n<blockquote><p>I grandi miti della scienza moderna sono tre: <strong>il meccanicismo, l\u2019evoluzionismo e l\u2019emarginazione dell\u2019umano<\/strong>. E, altrettanto degli dei di Omero, sono inconsistenti e utili soltanto alla conservazione sociale.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><em>meccanicismo<\/em><\/strong> \u00e8 l\u2019idea donataci da Cartesio d\u2019un mondo-macchina fatto come un orologio, che era nel \u2018600 la macchina per antonomasia. Per il meccanicista ci\u00f2 che la scienza osserva \u00e8 pura materia, <em>res extensa<\/em>, le cui parti interagiscono attraverso forze attrattive o repulsive e dove il moto complessivo \u00e8 stabilito dalla disposizione delle parti. Il successo del riduzionismo meccanicistico \u00e8 stato spettacolare: dalla pubblicazione dei \u201cPhilosophiae Naturalis Principia Mathematica\u201d (1687) di Newton fino agli inizi del XX secolo, esso fu considerato la chiave per aprire i cassetti dei segreti della natura, dal moto degli astri al funzionamento degli atomi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo schema si \u00e8 esteso ben oltre la meccanica, fino ad abbracciare l\u2019elettromagnetismo prima e la fisica dei quanti poi, anche se n\u00e9 l\u2019uno n\u00e9 l\u2019altra possono essere rappresentati in termini meccanici. Neanche la rivoluzione di Einstein, che butt\u00f2 all\u2019aria gli assiomi di Newton, ha ammazzato il paradigma: la relativit\u00e0 descrive, per mezzo di un sistema di equazioni differenziali, un universo che \u00e8 ancora parzialmente meccanico in quanto predicibile come un meccanismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La falsificazione definitiva del meccanicismo si \u00e8 avuta solo con la meccanica quantistica, che \u2013 a riprova della validit\u00e0 di un mito pi\u00f9 antico, quello platonico della caverna \u2013 \u00e8 chiamata \u201cmeccanica\u201d anche se non \u00e8 una meccanica. Le coordinate e le velocit\u00e0, che nella fisica classica erano numeri determinati univocamente (almeno in linea teorica) dalle equazioni del moto, diventano in fisica quantistica operatori che, dalle canoniche regole di commutazione, estraggono solo una conoscenza probabilistica delle osservabili del sistema e della loro evoluzione temporale. Il vuoto quantistico poi \u2013 un ente dotato di propriet\u00e0 fisiche, ma privo di struttura spazio-temporale \u2013 annacqua i concetti di corpo isolato, localit\u00e0 e causalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso il vuoto, la storia dell\u2019universo invischia tutti i fenomeni (<em>entanglement<\/em>), in particolare quelli compresi nella zona mesoscopica della biologia, dove le condizioni al contorno pesano come le leggi d\u2019invarianza. Non che la fisica quantistica dei campi sia l\u2019ultima parola: c\u2019\u00e8 tanto lavoro da fare per i giovani fisici teorici che vogliano eliminare la sua incoerenza con la relativit\u00e0 generale e rimediare al disastro dell\u2019attuale discrepanza tra teorie e dati, ma \u00e8 pacifico che un ritorno al meccanicismo \u00e8 escluso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il secondo mito, quello <em>evoluzionistico<\/em>, ha avuto invece una storia di fallimenti fin dall\u2019inizio<\/strong>, perch\u00e9 non ha mostrato alcuna capacit\u00e0 predittiva, n\u00e9 applicativa. Esso \u00e8 un caso unico nella storia della scienza naturale per questa sua nullit\u00e0 epistemica, tecnologica ed economica. Come si spiega che un postulato metafisico, ammantato di vesti scientifiche, abbia goduto di cos\u00ec calorosa e duratura accoglienza in ambito accademico? Darwin part\u00ec dall\u2019ipotesi che le specie esistenti derivino da una o poche specie primitive attraverso catene di discendenza estesesi per milioni di anni. Anche tralasciando i meccanismi attraverso cui si sarebbe prodotta la differenziazione, \u00e8 chiaro che Darwin concep\u00ec l\u2019evoluzione biologica come un processo graduale che coinvolse innumeri forme intermedie, molte se non la maggior parte delle quali dovrebbe essere registrata nei reperti fossili. Invece, eccezion fatta per una manciata di campioni molto dubbi, non c\u2019\u00e8 traccia di tipi intermedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stephen J. Gould abbandon\u00f2 il continuismo darwiniano proprio per questa ragione: \u201c<em>La maggior parte delle specie non mostrano alcuna mutazione durante la loro esistenza sulla terra. Esse appaiono nei reperti fossili sempre uguali a quando spariscono; i cambi morfologici sono solitamente limitati e senza una direzione<\/em>\u201d. Normalmente in scienza sperimentale questa lacuna basterebbe a falsificare il mito, e gi\u00e0 Darwin si era rassegnato all\u2019eventualit\u00e0, in assenza di nuove scoperte fossili\u2026 Non Gould per\u00f2, che rimase darwinista fino alla morte, n\u00e9 la biologia maggioritaria dei nostri giorni, secondo cui il \u201cfatto\u201d dell\u2019evoluzione sarebbe accaduto a tal velocit\u00e0 ed in cos\u00ec specialissime condizioni che le forme intermedie sarebbero sparite senza lasciare traccia. L\u2019evoluzionismo passa l\u2019esame di Popper come i raccomandati i test di ammissione: non gli \u00e8 permesso di fallire!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Matematicamente poi, l\u2019evoluzione \u201c<em>si sostiene su dozzine e dozzine di migliaia di miracoli<\/em>\u201d (<a href=\"https:\/\/www.enzopennetta.it\/2016\/09\/la-dottrina-dei-miracoli\/\">Marcel-Paul Sch\u00fctzenberger<\/a>). Lo capisce anche un bambino. Consideriamo il flagello batterico, una sorta di remo usato dai batteri per muoversi nell\u2019acqua e mosso da una macchina rotatoria molecolare alimentata da un acido. A seconda del microbo, il funzionamento coinvolge diverse decine e anche centinaia di tipi di proteine, che <em>devono essere tutte presenti contemporaneamente al loro posto di lavoro perch\u00e9 il flagello svolga la sua funzione<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 \u201csemplice\u201d di ci\u00f2 che Sch\u00fctzenberger chiamava \u201c<em>complessit\u00e0 funzionale<\/em>\u201d: <strong>un sistema organizzato di molte componenti, interagenti tra loro cos\u00ec da svolgere una funzione e tali che la mancanza di una sola componente impedisce al sistema di svolgerla<\/strong>. Questa nozione \u00e8 cruciale per capire perch\u00e9 il darwinismo \u00e8 un insieme infinito di miracoli. Tuttavia essa non avr\u00e0 alcun peso per un darwinista, perch\u00e9 il mito \u00e8 l\u2019ultima cosa cui un uomo pu\u00f2 rinunciare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturale quindi che la Societ\u00e0 italiana dei biologi evoluzionistici scelga a presidente non un ricercatore di un laboratorio chimico-biologico e nemmeno un fisico o un matematico, ma un filosofo con spiccate doti divulgative. I miti quanto pi\u00f9 sono implausibili tanto pi\u00f9 reclamano retori affabulator\u00ee. E si capisce che i dipartimenti di biologia organizzino per gli studenti lezioni tenute da un giornalista, fan di Tolkien e scrittore di fantascienza. Per questo romanziere, l\u2019idea di anelli mancanti nella catena fra le grandi scimmie e l\u2019uomo \u00e8 \u201c<em>ingannevole<\/em>\u201d, fraintende il \u201c<em>funzionamento vero<\/em>\u201d dell\u2019evoluzione e, infine, supporta tutta \u201c<em>una serie di narrazioni errate sul posto che l\u2019uomo occupa nell\u2019universo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le peculiarit\u00e0 dell\u2019essere umano dal bipedismo al linguaggio simbolico sarebbero tutti \u201c<em>errori<\/em>\u201d di trascrizione del DNA e l\u2019evoluzione accaduta sarebbe stata solo una possibilit\u00e0 tra tante equiprobabili: \u201c<em>la Verit\u00e0<\/em>\u201d \u2013 con la V maiuscola, precisa questo Signore degli anelli mancanti \u2013 starebbe nel \u201c<em>tempo profondo dell\u2019evoluzione, un infinito corridoio buio, senza alcun segno che marchi una scala di riferimento<\/em>\u201d e dove pu\u00f2 succedere di tutto. Compresa la serie di miracoli, chioso io, che non sono fatti accaduti in un \u201c<em>infinito corridoio buio<\/em>\u201d, ma fantasie assegnate ad un intervallo finito di 10^17 secondi, misurato dalla paleontologia e dalla fisica del carbonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-26855 size-full no-display appear\" src=\"http:\/\/www.enzopennetta.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/tregrandi.jpg\" sizes=\"(max-width: 758px) 100vw, 758px\" srcset=\"http:\/\/www.enzopennetta.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/tregrandi.jpg 758w, http:\/\/www.enzopennetta.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/tregrandi-300x165.jpg 300w, http:\/\/www.enzopennetta.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/tregrandi-300x165@2x.jpg 600w\" alt=\"\" width=\"758\" height=\"417\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il terzo mito della scienza sta nel nocciolo del Principio cosmologico<\/strong>. Le equazioni della relativit\u00e0 e i dati astronomici non sono sufficienti a determinare la struttura globale dell\u2019universo fisico, ne uscirebbero infiniti mondi diversi. Servono ipotesi addizionali, se vogliamo disporre di ufficiali incaricati di narrare la genesi \u201cscientifica\u201d del<em> mondo reale<\/em> in cui abitiamo. Seguendo Einstein, questi ufficiali, titolati cosmologi, adottano <strong>il postulato di uniformit\u00e0 spaziale<\/strong> nella distribuzione della materia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente non un\u2019uniformit\u00e0 rigorosa: qua c\u2019\u00e8 una stella (con la sua densit\u00e0), l\u00e0 un pianeta (con un\u2019altra densit\u00e0), qua c\u2019\u00e8 un buco nero (con un\u2019altra, altissima densit\u00e0) e l\u00e0 il vuoto (con densit\u00e0 quasi pari a zero). Ma <em>su larga scala<\/em>, <em>in media<\/em>, essi predicano che il cosmo \u00e8 come un gas di molecole, con una densit\u00e0 costante di tanti grammi per metro cubo. \u00c8 questo \u201c<em>il vero Principio copernicano<\/em>\u201d \u2013 come lo chiam\u00f2 il cosmologo Hermann Bondi \u2013 e non la storiella che s\u2019insegna ai bambini sulla Terra che gira intorno al Sole. Ed \u00e8 chiamato <em>copernicano<\/em> con piena ragione perch\u00e9, anche se Copernico non sapeva nulla di densit\u00e0 spaziale media della materia, esso costituisce l\u2019ultimo ripudio del geocentrismo e cos\u00ec porta a termine la rivoluzione intrapresa a suo tempo dal canonico polacco su\u2026 osservazioni astronomiche? No, su assunzioni teologiche neoplatoniche.<\/p>\n<blockquote><p>Altrettanto metafisiche sono le origini del Principio cosmologico: se l\u2019universo a grande scala \u00e8 dichiarato privo di struttura e di organizzazione e soggetto solo a fluttuazioni locali rispetto alla sua densit\u00e0 media come se fosse un gas, ci\u00f2 non \u00e8 la <strong><em>fine<\/em><\/strong> d\u2019una catena di deduzioni derivanti dalle osservazioni astronomiche, ma \u00e8 il <strong><em>principio<\/em><\/strong> \u2013 il Principio fondamentale della cosmologia \u2013 con cui la teoria interpreta i dati.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Telmo Pievani, nella sua <a href=\"http:\/\/www.enzopennetta.it\/2013\/01\/parla-pikaia\/\">lettera a<\/a>perta del 2013 a Enzo Pennetta, scrisse che \u201c<em>il <\/em>non senso<em> dell\u2019evoluzione, cio\u00e8 la sua mancanza di una direzione finalistica, appare a mio avviso limpidamente dalle conoscenze scientifiche attuali<\/em>\u201d, fece <strong>la stessa confusione tra ipotesi iniziali e conclusioni finali<\/strong>: l\u2019ipotesi sposata dai darwinisti che il motore dell\u2019innovazione biologica sia il caso implica necessariamente la conclusione del \u201cnon senso<em> dell\u2019evoluzione<\/em>\u201d. Le tesi che certi filosofi, biologi e cosmologi proclamano di dimostrare, non sono altro che le ipotesi da cui sono partiti e ci\u00f2 che credono di ricavare dalle \u201c<em>conoscenze scientifiche<\/em>\u201d proviene soltanto dai loro <em>pre<\/em>-giudizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Einstein propose di estendere anche al<em> tempo <\/em>il principio di uniformit\u00e0. Accortosi poi che le equazioni di campo non ammettono la stabilit\u00e0 d\u2019un universo a-temporale, eterno, che collasserebbe invece sotto la gravit\u00e0, le corresse con un termine addizionale, la costante cosmologica \u039b. Presto per\u00f2, <a href=\"https:\/\/www.enzopennetta.it\/2016\/06\/quando-la-ragione-resiste-allautorita-in-errore\/\">un matematico sovietico e un prete belga<\/a> dimostrarono indipendentemente l\u2019esistenza di soluzioni del campo senza bisogno di costanti <em>ad hoc<\/em>, ma semplicemente lasciando variare nel tempo la densit\u00e0 della materia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due avevano predetto l\u2019espansione dell\u2019universo, un cosmo della specie Big bang, e pochi anni dopo Edwin Hubble corrobor\u00f2 la predizione con osservazioni al telescopio. Einstein rinunci\u00f2 allora al copernicanesimo temporale, scart\u00f2 la costante cosmologica (\u201c<em>il pi\u00f9 grande errore della mia vita<\/em>\u201d) e si adatt\u00f2 all\u2019idea d\u2019un universo iniziato ad espandersi una quindicina di miliardi di anni fa da una singolarit\u00e0 iniziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non pass\u00f2 molto tempo per\u00f2, che anche il copernicanesimo spaziale si scontr\u00f2 coi dati. <strong>Oggi il divario tra teoria e osservazioni \u00e8 diventato abissale<\/strong>, se Halton Arp \u2013 un astronomo restio a digerire teorie in contrasto con i dati \u2013 pu\u00f2 dire: \u201c<em>I cosmologi trascurano le osservazioni che si sono andate accumulando negli ultimi 25 anni e che ora sono divenute schiaccianti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esempio, si osservano galassie separate da miliardi di anni luce e si misurano velocit\u00e0 relative di allontanamento cos\u00ec basse che sarebbero richiesti centinaia di miliardi di anni \u2013 decine di volte l\u2019et\u00e0 stimata dell\u2019universo \u2013 per produrre quelle separazioni, se fosse vero il principio di densit\u00e0 uniforme. Un\u2019altra difficolt\u00e0: non c\u2019\u00e8 sufficiente materia nell\u2019universo per generare campi gravitazionali abbastanza forti da spiegare la formazione e la persistenza delle galassie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali incongruenze sono superate dai cosmologi con trucchi che peggiorano le cose. Il problema \u00e8 che essi non possono rinunciare al principio copernicano, pena la sopravvivenza della cosmologia. Come Kuhn ha bene spiegato, la prima preoccupazione della scienza ufficiale \u00e8 di preservare il paradigma, di proteggerlo per cos\u00ec dire dai dati ostili. Cosa si fa allora se non c\u2019\u00e8 abbastanza materia nell\u2019universo? La <em>s\u2019inventa<\/em>, introducendo qualcosa di misteriosissimo chiamato <em>materia oscura<\/em>, una sostanza che non interagisce con i campi elettromagnetici e che di conseguenza risulta invisibile. La materia oscura \u00e8 il provvidenziale<em> god of the gaps <\/em>che alza il campo gravitazionale ai livelli necessari a salvare il mito\u2026, e con esso i posti di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che poi non una particella di materia oscura sia mai stata osservata non importa. Se fosse osservabile, non sarebbe \u201coscura\u201d, <em>giusto?<\/em> Anzi, si \u00e8 costretti ad introdurre un secondo mistero doloroso, l\u2019<em>energia oscura<\/em>, stavolta per spiegare l\u2019<a href=\"https:\/\/www.enzopennetta.it\/2013\/09\/i-misuratori-delluniverso\/\">accelerazione<\/a> con cui l\u2019universo si espande. Col risultato finale che <strong>il 95% di tutta la materia-energia dell\u2019universo diviene \u201coscura\u201d<\/strong>. Non \u00e8 ironico che la scienza degli umani pretenda di parlare in nome di tutto l\u2019universo trovandosi a rappresentare appena il 5%? Pi\u00f9 antropocentrismo di questo\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A parlare per il convitato di pietra \u201coscuro\u201d, la cosmologia copernicana resuscita \u039b: cos\u00ec, la costante cosmologica prima introdotta dal panteismo di Einstein per narrare un universo senza storia e poi rimossa dall\u2019osservazione di Hubble di un universo con storia, \u00e8 ora reintrodotta per salvare il paradigma. Una servizievole duttilit\u00e0, se si pensa che la prima volta \u039b doveva servire ad evitare il collasso dell\u2019universo ed ora, con un triplo salto mortale sulla <a href=\"https:\/\/www.enzopennetta.it\/2014\/01\/che-cose-la-materia-parte-ii\/\">125ma cifra decimale<\/a>, fa il servizio opposto di espandere l\u2019universo senza per\u00f2 che le galassie si allontanino troppo.<\/p>\n<blockquote><p>Il principio copernicano \u00e8 intimamente connesso con l\u2019ideologia imperante di <strong>emarginazione dell\u2019umano<\/strong>. Cos\u00ec nonostante le falsificazioni lo si conserva, anzi lo si estende, come un giocatore accanito che dopo ogni partita persa alza la posta: l\u2019ultima versione \u00e8 il <strong>principio di densit\u00e0 uniforme in media di vita nello spazio<\/strong>, cio\u00e8 la credenza in un universo pullulante di specie aliene rispetto a cui l\u2019intelligenza della razza terrestre si troverebbe <em>a met\u00e0 strada.<\/em> Non importa che in 43 anni il programma SETI patrocinato dalla Nasa abbia dato esito zero, n\u00e9 che nessuno abbia mai incontrato un ET fuori dai set di Hollywood: la prova dell\u2019esistenza di extraterrestri intelligenti \u00e8, ha annunciato trionfante un giornalista scientifico al telegiornale qualche giorno fa, che la CIA si occupa di Ufo da decenni. Come dire che la decisione USA d\u2019intraprendere la seconda guerra del Golfo \u00e8 la prova che Saddam possedeva armi di distruzione di massa.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se noi uomini siamo una specie d\u2019intelligenza mediocre in un universo popolato (al 33% ostile, per le leggi della probabilit\u00e0), \u00e8 giusto che lavoriamo a costruire macchine che ci superino ma al cui servizio possiamo sopravvivere. Che cos\u2019\u00e8 il <strong>transumanesimo<\/strong> in fondo, se non il super-mito che condensa in s\u00e9 meccanicismo, evoluzionismo e copernicanesimo? Se poi le macchine non potranno mai avere sensibilit\u00e0 e coscienza, poco importa: in un\u2019evoluzione decretata senza direzione, il sorpasso della macchina sull\u2019uomo pu\u00f2 avverarsi anche verso il basso, con persone deprivate di umanit\u00e0 e sempre pi\u00f9 schiave della tecnica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.enzopennetta.it\/2018\/01\/i-miti-della-scienza\/\">http:\/\/www.enzopennetta.it\/2018\/01\/i-miti-della-scienza\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CRITICA SCIENTIFICA (Giorgio Masiero) La scienza si oppone al mito, o piuttosto alcune sue teorie si basano su principi che altro non sono che nuovi miti? Il mito, dagli albori dell\u2019umanit\u00e0, non \u00e8 mai stato una favola per bambini, ma lo strumento con cui un popolo ordina la realt\u00e0, che altrimenti gli apparirebbe un turbinio d\u2019immagini senza senso, e cos\u00ec pu\u00f2 abitare il mondo, organizzare le sue istituzioni e crearsi un\u2019identit\u00e0. Nel racconto di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":37772,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/critica-scientifica-320x320.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9Pd","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37771"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37771"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37771\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37775,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37771\/revisions\/37775"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37772"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37771"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37771"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37771"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}