{"id":37812,"date":"2018-01-10T09:30:29","date_gmt":"2018-01-10T08:30:29","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37812"},"modified":"2018-01-10T01:25:09","modified_gmt":"2018-01-10T00:25:09","slug":"la-grande-assente-e-la-pianificazione-della-scarsita-di-risorse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37812","title":{"rendered":"La grande assente. E la pianificazione della scarsit\u00e0 di risorse"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LUCIANO BARRA CARACCIOLO<\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><strong>1. <\/strong>La Costituzione, <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/11\/orizzonte49-book-2-la-costituzione.html\">nei suoi principi fondamentali e non soggetti a revisione, e nei suoi <i><b>inscindibili<\/b><\/i> strumenti (normativamente previsti) di politica economica e fiscale, che rendono effettivi tali principi<\/a>, \u00e8 la grande assente da questa campagna elettorale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Nessuna delle principali forze politiche in competizione pare essere culturalmente in grado di richiamarsi ad essa, in termini che anche solo vagamente assomiglino <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/12\/breve-storia-della-rimozione-preventiva.html\">al modello di democrazia e di economia pluriclasse che essa ha disegnato<\/a>: anzi, abbiamo l&#8217;interpretazione <i>autentica <\/i>di come questa democrazia &#8220;necessaria&#8221; (in assenza della quale la democrazia semplicemente &#8220;non \u00e8&#8221;, come aveva avvertito Mortati) &#8211; <b>anche se in qualche modo riaffermata dall&#8217;esito del referendum <\/b>&#8211; <b>sia invisa e inaccettabile per i leaders pi\u00f9 rappresentativi che guidano le maggior coalizioni formatesi in vista delle prossime elezioni<\/b>.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><strong>2.<\/strong> Non che questa costituisca una novit\u00e0.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Ed \u00e8 una non-novit\u00e0 rigorosamente pluri-partisan e accomunata dall&#8217;idea che <b>comunque il valore <i>cardine <\/i>della Costituzione sia, in base a fantasiose accettazioni del <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/12\/la-strategia-del-mito-della-purezza-la.html\">fatto compiuto<\/a>, quello della &#8220;<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2016\/11\/accentramento-del-potere-nellesecutivo.html?showComment=1478025533512#c7853795470219328439\">governabilit\u00e0<\/a>&#8221; in rapporto alla &#8220;<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/02\/corte-costituzionale-n7-del-2017-la.html\">scarsit\u00e0 di risorse<\/a>&#8220;<\/b>.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">La questione della legalit\u00e0 costituzionale, in questa campagna elettorale, si sposa, paradossalmente, <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/12\/oggi-27-dicembre-la-coscienza.html\">con la ricorrenza dei suoi 70 anni di vita e di vitalit\u00e0 (oggi pi\u00f9 che mai<\/a>):<\/div>\n<blockquote class=\"tr_bq\">\n<div>Sia ben chiaro: il paradosso di questi 70 anni sar\u00e0, per tutti i cittadini italiani che abbiano ancora la cultura e la sensibilit\u00e0 per farlo, l&#8217;esigenza di <i>doversi <\/i>accingere, <b>proprio adesso, ad<i> <\/i>una strenua difesa <\/b><i><b>finale<\/b> &#8211; <\/i>della democrazia <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/03\/democrazia-partiti-di-massa-e.html\">sostanziale<\/a>, della democrazia <i><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/11\/luxemburg-gramsci-basso-e-caffe-la-via.html\">necessitata del lavoro-<\/a><\/i>, <b>in contrapposizione con astratte &#8220;commemorazioni&#8221; che, ignorandone ostentamente il vero significato, moltiplicheranno le pressioni per un suo superamento,<\/b> riprendendo il cammino delle devastanti proposte intese a distruggerne il senso pi\u00f9 profondo.<\/div>\n<div>La <a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/roberto-rossini\/la-costituzione-settant-anni-al-servizio-della-stabilita_a_23317060\/?utm_hp_ref=it-homepage\">prepotente spinta mediatizzata e politico-accademica in quest&#8217;ultima direzione ha gi\u00e0 iniziato a manifestarsi<\/a>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Il paradosso, dunque, nascer\u00e0 dal fatto che, adottandosi<b> una tattica comunicativa che tender\u00e0, <i>questa volta,<\/i> a presentare la disattivazione della Costituzione entro una facciata nominalistica di fede nei suoi valori<\/b>,\u00a0 (valori che ci si sta gi\u00e0 preoccupando di rivisitare e &#8220;adattare&#8221;), si trover\u00e0 il modo cosmetico per celebrare in sordina &#8220;<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/03\/le-esequie-frettolose-di-una.html\">le esequie frettolose di una Costituzione ancora viva&#8221;<\/a> e, consentitemi di dirlo, che pi\u00f9 che mai &#8220;lotta insieme a noi&#8221;<\/div>\n<\/blockquote>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><strong>3.<\/strong> In questo quadro di segnali allarmanti, ci pare giusto ricordare, ancora una volta, <b>in cosa avrebbe (!) dovuto consistere questa legalit\u00e0 costituzionale nel campo delle politiche economiche, di bilancio e, naturalmente, industriali<\/b>, che pure, con ogni evidenza, sono al centro delle dispute programmatiche del gioco elettorale. Ma tutte orgogliosamente portate a ignorare il dettato costituzionale in base ad ideologie autorefenziali in cui <b>il discorso sulla Costituzione assume un sempre pi\u00f9 preoccupante sapore di rimozione definitiva o di richiamo asistematico e strumentale<\/b>.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Lo facciamo, di <i>ricordare<\/i>, ricorrendo ai chiarimenti ben documentati che ci forniscono <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2018\/01\/livore-elitismo-livore-e-elitismo-per.html?showComment=1515496705632#c4452413970042043256\">questi commenti di Francesco Maimone<\/a>:<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>3.1.<\/strong> Il \u201ccomunismosocialismobrutto\u201d\u2026 anch\u2019esso su Marte, ovviamente. E si finisce per delegittimare <b>l\u2019art. 41, comma III, Cost.<\/b> (non a caso fatto oggetto di attacchi violenti. Persino proposte di legge costituzionali per eliminare l\u2019inciso \u201c<i>fini sociali<\/i>\u201d). Ed allora meglio sentire i nostri Costituenti:<\/p>\n<p>\u201c<i>\u2026<b>Cosa vuol dire questa pianificazione<\/b>? Si devono fare delle ferrovie o delle strade? Si deve sviluppare l&#8217;industria cinematografica o l&#8217;industria turistica? L&#8217;industria della siderurgia o della tessitura? Quale di queste industrie, di queste attivit\u00e0 economiche deve avere la precedenza?\u00a0<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<p><i>Questa \u00e8 la pianificazione che deve fare lo Stato: <b>\u00c8 LO STATO CHE HA LA VISIONE GENERALE DEL PAESE, NON LA PU\u00d2 AVERE IL SINGOLO INDIVIDUO, PERCH\u00c9 OGNUNO VEDE IL PROPRIO EGOISMO E NON VEDE L&#8217;INTERESSE DELLA COLLETTIVIT\u00c0<\/b>. Se voi domandate agli industriali tessili, essi vi diranno che l&#8217;industria pi\u00f9 importante \u00e8 quella tessile; ma se vi rivolgete ai siderurgici, vi diranno che \u00e8 la siderurgia.<\/i><\/p>\n<p>Ma \u00e8 lo Stato che deve avere la nozione esatta di quello che conviene alla collettivit\u00e0, cio\u00e8 allo Stato; e deve quindi chiarificare quella che \u00e8 la sua attivit\u00e0, il suo concorso ed il suo incoraggiamento per sviluppare una industria piuttosto che un&#8217;altra. Dovremo sviluppare per esempio le industrie dei beni di produzione o le industrie dei beni di consumo? <b>\u00c8 un problema che deve essere esaminato dallo Stato, non dai singoli individui. Ecco perch\u00e9 l&#8217;economia liberale individualistica va verso la morte<\/b>. Ha ragione l&#8217;onorevole Corbino quando dice che l&#8217;economia liberale non c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 perch\u00e9 \u00e8 fallita, <b>ed \u00e8 fallita perch\u00e9 ha provocato una serie di guerre che hanno ridotto l&#8217;economia mondiale nelle condizioni in cui si trova<\/b>. <b>\u00a0<\/b><\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><i><b>Ora VOGLIAMO LASCIARE QUESTE FORME DI PIANIFICAZIONE AL CAPITALISTA MONOPOLISTA?\u00a0<\/b><\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><i>Il capitalista ha la sua pianificazione. Se domandate alla Montecatini, essa ha la sua pianificazione. <b>Ma dobbiamo lasciare nelle mani dei privati, di elementi incontrollati, al capitalista monopolista la pianificazione in modo che essa sia diretta verso soluzioni di difesa dei loro particolari interessi, o deve invece intervenire lo Stato per chiarificare, per indirizzare questa pianificazione verso un risultato rivolto all&#8217;interesse dello Stato? <\/b> Questa \u00e8 la domanda che ci dobbiamo fare&#8230; <\/i>\u201d [L. D\u2019ARAGONA, Assemblea Costituente, seduta pomeridiana del 9 maggio 1947].<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><strong>3.2<\/strong> Ed ancora:<br \/>\n\u201c<i><i>\u2026 Mi si consenta di dire che il fatto che la nostra Costituzione consacri <b>il principio che il regno beato del beatissimo e totalitario laisser faire \u00e8 finito per sempre<\/b>, mi sembra non soltanto costituzionalmente legittimo ed esatto, ma anche praticamente opportuno.<br \/>\n\u2026voglio formalmente precisare che <b>l&#8217;inserzione dell&#8217;accenno ai piani nel nostro emendamento non ha mai avuto e non avr\u00e0 mai lo scopo di volere porre all&#8217;Assemblea una perentoria alternativa fra sistema liberale e socialista, fra iniziativa economica privata e coercizione burocratica di Stato<\/b>, fra capitalismo nella sua forma pura e pianificazione integrale. La portata del nostro emendamento ha un valore che supera questa alternativa\u2026: esso invece vuol soltanto portare il tema sopra <b>un piano di praticit\u00e0, di realt\u00e0, di attualit\u00e0 e di attuabilit\u00e0<\/b>.<br \/>\n\u2026 nessuna alternativa \u00e8 posta all&#8217;Assemblea tra libert\u00e0 economica e vincolismo esasperato di Stato; <b>ma soltanto disciplina di quegli interventi od interventismi di Stato che oggi campeggiano in tutti i paesi<\/b>\u2026<\/i><\/i><b>ASSUMERE QUINDI, ONOREVOLI COLLEGHI, IL SOCIALISMO COME LO SPAURACCHIO<\/b>, o come un voluto sottinteso, contro o a favore della pianificazione, \u00e8 inesatto. Ci pu\u00f2 essere molta pianificazione e poco socialismo, come pu\u00f2 darsi molto socialismo e poca pianificazione. <b>Tutto consiste nel saper distinguere i fini cui si tende, ed i mezzi che sono stati proposti come necessari a raggiungere lo scopo<\/b>.<b>\u00c8 SUL PIANO DEI FINI (che nel socialismo sono fini etici) e dei mezzi posti alla base di ogni pianificazione, che si pu\u00f2 stabilire un parallelo tra socialismo e pianificazione<\/b>.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<p><i>Senza questo aspetto fondamentale, <b>si ha soltanto un metodo<\/b>, onorevoli colleghi, ed \u00e8 precisamente un metodo che abbiamo voluto fissare \u2026. Un metodo che balza dalla stessa impostazione del problema fondamentale, che \u00e8 uguale in tutti gli ambienti giuridici sociali, e cio\u00e8 in tutte le parti del mondo odierno, e che si enuncia in questi termini: distribuire un complesso limitato di risorse tra i vari possibili impieghi, in modo che i bisogni degli individui siano soddisfatti nel miglior modo possibile.<\/i><\/p>\n<p>Sono i fatti, sono le esigenze nazionali ed internazionali, sono i bisogni, le privazioni, le sofferenze degli uomini e delle comunit\u00e0 organizzate, che hanno imposto questo metodo. Non \u00e8 qui la sede per esaminare se tutto questo sia frutto della guerra o di quel tracollo della economia liberale di cui, con la sua riconosciuta e simpatica onest\u00e0 scientifica, parlava l&#8217;onorevole Corbino, o forse di entrambi insieme. <b>Certo \u00e8, onorevole Corbino, che IL TRACOLLO DELL&#8217;ECONOMIA LIBERALE SOVRASTA COME UN&#8217;OMBRA QUESTI NOSTRI DIBATTITI SUL TITOLO TERZO<\/b>. Pu\u00f2 darsi che sulle rovine di questo tracollo gi\u00e0 cominci a spuntare la nuova economia di domani, e non sar\u00e0 un male se sar\u00e0 la pianificazione a tenerla a battesimo\u2026\u201d [G. ARATA, Assemblea Costituente, seduta antimeridiana del 13 maggio 1947].<\/p>\n<p><b>Se i fini vengono stabiliti a vantaggio delle oligarchie capitalistiche, si chiama libert\u00e0<\/b>.<br \/>\n<b>Se i fini (art. 3, comma II, Cost.) vengono posti a vantaggio dell\u2019interesse collettivo (cio\u00e8 del Popolo sovrano, art. 1 Cost.), riemerge lo \u201cspauracchio\u201d del totalitarismo<\/b>. La narrazione liberista.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><strong>3.3.<\/strong> \u201c<i>L\u2019economia di piano non funziona<\/i>\u201d \u2013 parlo dell\u2019Italia &#8211; semplicemente perch\u00e9 in realt\u00e0 una vera <b>programmazione economica globale<\/b> (l\u2019art. 41, comma III, parla di \u201cprogrammi\u201d, termine che sostitu\u00ec poi quello di \u201cpiano\u201d, nel senso sopra inteso dai Costituenti) <b>non \u00e8 mai avvenuta<\/b>:<br \/>\n\u201c<i><i>\u2026 Dopo gli anni della ricostruzione, caratterizzati dal <b>declino delle ipotesi di programmazione globale<\/b> e dal predominio delle concezioni liberiste, gli anni della legislatura degasperiana (1948-1953) sono segnati dalla costruzione di una serie di \u201cprogrammazioni di settore\u201d ispirate ad obiettivi riformisti. E\u2019 una fase nella quale il tratto dominante pu\u00f2 essere riconosciuto al \u201cdecreto\u201d; sono i meccanismi della rappresentanza politica e del governo ad assumere il peso prevalente nel processo di acquisizione del consenso e nel processo di assunzione delle decisioni.<\/i><\/i>Il mantenimento dell\u2019asse portante del sistema politico attorno al <b>binomio decreto-mercato<\/b> negli anni del \u201ccentrismo debole\u201d (1954-1962), accantonata ancora una volta la strada della programmazione globale (piano del lavoro della CGIL, e \u201cschema Vanoni\u201d) <b>\u00e8 ottenuto attraverso una estensione dell\u2019intervento pubblico mediante programmi di settore, attraverso un certo grado di \u201cGERARCHIZZAZIONE\u201d NEI RAPPORTI FRA SISTEMA POLITICO E ORGANIZZAZIONE DEGLI INTERESSI (il legame corre fra partito di maggioranza relativa, Confindustria, Confcommercio etc) <\/b> attraverso l\u2019accantonamento definitivo dell\u2019attuazione costituzionale degli artt. 39 e 40 e quello (provvisorio) dell\u2019attuazione dell\u2019ordinamento regionale.<br \/>\nLa forza trainante del mercato nella fase del miracolo economico (1958-1962) garantisce, a prezzo di nuovi \u201csquilibri\u201d territoriali e settoriali, il compromesso \u201cdecreto-mercato\u2026\u201d [M. CARABBA, in Enciclopedia del diritto, voce Programmazione economica, XXXVI, 1987, 1127-1128].3.4. Non riporto nemmeno i commenti di <b>Lelio Basso sull\u2019affossamento del Piano o Schema \u201cVanoni\u201d,<\/b> il primo tentativo di programmazione economica (globale) seria nel nostro Paese (ah, il Quarto partito!).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<p>Si recuper\u00f2 un p\u00f2 il tempo perduto negli anni del primo centro-sinistra (1963-1972); ma negli anni \u201970, complice anche la crisi (che la Robinson annoverava gi\u00e0 nella lotta di classe), l\u2019inflazione-brutta (dovuta agli acquisiti diritti dei lavoratori conseguenti alle lotte) ed il piano delle \u00e9lites internazionali (quello Werner incluso), annegarono sul nascere ogni ulteriore velleit\u00e0. Tutta storia narrata in modo certosino su questi schermi.<\/p>\n<p>Quanto detto trova puntuale analisi in un libro di L. Barca-G. Minghetti del<b> 1976<\/b>, dal titolo \u201c<b>L\u2019italia delle Banche<\/b>\u201d, dove si critica proprio l\u2019indirizzo di politica economica dei 15 anni precedenti (ed in particolare, la mancanza di programmazione ex art. 41, comma III, associata alla politica monetaria. Non \u00e8 un caso che Mortati individui nella norma citata il pilastro strumentale della \u201cCostituzione economica\u201d) che ha permesso il dominio del capitalismo finanziario. A danno delle stesse imprese che, evidentemente, avevano altri programmi.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se un giorno riusciremo a vedere una programmazione economica globale attuata secondo Costituzione. Anche solo per capire l&#8217;effetto che fa&#8230;<\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2018\/01\/la-grande-assente-e-la-pianificazione.html\">http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2018\/01\/la-grande-assente-e-la-pianificazione.html<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCIANO BARRA CARACCIOLO 1. La Costituzione, nei suoi principi fondamentali e non soggetti a revisione, e nei suoi inscindibili strumenti (normativamente previsti) di politica economica e fiscale, che rendono effettivi tali principi, \u00e8 la grande assente da questa campagna elettorale. 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