{"id":37841,"date":"2018-01-11T11:54:13","date_gmt":"2018-01-11T10:54:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37841"},"modified":"2018-01-11T11:54:13","modified_gmt":"2018-01-11T10:54:13","slug":"questo-grafico-dice-una-verita-molto-scomoda-sul-tasso-di-disoccupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37841","title":{"rendered":"Questo grafico dice una verit\u00e0 molto scomoda sul tasso di disoccupazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ECONOPOLY (Fedele De Novellis)<\/strong><\/p>\n<p>Fra i temi di rilievo all\u2019interno del dibattito sulle caratteristiche dell\u2019attuale fase congiunturale vi \u00e8 quello della <strong>mancata risposta di prezzi e salari al miglioramento del ciclo economico e alla diminuzione della disoccupazione<\/strong>. \u00c8 un aspetto che coinvolge trasversalmente tutte le economie, ma in particolare quelle che si situano in una fase pi\u00f9 avanzata del ciclo economico, ad esempio la Germania in Europa, oppure gli Stati Uniti. Al tema stanno dedicando attenzione anche le banche centrali, le cui scelte devono evidentemente tenere conto del quadro economico e delle prospettive dell\u2019inflazione.<\/p>\n<p>Alla spiegazione della bassa crescita dei salari concorrono diversi elementi. Uno degli aspetti sottolineati nel dibattito recente \u00e8 rappresentato dal fatto che<strong> le misure di sintesi delle condizioni del mercato del lavoro utilizzate tradizionalmente, soprattutto il tasso di disoccupazione, potrebbero fornire in questa fase una rappresentazione non esauriente delle reali condizioni dell\u2019economia.<\/strong> Le trasformazioni dei processi di produzione e i cambiamenti nella tecnologia concorrono a spiegare tale trasformazione.<\/p>\n<p>Se questo \u00e8 il caso per i paesi le cui economie negli ultimi anni sono andate bene, ci si deve allora chiedere quali siano le condizioni reali dei mercati del lavoro nei paesi che sono oggi pi\u00f9 indietro nei tempi della ripresa, come l\u2019Italia. <strong>Quantificare la dimensione reale della forza lavoro inutilizzata al termine del terribile decennio alle nostre spalle pu\u00f2 anche aiutarci a interpretare i comportamenti, anche in termini di dinamiche di prezzi e salari, e a comprendere quanto lunga dovr\u00e0 essere la ripresa prima di potere affermare di avere superato la crisi.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019insoddisfazione verso le misure tradizionali di sottoutilizzo del fattore lavoro riflette il fatto che la crisi stessa ha alterato i comportamenti e modificato le modalit\u00e0 di partecipazione al mercato del lavoro, tanto da rendere sempre meno chiara la caratterizzazione dello stato di ciascun individuo. <strong>Non \u00e8 cio\u00e8 immediato ricondurre tutte le persone alle definizioni tradizionali di occupato, disoccupato o non appartenente alle forze di lavoro.<\/strong><\/p>\n<p>Se tradizionalmente la condizione di chi era classificato come occupato era chiara, essendo riconducibile prevalentemente ad alcune fattispecie standard \u2013 l\u2019operaio, l\u2019impiegato, l\u2019artigiano, il professionista etc \u2013 oggi sono sempre pi\u00f9 frequenti le situazioni di partecipazione meno strutturata: ci sono persone che lavorano saltuariamente, per poche ore, con remunerazioni bassissime. \u00a0Si tratta in alcuni casi di situazioni in cui la disoccupazione viene \u201cnascosta\u201d alle statistiche ufficiali dietro l\u2019apparenza di una qualche forma minima di attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, possono non essere classificate fra le forze di lavoro, e quindi non essere incluse nella categoria dei disoccupati, persone che non hanno effettuato azioni di ricerca attiva di un impiego, ad esempio perch\u00e9 hanno perso la speranza di trovare lavoro. In altri termini, oltre a coloro che rientrano nella classificazione tradizionale di disoccupato, vi sono molti altri che, pur non rientrando in tale fattispecie, sono in una condizione ad essa molto prossima.<\/p>\n<p><strong>Naturalmente, forme non standard di partecipazione al mercato del lavoro non sono una novit\u00e0 dei nostri tempi, ma certamente negli ultimi anni il loro rilievo \u00e8 molto aumentato<\/strong>. Per fornire una evidenza dell\u2019entit\u00e0 del fenomeno, nel grafico seguente si mostra non solo l\u2019andamento nel tempo dei numero dei disoccupati secondo la definizione ufficiale (l\u2019area arancione nel grafico), ma anche quello di coloro che si caratterizzano per una situazione di \u201cquasi disoccupazione\u201d. Fra questi abbiamo incluso (nella parte in alto) coloro che non appartengono alle forze di lavoro, ma che si dichiarano disponibili a lavorare qualora se ne presenti l\u2019opportunit\u00e0, oppure che dichiarano di cercare lavoro, pur non avendo effettuato azioni di ricerca attiva nel periodo della rilevazione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/01\/graficodenov1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-11771\" src=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/01\/graficodenov1-600x577.png\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" srcset=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/01\/graficodenov1-600x577.png 600w, http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/01\/graficodenov1-300x289.png 300w, http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2018\/01\/graficodenov1-768x739.png 768w\" alt=\"graficodenov1\" width=\"600\" height=\"577\" \/><\/a><\/p>\n<p>Al di sotto dell\u2019area degli occupati secondo la definizione ufficiale sono invece evidenziate altre due aree.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 quella dei lavoratori in Cassa integrazione guadagni (che sono classificati fra gli occupati visto che l\u2019assegno della Cig \u00e8 erogato a chi \u00e8 occupato), un\u2019area che adesso si \u00e8 quasi azzerata, ma che nel corso della crisi ha avuto una certa consistenza.<\/p>\n<p>La seconda \u00e8 quella dei lavoratori part-time cosiddetti \u201cinvolontari\u201d, cio\u00e8 coloro che hanno un lavoro alle dipendenze part-time pur essendo alla ricerca di un impiego a tempo pieno. D\u2019altra parte, chi lavora a part-time \u00e8 classificato come un occupato, ma forse \u00e8 allo stesso tempo un mezzo occupato e un mezzo disoccupato.<\/p>\n<p>Il senso di questa rappresentazione \u00e8 chiaro: mentre utilizzando le definizioni ufficiali le forze di lavoro sono quasi 26 milioni e gli occupati circa 23 milioni, per cui i lavoratori disoccupati risultano pari a tre milioni circa, utilizzando i valori estremi della nostra area si calcola un\u2019offerta di lavoro potenziale di circa 29 milioni di persone, e un numero di occupati \u201cstandard\u201d (cio\u00e8 al netto dei lavoratori in Cig e dei part-time involontari) che \u00e8 poco sopra i 20 milioni. <strong>Ne deriva che l\u2019area della disoccupazione nel senso pi\u00f9 ampio, cio\u00e8 delle persone potenzialmente attivabili per allargare la base produttiva del paese \u00e8 amplissima: circa 9 milioni di persone (erano \u00a09 e mezzo nel 2014, ma \u201csolo\u201d 5 nel 2007) per un tasso di disoccupazione che secondo questa definizione pi\u00f9 allargata giungerebbe a sfiorare il 30 per cento!<\/strong><\/p>\n<p>A ben vedere proprio l\u2019ampiezza di quest\u2019area \u00e8 la misura pi\u00f9 corretta della pesante eredit\u00e0 degli anni della crisi alle nostre spalle. E\u2019 un esercito di persone potenzialmente attivabili, la cui dimensione \u00e8 evidentemente tale da non potere essere scalfita che in minima parte anche nelle ipotesi pi\u00f9 favorevoli sulla crescita degli anni a venire.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2018\/01\/05\/vero-tasso-di-disoccupazione\/?uuid=96_mJbNePPB\">http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2018\/01\/05\/vero-tasso-di-disoccupazione\/?uuid=96_mJbNePPB<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ECONOPOLY (Fedele De Novellis) Fra i temi di rilievo all\u2019interno del dibattito sulle caratteristiche dell\u2019attuale fase congiunturale vi \u00e8 quello della mancata risposta di prezzi e salari al miglioramento del ciclo economico e alla diminuzione della disoccupazione. \u00c8 un aspetto che coinvolge trasversalmente tutte le economie, ma in particolare quelle che si situano in una fase pi\u00f9 avanzata del ciclo economico, ad esempio la Germania in Europa, oppure gli Stati Uniti. 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