{"id":37924,"date":"2018-01-13T10:30:28","date_gmt":"2018-01-13T09:30:28","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37924"},"modified":"2018-01-13T09:54:55","modified_gmt":"2018-01-13T08:54:55","slug":"il-superministro-del-tesoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37924","title":{"rendered":"Il superministro del tesoro"},"content":{"rendered":"<div class=\"controcover\">\n<div class=\"cover\"><\/div>\n<div class=\"info\">\n<div class=\"content\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"contropost\" class=\"content\">\n<div class=\"thepost single\">\n<div class=\"post\">\n<div class=\"riassunto\"><strong>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Gianmaria Vianova<\/strong>)<\/div>\n<div class=\"aut\"><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Le parole di <strong>Bertolt Brecht<\/strong> risuonano come una sentenza. Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi a cui aggrapparsi, affidare il proprio destino e designare a capro espiatorio. Stessa cosa per le Unioni politiche, economiche e monetarie. D\u2019altronde queste ultime cosa sono, se non una utopia in cui pi\u00f9 popoli si uniscono sotto ad una stessa bandiera? L\u2019Unione Europea rispetta questa descrizione. Nata per evitare nuovi conflitti intra-continentali, si \u00e8 trasformata in un progetto politico teso alla creazione degli <strong>Stati Uniti d\u2019Europa<\/strong>, nome simile all\u2019omologo americano che ne ha il patrocinio. Fino alla Grande recessione tutto \u00e8 filato liscio e ci si sforzava di ignorare le enormi falle insite nel progetto (o forse finch\u00e9 si nuota non si rischia di annegare). Poi, la crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2010 si palesa la natura austera delle istituzioni comunitarie, la debolezza in politica estera e la volont\u00e0 di prevaricare governi e parlamenti degli Stati membri. <strong>Brexit, Trump, crollo della sinistra progressista<\/strong> ovunque, spinte indipendentiste. Il progetto sembrava sul punto di fallire, tranciato di netto dall\u2019elezione di <strong>Marine Le Pen<\/strong> a presidente della Repubblica Francese. Ma, a meno di essere finiti in un futuro alternativo (o in un romanzo di Philip Roth), ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto. Ha vinto monsieur Macron, garante dell\u2019ordine costituito, condizionatore per bollenti spiriti sovranisti, cercatore di un centro di liberismo permanente.<\/p>\n<div id=\"attachment_94108\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-94108\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/macron_lepen_afp-1024x678.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/macron_lepen_afp-1024x678.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/macron_lepen_afp-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/macron_lepen_afp-768x509.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/macron_lepen_afp.jpg 1280w\" alt=\"Emmanuel Macron al secondo turno delle Presidenziali 2017 ha attirato i voti di tutta l\u2019area moderata, compresa quella socialista, vincendo con il 66% delle preferenze\" width=\"1024\" height=\"678\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Emmanuel Macron al secondo turno delle Presidenziali 2017 ha attirato i voti di tutta l\u2019area moderata, compresa quella socialista, vincendo con il 66% delle preferenze<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le elezioni francesi sono state fondamentali non tanto per Parigi, quanto per Bruxelles. La sconfitta bruciante della Le Pen ha servito su un piatto d\u2019argento l\u2019occasione di spingere sul pedale dell\u2019acceleratore e far s\u00ec, almeno apparentemente, che il processo di integrazione uscisse dalla palude in cui si era cacciato. \u00c8 in questo clima di rinnovato ingegno eurocratico che nasce il Fondo Monetario Europeo e l\u2019eroe di cui si parlava all\u2019inizio:<strong> il Superministro del Tesoro<\/strong>. Il suo compito sar\u00e0 quello di far rispettare il dogma della stabilit\u00e0, a tutti i costi. Il Fondo Monetario Europeo sar\u00e0 un po\u2019 la sua spada alata di Jeeg, scudo di Pikappa, martello di Thor: l\u2019arma definitiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il FME (che ci tiene a scimmiottare in tutto e per tutto il FMI della signora Lagarde), sar\u00e0 costruito sulla base del MES, <strong><em>Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0<\/em><\/strong>. Scomparso dalle cronache \u00e8 ancora vivo e vegeto, in attesa della prossima crisi dei debiti pubblici (tempo 2 anni potrebbe tornare in voga). Per coloro che l\u2019avevano rimosso, a mo\u2019 di trauma, si tratta di una organizzazione internazionale con sede legale in Lussemburgo e consiglio direttivo protetto da immunit\u00e0. Esso \u00e8 <strong>di natura prettamente privata<\/strong>, slegato dall\u2019espressione democratica degli Stati membri e il suo compito \u00e8 semplicemente quello di conservare i quasi 700 miliardi di euro sottoscritti dalle nazioni. Sisi, 700, <strong>di cui 125 italiani<\/strong>, cifre irreali.<\/p>\n<div id=\"attachment_94109\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-94109\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/shin-jeeg-robot-d-acciaio-kotetsushin-jeeg-serie-tv-29-1024x576.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/shin-jeeg-robot-d-acciaio-kotetsushin-jeeg-serie-tv-29-1024x576.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/shin-jeeg-robot-d-acciaio-kotetsushin-jeeg-serie-tv-29-300x169.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/shin-jeeg-robot-d-acciaio-kotetsushin-jeeg-serie-tv-29-768x432.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/shin-jeeg-robot-d-acciaio-kotetsushin-jeeg-serie-tv-29.jpg 1344w\" alt=\"Superministro del Tesoro impegnato duramente in una procedura d\u2019infrazione causata da deficit eccessivo\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Superministro del Tesoro impegnato duramente in una procedura d\u2019infrazione causata da deficit eccessivo<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Paesi prendono a prestito miliardi che versano nel MES, il quale a sua volta si arroga il diritto di scegliere se prestarli ad eventuali economie nazionali in crisi (o istituti bancari alla canna del gas). In pratica prestiti su prestiti, <strong>una ipoteca sullo Stato stesso<\/strong>. Tutto questo per replicare, dicono, ci\u00f2 che prima gli Stati sovrani europei facevano ogni giorno (nel resto del mondo continuano a farlo), ovvero gestire la propria sovranit\u00e0 monetaria. Quindi sulla base di questo perverso meccanismo di natura privata e finanziaria si erger\u00e0 il palazzo del Superministro, con l\u2019intenzione neanche troppo velata di voler <strong>creare un debito pubblico unico della Zona Euro<\/strong> (questa \u00e8 proprio da Paese dei balocchi, perch\u00e9 i tedeschi non vorranno mai e poi mai addossarsi il costo delle passivit\u00e0 dei mediterranei). Se per\u00f2 questo debito pubblico unico non verr\u00e0 creato, cio\u00e8 lo scenario pi\u00f9 probabile, il Superministro rimarr\u00e0 zoppo, come quasi tutta l\u2019architettura europea. Per la nevrosi che ne scaturir\u00e0 egli riverser\u00e0 l\u2019odio nei confronti del destino sui Paesi membri che accenneranno ad azioni lontane dall\u2019austerit\u00e0, dal rigore e dalla stabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica <strong>la podest\u00e0 economica nazionale verr\u00e0 ulteriormente falcidiata<\/strong>. Non ci credete? E se vi dicessi che il Fiscal Compact, finora trattato internazionale, verr\u00e0 incastonato nei trattati fondativi dell\u2019Unione Europea? Diventer\u00e0 insomma ulteriore giogo che i burocrati di Bruxelles e Francoforte potranno impugnare.<\/p>\n<blockquote><p>La violenza della stabilit\u00e0 \u00e8 un modo di morire a met\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec cantano gli Afterhours (La vedova bianca), immortalando perfettamente le conseguenze dell\u2019eventuale creazione del superministro: la speranza che le cose possano migliorare, che la maggiore integrazione per la prima volta porti ad una convergenza indolore e che gli Stati possano vivere sereni sotto la bandiera blu con le stelline gialle. Ma <strong>\u00e8 solo una speranza vana<\/strong> a cui ti aggrappi per non lasciarti andare, mentre l\u2019altra tua met\u00e0 muore, met\u00e0 in cui tenevi il tessuto produttivo, i diritti sociali, la speranza di vita, il welfare, la storia, le tradizioni, la crescita economica. La parte concreta, quella vera. Il centrosinistra in tutto il continente insiste su un linguaggio politico pseudo-filosofico e anti-xenofobo semplicemente perch\u00e9 tenta disperatamente di rivolgersi alla met\u00e0 della nostra esistenza di europei rimasta viva, quella vana e illusoria che <strong>ci rende un popolo bisognoso di eroi<\/strong>, come il Superministro europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Videoclip de \u201cLa vedova bianca\u201d; so che li odiate perch\u00e9 Agnelli fa X Factor ma, perfavore, concedetecelo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte all\u2019ondata di malcontento l\u2019Unione Europea poteva reagire in due modi: assecondare i desideri del popolo (pane e lavoro) oppure alimentare sogni e scuse (procrastinare). <strong>Hanno scelto la seconda strada<\/strong>, quella meno lungimirante, pi\u00f9 debole e flebile. Nonostante le voci di un addolcimento di Juncker, presidente della Commissione Europea, Bruxelles tira dritto a muso duro: troppo complicato giustificare mediaticamente un passo indietro. Francia e Germania (la Merkel \u00e8 ancora determinante in sede europea, meno in patria) rivedono il Trattato dell\u2019Eliseo, modificando prospettive e rapporti tra i due Paesi. Da ci\u00f2 che trapela si tratterebbe di un tentativo di armonizzare le reciproche normative, preparando <strong>una mini-Europa ad \u201caltissima\u201d velocit\u00e0<\/strong>, costruita sull\u2019asse franco-tedesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Macron, forte di una maggioranza schiacciante in Parlamento, continua a volersi mostrare leader giovane, innovatore ed energico,<strong> offrendo la Francia ai tedeschi a testa alta<\/strong>. Non \u00e8 che gliela stia proprio offrendo, non si fraintenda, ma appiattire le differenze legislative ed economiche di due paesi cos\u00ec differenti rischia di replicare le medesime criticit\u00e0 gi\u00e0 analizzate per l\u2019UE, solo amplificate esponenzialmente, ai danni naturalmente della Francia. La Germania, dal canto suo, vorrebbe legare un Paese a s\u00e9, incollato, per quando questa Unione si disgregher\u00e0, mentre Macron <strong>spera che i tedeschi possano attutirgli la caduta<\/strong>, e continuer\u00e0 a sperarlo, fino alla fine.<\/p>\n<div id=\"attachment_94110\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-94110\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Macron-Merkel-1024x687.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Macron-Merkel-1024x687.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Macron-Merkel-300x201.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Macron-Merkel-768x515.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Macron-Merkel.jpg 1500w\" alt=\"\u00a0\u00abQuesto colloquio privilegiato con i nostri amici tedeschi \u00e8 la condizione necessaria per qualsiasi progresso dell\u2019Europa. Il che non esclude il dialogo con tutti gli altri partner, ma \u00e8 da qui che tutto comincia\u00bb, parola di Emmanuel\" width=\"1024\" height=\"687\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">\u00abQuesto colloquio privilegiato con i nostri amici tedeschi \u00e8 la condizione necessaria per qualsiasi progresso dell\u2019Europa. Il che non esclude il dialogo con tutti gli altri partner, ma \u00e8 da qui che tutto comincia\u00bb, parola di Emmanuel<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma l\u2019Europa, anche se nessuno ha il coraggio di dirlo, gi\u00e0 vede nel proprio orizzonte gli ultimi estremi<strong> tentativi di tenere insieme una costruzione politico-economica disfunzionale<\/strong>, mentre alcuni gi\u00e0 puntano alla<em> UE a doppia velocit\u00e0<\/em>. Il problema \u00e8 tutto ci\u00f2 che sta in mezzo, tra l\u2019arrivo del Superministro e la decisione di farla finita: la volont\u00e0 di vendersi tutto, sangue compreso, nell\u2019illusione che si possa decollare in un futuro prossimo. L\u2019atteggiamento \u00e8 coerente allo spirito imprenditoriale tanto caro al sistema capitalista che schiaccia gli operai. Diventa imprenditore di te stesso, <strong>inventati qualcosa<\/strong> che, prima o poi, sicuramente andr\u00e0 bene. Ma quella \u00e8 l\u2019impresa, queste sono macroeconomia e politica economica, da queste non si scappa. Statene certi: se Steve Jobs avesse messo un criceto all\u2019interno di un Mac, sicuramente questo non si sarebbe acceso. <strong>Altro che imprenditorialit\u00e0 e speranza che il business decolli<\/strong>. Qui mancano proprio i presupposti, e i tentativi di rimediare ai propri sbagli stanno andando nella direzione di aggravarli. Poveri noi, popoli che hanno bisogno di eroi.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/superministro-del-tesoro-unione-europea\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/superministro-del-tesoro-unione-europea\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Gianmaria Vianova) Le parole di Bertolt Brecht risuonano come una sentenza. Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi a cui aggrapparsi, affidare il proprio destino e designare a capro espiatorio. Stessa cosa per le Unioni politiche, economiche e monetarie. D\u2019altronde queste ultime cosa sono, se non una utopia in cui pi\u00f9 popoli si uniscono sotto ad una stessa bandiera? L\u2019Unione Europea rispetta questa descrizione. 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