{"id":37941,"date":"2018-01-14T10:30:37","date_gmt":"2018-01-14T09:30:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37941"},"modified":"2018-01-14T10:10:57","modified_gmt":"2018-01-14T09:10:57","slug":"tutto-finisce-a-questo-mondo-anche-gli-imperi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37941","title":{"rendered":"Tutto finisce a questo mondo, anche gli imperi"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-featured_image size-featured_image wp-post-image\" src=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/800px-Coppo_di_Marcovaldo_-_The_Hell_detail_-_WGA05225-800x280.jpg\" alt=\"800px-Coppo_di_Marcovaldo_-_The_Hell_(detail)_-_WGA05225\" width=\"800\" height=\"280\" \/><\/p>\n<div class=\"entry clearfix\">\n<p>di<strong> ITALIA E IL MONDO (Roberto Buffagni)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Italiaeilmondo<\/em> ha appena pubblicato, qui: <a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/08\/il-piano-a-il-piano-b-il-piano-c_-le-attenzioni-su-trump-a-cura-di-giuseppe-germinario\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/08\/il-piano-a-il-piano-b-il-piano-c_-le-attenzioni-su-trump-a-cura-di-giuseppe-germinario\/<\/a>\u00a0 un\u2019 interessante e preoccupante intervista a Roger Stone, che ci permette di sbirciare dal buco della serratura uno scorcio della violenta lotta di potere in corso a Washington. Alla radice di questo scontro c\u2019\u00e8 un nodo di importanza storica: l\u2019Impero americano ha superato il culmine della sua parabola ascendente, \u00e8 <em>overextended<\/em>, incerta la sua egemonia mondiale, in crisi il suo sistema di alleanze e la sua coesione interna; e la sua potenza militare, per quanto tuttora insuperata, colleziona da decenni vittorie operative e sconfitte strategiche. Le risposte possibili alla sfida sono due: un rilancio di potenza espansiva, o un ripiegamento strategico. La prima risposta pu\u00f2 rivelarsi una fuga in avanti dalle conseguenze imprevedibili e potenzialmente rovinose, la seconda un consolidamento in apparenza saggio, ma in realt\u00e0 pi\u00f9 pericoloso della fuga in avanti, perch\u00e9 di fatto irrealizzabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due campi non coincidono al millimetro con i due grandi partiti americani, anche se nel Partito Democratico la vocazione mondialista \u00e8 maggioritaria e consolidata, e la tradizione nazional-conservatrice, per quanto minoritaria, non \u00e8 del tutto spenta nel Partito Repubblicano. Gli interpreti pi\u00f9 autentici della risposta \u201crilancio di potenza\u201d sono i neoconservatori, un gruppo di potere \u201cmondialista\u201d ideologicamente coeso ma politicamente <em>bipartisan<\/em>. I sostenitori della risposta \u201cripiegamento strategico\u201d sono un gruppo di potere grosso modo \u201cnazionalista\u201d, ideologicamente frammentato, politicamente radicato nell\u2019ala dissenziente del Partito Repubblicano e nella galassia apartititica della Alt-Right.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019urgenza di dare una risposta al problema storico dell\u2019Impero si \u00e8 manifestata nell\u2019ascesa alla Presidenza di Trump, un uomo estraneo all\u2019establishment imperiale; la violenta reazione dell\u2019establishment illustra quanto alta sia la posta in gioco, e gareggiando in avventatezza con la sconclusionata direzione politica di Trump, rischia di scassare e delegittimare le istituzioni statunitensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che una decisa sterzata alle strategie imperiali americane sia necessaria, sembra chiaro. Il problema \u00e8 che la politica, come in generale la vita umana, \u00e8 tragica perch\u00e9 non si fa con il senno di poi, ma nell\u2019angoscia dell\u2019ignoranza e dell\u2019incertezza, e sotto il gravame delle scelte, degli errori e delle colpe del passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad esempio: \u00e8 possibile cambiare non solo direzione, ma natura dell\u2019Impero americano? Perch\u00e9 un consolidamento difensivo imperiale, come quello proposto da E. Luttwak nel suo recente libro <em>La grande strategia dell\u2019impero bizantino<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/10\/tutto-finisce-a-questo-mondo-anche-gli-imperi_-di-roberto-buffagni\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><\/em>, sembra s\u00ec una scelta prudente e quasi obbligata: ma non \u00e8 affatto detto che sia una scelta possibile. Sin dalla loro nascita, gli Stati Uniti d\u2019America si trovano di fronte due vie possibili: repubblica (confederale, aristocratica, centripeta) o impero (federale, democratico, centrifugo). Il bivio \u00e8 cos\u00ec profondamente inciso nell\u2019immaginazione americana che lo ritroviamo, tale e quale tolto il nodo della schiavit\u00f9, nella saga di maggior successo di tutta la storia del cinema, <em>Guerre stellari<\/em>. Per ottant\u2019anni gli USA sono riusciti a rinviare la scelta della via da imboccare, ma il 12 aprile 1861 il momento della scelta \u00e8 arrivato, ed \u00e8 costato circa 750.000 caduti sul campo, pi\u00f9 la morte di un numero imprecisato di civili e uno strascico di divisioni e rancori non ancora riconciliati. Stime recenti valutano le sole perdite sul campo in un 10% di tutti i maschi in et\u00e0 militare \u00a0(20-45 anni) al Nord, 30% al Sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vittoria dell\u2019opzione federale ha deciso anche la natura <em>sui generis<\/em> dell\u2019Impero americano: un impero democratico e ideocratico (vi si appartiene per adesione ideologica, non per radicamento territoriale, etnico, storico), e dunque costantemente espansivo, non ecumenico (centro di <em>un<\/em> mondo) ma tendenzialmente universale: il simbolo immaginale pi\u00f9 profondamente impresso nella psiche americana, da allora in poi, sar\u00e0 <em>la Frontiera<\/em>, che sempre va inseguita e sempre si allontana, come l\u2019orizzonte dominato dallo sguardo dell\u2019animale totemico degli USA, l\u2019aquila marina incisa sul Grande Sigillo del Governo Federale americano<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/10\/tutto-finisce-a-questo-mondo-anche-gli-imperi_-di-roberto-buffagni\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi e sul piano strettamente politico, il dubbio \u00e8 questo: \u00e8 possibile all\u2019Impero <em>sui generis<\/em> americano rinunciare all\u2019espansione illimitata, riconvertirsi e consolidarsi in una repubblica nazionale che si limita a dominare il Continente e a intervenire nel mondo solo quando sono in gioco i suoi interessi vitali? Perch\u00e9 dalla fine della Guerra di Secessione in poi, le molteplici e profonde linee di frattura politica interne alla madrepatria imperiale \u2013 fra Stati e governo federale, fra Stati del Nord e del Sud, fra etnie, lingue e razze, fra centri e periferie, fra confessioni religiose, fra confessioni religiose e laicismo <em>politically correct<\/em>, etc. \u00a0\u2013 \u00a0non hanno innescato conflitti incomponibili perch\u00e9 tutte le mille frizioni latenti sono state deviate e risolte nell\u2019espansione imperiale: ideologica, militare, economica, e <em>last but not least<\/em> psichica; perch\u00e9 gli USA sono un <em>impero euforico<\/em> e geneticamente ottimista: il tono del suo umore \u00e8 maniaco-depressivo, e la fine della fase maniacale lo precipita in una depressione psichica che innesca una crisi politica profonda, come dimostra l\u2019altra crisi che, dopo la Guerra di Secessione, ha messo a rischio <em>l\u2019esistenza simbolica<\/em> degli USA: la Grande Crisi del 1929.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Impero statunitense pu\u00f2 essere distrutto soltanto <em>dall\u2019interno<\/em>, come sapeva bene il suo fondatore Abraham Lincoln: \u201c<em>Dovremmo temere che qualche gigantesca potenza militare d\u2019oltreoceano lo attraversi e ci schiacci in un colpo? Mai! Tutti gli eserciti di Europa, Asia e Africa congiunti, con tutti i tesori della terra (escluso il nostro) a finanziarli, con un Bonaparte a comandarli, mai riuscirebbero con la forza a bere un sorso del fiume Ohio o a tracciare un sentiero sul Blue Ridge, neanche se ci provassero per mille anni. Da dove dobbiamo temere che venga, allora, il pericolo? Rispondo. Se mai il pericolo ci raggiunger\u00e0, esso dovr\u00e0 scaturire in mezzo a noi; non pu\u00f2 venirci da fuori. Se la distruzione \u00e8 il nostro destino, dovremo noi stessi esserne autori e responsabili. Dovremo per sempre vivere come nazione di uomini liberi, o morire suicidi<\/em>.\u201d<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/10\/tutto-finisce-a-questo-mondo-anche-gli-imperi_-di-roberto-buffagni\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione odierna degli USA di Trump, insomma, richiama alla mente per analogia la situazione dell\u2019URSS di Gorbacev, un altro impero <em>sui generis<\/em> perch\u00e9 (in parte) ideocratico, scosso da una crisi profonda. Per ricordare quanto grave fosse la crisi dell\u2019URSS, ecco alcune testimonianze in diretta di membri della sua classe dirigente dell\u2019epoca:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>L\u2019ottusit\u00e0 del paese ha raggiunto un picco: dopo, c\u2019\u00e8 solo la morte. Nulla \u00e8 fatto con cura. Rubiamo a noi stessi, prendiamo e diamo mazzette, mentiamo nei nostri rapporti, sui giornali, dal podio, ci rivoltoliamo nelle nostre menzogne e intanto ci conferiamo medaglie a vicenda. Tutto questo dall\u2019alto in basso, e dal basso in alto<\/em>.\u201d N.I. Ryzkov, segretario e capo del Dipartimento economico del Comitato centrale con Ju. I. Andropov, e K.U. Cernenko, poi primo ministro con M.S. Gorbacev.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Sono anni che tradisco me stesso, dubito e mi indigno tacitamente, cerco ogni tipo di scuse per addormentare la mia coscienza. Tutti noi, soprattutto la classe dirigente, conduciamo una vita doppia se non tripla: pensiamo una cosa, ne esprimiamo un\u2019altra e ne realizziamo un\u2019altra ancora.<\/em>\u201d E. V. Jakovlev, giornalista, ambasciatore dell\u2019URSS in Canada, collaboratore di M.S. Gorbacev.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Nessun nemico avrebbe potuto conseguire quello che abbiamo conseguito noi con la nostra incompetenza, ignoranza e autoincensamento, con il nostro separarci dai pensieri e dai sentimenti della gente comune.<\/em>\u201d Generale Markus Wolff (\u201cMischa\u201d), capo dei servizi segreti della D.D.R.<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/10\/tutto-finisce-a-questo-mondo-anche-gli-imperi_-di-roberto-buffagni\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 a questa crisi caotica e dissolutiva che Gorbacev tent\u00f2 di rispondere. Ora sappiamo com\u2019\u00e8 andata, cio\u00e8 molto male: ma non tentare una risposta, continuare come prima era impossibile. Era possibile rispondere alla crisi consolidando anzich\u00e9 dissolvendo? Quanta parte di responsabilit\u00e0 hanno avuto i limiti personali di Gorbacev e della sua cerchia nell\u2019esito infausto della riforma imperiale? Sarebbe bastato che al timone dello Stato ci fosse un uomo migliore? Per concludere l\u2019analogia: Trump \u00e8 forse il Gorbacev americano?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri imperi, prima del sovietico e dell\u2019americano, hanno tentato di rispondere alle crisi storiche che li hanno colpiti, di solito all\u2019inizio della parabola discendente, dopo aver superato il culmine della potenza e dell\u2019espansione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019Impero romano riusc\u00ec, con Adriano, il consolidamento difensivo, che garant\u00ec secoli di equilibrio; ma la crisi interna, economica e politica, non si arrest\u00f2, e con i Severi giunse al punto di non ritorno: il segno fatale fu l\u2019emigrazione di percentuali significative di cittadini romani dalle zone amministrate dai funzionari imperiali alle zone amministrate dai barbari, le cui pretese fiscali erano assai pi\u00f9 miti di quelle degli esattori romani:<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/10\/tutto-finisce-a-questo-mondo-anche-gli-imperi_-di-roberto-buffagni\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> se ne angosciava sul letto di morte l\u2019imperatore Settimio Severo. L\u2019impero spagnolo entr\u00f2 nella sua crisi storica, economica e politica, pochi decenni dopo aver raggiunto la sua massima espansione con le conquiste americane. E\u2019 un monito istruttivo rileggere le proposte di riforma economica e politica degli gli <em>arbitristas<\/em> della Scuola di Salamanca<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/10\/tutto-finisce-a-questo-mondo-anche-gli-imperi_-di-roberto-buffagni\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, diverse delle quali, esaminate con il senno di poi, sembrano diagnosticare con precisione i problemi di fondo e proporre soluzioni brillanti: eppure, sempre col senno di poi, sappiamo come and\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, come allora i sudditi dell\u2019Impero romano o spagnolo, non sappiamo come andr\u00e0. Vedremo, e per la verit\u00e0 non vedremo soltanto, perch\u00e9 purtroppo non siamo seduti nelle poltrone di un cinema per assistere all\u2019emozionante kolossal <em>La crisi dell\u2019Impero americano<\/em>, ma ci troviamo in una periferia non troppo lontana dal centro imperiale e per nulla esente dalle conseguenze delle sue scelte, giuste o sbagliate che siano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unica cosa che sappiamo, come gi\u00e0 allora sapevano i romani e gli spagnoli, \u00e8 che tutto finisce, a questo mondo: anche gli imperi, e anche noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/10\/tutto-finisce-a-questo-mondo-anche-gli-imperi_-di-roberto-buffagni\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> V. qui una buona recensione: <a href=\"http:\/\/www.imperobizantino.it\/la-grande-strategia-dellimpero-bizantino-di-edward-n-luttwak\/\">http:\/\/www.imperobizantino.it\/la-grande-strategia-dellimpero-bizantino-di-edward-n-luttwak\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/10\/tutto-finisce-a-questo-mondo-anche-gli-imperi_-di-roberto-buffagni\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stemma_degli_Stati_Uniti_d%27America\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stemma_degli_Stati_Uniti_d%27America<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/10\/tutto-finisce-a-questo-mondo-anche-gli-imperi_-di-roberto-buffagni\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Abraham Lincoln, 27 gennaio 1838, discorso agli studenti dello <em>Young Men\u2019s Lyceum<\/em> di Springfield, Illinois: \u00a0\u201c<em>The Perpetuation of Our Political Institutions<\/em>\u201d. Qui il testo originale: \u201cShall we expect some transatlantic military giant to step the ocean and crush us at a blow? Never! All the armies of Europe, Asia, and Africa combined, with all the treasure of the earth (our own excepted) in their military chest, with a Bonaparte for a commander, could not by force take a drink from the Ohio or make a track on the Blue Ridge in a trial of a thousand years. At what point then is the approach of danger to be expected? I answer. If it ever reach us it must spring up amongst us; it cannot come from abroad. If destruction be our lot we must ourselves be its author and finisher. As a nation of freemen we must live through all time or die by suicide.\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/10\/tutto-finisce-a-questo-mondo-anche-gli-imperi_-di-roberto-buffagni\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Citazioni tratte da Andrea Graziosi, <em>L\u2019Urss dal trionfo al degrado<\/em>, Il Mulino, Bologna 2008.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/10\/tutto-finisce-a-questo-mondo-anche-gli-imperi_-di-roberto-buffagni\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> . Salviano di Marsiglia, <em>De Gubernatione Dei<\/em>, V, 5, 22. V. anche gli storici citati da S. Mazzarino ne <em>La fine del mondo antico<\/em>, Milano 1988, da Orosio a Prisco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/10\/tutto-finisce-a-questo-mondo-anche-gli-imperi_-di-roberto-buffagni\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0 V. qui un riassunto ben fatto: <a href=\"http:\/\/spainillustrated.blogspot.it\/2012\/01\/arbitrismo-politico-economico.html\">http:\/\/spainillustrated.blogspot.it\/2012\/01\/arbitrismo-politico-economico.html<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/10\/tutto-finisce-a-questo-mondo-anche-gli-imperi_-di-roberto-buffagni\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/10\/tutto-finisce-a-questo-mondo-anche-gli-imperi_-di-roberto-buffagni\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di ITALIA E IL MONDO (Roberto Buffagni) &nbsp; Italiaeilmondo ha appena pubblicato, qui: http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/08\/il-piano-a-il-piano-b-il-piano-c_-le-attenzioni-su-trump-a-cura-di-giuseppe-germinario\/\u00a0 un\u2019 interessante e preoccupante intervista a Roger Stone, che ci permette di sbirciare dal buco della serratura uno scorcio della violenta lotta di potere in corso a Washington. Alla radice di questo scontro c\u2019\u00e8 un nodo di importanza storica: l\u2019Impero americano ha superato il culmine della sua parabola ascendente, \u00e8 overextended, incerta la sua egemonia mondiale, in crisi il suo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":37709,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Unknown-320x320-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9RX","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37941"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37941"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37941\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37942,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37941\/revisions\/37942"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37709"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37941"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37941"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37941"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}