{"id":37944,"date":"2018-01-14T11:00:03","date_gmt":"2018-01-14T10:00:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37944"},"modified":"2018-01-14T12:56:39","modified_gmt":"2018-01-14T11:56:39","slug":"linvincibile-finalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=37944","title":{"rendered":"L&#8217;invincibile finalismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CRITICA SCIENTIFICA<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Divulgando la TRE in varie occasioni (conferenze, lezioni, interviste e video-interviste), ho cominciato a riflettere sulle problematicit\u00e0 pi\u00f9 ricorrenti in termini comunicativi; la lezione pi\u00f9 importante che ho imparato \u00e8 la seguente: il finalismo non \u00e8 mai morto, come se Charles Darwin non fosse mai esistito.<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il finalismo, detto in parole povere,<\/strong> \u00e8 quell\u2019approccio per cui scegliamo di spiegare il passaggio da uno stato A ad uno stato B di un sistema (in questo caso, l\u2019evoluzione da una specie ad un\u2019altra) cercando il fine per cui \u00e8 avvenuto tale cambiamento.<br \/>\nAncora oggi, molte persone credono che lo \u201csforzo\u201d e la tenacia con cui un essere vivente cerca di sopravvivere e di riprodursi siano la causa di un cambiamento nel suo corpo o nel suo comportamento, come quando una persona si iscrive in palestra e attraverso l\u2019impegno e la costanza sviluppa una forte muscolatura, perch\u00e9 i suoi muscoli si adattano all\u2019esercizio fisico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo modo di pensare, simile a quello di Lamarck, venne sostituito da quello di Darwin, fortemente anti-intuitivo, cio\u00e8 contrario al modo comune di pensare: la lotta per la sopravvivenza non \u00e8 il fattore che produce il cambiamento, ma \u00e8 ci\u00f2 che fa in modo che quei cambiamenti che implicano un vantaggio per la specie permangano, mentre quelli del caso contrario spariscano. \u00c8 la componente pi\u00f9 originale del pensiero di Darwin e che gli si deve riconoscere, infatti \u00e8 ci\u00f2 che viene insegnato sia a scuola sia in vari contesti divulgativi (libri e televisione). Volendo completare il discorso, l\u2019aver tolto il finalismo \u00e8 stato l\u2019atto che ha reso Darwin una figura importantissima per la cultura in generale, per le implicazioni filosofiche e sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In che senso allora affermo che il finalismo<\/strong> \u00e8 ancora presente? Dobbiamo fare un passo indietro, allontanandoci dalle luci della filosofia, alzandoci dalla poltrona della sala congressi, uscendo dai salotti per tornare nei laboratori. Le teorie scientifiche, prima ancora di essere parte della cultura umana, sono semplicemente strumenti, come il martello, la pinza e la calcolatrice. Dimentichiamo allora le implicazioni extra-scientifiche e concentriamoci esclusivamente sul modo in cui si usa la teoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siccome Darwin qualche ipotesi sull\u2019origine del cambiamento vero e proprio doveva pur darla, all\u2019inizio si parlava semplicemente di \u201cvariabilit\u00e0\u201d: esiste un certo grado di variabilit\u00e0 tra individui di una stessa specie. Da dove nasce questa variabilit\u00e0? Darwin non poteva avere una risposta per tutto (\u00e8 morto molto prima della scoperta del DNA, per esempio), per cui questa parte inizialmente era un po\u2019 in ombra. Tale situazione ha fatto in modo che il discorso si spostasse soprattutto sul come applicare il concetto di selezione naturale. Solo che l\u2019assenza di un vero criterio alternativo all\u2019origine del cambiamento in s\u00e9 (la comparsa delle novit\u00e0) fa rientrare dalla finestra il finalismo cacciato dalla porta, come spiegher\u00f2 meglio tra poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non potendo dire \u201cle novit\u00e0 compaiono quando\u2026\u201d ma solo \u201cse capita che compaia una novit\u00e0\u2026\u201d di fatto si sottrae agli applicatori della teoria uno strumento regolativo (stabilimento di una regola) e resta solo quello \u201cesplicativo\u201d (spiegazione concettuale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pi\u00f9 precisamente, se considero una specie A<\/strong> da cui \u00e8 discesa per evoluzione la specie B, il darwinismo mi costringe a chiedermi \u201cquale vantaggio nella lotta per la sopravvivenza si \u00e8 avuto nel passaggio alla forma B?\u201d. Il guaio (o trappola mentale, se preferite) \u00e8 che la risposta alla domanda precedente, nella stragrande maggioranza dei casi, la si trova ed \u00e8 pure plausibile se non proprio semplicemente corretta\u2026ma l\u2019approccio usato di fatto \u00e8 finalistico, perch\u00e9 solo conoscendo lo scopo da raggiungere per la sopravvivenza della specie A (per es. mangiare foglie o altri animali) potr\u00f2 capire gli ostacoli che ha dovuto affrontare, che a loro volta ci permetteranno di rispondere alla domanda sul vantaggio nella lotta per la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di esempi se ne potrebbero fare a centinaia, un caso che ho ritrovato pi\u00f9 volte \u00e8 stato quello di un particolare tipo di orchidea, studiato da Darwin stesso, il cui stilo e ovario (quindi la parte cava, con polline e nettare) erano eccezionalmente profondi. Darwin intu\u00ec (e quindi, secondo molti, \u201cpredisse\u201d) che doveva esistere un insetto dalla proboscide altrettanto lunga per poter raggiungere il nettare sul fondo di tale fiore, ma che nel farlo raccogliesse molto polline, necessario alla riproduzione del fiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La successiva scoperta di tale insetto viene considerata una prova del ragionamento di Darwin (fin qui, sono pure d\u2019accordo), ma se tale ragionamento viene considerato anche \u201cevoluzionistico\u201d non sono pi\u00f9 d\u2019accordo: Darwin ha analizzato il fiore, conoscendo le sue esigenze ha saputo trovare una funzione (quindi uno scopo) a quella forma particolare e la sua ipotesi \u00e8 stata verificata\u2026ma \u00e8 il pi\u00f9 puro finalismo. Si spiega un fenomeno grazie alla comprensione di funzioni e fini. Inutile precisare che chi conosce bene Darwin sa che non \u00e8 un\u2019applicazione del finalismo, come ho detto prima stiamo analizzando l\u2019applicazione della teoria, non la sua struttura logica, originale quanto si vuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La pi\u00f9 sfacciata applicazione del finalismo<\/strong> avviene quando si ricorre al pi\u00f9 usato e comodo binomio del darwinismo, \u201cpressione selettiva\u201d e \u201crisposta adattativa\u201d.<br \/>\nOra vi esporr\u00f2, per semplicit\u00e0 in forma di algoritmo (cio\u00e8 di ricetta) come si ottengono le \u201cspiegazioni evoluzionistiche coerenti col darwinismo\u201d:<br \/>\n\u2013 prendete una specie qualunque, del presente o del passato (per esempio, la balenottera azzurra);<br \/>\n\u2013 considerate una sua caratteristica fisica o comportamentale (per esempio, l\u2019eccezionale lunghezza);<br \/>\n\u2013 cercate di capire una funzione o scopo di tale caratteristica (in questo caso, pu\u00f2 essere la banale ma efficace tecnica di predazione \u201capro l\u2019immensa bocca, butto tutto dentro e chiudo, sfiato e mangio\u201d);<br \/>\n\u2013 trovate l\u2019ostacolo che si oppone per la specie in questione al raggiungimento di tale scopo (in questo caso, il numero finito di risorse e la concorrenza di altre specie predatorie)<br \/>\n\u2013 descrivete la funzione trovata prima come \u201crisposta adattativa\u201d;<br \/>\n\u2013 descrivete l\u2019ostacolo come \u201cpressione selettiva\u201d;<br \/>\n\u2013 elaborate un testo o un discorso in cui l\u2019ordine dei concetti sia l\u2019inverso di quello dato da tale algoritmo, a partire da un generico precursore della specie in esame;<br \/>\n\u2013 avete ottenuto la vostra spiegazione evoluzionistica coerente col darwinismo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato finale dell\u2019esempio precedente \u00e8 questo: \u201cl\u2019antenato pi\u00f9 recente della balenottera azzurra ha subito la pressione selettiva della concorrenza nella predazione data da molte specie carnivore. Mentre queste ultime basavano la propria sopravvivenza escogitando strategie di caccia basate sulla cooperazione, lo sfiancamento, l\u2019attacco a sorpresa o tecniche analoghe, la balena ha sviluppato come risposta adattativa un considerevole incremento delle sue dimensioni per realizzare una predazione basata semplicemente sulla sua grande mole\u201d. Ecco fatto, non \u00e8 stato difficile, vero? Trovatemi voi qualcuno che sia capace di negare del tutto che la mole della balena abbia almeno questo vantaggio adattativo. La banale veridicit\u00e0 di queste affermazioni e il loro carattere fortemente intuitivo le rendono subito accettabili da chi le legge, solo che vengono presentate come darwiniane, mentre in realt\u00e0 si sta applicando un finalismo camuffato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il lettore volenteroso potr\u00e0 divertirsi<\/strong> a scrivere nei commenti un\u2019analoga spiegazione evoluzionistica per l\u2019eccezionale velocit\u00e0 del ghepardo, il mimetismo dell\u2019insetto stecco oppure di una specie a piacere.<br \/>\nCome cambia il discorso se passiamo al Neodarwinismo, con le mutazioni genetiche casuali?<br \/>\nA mio avviso le mutazioni genetiche casuali hanno solo peggiorato le cose, perch\u00e9 affidare a meccanismi \u201cslegati dalla fitness\u201d, che non seguano un set di regole a priori, la comparsa delle novit\u00e0, non ha eliminato il finalismo ma al contrario, le mutazioni sono viste dai pi\u00f9 come una specie di scatola nera che intenta a produrre i cambiamenti dei tratti. Le mutazioni diventano quindi un fenomeno che serve per tenere le nostre coscienze a posto in termini di rispetto della teoria attuale, per poi buttarci a capofitto senza sensi di colpa nel finalismo mascherato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da suo pi\u00f9 grande avversario,<\/strong> all\u2019atto pratico (non nelle generiche e astratte spiegazioni della teoria) il darwinismo, anzich\u00e9 eliminare il finalismo, \u00e8 finito col dargli una giustificazione naturalistica, basta solo non chiamarlo col suo nome. Lascio sempre al volenteroso lettore dedurre quanto poco cambia se nella scatola nera delle mutazioni ci andiamo a buttare anche altri tipi di cambiamenti slegati dalla fitness, come quelli epigenetici o dell\u2019evo-devo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornado alle mie esperienze, all\u2019inizio credevo che l\u2019attaccamento al finalismo di molti miei interlocutori fosse dettata da semplice dimenticanza del vero pensiero di Darwin. Ironia della sorte, quando spiegavo in diverse occasioni che la risonanza di cui parlo nella TRE non \u00e8 sinonimo di \u201cadattamento all\u2019ambiente che cambia\u201d, alcuni restavano un po\u2019 delusi da una chiave di lettura a-finalistica. \u201cIl primo a-finalista \u00e8 stato Darwin!\u201d \u00e8 la replica che sono costretto a fare. Magari nella prossima conferenza mi devo portare una lunga barba bianca finta, per far capire meglio cosa sia tipicamente darwiniano e cosa no: ogni volta che indosso la barba, sto divulgando Darwin, niente barba, niente Darwin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La dimenticanza, purtroppo, non \u00e8 la sola complicazione,<\/strong> perch\u00e9 non trovo quasi mai una testa \u201ctabula rasa\u201d ma spesso e volentieri una definizione diversa di \u201cdarwinismo\u201d da testa a testa: il darwinismo come \u201cevoluzione\u201d oppure come \u201cmutazione\u201d oppure ancora come \u201cselezione del modo migliore di adattarsi\u201d, in quest\u2019ultimo caso mescolando incautamente Darwin e Lamarck. Dimenticanza e confusione di termini, quindi, o meglio, libera interpretazione dei termini.<br \/>\nA chi potevo rivolgermi per risolvere questo problema divulgativo?<br \/>\nL\u2019ideale sarebbe stato imitare chi compie il lavoro di divulgatore per professione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui purtroppo scatta un terzo problema dopo la dimenticanza e la confusione, quello del cattivo esempio: anche quei divulgatori che fino ad un attimo prima, quando parlavano in generale spiegavano per bene l\u2019a-finalismo dell\u2019evoluzione secondo Darwin, magari esaltandolo per tale posizione \u201ccoraggiosa\u201d, un attimo dopo, quando passano al caso particolare, ricorrono ad un linguaggio finalistico.<br \/>\n\u00c8 finalista Telmo Pievani, quando nel parlare delle specie rimaste invariate rispetto al mesozoico (<a class=\"vglnk\" href=\"https:\/\/vimeo.com\/236380355\" rel=\"nofollow\">https:\/\/vimeo.com\/236380355<\/a>) dicendo che a volta la \u201cstrategia\u201d giusta sia restare \u201cfermi\u201d senza cambiare, sfruttando una certa flessibilit\u00e0, lascia intendere (involontariamente!) che gli animali \u201cscelgano\u201d talvolta di non cambiare per raggiungere il loro scopo principale, la sopravvivenza.<br \/>\n\u00c8 finalista Marco Ferrari, quando su Focus (numero di Febbraio 2017, 292, p.56) spiega le ragioni del bipedismo degli australopitechi, dicendo che l\u2019avessero raggiunto per poter accedere ai frutti dei rami pi\u00f9 alti (di nuovo, inconsapevolmente, si sfrutta lo scopo per spiegare un cambiamento).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 finalista Alberto Angela<\/strong> quando in prima serata <a href=\"http:\/\/www.raiplay.it\/video\/2017\/12\/Angela-spiega-la-Talassemia---16122017-ea876b84-2a5e-4c92-b169-fac236023535.html\">spiega la talassemia<\/a> presentandola come semplice \u201cadattamento\u201d alla malaria, lasciando intendere che il corpo umano sia capace di provocare di sua iniziativa mutazioni genetiche fatte apposta per sopravvivere ad una grave malattia.<br \/>\nRibadisco che in questa sede sappiamo tutti benissimo che il darwinismo sia a-finalistico, ma stiamo parlando della sua effettiva applicazione, che poi, grazie agli esempi, spesso coincide col contenuto principale di un\u2019opera di divulgazione (cos\u2019\u00e8 una regola senza un esempio? Cosa resta impresso di pi\u00f9 nella memoria?).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuando si divulga \u00e8 normale semplificare mettendo da parte le finezze epistemologiche, devono capirti anche gli inesperti\u201d, questo \u00e8 ci\u00f2 che mi sono detto spesso, come replica pi\u00f9 scontata.<br \/>\nPurtroppo, non credo che sia questo il caso: sono d\u2019accordo col togliere i tecnicismi, i concetti troppo complicati, pur di spiegare la scienza a chi non \u00e8 del campo, ma il concetto che scelgo di comunicare non deve essere l\u2019opposto di quello che intendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se chi mi ascolta non capisce niente di matematica<\/strong> ma devo spiegargli la funzione \u201cesponenziale\u201d, gli posso dire che \u00e8 come una bomba (espansione esplosiva), ma non posso paragonarla per esempio ad un lago (chiuso, relativamente piccolo e calmo): non ho semplificato, ho mentito.<br \/>\nAnalogamente, se trasmetto il messaggio che l\u2019adattamento, dal punto di vista materiale, sia qualcosa che in qualche modo si realizza ma non importa come, perch\u00e9 \u00e8 roba da biologi, mentre uso un linguaggio finalistico per spiegare l\u2019evoluzione, ma un\u2019evoluzione secondo Darwin, allora inganno il destinatario. Gli sto presentando una versione annacquata del darwinismo, non solo scorretta ma anche incoerente con gli elogi del pensiero \u201canti-intuitivo, coraggioso, staccato dal pensiero dei millenni precedenti\u201d, come si usa dire.<br \/>\nPer questo a volte mi chiedo, dove sarebbe il darwinismo oggi se non fosse mai esistita la possibilit\u00e0 di annacquarlo con un finalismo mascherato?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mia personale soluzione a tali problemi divulgativi,<\/strong> almeno per ora, quando mi trovo a spiegare di persona l\u2019evoluzione e la TRE, \u00e8 di segnalare le parole problematiche, principalmente due: \u201ccambiamento\u201d (dannatamente generica, specie se seguita dall\u2019aggettivo \u201cambientale\u201d) e \u201cadattamento\u201d (dannatamente intuitiva e dal facile finalismo).<br \/>\nCome consiglio che do a me stesso e a chi mi legge, per semplicit\u00e0, concludo con una piccola lista di regolette divulgative figlie dell\u2019esperienza maturata finora, ad uso sia di curiosi sia di aspiranti divulgatori (non solo professionisti). Chiunque \u00e8 libero di aggiungerne altre, purch\u00e9 siano regole che tengano conto dei problemi sollevati nel resto di questo articolo.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) Prima di usare le parole \u201cevoluzione\u201d e \u201cdarwinismo\u201d, non date per scontato che chi vi ascolta abbia in testa la stessa definizione che intendete voi.2) Se dite \u201cle specie si evolvono per adattarsi ad un ambiente che cambia\u201d, chiunque vi capirebbe, ma non \u00e8 affatto un bene.<br \/>\n3) Quanto pi\u00f9 la scala ecologica di riferimento \u00e8 alta (nicchia, ecosistema, ambiente), tanto pi\u00f9 le affermazioni banalmente vere (cio\u00e8 inutili) sono dietro l\u2019angolo (es. \u201cse 100 specie si estinguono per un cataclisma e solo 10 no, le restanti 10 occuperanno le nicchie liberate e si evolveranno\u2026anche perch\u00e9 di sicuro non si evolve una specie estinta e l\u2019evoluzione non ha fretta, non \u00e8 un fenomeno tra l\u2019oggi e il domani).<br \/>\n4) Quanto pi\u00f9 usate la matematica, tanto meno vi capiranno.<br \/>\n5) Quanto meno usate la matematica, tanto pi\u00f9 troverete definizioni diverse per la stessa parola.<br \/>\n6) Se usate metafore tratte dal comportamento umano (risposta, strategia eccetera) sappiate che saranno inevitabilmente finalistiche. Potete anche chiamarvi Richard Dawkins, \u00e8 cos\u00ec e basta.<br \/>\n7) Esempi perfettamente calzanti in un discorso, proprio perch\u00e9 \u201cperfetti\u201d, non possono essere usati in un altro discorso anche se simile al precedente, creereste solo confusione (ergo, basta giraffe e falene colorate, se volete andare oltre le nozioni apprese a scuola).<br \/>\n8) Maggiore sar\u00e0 il numero di argomenti introdotti da voi, da chi vi asseconda e da chi vi critica, maggiore sar\u00e0 la probabilit\u00e0 che uno di voi tre dica cose vere insieme a qualche fesseria. Less is more. More is only caciara.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong> Fonte<\/strong>:\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.enzopennetta.it\/2018\/01\/linvincibile-finalismo\/\">http:\/\/www.enzopennetta.it\/2018\/01\/linvincibile-finalismo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CRITICA SCIENTIFICA Divulgando la TRE in varie occasioni (conferenze, lezioni, interviste e video-interviste), ho cominciato a riflettere sulle problematicit\u00e0 pi\u00f9 ricorrenti in termini comunicativi; la lezione pi\u00f9 importante che ho imparato \u00e8 la seguente: il finalismo non \u00e8 mai morto, come se Charles Darwin non fosse mai esistito. 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