{"id":38056,"date":"2018-01-16T09:30:11","date_gmt":"2018-01-16T08:30:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38056"},"modified":"2018-01-15T01:59:44","modified_gmt":"2018-01-15T00:59:44","slug":"i-segreti-della-guerra-al-terrore-parte-ii-fabbricare-una-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38056","title":{"rendered":"I segreti della \u201cGuerra al Terrore\u201d, parte II: Fabbricare una guerra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>da OLTRE LA LINEA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>James Risen<\/strong>\u00a0\u00e8 il giornalista investigativo americano che, dieci anni prima di\u00a0Edward Snowden, cerc\u00f2 di rivelare gli abusi della Nsa, ma che fu fermato dal suo stesso giornale: il\u00a0New York Times, che nel 2004 insabbi\u00f2 la storia per oltre un anno, su pressione della Casa Bianca. Su <strong>Oltre la Linea<\/strong>, pubblicato a puntate, l\u2019articolo completo pubblicato su\u00a0<strong>The Intercept<\/strong>\u00a0che svela i retroscena della \u201cWar on Terror\u201d di Bush e le pressioni delle agenzie di Intelligence sulla stampa statunitense. <a href=\"http:\/\/www.oltrelalinea.news\/2018\/01\/05\/i-segreti-della-guerra-al-terrore-parte-i-il-mercato-dei-segreti\/\">Qui la prima parte.<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(da <a href=\"https:\/\/theintercept.com\/2018\/01\/03\/my-life-as-a-new-york-times-reporter-in-the-shadow-of-the-war-on-terror\/\">The Intercept<\/a> \u2013 traduzione di Federico Bezzi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo l\u201911 settembre, l\u2019<strong>amministrazione Bush<\/strong>\u00a0ha fatto sempre pi\u00f9 pressioni sulla stampa per mettere a tacere articoli scomodi. Lo ha fatto cos\u00ec spesso che mi sono convinto che l\u2019amministrazione stesse invocando la questione della sicurezza nazionale per mettere a tacere anche le storie che erano semplicemente imbarazzanti a livello politico. Alla fine del 2002, ad esempio, ho chiamato la CIA per chiedere il loro commento sull\u2019esistenza di una prigione segreta della <strong>CIA<\/strong> in Tailandia, creata per ospitare detenuti appartenenti ad Al Qaeda, incluso Abu Zubaydah. In risposta, i funzionari dell\u2019amministrazione Bush hanno chiamato il Times e censurato l\u2019articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non ero d\u2019accordo con la decisione del giornale, perch\u00e9 credevo che la <strong>Casa Bianca<\/strong> stesse solo cercando di nascondere il fatto che la CIA avesse iniziato a creare prigioni segrete. Alla fine ho riportato le informazioni solo un anno dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2014, il rapporto del Comitato di Intelligence del Senato sul programma di <strong>tortura<\/strong> della CIA forn\u00ec nuove informazioni sulle conseguenze dell\u2019articolo censurato.<em> \u201cNel novembre 2002, dopo che la CIA apprese che un importante quotidiano americano sapeva che Abu Zubayda era nel paese [censurato], alti funzionari della CIA, cos\u00ec come il vicepresidente Cheney, hanno esortato il giornale a non pubblicare le informazioni\u201d<\/em>, afferma il rapporto del 2014. <em>\u201cMentre il giornale statunitense non ha rivelato il paese [censurato] come la sede di Abu Zubaydah, il fatto che avesse le informazioni, combinate con il precedente interesse dei media, \u00e8 risultato nella decisione di chiudere il Detention Site Green\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2002 stavo iniziando a scontrarmi con gli editori, riguardo la nostra copertura delle affermazioni dell\u2019amministrazione Bush sull\u2019intelligence prebellica in <strong>Iraq<\/strong>. Le mie storie che sollevavano interrogativi sull\u2019intelligence, in particolare le affermazioni dell\u2019amministrazione di un legame tra l\u2019Iraq e Al Qaeda, venivano tagliate, censurate o tenute del tutto fuori dal giornale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una delle poche storie che sono riuscito a piazzare in prima pagina ha messo in dubbio i rapporti secondo cui un ufficiale dell\u2019intelligence irachena si sarebbe incontrato con il terrorista dell\u2019<strong>11 settembre<\/strong> Mohamed Atta a Praga, prima degli attacchi a New York e Washington. Ma Doug Frantz, all\u2019epoca direttore delle inchieste a New York, sentiva che doveva portarlo di soppiatto fuori dalla prima pagina. \u201cData l\u2019atmosfera tra i redattori anziani del The Times, ero preoccupato che la storia non sarebbe andata a pagina 1\u00a0in un giorno in cui tutti erano riuniti attorno al tavolo\u201d mi scrisse <strong>Frantz<\/strong> in una email. \u201cCos\u00ec ho deciso che era troppo importante da mettere nelle pagine interne e mi sono offerto di metterlo in prima pagina la domenica, un giorno in cui i redattori anziani spesso non sono coinvolti nella discussione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si credeva che l\u2019allora editore capo Howell Raines preferisse storie <strong>favorevoli alla guerra<\/strong> in Iraq. Ma oggi Raines dice che non era a favore della guerra, e che non ha sollevato obiezioni sul fatto di inserire il mio articolo in prima pagina. \u201cNon ho mai detto a nessuno del Times che volevo articoli a favore della guerra\u201d, mi ha scritto in una email.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel frattempo <strong>Judy Miller<\/strong>, una giornalista di New York che aveva fonti ai pi\u00f9 alti livelli dell\u2019amministrazione Bush, stava scrivendo diversi articoli che sembravano documentare l\u2019esistenza delle armi di distruzione di massa irachene. Le sue storie stavano aiutando a stabilire l\u2019agenda politica a Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Miller ed io eravamo amici \u2013 in effetti, ero probabilmente uno dei suoi migliori amici nell\u2019ufficio di Washington all\u2019epoca. Nell\u2019anno precedente l\u201911 settembre, Miller ha lavorato a una serie notevole di storie su Al Qaeda. Nei mesi successivi all\u201911 settembre, sia lei che io abbiamo cercato di documentare il ruolo di Al Qaeda negli attacchi e la risposta anti-terrorismo degli Stati Uniti. Eravamo entrambi parte di una squadra che ha vinto il <strong>Premio Pulitzer<\/strong> 2002 per la copertura del terrorismo e dell\u201911 settembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma nei mesi che precedettero l\u2019invasione dell\u2019Iraq del marzo 2003, mentre Miller e altri giornalisti del Times stavano producendo una serie di grandi storie che facevano rizzare i capelli ai redattori, mi sentivo frustrato dal fatto che cos\u00ec poche delle mie fonti nella <strong>comunit\u00e0 dell\u2019intelligence<\/strong> fossero disposte a parlarmi su quello che pensavano del caso di guerra dell\u2019amministrazione Bush. Continuavo a sentire lamentele sul fatto che la Casa Bianca stesse facendo pressione sugli analisti della CIA per consegnare rapporti di intelligence che seguissero la linea del partito sull\u2019Iraq. Ma quando ho premuto per ottenere informazioni, pochi erano disposti a fornire dettagli. Gli intermediari a volte mi dicevano che stavano ricevendo richieste angoscianti dagli analisti della <strong>CIA<\/strong>, ma quando ho chiesto loro di dirmi maggiori dettagli, hanno rifiutato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo settimane di rapporti tra la fine del 2002 e l\u2019inizio del 2003, sono stato in grado di ottenere materiale sufficiente per iniziare a scrivere storie che rivelassero come gli analisti dell\u2019intelligence fossero <strong>scettici<\/strong> sulle prove dell\u2019amministrazione Bush per andare in guerra; in particolare le affermazioni dell\u2019amministrazione secondo\u00a0le quali esistevano legami tra il regime di Saddam e Al Qaeda. Ma dopo aver scritto la prima storia, \u00e8 stagnata nel sistema informatico del Times per giorni, poi settimane, inedita. Ho chiesto a diversi redattori quando sarebbe stata pubblicata, ma nessuno lo sapeva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla fine, la storia usc\u00ec, ma era <strong>tagliata<\/strong> e sepolta in profondit\u00e0 nel giornale. Ne ho scritto un\u2019altra, e la stessa cosa \u00e8 successa. Ho provato a scrivere di pi\u00f9, ma poi ho capito il messaggio. Avevo capito che il Times queste storie non le voleva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che mi ha fatto arrabbiare di pi\u00f9 \u00e8 stato che, mentre stavano censurando i miei articoli scettici verso la guerra in Iraq, i redattori non solo stavano dando grande risalto ai racconti che asserivano che l\u2019Iraq avesse <strong>armi di distruzione di massa<\/strong>, ma chiedevano anche che io aiutassi a confrontare storie di altre pubblicazioni sui presunti programmi di armi di distruzione di massa dell\u2019Iraq.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ero cos\u00ec stufo di tutto quello che, quando il Washington Post rifer\u00ec che l\u2019Iraq aveva consegnato <strong>gas nervino<\/strong> ai terroristi, mi sono rifiutato di cercare di fare combaciare la storia. Un editore di medio livello dell\u2019ufficio di Washington mi url\u00f2 contro, per il mio rifiuto. Venne alla mia scrivania con una mazza da golf, mentre mi rimproverava dopo che gli avevo detto che la storia era una cazzata e non l\u2019avrei mai rilanciata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come piccola protesta, misi un <strong>cartello<\/strong> sulla mia scrivania che diceva \u201cTu dammi le foto, io ti do la guerra\u201d. Era la frase che l\u2019editore del New York Journal William Randolph Hearst disse a Frederic Remington, da lui inviato a Cuba per documentare la \u201ccrisi\u201d nell\u2019isola prima della guerra spagnola-americana. Non credo che i miei editori abbiano colto il riferimento.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.oltrelalinea.news\/2018\/01\/12\/i-segreti-della-guerra-al-terrore-parte-ii-fabbricare-una-guerra\/\">http:\/\/www.oltrelalinea.news\/2018\/01\/12\/i-segreti-della-guerra-al-terrore-parte-ii-fabbricare-una-guerra\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da OLTRE LA LINEA James Risen\u00a0\u00e8 il giornalista investigativo americano che, dieci anni prima di\u00a0Edward Snowden, cerc\u00f2 di rivelare gli abusi della Nsa, ma che fu fermato dal suo stesso giornale: il\u00a0New York Times, che nel 2004 insabbi\u00f2 la storia per oltre un anno, su pressione della Casa Bianca. Su Oltre la Linea, pubblicato a puntate, l\u2019articolo completo pubblicato su\u00a0The Intercept\u00a0che svela i retroscena della \u201cWar on Terror\u201d di Bush e le pressioni delle agenzie&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":85,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9TO","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38056"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/85"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38056"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38056\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38058,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38056\/revisions\/38058"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38056"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38056"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38056"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}