{"id":38065,"date":"2018-01-15T10:30:42","date_gmt":"2018-01-15T09:30:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38065"},"modified":"2018-01-15T10:13:48","modified_gmt":"2018-01-15T09:13:48","slug":"le-prospettive-dellinteresse-nazionale-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38065","title":{"rendered":"Le prospettive dell&#8217;interesse nazionale italiano"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALDO GIANNULI ( Andrea Muratore)<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso degli ultimi anni, l\u2019Italia ha incontrato una notevole difficolt\u00e0 nella definizione della sua strategia internazionale e, in particolar modo, \u00e8 mancata una seria riflessione circa le prospettive e le rotte del cosiddetto \u201cinteresse nazionale\u201d, concetto decisamente inflazionato nel dibattito politico-mediatico attuale quanto difficile da elaborare in maniera concreta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span id=\"more-9302\"><\/span><br \/>\nIn particolare, certi settori della Destra hanno portato avanti una retorica semplicistica volta a sovrapporre completamente il concetto di interesse nazionale con quello di sovranit\u00e0 tout court, mentre al contrario nella retorica del (cosiddetto?) Centro-Sinistra l\u2019interesse nazionale \u00e8 stato trattato come una patata bollente, come una ruvida necessit\u00e0 da gestire nel contesto di una politica ostentatamente rivolta alla dimostrazione della \u201cfedelt\u00e0 alla linea\u201d dettata da Bruxelles e, per interposta persona, Berlino.<br \/>\nLa definizione delle priorit\u00e0 che muovono l\u2019azione del nostro Paese in campo internazionale e, al contempo, influenzare le dinamiche che coinvolgono i diversi apparati dello Stato e gli attori pubblici, privati e intermedi di primaria grandezza \u00e8 in realta disciplina complessa, anzi: somma e coordinazione di discipline, esercizio che nel nostro Paese, nel corso degli ultimi venticinque anni di continua involuzione della dialettica e dei contentui dell\u2019azione politica, manca completamente, con grave danno per le prospettive del nostro Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mancanza di cultura strategica \u00e8 fonte d\u2019irrilevanza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come segnalato da Lucio Caracciolo nell\u2019editoriale di apertura a un recente numero di Limes, per l\u2019attuale \u00e8lite politica italiana il miglior interesse nazionale sarebbe, fondamentalmente, la negazione della sua stessa esistenza e l\u2019appiattimento sugli schieramenti di campo (UE e NATO in primis), fatto pericolosissimo in un\u2019epoca che, nell\u2019epoca dell\u2019interdipendenza tra Stati, della complessit\u00e0 del mondo globale e della crisi della struttura europea, ha portato a una ruvida contrapposizione tra gli interessi degli Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come prima, diretta, conseguenza, l\u2019Italia, nazione che sin dalla sua unit\u00e0 ha sempre avuto difficolt\u00e0 a definire le priorit\u00e0 nazionali, \u00e8 risultata spiazzata anche a causa della debolezza della cultura e del pensiero strategico nazionale: non vi \u00e8, in Italia, nulla di paragonabile ai casi che coinvolgono i principali partner comunitari, Francia e Germania. In Francia, l\u2019interesse nazionale \u00e8 elaborato sulla scia dell\u2019amalgamazione tra un potere politico mutevole ma basato su un esecutivo forte, definito \u201cbonapartista\u201d da Sergio Romano, e un\u2019\u00e8lite tecnica formata nelle grand \u00e9coles con una spiccata vocazione strategica e storica, spina dorsale dell\u2019apparato burocratico-militare di Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Germania, invece, la trazione economica delle strategie centrali ha portato a sistemi orizzontali di intreccio tra partiti politici, grandi imprese e altri gruppi di pressione (sindacati, terzo settore etc.) che ha plasmato la condotta degli apparati dello Stato, in particolare in occasione della crescita della postura dominante assunta da Berlino in seno all\u2019Unione Europea.<br \/>\nManca, in Italia, un\u2019elaborazione attiva di priorit\u00e0 di natura geopolitica, economica o strategica e, al contempo, un dialogo attivo e costante tra gli elaboratori teorici e gli attori pratici, fatto testimoniato eloquentamente dalla mancanza di coordinazione tra dicasteri e dalla scarsa influenza esercitata a livello nazionale non solo da think tank e centri studi ma anche da apparati fondamentali come le Forze Armate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le priorit\u00e0 dell\u2019interesse nazionale italiano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Casi come l\u2019omicidio di Giulio Regeni, il contenzioso con la Francia di <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/la-francia-macron-rivale-dellitalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Emmanuel Macron per i cantieri navali di Saint Nazaire<\/a> o la bruciante sconfitta nella gara per l\u2019assegnazione a Milano dell\u2019European Medicines Agency (EMA) hanno testimoniato l\u2019assoluta incapacit\u00e0 dell\u2019Italia di sviluppare un discorso strategico in grado di vagliare opportunit\u00e0, rischi e azioni necessarie in modo tale da mediare problematiche e opportunit\u00e0 contingenti nell\u2019ottica di un quadro generale coerente. In altre parole, di definire i confini dell\u2019interesse nazionale, intesa come somma delle priorit\u00e0 economiche, strategiche e securitarie in grado di garantire al Paese capacit\u00e0 d\u2019azione e influenza in un contesto di ottimizzazione delle risorse a disposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Particolarmente dolorosa \u00e8 stata la decisione di volgere le spalle al Mediterraneo, per contesto geografico e ragioni storiche epicentro delle nostre priorit\u00e0, e di elaborare una strategia di influenza politica ed economica in grado di ovviare all\u2019innaturale torsione continentale delle nostre priorit\u00e0 politiche. Appiattendosi su Bruxelles e Berlino, l\u2019Italia ha finito per considerare il Mediterraneo solo in relazione all\u2019emergenza migratoria, facendosi di conseguenza trovare spiazzata <a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/primavere-arabe-sette-anni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dall\u2019onda lunga delle Primavere Arabe<\/a>, dalla destrutturazione dello Stato libico e dalle nuove opportunit\u00e0 economiche del Mare Nostrum, in un contesto che ha visto il dinamismo di attori come Eni contribuire a migliorare decisamente il nostro bilancio. Dal pivot mediterraneo discendono direttamente le altre principali linee guida della geopolitica italiana, prima tra tutte la presenza in Africa, \u201cprofondit\u00e0 strategica\u201d del nostro Paese, come dichiarato dal viceministro degli Esteri Mario Giro, ora pi\u00f9 che mai da valorizzare in maniera continua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, le singole iniziative tattiche non potranno mai avere successo finch\u00e8 non sar\u00e0 completamente sdoganata l\u2019idea della costruzione di un solido concetto di interesse nazionale in grado di travalicare l\u2019alternanza politica al governo e dettare delle precise linee guida a lungo termine: per agire con efficacia nel mondo della globalizzazione l\u2019Italia necessita di qualificare in maniera ottimale la sua politica estera e le sue scelte di sicurezza. La costruzione di una cultura dell\u2019interesse nazionale e della strategia sarebbe un primo, obbligato passo verso una presa di consapevolezza delle potenzialit\u00e0 del nostro Paese e della complesse delle opportunit\u00e0 e delle sfide che esso si trover\u00e0 ad affrontare negli anni a venire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/prospettive-interesse-nazionale\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/prospettive-interesse-nazionale\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI ( Andrea Muratore) Nel corso degli ultimi anni, l\u2019Italia ha incontrato una notevole difficolt\u00e0 nella definizione della sua strategia internazionale e, in particolar modo, \u00e8 mancata una seria riflessione circa le prospettive e le rotte del cosiddetto \u201cinteresse nazionale\u201d, concetto decisamente inflazionato nel dibattito politico-mediatico attuale quanto difficile da elaborare in maniera concreta. 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