{"id":38067,"date":"2018-01-15T11:00:49","date_gmt":"2018-01-15T10:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38067"},"modified":"2018-01-15T09:47:01","modified_gmt":"2018-01-15T08:47:01","slug":"la-metafisica-degli-imbecilli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38067","title":{"rendered":"La metafisica degli imbecilli"},"content":{"rendered":"<div class=\"riassunto\">di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE<\/strong> ( <strong>Claudio Zarcone)<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div class=\"sep\"><strong>\u00a0Contro i corsi di scrittura e le scuole del conformismo.<\/strong><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla veneranda et\u00e0 di sessantadue anni ricevo in regalo per il mio compleanno un corso di scrittura on-line, il cui costo si aggira sui cinquecento euro. Il corso, sulla <em>struttura del romanzo<\/em>, \u00e8 <strong>organizzato da una fra le pi\u00f9 importanti scuole italiane<\/strong>. Forse la pi\u00f9 importante, o almeno la pi\u00f9 nota. Dopo tre mesi di <em>masturbazioni<\/em> a distanza si sarebbe infine dovuti andare a ritirare l\u2019attestato presso la Scuola medesima, in una citt\u00e0 italiana. Niente di strano fin qui. Ma vi spiego perch\u00e9 parlo di <em>masturbazioni<\/em>. Premesso che non si impari a scrivere in tre mesi, sia nel caso di lezioni frontali, che on line e premesso che i fondamenti e le fondamenta della scrittura, dell\u2019ortografia, della sintassi, li costruisci e <strong>assimili durante il tuo percorso formativo<\/strong> (azzarderei fin dalle elementari), leggendo, scrivendo, sbagliando e correggendo, mi chiedo legittimamente: qual \u00e8 lo scopo di queste scuole? Cosa formano e cosa ti fanno apprendere? Risposta benevola: <strong>niente<\/strong>. Risposta malevola: me la risparmio, \u00e8 meglio. Vi racconter\u00f2 pertanto, tentando di rimanere dentro le righe, questa mia esperienza che alimenta le acide riflessioni che leggerete.<\/p>\n<div id=\"attachment_94200\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-94200\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Edgar-Degas-Frau-am-Fenster_600.jpg\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Edgar-Degas-Frau-am-Fenster_600.jpg 600w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Edgar-Degas-Frau-am-Fenster_600-165x227.jpg 165w\" alt=\"Donna alla finestra - Edgar Degas\" width=\"600\" height=\"826\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Donna alla finestra \u2013 Edgar Degas<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un insegnante \u2013 nel loro gergo <em>teacher<\/em>, o <em>coach<\/em> \u2013<strong> ti spiega come impostare un romanzo <\/strong>nella sua struttura, nella sua gabbia narrativa. Niente di strano, direte voi. Infatti non vi \u00e8 niente di strano. Ci\u00f2 che mi ha messo subito in una condizione di irritazione, fastidio, \u00e8 tutto il contesto. Non potevi, non dovevi uscire da quella gabbia narrativa: nelle tue cartelle <strong>dovevi <em>pesare<\/em> scaletta<\/strong>, trama, personaggi, conflitto (\u201cnon esiste narrazione senza conflitto\u201d diceva il <em>coach-teacher<\/em>; \u201cnon esiste vita senza conflitto\u201d, replicavo io), punto d\u2019osservazione degli eventi, voce narrante, numero di scene, luoghi ecc. Poi ci parlava del\u2019incipit, l\u2019attacco del romanzo, di quanto esso fosse importante. Vero, verissimo,<strong> l\u2019incipit \u00e8 fondamentale <\/strong>anche nel giornalismo, non ti insegnano altro nelle redazioni: un incipit vale la lettura del tuo pezzo, da l\u00ec il lettore decider\u00e0 se continuare a leggere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel romanzo qualche differenza c\u2019\u00e8<\/strong>. Non si parla di una notizia <em>calda,<\/em> ma di una narrazione <em>fredda,<\/em>\u00a0per quanto calda possa essere la penna dello scrittore. Nel romanzo l\u2019autore pu\u00f2 indulgere a qualche esercizio di stile, nel giornalismo \u00e8 sconsigliabile, occorre stare sul pezzo, sulla notizia. Ci leggeva cos\u00ec delle introduzioni di scrittori, la maggior parte americani. Ci parlava di fiction televisive quali <em>Mad man<\/em>\u00a0per spiegarci la struttura del romanzo. <strong>Cos\u00ec ebbi una serie di intuizioni<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendiamo degli autori citati nelle lezioni: Richard Yates, Cormac McCarthy, J. R. Moehringer, Joseph Mitchell, Javier Cercas Mena, Phlip e Joseph Roth (gli ultimi due a me molto noti). Mi accorsi che alcuni di questi scrittori avevano ispirato film hollywoodiani: <em>Revolutionary Road<\/em>\u00a0\u00e8 un film tratto dal\u00a0romanzo\u00a0di\u00a0<strong>Richard Yates<\/strong>, interpretato da\u00a0Leonardo Di Caprio\u00a0e\u00a0Kate Winslet; <em>Non \u00e8 un paese per vecchi<\/em>,\u00a0con uno splendido Javier Bardem, \u00e8 anche un film tratto dal romanzo di <strong>Cormac McCarthy<\/strong>; <em>L\u2019animale morente<\/em> e <em>Pastorale americana<\/em> sono due romanzi di Philip Roth che hanno ispirato altrettanti film e via discorrendo.<\/p>\n<div id=\"attachment_94201\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-94201\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Joseph_Roth_3-1024x768.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Joseph_Roth_3.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Joseph_Roth_3-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Joseph_Roth_3-768x576.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Joseph_Roth_3-800x600.jpg 800w\" alt=\"Joseph Roth\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Joseph Roth<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel forum fra studenti e docente si citavano autori tutto sommato moderni, cosicch\u00e9 primeggiavano scrittori a \u201cstelle e strisce\u201d, i gi\u00e0 noti e inflazionati latino-americani, autori <em>dinonsoch\u00e9<\/em>, ungheresi naturalizzati americani e il giapponese <strong>Haruki Murakami<\/strong>. Conoscevano i cosiddetti <em>moderni<\/em>\u00a0ma secondo me ignoravano i pilastri della letteratura; conoscevano Murakami, indubbiamente Ishiguro (Premio Nobel per la Letteratura nel 2017), ma sono certo sconoscessero lo scrittore-vate del Sol Levante: <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/homines\/yukio-mishima\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Yukio Mishima<\/strong><\/a>. E il <em>teacher-tutor-coach-editor<\/em> ci propinava lo spagnolo Javier Cercas Mena, quando, diversamente (e sono pronto a scommetterci due delle mie tre <em>palle<\/em>), ignorava Miguel de Unamuno, pilastro della letteratura iberica. Perch\u00e9 Javier Cercas Mena, mi chiedevo e non altri?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Javier Cercas \u00e8 un autore politicamente impegnato<\/strong>, che scrive adesso \u2013 dopo essere stato <em>segnalato<\/em> all\u2019editoria da Roberto Bola\u00f1o, altro autore di sinistra molto in voga fra i radical chic \u2013 un romanzo ogni due anni, tutti ben recensiti dalla stampa progressista. I suoi temi ossessivi (come la \u201cGuerra civile spagnola\u201d e la dannazione della memoria del franchismo) hanno ispirato anche un film tratto dal suo romanzo omonimo, \u201cSoldati di Salamina\u201d (poteva mancare il film?).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ancora la \u201cGuerra civile\u201d a far da sottofondo a \u201cL\u2019impostore\u201d, dove si smaschera Enric Marco, noto anarchico antifranchista ormai novantenne, che nei fatti ha goduto una fama immeritata ecc. E de \u201cIl sovrano delle ombre\u201d, vogliamo parlarne? La storia di un ragazzo che nel \u201936 si arruola nell\u2019esercito di Franco, morendo poi in combattimento \u201cdalla parte sbagliata\u201d. Questo giovane era il prozio materno di Cercas Mena. <strong>Due zebedei che non vi dico!<\/strong> Meglio la Corazzata Pot\u00ebmkin di <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/cinema\/mondo-fantozzi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">fantozziana memoria<\/a>\u2026<\/p>\n<div id=\"attachment_94202\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-94202\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/p14-flanagan-mishima-b-20151122-862x1024.jpg\" sizes=\"(max-width: 862px) 100vw, 862px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/p14-flanagan-mishima-b-20151122-862x1024.jpg 862w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/p14-flanagan-mishima-b-20151122-191x227.jpg 191w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/p14-flanagan-mishima-b-20151122-768x912.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/p14-flanagan-mishima-b-20151122.jpg 1497w\" alt=\"Yukio Mishima\" width=\"862\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Yukio Mishima<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ci\u00f2 che mi parve un\u2019offesa, fu che in quel trasudar di cultura massificata, quella sorta di <em>musica neomelodica napoletana<\/em> rivestita della patina del best seller e del conformismo di mercato, l\u2019assenza totale di un pur minimo riferimento a <strong>David Foster Wallace<\/strong>. Un mito, uno che oggi viene identificato con un acronimo: DFW. Una sorta di Jim Morrison della letteratura per genio e dissonanza culturale. DFW? Non pervenuto. Ma non pervenuti tutti riferimenti letterari sul romanzo storico dell\u2019Ottocento, gli autori chiave dell\u2019Otto-Novecento (eccezion fatta per un riferimento a Kafka), a Tolstoj, Hugo, Flaubert, Dostoevskij. E poi Canetti, Svevo, Mann, Scott Fitzgerald, Faulkner, Conrad, Hesse ecc. Modi diversi di intendere il romanzo, modi diversi di scrivere, <strong>modi diversi per essere bagaglio imprescindibile<\/strong>. Gravi omissioni anche rispetto allo stesso Hemingway, alla <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/letteratura-2\/lawrence-ferlinghetti-beat-generation\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>beat generation<\/em><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il romanzo italiano? Troppo provinciale per aver diritto di cittadinanza, <em>affanculo<\/em>\u00a0quindi, quei <em>poveracci <\/em>di Moravia, Sciascia e Bufalino. Vuoi mettere l\u2019incipit di un autore ungherese fuggito in America a causa del nazismo, o di un cileno nemico di Pinochet, entrambi dai nomi esotici e accattivanti, con uno di <strong>Leonardo Sciascia di Racalmuto<\/strong>? Tutto mi parve nell\u2019ottica di un\u2019industria culturale, la scuola stessa traeva la sua linfa da un\u2019ottica commerciale, lontana dalla formazione, inserita nel vacuo mondo della pubblicit\u00e0, del merchandising, dell\u2019illusione della celebrit\u00e0. D\u2019altronde, l\u2019uomo odierno \u00e8 <em>educato alla scuola del conformismo, schiacciato dal bisogno di approvazione e di successo<\/em>, posso osare con pochi timori di smentita. Poi, <strong>una serie di citazioni tecniche rigorosamente in inglese<\/strong>. So anche questo, ci sta in qualche modo.<\/p>\n<div id=\"attachment_94203\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-94203\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/leonardosciascia-1024x673.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/leonardosciascia-1024x673.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/leonardosciascia-300x197.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/leonardosciascia-768x505.jpg 768w\" alt=\"Leonardo Sciascia\" width=\"1024\" height=\"673\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Leonardo Sciascia<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 non riuscivo, non riesco e non riuscir\u00f2 a capire <strong>perch\u00e9 mai si debba dire <em>flashback<\/em> per analessi<\/strong> (<em>rievocazione da parte del narratore di eventi accaduti in un tempo antecedente al presente del racconto<\/em>) e <em>flashforward <\/em>per prolessi (<em>anticipazione degli eventi che accadranno dopo il momento presente della storia<\/em>). E passi pure l\u2019ormai radicato <em>background<\/em> per dire retroterra socio-culturale, l\u2019insieme di elementi che caratterizzano la storia di un individuo o di un gruppo. Il giullare, il mistificatore, l\u2019imbroglione era rigorosamente il <em>trickster<\/em>, allo stesso modo colui che muta forma, il portatore di una metamorfosi, era lo <em>shapeshifter<\/em>. Altra cosa che mi mandava in bestia, era ascoltare in video le parole del <em>teacher-tutor-coach-editor<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>Editare in vostri lavori richiede del tempo, li editer\u00f2 la prossima lezione.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Editare? Purtroppo so anche questo, <em>editare<\/em>, che tuttavia in italiano dovrebbe essere sinonimo di pubblicare da parte di un editore, veniva ricondotto a <em>editing <\/em>ovvero <em>cura redazionale di un testo per la pubblicazione, cio\u00e8 lettura attenta intesa a verificare la correttezza di ortografia, grammatica, sintassi, l\u2019organizzazione strutturale del testo e la sua coerenza interna<\/em>. Per revisionare i nostri scritti li doveva <em>editare<\/em>. <strong>Io non ci sto<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi chiedevo che senso avesse tutto questo. Il senso poi lo trovavi spulciando i profili dei tuoi colleghi. Tutti <em>impegnati\u00a0<\/em>in qualcosa, lettori voraci di <em>quei <\/em>libri cari alla Scuola (diffido dei voraci in ogni variazione di significato del termine); giovani (c\u2019era un liceale), quarantenni che lavorano all\u2019estero come insegnanti di qualcosa, <strong>donne che odiano tutto ci\u00f2 che non parli delle donne<\/strong> come soggetto portante della storia del mondo, la <em>vecchia babbiona<\/em> (mia coetanea) che non ha un cazzo da fare tutto il giorno e vuole diventare scrittrice; tutti liberi e libertari, chiusi nell\u2019alcova di una cultura accettata dal contesto culturale descritto nei libri. In ogni caso <em>quei <\/em>libri che ignoravano gli <em>altri<\/em> libri, cio\u00e8 quelli che hanno costruito la letteratura, il romanzo, il teatro, la nostra biblioteca spirituale. <em>Quei <\/em>loro libri che non hanno come riferimento Dostoevskij, Turgenev, Gogol, Balzac, Joyce, Camus, il teatro dell\u2019assurdo, Ionesco, Strindberg, D\u00fcrrenmatt, Beckett, Eliot, Sartre, i classici della letteratura.<\/p>\n<div id=\"attachment_94204\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-94204\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Dostoevskij_1872.jpg\" sizes=\"(max-width: 802px) 100vw, 802px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Dostoevskij_1872.jpg 802w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Dostoevskij_1872-182x227.jpg 182w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Dostoevskij_1872-768x958.jpg 768w\" alt=\"F\u00ebdor Dostoevskij - Vasilij Perov (1872)\" width=\"802\" height=\"1000\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">F\u00ebdor Dostoevskij \u2013 Vasilij Perov (1872)<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mio <em>maestro<\/em><strong>voleva insegnarmi l\u2019importanza del conflitto nella stesura del romanzo<\/strong>. Ma se non conosci gli scrittori tragici (antichi e moderni), il <em>sottosuolo<\/em> dostoevskijano, il conflitto per eccellenza fra padri e figli (Turgenev, ci sei?), l\u2019apatia esistenziale (Camus), la nausea sartriana, la nevrosi e la sapienza alchemica della scrittura di uno Strindberg (compreso l\u2019<em>Inferno<\/em> matrimoniale, altro conflitto niente male), il paradosso letterario, di per s\u00e9 generatore di conflitto, la letteratura fantastica, quella poliziesca e noir, Poe, Lovecraft, Simenon, Conan Doyle, <strong>di cosa stiamo parlando?<\/strong> Di <em>Revolutionary Road<\/em>, della noia coniugale e dell\u2019adulterio, della <em>middle class<\/em> americana, della recita attraverso i ruoli sociali, dei silenzi e delle ipocrisie di coppia? O dell\u2019aborto, dei tanti temi cari all\u2019<em>americanismo<\/em>, che con una mano mette le regole (morali, etiche, sociali, economiche) e con l\u2019altra le stritola? Quale scrittura \u00e8 possibile a un neofita se difetta di conoscenza dei capisaldi della letteratura? Sar\u00e0 a malapena infarcito di scrittura ideologica e ideologizzata, <strong>gli mancheranno le narrazioni storiche<\/strong>, i <em>giochi di prestigio<\/em> dei grandi romanzieri, il lenocinio dello stile di chi ha fatto dello stile lo strumento per scardinare stereotipi lessicali e culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma per fortuna un altro maestro, di ben altro spessore, mi aveva gi\u00e0 insegnato come sia <em>difficile trovare l\u2019alba dentro l\u2019imbrunire<\/em>. Il mio <em>teacher-tutor-coach-editor<\/em> (trentacinque anni circa) \u00e8 entrato subito in <em>conflitto<\/em>\u00a0con me. Niente di personale, sia chiaro, ma <strong>un abisso ci separava<\/strong>. Egli soleva ricordarmi l\u2019importanza di un incipit e di un finale nella struttura del romanzo, che in ogni caso avrebbe dovuto prevedere anche un conflitto, un personaggio, un antagonista, un cosiddetto \u201ceroe\u201d che intraprende un \u201cviaggio\u201d, e una scaletta, e un piano di lavoro, e una sinossi e una gabbia categoriale che mi stava stretta. Mi chiedevo:<\/p>\n<blockquote><p>Ma Stendhal, Gogol, Flaubert, Pessoa, Goethe, Musil, quando scrivevano agivano per calcoli di porzioni di spazio manoscritto, scalette, quadri sinottici e altre componenti fissate a priori?<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Darsi un metodo, forse, potrebbe essere un metodo per qualcuno, tuttavia <strong>ho sempre fatto mio il metodo di non aver un metodo<\/strong>, ecco perch\u00e9 mi sentivo soffocare da quelle lezioni, da quelle scalette, da quell\u2019ambiente verniciato di cultura che nei fatti era il contraltare della mia idea di cultura.<\/p>\n<div id=\"attachment_94205\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-94205\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Weird_Tales_March_1942.jpg\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Weird_Tales_March_1942.jpg 400w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Weird_Tales_March_1942-150x227.jpg 150w\" alt=\"La copertina di Weird Tales del marzo 1942, dove usc\u00ec Herbert West rianimatore di H. P. Lovecraft\" width=\"400\" height=\"607\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">La copertina di Weird Tales del marzo 1942, dove usc\u00ec Herbert West rianimatore di H. P. Lovecraft<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi diceva sempre, lui, il <em>maestro<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>Sei troppo affascinato dal potere evocativo delle parole.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Io gli rispondevo senza remore<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>Pi\u00f9 che la storia, che come ogni storia lineare o interrotta ellitticamente diviene \u2018simulacro\u2019, mi proporr\u00f2 attraverso il \u2018conflitto per eccellenza\u2019\u00a0 rappresentato dalla scrittura, dai suoi artifizi, dal suo scardinare sensi, significati, immagini dello specchio del mondo. So che ci\u00f2 alimenter\u00e0 i tuoi \u2018sospetti\u2019, ma una storia, per essere \u201cvera\u201d, deve essere \u201cfalsa\u201d, senn\u00f2 \u00e8 melodramma, ripetitivit\u00e0 descrittiva. Pi\u00f9 \u201cfalsifichi\u201d la storia, pi\u00f9 \u00e8 \u201cvera\u201d. Ecco allora il linguaggio scritto che diviene personaggio fra i personaggi, voce narrante per quanto narrata, espediente che rifiuta il simulacro del realismo narrativo.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi risparmiavo di ricordargli <strong>Flaubert<\/strong> e la sua ricerca de le mot juste, la <em>parola esatta<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 gli spiegavo:<\/p>\n<blockquote><p>La scrittura \u2013 meretrice che si d\u00e0 a tutti, anche agli imbecilli e nel contempo sovrana plasmatrice di senso e ragioni, per i pi\u00f9 raffinati \u2013 si sposa col conflitto. Gi\u00e0, quel \u2018Signor Polemos\u2019 che non accetta pacificazioni di sorta.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta il fatto che il mio <em>maestro di scrittura<\/em>, infarcito di <em>americanismo consumistico<\/em> e di <em>teologia della liberazione<\/em> latino-americana, <strong>non avrebbe potuto mai capirlo<\/strong>: \u201cGiochi con le parole\u201d mi ripeteva ad ogni lezione. \u201cCi gioco \u2013 rispondevo \u2013 perch\u00e9 le parole sono essenze che mostrano il mondo pi\u00f9 di ogni altro mostrare\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_94206\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-94206\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Flaubert-Giraud-706x1024.jpg\" sizes=\"(max-width: 706px) 100vw, 706px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Flaubert-Giraud-706x1024.jpg 706w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Flaubert-Giraud-156x227.jpg 156w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Flaubert-Giraud-768x1114.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Flaubert-Giraud.jpg 1058w\" alt=\"Gustave Flaubert\" width=\"706\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Gustave Flaubert<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Me ne fottevo della cultura anglosassone<\/strong> del \u201cmostrare invece di dire\u201d, non avevo fatto un corso di scrittura per imparare a scrivere, o per ascoltare gli anglicismi pi\u00f9 stupidi e alla moda. Anglicismi che modificano il tuo modo di pensare e ve lo dimostrer\u00f2 con un esempio reale. La mia amica Giovanna, letterata finissima il cui modo di esprimersi e di scrivere \u00e8 l\u2019equivalente dell\u2019orgasmo in un rapporto sessuale, mi raccontava di essere andata da Feltrinelli per comprare (e regalare) \u201cNebbia\u201d di <strong>Miguel de Unamuno<\/strong>. La commessa, sicuramente laureata, lettrice a sua volta, digita sulla tastiera per verificare se il testo sia disponibile e che fa? Digita: \u201cThe Unamuno\u201d, anglicizzando goffamente il nome dello scrittore basco. Ne volete pi\u00f9?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019iscrizione a quel corso per me era stata soltanto un\u2019avventura, come ogni altra cosa nella mia vita, pertanto provocavo il mio <em>tutor-coach-editor<\/em><strong>approfittando del potere <em>bastardo<\/em> della scrittura<\/strong>, conscio che egli non avrebbe capito:<\/p>\n<blockquote><p>Mostro parlando, mostro celando, mostro omettendo, mostro differendo, mostro graffiando e scorticando i bordi della mia pagina (Barthes), mostro interrompendo lo spazio e il tempo, sovvertendo la loro linearit\u00e0 sequenziale \u2013 gli dicevo \u2013 mostro soprattutto scrivendo, chiedendo aiuto alle parole. Chi ha pi\u00f9 parole ha pi\u00f9 mondo, perch\u00e9 potr\u00e0 mostrarne o occultarne pi\u00f9 parti, pi\u00f9 spicchi, pi\u00f9 fenditure,<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">ribadivo con l\u2019impetuosit\u00e0 di una lama teutonica.\u00a0Non sono mai riuscito a fargli capire che <strong>raccontarsi \u00e8 affidarsi<\/strong>, fidandosi (ma anche diffidando), al vortice di ricordi veri o immaginati, al dolore vero o immaginato; scrivere \u00e8 diventare tutti gli uomini e le esperienze di questa e di altre vite. Scrivere, raccontare, \u00e8 <strong>un sabba cerimoniale che ti consegna alle forze pi\u00f9 oscure e melanconiche del tuo inferno<\/strong> nascosto, quelle stesse forze che sovente ti indicano l\u2019incipit e il finale. Attraverso l\u2019alambicco alchemico del linguaggio, della parola, della scrittura.<\/p>\n<div id=\"attachment_94207\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-94207\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/1200px-Miguel_de_Unamuno_Meurisse_1925-887x1024.jpg\" sizes=\"(max-width: 887px) 100vw, 887px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/1200px-Miguel_de_Unamuno_Meurisse_1925-887x1024.jpg 887w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/1200px-Miguel_de_Unamuno_Meurisse_1925-197x227.jpg 197w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/1200px-Miguel_de_Unamuno_Meurisse_1925-768x886.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/1200px-Miguel_de_Unamuno_Meurisse_1925.jpg 1200w\" alt=\"Miguel de Unamuno\" width=\"887\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Miguel de Unamuno<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Unica persona del corso con la quale sono stato in sintonia \u00e8 una donna<\/strong>, brillante, intelligente, acuta e a lei ho chiesto di inviarmi un commento su quell\u2019esperienza comune. Ve lo riporto affinch\u00e9 lo leggiate:<\/p>\n<blockquote><p>Mi sono iscritta a un corso di scrittura presso una famosa scuola. L\u2019ho fatto per curiosit\u00e0, per voglia di apprendere qualcosa divertendomi, per conoscere gente con la mia stessa passione per la lettura e la scrittura. Il risultato \u00e8 stato deludente. E non lo dico perch\u00e9 mi abbiano detto che non possedessi idee originali e stile, perch\u00e9, a dire il vero, i miei lavori sono stati anche apprezzati. Ho notato molta ignoranza, falsit\u00e0, affettazione. Ce ne sarebbe da dire in proposito sulle aberrazioni a cui sono stata costretta ad assistere, ma vorrei porre l\u2019attenzione su un aspetto, che forse mi torner\u00e0 utile come argomento di scrittura. Gli alunni del corso: gente ormai affermata nel proprio lavoro, nella propria professione, che stava a elemosinare i complimenti del docente. La loro piaggeria, il loro prostrarsi in modo acritico, con la speranza di una futura pubblicazione, revisionata, magari adulterata, assurgono al grottesco parossismo di diventare un nome. Allora ho capito che i talent scout (e i talent show) televisivi hanno invaso ogni cosa, ogni fetta del nostro mondo, ogni variazione diastratica e diafasica linguistica e sociale e che <em>X Factor<\/em> \u00e8 in ognuno di noi. Anche il letterato, che dovrebbe essere libero, controcorrente, ribelle, agogna il successo, il pi\u00f9 smodato, il pi\u00f9 esagerato. Ed \u00e8 il paradosso, laddove avremmo bisogno di sentire vibrare le corde pi\u00f9 alte della spiritualit\u00e0 o assistere al crollo delle maschere dell\u2019ipocrisia e delle miserie umane, invece di prostrarci ai piedi del primo ignorante di turno issato al ruolo di docente di scrittura creativa.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci siamo ritrovati a fine corso, tutti l\u00ec, nella sede della Scuola. <strong>Tutti abbiamo pagato il biglietto aereo<\/strong> e l\u2019albergo per raggiungere quella citt\u00e0. A parte me e la mia collega della quale ho riportato la testimonianza, gli altri hanno passato il tempo a chiedere come e cosa fare per \u2018agganciare\u2019 un editore (vi risparmio un botta-risposta infinito fra studenti e docenti della Scuola). La risposta \u00e8 stata pi\u00f9 o meno questa:<\/p>\n<blockquote><p>Cercatevi un <em>coach<\/em>, un <em>editor <\/em>[dietro lauto compenso] che contatti per voi le Case editrici, diversamente i vostri scritti potrete pubblicarli con degli editori cosiddetti <em>a pagamento<\/em>, cosa che vi sconsigliamo.<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_94208\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-94208\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/399721-1024x647.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/399721-1024x647.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/399721-300x189.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/399721-768x485.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/399721.jpg 1251w\" alt=\"La lettura - Mos\u00e8 Bianchi\" width=\"1024\" height=\"647\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">La lettura \u2013 Mos\u00e8 Bianchi<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tutti volevano diventare famosi<\/strong> e ingenuamente credevano che legando il proprio nome a una scuola avrebbero avuto la strada spianata. Ma dalla Scuola \u00e8 sempre partito un niet, in questo caso debbo dire opportunamente, cos\u00ec come, maliziosamente, potrei dire che la Scuola medesima giochi sull\u2019equivoco. Ma non c\u2019\u00e8 controprova. La prova invece l\u2019abbiamo per altre cose: se vuoi fare un master biennale in quella Scuola fondata da nomi celebri, celebri editori e celebri imprenditori, <strong>devi pagare diecimila euro l\u2019anno<\/strong>. Aggiungendo poi le spese di vitto e affitto in quella citt\u00e0, pi\u00f9 altre spese correnti che i fuorisede non possono eludere (bollette, spostamenti urbani, viaggi, imprevisti ecc.), cosicch\u00e9 <strong>la spesa per un master salirebbe almeno a ventimila euro annui<\/strong>. Per due anni: quarantamila euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scusate, <strong>con quarantamila euro mando mio figlio alla Bocconi<\/strong>, o al Trinity College di Oxford o di Dublino. Io stesso con quella cifra faccio un master a Dublino, dove voleva andare a specializzarsi con una terza laurea (ne aveva due e stava completando un dottorato) mio figlio prima di morire, il quale aveva dedicato la sua vita alla logica e all\u2019epistemologia.<strong> Altro che <em>X Factor<\/em> di letteratura!\u00a0<\/strong>Potrei raccontarne ancora per\u00f2 mi fermo e fermandomi mi si allarga l\u2019obiettivo sulla pochezza culturale che ho visto in quella Scuola e sulla sindrome dello scrittore famoso che rende stupide le persone, tanto che mi \u00e8 venuta in mente una definizione in sanscrito cara agli ind\u00f9:\u00a0<em>anadhikari vedanta<\/em>, <em>metafisica degli imbecilli<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/scuole-corsi-di-scrittura\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/scuole-corsi-di-scrittura\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE ( Claudio Zarcone) \u00a0 \u00a0Contro i corsi di scrittura e le scuole del conformismo. Alla veneranda et\u00e0 di sessantadue anni ricevo in regalo per il mio compleanno un corso di scrittura on-line, il cui costo si aggira sui cinquecento euro. Il corso, sulla struttura del romanzo, \u00e8 organizzato da una fra le pi\u00f9 importanti scuole italiane. Forse la pi\u00f9 importante, o almeno la pi\u00f9 nota. 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