{"id":38094,"date":"2018-01-16T11:00:18","date_gmt":"2018-01-16T10:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38094"},"modified":"2018-01-16T09:25:47","modified_gmt":"2018-01-16T08:25:47","slug":"votate-secondo-coscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38094","title":{"rendered":"Votate secondo coscienza"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Francesco Colaci)<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"riassunto\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Il variopinto scenario delle prossime elezioni presenta vecchi e nuovi gattopardi, indaffarati a dimenticare le piazze populiste per comode sedute istituzionali nel generale disfacimento della Repubblica.<\/strong><\/div>\n<div class=\"aut\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"sep\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo anno sar\u00e0 determinante per le <strong>sorti del bel Paese<\/strong>. Il 2018 si apre con le elezioni politiche e le \u201cnuove\u201d coalizioni dai vecchi volti, dove \u2018rinnovamento\u2019 non risulta essere una parola ben assimilata dalla classe dirigente italiana. In sintesi, si ripete l\u2019<strong>ennesima solfa pseudo-rivoluzionaria<\/strong>, dove ogni partito o forza politica resta convinta della propria superiorit\u00e0 morale, negando qualsiasi forma di cooperazione. I partiti che propugnano (almeno a parole) una lotta contro l\u2019austerity, la flessibilit\u00e0, l\u2019egemonia dei privati, schierandosi a favore dell\u2019uscita dall\u2019eurozona non comprendono che, almeno lontanamente, magari <strong>pu\u00f2 esistere una comunanza d\u2019intenti<\/strong>, al di l\u00e0 delle divergenze culturali e politiche, per raggiungere gli obiettivi auspicati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grandi mutamenti hanno caratterizzato l\u2019anno appena trascorso, sia in seno al centro-sinistra, sia al centro-destra. Scissioni fatali potrebbero segnare vecchie formazioni politiche e alimentare quelle nuove. <strong>Vecchi dinosauri<\/strong> sono stati <strong>resuscitati<\/strong> nell\u2019incapacit\u00e0, della classe dirigente odierna, di ricompattare le energie oramai disperse. Questo 2018 si presenta, almeno per il momento, come un\u2019interessante <strong>sintesi fra vecchio e nuovo<\/strong>, ma anche come un punto interrogativo il cui mistero verr\u00e0 dissipato all\u2019indomani delle elezioni del <strong>4 marzo<\/strong>. Nell\u2019attesa di questa data, pu\u00f2 risultare utile comprendere la <strong>galassia degli schieramenti in campo<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 <strong><em>Movimento 5 Stelle<\/em><\/strong>. Risultava abbastanza ovvio che il M5S corresse in solitaria e si proponesse come punta di diamante nello scacchiere delle elezioni politiche, soprattutto di fronte alla possibilit\u00e0 di dare un ultimo colpo di grazia elettorale ai democratici in Parlamento (PD), ormai stimati in perdita anche dai sondaggi (M5S viaggia intorno al 27%, PD intr\u00ecorno al 20%). Le intenzioni del candidato premier, Luigi Di Maio, restano un mistero, dal momento che costui ha pi\u00f9 volte espresso pareri contrastanti sulla possibile uscita dell\u2019Italia dall\u2019euro (punto essenziale del programma dei 5 Stelle);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 <strong><em>Alleanza centro-sinistra\/liberali<\/em><\/strong>. In primis figura il Partito Democratico guidato da Matteo Renzi, che esce letteralmente dissanguato da uno scontro fra l\u2019ala \u201ctoscana\u201d e quella attualmente fuoriuscita, guidata da D\u2019Alema, Roberto Speranza, Pierluigi Bersani e Guglielmo Epifani. Fra gli alleati della fazione democratica vi \u00e8 Civica Popolare, lista guidata dalla ministra della salute Beatrice Lorenzin (ex PDL e attualmente in Alternativa popolare di Alfano) e Lista + Europa guidata da Emma Bonino, la quale tuttavia sta attraversando un malinteso coi democratici (che potrebbe portare a una rottura). Di fronte all\u2019abbandono dell\u2019area progressista, il PD non poteva che fare appello agli alleati ormai \u201cnaturali\u201d, i liberali e amici di Bruxelles dell\u2019excentro-destra e del centro-sinistra;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 <strong><em>Centro-destra<\/em><\/strong>. Sotto l\u2019ala protettrice della storica figura del Cavaliere, Silvio Berlusconi, il centro-destra sembra essere tornato alle radici e a una forma pressoch\u00e9 tradizionale, guidata dal partito di riferimento, Forza Italia. A seguire quest\u2019ultimo vi sono la Lega di Matteo Salvini che, liberatasi dell\u2019aggettivo \u201cNord\u201d, ritiene di poter raccogliere il consenso dei pochi meridionali creduloni e fiduciosi dell\u2019operato leghista ancora in circolazione, oltre all\u2019elettorato padano. Nella coalizione sono inclusi anche Fratelli d\u2019Italia di Giorgia Meloni, Noi con l\u2019Italia di Raffaele Fitto, l\u2019Udeur di Clemente Mastella ed Energie per l\u2019Italia di Stefano Parisi;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 <strong><em>Alleanza centro-sinistra \u201cdissidente\u201d\/sinistra democratica<\/em><\/strong>. L\u2019ex magistrato e senatore fuoriuscito dal PD, Pietro Grasso, ha deciso di ricompattare tutti i progressisti fuoriusciti dal PD, in particolare Articolo 1\/Movimento Democratico e Progressista (di ispirazione D\u2019Alemiana), Sinistra Italiana e Possibile di Civati. Abbiamo, dunque, un centro-sinistra che afferma di essere quello vero, relativamente a uno giudicato come \u201cfalso\u201d. E\u2019 una lista che afferma di avere, quale priorit\u00e0, il recupero e la tutela del lavoro, dunque dei diritti sociali. Occorre tuttavia capire quanti, fra i deputati fuoriusciti del Partito Democratico, siano stati realmente contrari nel momento dell\u2019approvazione del Jobs Act, ma soprattutto comprendere quanto questa scissione non sia, piuttosto, una vendetta di alcuni esponenti dem un tempo amici e concordi con l\u2019operato renziano;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 <strong><em>Lista del Popolo, socialisti ed euroscetticismo<\/em><\/strong>. Su posizioni inclini all\u2019euroscetticismo e al patriottismo abbiamo questa lista, ovvero l\u2019unione d\u2019intenti di due esponenti politici, provenienti da aree culturali differenti: da un lato, Pietro Ingroia, magistrato ed ex candidato della Lista Rivoluzione Civile durante le elezioni politiche precedenti e Giulietto Chiesa, noto giornalista e saggista del panorama intellettuale italiano;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 <strong><em>Potere al Popolo, sinistra radicale\/Comunisti<\/em><\/strong>. Su iniziativa del centro sociale napoletano Je so Pazzo, nasce Potere al Popolo, un esperimento d\u2019intesa, un tentativo di unione fra le svariate anime a sinistra del PD, con l\u2019obiettivo di rafforzare e riunire una sinistra radicale partitica e una pi\u00f9 \u201curbana\u201d e antagonista, i cui temi principali siano il lavoro (riportare in auge il contratto a tempo indeterminato e ripristino dell\u2019articolo 18) e la messa in discussione dei trattati di Bruxelles. Sulla questione euro, le posizioni non sono ancora chiarissime e la base del movimento auspica che questa forza politica non esaurisca la propria spinta propulsiva dopo le elezioni del 2018, come in tanti sospettano;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 Fra le altre forze in campo vi sono <strong><em>Rinascimento di Vittorio Sgarbi<\/em> <\/strong>e <strong><em>Casapound<\/em> <\/strong>con Simone Di Stefano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di schieramenti che, almeno attualmente, non risultano mutati. E\u2019 ancora presto per elaborare una <strong>stima sul possibile vincitore<\/strong>; sebbene, da un lato, il PD probabilmente perder\u00e0 elettori, \u00e8 indispensabile capire se l\u2019<strong>infelice scelta di Di Maio<\/strong>, quale candidato premier del M5S, convincer\u00e0 sufficientemente la base del movimento. Di fronte a un centro-sinistra sgretolato e all\u2019avanzata dei penta-stellati, <strong>Berlusconi<\/strong> potrebbe raccogliere i voti di quei moderati progressisti disillusi che temono la deriva anti-politica dell\u2019Italia e che non guardano con fiducia al \u201cnuovo\u201d centro-sinistra di Liberi e Uguali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale sar\u00e0 l\u2019esito di queste elezioni? Lo scopriremo soltanto dopo il 4 Marzo. Per quanto ci riguarda, <strong><em>questi o quelli per noi pari sono<\/em><\/strong>, considerato che nessuno vuole davvero eliminare lo stato di asservimento coloniale a cui l\u2019UE e l\u2019euro hanno condotto l\u2019Italia. Credendo fermamente nel <strong>valore della sovranit\u00e0 popolare<\/strong> invitiamo i nostri lettori a partecipare al gioco elettorale, perch\u00e9 gli assenti hanno comunque torto. Una <strong>pernacchia<\/strong> vergata sulla scheda \u00e8 per noi il miglior modo d\u2019esprimere il dissenso stante la generale e avvilente mediocrit\u00e0 del panorama politico. Chi vuole voti secondo coscienza o inclinazione; noi non abbiamo padrini per padroni n\u00e9 tantomeno pecoroni per lettori.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/corsivi\/elezioni-politiche-4-marzo\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/corsivi\/elezioni-politiche-4-marzo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Francesco Colaci) Il variopinto scenario delle prossime elezioni presenta vecchi e nuovi gattopardi, indaffarati a dimenticare le piazze populiste per comode sedute istituzionali nel generale disfacimento della Repubblica. Il nuovo anno sar\u00e0 determinante per le sorti del bel Paese. 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