{"id":38096,"date":"2018-01-17T09:00:34","date_gmt":"2018-01-17T08:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38096"},"modified":"2018-01-16T18:11:56","modified_gmt":"2018-01-16T17:11:56","slug":"colonizzati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38096","title":{"rendered":"Colonizzati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di APOFORETI (Alessandro Montanari)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con una decisione giudicata oltraggiosa persino dall\u2019Accademia della Crusca, il Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca guidato da Valeria Fedeli ha infatti stabilito che i Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (Prin) che ambiscano al finanziamento pubblico dovranno essere scritti in inglese, tollerando tuttavia che i candidati che lo desiderino alleghino alla domanda una copia sussidiaria in italiano. E\u2019 dunque vero, come ha subito protestato il ministero, che \u201c\u00e8 scorretto dire che la lingua italiana sia stata bandita\u201d. In effetti \u00e8 stata solo degradata, in Italia, al rango di una lingua complementare e facoltativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sbaglia di grosso, peraltro, chi tenta di ricondurre la portata della questione ad un livello settoriale, ricordando che le pubblicazioni scientifiche internazionali vengono di norma compilate in inglese. Il bando, infatti, ammette anche Prin di natura umanistica; dunque persino chi volesse presentare un progetto orientato alla conservazione della poesia vernacolare sar\u00e0 costretto a spiegarlo \u2026in inglese. Se non siamo all\u2019assurdo, poco ci manca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Temo tuttavia che sia alquanto ingenuo ridurre l\u2019assurdit\u00e0 di una simile decisione alla scarsa inclinazione personale della signora Fedeli per l\u2019italiano. L\u2019adozione dell\u2019inglese, che non \u00e8 solo la lingua della scienza ma \u00e8 e resta soprattutto la lingua dei mercati, obbedisce infatti ad un imperativo categorico della globalizzazione che, attraverso la distruzione programmata degli idiomi nazionali, mira a costruire un prototipo seriale di\u00a0<em>homo novus<\/em>, perfettamente identico ai propri simili a prescindere dal luogo di nascita e dalla cultura di provenienza.<strong> Da qui la necessit\u00e0 di procedere per costante sottrazione delle differenze, cominciando naturalmente dalla lingua, dal momento che lingue diverse esprimono diversi pensieri. Uniformare il linguaggio serve perci\u00f2 a uniformare i pensieri mentre uniformare i pensieri \u00e8 la condizione essenziale per uniformare i comportamenti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sostituzione strisciante dell\u2019italiano con l\u2019inglese non riguarda solo l\u2019istruzione universitaria. Da quest\u2019anno, infatti, gli studenti di tutte le scuole secondarie dovranno assistere, oltre alle consuete (e, intendiamoci, sacrosante) lezioni \u201cdi\u201d inglese, anche a lezioni \u201cin\u201d inglese delle principali materie scientifiche. Materie scientifiche, forse non lo sapete, come la storia. Ma non c\u2019\u00e8 un cortocircuito logico nel pretendere che la storia d\u2019Italia venga insegnata in inglese? In quella storia, quantomeno, sembrerebbe mancare qualcosa. Qualcosa di enorme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dice che il frutto non cada mai troppo distante dall\u2019albero. Ed \u00e8 vero. A spacciare tutte queste innovazioni legislative per progresso, in effetti, \u00e8 una classe politica rampante che ormai da anni, sfoggiando il classico cosmopolitismo del provinciale, ha preso a giustificare ogni porcheria dell\u2019agenda mondialista in un\u00a0<em>inglesorum<\/em>\u00a0subdolo che tanto ricorda il viscido\u00a0<em>latinorum<\/em>\u00a0usato da Don Abbondio per far fessi i villani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiamandolo esoticamente Jobs Act, Matteo Renzi \u00e8 riuscito a conferire un\u2019accecante veste di modernit\u00e0 alla cancellazione delle tutele dei lavoratori, evitando cos\u00ec che la base popolare del Pd, operaista e post-comunista, interpretasse immediatamente quella legge per ci\u00f2 che era: una contro-riforma reazionaria e padronale. D\u2019altro canto oggi \u00e8 facile per il popolo cadere nel tranello dei dotti. Politici e giornalisti non fanno che ripeterci che bisogna fare la\u00a0<em>spending-review<\/em>\u00a0perch\u00e9 altrimenti sale lo\u00a0<em>spread<\/em>\u00a0e rischiamo il\u00a0<em>default,<\/em>\u00a0esponendo anche i nostri risparmi al rischio di un\u00a0<em>bail in<\/em>. E chi sostiene il contrario, ovviamente, sta solo raccontando\u00a0<em>fake-news<\/em>\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovendo pagare il mio tributo alla cultura anglosassone, consentitemi di parafrasare un micidiale fustigatore dei \u201cmodernisti\u201d d\u2019ogni tempo quale fu, e continua ad essere, George Bernard Shaw. Anche io, come lui,\u00a0<em>non credo sia necessario essere stupidi<\/em>\u00a0per parlare inglese tra italiani,\u00a0<em>ma certamente aiuta<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il gusto dell\u2019ironia, che anche nel delirio del mondo globale resta la spada pi\u00f9 adatta ad infilzar le idiozie, dimenticavo di dirvi che persino la Rai, malgrado i noti problemi di bilancio, ha voluto contribuire all\u2019internazionalizzazione linguistica del Paese lanciando un nuovo canale della Radio-televisione Italiana totalmente in inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cambiare la lingua, come detto, serve a riprogrammare le menti. Ma le menti, per conservare l\u2019illusione di funzionare in autonomia, necessitano di\u00a0un \u201csoftware\u201d filosofico capace di restituire un senso anche al non-senso. Questa filosofia-guida, a mio avviso, \u00e8 chiaramente rintracciabile nel Relativismo Culturale, una piattaforma di pensiero ispirata alla negazione d\u2019ogni pensiero che predica l\u2019iper-tolleranza per meglio praticare la tirannia. Esagero? Giudicate voi. Con la surreale giustificazione del rispetto delle diversit\u00e0 (ma a nulla di effettivamente diverso, in realt\u00e0, \u00e8 pi\u00f9 concesso di esistere), questa corrente di non-pensiero chiama padri e madri \u201cgenitore 1\u201d e \u201cgenitore 2\u201d, mette al bando i sostantivi maschili, corregge la trama delle opere liriche, infila mutandoni di legno alle statue ed offre riparo culturale a chi trasforma Ges\u00f9 in Per\u00f9, arrivando persino ad invocare, ora, l\u2019abbattimento sistematico di quei monumenti che darebbero equivoca testimonianza delle \u201cepoche buie\u201d del nostro passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il buio di ieri contro la luce del domani che stiamo costruendo oggi\u2026 Non so voi ma io, se mi fermo a considerare il presente, fatico ad immaginare qualcosa di pi\u00f9 buio di questo Oscurantismo Illuminista e di questa mefistofelica promessa di consegnarci Tutto, ma solo se, prima, avremo accettato di prostrarci al Nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/apoforeti.wordpress.com\/2018\/01\/15\/colonizzati\/\">https:\/\/apoforeti.wordpress.com\/2018\/01\/15\/colonizzati\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di APOFORETI (Alessandro Montanari) Con una decisione giudicata oltraggiosa persino dall\u2019Accademia della Crusca, il Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca guidato da Valeria Fedeli ha infatti stabilito che i Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (Prin) che ambiscano al finanziamento pubblico dovranno essere scritti in inglese, tollerando tuttavia che i candidati che lo desiderino alleghino alla domanda una copia sussidiaria in italiano. 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