{"id":38105,"date":"2018-01-17T10:30:45","date_gmt":"2018-01-17T09:30:45","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38105"},"modified":"2018-01-17T02:35:20","modified_gmt":"2018-01-17T01:35:20","slug":"il-passo-e-il-sogno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38105","title":{"rendered":"&#8220;Il passo e il sogno&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di SINISTRA IN RETE (Elisabetta Teghil)<\/strong><\/p>\n<p class=\"\" style=\"text-align: justify\">La nostra societ\u00e0 si sta esprimendo ed ha compiuto atti importanti nella realizzazione dello sfruttamento illimitato. Questa violenza strutturale si \u00e8 incarnata nell\u2019ideologia neoliberista che \u00e8 una sorta di macchina infernale e che \u00e8 stata veicolata attraverso la divinizzazione del potere dei mercati. Sotto gli occhi di tutti ci sono gli effetti di questa nuova organizzazione sociale a partire dalla miseria di una parte sempre pi\u00f9 grande delle societ\u00e0 economicamente pi\u00f9 avanzate e lo straordinario aumento del divario fra i redditi. Quindi, un\u2019affermazione scomposta della vita personale intesa come una sorta di darwinismo che instaura la lotta di tutti contro tutti, il cinismo come norma, la ricchezza come premio di questa selezione, la traduzione nella vita quotidiana con l\u2019assuefazione alla precariet\u00e0, all\u2019insicurezza e all\u2019infelicit\u00e0 che permea l\u2019esistenza. Con una precarizzazione cos\u00ec diffusa da ridurre il lavoratore\/trice a mano d\u2019opera docile sotto la permanente minaccia della disoccupazione. L\u2019aspetto paradossale \u00e8 che questo ordine economico e sociale si spaccia e si promuove sotto il segno della libert\u00e0 e addirittura come societ\u00e0 armoniosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 questo un momento storico che produce un inaudito cumulo di sofferenze. Tutto ci\u00f2 a partire dal dominio assoluto della flessibilit\u00e0 con contratti a tempo determinato, con assunzioni ad interim, con una concorrenza spietata, non pi\u00f9 quella tradizionale fra imprese, ma oggi all\u2019interno della stessa impresa tra lavoratore e lavoratore con l\u2019individualizzazione del rapporto salariale, con l\u2019introduzione di colloqui preassunzione e successivamente di valutazione individuale. La valutazione permanente con una forte dipendenza gerarchica, con lo spacciare i lavoratori come categoria di operatori autonomi, con l\u2019estensione a tutti del \u201dcoinvolgimento\u201d si traduce in un iperinvestimento sul lavoro e in una perenne condizione di insicurezza che tende ad abolire i riferimenti e le solidariet\u00e0 collettive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo, a livello pi\u00f9 generale, si realizza con la privatizzazione a tutto campo dei servizi pubblici e sociali, con l\u2019incoraggiamento sistematico del part-time, naturalmente con un salario anch\u2019esso parziale, con i lavori a tempo determinato e porta ad un impoverimento dei lavoratori cassando pi\u00f9 di un secolo di lotte che spingevano per una redistribuzione della ricchezza collettiva e per una maggiore uguaglianza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo nel regno degli eufemismi, del rovesciamento del significato delle parole, una cannibalizzazione dei diritti sociali che ha investito ambiti impensabili a partire dai sistemi scolastici piegati in funzione dei bisogni del mercato del lavoro, dalla sanit\u00e0 pubblica e dalle pensioni. Le pensioni, la liquidazione, l\u2019assistenza sanitaria sono i temi umanamente pi\u00f9 scottanti, ma al centro della macchina dell\u2019ineguaglianza c\u2019\u00e8 l\u2019istruzione. Nulla \u00e8 pi\u00f9 dovuto, casa, gas, acqua, luce, al cittadino\/a non spetta pi\u00f9 niente. Un terrorismo sociale forte e vincente annichilisce le persone, colpevolizzandole, avvilendole, frustrandole, trascinando perfino ogni comportamento dovuto al bisogno nella sfera delinquenziale. Questo \u00e8 il pensiero unico cio\u00e8 l\u2019ideologia neoliberista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le societ\u00e0 occidentali sono sempre pi\u00f9 vicine alle colonie come dimostra l\u2019arroganza della borghesia sovranazionale convinta di far parte di una categoria superiore pi\u00f9 civilizzata, pi\u00f9 progredita e il suo disprezzo per i colonizzati, per i poveri, per chi non ce l\u2019ha fatta. In questo contesto tutto \u00e8 lecito, inasprire le pene, aumentare i casi di carcerazione, ampliare la fascia dei reati penali, dilatare i tempi della flagranza di reato fino ad etichettare tutti come terroristi che \u00e8 la premessa per garantire l\u2019impunit\u00e0 a chi esegue le pene di morte extra legem e la tortura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La \u201cvera democrazia\u201d si attuer\u00e0 quando saremo tutti colpevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo patrimonio di assoggettamento era gi\u00e0 la sorte dell\u2019operaio al servizio della macchina utensile e ridotto alla condizione di proletario dalla perdita della sua stessa individualit\u00e0. Oggi, per\u00f2, il ceto impiegatizio, il libero professionista, il commerciante al dettaglio, in definitiva la classe media \u00e8 stata largamente proletarizzata in quanto ne sono state svalutate le competenze professionali ed \u00e8 stata fortemente impoverita. Quindi, oggi, vasti strati sociali sono stati tutti plasmati e ridotti a strumenti di una nuova servit\u00f9 volontaria. Il neoliberismo si \u00e8 caratterizzato come un grande fratello traducendosi in un vero e proprio strumento di controllo sociale che occupa ogni interstizio della vita. Cos\u00ec vengono sottratte le possibilit\u00e0 stesse di esistenza sostituite da norme che sono vere e proprie rimozioni delle capacit\u00e0 intellettuali, affettive, estetiche e politiche delle singole persone e dell\u2019umanit\u00e0 tutta. Questa societ\u00e0 disossa le persone, le rende dei corpi senza anima, afflitti dal male di esistere e dal male di divenire cio\u00e8 dalla mancanza di un presente e di un futuro con una crescente tendenza alla rabbia spoliticizzata che spiega tante situazioni che avvengono negli Stati Uniti con individui che, senza un apparente motivo, fanno delle stragi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutte le attivit\u00e0 umane, nessuna esclusa, istruzione, cultura, salute\u2026sono diventate merce e per questo non possono che finire in frustrazione e in istinti distruttivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche in politica si adottano tecniche di marketing, la politica stessa si trasforma in merce. D\u2019altra parte la miseria a tutto campo non pu\u00f2 che diventare miseria politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un sentimento di disillusione, di esasperazione attraversa le societ\u00e0 occidentali e la socialdemocrazia non utilizza pi\u00f9 lo spirito di Tomasi di Lampedusa \u201ccambiare tutto perch\u00e9 niente cambi\u201d. Oggi fa ricorso ad una strategia di cambiamento effettivo, cambiamento perfino del senso delle parole, il colmo \u00e8 nello stravolgere e rovesciare il loro stesso significato e tutto si trasforma in un talismano che \u00e8 il diritto incontrollato e a tutto campo dei proprietari dei mezzi di produzione di far s\u00ec che le forme politiche organizzate siano l\u2019armatura del dominio del capitale nella societ\u00e0. In effetti se si esclude, almeno nei paesi occidentali, la coercizione diretta rappresentata dalla schiavit\u00f9, si ha un dominio diretto come mai nel passato sulla vita delle persone, sulla loro esistenza a partire dal lavoro salariato necessario per la semplice sopravvivenza anche in condizioni di semischiavit\u00f9 e comunque permesso dai proprietari dei mezzi di produzione solo alle loro condizioni. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 ostentazione ma dittatura vera e sostanziale dell\u2019impero del capitale. E quando si manifestano forme di contestazione rispetto a questa brutalit\u00e0 di sistema portata ad un punto limite, allora si svela la violenza di cui \u00e8 capace il potere per difendere i propri vantaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il limite di sopportazione \u00e8 continuamente superato e pertanto ogni pi\u00f9 piccolo tentativo di ribellione \u00e8 soggetto alla repressione. In questo momento puoi lavorare, quando puoi, se fai quel che ti viene detto e come ti viene detto e, comunque, lo fai finch\u00e9 il datore di lavoro te lo permette e se non ti sta bene, vieni cacciato impunemente perch\u00e9 ci sono le Istituzioni, nessuna esclusa, e in maniera eclatante, che proteggono e realizzano questo impianto. E finisci per ubbidire per una buona ragione perch\u00e9 vivi nella paura. Le condizioni stesse dell\u2019esistenza delle persone sono affidate al braccio esecutivo delle Istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 una concezione atavica, altro che innovativa e moderna! \u00c8 un ritorno al passato..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il terrorismo e la guerra mantengono un simulacro di coesione nazionale e per questo vengono coltivati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non c\u2019\u00e8 nessuna crisi, il neoliberismo \u00e8 una scelta ideologica e pertanto si irradia in tutta la societ\u00e0. Il paradosso \u00e8 che si parla sempre pi\u00f9 di lavoro nel momento in cui il lavoro viene sempre pi\u00f9 a mancare e, quando c\u2019\u00e8, \u00e8 precario e volatile. Si tratta, in fondo, dello stesso paradosso per cui i discorsi sull\u2019ambiente e sulla natura proliferano quando la natura diventa sempre pi\u00f9 artificiale e l\u2019ambiente sempre pi\u00f9 snaturato e devastato, a conferma, come diceva Walter <em>Benjamin \u201cL\u2019essenza di una cosa appare nella sua verit\u00e0 nel momento in cui essa rischia di scomparire.\u201d <\/em>Questo vale per tutto l\u2019impianto che la borghesia si \u00e8 data con i suoi connotati e addentellati, nello sport, nella ritualit\u00e0, nei momenti mondani e conviviali, e utilizza lo stesso approccio che ha per il mondo del lavoro, la natura, l\u2019ambiente nei riguardi dei diritti umani, del razzismo e del sessismo. Aver teorizzato la negazione di ogni solidariet\u00e0 verso la popolazione sempre pi\u00f9 emarginata e sfruttata \u00e8 anche un venir meno alla solidariet\u00e0 verso le generazioni future e tutto questo non \u00e8 che l\u2019altra faccia della moneta delle nuove guerre coloniali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La societ\u00e0 si sta dissolvendo nella barbarie del dominio di una borghesia transnazionale in un delirio di onnipotenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo lento ed oggi inarrestabile degrado \u00e8 stato possibile in gran parte grazie alla socialdemocrazia comunque si chiami nei vari paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La devastazione del tessuto sociale \u00e8 stata ed \u00e8 accompagnata, sponsorizzata e veicolata dal lessico di sinistra portato in dote dalla socialdemocrazia. Vengono valorizzate le situazioni che tendono ad abolire la distanza tra il soggetto e l\u2019oggetto, che privano il cittadino del momento della riflessione e della discussione e che sono propizie agli arruolamenti mediatici sempre disposti a sostenere qualche guerra umanitaria, qualche manifestazione spoliticizzata. Rivoluzioni colorate, primavere arabe, manifestazioni interclassiste, marce bianche, fiaccolate, tutto imbellettato ma svuotato dal ruolo e dal significato, mentre per contribuire alla ricostruzione del tessuto sociale sarebbe necessario un processo che chiarisse i legami stretti fra le manifestazioni cos\u00ec dette progressiste e il loro ruolo funzionale al potere e ricordasse la natura politica che li guida al di l\u00e0 dei ritornelli , delle parole tanto belle e accattivanti quanto vuote che si risolvono in pace, giustizia, democrazia come se tutto fosse sospeso in un limbo .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il filo nero o il fiume carsico, comunque lo si voglia chiamare, \u00e8 la parola moderazione che viene spacciata per ragione: chiedere poco e aspettarsi ancora meno. Questa prudenza rivendicativa riflette lo stato d\u2019animo di questa stagione politica. E questo approccio si realizza in un calendario di raduni, di appuntamenti, di ricorrenze ritualistiche e fine a se stesse. Che si tratti di disuguaglianze, di razzismo, di sessismo, di ecologia, di politica internazionale tutto si risolve in belle parole e nella richiesta sommessa di qualche briciola e la validit\u00e0 delle richieste non viene dalla scelta di campo ma da qualche legittimazione colta, magari accademica e dalla disponibilit\u00e0 a collaborare con il sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo contesto cupo troppi\/e si sono rassegnati a non puntare pi\u00f9 all\u2019impossibile, alla luna, ma a sollecitare il minimo secondo loro accettabile, a non procedere pi\u00f9 in avanti ma al massimo ad auspicare la fine degli arretramenti. Man mano che la socialdemocrazia si propone come strategia del neoliberismo, tutto si risolve in richieste che hanno le caratteristiche della preghiera. Si chiedono solo briciole e si raccoglie solo vento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il patto sociale \u00e8 stato rotto unilateralmente dal capitale e il neoliberismo procede a tappe forzate tramite i suoi funzionari socialdemocratici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perfino la sola idea di articolare obiettivi strategici di lungo termine e battaglie tattiche immediate \u00e8 stata completamente rimossa con l\u2019uso delle etichette diffamatorie di \u201cvetero\u201d, \u201csuperato\u201d, \u201cstantio\u201d e ammantandosi di termini come \u201cmoderno\u201d e \u201cpostmoderno\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come si inserisce la lotta femminista in questo quadro? Il femminismo \u00e8 un movimento politico che si propone di percorrere strade di liberazione e non ha nulla a che fare con l\u2019emancipazionismo usato come fine e non come mezzo, con le lotte categoriali e corporative, con il collaborazionismo con questo sistema di potere. E\u2019 un movimento di uscita da questa societ\u00e0 e non potrebbe essere altrimenti perch\u00e9 il patriarcato non \u00e8 altro che un modello economico basato sulla gerarchia, sui ruoli sessuati, sul possesso e sul dominio in modo da ottenere la massima resa degli individui messi al lavoro, ognuno per la sua parte di competenza e di questo modello gli aspetti culturali e sociali sono la conseguenza perch\u00e9 il comando sul lavoro innerva tutta la societ\u00e0 e diventa dunque metabolismo sociale,\u00a0 e la sua configurazione attuale \u00e8 quella funzionale al capitalismo neoliberista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il capitalismo neoliberista ha delle caratteristiche specifiche con cui porta avanti la difesa della sua organizzazione di potere, caratteristiche e modalit\u00e0 che ha mutuato dalla socialdemocrazia riformista che \u00e8 il suo principale sponsor e naturalizzatore, vale a dire linguaggi, modalit\u00e0, strumenti semantici e discorsivi di sinistra per portare avanti un progetto cos\u00ec fortemente reazionario e repressivo da far impallidire la destra tradizionale. E da relegarla in un ruolo di servizio. Alcuni di questi strumenti caratterizzanti sono il politicamente corretto e la strumentalizzazione dei diritti umani, della violenza sulle donne e sulle diversit\u00e0, l\u2019abuso di termini svuotati dei significati originari e addirittura ribaltati quali riforme, democrazia, libert\u00e0, autonomia, scelta\u2026tanto da costruire una societ\u00e0 dell\u2019antirazzismo razzista, dell\u2019antisessismo sessista, dell\u2019antifascismo fascista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il femminismo, se tale vuol essere e non il fantasma di se stesso usato come maschera dal dominio, pu\u00f2 essere solo antagonista, pu\u00f2 solo rifiutare ogni ipotesi di collaborazione con questo potere, porsi fuori e contro la societ\u00e0 del capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Invece ora tantissime donne, femministe, compagne sono cadute nella trappola del piatto di lenticchie, del realistico, dimenticando che l\u2019insieme delle donne \u00e8 pesantemente attraversato dalla classe e da ci\u00f2 non \u00e8 possibile prescindere in questa stagione in cui le patriarche sono parte integrante del potere, e andando dietro alle pifferaie socialdemocratiche, facendosi incantare come i topi di Hamelin dalla musica delle lotte corporative mascherata con parole femministe svuotate di ogni significato che aleggiano come bolle di sapone, inconsistenti ed effimere. Basterebbe fermarsi un attimo a riflettere ma questo comporterebbe revisione critica di scelte e comportamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E cos\u00ec, invece, l\u2019oppressione delle donne diventa strumento di controllo sociale. Un altro strumento di controllo insieme a tutti quelli messi in atto finora dalla socialdemocrazia per conto del neoliberismo. La socialdemocrazia femminile si arroga il diritto di decretare quello che si pu\u00f2 dire e non dire, come si deve chiamare e non chiamare chi e cosa, si chiedono a gran voce soldi allo Stato per centri antiviolenza e strutture di supporto, corsi di adeguamento del linguaggio, corsi di formazione per la scuola, per i tribunali, per la polizia e per la stampa \u2026addirittura la creazione di un osservatorio sul controllo dell\u2019informazione\u00a0 sulle questioni di genere, naturalmente foraggiato sempre dallo Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E il femminismo diventa parte attiva dell\u2019Impero del Bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure la lotta femminista potrebbe essere di grande aiuto in questo frangente storico per la liberazione di tutti gli oppressi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il neoliberismo ha femminilizzato il lavoro. Questo vuol dire che pretende una dedizione assoluta, e spesso e volentieri gratuita, di chi lavora nei confronti dell\u2019azienda, una partecipazione emotiva alle sorti della stessa, una cancellazione della linea di demarcazione tra tempo del lavoro e tempo del riposo, una continua reperibilit\u00e0, un riconoscimento \u201caffettivo\u201d della filiera gerarchica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma non vi dice niente tutto questo? Non ci dice niente? Non vi ricorda le modalit\u00e0 con cui hanno ottenuto e perpetuato il nostro asservimento? Il lavoro di cura e riproduttivo \u00e8 un lavoro non pagato che viene estorto con il ricatto affettivo. La famiglia \u00e8 la nostra azienda in cui siamo state spinte al coinvolgimento emotivo, non esiste distinzione tra il tempo del lavoro e quello libero, dobbiamo essere reperibili ventiquattro ore su ventiquattro, dobbiamo riconoscere qual \u00e8 il nostro ruolo e la nostra collocazione ed esserne appagate perch\u00e9 solo cos\u00ec potremo essere felici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma il neoliberismo vuole anche altro. Un mettersi in gioco continuamente per dimostrare quanto si \u00e8 bravi, un\u2019attesa continua del riconoscimento del merito e quindi una continua dipendenza dal giudizio, un\u2019accettazione supina dei propri limiti e della propria inadeguatezza e quindi dei rimproveri, delle umiliazioni e della concorrenzialit\u00e0 con i propri simili, una disponibilit\u00e0 ad assumere la scala di valori vincente e quindi a stigmatizzare tutti quelli che si comportano in maniera deviante. Da sempre noi donne abbiamo dovuto dimostrare di essere brave, di essere all\u2019altezza, anzi da quando, poi, siamo entrate nel mondo del lavoro salariato, il nostro impegno nel dimostrare quanto valiamo si \u00e8 addirittura centuplicato. Abbiamo sempre dovuto accettare rimproveri e rimbrotti perch\u00e9 chi li faceva li faceva per il nostro bene, l\u2019essere inadeguate \u00e8 stato sempre considerato un nostro difetto e ci siamo dovute sempre dare un gran daffare per dimostrare il contrario. Il giudizio altrui ha sempre contato moltissimo, soprattutto quello maschile ma anche quello delle altre donne che hanno avuto sempre anche il compito di stigmatizzare le loro simili che non accettavano la norma, la normalit\u00e0, che non volevano rientrare nei ranghi della scala di valori codificata. Ricordiamoci sempre che l\u2019educazione dei figli\/e \u00e8 demandata soprattutto alle madri che si fanno garanti anche della riproduzione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E come hanno potuto ottenere da noi tutto questo? Attraverso la costruzione dei modelli sociali, sessuati e non, attraverso l\u2019instaurazione di una norma sociale fatta passare per \u201cnaturale\u201d e immutabile, attraverso la santificazione dell\u2019autorit\u00e0, della legge, della gerarchia, del possesso, attraverso lo stigma e la condanna sociale, attraverso il ricatto economico e affettivo\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E allora, proprio noi, possiamo e dobbiamo smascherare questi meccanismi e non dobbiamo certo essere quelle che impongono nuove regole e stigma e divieti, non siamo noi che dobbiamo educare, bens\u00ec liberare. Dobbiamo essere proprio noi, forti e consapevoli della nostra millenaria servit\u00f9 ed esperienza, a dire che non bisogna riconoscere la filiera gerarchica in nessun posto n\u00e9 nel pubblico n\u00e9 nel privato, che le leggi, la norma, l\u2019organizzazione sociale non hanno nessuna sacralit\u00e0, ma anzi vanno disattese ogniqualvolta siano contro la nostra vita, che la socialdemocrazia e il politicamente corretto sono dei mostri nascosti dietro una maschera affabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo cos\u00ec possiamo scardinare i meccanismi che ci tengono vincolate attraverso la scala gerarchica capitalista e patriarcale. L\u2019approccio e l\u2019approdo vanno completamente ribaltati: non siamo noi che dobbiamo sgomitare per posti di comando, per quote privilegiate, per finanziamenti statali a osservatori e corsi di sensibilizzazione sulle questioni di genere. In questo modo il femminismo diventa un ulteriore strumento di controllo sociale e si inserisce di diritto nell\u2019Impero del Bene, la costruzione neoliberista per cui lo Stato diventa etico e si prefigge sul fronte interno di decidere quello che \u00e8 bene e quello che \u00e8 male per ognuno\/a di noi e sul fronte esterno di convincere con le \u201cguerre umanitarie\u201d tutti quelli, popoli, Stati, territori, ambiti che non sono allineati o sono recalcitranti o sono asimmetrici agli interessi\u00a0 dell\u2019occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo abbandonando la visione categoriale e di orticello protetto e privilegiato potremmo ottenere rispetto politico e autorevolezza nella dimensione di lotta portata a sintesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il percorso di liberazione se anche \u00e8 un sogno non \u00e8 meno reale di un passo, il sogno senza il passo si dissolve nel cielo delle idee, ma il passo senza il sogno arranca nel pantano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il passo e il sogno disegnano un progetto politico. Il compito ai giorni nostri si annuncia sicuramente rude, ma se sapremo far convergere le classi medie, il mondo operaio, i precari, i marginalizzati, i migranti, i quartieri periferici\u2026cio\u00e8 tutti coloro che sono attaccati dal neoliberismo e spazzare via i partiti socialdemocratici, comunque si chiamino, potremo determinare un progetto politico capace di mettere in moto le lotte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E dovremmo partire strappando il velo ad un capitalismo che si \u00e8 messo una maschera buonista e \u201cdemocratica\u201d e che cos\u00ec si \u00e8 spinto a definire e a leggere la sofferenza come una colpa personale e perci\u00f2 l\u2019io sofferente umiliato, maltrattato viene derubricato dalla sua sofferenza e viene reinserito nel mercato come merce. Un capitalismo per il quale ogni colpa \u00e8 sempre dell\u2019essere umano che \u00e8 bacato, fallato e attanagliato da un intimo disordine da combattere ricorrendo alla medicina, al marketing, alla psicanalisi e alla polizia, per cui il conflitto sociale non pu\u00f2 che essere un malinteso, le lotte, le ribellioni, gli scioperi i picchetti non possono che essere un disordine intimo da sciogliere in un modo, nell\u2019altro o nell\u2019altro ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questa societ\u00e0 pervasa da inquietudini, da angosce, da sconcerto perfino un granello di umanit\u00e0 pu\u00f2 essere uno zoccolo nell\u2019ingranaggio. E\u2019 necessario costruire un baluardo contro il dilagante e vincente neoliberismo che \u00e8 la realizzazione di una societ\u00e0 contemporaneamente feudale, ottocentesca e nazista.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/neoliberismo\/11409-elisabetta-teghil-il-passo-e-il-sogno.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/neoliberismo\/11409-elisabetta-teghil-il-passo-e-il-sogno.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Elisabetta Teghil) La nostra societ\u00e0 si sta esprimendo ed ha compiuto atti importanti nella realizzazione dello sfruttamento illimitato. Questa violenza strutturale si \u00e8 incarnata nell\u2019ideologia neoliberista che \u00e8 una sorta di macchina infernale e che \u00e8 stata veicolata attraverso la divinizzazione del potere dei mercati. 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